Capitolo 4 ANALISI DEGLI IMPATTI

Размер: px
Начинать показ со страницы:

Download "Capitolo 4 ANALISI DEGLI IMPATTI"

Транскрипт

1 246 Capitolo 4 ANALISI DEGLI IMPATTI

2 IDENTIFICAZIONE DEGLI IMPATTI Nel presente capitolo si individuano gli impatti connessi con la realizzazione del dissociatore molecolare e della relativa discarica. Nella realizzazione del progetto del dissociatore molecolare le fasi che possono portare interferenze sull ambiente sono costituite dalla fase di realizzazione dell opera (fase di cantiere) e dalla fase di esercizio. Nella fase di cantiere gli impatti sono stati identificati a partire dalle principali attività che si prevede dovranno svolgersi per la realizzazione dell impianto. In particolare i principali lavori prevedono i movimenti terra per la preparazione delle aree, lo scavo per la realizzazione di canalizzazioni e condotte sotterranee, scavi per il posizionamento delle fondazioni, costruzione di edifici, montaggi meccanici ed elettrostrumentali, lavori di asfaltatura di piazzali e strade e le sistemazioni a verde delle aree non occupate. Nella fase di costruzione gli impatti più significativi sono costituiti da: occupazione di suolo; movimentazione dei mezzi d opera delle varie ditte impiegate nella costruzione dell impianto. Nella fase di esercizio gli impatti più significativi sono costituiti da: - emissioni in atmosfera dovute allo scarico dai camini, dei fumi di combustione del syngas; - emissioni dallo scrubber connesso con il sistema di depurazione dell aria del fabbricato in cui vengono stoccati i rifiuti e del fabbricato in cui avviene la gassificazione; - emissioni sonore dovute alle apparecchiature presenti nell impianto; - traffico dei mezzi, connessi con il conferimento delle varie tipologie di rifiuto e dei reagenti impiegati nel ciclo d impianto, oltre all allontanamento dei rifiuti prodotti; - modificazione del paesaggio connesso con l introduzione di un fabbricato industriale di dimensioni importanti, si per estensione che per elevazione e della struttura del camino di emissione dei fumi. Nella fase di abbandono gli impatti più significativi saranno sicuramente positivi con la restituzione del sito su cui sorge l impianto all ambiente e l eliminazione delle modificazioni antropiche introdotte con la realizzazione dello stesso. Nel caso di impianti di discariche per rifiuti oltre alla fase di costruzione si distingue una fase di esercizio che costituisce il periodo durante il quale viene effettuato il conferimento dei rifiuti, ed una fase di post esercizio successiva al termine dei conferimenti durante la quale la discarica deve continuare ad essere gestita per

3 248 controllare l esaurimento dei processi biologici di degradazione dei rifiuti che si protraggono ancora per alcune decine di anni. La fase di dismissione o abbandono ha luogo al momento in cui l emissione del biogas si è sostanzialmente esaurita ed il percolato ha acquisto caratteristiche tali da poter essere liberamente rilasciato nell ambiente senza produrre alcun danno. Nelle quattro fasi descritte si concretizzano una serie di impatti che risultano più o meno significativi a seconda del periodo di vita in cui la discarica si trova. Di seguito vengono individuati, tenuto conto delle caratteristiche progettuali, gli impatti più significativi che andranno ad incidere sulle componenti ambientali nelle diverse fasi di vita della discarica. Nella fase di costruzione gli impatti più significativi sono costituiti da: - emissioni di polveri; - alterazione e modificazione della situazione idrogeologica in relazione alla impermeabilizzazione del fondo discarica; - traffico dei mezzi delle ditte appaltatrici impiegate nei lavori di allontanamento dei materiali di scavo dalla discarica. Nella fase di esercizio della discarica gli impatti più significativi sono i seguenti: - emissioni in atmosfera dovute alla produzione di biogas; - traffico dei mezzi relativo sia al conferimento dei rifiuti sia all allontanamento dei reflui di percolazione prodotti dalla discarica; - alterazione del paesaggio, con la creazione di una colmata fuori terra, in un tipico paesaggio di pianura. Nella fase di post esercizio gli impatti che si concretizzeranno sono quelli presenti nella fase di esercizio anche se risulteranno per la quasi totalità avere un impatto decisamente meno significativo. Nella fase di abbandono gli impatti più significativi saranno sicuramente positivi con la restituzione del sito di discarica all ambiente e l eliminazione delle modificazioni antropiche introdotte con la realizzazione della discarica. Nei paragrafi successivi verranno analizzati tutti gli impatti generati dalla realizzazione del dissociatore molecolare e della relativa discarica, sia quelli significativi sia quelli che invece produrranno effetti limitati sulle componenti ambientali esaminate. 4.2 ARIA Nel presente paragrafo vengono valutati gli effetti sulla componente aria potenzialmente

4 249 indotti dalla realizzazione del progetto di messa in esercizio di un impianto di dissociazione molecolare e di un nuovo lotto di discarica all interno del comparto di Ecofor Service S.p.A.. Lo studio è stato eseguito sulla base della documentazione tecnica fornita da Ecofor Service S.p.A., considerando le problematiche d'impatto sulla qualità dell aria e dei suoli originate dalle emissioni di inquinanti gassosi degli impianti/discariche presenti all interno del comparto Ecofor di Gello. La valutazione dell'entità degli impatti si è basata su un confronto delle ricadute con i limiti ammessi dalle leggi vigenti in un dominio di calcolo di 10 km x 10 km, centrato sugli impianti in progetto e costituito da una griglia di punti spaziati di 0,1 km. Per questo scopo si è fatto uso del set di modelli CALMET-CALPUFF-CALPOST certificato dall EPA, Agenzia Americana per la Protezione dell Ambiente. La trattazione è articolata nel modo seguente: valutazione dell impatto del dissociatore molecolare e del nuovo lotto di discarica sulla qualità dell aria e dei suoli, in cui si identificano gli apporti delle emissioni degli stessi e, tramite il sistema di modelli di calcolo CALPUFF, si calcolano gli impatti generati in fase di esercizio valutandone la conformità con la normativa vigente; conclusioni, in cui vengono riassunti e commentati i risultati ottenuti Fase di cantiere Per quanto concerne la realizzazione dell impianto di dissociazione molecolare si può ritenere irrilevante l emissione di polveri in quanto i quantitativi di materiale movimentato sono trascurabili rispetto a quelli per la realizzazione della discarica. La fase di cantiere per la realizzazione della discarica prevede la costruzione dei vari lotti gestionali, che in totale sono pari a 6. Nella fase iniziale verranno approntati 2 lotti, ovvero quelli in addosso alla discarica esaurita. Successivamente si prevede di realizzare al massimo un solo lotto per ogni anno e comunque in funzione delle necessità impiantistiche. In questo contesto verrà conseguentemente considerata la fase iniziale che è anche quella più critica dal punto di vista delle emissioni polverulente, considerando il maggior quantitativo di volumi movimentati. Durante la fase di cantiere l emissione di polveri è principalmente dovuta a: polverizzazione ed abrasione delle superfici, causate da mezzi in movimento durante la movimentazione di terra e materiali; trascinamento delle particelle di polvere, dovuto all azione del vento sui cumuli di

5 250 materiale incoerente (cumuli di inerti da costruzione, etc.); azione meccanica su materiali incoerenti e scavi con l utilizzo di bulldozer, escavatori, ecc.. Il programma di intervento prevede una durata totale di circa 7 mesi. Attraverso la metodologia successivamente descritta è stata condotta una stima indicativa di tali impatti considerando che l area interessata dalle attività di cantiere sarà circa m² e che il volume di terra (argilla) movimentato è pari a m 3. La stima della produzione di polveri totali legate alle suddette attività viene effettuata attraverso l utilizzo di opportuni fattori di emissione proposti dall US EPA (Environmental Protection Agency) per le attività di cantiere. Considerando un valore medio di peso specifico del terreno pari a 1,3 t/m³, dal volume sopra citato ( m 3 ) si ricava una massa di materiale movimentato pari a t. Nelle seguenti tabelle 91 e 92 è valutata la stima delle emissioni totali di polveri (attività del cantiere e risospensione per l azione erosiva del vento). Attività Realizzazione fondo discarica Operazione Carico e scarico mezzi Fattore di Emissione [kg/t] Quantità di Materiale [t] Emissioni di Polveri [t] 0, ,38 Tabella 91 - Emissioni di Polveri in Cantiere Attività Realizzazione fondo discarica Fattore di Emissione [t/ha*anno] Superficie Esposta [ha] Tempo di Esposizione [anni] Emissioni [t] 0,85 2,582 0,57 1,26 Tabella 92 - Emissione di Polvere Dovuta alla Risospensione da Parte del Vento Dalle tabelle sopra riportate si ricava un emissione di polveri complessiva pari a circa 4,64 t per il cantiere. Ipotizzando inoltre circa 210 giorni lavorativi totali per la realizzazione del progetto, si ottiene una produzione giornaliera di PTS (polveri totali sospese) pari a circa 22 kg/giorno Valutazione del rateo di deposizione delle polveri presso i ricettori Sebbene non sia possibile effettuare una stima accurata del rateo di deposizione in funzione della distanza dal cantiere, possono comunque essere svolti dei calcoli

6 251 parametrici volti ad individuare l ordine di grandezza della deposizione attesa di polveri. A tal fine è stato impostato un modello di calcolo che permette di stimare la frazione di particelle che si deposita a diverse distanze dalla sorgente (figura 51). Sorgente Deposizione Figura 51 - Modello di Deposizione delle Polveri Il modello calcola un fattore di deposizione sottovento alla sorgente, attraverso: il valore di emissione giornaliero pari a 22 kg/giorno; la sorgente, rappresentata mediante un flusso di polvere uniformemente distribuito su di una superficie verticale rettangolare di base 1 metro e di altezza variabile parametricamente. Si ammette che la deposizione di polvere, sottovento alla sorgente, sia funzione della sola distanza dalla stessa e che i fenomeni di dispersione laterale delle polveri siano trascurabili. Il metodo di stima degli impatti qui proposto fornisce una stima delle concentrazioni massime sottovento al cantiere, in condizioni meteorologiche critiche. Nei calcoli si assume che la velocità del vento sia sempre uguale a 2 m/s. Si osservi che il fattore di emissione specifico, stimato precedentemente, è indipendente dalla velocità del vento e costituisce una stima cautelativa delle situazioni medie. Variazioni della velocità del vento possono quindi modificare la sola modalità di dispersione: velocità limitate riducono l area impattata, ma aumentano la deposizione di polvere nelle prossimità del cantiere; la situazione inversa si determina nel caso di elevate velocità del vento. Le emissioni complessive calcolate sono ipotizzate distribuite su di un certo fronte lineare, ortogonale alla direzione del vento. Il fronte lineare di emissione è correlato alle dimensioni del cantiere: in questa sede si ipotizza, per semplicità di calcolo ed in maniera conservativa, che tale lunghezza di emissione sia pari alla radice quadrata della superficie del cantiere. Riguardo al fronte di emissione occorrerebbe calcolare, in funzione della direzione del vento, la dimensione trasversale del cantiere e quindi ipotizzare una certa distribuzione

7 252 delle emissioni all interno di tale lunghezza. Poiché tale dimensione è sostanzialmente ignota, anche a causa delle diverse forme che essa assume durante le varie fasi di vita del cantiere stesso, si preferisce un approccio riproducibile in tutti i cantieri. Questo ha il vantaggio di fornire un indicazione diretta e certa della relativa criticità di ogni singolo cantiere. Si noti che a parità di altre condizioni, un area minore comporta un rateo di deposizione più elevato (dovuto ad una maggiore emissione per unità di superficie). Si ipotizza che le emissioni avvengano ad un altezza variabile tra 0 e 5 m da terra. I livelli di deposizione delle polveri al suolo sono stimate a partire dalla loro velocità di sedimentazione gravimetrica. Cautelativamente, si ammette che le polveri non subiscano dispersione ( diluizione ) in direzione ortogonale a quella del vento. La velocità di sedimentazione dipende dalla granulometria delle particelle, che può essere nota solo con analisi di laboratorio da effettuarsi dopo che il Cantiere stesso sia già stato aperto. Le particelle di dimensione significativamente superiore ai 30 µm si depositano nelle immediate prossimità del cantiere. La fascia dei primi 100 metri attorno ad ogni cantiere è quindi valutata, in relazione alle polveri, come significativamente impattata, indipendentemente da ogni calcolo numerico. Per il calcolo dell impatto delle polveri a distanze superiori, si ammette (come risulta in letteratura) che nel range µm la distribuzione dimensionale delle particelle di polvere sollevate da terra sia simile alla distribuzione dimensionale delle particelle che compongono il terreno. Nel caso in esame si può assumere la seguente composizione: 10% della massa in particelle con diametro equivalente inferiore a 10 µm; 10% della massa con diametro equivalente compreso tra 10 e 20 µm; 10% della massa con diametro equivalente compreso tra 20 e 30 µm; rimanente massa emessa con granulometria superiore, che si deposita nei primi 100 metri di distanza dal cantiere o all interno del cantiere stesso, subito dopo l emissione. La velocità con cui le particelle di medie dimensioni sedimentano per l azione della forza di gravità oscilla tra 0,6 e 3 cm/s (corrispondente a quella di corpi sferici aventi una densità di kg/m3 e diametro di 10 e 30 µm). Considerando le suddette velocità di deposizione, è possibile calcolare la distanza alla quale si depositano le particelle in funzione della velocità del vento e dell altezza di emissione; tali distanze risultano (per particelle emesse a 5 metri da terra con vento a 2 m/s): particelle da 10 µm: 800 metri sottovento;

8 253 particelle da 20 µm: 550 metri sottovento; particelle da 30 µm: 300 metri sottovento. La deposizione di polvere in fasce di distanza dal cantiere è quindi calcolata sulla base delle ipotesi precedentemente esposte, secondo le seguenti formule: D D D D < 100 m = rilevante 0,10 F. E. = L 0,10 F. E. = L 0,10 F. E. = 800 L 0,10 F. E L 0,10 F. E. 800 L 0,10 F. E. 800 L dove: Dxx è la deposizione (in g/m 2.giorno) all interno delle fasce di distanza indicate dal pedice xx ; L è la lunghezza del cantiere e viene posta uguale a 200 (metri) per i cantieri mobili e ad A, per i cantieri fissi (incluse le aree tecniche), dove A è la superficie del cantiere in m 2 ; F.E. è l emissione totale di polvere (in g/giorno). In generale, l impatto della deposizione delle polveri è valutato confrontando il tasso di deposizione gravimetrico con i valori riportati nel Rapporto Conclusivo del gruppo di lavoro della Commissione Centrale contro l Inquinamento Atmosferico del Ministero dell Ambiente, che permettono di classificare un area in base agli indici di polverosità riportati nella tabella 93. Classe di Polverosità Polvere Totale Sedimentabile (mg/m 2 giorno) Indice Polverosità I < 100 Praticamente Assente II Bassa III Media IV Medio Alta V > 600 Elevata Tabella 93 - Classi di Polverosità in Funzione del Tasso di Deposizione Sulla base delle considerazioni e delle ipotesi fatte in precedenza, si ottengono i risultati riportati in tabella 94.

9 254 Tipologia Cantiere realizzazione fondo discarica Area (m 2 ) Distanza dal Cantiere (m) Deposizione (mg/m 2. giorno) Impatto < 100 Rilevante Rilevante Praticamente Assente Praticamente Assente Praticamente Assente Tabella 94 - Impatto Prodotto dalle Attività di Cantiere Come si può osservare dai dati riportati nella tabella 94, sulla base delle ipotesi fatte, l impatto dovuto alla deposizione di materiale aerodisperso è praticamente assente per tutte le distanze superiori a 100 m. Considerando che il primo ricettore sensibile (civile abitazione) dista circa 600 m in direzione est rispetto all impianto, si può ritenere che l impatto delle attività di cantiere non sarà significativo. Va sottolineato che l approccio adottato è assolutamente cautelativo e che il valore stimato rappresenta la massima deposizione che può verificarsi sottovento al cantiere e non quella media nel punto considerato. La gestione di cantiere e la programmazione dei lavori sarà comunque finalizzata a contenere la durata delle fasi di attività di massimo impatto Fase di esercizio Qualità dell Aria e dei Suoli Obiettivi del presente studio sono la valutazione degli impatti dovuti: all installazione di un dissociatore molecolare per la produzione e combustione di syngas; all apertura di una nuova discarica all interno del comparto esistente. L influenza delle attività previste sulla qualità dell aria e dei suoli è stata valutata prendendo in considerazione le caratteristiche emissive riportate nei successivi paragrafi , e che possono essere considerate quali valori massimi possibili nelle condizioni di esercizio normali. Gli inquinanti presi in considerazione sono: gli NO x (assimilati conservativamente all NO 2 );

10 255 le PTS (assunte conservativamente uguali al PM 10 ); l anidride solforosa (SO 2 ); l idrogeno solforato H 2 S; il benzene; il metano (CH 4 ); le PCDD e i PCDF. Le simulazioni sono state eseguite considerando tre scenari: Scenario Attuale , in cui si analizza, per l anno 2008 (quello per il quale sono a disposizione i dati di qualità dell aria), la dispersione delle emissioni inquinanti generate dai due lotti di discarica esistenti e dai due motori utilizzati per la produzione di energia elettrica dalla combustione del metano presente nel biogas captato. Per quanto concerne le emissioni in atmosfera dei motori si è fatto esplicito riferimento alle caratteristiche emissive degli Jenbacher installati nei primi mesi del 2009 presso il comparto; Scenario 2013, in cui si analizzano le dispersioni delle emissioni inquinanti della Discarica per l anno 2013, ossia quello in cui è previsto, secondo il modello di emissione fornito da Ecofor, il picco emissivo di biogas e quelle del nuovo motore Jenbacher (che si aggiunge ai due già presenti nello Scenario Attuale e la cui installazione è stata già prescritta dalla Provincia di Pisa); Scenario Futuro , in cui sono simulate le dispersioni degli inquinanti del dissociatore molecolare e dello scrubber, delle discariche compreso il nuovo lotto da realizzare e dei tre motori Jenbacher, nell anno in cui è previsto il picco emissivo di biogas delle discariche (2019). La considerazione dello Scenario 2013 risponde all esigenza di confrontare le concentrazioni di inquinanti in aria determinate dalle massime emissioni nella configurazione attuale delle discariche (costituite da due lotti di cui uno esaurito ed uno in coltivazione, ma in via di esaurimento) e da quelle determinate dai tre motori alimentati a biogas (di cui due già in funzione nello Scenario Attuale e uno in procinto di installazione nel corso del 2010) con quelle determinate dalle emissioni massime nella configurazione futura (che si verificheranno, secondo le stime dei modelli, nell anno 2019). Per la stima delle dispersioni degli inquinanti emessi nei suddetti scenari si sono considerate le condizioni meteorologiche relative al periodo 1 febbraio gennaio 2007, che presentava una soddisfacente disponibilità di dati validi. Lo studio è stato svolto adottando la seguente metodologia: ricostruzione dello scenario emissivo: rappresentativo delle condizioni emissive del dissociatore molecolare e dello scrubber di deodorizzazione, delle discariche

11 256 (considerando come sorgenti i vari lotti) e dei motori di combustione del biogas; dispersione di inquinanti in atmosfera: lo studio della dispersione di inquinanti in atmosfera è stato condotto mediante il Sistema di Modelli CALPUFF, composto dai moduli CALMET, CALPUFF, CALPOST descritti in dettaglio nei paragrafi seguenti: preprocessore CALMET: il campo cinetico di vento tridimensionale e le variabili di turbolenza sono stati ricostruiti attraverso il modello CALMET, per il periodo 1 febbraio gennaio 2007, considerando un dominio di calcolo di dimensioni 10 km x 10 km con passo cella pari a 0,1 km; CALPUFF: le emissioni degli impianti sono state utilizzate, unitamente al campo di vento 3D, come input per l applicazione del modello di dispersione CALPUFF. L approccio allo studio ha visto l applicazione del codice ad un dominio di calcolo, coincidente con quello meteorologico, di 10 km x 10 km con passo di cella pari ad 0,1 km. È stata effettuata così un analisi sull intero anno di riferimento restituendo come output i valori di concentrazione per tutti gli inquinanti simulati e i valori di deposizione (solo per lo Scenario Futuro 2019) per PCDD/F, ora per ora per tutti i punti del dominio di calcolo. postprocessore CALPOST: i dati orari di concentrazione, in uscita da CALPUFF, sono stati elaborati mediante l applicazione del modello CALPOST. Il post-processing ha consentito di ottenere mappe di concentrazione e deposizione, che sono state successivamente confrontate con gli standard di qualità dell aria e dei suoli; valutazione dell effetto sulla qualità dell aria: a partire dalla stima delle ricadute generate nei tre scenari analizzati sono state valutate le variazioni dello stato di qualità dell aria nell area di studio; valutazione dell effetto sulla qualità dei suoli: l effetto dell esercizio del dissociatore molecolare sulla qualità dei suoli per quanto riguarda la deposizione di PCDD/F è stato valutato attraverso il confronto della quantità di tali inquinanti accumulata nel suolo (per la stima di dettaglio si veda il paragrafo ) con gli standard di qualità previsti dalla Tabella 1 dell Allegato 5 al titolo V alla parte quarta del D.Lgs. 152/2006. Tale tabella riporta la concentrazione soglia di contaminazione nel suolo (in mg kg-1) in relazione alla specifica destinazione d uso dei siti: siti ad uso verde pubblico, privato e residenziale e siti ad uso commerciale e industriale. Nel presente studio i risultati ottenuti sono stati confrontati con i limiti per i siti ad uso verde pubblico, privato e residenziale in quanto più restrittivi.

