L APPROCCIO FORMATIVO PER COMPETENZE
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- Franca Belli
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1 L APPROCCIO FORMATIVO PER COMPETENZE - Adozione del modello europeo EQF (European Qualification Framework) - Metodologia laboratoriale - Alternanza scuola-lavoro - Cultura che si acquisisce mediante l approccio per ricerca e scoperta - Costruire una comunità di apprendimento capace di favorire i talenti - Insegnante facilitatore che guida, pone domande, sviluppa strategie, ecc. - Attivare processi di conquista della conoscenza - Valorizzare l apprendimento informale e non formale - Costruire un piano formativo sulla base delle caratteristiche del contesto (allievi, territorio, Istituto)
2 L ELABORAZIONE DEL PIANO FORMATIVO tra DIPARTIMENTI E CONSIGLI DI CLASSE Centralità della comunità di apprendimento Aggregazione delle discipline per assi culturali Identificare i nuclei portanti del sapere tenendo presente l unitarietà dell insegnamento Riferimento alle competenze chiave di cittadinanza Approccio misto che alterna (intelligentemente) lezioni, compiti, esperienza Sospendere il giudizio e incoraggiare il cammino tollerando talvolta incertezze ed errori purché vi siano dedizione ed impegno Evitare la dispersione del tempo e la noia Sollecitare gli studenti a porre problematicamente i risultati del proprio lavoro Valutazione e autovalutazione dicembre 2014 UFFICIO DIRIGENTI TECNICI - USR PIEMONTE 2
3 IN CLASSE: Definire un percorso di studio Sollecitare curiosità e domande Fornire strumenti per strutturare la riflessione e la strutturazione del sapere acquisito Insegnare per compiti Variare le situazioni di apprendimento e il modo di implicazione degli studenti dicembre 2014 UFFICIO DIRIGENTI TECNICI - USR PIEMONTE 3
4 IN CLASSE (segue): Focus posto sull evidenza dei compiti/prodotti che ne attestano la padronanza da parte degli allievi Focus posto sull attendibilità nel senso che solo in presenza di almeno un prodotto reale significativo, svolto personalmente dal destinatario, è possibile certificare la competenza che in tal modo corrisponde ad un saper agire/reagire nei confronti delle sfide dicembre 2014 UFFICIO DIRIGENTI TECNICI - USR PIEMONTE 4
5 IN CLASSE (segue): Saper distinguere tra VERIFICA: riguarda la rilevazione degli apprendimenti in relazione a conoscenze e abilità e viene svolta tramite strumenti consolidati come l interrogazione, il test, il compito scritto VALUTAZIONE: consente di esprimere un giudizio fondato sul grado di padronanza dell allievo relativamente alla competenza dicembre 2014 UFFICIO DIRIGENTI TECNICI - USR PIEMONTE 5
6 LA DIDATTICA LABORATORIALE PER FORMARE PERSONE COMPETENTI: o Creare situazioni di apprendimento reali o Elaborare un piano formativo che costituisce il percorso che orienta i docenti/formatori nel loro lavoro o Il percorso formativo procede dalla pratica all astrazione puntando sul linguaggio e sulla riflessione dicembre 2014 UFFICIO DIRIGENTI TECNICI - USR PIEMONTE 6
7 DIDATTICA LABORATORIALE PER L AREA SCIENTIFICA Esperimento e ricerca sono le strutture dell apprendimento delle scienze Tutto si può apprendere per quesiti Definire un percorso di conquista per tappe del sapere complesso: 1. Autoevidenza del reale 2. Padronanza degli strumenti analitici 3. Visione olistica della realtà dicembre 2014 UFFICIO DIRIGENTI TECNICI - USR PIEMONTE 7
8 DIDATTICA LABORATORIALE PER L AREA MATEMATICA Prospettiva centrata sul ragionamento e sulla logica Evitare l estrema formalizzazione propria della matematica pura Pensare in termini di utilizzo reale della matematica: 1. geometria 2. statistica 3. Fisica 4. Calcolo delle probabilità 5. Progettazione 6. amministrazione dicembre 2014 UFFICIO DIRIGENTI TECNICI - USR PIEMONTE 8
9 DIDATTICA LABORATORIALE PER L AREA TECNICA Gestire i laboratori tecnici secondo un quadruplice codice: 1) La conquista di una maestria professionale 2) La conquista di un linguaggio tecnico appropriato e corretto 3) La conquista di un sapere teorico sottostante le attività 4) La conquista della responsabilità circa l impatto della tecnica sull uomo e la società dicembre 2014 UFFICIO DIRIGENTI TECNICI - USR PIEMONTE 9
10 PRESENTARE UNA ESPERIENZA DIDATTICA LABORATORIALE: Questi gli elementi essenziali Titolo (meglio se evocativo) Compito reale (o realistico), i problemi sottesi, i prodotti da realizzare (ricerca, presentazione, progetto, glossario e relazione individuale), il loro valore e l interlocutore cui si riferiscono Competenze mirate, prevalenti o concorrenti, e l insieme dei saperi mobilitati (conoscenze e abilità) dicembre 2014 UFFICIO DIRIGENTI TECNICI - USR PIEMONTE 10
11 Senso e valore dell esperienza proposta Colleghi ed eventualmente esperti esterni coinvolti Sequenza di fasi di lavoro prevedendo un alternanza di fasi di lavoro tra lavoro di gruppo e lavoro individuale oltre ad esperienze ed apporti esterni, se significativi Natura della consegna Ausili previsti Modalità e criteri di valutazione dicembre 2014 UFFICIO DIRIGENTI TECNICI - USR PIEMONTE 11
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