Supporto alla PROVA FINALE (3 cfu Informatica)
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- Aniella Masini
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1 «L errore nasce sempre dalla tendenza dell uomo a dedurre la causa dalla conseguenza.» (Arthur Schopenhauer) Supporto alla PROVA FINALE (3 cfu Informatica) Corso di Laurea Magistrale Lingue e Letterature Straniere Prof. Giorgio Poletti ([email protected]) AA
2 PROBLEM SOLVING PROBLEM SOLVING (attività di soluzione di un problema) Attività di pensiero CONDIZIONE DATA Organismo PROBLEM FINDING Insiemi di procedimenti in grado di «scoprire» l esistenza di un problema PROBLEM SETTING Insiemi di procedimenti in grado di configurare in maniera cognitiva il problema riconosciuto CONDIZIONE Intelligenza artificiale DESIDERATA PROBLEM SHAPING. Insiemi di procedimenti in grado di meglio definire un problema complesso PROBLEM TALKING Insiemi di procedimenti in grado di descrivere spiegare e comunicare il problema
3 PROBLEM SOLVING PROBLEM SOLVING (attività di soluzione di un problema) Attività di pensiero CONDIZIONE DATA Organismo Intelligenza artificiale CONDIZIONE DESIDERATA «La formulazione di un problema è spesso più importante della soluzione stessa «(Jacob Getzels e Albert Einstein) PROBLEM FINDING Scoperta di un problema: intuizione e creatività Dal greco πρόβλημα (próblēma) «sporgenza, promontorio, impedimento, ostacolo» Dal latino intueor (in («dentro») + tueor («guardare»), cioè «entrar dentro con lo sguardo»); forma di sapere non spiegabile a parole, che si rivela per lampi improvvisi (Knowledge discovery o Data MIning) capacità cognitiva di creare e inventare; dal «creare» latino, condivide «crescere» la radice KAR. In sanscrito, "KAR-TR" è «colui che fa» (dal niente).
4 PROBLEM SOLVING ANALISI DELLE INTERCONNESSIONI (brainstorming, focus group o la creazione di diagrammi e mappe concettuali) PROBLEM FINDING Fasi del modello essenziale ESAMINA DEI PROBLEMI POSSIBILI ED ALTERNATIVI (porsi il maggior numero di domande sulla situazione che deve affrontare, ed evitare errori di similitudine) PORRE LE GIUSTE DOMANDE (Da un un elenco il più possibile completo delle possibili domande relative al problema si deve scegliere la migliore)
5 EURISTICA Dal verbo greco εὑρίσκω: scoprire trovare (scovare) inventare conoscere NUOVA CONOSCENZA INTUITO Approccio NON LINEARE alla risoluzione dei problemi si affida per generare CIRCOSTANZE Euristica: parte della ricerca il cui compito è quello di favorire l'accesso a nuovi sviluppi teorici o a scoperte empiriche (parte dell epistemologia) Epistemologia (episteme, «conoscenza certa» à «scienza»): filosofia della scienza, studia i fondamenti delle diverse discipline scientifiche.
6 PRINCIPIO MDL PRINCIPIO MDL (MINIMUM DESCRIPTION LENGTH) Teoria dell informazione postulato da William of Ockham XIV sec (Guglielmo di Occam) RASOIO DI OCCAM identifica Principio metodologico afferma Inutilità di aggiungere ipotesi a quelle giudicate sufficienti «Io esorto a studiare matematica pur chi si accinga a divenire avvocato o economista, filosofo o letterato; perché io credo e spero che non gli sarà inutile saper bene ragionare e chiaramente esporre.» (Alessandro Padoa)
7 PRINCIPIO MDL PRINCIPIO MDL (MINIMUM DESCRIPTION LENGTH) postulato da Teoria dell informazione William of Ockham XIV sec (Guglielmo di Occam) RASOIO DI OCCAM «A parità di fattori la spiegazione più semplice è da preferire» (Guglielmo di Occam) espresso in termini di «risoluzione dei problemi» Non moltiplicare gli elementi più del necessario. Non considerare la pluralità se non è necessario. È inutile fare con più ciò che si può fare con meno.
8 PRINCIPIO MDL PRINCIPIO MDL (MINIMUM DESCRIPTION LENGTH) Teoria dell informazione postulato da William of Ockham XIV sec (Guglielmo di Occam) RASOIO DI OCCAM Concetti di inferenza bayesiana Reverendo Thomas Bayes ( ) Procedimento per cui si inducono le caratteristiche di una popolazione dall'osservazione di una parte di essa (il campione), parte determinata, normalmente, mediante un esperimento casuale (aleatorio). Approccio all'inferenza statistica: le probabilità non sono interpretate come frequenze o proporzioni, ma piuttosto come livelli di fiducia nel verificarsi di un dato evento.
9 LINGUAGGI DICHIARATIVI Logica di Primo Ordine LINGUAGGI DICHIARATIVI (O LOGICI) Sistema formale Esprimono enunciati Conseguenze logiche modalità Meccanico Formale PROGRAMMAZIONE LOGICA E LOGICA DEL PRIMO ORDINE «particolare sistema formale, cioè una teoria formale in cui è possibile esprimere enunciati e dedurre le loro conseguenze logiche in modo del tutto formale e meccanico»
10 LINGUAGGI DICHIARATIVI Dati LINGUAGGI DICHIARATIVI (O LOGICI) Istruzione diventa Descrivono Insieme di relazioni Clausola Risultato desiderato Non c è un ordine prestabilito per l esecuzione delle clausole Descrive relazioni tra dati Verbi Parole PROGRAMMAZIONE LOGICA E LOGICA DI PRIMO ORDINE Punteggiatura Discorso
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