12 Caratteristiche del Sistema di Modelli CALPUFF Il sistema di modelli CALMET-CALPUFF, inserito dall U.S. EPA in Appendix A di Guideline on Air Quality Models, è stato sviluppato da Sigma Research Corporation, ora parte di Earth Tech, Inc., con il contributo di California Air Resources Board (CARB). Per le simulazioni si è utilizzata la versione 5.8 del modello come raccomandato dall US- EPA. Il sistema di modelli è costituito da tre moduli principali: il processore meteorologico CALMET: utile per la ricostruzione del campo tridimensionale di vento e temperatura all interno del dominio di calcolo; il processore CALPUFF: modello di dispersione, che inserisce le emissioni all interno del campo di vento generato da CALMET e ne studia il trasporto e la dispersione; il post-processore CALPOST: ha lo scopo di analizzare statisticamente i dati di output di CALPUFF, in modo da renderli utilizzabili per le analisi successive. CALMET è un processore meteorologico di tipo diagnostico, in grado di riprodurre campi tridimensionali di vento e temperatura unitamente a campi bidimensionali di parametri descrittivi della turbolenza atmosferica. È adatto a simulare il campo di vento su domini caratterizzati da orografia complessa e da diverse tipologie di destinazione di uso del suolo. Il campo di vento è ricostruito attraverso stadi successivi; in particolare, un campo di vento iniziale viene processato in modo da tenere conto degli effetti orografici tramite interpolazione dei dati misurati alle centraline di monitoraggio e tramite l applicazione di specifici algoritmi in grado di simulare l interazione tra il suolo e le linee di flusso. CALMET è dotato, infine, di un modulo micro-meteorologico, per la determinazione della struttura termica e meccanica (turbolenza) degli strati inferiori dell atmosfera. CALPUFF è un modello di dispersione ibrido, multi-strato e non stazionario. È in grado di simulare il trasporto, la dispersione, la trasformazione e la deposizione degli inquinanti, in condizioni meteorologiche variabili nello spazio e nel tempo. CALPUFF è in grado di utilizzare i campi meteorologici prodotti da CALMET, oppure, in caso di simulazioni semplificate, di assumere un campo di vento assegnato dall esterno, omogeneo all interno del dominio di calcolo. CALPUFF contiene diversi algoritmi, che gli consentono, opzionalmente, di tenere conto di diversi fattori, quali: l effetto scia dovuto agli edifici circostanti (building downwash) o allo stesso

13 258 camino di emissione (stack-tip downwash); lo shear verticale del vento; la deposizione secca ed umida; le trasformazioni chimiche che avvengono in atmosfera; il trasporto su superfici d acqua; la presenza di orografia complessa o di zone costiere. Con riferimento all ultimo punto, CALPUFF tiene conto dei fenomeni di brezza che caratterizzano le zone costiere, e modella in modo efficace il cosiddetto Thermal Internal Boundary Layer (TIBL) che è causa della ricaduta repentina al suolo degli inquinanti emessi da sorgenti vicine alla costa. Per simulare al meglio le condizioni reali di emissione, il modello CALPUFF permette di configurare le sorgenti individuate attraverso geometrie puntuali, lineari ed areali. Le sorgenti puntuali permettono di rappresentare emissioni localizzate con precisione in un area ridotta; le sorgenti lineari consentono di simulare al meglio un emissione che si estende lungo una direzione prevalente, qual è ad esempio quella dovuta al trasporto su nastri; le sorgenti areali, infine, si adattano bene a rappresentare un emissione diffusa su di un area estesa. CALPOST consente di analizzare i dati di output forniti da CALPUFF, in modo da ottenere i risultati in un formato adatto alle diverse esigenze di simulazione. Tramite CALPOST si possono ottenere dei file di output direttamente interfacciabili con software grafici per l ottenimento di mappe di isoconcentrazione. I codici di calcolo richiedono come input i seguenti dati: dati meteorologici in superficie ed in quota, per la ricostruzione del campo di vento tridimensionale (ricostruiti in CALMET); dati per le sorgenti: per l effettivo studio della dispersione degli inquinanti in aria (effettuato da CALPUFF). Gli output del codice CALPUFF, elaborati attraverso CALPOST, consistono in matrici che riportano i valori di ricaduta calcolati per ogni nodo della griglia definita, relativi alle emissioni di singole sorgenti e per l insieme di esse. Tali risultati possono essere elaborati attraverso un qualsiasi software di tipo GIS creando ad esempio mappe di isoconcentrazione.

14 Impostazioni del Modello di Calcolo Ricostruzione del Campo di Vento: Impostazioni del Modello CALMET L analisi ha riguardato l elaborazione e la ricostruzione, per il periodo 1 febbraio gennaio 2007, del campo tridimensionale di vento nell area oggetto di studio. A tal fine è stato utilizzato il modello meteorologico CALMET. In questo modo, a partire dai parametri meteorologici misurati presso le stazioni meteo presenti sul territorio e dalle caratteristiche geofisiche del dominio di calcolo, è stato possibile ricostruire un campo di vento tridimensionale, e valutare il regime dei venti presente nell area di interesse. Per la ricostruzione della micrometeorologia dell area di studio è stato scelto un dominio ampio, centrato sul futuro impianto, con estensione pari a 10 km x 10 km con cella di forma quadrata e passo pari a 0,1 km. In merito alla risoluzione verticale del domino di calcolo, sono stati definiti 12 layers, per un estensione del dominio fino ad una quota di m dal piano campagna. In questo caso, al fine di rappresentare al meglio la maggior variabilità verticale del PBL (Planetary Boundary Layer) negli strati più prossimi al suolo, generata dall interazione delle masse d aria con quest ultimo, è stata definita una risoluzione maggiore negli strati atmosferici più bassi di quota, come mostrato in figura 52. Figura 52 - Layers Verticali Impostati per la Simulazione con CALMET I dati richiesti dal modello CALMET sono essenzialmente: dati geofisici: orografia;

15 260 uso del suolo; dati meteorologici: dati in superficie (su base oraria); radiosondaggi (su base oraria o ogni 12 ore). Per una descrizione dettagliata dei dati di input si rimanda alla guida del modello. Dati Geofisici Per la caratterizzazione geofisica del dominio si sono utilizzati i seguenti dati: Orografia: è stato appositamente realizzato un DEM (Digital Elevation Model) utilizzando i dati del servizio Seamless Data Distribution System, Earth Resources Observation and Science (EROS) scaricabili dal sito del US Geological Survey. In figura 53 si riporta l orografia utilizzata per le simulazioni; Uso del suolo: la caratterizzazione della copertura del suolo è stata invece effettuata mediante i dati e la cartografia tematica disponibili grazie al Progetto CORINE LANDCOVER 2000, del quale l Agenzia per la Protezione per l Ambiente e i Servizi Tecnici (APAT) rappresenta la National Authority, ovvero il soggetto realizzatore e responsabile della diffusione dei prodotti sul territorio nazionale. In figura 54 si riporta l uso del suolo utilizzato per le simulazioni.

16 261 Figura 53 - Orografia del Territorio (Scala 1:50000)

17 262 Figura 54 - Uso del suolo (Scala 1:50000)

18 263 Dati Meteorologici Per la ricostruzione del campo tridimensionale di vento il modello tridimensionale CALMET richiede in input sia parametri atmosferici di superficie con cadenza oraria che parametri atmosferici misurati in quota mediante radiosondaggi con cadenza massima di 12 ore. Parametri Atmosferici di Superficie I dati di superficie richiesti dal modello CALMET sono: velocità del vento [m/s]; direzione del vento [deg]; altezza della base delle nubi [100 feet]; copertura nuvolosa [ottavi]; temperatura dell aria [K]; umidità relativa [%]; precipitazioni [mm]; pressione [mbar]. Come dati di input sono stati utilizzati quelli relativi alla stazione meteorologica presente all interno del comparto Ecofor Service S.p.A.. Si riportano le coordinate UTM - WGS84 - Fuso 32N di tale punto: Gello Ecofor: X= ; Y= Per le simulazioni sono stati utilizzati i dati relativi al periodo 1 febbraio gennaio Parametri Atmosferici Misurati in Quota I dati in quota richiesti dal modello CALMET sono: pressione [mbar]; quota geopotenziale [m]; temperatura dell aria [K]; direzione del vento [deg]; velocità del vento [m/s]. Per le modellazioni sono stati utilizzati i dati meteorologici in quota acquistati da ARPA Emilia Romagna relativamente ad un punto, coincidente con quello relativo alla stazione di Gello Ecofor citata sopra, estratto dal dataset denominato LAMA (Limited Area Meteorological Analysis) il quale è stato prodotto sfruttando le simulazioni operative del modello meteorologico COSMO e le osservazioni della rete meteorologica internazionale (dati GTS).

19 264 Per le simulazioni sono stati utilizzati i dati relativi allo stesso periodo di quelli di superficie. Dispersione degli Inquinanti: Applicazione del Codice CALPUFF Il Sistema di modelli CALPUFF è stato applicato ad un intero anno meteorologico di riferimento corrispondente al periodo 1 febbraio gennaio 2007 (per un totale di 8760 ore). Tale estensione temporale ha consentito di prendere in considerazione, dal punto di vista della turbolenza atmosferica e delle caratteristiche microclimatiche, le alternanze stagionali dei vari parametri. Lo studio della dispersione degli inquinanti in atmosfera è stato condotto su un area vasta quadrata di 100 km 2 centrata sul sito della Discarica. La griglia utilizzata in tale contesto è costituita da 100 x 100 celle quadrate spaziate di 0,1 km. In figura 55 si riporta la mappa con l individuazione dei domini considerati per l applicazione di CALMET e CALPUFF. Deposizioni al suolo di PCDD/F In questo studio sono stati stimati anche i valori di deposizione al suolo di diossine e furani emessi dal camino del dissociatore molecolare di Gello, utilizzando i moduli di deposizione secca e umida che CALPUFF propone per simulare la rimozione degli inquinanti. L analisi risulta complessa in quanto non esistono ancora metodi esaustivi in grado di fornire risposte adeguate e complete sulla ripartizione in fase gassosa e solida di tale tipologia di inquinanti. La ripartizione di PCDD/F nelle due fasi è essenzialmente regolata da parametri quali la temperatura ambiente, l umidità relativa, le proprietà degli stessi composti considerati e la superficie disponibile delle particelle su cui condensano. Sostanzialmente i PCDD/F tendono a ridistribuirsi tra fase gassosa e solida in funzione del peso molecolare e della temperatura ambiente. Si riscontra pertanto una prevalenza di PCDD/F in fase gassosa nelle stagioni calde, mentre la situazione inversa si presenta nella stagione fredda.

20 265 Figura 55 - Domini di Calcolo e Centraline

21 266 In questa modellazione le rispettive percentuali in peso sono state suddivise a seconda della stagione come riportato nella successiva tabella 95. Tale assunzione si giustifica con gli studi effettuati nell ambito della tesi di laurea La presenza di diossine e di IPA nell atmosfera nord ovest di Milano, Lollio D.I.I.A.R., Politecnico di Milano Stagione % Gas % Particolato Inverno Primavera Estate Autunno Tabella 95 - PCDD/F: Ripartizione Gas/Adsorbito in Base alla Stagione Ai fini della simulazione è stata considerata in via cautelativa una distribuzione granulometrica del particolato tipica di un inceneritore comunale di rifiuti, non controllato (U.S EPA Appendix B.1 Particle Size Distribution Data and Sized Emission Factors for Selected Sources; chapter 2.1). Per la stima della percentuale in peso delle varie classi granulometriche di particolato in uscita dal camino, essendo presente un sistema di filtrazione (filtro a tessuto), sono stati applicati i coefficienti di abbattimento indicati, per le varie classi granulometriche, in tabella 2.3 del documento U.S. EPA Appendix B.2 Generalized Particle Size distribution. La seguente tabella 96 riporta la suddivisione del particolato in classi granulometriche, il diametro medio di ogni classe e, in base alle indicazioni dell U.S. EPA sopra citate, si individua una percentuale di particolato per ogni classe granulometrica studiata. Classe Diametro (µm) Diametro medio (µm) % in peso senza sistemi di abbattimento Efficienza di abbattimento (%) % in peso con sistemi di abbattimento 1 <2,5 1, ,5-6 4,25 4,6 99, ,4 99, > ,9 16 Tabella 96 - Suddivisione del Particolato in Classi Granulometriche Si è quindi stimata la superficie disponibile per la deposizione per ogni classe granulometrica, seguendo le indicazioni riportate nel HHRAP (Human Healt Risk Assessment Protocol) pubblicato da U.S. EPA nel Nella tabella 97 si esplicitano le variabili utilizzate per il calcolo: per ciascuna classe

22 267 granulometrica, una volta definiti il volume e la superficie, è stata valutata la superficie specifica come rapporto tra superficie e volume. Dal prodotto tra la superficie specifica e la percentuale in peso di particolato si ottiene la superficie disponibile per la deposizione. Infine l ultima colonna della tabella mostra, per ogni classe, la frazione sul totale della superficie disponibile per la condensazione dei PCDD/F sul particolato. Classe Diametro (µm) Diametro medio (µm) Superficie (µm 2 ) Volume (µm 3 ) Sup. Spec (1/µm) % in Peso Sup. disp. Fraz sup. disp. (% sul tot) 1 <2,5 1,25 4,9 1 4,8 68 3,27 94,3 2 2,5-6 4,25 56,8 40,2 1,4 6 0,09 2, ,1 268,1 0,7 10 0,07 2,1 4 > , ,2 0,2 16 0,04 1,1 Tabella 97 - Stima per Ciascuna Classe Granulometrica della Frazione di Superficie Disponibile per la Condensazione Per ogni classe granulometrica sono state stimate le deposizioni secca e umida per ciascuna stagione. Per quanto riguarda le deposizioni umide sono stati utilizzati i coefficienti di scavenging per le precipitazioni piovose e nevose, riportati in La micrometeorologia e la dispersione degli inquinanti in aria (APAT 2003) e riassunti in tabella 98 seguente. Classe Pioggia Neve <2,5 3,0E-05 1,0E-05 2,5-6 3,0E-05 1,0E ,0E-05 1,0E-05 >10 2,2E-04 7,3E-05 Tabella 98 - Coefficienti di Scavenging Utilizzati [s-1], APAT Per quanto riguarda la deposizione secca, essa viene calcolata dal codice con la sola indicazione del diametro medio della classe. Svolte le simulazioni per ogni stagione, la portata di diossine e furani è stata ripartita sulla distribuzione granulometrica del particolato secondo i criteri sopra esposti, proporzionalmente alla frazione di superficie disponibile rappresentata dalla classe considerata Scenario Attuale 2008 Per la caratterizzazione degli impatti attuali sulla qualità dell aria dei due motori Jenbacher è stato considerato che questi funzionino al carico massimo non per le

23 268 effettive ore previste (8000), ma per la totalità delle 8760 ore presenti in un anno in modo da esser coerenti con quanto simulato per lo Scenario Futuro 2019 descritto in seguito al paragrafo Le simulazioni delle dispersioni in atmosfera delle emissioni dei motori sono state effettuate utilizzando due sorgenti puntuali posizionate in corrispondenza dei camini degli stessi, considerando lo scenario emissivo (per NO x, PTS e SO 2 ) caratteristico del loro funzionamento al carico massimo. Conservativamente è stato assunto che le emissioni di NO 2 siano equivalenti a quelle degli NO x. Si ricorda che, all uscita dal camino, la maggior parte degli NO x è composta da NO che in seguito, in atmosfera, viene parzialmente trasformato in NO 2. Analogamente si sono considerate le emissioni di PM 10 alla stregua di quelle di polveri totali sospese (PTS). Le caratteristiche delle sorgenti emissive sono riportate in tabella 99. Per quanto concerne la stima degli impatti attuali generati dalle emissioni dei due lotti di discarica (quello esaurito e quello in esercizio) sono state considerate le concentrazioni di acido solfidrico e benzene misurate con appositi monitoraggi effettuati da Indam laboratori chimici srl, di cui in Allegato 4 si riportano i rapporti di prova; per il metano ci si è riferiti alle concentrazioni registrate dalla centrale di controllo per il trattamento e combustione del biogas nel Dal punto di vista della simulazione, le discariche sono state simulate come due sorgenti areali distinte, ciascuna con proprie caratteristiche emissive, riportate rispettivamente in tabella 100 e in tabella 101. Le emissioni diffuse sono state valutate considerando, sulla base di misurazioni dei flussi di gas e del biogas avviato ai motori, un efficienza di captazione del 60% per il lotto esaurito e del 70% per quello in esercizio. Anche per le discariche si è considerata un emissione continua per 8760 h. Parametri U.d.M. Camino X: E1 [m] Coordinate UTM - Y: N - WGS84 X: E2 [m] Y: Altezza [m] 6 Diametro [m] 0,282 Temperatura [ C] 550 Velocità [m/s] 35,6 Concentrazione di NO x nei fumi [mg/nm 3 ] 450 Flusso di massa di NO x [kg/h] 1,2 Concentrazione di SO 2 nei fumi [mg/nm 3 ] 10 Flusso di massa di SO 2 [kg/h] 0,438 Concentrazione di PTS nei fumi [mg/nm 3 ] 10 Flusso di massa di PTS [kg/h] 0,0876 Tabella 99 - Caratteristiche Emissive dei Motori Jenbacher Scenario Attuale

24 269 Parametri U.d.M. Discarica Superficie [m 2 ] Produzione oraria di biogas [m 3 /h] 649 Emissione oraria di biogas [m 3 /h] 260 Efficienza del sistema di captazione del biogas [%] 60 Concentrazione di H 2 S [mg/nm 3 ] 72,43 Flusso di massa di H 2 S [g/m 2 s] 3,93 E-08 Concentrazione di CH 4 [g/nm 3 ] 299,8 Flusso di massa di CH 4 [g/m 2 s] 1,63 E-04 Concentrazione del Benzene [mg/nm 3 ] 91,1 Flusso di massa di Benzene [g/m 2 s] 4,94 E-08 Tabella Caratteristiche Emissive del Lotto Esaurito Scenario Attuale Parametri U.d.M. Discarica Superficie [m 2 ] Produzione oraria di biogas [m 3 /h] 602 Emissione oraria di biogas [m 3 /h] 181 Efficienza del sistema di captazione del biogas [%] 70 Concentrazione di H 2 S [mg/nm 3 ] 30,96 Flusso di massa di H 2 S [g/m 2 s] 1,77 E-08 Concentrazione di CH 4 [g/nm 3 ] 249,8 Flusso di massa di CH 4 [g/m 2 s] 1,43 E-04 Concentrazione degli Benzene [mg/nm 3 ] 76,8 Flusso di massa di Benzene [g/m 2 s] 4,40 E-08 Tabella Caratteristiche Emissive del Lotto in Esercizio Scenario Attuale Scenario 2013 Per lo scenario Scenario 2013 vengono modellate le dispersioni di inquinanti emessi dai due lotti esistenti della Discarica nelle condizioni di massima emissione di biogas prevista dai modelli fornitici (anno 2013), come si può desumere dalla figura 56 e considerando un efficienza di captazione del biogas del 60% per il lotto esaurito e del 70% per quello in esercizio, analogamente a quanto stabilito per la situazione attuale. Inoltre si analizzano le dispersioni delle emissioni inquinanti del nuovo motore Jenbacher che si aggiunge ai due già presenti nello Scenario Attuale e la cui installazione è prevista nel corso del 2010.

25 270 Produzione e captazione biogas stato attuale - comparto ECOFOR Service SpA 1800 Prodotto disc. ESAURITA Captato disc. ESAURITA Prodotto disc. ESERCIZIO Captato disc. ESERCIZIO [Nm3/h] Figura 56 - Emissione di Biogas dalla Discarica Stato Attuale Per quanto concerne le concentrazioni degli inquinanti emessi dalle discariche, sono state considerate, per idrogeno solforato e benzene, quelle già utilizzate nello Scenario Attuale e riportate nei rapporti di prova di cui in Allegato 4; per il metano si sono considerate concentrazioni nel biogas pari al 35% per il lotto esaurito e al 45% per quello in coltivazione, stimate tramite l uso di modelli di calcolo. Le caratteristiche emissive della Discarica sono raccolte nelle tabelle 102 e 103. Parametri U.d.M. Discarica Superficie [m 2 ] Produzione oraria di biogas [m 3 /h] 353 Emissione oraria di biogas [m 3 /h] 141 Efficienza del sistema di captazione del biogas [%] 60 Concentrazione di CH 4 [g/nm 3 ] 249,8 Flusso di massa di CH 4 [g/m 2 s] 7,36 E-05 Concentrazione di H 2 S [mg/nm 3 ] 72,43 Flusso di massa di H 2 S [g/m 2 s] 2,13 E-08 Concentrazione del Benzene [mg/nm 3 ] 91,1 Flusso di massa di Benzene [g/m 2 s] 2,68 E-08 Tabella Caratteristiche Emissive del Lotto Esaurito, Scenario 2013

26 271 Parametri U.d.M. Discarica Superficie [m 2 ] Produzione oraria di biogas [m 3 /h] 1231 Emissione oraria di biogas [m 3 /h] 369 Efficienza del sistema di captazione del biogas [%] 70 Concentrazione di CH 4 [g/nm 3 ] 321,2 Flusso di massa di CH 4 [g/m 2 s] 3,77 E-04 Concentrazione di H 2 S [mg/nm 3 ] 30,96 Flusso di massa di H 2 S [g/m 2 s] 3,63 E-08 Concentrazione del Benzene [mg/nm 3 ] 76,8 Flusso di massa di Benzene [g/m 2 s] 9,02 E-08 Tabella Caratteristiche Emissive del Lotto in Esercizio, Dispersione di Biogas Per la caratterizzazione dell impatto sulla qualità dell aria dei tre motori Jenbacher (di cui due già in esercizio nello Scenario Attuale 2008 ed uno da installare in quanto prescritto dalla Provincia di Pisa) è stato considerato che essi funzionino al carico massimo non per le effettive ore previste (8000), ma per la totalità delle 8760 ore presenti in un anno. Le simulazioni delle dispersioni in atmosfera delle emissioni dei motori sono state effettuate utilizzando tre sorgenti puntuali posizionate in corrispondenza dei camini degli stessi, considerando lo scenario emissivo (per NO x, PTS e SO 2 ) caratteristico del loro funzionamento al carico massimo. Conservativamente è stato assunto che le emissioni di NO 2 siano equivalenti a quelle degli NOx e quelle di PM10 a quelle di polveri totali sospese (PTS). Le caratteristiche emissive dei motori Jenbacher sono raccolte in tabella 104. Parametri U.d.M. Camino E1 [m] X: Y: Coordinate UTM - X: E2 [m] 32N - WGS84 Y: E3 [m] X: Y: Altezza [m] 6 Diametro [m] 0,282 Temperatura [ C] 550 Velocità [m/s] 35,6 Concentrazione di NO x nei fumi [mg/nm 3 ] 450 Flusso di massa di NO x [kg/h] 1,2 Concentrazione di SO 2 nei fumi [mg/nm 3 ] 50 Flusso di massa di SO 2 [kg/h] 0,133 Concentrazione di PTS nei fumi [mg/nm 3 ] 10 Flusso di massa di PTS [kg/h] 0,027 Tabella Caratteristiche Emissive dei Motori Jenbacher Scenario 2013

27 Scenario Futuro 2019 Per lo Scenario Futuro viene modellata la dispersione del biogas emesso dai tre lotti di discarica (i due già esistenti più quello in progetto) mantenendo la stessa efficienza di captazione per i lotti esistenti ed ipotizzando un miglioramento nel sistema di captazione per il lotto futuro (efficienza di captazione 80%), dai camini dei tre motori Jenbacher utilizzati per la combustione del biogas captato (già in esercizio nello Scenario 2013), dal dissociatore molecolare e dallo scrubber in progetto, nell anno (2019) in cui è previsto il picco emissivo di biogas delle discariche, come visibile in figura 57. Produzione e captazione biogas stato di progetto - comparto ECOFOR Service SpA 2000 Prodotto disc. ESAURITA Prodotto disc. ESERCIZIO Prodotto disc. NUOVA Captato disc. ESAURITA Captato disc. ESERCIZIO Captato disc. NUOVA [Nm 3 /h] Figura 57 - Emissione di Biogas dalla Discarica Stato di Progetto I tre lotti di discarica sono stati simulati come sorgenti areali continue (8760 ore/anno) con le caratteristiche emissive riportate rispettivamente nelle tabelle 105, 106 e 107. Non avendo a disposizione, come logico, dati misurati di concentrazione per gli inquinanti oggetto della simulazione per il lotto in progetto, si è fatto riferimento a quelli riportati nei rapporti di prova di cui in Allegato 4, redatti da Indam laboratori chimici srl, relativamente al lotto in esercizio, considerando che vi verranno conferiti rifiuti (industriali) merceologicamente simili. Per i due lotti esistenti si sono utilizzate le stesse concentrazioni rilevate nelle analisi effettuate nel biogas captato. Per le concentrazioni di CH 4 nel biogas emesso, sono state considerate concentrazioni pari al 25% per il lotto esaurito, al 35% per quello in coltivazione e al 45% per quello in progetto, stimate tramite modelli di calcolo.

28 273 Parametri U.d.M. Discarica Superficie [m 2 ] Produzione oraria di biogas [m 3 /h] 180 Emissione oraria di biogas [m 3 /h] 72 Efficienza del sistema di captazione del biogas [%] 60 Concentrazione di CH 4 [g/nm 3 ] 178,5 Flusso di massa di CH 4 [g/m 2 s] 2,69 E-05 Concentrazione di H 2 S [mg/nm 3 ] 72,43 Flusso di massa di H 2 S [g/m 2 s] 1,09 E-08 Concentrazione del Benzene [mg/nm 3 ] 91,1 Flusso di massa di Benzene [g/m 2 s] 1,37 E-08 Tabella Caratteristiche Emissive del Lotto Esaurito, Scenario Futuro Parametri U.d.M. Discarica Superficie [m 2 ] Produzione oraria di biogas [m 3 /h] 867 Emissione oraria di biogas [m 3 /h] 260 Efficienza del sistema di captazione del biogas [%] 70 Concentrazione di CH 4 [g/nm 3 ] 249,8 Flusso di massa di CH 4 [g/m 2 s] 2,06 E-04 Concentrazione di H 2 S [mg/nm 3 ] 30,96 Flusso di massa di H 2 S [g/m 2 s] 2,55 E-08 Concentrazione del Benzene [mg/nm 3 ] 76,8 Flusso di massa di Benzene [g/m 2 s] 6,33 E-08 Tabella Caratteristiche Emissive del Lotto in Esercizio, Scenario Futuro Parametri U.d.M. Discarica Superficie [m 2 ] Produzione oraria di biogas [m 3 /h] 820 Emissione oraria di biogas [m 3 /h] 164 Efficienza del sistema di captazione del biogas [%] 80 Concentrazione di CH 4 [g/nm 3 ] 321,23 Flusso di massa di CH 4 [g/m 2 s] 2,12 E-04 Concentrazione di H 2 S [mg/nm 3 ] 30,96 Flusso di massa di H 2 S [g/m 2 s] 2,05 E-08 Concentrazione del Benzene [mg/nm 3 ] 76,8 Flusso di massa di Benzene [g/m 2 s] 5,08 E-08 Tabella Caratteristiche Emissive del Lotto in Progetto, Scenario Futuro Per la caratterizzazione dell impatto sulla qualità dell aria dei tre motori Jenbacher è stato considerato lo scenario emissivo (per NO x, PTS e SO 2 ) caratteristico del loro funzionamento al carico massimo già descritto al paragrafo precedente relativamente allo Scenario Conservativamente è stato assunto che le emissioni di NO 2 siano equivalenti a quelle degli NO x e quelle di PM 10 a quelle di polveri totali sospese (PTS). Si rimanda pertanto alla tabella 104 per la caratterizzazione emissiva dei motori alimentati a biogas. Per la stima dell impatto odorigeno e per la verifica del rispetto del limite di guardia

29 274 fissato dalla Determinazione Provinciale n. 666/04, oltre alle già citate emissioni diffuse di H 2 S delle discariche, sono state considerate anche quelle generate dallo scrubber che verrà installato per il trattamento dell aria dei capannoni del dissociatore molecolare. Per tale scopo è stato considerato che esso funzioni al carico massimo per tutte le 8760 ore presenti in un anno effettuando 5 ricambi di aria ogni ora e che le unità odorigene emesse (300 U.O./Nm 3 ) siano costituite dal medesimo inquinante, ossia l H 2 S, in modo da poter valutare l impatto cumulato delle discariche e dello scrubber. Le caratteristiche della sorgente emissiva sono riportate in tabella 108. Parametri U.d.M. Camino Coordinate UTM - WGS84 - Fuso 32N [m] X: Y: Altezza [m] 17 Diametro [m] 2,1 Temperatura [ C] 14 Velocità [m/s] 12 Concentrazione di H 2 S nei fumi [µg/nm 3 ] 127,5 (1) Flusso di massa di H 2 S [g/s] 5,05*10-3 (1) Corrispondenti a 300 U.O./Nm 3 Tabella Caratteristiche Emissive dello Scrubber Scenario Futuro Per quanto concerne, infine, il dissociatore molecolare, per la determinazione degli impatti sulla qualità dell aria e dei suoli è stato considerato, conservativamente, che esso funzioni al carico massimo non per le effettive ore previste (8000), ma per la totalità delle 8760 ore presenti in un anno. Le simulazioni delle dispersioni in atmosfera degli inquinanti sono state effettuate utilizzando una sorgente puntuale equivalente posizionata nel punto intermedio della distanza tra i centri dei due camini dell impianto in progetto e considerando lo scenario emissivo (per NO x, PTS, SO 2 e PCDD/F) caratteristico del funzionamento dello stesso al carico massimo come sarebbe in esercizio. Conservativamente è stato assunto che le emissioni di PM10 siano equivalenti a quelle delle polveri totali e che quelle di NO 2 siano equivalenti a quelle degli NO x. Le caratteristiche della sorgente emissiva sono riportate in tabella 109. Parametri U.d.M. Camino virtuale Coordinate UTM - WGS84 - Fuso 32N [m] X: Y: Altezza [m] 30 Diametro equivalente [m] 1,697 Temperatura [ C] 140 Velocità [m/s] 18 Concentrazione di NO x nei fumi (1) [mg/nm 3 ] 150 Flusso di massa di NO x [kg/h] 12,9 Concentrazione di Polveri Totali nei fumi (1) [mg/nm 3 ] 10 Flusso di massa di Polveri Totali [kg/h] 0,86 Concentrazione di SO 2 nei fumi (1) [mg/nm 3 ] 50

30 275 Parametri U.d.M. Camino virtuale Flusso di massa di SO 2 [kg/h] 4,3 Concentrazione di PCDD/PCDF nei fumi (1) [ngte/nm 3 ] 0,1 Flusso di massa di PCDD/PCDF [g/s] 2,39*10-9 Tabella Caratteristiche Emissive del Dissociatore Molecolare Scenario Futuro Nota: (1) Rif. Fumi secchi 11% O 2 Non sono state considerate le emissioni di polveri totali dal silos di stoccaggio del PSR in quanto la loro portata annua può essere ragionevolmente considerata come trascurabile (1,2 kg/anno) Recettori Discreti I recettori sensibili individuati in prossimità della discarica per la valutazione delle ricadute di idrogeno solforato e di metano, di cui nella tabella seguente sono riportate le coordinate geografiche, sono rappresentati in figura 58.

31 276 Figura 58 - Ubicazione Ricettori limitrofi al comparto rifiuti (Scala 1:25000)

32 277 Denominazione X Y R R R R R R R R R Tabella Coordinate Geografiche dei Recettori Sensibili (UTM 32N WGS 84) Risultati Scenario Attuale 2008 Di seguito sono riportati e commentati i risultati delle simulazioni climatologiche per lo scenario emissivo riportato nel paragrafo denominato Scenario Attuale Nelle figure 59, 60, 61, 62, 63, 64, 65 e 66 sono riportate le mappe delle ricadute al suolo degli inquinanti emessi dagli impianti all interno del dominio di calcolo e presentano, rispettivamente: il 99,8 percentile delle concentrazioni medie orarie di NO x ; la concentrazione media annua di NO x ; il 90,4 percentile delle concentrazioni medie giornaliere di PTS; la concentrazione media annua di PTS; il 99,73 percentile delle concentrazioni medie orarie di SO 2 ; il 99,2 percentile delle concentrazioni medie giornaliere di SO 2 ; la concentrazione media annua di SO 2 ; la concentrazione media annua di benzene. Ricordando che, cautelativamente, le emissioni sono state simulate come continue per tutto l anno, dall analisi di tali mappe emerge che: il massimo valore del 99,8 percentile delle concentrazioni medie orarie di NO x stimato nel dominio di calcolo è pari a 53,06 µg/m³ e si trova a nord, immediatamente al di fuori del perimetro del comparto; il massimo valore della concentrazione media annua di NO x stimato nel dominio di calcolo è pari a 1,76 µg/m³ e si trova a nord, immediatamente al di fuori del perimetro del comparto;

33 278 il massimo valore del 90,4 percentile delle concentrazioni medie giornaliere di PTS stimato nel dominio di calcolo è pari a 0,14 µg/m³ e si osserva in direzione est, subito a ridosso del comparto; il massimo valore della concentrazione media annua di PTS stimato nel dominio di calcolo è pari a 3,9*10-2 µg/m³ e si rileva in direzione nord rispetto al comparto, subito a ridosso di quest ultimo; il massimo valore del 99,73 percentile delle concentrazioni medie orarie di SO 2 stimato nel dominio di calcolo è pari a 5,66 µg/m³ e si trova in direzione nord rispetto al comparto, subito a ridosso di quest ultimo; il massimo valore del 99,2 percentile delle concentrazioni medie giornaliere di SO 2 stimato nel dominio di calcolo è pari a 1,66 µg/m³ e si osserva in direzione ovest rispetto al comparto, subito a ridosso di quest ultimo; il massimo valore della concentrazione media annua di SO 2 stimato nel dominio di calcolo è pari a 1,95*10-1 µg/m³ e si rileva in direzione nord rispetto al comparto, subito a ridosso di quest ultimo; il massimo valore della concentrazione media annua di benzene stimato nel dominio di calcolo è pari a 1,34 µg/m³ e si rileva anch esso immediatamente al di fuori del comparto. In figura 67 si riporta il perimetro esterno dell area potenzialmente interessata dal superamento della soglia di percezione olfattiva pari a 1 U.O./m 3, stimata a partire dal massimo valore della concentrazione media su base giornaliera. Si ricorda che un campione gassoso, per definizione, ha concentrazione di 1 U.O./m 3 quando è alla soglia di percezione, ossia quando il 50% della popolazione, annusando quel campione, percepisce un odore, mentre il restante 50% non ne percepisce alcuno. La soglia di percezione esprime quindi la concentrazione minima a cui può essere avvertito un odorante (come differenza rispetto al riferimento di aria inodore).

34 279 Figura Percentile NO x - Attuale 2008

35 280 Figura 60 - Media Annua NO x - Attuale 2008

36 281 Figura Percentile PTS - Attuale 2008

37 282 Figura 62 - Media Annua PTS - Attuale 2008

38 283 Figura Percentile SO 2 - Attuale 2008

39 284 Figura Percentile SO 2 - Attuale 2008

40 285 Figura 65 -Media Annua SO 2 - Attuale 2008

41 286 Figura 66 - Media Annua Benzene - Attuale 2008

42 287 Figura 67 - Aree Soglia Percezione Olfattiva - Attuale 2008

43 288 Dall analisi dei risultati emerge che l area potenzialmente interessata dal superamento della soglia di percezione olfattiva è compresa entro una distanza massima di circa 3,4 km dal sito. Nella tabella seguente sono riportate le massime concentrazioni medie giornaliere di idrogeno solforato stimate in prossimità dei recettori descritti al paragrafo Recettore H 2 S [µg/m 3 ] R1 0,16 R2 0,10 R3 0,08 R4 0,09 R5 0,13 R6 0,25 R7 0,12 R8 0,15 R9 0,10 Tabella Valori Massimi di Concentrazione Media Giornaliera di H 2 S ai Recettori Dall analisi della tabella si nota che il recettore in cui si raggiungono i valori massimi della concentrazione giornaliera di H 2 S è l R6 (0,25 µg/m 3 ). Confrontando i valori misurati durante la campagna di monitoraggio del 2008 (paragrafo ) con quelli stimati dal modello ai recettori R6 ed R9, si nota che questi ultimi sono un ordine di grandezza inferiore; ciò potrebbe essere dovuto a molteplici fattori come la presenza nelle vicinanze di altre fonti di emissione, (quale, ad esempio, l impianto della Valdera Acque S.p.A.) e alle incertezze associate sia al modello di dispersione degli inquinanti che a quello per la stima delle emissioni dal corpo delle discariche. Nella tabella seguente sono riportate le concentrazioni medie giornaliere di metano stimate in prossimità dei recettori descritti al paragrafo Recettore CH 4 [µg/m 3 ] R1 897 R2 538 R3 443 R4 423 R5 550 R R7 717 R8 697 R9 582 Tabella Valori Massimi di Concentrazione Media Giornaliera di CH 4 ai Recettori

44 289 Dall analisi della tabella si nota che il recettore in cui si raggiungono i valori massimi della concentrazione giornaliera di CH 4 è l R6 (1185 µg/m 3 ). Si nota che, come per l H 2 S, i valori stimati dal modello sono inferiori rispetto a quelli misurati ai recettori R6 ed R9 durante la campagna di monitoraggio del 2008; anche in questo caso tali differenze possono esser legate alla presenza di altre fonti emissive e alle incertezze associate sia al modello di dispersione degli inquinanti che a quello per la stima delle emissioni dal corpo delle discariche Scenario 2013 Si ricorda che lo Scenario 2013 risponde all esigenza di confrontare le concentrazioni di inquinanti in aria determinate dalle massime emissioni nella configurazione attualmente autorizzata del comparto Ecofor Service con quelle determinate dalle emissioni massime nella configurazione di progetto (2019). Di seguito sono riportati e commentati i risultati delle simulazioni climatologiche per lo scenario emissivo riportato nel paragrafo denominato Scenario Nelle figure 68, 69, 70, 71, 72, 73, 74 e 75 sono riportate le mappe delle ricadute al suolo degli inquinanti emessi dagli impianti all interno del dominio di calcolo e presentano, rispettivamente: il 99,8 percentile delle concentrazioni medie orarie di NO x ; la concentrazione media annua di NO x ; il 90,4 percentile delle concentrazioni medie giornaliere di PTS; la concentrazione media annua di PTS; il 99,73 percentile delle concentrazioni medie orarie di SO 2 ; il 99,2 percentile delle concentrazioni medie giornaliere di SO 2 ; la concentrazione media annua di SO 2 ; la concentrazione media annua di benzene. Ricordando che, cautelativamente, le emissioni sono state simulate come continue per tutto l anno, dall analisi di tali mappe emerge che: il massimo valore del 99,8 percentile delle concentrazioni medie orarie di NO x stimato nel dominio di calcolo è pari a 83,95 µg/m³ e si trova ad est, immediatamente al di fuori del perimetro del comparto; il massimo valore della concentrazione media annua di NO x stimato nel dominio di calcolo è pari a 2,84 µg/m³ e si trova a nord, immediatamente al di fuori del perimetro del comparto; il massimo valore del 90,4 percentile delle concentrazioni medie giornaliere di PTS stimato nel dominio di calcolo è pari a 0,21 µg/m³ e si osserva in direzione est, subito a ridosso del comparto;

45 290 il massimo valore della concentrazione media annua di PTS stimato nel dominio di calcolo è pari a 6,3*10-2 µg/m³ e si rileva in direzione nord rispetto al comparto, subito a ridosso di quest ultimo; il massimo valore del 99,73 percentile delle concentrazioni medie orarie di SO 2 stimato nel dominio di calcolo è pari a 8,37 µg/m³ e si trova in direzione est rispetto al comparto, subito a ridosso di quest ultimo; il massimo valore del 99,2 percentile delle concentrazioni medie giornaliere di SO 2 stimato nel dominio di calcolo è pari a 2,20 µg/m³ e si osserva in direzione ovest rispetto al comparto, subito a ridosso di quest ultimo; il massimo valore della concentrazione media annua di SO 2 stimato nel dominio di calcolo è pari a 31,59*10-2 µg/m³ e si rileva in direzione nord rispetto al comparto, subito a ridosso di quest ultimo; il massimo valore della concentrazione media annua di benzene stimato nel dominio di calcolo è pari a 2,53 µg/m³ e si rileva ad est, immediatamente al di fuori del comparto. Confrontando i risultati delle ricadute riportati nell elenco precedente con gli stessi dello Scenario Attuale 2008, si osserva un modesto incremento dei vari indici per il quale si può ritenere che lo stato finale di qualità dell aria non vari significativamente. In figura 76 si riporta il perimetro esterno dell area potenzialmente interessata dal superamento della soglia di percezione olfattiva pari a 1 U.O./m 3.

46 291 Figura Percentile NO x - Scenario 2013

47 292 Figura 69 - Media Annua NO x - Scenario 2013

48 293 Figura Percentile PTS - Scenario 2013

49 294 Figura 71 - Media Annua PTS - Scenario 2013

50 295 Figura Percentile SO 2 - Scenario 2013

51 296 Figura Percentile SO 2 - Scenario 2013

52 297 Figura 74 - Media Annua SO 2 - Scenario 2013

53 298 Figura 75 - Media Annua Benzene- Scenario 2013

54 299 Figura 76 - Aree Soglia Percezione Olfattiva- Scenario 2013

55 300 Dall analisi dei risultati emerge che l area potenzialmente interessata dal superamento della soglia di percezione olfattiva è compresa entro una distanza massima di circa 2,4 km dal sito, inferiore rispetto a quella riportata in figura 67 relativa allo Scenario Attuale Tale risultato è legato alla diminuzione delle emissioni di H 2 S dai corpi delle discariche e, in particolare, al fatto che nel 2013 la sorgente principale di biogas sarà costituita dalla discarica in esercizio nella quale sono stati conferiti rifiuti industriali piuttosto che urbani (come avvenuto nel lotto esaurito) con conseguenti minori concentrazioni di H 2 S nel biogas emesso. Nella tabella seguente sono riportate le massime concentrazioni medie giornaliere di idrogeno solforato stimate in prossimità dei recettori descritti al paragrafo Recettore H 2 S [µg/m 3 ] R1 0,18 R2 0,10 R3 0,09 R4 0,07 R5 0,08 R6 0,19 R7 0,15 R8 0,11 R9 0,13 Tabella Valori Massimi di Concentrazione Media Giornaliera di H 2 S ai Recettori Dall analisi della tabella si nota che il recettore in cui si raggiungono i valori massimi della concentrazione giornaliera di H 2 S, analogamente allo Scenario Attuale 2008, è l R6 (0,19 µg/m 3 ) e che, comunque, i valori risultano inferiori, per quasi tutti i ricettori, rispetto al Come già detto precedentemente tale risultato è legato alla diminuzione delle emissioni di H 2 S dai corpi delle discariche e, in particolare, al fatto che nel 2013 la sorgente principale di biogas sarà costituita dalla discarica in esercizio nella quale sono stati conferiti rifiuti industriali piuttosto che urbani (come avvenuto nel lotto esaurito) con conseguenti minori concentrazioni di H 2 S nel biogas emesso. Nella tabella seguente sono riportate le concentrazioni medie giornaliere di metano stimate in prossimità dei recettori descritti al paragrafo

56 301 Recettore CH 4 [µg/m 3 ] R R2 743 R3 752 R4 578 R5 627 R R R8 634 R Tabella Valori Massimi di Concentrazione Media Giornaliera di CH 4 ai Recettori Dall analisi della tabella si nota che il recettore in cui si raggiungono i valori massimi della concentrazione giornaliera di CH 4 è l R1 (1513 µg/m 3 ) Scenario Futuro 2019 Di seguito sono riportati e commentati i risultati delle simulazioni climatologiche per lo scenario emissivo riportato nel paragrafo denominato Scenario Futuro Nella valutazione dei risultati per NO x, PTS e SO 2 è importante sottolineare che, cautelativamente, le emissioni ai camini dei motori e del dissociatore molecolare sono state simulate come continue per tutto l anno considerando il funzionamento a carico nominale. Nelle figure 77, 78, 79, 80, 81, 82, 83 e 84 sono riportate le mappe delle ricadute al suolo degli inquinanti emessi dall impianto all interno del dominio di calcolo e presentano, rispettivamente: il 99,8 percentile delle concentrazioni medie orarie di NO x ; la concentrazione media annua di NO x ; il 90,4 percentile delle concentrazioni medie giornaliere di PTS; la concentrazione media annua di PTS; il 99,73 percentile delle concentrazioni medie orarie di SO 2 ; il 99,2 percentile delle concentrazioni medie giornaliere di SO 2 ; la concentrazione media annua di SO 2 ; la concentrazione media annua di benzene. Ricordando che, cautelativamente, è stato assunto che le emissioni di NO x e di PTS siano equivalenti, rispettivamente, a quelle dell NO 2 e di PM 10, dall analisi di tali mappe emerge che: per quanto concerne l NO x, la messa in esercizio dei nuovi impianti produce un

57 302 minimo incremento dell estensione delle aree interessate e le concentrazioni che si determinano a seguito della realizzazione degli stessi rimangono pressoché invariate rispetto a quelle che si avranno nel 2013, mantenendo pertanto praticamente inalterata la qualità dell aria locale. Il massimo valore calcolato per quel che riguarda il 99,8 percentile delle concentrazioni medie orarie per la situazione futura è il medesimo di quello stimato per lo Scenario 2013 e pari a 83,95 μg/m 3, mentre la massima media annua passa da 2,84 μg/m 3 a 2,91 μg/m 3. Tali valori sono raggiunti nelle immediate vicinanze del comparto, mentre presso i ricettori sensibili tali valori si riducono di quasi un ordine di grandezza per il 99,8 percentile delle concentrazioni medie orarie e di circa 3 volte per le medie annuali. Si ricorda che le uniche stazioni di monitoraggio che rilevano la concentrazione dell NO 2 (Cascina e Pontedera, v. paragrafo ) non possono essere considerate come rappresentative della qualità dell aria dell area di studio perché influenzate dalle emissioni generate dal traffico e dagli impianti di riscaldamento dei centri urbani. Va sottolineato, comunque, che la variazione media annua indotta dall esercizio del dissociatore molecolare in progetto in corrispondenza di tali centraline sarà dell ordine dell 1 2 del limite di legge (40 µg/m 3 ) e, quindi, dello stesso ordine di grandezza della fluttuazione nella misura del parametro; per quanto concerne le ricadute di PTS si nota che, seppur interessino un area più estesa di quella dello Scenario 2013, i valori del 90,4 percentile delle concentrazioni medie giornaliere e della media annuale si mantengono su livelli irrilevanti ai fini del rispetto dei limiti imposti per il PM 10 dal D.M. 60/2002 e non comportano variazioni significative rispetto ai valori misurati nelle campagne di monitoraggio descritte nel paragrafo Il massimo valore del 90,4 percentile delle concentrazioni medie giornaliere di PTS stimato nel dominio di calcolo è pari a 0,21 µg/m³ e rimane invariato rispetto a quello rilevato nello Scenario 2013, mentre il massimo valore della concentrazione media annua è pari a 6,74*10-2 µg/m³, pressoché uguale al valore massimo rilevato nello Scenario 2013 (6,3*10-2 µg/m³). Ai fini della protezione della popolazione va infine sottolineato che i valori più alti si registrano nelle immediate vicinanze del comparto e che in corrispondenza di centri urbani i contributi sono, in ogni caso, scarsamente significativi; per quanto concerne l SO 2 non sono disponibili dati di concentrazione rilevati dalle centraline di monitoraggio utili per valutare gli ipotetici valori di qualità dell aria nello Scenario Futuro ; va comunque sottolineato, come per i precedenti inquinanti, che la variazione che interviene tra lo Scenario 2013 e lo Scenario Futuro risulta in ogni caso di scarsa entità se confrontata con i valori delle concentrazioni in gioco. Per quanto riguarda i massimi valori delle concentrazioni stimati sul dominio di calcolo si nota che:

58 303 il massimo valore del 99,73 percentile delle concentrazioni medie orarie di SO 2 è pari a 8,37 µg/m³ e rimane invariato rispetto a quello rilevato nello Scenario 2013; il massimo valore del 99,2 percentile delle concentrazioni medie giornaliere di SO 2 è pari a 2,22 µg/m³ e supera di una quantità trascurabile il valore massimo rilevato nello Scenario 2013 (2,20 µg/m³); il massimo valore della concentrazione media annua di SO 2 stimato nel dominio di calcolo è pari a 3,37*10-1 µg/m³ e rimane pressoché invariato rispetto a quello rilevato nello Scenario 2013 (3,159*10-1 µg/m³). È importante sottolineare che, anche in questo caso, i valori massimi valgono per le immediate vicinanze dell impianto mentre nelle aree maggiormente antropizzate si raggiungono valori ulteriormente inferiori; per quanto concerne il benzene si nota una generalizzata diminuzione delle concentrazioni medie annue su tutto il dominio di calcolo rispetto allo Scenario 2013, dovuta alla diminuzione delle emissioni massiche dai corpi delle discariche; il massimo valore della concentrazione media annua di benzene stimato nel dominio di calcolo è pari a 1,87 µg/m³ e si rileva ad est, immediatamente al di fuori del comparto: tale valore è inferiore al valore massimo stimato nello Scenario 2013 (2,53 µg/m³). In figura 85 si riporta il perimetro esterno dell area potenzialmente interessata dal superamento della soglia di percezione olfattiva pari a 1 U.O./m 3.

59 304 Figura Percentile NO x - Futuro 2019

60 305 Figura 78 - Medie Annue NO x - Futuro 2019

61 306 Figura Percentile PTS - Futuro 2019

62 307 Figura 80 - Medie Annue PTS - Futuro 2019

63 308 Figura Percentile SO 2 - Futuro 2019

64 309 Figura Percentile SO 2 - Futuro 2019

65 310 Figura 83 - Medie Annue SO 2 - Futuro 2019

66 311 Figura 84 - Media Annua Benzene - Futuro 2019

67 312 Figura 85- Aree Soglia Percezione Olfattiva - Futuro 2019

68 313 Dall analisi della mappa emerge che l area potenzialmente interessata dal superamento della soglia di percezione olfattiva è compresa entro una distanza massima di circa 2,1 km dal sito, mediamente contenuta all interno di 1 km di raggio di influenza. Dal confronto della figura 85 con le mappe descrittive delle aree interessate dal potenziale superamento della soglia di percezione olfattiva negli scenari Attuale 2008 e 2013 emerge un progressivo decremento nel tempo di tale area. Nella tabella seguente sono riportate le concentrazioni medie giornaliere di idrogeno solforato stimate in prossimità dei recettori descritti al paragrafo Recettore H 2 S [µg/m 3 ] R1 0,18 R2 0,11 R3 0,07 R4 0,05 R5 0,06 R6 0,13 R7 0,13 R8 0,12 R9 0,11 Tabella Valori Massimi di Concentrazione Media Giornaliera di H 2 S ai Recettori Dall analisi della tabella si evince che il recettore in cui si raggiungono i valori massimi della concentrazione giornaliera di H 2 S è l R1 (0,18 µg/m 3 ). In generale si osserva una tendenza a diminuzioni dei valori massimi di concentrazione media giornaliera di H 2 S rispetto allo Scenario 2013 e, nei casi in cui si osservano degli aumenti (ricettori R2 e R8, legati presumibilmente all ubicazione delle due ulteriori sorgenti emissive considerate), le differenze possono ragionevolmente esser considerate non significative. Nella tabella seguente sono riportate le concentrazioni medie giornaliere di metano stimate in prossimità dei recettori descritti al paragrafo

69 314 Recettore CH 4 [µg/m 3 ] R R2 900 R3 496 R4 365 R5 452 R6 739 R7 976 R R9 854 Tabella Valori Massimi di Concentrazione Media Giornaliera di CH 4 ai Recettori Dall analisi della tabella si nota che i recettori in cui si raggiungono i valori massimi della concentrazione giornaliera di CH 4 sono l R1 e l R8. I valori riportati in tabella relativi allo Scenario Futuro 2019, se confrontati con gli stessi dello Scenario 2013, mostrano, a meno di alcune piccole differenze correlate alla variazione dell ubicazione delle sorgenti emissive (discarica in progetto), una tendenza ad una significativa diminuzione dei valori di concentrazione ai recettori individuati; conseguentemente, è possibile ritenere ragionevolmente che, nello scenario di progetto, lo stato di qualità dell aria relativamente al CH 4 sia migliore rispetto a quello dello Scenario Policlorodibenzodiossine e Policlorodibenzofurani Nella figura 86 si riporta la deposizione media annua, espressa in g m -2 PCDD/F. anno -1, di Al fine di prevedere l impatto dell impianto sulla concentrazione nel terreno di PCDD/F e metalli pesanti per i siti ad uso verde pubblico, privato e residenziale indicato nella Tabella 1 dell Allegato 5 al Titolo V alla parte quarta del D. Lgs. 152/2006 è stata svolta un analisi di sensitività per stimare le quantità massime di tali inquinanti accumulate nel suolo per diversi valori dell altezza e della densità dello strato superficiale di terreno interessato dalle deposizioni. Le ipotesi conservative su cui si basa tale stima sono: i PCDD/F pesanti si accumulano soltanto nello strato superficiale del suolo e non vengono dilavati dalla pioggia; il periodo di accumulo è pari a 25 anni (periodo di vita dell impianto previsto). Nella tabella successiva si riportano i risultati di tale stima. I due spessori considerati (0,15 m e 0,30 m) sono stati scelti in quanto rappresentativi delle profondità raggiungibili dalle radici delle principali specie vegetali commestibili attraverso le quali i PCDD/F possono essere assimilati dalla popolazione.

70 315 Figura 86 - Deposizione Annua PCDD-DF - Futuro 2019

71 316 Altezza Accumulo dello Deposizione Q.tà Densità dello nel Limite D. Periodo di strato annuale accumulata strato superficiale terreno Lgs 152/06 accumulo superficia massima massima di terreno [mgpcdd/ [mgpcdd/k [g/m 2 [anni] *anno] [mg/m 2 le di ] [kg/m 3 ] kg g terreno] terreno terreno] [m] 1,899* ,75*10-7 0, ,1*10-9 1*10-5 1,899* ,75*10-7 0, ,8*10-9 1*10-5 1,899* ,75*10-7 0, ,6*10-9 1*10-5 1,899* ,75*10-7 0, ,1*10-9 1*10-5 1,899* ,75*10-7 0, ,0* *10-5 1,899* ,75*10-7 0, ,9* *10-5 Tabella PCDD+PCDF: Quantità Accumulata in 25 Anni di Esercizio nel Suolo per Diversi Valori di Altezza e di Densità dello Strato Superficiale di Terreno Dall analisi della tabella si evince che, anche nel caso peggiore (2,1*10 9 mg PCDD/kg terreno) la quantità di PCDD/F accumulata nel terreno è circa quattro ordini di grandezza inferiore al limite imposto dalla tabella 1 dell Allegato 5 al Titolo V alla parte quarta del D. Lgs. 152/ Conclusioni Alla luce dei risultati delle simulazioni eseguite si può concludere che: lo stato finale di qualità dell aria, a valle della realizzazione delle opere in progetto, rimane pressoché invariato (con alcuni miglioramenti per quanto concerne il benzene, l idrogeno solforato e il metano) rispetto a quello che si avrà nel Relativamente agli odori, nello Scenario Futuro 2019 si rileva una diminuzione dell area potenzialmente interessata dal superamento della soglia olfattiva che sarà compresa entro una distanza massima di circa 2,1 km dal sito; la quantità di PCDD/F accumulata nel terreno nel punto dove si verifica la massima deposizione è quattro ordini di grandezza inferiore al limite imposto dalla tabella 1 dell Allegato 5 al Titolo V alla parte quarta del D. Lgs. 152/ IMPATTO ACUSTICO Nel presente paragrafo viene valutato l impatto acustico potenzialmente indotto dalla realizzazione del progetto di messa in esercizio di un impianto di dissociazione molecolare e di un nuovo lotto di discarica all interno del comparto di ECOFOR Service

72 317 S.p.A.. Lo studio è stato eseguito sulla base della documentazione tecnica fornita da ECOFOR Service S.p.A Stima dell impatto acustico Generalità L impatto acustico viene effettuato ai sensi dell articolo 12 comma 2 e 3 della Legge della Regione Toscana n 89/98 e della deliberazione della Giunta Regionale del n 788, tenendo conto della normativa UNI per la discarica gestita da Ecofor Service S.p.A, ubicata in Viale America n. 150 in località Gello nel comune di Pontedera. Viene valutata la situazione attuale e la situazione relativa al progetto di messa in esercizio di un impianto di dissociazione molecolare e della relativa discarica, oltre che ad un motore biogas, da realizzare ed installare nei pressi degli impianti esistenti Impatto acustico nella situazione attuale La valutazione dell impatto acustico nella situazione attuale viene effettuata per determinare le emissioni sonore della discarica nell ambiente limitrofo e per valutare il rumore residuo attuale, che sarà utilizzato per verificare l impatto acustico dell impianto di dissociazione molecolare e della relativa discarica Modello di calcolo utilizzato La propagazione del rumore è stata stimata con il codice di calcolo Sound Plan versione 7.0 della SoundPLAN LLC 80 East Aspley Lane Shelton, WA USA. Questo codice di calcolo è stato sviluppato appositamente per fornire i valori del livello di pressione sonora nei diversi punti del territorio in esame e/o all interno di ambienti, in funzione della tipologia e potenza sonora delle sorgenti acustiche fisse e/o mobili, delle caratteristiche dei fabbricati oltre che delle condizioni meteorologiche e della morfologia del terreno.

73 318 Per la valutazione del rumore industriale utilizza la normativa ISO Il valore di pressione sonora ottenuto presso i diversi ricettori tiene conto di tutte le attenuazioni dovute alla distanza, alla direttività, alle barriere acustiche, al vento, alla temperatura, all umidità dell aria e al tipo di terreno. Il rumore determinato dal traffico in transito sulle strade è stato valutato con il codice di calcolo Sound Plan versione 7.0, implementato con la normativa RLS90, che caratterizza le emissioni sonore prodotte dal traffico veicolare in funzione di LME Livello medio di emissione, valutato nel periodo diurno e/o notturno a una distanza di 25 metri dalla strada. Il valore del rumore dipende dal numero e dalla tipologia dei veicoli, suddivisi in mezzi leggeri e mezzi pesanti, dalla velocità di percorrenza, dalle dimensioni della carreggiata, dal tipo di asfalto, dalla pendenza della strada e dalle riflessioni dell onda sonora. Il livello equivalente ai ricettori viene quindi valutato in funzione del Livello medio di emissione considerando le correzioni relative all attenuazione sonora dovuta alla distanza, alla presenza di barriere naturali o artificiali, all assorbimento dell aria e del terreno ed infine dagli edifici Valutazione delle principali sorgenti sonore Durante il funzionamento della discarica e dei relativi impianti gestiti da ECOFOR Service, oltre che a tutti gli impianti GEOFOR, sono presenti nelle condizioni normali di esercizio diverse sorgenti sonore, la cui potenza viene determinata in base alla normativa ISO 3746, valutandone il livello medio di pressione sonora ad una determinata distanza e da esso la potenza sonora. Le principali sorgenti sonore presenti sono: fabbricato per il compostaggio; ventilatori per il fabbricato del compostaggio; ventilatori del biofiltro; motori endotermici alimentati a biogas; ventilatori del biogas; fabbricato per la maturazione del compost; fabbricato per la scarico del cartone; fabbricato per la selezione del cartone;

74 319 fabbricato per la selezione della carta; seconda vagliatura del compost; triturazione del legno; movimentazione degli ingombranti; trasferimento degli RSU; macchine operatrici sul corpo della discarica. La valutazione delle potenze sonore dei diversi componenti sopra descritti, è stata fatta in analogia alle specifiche tecniche di acquisto delle diverse apparecchiature, in base alle indicazioni dei progettisti, in funzione delle misurazioni eseguite nella discarica e presso altri impianti simili. Per valutare la potenza sonora delle sorgenti sopra indicate, sono state effettuate il 11/11/2009 delle misure fonometriche utilizzando la strumentazione indicata al Paragrafo Nella tabella 118 è indicata la descrizione della postazione di misura ed il livello equivalente misurato. Nella figura 87 è indicata l ubicazione della postazione di misura. Postazione Descrizione Leq dba R1 1 m da parete fabbricato compost 76,2 R2 1 m da ventilatore fabbricato compost 79,1 R3 1 m da ventilatore biofiltro SA01B 84,0 R4 1 m da ventilatore biofiltro SA01C 83,3 R5 2 m da motore endotermico a biogas 74,2 R6 6 m da motore endotermico a biogas 73,1 R7 12 m da motore endotermico a biogas 71,0 R8 1 m da motore endotermico a biogas 73,8 R9 6 m da motore endotermico a biogas 72,4 R10 1 m da tubazione aria del biofiltro 83,1 R11 1 m da ventilatore del biogas 83,5 R12 1 m da nastro maturazione compost 75,1 R13 4 m da vaglio rotante maturazione compost 75,9 R14 1 m da ventilatore maturazione compost 81,4 R15 1 m da 1 nastro selezione cartone 76,1 R16 1 m da 2 nastro selezione cartone 77,1 R17 5 m da portone fabbricato selezione carta 69,5 R18 2 metri da trituratore 90,7 R19 5 m da trituratore del legno 85,6 R20 2 m da raffinatore compost 78,9 R21 4 m da nastri esterni fabbricato selezione carta 75,6 R22 4 m da filtro esterno fabbricato selezione carta 78,8 R23 4 m da nastri esterni fabbricato selezione carta 73,1 Tabella Ubicazione delle postazioni di misura

75 320 Figura 87 - Postazioni di Misura relativa discarica in località Gello nel Comune di Pontedera - Pisa

76 321 Fabbricato per il compostaggio Nel fabbricato per il compostaggio operano una pala meccanica con una potenza sonora pari a 107 dba ed un trituratore con una potenza sonora pari a 105 dba. Per valutare le emissioni sonore del fabbricato per il compostaggio si è assunto che le pareti ed il tetto appartengano alla classe di trasmissione sonora STC pari a 36 db. Per i portoni si è assunto che abbiamo una classe di trasmissione sonora pari a zero. Nella tabella 119 sono indicati il valore della perdita di trasmissione sonora ed il coefficiente di assorbimento delle pareti, determinati in base a dati reperiti in letteratura, (1) Manuale operativo modello Sound Plan 6.5 (2) M. Harris, Manuale di controllo del rumore. Descrizione Perdita trasmissione sonora delle pareti (db) Coefficiente di assorbimento delle pareti Frequenza Hz ,02 0,02 0,02 0,02 0,03 0,04 0,04 0,05 Tabella Perdita di Trasmissione Sonora e Coefficiente di Assorbimento delle Pareti del Fabbricato In funzione della potenza sonora delle macchine ubicate all interno del fabbricato e con i dati della perdita di trasmissione sonora e del coefficiente di assorbimento indicati nella tabella 119, si è calcolato, con il modello di simulazione Sound Plan 7.0, la potenza sonora del fabbricato per il compostaggio, la cui potenza sonora complessiva risulta pari a 93,4 dba. Si prevede un periodo di funzionamento pari ad otto ore. Ventilatore per il fabbricato del compostaggio In base alle misure fonometriche e con il modello di calcolo Sound Plan versione 7.0 si è calcolato la potenza sonora del ventilatore asservito al fabbricato del compostaggio che è stato assimilato ad una sorgente sonora puntiforme con una potenza sonora pari a 90 dba. Si prevede un periodo di funzionamento pari ad otto ore. Ventilatori per il biofiltro In base alle misure fonometriche e con il modello di calcolo Sound Plan versione 7.0 si è calcolato la potenza sonora di ciascuno dei due ventilatori asserviti al biofiltro che è stato assimilato ad una sorgente sonora puntiforme, con una potenza sonora pari a 95 dba. Si prevede un tempo di esercizio pari ad 24 ore.

77 322 Per la tubazione dell aria ubicata lungo il biofiltro si è valutato una potenza lineare pari a 89 dba/ml ed una potenza sonora pari a 104 dba. Si prevede un tempo di esercizio pari ad 24 ore. Ventilatori del biogas In base alle misure fonometriche e con il modello di calcolo Sound Plan versione 7.0 si è calcolato la potenza sonora di ciascuno dei due ventilatori di estrazione del biogas che è stato assimilato ad una sorgente sonora puntiforme, con una potenza sonora pari a 92 dba. Si prevede un tempo di esercizio pari a 24 ore. Motori alimentati a biogas In base alle misure fonometriche e con il modello di calcolo Sound Plan versione 7.0 si è calcolato la potenza sonora di ciascuno dei due motori alimentati a biogas. Ogni motore è stato assimilato con una sorgente sonora areale relativa al vano motore con una potenza sonora superficiale pari a 70 dba/mq ed una potenza sonora pari 90 dba ed una sorgente areale relativa al sistema di raffreddamento con una potenza sonora superficiale pari a 87 dba/mq ed una potenza sonora pari 101 dba. Si prevede un tempo di esercizio pari a 24 ore. Maturazione compost Per la maturazione del compost sono utilizzati due nastri ed un vaglio. In base alle misure fonometriche e con il modello di calcolo Sound Plan versione 7.0 si è calcolato la potenza sonora di ciascuno dei due nastri che è stato assimilato ad una sorgente sonora lineare, con una potenza lineare pari a 86 dba/ml ed una potenza sonora pari a 96 dba, il vaglio è stato assimilato ad una sorgente sonora lineare, con una potenza lineare pari a 86 dba/ml ed una potenza sonora pari a 95 dba. Si prevede un tempo di esercizio pari a 8 ore. Primo Fabbricato per lo scarico del cartone Nel primo fabbricato per lo scarico e selezione del cartone operano un muletto con una potenza sonora pari a 103 dba ed un nastro che è stato assimilato ad una sorgente sonora lineare, con una potenza lineare pari a 85 dba/ml ed una potenza sonora pari a 95 dba. Per valutare le emissioni sonore del fabbricato si è assunto che le pareti ed il tetto appartengano alla classe di trasmissione sonora STC pari a 36 db. Per i portoni si è

78 323 assunto che abbiamo una classe di trasmissione sonora pari a zero. In funzione della potenza sonora delle macchine ubicate all interno del fabbricato e con i dati della perdita di trasmissione sonora e del coefficiente di assorbimento indicati nella tabella 119, si è calcolato, con il modello di simulazione Sound Plan 7.0, la potenza sonora del fabbricato per lo scarico del cartone la cui potenza sonora complessiva risulta pari a 85 dba. Si prevede un periodo di funzionamento pari ad otto ore. Secondo Fabbricato per la selezione del cartone Nel secondo fabbricato per la selezione del cartone operano un muletto con una potenza sonora pari a 103 dba, un nastro che è stato assimilato ad una sorgente sonora lineare, con una potenza lineare pari a 85 dba/ml ed una potenza sonora pari a 96 dba, ed una pressa che è stata assimilata ad una sorgente sonora lineare, con una potenza lineare pari a 85 dba/ml ed una potenza sonora pari a 96 dba. Per valutare le emissioni sonore del fabbricato si è assunto che le pareti ed il tetto appartengano alla classe di trasmissione sonora STC pari a 36 db. Per i portoni si è assunto che abbiamo una classe di trasmissione sonora pari a zero. In funzione della potenza sonora delle macchine ubicate all interno del fabbricato e con i dati della perdita di trasmissione sonora e del coefficiente di assorbimento indicati nella tabella 119, si è calcolato, con il modello di simulazione Sound Plan 7.0, la potenza sonora del fabbricato per la selezione del cartone la cui potenza sonora complessiva risulta pari a 92 dba. Si prevede un periodo di funzionamento pari ad otto ore. Terzo Fabbricato per la selezione della carta Nel terzo fabbricato per la selezione della carta operano un muletto con una potenza sonora pari a 103 dba, e tre nastri che sono stati assimilati ad una sorgente sonora lineare, con una potenza lineare pari a 85 dba/ml. Per il primo nastro si è valutato una potenza sonora paria 96 dba, per il secondo una potenza sonora pari a 97 dba e per il terzo una potenza sonora pari a 98 dba. In funzione della potenza sonora delle macchine ubicate all interno del fabbricato e con i dati della perdita di trasmissione sonora e del coefficiente di assorbimento indicati nella tabella 119, si è calcolato, con il modello di simulazione Sound Plan 7.0, la potenza sonora del fabbricato per la selezione della carta la cui potenza sonora

79 324 complessiva risulta pari a 88 dba. Si prevede un periodo di funzionamento pari ad otto ore al giorno, nel periodo diurno. All esterno del fabbricato è ubicato un nastro trasportatore ed un filtro a maniche In base alle misure fonometriche e con il modello di calcolo Sound Plan versione 7.0 si è calcolato la potenza sonora del nastro assimilato ad una sorgente lineare con una potenza lineare pari a 85 dba/ml ed una potenza sonora pari a 99 dba ed un filtro a maniche con una potenza pari a 97 dba. Seconda maturazione del compost In base alle misure fonometriche e con il modello di calcolo Sound Plan versione 7.0 si è calcolato la potenza sonora di ciascuno delle macchine che vengono utilizzate per effettuare la seconda maturazione del compost. Sotto una tettoia operano una pala meccanica con una potenza sonora pari a 107 dba ed un raffinatore del compost che è stato assimilato ad una sorgente sonora lineare, con una potenza lineare pari a 90 dba/ml ed una potenza complessiva pari a 98 dba. Si prevede un periodo di funzionamento pari a quattro ore al giorno, nel periodo diurno. Triturazione di arbusti di legno In base alle misure fonometriche e con il modello di calcolo Sound Plan versione 7.0 si è calcolato la potenza sonora di ciascuno delle macchine che vengono utilizzate per effettuare la triturazione di arbusti di legno. All esterno operano una pala meccanica con una potenza sonora pari a 107 dba ed un trituratore che è stato assimilato ad una sorgente puntiforme, con una potenza pari a 111 dba. Si prevede un periodo di funzionamento pari a quattro ore al giorno, nel periodo diurno. Movimentazione degli ingombranti In base alle misure fonometriche e con il modello di calcolo Sound Plan versione 7.0 si è calcolato la potenza sonora di ciascuno delle macchine che vengono utilizzate per effettuare la movimentazione degli ingombranti. All esterno operano due macchine operatrici attrezzate con il ragno. Ognuna di queste è stata assimilata ad una sorgente puntiforme, con una potenza pari a 103 dba. Si prevede un periodo di funzionamento pari a dodici ore al giorno, nel periodo diurno.

80 325 Trasferimento degli RSU In base alle misure fonometriche e con il modello di calcolo Sound Plan versione 7.0 si è calcolato la potenza sonora di ciascuno delle macchine che vengono utilizzate per effettuare la movimentazione degli RSU All esterno operano macchine operatrici attrezzate con il ragno che è stata assimilata ad una sorgente puntiforme, con una potenza pari a 107 dba, una pala meccanica che è stata assimilata ad una sorgente puntiforme, con una potenza pari a 107 dba, un autotreno che è stato assimilato ad una sorgente puntiforme, con una potenza pari a 105 dba. Si prevede un periodo di funzionamento pari a dieci ore al giorno, nel periodo diurno. Macchine operatrici sul corpo della discarica In base alle misure fonometriche e con il modello di calcolo Sound Plan versione 7.0 si è calcolato la potenza sonora di ciascuno delle macchine che operano sul corpo della discarica solamente nel periodo diurno. Vi operano le seguenti macchine: un compattatore Bomag 772 che è stato assimilato ad una sorgente puntiforme, con una potenza pari a 110 dba ed opera per 14 ore al giorno; un compattatore Bomag 1772 che è stato assimilato ad una sorgente puntiforme, con una potenza pari a 110 dba ed opera per 7 ore al giorno; una pala cingolata CAT 963 che è stata assimilata ad una sorgente puntiforme, con una potenza pari a 109 dba ed opera per 7 ore al giorno; uno scavatore CAT 318 che è stato assimilato ad una sorgente puntiforme, con una potenza pari a 108 dba ed opera per 8 ore al giorno; un trituratore DW 3080K che è stato assimilato ad una sorgente puntiforme, con una potenza pari a 112 dba ed opera per 3 ore al giorno. Nella tabella 120 sono indicate le sorgenti sonore presenti nella situazione attuale nella discarica e negli impianti presenti all interno del comparto ECOFOR-GEOFOR, con l indicazione della potenza sonora, dell ubicazione e del periodo di esercizio. Numero N1 N2 N3 Descrizione Pala compostaggio Trituratore compostaggio Ventilatore aria Compostaggio Num Sorg Tipo dba/mq dba/ml Lw dba Ore esercizio 1 Puntiforme Puntiforme Puntiforme Ubicazione Fabbricato Compost Fabbricato Compost Esterno fabbricato Compost

81 326 Numero N4 N5 N6 Descrizione Ventilatore aria Biofiltro Tubazione aria Biofiltro Ventilatore biogas Num Sorg Tipo dba/mq dba/ml Lw dba Ore esercizio 2 Puntiforme Lineare Puntiforme Ubicazione Esterno vicino biofiltro Esterno vicino biofiltro Esterno vicino biofiltro N7 Motore biogas 2 Areale Esterno N8 N9 N10 N11 N12 Scambiatore motore Nastro per compost Vaglio per compost Ventilatori aria vagliatura compost Nastro selezione carta 2 Areale Esterno 2 Lineare Lineare Puntuale Lineare N13 Muletto 1 Puntiforme N14 Nastro selezione carta 1 Lineare N15 Pressa 1 Lineare N16 Muletto 1 Puntiforme N17 N18 N19 Nastro selezione carta Nastro selezione carta Nastro selezione carta 1 Lineare Lineare Puntiforme N20 Muletto 1 Puntiforme N21 Nastro esterno carta 1 Lineare N22 Filtro a maniche 1 Puntuale 97 8 N23 N24 N25 N26 N27 N28 N29 N30 Trituratore legno DW 2560 Ragno a servizio trituratore e raffinatore Raffinatore compost SM 718 Ragno movimentazione ingombranti Pala per movimentazione RSU Ragno per movimentazione RSU Camion trasporto RSU Compattatore Bomag 1172 Maturazione Compost Maturazione Compost Esterno vicino fabbricato compost 1 fabbricato scarico cartone 1 fabbricato scarico cartone 2 fabbricato selezione cartone 2 fabbricato selezione cartone 2fabbricato selezione cartone 3 fabbricato selezione carta 3 fabbricato selezione carta 3 fabbricato selezione carta 3 fabbricato selezione carta esterno fabbricato carta esterno fabbricato carta 1 Puntuale esterno 1 Puntuale esterno 1 Lineare Tettoia 2 Vagliatura Compost 2 Puntuale esterno 1 Puntuale esterno 1 Puntuale esterno 1 Puntuale esterno 1 Puntuale Corpo Discarica

82 327 Numero N31 N32 N33 N34 Descrizione Compattatore Bomag 772 Pala cingolata Cat 963 Scavatore ragno Cat 318 Trituratore DW 3080 K Num Sorg Tipo dba/mq dba/ml Lw dba Ore esercizio Ubicazione 1 Puntuale Corpo Discarica 1 Puntuale Corpo Discarica 1 Puntuale Corpo Discarica 1 Puntuale Corpo Discarica Tabella Potenza sonora delle sorgenti presenti nella discarica e negli impianti di comparto L ubicazione delle principali sorgenti sonore è indicata nella figura 88.

83 328 Figura 88 - Ubicazione Sorgenti Sonore relativa discarica in località Gello nel Comune di Pontedera - Pisa

84 329 Le sorgenti areali sono state simulate con più sorgenti, relative alle superfici laterali ed al tetto. Complessivamente il comparto ECOFOR GEOFOR è stato schematizzato con 71 sorgenti tra puntiformi ed areali, indicate nella tabella 121. N Sorg Sorgente Tipo 63 Hz 125 Hz 250 Hz 500 Hz 1 khz 2 khz 4 khz 8 khz Pot.Sup. Potenza dba/m2 dba N1 2 fabbricato carta sud Area 30,8 40,6 37,7 29,9 18,5 17,0 23,6 21,2 43,0 63,5 N2 2 fabbricato carta est Area 28,7 38,5 38,1 34,3 21,3 22,4 26,4 24,0 42,5 69,7 N3 2 fabbricato carta ovest Area 30,6 40,4 38,3 32,1 20,0 19,6 25,1 22,7 43,2 65,4 N4 2 fabbricato carta nord Area 30,0 39,6 37,2 30,0 15,7 17,0 20,9 18,3 42,2 62,7 N5 2 fabbricato carta tetto Area 48,2 57,9 60,3 63,1 59,3 65,2 60,4 57,9 69,9 92,0 N6 3 fabbricato carta sud Area 31,8 41,5 37,7 30,0 18,9 17,3 24,0 21,5 43,6 66,2 N7 3 fabbricato carta tetto Area 30,1 39,9 37,5 32,9 20,2 20,9 25,3 22,8 42,8 73,1 N8 3 fabbricato carta est Area 32,2 41,8 36,9 27,8 14,8 14,5 19,9 17,3 43,6 66,8 N9 3 fabbricato carta nord Area 32,4 42,1 37,6 28,8 17,5 15,8 22,6 20,1 44,0 66,6 N10 3 fabbricato carta ovest Area 32,0 41,7 37,7 30,3 17,5 17,5 22,7 20,1 43,8 65,9 N11 Porta fabbricato carta ovest Area 50,1 59,8 60,8 63,3 61,0 65,6 62,0 59,5 70,7 87,6 N12 1 Nastro compost Linea 57,8 67,9 70,4 75,8 79,0 80,2 80,0 77,9 86,0 96,8 N13 Vaglio ruotante compost Linea 57,8 67,9 70,4 75,8 79,0 80,2 80,0 77,9 86,0 95,0 N14 2 Nastro compost Linea 57,8 67,9 70,4 75,8 79,0 80,2 80,0 77,9 86,0 96,0 N15 Fabbricato Compost sud Area 26,9 36,7 40,9 34,5 19,2 21,1 24,4 21,8 43,2 63,5 N16 Fabbricato Compost tetto Area 26,7 36,6 42,0 38,5 24,8 26,4 29,9 27,5 44,8 70,7 N17 Fabbricato Compost est Area 27,5 37,3 41,9 36,8 22,3 24,0 27,4 24,9 44,4 66,9 N18 Fabbricato Compost nord Area 27,6 37,4 42,0 36,7 22,1 23,9 27,2 24,8 44,5 63,0 N19 Fabbricato Compost nord porta Area 45,4 55,2 64,6 68,7 63,7 70,6 64,9 62,4 74,7 90,2 N20 Fabbricato Compost ovest Area 27,6 37,4 42,2 37,5 23,3 25,0 28,4 26,0 44,7 66,3 N21 Fabbricato Compost ovest porta Area 45,2 55,0 64,4 68,9 64,2 71,0 65,3 62,8 74,9 90,5 N22 Fabbricato 1 carta Area 26,0 35,7 34,9 28,0 14,0 14,8 19,1 16,5 39,0 60,8 N23 Fabbricato 1 carta Area 26,5 36,3 36,3 31,5 18,0 19,3 23,1 20,7 40,4 68,4 N24 Fabbricato 1 carta Area 25,9 35,6 35,9 30,6 16,4 17,9 21,5 19,0 39,7 61,3 N25 Fabbricato 1 carta Area 26,2 35,9 36,1 31,0 16,9 18,5 22,0 19,6 40,0 60,7 N26 Fabbricato 1 carta Area 27,2 36,9 35,7 27,9 13,7 14,4 18,9 16,3 40,0 61,2 N27 Fabbricato 1 carta Area 45,0 54,7 57,8 59,7 56,8 61,4 57,9 55,4 66,7 84,7 N28 Motore 1 biogas nord Area 41,8 51,9 54,4 59,8 63,0 64,2 64,0 61,9 70,0 78,6 N29 Motore 1 biogas tetto Area 41,8 51,9 54,4 59,8 63,0 64,2 64,0 61,9 70,0 83,7 N30 Motore 1 biogas ovest Area 41,8 51,9 54,4 59,8 63,0 64,2 64,0 61,9 70,0 84,6 N31 Motore 1 biogas sud Area 41,8 51,9 54,4 59,8 63,0 64,2 64,0 61,9 70,0 78,6 N32 Motore 1 biogas nord Area 41,8 51,9 54,4 59,8 63,0 64,2 64,0 61,9 70,0 84,6 N33 Motore 2 biogas nord Area 41,8 51,9 54,4 59,8 63,0 64,2 64,0 61,9 70,0 78,6 N34 Motore 2 biogas tetto Area 41,8 51,9 54,4 59,8 63,0 64,2 64,0 61,9 70,0 83,7 N35 Motore 2 biogas ovest Area 41,8 51,9 54,4 59,8 63,0 64,2 64,0 61,9 70,0 84,6 N36 Motore 2 biogas sud Area 41,8 51,9 54,4 59,8 63,0 64,2 64,0 61,9 70,0 78,6 N37 Motore2 biogas nord Area 41,8 51,9 54,4 59,8 63,0 64,2 64,0 61,9 70,0 84,6 N38 Torre motore 1 sud Area 58,8 68,9 71,4 76,8 80,0 81,2 81,0 78,9 87,0 93,8 N39 Torre motore 1 tetto Area 58,8 68,9 71,4 76,8 80,0 81,2 81,0 78,9 87,0 94,1 N40 Torre motore 1 est Area 58,8 68,9 71,4 76,8 80,0 81,2 81,0 78,9 87,0 93,4 N41 Torre motore 1 nord Area 58,8 68,9 71,4 76,8 80,0 81,2 81,0 78,9 87,0 93,8 N42 Torre motore 1 ovest Area 58,8 68,9 71,4 76,8 80,0 81,2 81,0 78,9 87,0 93,3

85 330 N Sorg Sorgente Tipo 63 Hz 125 Hz 250 Hz 500 Hz 1 khz 2 khz 4 khz 8 khz Pot.Sup. Potenza dba/m2 dba N43 Torre motore 2 sud Area 58,8 68,9 71,4 76,8 80,0 81,2 81,0 78,9 87,0 93,8 N44 Torre motore 2 tetto Area 58,8 68,9 71,4 76,8 80,0 81,2 81,0 78,9 87,0 94,1 N45 Torre motore 2 est Area 58,8 68,9 71,4 76,8 80,0 81,2 81,0 78,9 87,0 93,4 N46 Torre motore 2 nord Area 58,8 68,9 71,4 76,8 80,0 81,2 81,0 78,9 87,0 93,8 N47 Torre motore 2 ovest Area 58,8 68,9 71,4 76,8 80,0 81,2 81,0 78,9 87,0 93,3 N48 Tubazione aria biofiltro Linea 60,8 70,9 73,4 78,8 82,0 83,2 83,0 80,9 89,0 104,4 N49 Nastri esterni fabbricato carta Linea 56,8 66,9 69,4 74,8 78,0 79,2 79,0 76,9 85,0 99,4 N50 Raffinatore compost Linea 61,8 71,9 74,4 79,8 83,0 84,2 84,0 81,9 90,0 98,0 N51 Ventilatore compost Punto 61,8 71,9 74,4 79,8 83,0 84,2 84,0 81,9 90,0 90,0 N52 1 ventilatore biofiltro Punto 66,8 76,9 79,4 84,8 88,0 89,2 89,0 86,9 95,0 95,0 N53 Ventilatore 1 biogas Punto 63,8 73,9 76,4 81,8 85,0 86,2 86,0 83,9 92,0 92,0 N54 Ventilatore 2 biogas Punto 63,8 73,9 76,4 81,8 85,0 86,2 86,0 83,9 92,0 92,0 N55 1 ventilatore vagliatura Punto 63,8 73,9 76,4 81,8 85,0 86,2 86,0 83,9 92,0 92,0 N56 Filtro a maniche Punto 68,8 78,9 81,4 86,8 90,0 91,2 91,0 88,9 97,0 97,0 N57 Trituratore Punto 82,8 92,9 95,4 100,7 104,0 105,2 105,0 102,8 111,0 111,0 N58 Pala meccanica Punto 78,8 88,9 91,4 96,8 100,0 101,2 101,0 98,9 107,0 107,0 N59 Ragno movimentazione RSU Punto 78,8 88,9 91,4 96,8 100,0 101,2 101,0 98,9 107,0 107,0 N60 Pala movimentazione RSU Punto 78,8 88,9 91,4 96,8 100,0 101,2 101,0 98,9 107,0 107,0 N61 Camioni scarico RSU Punto 76,8 86,9 89,4 94,8 98,0 99,2 99,0 96,9 105,0 105,0 N62 Compattatore Bomag 772 Punto 81,8 91,9 94,4 99,8 103,0 104,2 104,0 101,8 110,0 110,0 N63 Compattatore Bomag 1772 Punto 81,8 91,9 94,4 99,8 103,0 104,2 104,0 101,8 110,0 110,0 N64 Pala cingolata CAT 963 Punto 80,8 90,9 93,4 98,8 102,0 103,2 103,0 100,8 109,0 109,0 N65 Scavatore Cat 318 Punto 79,8 89,9 92,4 97,8 101,0 102,2 102,0 99,9 108,0 108,0 N66 Trituratore DW3080 K Punto 83,8 93,9 96,4 101,7 105,0 106,2 106,0 103,8 112,0 112,0 N67 1 Ragno per Ingombranti Punto 74,8 84,9 87,4 92,8 96,0 97,2 97,0 94,9 103,0 103,0 N68 2 Ragno per ingombranti Punto 74,8 84,9 87,4 92,8 96,0 97,2 97,0 94,9 103,0 103,0 N69 2 Ventilatore vagliatura Punto 63,8 73,9 76,4 81,8 85,0 86,2 86,0 83,9 92,0 92,0 N70 3 Ventilatore vagliatuta Punto 63,8 73,9 76,4 81,8 85,0 86,2 86,0 83,9 92,0 92,0 N71 2 Ventilatore Biofiltro Punto 66,8 76,9 79,4 84,8 88,0 89,2 89,0 86,9 95,0 95,0 Tabella Spettro e potenza sonora di tutte le sorgenti sonore presenti nella discarica e negli impianti del comparto Taratura del Modello di Calcolo Per tarare il modello di calcolo sono stati confrontati i valori delle misure fonometriche effettuate il 11/11/2009 nelle postazioni ubicate all interno del comparto ed indicate nella tabella 118, con quelli delle emissioni sonore delle sorgenti individuate nel comparto e calcolate con il modello Sound Plan versione 7.0. I livelli sonori sono stati valutati secondo gli standard descritti dalla normativa ISO Sono stati utilizzati i parametri meteorologici scelti di default dal modello Sound Plan, temperatura dell'aria pari a 10 C ed umidità relativa pari al 70%. Il terreno è stato considerato parzialmente riflettente, con un coefficiente di assorbimento G = 0,5.

86 331 Nella tabella 119 sono indicati i valori del livello equivalente misurato nelle 23 postazioni, il valore del livello equivalente calcolato con il modello Sound Plan versione 7.0 e la differenza, per ogni postazione di misura, tra il valore calcolato e quello misurato. Postazione Descrizione Misure Leq dba Modello Sound Plan dba Differenza Modello- Misure R1 1 m da parete fabbricato compost 76,2 75,5-0,7 R2 1 m da ventilatore fabbricato compost 79,1 80,5 1,4 R3 1 m da ventilatore biofiltro SA01B 84,0 85,8 1,8 R4 1 m da ventilatore biofiltro SA01C 83,3 83,8 0,5 R5 2 m da motore endotermico a biogas 74,2 75,9 1,7 R6 6 m da motore endotermico a biogas 73,1 73,8 0,7 R7 12 m da motore endotermico a biogas 71,0 71,6 0,6 R8 1 m da motore endotermico a biogas 73,8 74,0 0,2 R9 6 m da motore endotermico a biogas 72,4 72,7 0,3 R10 1 m da tubazione aria del biofiltro 83,1 83,1 0,0 R11 1 m da ventilatore del biogas 83,5 84,0 0,5 R12 1 m da nastro maturazione compost 75,1 75,7 0,6 R13 4 m da vaglio rotante maturazione compost 75,9 77,4 1,5 R14 1 m da ventilatore maturazione compost 81,4 82,6 1,2 R15 1 m da 1 nastro selezione cartone 76,1 76,3 0,2 R16 1 m da 2 nastro selezione cartone 77,1 77,7 0,6 R17 5 m da portone fabbricato selezione carta 69,5 70,2 0,7 R18 2 metri da trituratore 90,7 91,2 0,5 R19 5 m da trituratore del legno 85,6 85,2-0,4 R20 2 m da raffinatore compost 78,9 77,6-1,3 R21 4 m da nastri esterni fabbricato selezione carta 75,6 75,5-0,1 R22 4 m da filtro esterno fabbricato selezione carta 78,8 78,9 0,1 R23 4 m da nastri esterni fabbricato selezione carta 73,1 73,9 0,8 Tabella Confronto nei Punti di Misura tra il Valore di Leq Calcolato e quello Misurato Dall esame dei dati indicati nella tabella 122 si evince che la differenza tra i valori calcolati con il modello Sound Plan versione 7.0 ed i valori delle misure fonometriche, varia dal valore di -1,3 dba relativo alla postazione R20, al valore di 1,8 dba relativo al punto R3. Si può pertanto ritenere che il modello di calcolo Sound Plan versione 7.0, simuli in modo accettabile le emissioni sonore attuali della discarica e degli impianti presenti nel comparto.

87 Previsione e valutazione dell Impatto Acustico durante l esercizio della Discarica e degli Impianti presenti nel Comparto La stima dei livelli sonori ai ricettori limitrofi in relazione alle emissioni sonore degli impianti è stata eseguita utilizzando il codice di calcolo Sound Plan 7.0 È stata presa in esame un area di dimensioni (2500 x 2500) metri, con l insediamento industriale ubicato nel centro. I livelli sonori sono stati valutati secondo gli standard descritti dalla normativa ISO Sono stati utilizzati i parametri meteorologici scelti di default dal modello Sound Plan, temperatura dell'aria pari a 10 C ed umidità relativa pari al 70%. Il terreno all interno dell impianto è stato considerato parzialmente riflettente, con un coefficiente di assorbimento G= 0,5. Nella tabella 123 sono riportati i valori del livello equivalente calcolato a tutti i piani delle facciate degli Edifici Civili E limitrofi alla discarica, relativi all esercizio nel periodo diurno, la classe acustica ed il relativo limite di emissione. Nome Edificio Piano Orient Leq Diurno dba Classe acustica Limite Emissione dba Edificio civile 1 1. Piano SW 38,1 III 55,0 Edificio civile 1 2. Piano SW 38,9 III 55,0 Edificio civile 2 1. Piano NO 34,6 IV 60,0 Edificio civile 2 2. Piano NO 35,6 IV 60,0 Edificio civile 3 1. Piano SE 35,9 III 55,0 Edificio civile 3 2. Piano SE 36,8 III 55,0 Edificio civile 4 1. Piano SE 34,5 III 55,0 Edificio civile 4 2. Piano SE 35,6 III 55,0 Edificio civile 5 1. Piano S 33,7 III 55,0 Edificio civile 5 2. Piano S 36,3 III 55,0 Edificio civile 6 1. Piano SW 38,8 III 55,0 Edificio civile 6 2. Piano SW 39,8 III 55,0 Tabella Leq Calcolato nel Periodo Diurno per la Discarica Nella tabella 124 sono riportati i valori del livello equivalente calcolato a tutti i piani delle facciate delle abitazioni limitrofe alla discarica, relativi all esercizio nel periodo notturno, la classe acustica ed il relativo limite di emissione.

88 333 Nome Edificio Piano Orient Leq Notturno dba Classe acustica Limite Emissione dba Edificio civile 1 1. Piano SW 25,6 III 45,0 Edificio civile 1 2. Piano SW 25,7 III 45,0 Edificio civile 2 1. Piano NO 20,6 IV 50,0 Edificio civile 2 2. Piano NO 20,8 IV 50,0 Edificio civile 3 1. Piano SE 30,5 III 45,0 Edificio civile 3 2. Piano SE 31,5 III 45,0 Edificio civile 4 1. Piano SE 27,8 III 45,0 Edificio civile 4 2. Piano SE 28,8 III 45,0 Edificio civile 5 1. Piano S 27,5 III 45,0 Edificio civile 5 2. Piano S 29,7 III 45,0 Edificio civile 6 1. Piano SW 33,8 III 45,0 Edificio civile 6 2. Piano SW 34,9 III 45,0 Tabella Leq Calcolato nel Periodo Notturno per la Discarica Nella figura 89 è riportato il livello equivalente valutato ai ricettori limitrofi alla discarica, durante il funzionamento nel periodo diurno dove la sigla E sta per Edificio Civile. Nella figura 90 sono riportate le isofoniche valutate nell area limitrofa alla discarica durante il funzionamento nel periodo diurno.

89 334 Figura 89 - Livello Equivalente relativa discarica in località Gello nel Comune di Pontedera - Pisa

90 335 Figura 90 - Isofoniche relativa discarica in località Gello nel Comune di Pontedera - Pisa

91 Previsione del livello residuo attuale valutando le emissioni sonore della Discarica e degli Impianti presenti nel comparto La previsione del livello residuo attuale ai ricettori più prossimi al sito è stata ottenuta sottraendo dal livello ambientale attuale, ricavato dalla campagna di monitoraggio descritta nel precedente paragrafo 3.3.5, con le emissioni sonore determinate dall esercizio della discarica e degli impianti presenti nel comparto, di cui alla precedente tabella 123. Come ricettori sensibili sono stati considerati gli edifici civili abitati più vicini al sito della discarica indicati con le sigle da uno a sei, per i quali si assumono i limiti della zonizzazione acustica, indicati nel precedente paragrafo Ad ogni abitazione è stato attribuito un livello ambientale pari a quello misurato nella postazione di misura limitrofa all abitazione stessa. Nella tabella 125 viene indicato il valore del livello ambientale misurato nel periodo diurno, il valore delle emissioni calcolate per il periodo diurno con il modello Sound Plan versione 7.0, il rumore residuo attuale ottenuto sottraendo i due valori prima indicati, la classe acustica ed il relativo limite di immissione. Tutti i valori sono espressi in db(a). Livello Postazione. Ambientale Attuale Nome Edificio Piano Orient. dba Leq Emisssione Attuali dba Livello Residuo attuale dba Classe acustica Limite Imissione dba P1 52,5 Edificio Civile 1 1. Piano SW 38,1 52,3 III 60,0 P1 52,5 Edificio Civile 1 2. Piano SW 38,9 52,3 III 60,0 P2 55,5 Edificio Civile 2 1. Piano NO 34,6 55,5 IV 65,0 P2 55,5 Edificio Civile 2 2. Piano NO 35,6 55,5 IV 65,0 P3 48,0 Edificio Civile 3 1. Piano SE 35,9 47,7 III 60,0 P3 48,0 Edificio Civile 3 2. Piano SE 36,8 47,7 III 60,0 P4 48,5 Edificio Civile 4 1. Piano SE 34,5 48,3 III 60,0 P4 48,5 Edificio Civile 4 2. Piano SE 35,6 48,3 III 60,0 P5 46,0 Edificio Civile 5 1. Piano S 33,7 45,7 III 60,0 P5 46,0 Edificio Civile 5 2. Piano S 36,3 45,5 III 60,0 P6 42,5 Edificio Civile 6 1. Piano SW 38,8 40,1 III 60,0 P6 42,5 Edificio Civile 6 2. Piano SW 39,8 39,2 III 60,0 Tabella Valutazione del livello differenziale nel periodo diurno Nella tabella 126 viene indicato il valore del livello ambientale misurato nel periodo notturno, il valore delle emissioni per il periodo notturno calcolate con il modello Sound Plan versione 7.0, il rumore residuo attuale ottenuto sottraendo i due valori prima indicati, la classe acustica ed il relativo limite di immissione. Tutti i valori sono espressi in db(a).

92 337 Livello Postazione Ambientale Attuale Nome Edificio Piano Orient. dba Leq Emisssione Attuali dba Livello Residuo attuale dba Classe acustica Limite Immissione dba P1 46,5 Edificio Civile 1 1. Piano SW 25,6 46,5 III 50,0 P1 46,5 Edificio Civile 1 2. Piano SW 25,7 46,5 III 50,0 P2 52,0 Edificio Civile 2 1. Piano NO 20,6 52,0 IV 60,0 P2 52,0 Edificio Civile 2 2. Piano NO 20,8 52,0 IV 60,0 P3 43,5 Edificio Civile 3 1. Piano SE 30,5 43,3 III 50,0 P3 43,5 Edificio Civile 3 2. Piano SE 31,5 43,2 III 50,0 P4 44,0 Edificio Civile 4 1. Piano SE 27,8 43,9 III 50,0 P4 44,0 Edificio Civile 4 2. Piano SE 28,8 43,9 III 50,0 P5 41,0 Edificio Civile 5 1. Piano S 27,5 40,8 III 50,0 P5 41,0 Edificio Civile 5 2. Piano S 29,7 40,7 III 50,0 P6 41,5 Edificio Civile 6 1. Piano SW 33,8 40,7 III 50,0 P6 41,5 Edificio Civile 6 2. Piano SW 34,9 40,4 III 50,0 Tabella Valutazione del livello differenziale nel periodo notturno Conclusioni Dall esame della tabella 125 si evince che, le emissioni sonore della discarica e degli impianti presenti nel comparto ECOFOR-GEOFOR determinano alle abitazioni limitrofe nel periodo diurno, un livello equivalente che varia da un minimo di 33,7 dba relativo al piano primo della parete orientata a S dell edificio civile 5, fino ad un massimo di 39,8 dba relativo al secondo piano della parete orientata ad NO dell edificio civile 1. Dall esame della tabella 126 si evince che nel periodo notturno il livello equivalente varia da un minimo di 20,6 dba relativo al piano primo della parete orientata a NO dell edificio civile 2, fino ad un massimo di 34,9 dba relativo al piano secondo della parete orientata ad SW dell edificio civile 6. Dall esame della tabella 125.e della tabella 126 si evince che durante l esercizio nel periodo diurno e notturno, nei ricettori limitrofi all impianto il valore delle emissioni sonore della discarica e degli impianti presenti nel comparto è sempre inferiore ai limiti della zonizzazione acustica Impatto acustico nella situazione futura Valutazione della fase di cantiere Durante la fase di cantiere per la realizzazione del progetto i potenziali impatti sulla componente rumore si riferiscono essenzialmente alle emissioni sonore generate dalle

93 338 macchine utilizzate per il cantiere relativo alla realizzazione della nuova discarica e per la realizzazione dell impianto di dissociazione molecolare. Dal punto di vista legislativo, il D.Lgs. n. 262 del 04/09/2002, recante Attuazione della direttiva 2000/14/CE concernente l'emissione acustica ambientale delle macchine ed attrezzature destinate a funzionare all'aperto, impone limiti di emissione, espressi in termini di potenza sonora per le macchine operatrici, riportati in Allegato I - Parte B. Le macchine interessate sono quasi tutte quelle da cantiere. Si precisa che la Direttiva 2000/14/CE è stata modificata dal provvedimento europeo 2005/88/CE, rettificato a giugno Per adeguare il D.Lgs. 262/2002 a tali modifiche è stato emanato il DM 24 luglio 2006, reso efficace con comunicazione del 9 ottobre 2006, che ha modificato la Tabella dell Allegato I - Parte B del D.Lgs. 262/2002, come riportato in tabella 127. Tipo di macchina e attrezzatura Potenza netta installata P in kw Potenza elettrica P el in kw (*) Massa dell apparecchio m in kg Ampiezza di taglio L in cm Livello ammesso di potenza sonora in db(a)/1 pw Fase I Fase II A partire dal 3 A partire dal 3 gennaio 2002 gennaio 2006 Mezzi di compattazione (rulli P (**) vibranti, piastre vibranti e 8 < P (**) vibrocostipatori) P > log 10 P log 10 P (**) Apripista, pale caricatrici e P (**) terne cingolate P > log 10 P log 10 P (**) Apripista, pale caricatrici e terne gommate; dumper, compattatori di rifiuti con pala caricatrice, carrelli elevatori con carico a sbalzo e motore a combustione interna, gru mobili, mezzi di P 55 P > log 10 P 101 (**)(***) log 10 P (**)(***) compattazione (rulli statici), vibrofinitrici, centraline idrauliche Escavatori, montacarichi per P materiali da cantiere, argani, motozappe P > log 10 P log 10 P m Martelli demolitori tenuti a mano 15 < m < log 10 m log 10 m (**) m log 10 m log 10 m Gru a torre 98 + log 10 P 96 + log 10 P Gruppi elettrogeni e gruppi elettrogeni di saldatura Motocompressori Tosaerba, tagliaerba elettrici e tagliabordi elettrici P el log 10 P el 95 + log 10 P el 2 < P el log 10 P el 96 + log 10 P el P el > log 10 P el 95 + log 10 P el P P > log 10 P log 10 P L (**) 50 < L < L (**) L > (**) Tabella Macchine Operatrici e Livelli Ammessi di Potenza Sonora

94 339 Nota: (*) Pel per gruppi elettrogeni di saldatura: corrente convenzionale di saldatura moltiplicata per la tensione convenzionale a carico relativa al valore più basso del fattore di utilizzazione del tempo indicato dal fabbricante. (**) I valori della fase II sono meramente indicativi per i seguenti tipi di macchine e attrezzature: rulli vibranti con operatore a piedi; piastre vibranti (P> 3kW); vibrocostipatori; apripista (muniti di cingoli d'acciaio); pale caricatrici (munite di cingoli d'acciaio P > 55 kw); carrelli elevatori con motore a combustione interna con carico a sbalzo; vibrofinitrici dotate di rasiera con sistema di compattazione; martelli demolitori con motore a combustione interna tenuti a mano (15 > m 30); tosaerba, tagliaerba elettrici e tagliabordi elettrici (L 50, L > 70). I valori definitivi dipenderanno dall'eventuale modifica della direttiva a seguito della relazione di cui all'art. 20, paragrafo 1. Qualora la direttiva non subisse alcuna modifica, i valori della fase I si applicheranno anche nella fase II. (***) Per le gru mobili dotate di un solo motore, i valori della fase I si applicano fino al 3 gennaio Dopo tale data si applicano i valori della fase II. Nei casi in cui il livello ammesso di potenza sonora è calcolato mediante formula, il valore calcolato è arrotondato al numero intero più vicino. Nella tabella 128 si riportano valori tipici di potenza delle macchine coinvolte nelle attività di cantiere per la realizzazione della discarica e per la realizzazione del dissociatore molecolare con i corrispondenti valori di potenza sonora, ricavati secondo le disposizioni della suddetta normativa. Si ipotizza che tutte le macchine operino contemporaneamente per otto ore al giorno. Le potenze del macchinario considerate sono cautelativamente quelle massime attualmente utilizzate, così che i valori di potenza sonora ricavati utilizzando le formule presenti in tabella 127 risultano essere quelli potenzialmente più elevati. La potenza sonora della betoniera e del camion, non inclusa nella citata normativa, è ricavata da studi di settore. Tipologia Macchina Numero maccchine In esercizio Potenza Sonora limite dal 3 Gennaio 2006 [db(a)] Cantiere Escavatore Discarica Ruspa Discarica Camion Discarica Escavatore Dissociatore molecolare Betoniera 1 97 Dissociatore molecolare Camion Dissociatore molecolare Tabella Tipologia di Macchine Generalmente Utilizzate in fase di Cantiere e Relative Potenze Sonore Il cantiere relativo alla discarica è stato simulato con una sorgente areale con una potenza di 114,0 dba pari alla somma delle macchine che vi operano. Il cantiere relativo alla costruzione del dissociatore molecolare è stato simulato con una sorgente areale con una potenza di 112,0 dba pari alla somma delle macchine che vi operano. Si prevede che il cantiere per il dissociatore molecolare duri due anni il 2011 ed il 2012.

95 340 Probabilmente però nel primo anno si concentreranno le realizzazioni più propriamente cantieristiche (scavi e realizzazione opere civili) mentre nel 2012 ci sarà predominanza della realizzazione dei servizi e impiantistica. Si prevede che il cantiere relativo ai primi due moduli della discarica sia in funzione per l intero anno 2012 Come ricettori sensibili sono stati considerati gli edifici civili abitati più vicini al sito dell impianto, indicati con le sigle da E1 a E6. Per ogni piano di ciascuna abitazione è stata considerata la facciata più esposta, per la quale si è valutato il livello equivalente determinato dalle emissioni sonore dei due cantieri. Nella tabella 129 viene indicato il valore delle emissioni relative alla fase di cantiere calcolate con il modello Sound Plan versione 7.0, ed il limite dell emissione acustica relativa alla zonizzazione. Tutti i valori sono espressi in db(a). Nome Edificio Piano Orient. Leq Emis. Cantiere dba Classe Zona Acustica Limite emissione zone acustiche dba Edificio Civile 1 1. Piano SW 31,4 III 55 Edificio Civile 1 2. Piano SW 32,3 III 55 Edificio Civile 2 1. Piano NO 35,2 IV 60 Edificio Civile 2 2. Piano NO 35,9 IV 60 Edificio Civile 3 1. Piano SE 23,9 III 55 Edificio Civile 3 2. Piano SE 26,4 III 55 Edificio Civile 4 1. Piano SE 22,1 III 55 Edificio Civile 4 2. Piano SE 22,8 III 55 Edificio Civile 5 1. Piano S 22,0 III 55 Edificio Civile 5 2. Piano S 22,9 III 55 Edificio Civile 6 1. Piano SW 22,6 III 55 Edificio Civile 6 2. Piano SW 23,4 III 55 Tabella Livello Equivalente valutato ai ricettori limitrofi nella fase di cantiere Dall esame dei dati indicati nella tabella 129 si evince che i valori delle emissioni sonore relative all esercizio del cantiere calcolate con il modello Sound Plan versione 7.0, variano da un Leq minimo di 22,0 db(a), relativo al piano primo dell edificio civile 5, fino ad un Leq massimo pari a 35,9 db(a), relativo al piano secondo dell edificio civile 2. I valori del livello equivalente valutati agli edifici limitrofi, sono sempre inferiore ai limiti di emissione della zonizzazione acustica. Nella figura 91 è indicato il livello equivalente valutato agli edifici limitrofi al cantiere.

96 341 Figura 91 - Livello Equivalente - Fase Cantiere

97 Valutazione della fase di esercizio Nella fase di esercizio le principali sorgenti sonore relative all esercizio della discarica sono le stesse che operano nella discarica attualmente in coltivazione. L elemento aggiuntivo per la gestione della discarica è costituito dal terzo motore per la produzione di energia elettrica che verrà installato nel corso del Quelle relative all impianto di dissociazione molecolare sono di seguito indicate: edificio energia; edificio processo; edificio rifiuti; condensatore; due camini emissione fumi dal dissociatore molecolare; ventilatori scrubber; camino emissione fumi dallo scrubber. La valutazione delle potenze sonore dei diversi componenti sopra descritti, è stata fatta in analogia ai dati tecnici forniti dai progettisti per le diverse apparecchiature, in base alle indicazioni dei progettisti, in funzione delle misurazioni eseguite nella discarica e presso altri impianti simili. Edificio energia L edificio energia è stato considerato una sorgente di tipo areale. In base ai dati tecnici forniti dai progettisti il livello equivalente valutato ad un metro dal fabbricato è pari a 75 dba. Con il modello di calcolo Sound Plan 7.0 si è valutato la potenza sonora dell edificio energia che risulta pari a 106 dba. Edificio processo L edificio processo è stato considerato una sorgente di tipo areale. In base ai dati tecnici forniti dai progettisti il livello equivalente valutato ad un metro dal fabbricato è pari a 75 dba. Con il modello di calcolo Sound Plan 7.0 si è valutato la potenza sonora dell edificio processo che risulta pari a 107 dba. Edificio rifiuti L edificio rifiuti è stato considerato una sorgente di tipo areale. In base ai dati tecnici forniti dai progettisti il livello equivalente valutato ad un metro dal fabbricato è pari a 75 dba. Con il modello di calcolo Sound Plan 7.0 si è valutato la potenza sonora dell edificio rifiuti che risulta pari 109 dba.

98 343 Condensatore ad Aria Il condensatore è ubicato sopra la copertura del fabbricato energia ad una quota da terra pari a 14 metri. Il condensatore ad aria ha un altezza massima di 13 metri. Una porzione del condensatore, posta ad una quota da 4 a 7 metri dalla copertura del fabbricato dove sono ubicati i ventilatori ed il sistema di tubazioni del condensatore, è stata considerata come una sorgente di tipo areale. In particolare il condensatore è stato simulato come una sorgente areale ubicata ad una quota da terra pari a 18 metri con una superficie in pianta pari a quella del condensatore e con un altezza pari a 3 metri. In base ai dati tecnici forniti dai progettisti si è ipotizzato che il condensatore abbia una potenza complessiva pari a 102 dba. Camini di scarico del dissociatore molecolare Nel dissociatore molecolare vi sono due camini per emissione fumi con un altezza da terra pari a 30 metri. Ogni camino è stato considerato come una sorgente di tipo areale, in base alle informazioni del costruttore la potenza sonora relativa allo sbocco del camino è stata assunta pari ad 90 db(a). Camino di scarico dallo scrubber Lo scrubber è dotato di un camino per emissione gas in atmosfera con un altezza da terra pari a 15 metri. Il camino è stato considerato come una sorgente di tipo areale, in base alle informazioni del costruttore la potenza sonora relativa allo sbocco del camino è stata assunta pari ad 90 db(a) Ventilatori dello scrubber Vi sono due ventilatori asserviti agli scrubber Ogni ventilatore è stato simulato con una sorgente sonora di tipo puntiforme ubicata a 1,5 m da terra. In base alle informazioni del costruttore si è ipotizzato che la potenza sonora del ventilatore sia pari ad 95 db(a). Per il terzo motore alimentato a biogas per la produzione di energia elettrica si è assunto una potenza uguale a quella dei due motori già in esercizio. Si è ipotizzato che le macchine operatrici che operano sul corpo della discarica siano le stesse che operano sul corpo della discarica in esercizio indicate nel paragrafo Nella tabella 130 sono indicate le sorgenti sonore presenti nell impianto di dissociazione molecolare con l indicazione della potenza sonora, dell ubicazione e del periodo di

99 344 esercizio. Numero Descrizione Num Sorg Tipo Lw dba Ore esercizio Ubicazione N1 Edificio energia 1 Areale Esterno N2 Edificio processo 1 Areale Esterno N3 Edificio rifiuti 1 Areale Esterno N4 Condensatore ad aria 1 Areale Esterno N5 Camini impianto dissociatore 2 Areale Esterno N6 Ventilatori scrubber 2 Puntiforme Esterno N7 Camino scrubber 1 Areale Esterno N8 Terzo motore a biogas 1 Areale Esterno N9 Scambiatore terzo motore biogas 1 Areale Esterno N10 Compattatore Bomag Puntuale Corpo Discarica N11 Compattatore Bomag Puntuale Corpo Discarica N12 Pala cingolata Cat Puntuale Corpo Discarica N13 Scavatore ragno Cat Puntuale Corpo Discarica N14 Trituratore DW 3080 K 1 Puntuale Corpo Discarica Tabella Potenza sonora delle sorgenti presenti nel comparto Nella figura 92 sono indicate le sorgenti sonore relative al dissociatore molecolare. Il terzo motore viene ubicato in prossimità degli altri già in esercizio.

100 345 Figura 92 - Sorgenti Sonore Dissociatore

101 Previsione e valutazione dell Impatto acustico durante l esercizio del dissociatore molecolare e della relativa discarica La stima dei livelli sonori ai ricettori limitrofi in relazione alle emissioni sonore dell impianto di dissociazione molecolare e della relativa discarica è stata eseguita utilizzando il codice di calcolo Sound Plan 7.0. È stata presa in esame un area di dimensioni (2500 x 2500) metri, con l insediamento industriale ubicato nel centro. I livelli sonori sono stati valutati secondo gli standard descritti dalla normativa ISO Sono stati utilizzati i parametri meteorologici scelti di default dal modello Sound Plan, temperatura dell'aria pari a10 C ed umidità relativa pari al 70%. Il terreno all interno dell impianto è stato considerato parzialmente riflettente, con un coefficiente di assorbimento G= 0,5. Nella tabella 131 sono riportati i valori del livello equivalente calcolato a tutti i piani delle facciate delle abitazioni limitrofe agli impianti, relativi all esercizio nel periodo diurno, la classe acustica ed il relativo limite di emissione. Nome Edificio Piano Orient Leq Diurno dba Classe acustica Limite Emissione dba Edificio civile 1 1. Piano SW 38,6 III 55,0 Edificio civile 1 2. Piano SW 39,0 III 55,0 Edificio civile 2 1. Piano NO 40,8 IV 60,0 Edificio civile 2 2. Piano NO 41,8 IV 60,0 Edificio civile 3 1. Piano SE 36,6 III 55,0 Edificio civile 3 2. Piano SE 37,5 III 55,0 Edificio civile 4 1. Piano SE 34,8 III 55,0 Edificio civile 4 2. Piano SE 35,7 III 55,0 Edificio civile 5 1. Piano S 33,5 III 55,0 Edificio civile 5 2. Piano S 36,2 III 55,0 Edificio civile 6 1. Piano SW 38,7 III 55,0 Edificio civile 6 2. Piano SW 39,7 III 55,0 Tabella Leq calcolato nel periodo diurno per esercizio impianti e nuova discarica Nella tabella 132 sono riportati i valori del livello equivalente calcolato a tutti i piani delle facciate delle abitazioni limitrofe agli impianti, relativi all esercizio nel periodo notturno, la classe acustica ed il relativo limite di emissione.

102 347 Nome Edificio Piano Orient Leq Notturno dba Classe acustica Limite Emissione dba Edificio civile 1 1. Piano SW 34,8 III 45,0 Edificio civile 1 2. Piano SW 35,6 III 45,0 Edificio civile 2 1. Piano NO 36,5 IV 50,0 Edificio civile 2 2. Piano NO 37,6 IV 50,0 Edificio civile 3 1. Piano SE 34,2 III 45,0 Edificio civile 3 2. Piano SE 35,3 III 45,0 Edificio civile 4 1. Piano SE 31,1 III 45,0 Edificio civile 4 2. Piano SE 32,0 III 45,0 Edificio civile 5 1. Piano S 30,3 III 45,0 Edificio civile 5 2. Piano S 32,0 III 45,0 Edificio civile 6 1. Piano SW 34,8 III 45,0 Edificio civile 6 2. Piano SW 35,9 III 45,0 Tabella Leq calcolato nel periodo notturno per esercizio impianti e nuova discarica Nella figura 93 è riportato il livello equivalente valutato ai ricettori limitrofi agli impianti ed alla discarica, durante il funzionamento nel periodo diurno. Si specifica che con la lettera E si intende Edificio Civile. Nella figura 94 sono riportate le isofoniche valutate nell area limitrofa agli impianti ed alla discarica durante il funzionamento nel periodo diurno Nella figura 95 sono riportate le isofoniche valutate nell area limitrofa agli impianti ed alla discarica durante il funzionamento nel periodo notturno

103 348 Figura 93 - Livello Equivalente Impianto e Discarica

104 349 Figura 94 - Isofoniche - Periodo Diurno

105 350 Figura 95 - Isofoniche - Periodo Notturno

106 Previsione del clima acustico determinato dalle emissioni sonore dell impianto di dissociazione molecolare e della relativa discarica La previsione del clima acustico futuro ai ricettori più prossimi al sito è stata ottenuta sommando il livello acustico residuo attuale, indicato nella tabella 125, con le emissioni sonore determinate dall esercizio dei nuovi impianti, di cui alla precedente tabella 131. Come ricettori sensibili sono stati considerati gli edifici civili abitati più vicini al sito indicati con le sigle da uno a sei, per i quali si assumono i limiti della zonizzazione acustica, indicati nel precedente paragrafo Ad ogni abitazione è stato attribuito un livello residuo pari a quello valutato nella postazione di misura limitrofa all abitazione stessa. Nella tabella 133 viene indicato il valore del livello equivalente residuo valutato nel periodo diurno, il valore delle emissioni calcolate con il modello Sound Plan versione 7.0 il rumore ambientale futuro, ottenuto sommando i due valori prima indicati, il valore del livello differenziale ed il limite della classe di zonizzazione. Tutti i valori sono espressi in db(a). Postazione Livello Residuo dba Nome Edificio P1 52,3 Edificio Civile 1 P1 52,3 Edificio Civile 1 P2 55,5 Edificio Civile 2 P2 55,5 Edificio Civile 2 P3 47,7 Edificio Civile 3 P3 47,7 Edificio Civile 3 P4 48,3 Edificio Civile 4 P4 48,3 Edificio Civile 4 P5 45,7 Edificio Civile 5 P5 45,5 Edificio Civile 5 P6 40,1 Edificio Civile 6 P6 39,2 Edificio Civile 6 Piano Orient. 1. Piano 2. Piano 1. Piano 2. Piano 1. Piano 2. Piano 1. Piano 2. Piano 1. Piano 2. Piano 1. Piano 2. Piano Leq Emis. Future dba Livello Ambientale dba Limite Diff Classe Zona dba. Zoniz. dba SW 38,6 52,5 0,2 III 60,0 SW 39,0 52,5 0,2 III 60,0 NO 40,8 55,6 0,1 IV 65,0 NO 41,8 55,6 0,2 IV 65,0 SE 36,6 48,0 0,3 III 60,0 SE 37,5 48,1 0,4 III 60,0 SE 34,8 48,5 0,2 III 60,0 SE 35,7 48,5 0,2 III 60,0 S 33,5 46,0 0,3 III 60,0 S 36,2 46,0 0,5 III 60,0 SW 38,7 42,5 2,4 III 60,0 SW 39,7 42,4 3,3 III 60,0 Tabella Valutazione del livello differenziale nel periodo diurno

107 352 Nella tabella 134 viene indicato il valore del livello equivalente residuo valutato nel periodo notturno, il valore delle emissioni calcolate con il modello Sound Plan versione 7.0 il rumore ambientale futuro, ottenuto sommando i due valori prima indicati, il valore del livello differenziale ed il limite della classe di zonizzazione. Tutti i valori sono espressi in db(a). Livello Residuo Postazione dba Nome Edificio Piano Orient. Leq Emis. Future dba Livello Ambientale dba Diff dba. Classe Zoniz. Limite Zona dba P1 46,5 Edificio Civile 1 1. Piano SW 34,8 46,8 0,3 III 50,0 P1 46,5 Edificio Civile 1 2. Piano SW 35,6 46,8 0,3 III 50,0 P2 52,0 Edificio Civile 2 1. Piano NO 36,5 52,1 0,1 IV 55,0 P2 52,0 Edificio Civile 2 2. Piano NO 37,6 52,2 0,2 IV 55,0 P3 43,3 Edificio Civile 3 1. Piano SE 34,2 43,8 0,5 III 50,0 P3 43,2 Edificio Civile 3 2. Piano SE 35,3 43,9 0,7 III 50,0 P4 43,9 Edificio Civile 4 1. Piano SE 31,1 44,1 0,2 III 50,0 P4 43,9 Edificio Civile 4 2. Piano SE 32,0 44,1 0,3 III 50,0 P5 40,8 Edificio Civile 5 1. Piano S 30,3 41,2 0,4 III 50,0 P5 40,7 Edificio Civile 5 2. Piano S 32,0 41,2 0,6 III 50,0 P6 40,7 Edificio Civile 6 1. Piano SW 34,8 41,7 1,0 III 50,0 P6 40,4 Edificio Civile 6 2. Piano SW 35,9 41,7 1,3 III 50,0 Tabella Valutazione del livello differenziale nel periodo notturno Conclusioni Dall esame tabella 133 si evince che le emissioni sonore dell impianto di dissociazione molecolare e della relativa discarica determinano alle abitazioni limitrofe nel periodo diurno, un livello equivalente che varia da un minimo di 33,5 dba relativo al piano primo della parete orientata a S dell edificio civile 5, fino ad un massimo di 41,8 dba relativo al secondo piano della parete orientata ad NO dell edificio civile 2. Dall esame tabella 134 si evince che nel periodo notturno le emissioni sonore degli impianti e della discarica determinano alle abitazioni limitrofe, un livello equivalente che varia da un minimo di 30,3 dba relativo al piano primo della parete orientata a SE dell edificio civile 5, fino ad un massimo di 37,6 dba relativo al secondo piano della parete orientata ad NO dell edificio civile 2 Dall esame della tabella 133 e della tabella 134 si evince che durante l esercizio nel periodo diurno e notturno, nei ricettori limitrofi il valore delle emissioni e delle immissioni sonore degli impianti e della discarica è sempre inferiore ai limiti della zonizzazione acustica. ll valore del livello differenziale nel periodo diurno e notturno è sempre inferiore al limite

108 353 di 5 db(a) per il periodo diurno e di 3 db(a) per quello notturno. Si può quindi concludere che nel periodo diurno e notturno l esercizio dell impianto di dissociazione molecolare e della relativa discarica, non alterano il clima acustico della zona e, in particolare quello relativo ai ricettori ubicati in vicinanza dell area prevista per l insediamento. 4.4 IMPATTI SUI FATTORI CLIMATICI Gli impatti sul clima nella fase di cantiere relativo all impianto di dissociazione molecolare e della discarica sono riferiti esclusivamente dall eliminazione del solo agrario che viene asportato con gli scavi di sbancamento. Per il dissociatore molecolare gli scavi sono relativi alla preparazione delle aree sui cui sorgeranno i fabbricati ed i piazzali di servizio, per una superficie complessiva di circa mq, mentre per la discarica gli scavi sono connessi con la preparazione delle vasche dei diversi lotti in cui il terreno naturale viene sostituito dallo strato di impermeabilizzazione di base e delle scarpate per una superficie complessiva di circa mq. Il passaggio da terreno agrario, con relativa eliminazione dello strato vegetativo, a superficie impermeabilizzata, provoca impatti nella modifica della permeabilità delle superfici, con alterazione dei tassi di infiltrazione delle acque meteoriche e riduzione degli scambi di ossigeno e anidride carbonica con la biosfera. Considerando che i terreni naturali presentano una matrice argillosa che limita naturalmente la permeabilità e considerando che la zona di intervento è localizzata in un comprensorio che mantiene nella sua parte sud occidentale estese coperture vegetative si può ritenere la modificazione apportata come minima. Va inoltre considerato che questo impatto soprattutto in relazione alla discarica risulta transitorio in quanto già nella fase di post esercizio verrà riportato un substrato vegetativo che andrà a sostituire quella riserva. Nella fase di esercizio per quanto concerne la discarica, il principale impatto sul clima sarà determinato dall immissione in atmosfera di una quota di biogas, originato dall attività biologica di degradazione dei rifiuti e non raccolto dalla rete di captazione. Le tecniche gestionali e progettuali adottate per la nuova discarica determinano una efficienza di captazione particolarmente alta e prevista pari al 80% del biogas totale emesso. Allo stato attuale i rifiuti conferiti nella discarica in esercizio risultano pari a t/anno. Con l entrata in esercizio dell impianto di dissociazione molecolare i quantitativi di rifiuti che andranno conferiti in discarica risulteranno con una progressione decrescente, che porterà nell anno 2025, anche grazie alla riduzione volontaria dei conferimenti rifiuti adottata da Ecofor service, a smaltire in discarica le sole ceneri provenienti dell impianto

109 354 di dissociazione molecolare. La situazione descritta, costituita da una elevata efficienza di captazione del biogas prodotto dalla discarica e la progressiva riduzione dei rifiuti industriali che verranno conferiti in discarica, determina la riduzione delle emissioni di CH 4 in atmosfera e quindi un impatto che andrà sempre a decrescere per questo tipo di gas climalterante. All interno del comparto Ecofor Service S.p.A è presente un impianto per recupero di energia dagli effluenti gassosi provenienti dalla discarica mediante l installazione di un sistema di combustione del biogas. Questo sistema è costituito a regime (2010) da tre motori elettrogeni di potenza elettrica pari a 625 kw ciascuno. L energia elettrica prodotta viene ceduta in rete. Inoltre viene eseguito un recupero energetico sul ciclo termico di raffareddamento dei motori, che viene utilizzato per il riscaldamento dei locali di servizio ed uffici. Il progetto della nuova vasca prevede in continuità con le discariche presenti all interno del comparto la realizzazione di un sistema di captazione del biogas dal corpo discarica che verrà avviato all impianto di cogenerazione per la produzione di energia elettrica. Con l entrata in funzione del terzo motore di cogenerazione si prevede di superare abbondantemente i Mwh annui di produzione di energia elettrica. La quantità di energia risparmiata per mezzo del recupero energetico dai rifiuti nel caso in esame con una potenzialità d impianto pari a circa Mwh/anno di energia netta corrisponde a circa 860 TEP. Risulta pertanto evidente che la presenza dell impianto di cogenerazione rende disponibili nuove fonti di energia rinnovabile capaci di ridurre nel bilancio energetico complessivo i fabbisogni di energia elettrica. L impianto di dissociazione molecolare determina l emissione di gas climalteranti costituiti principalmente da CO 2 e N 2 O provenienti dalla combustione del syngas. Tali emissioni risulteranno via via crescenti fino giungere alle massime potenzialità di impianto che prevedono la possibilità di trattare fino a t/anno di rifiuti. Le concentrazioni previste in uscita dai camini rispetteranno in modo assoluto i limiti di legge, anche se sono attese emissioni sensibilmente inferiori a quanto previsto dalla normativa. L impianto di dissociazione prevede il trattamento termico dei rifiuti ed il conseguente recupero energetico. La potenzialità elettrica dell impianto nella configurazione costituita da 8 celle di gassificazione è pari a Mwh/anno di cui circa Mwh/anno necessarie per la gestione dell impianto. La produzione di energia elettrica da poter cedere alla rete risulta pertanto pari a Mwh/anno. In generale per esprimere la quantità di energia risparmiata per mezzo del recupero energetico dai rifiuti si utilizza la misura delle tonnellate equivalenti di petrolio (TEP). Nel caso in esame una potenzialità di cessione verso la rete da parte dell impianto pari a circa Mwh/anno, corrisponde a circa TEP, pari a circa barili di petrolio non consumati.

110 355 I dati di consumo di energia elettrica sia industriale che civile riportati nella Relazione generale del Piano Strutturale del Comune di Pontedera evidenziano un fabbisogno per l anno 2002 pari a Mwh. La produzione di energia elettrica connessa con l impianto di dissociazione molecolare risulterebbe in grado di fare fronte al 44% dell intero fabbisogno del comune di Pontedera. Complessivamente, gli impatti indotti dall impianto di dissociazione molecolare sulla componente ambientale clima sono da ritenersi poco significativi in considerazione di basse emissioni di gas climalteranti ed in considerazione dalla mancata combustione di una quantità equivalente di combustibile tradizionale, necessario alla produzione di energia elettrica. 4.5 IMPATTI SULL ACQUA In questo paragrafo verranno analizzati i possibili impatti derivanti dalla realizzazione dell impianto di dissociazione molecolare e della relativa discarica sia sulle acque superficiali che sulle acque sotterranee Impatti sulle acque superficiali La fase di realizzazione della nuova vasca della discarica annessa all impianto di dissociazione molecolare interesserà una porzione di territorio attualmente attraversato dalla parte terminale del Fosso degli Strozzi. E previsto l avvio delle procedure amministrative e progettuali necessarie per lo spostamento del fosso stesso a monte dell area interessata dagli impianti; più in generale è in progetto il riassetto idraulico di tutta l area. L approvazione del progetto sopra menzionato da parte dell autorità competente, risulta elemento fondamentale per la realizzazione della nuova discarica residuale connessa all impianto di dissociazione molecolare. In fase di costruzione è prevedibile che si verifichino fenomeni di intorbidamento delle acque dei canali più prossimi al cantiere, dovuto alla naturale confluenza in esso di acque di drenaggio che risulteranno ricche di materiale solido in conseguenza delle movimentazioni del terreno necessarie per la realizzazione dell impianto, della nuova vasca, dell area di compenso idraulico e per lo spostamento dei fossi interessati. Tale eventuale alterazione di tipo fisico riguarderà comunque soltanto le acque di tratti limitati di canali di secondaria importanza, le quali, una volta immesse nello Scolmatore, saranno notevolmente diluite. Durante la fase di cantiere non è previsto che vengano convogliate acque di risulta né oli esausti né altro materiale di risulta nelle acque superficiali.

111 356 L impatto sulle acque superficiali nella fase di costruzione è pertanto da ritenersi LIEVE. Di seguito vengono analizzati gli impatti potenziali indotti dalla fase di esercizio dei due impianti. Per l impianto di dissociazione molecolare gli impatti sulla componente acque superficiali sono relativi agli scarichi liquidi sia diretti provenienti dal ciclo industriale che indiretti connessi con le acque di lavaggio e scarichi civili. Complessivamente il bilancio idrico dell impianto prevede un consumo annuo di acqua industriale pari a mc/anno. Le acque vengono approvvigionate attraverso la perforazione di un pozzo all interno delle pertinenze dell impianto che emunge le acque presenti nella falda freatica presente a circa 30 metri di profondità dal p.c. Nella planimetria di figura 96 viene riportato il bilancio idrico dell impianto di dissociazione molecolare

112 357 Figura 96 Bilancio idrico impianto di dissociazione molecolare espresso in mc/anno

113 358 Gli utilizzi di acqua per l impianto possono essere suddivise in tre principali impieghi: - acque destinate al ciclo termico - acque di lavaggio - acque per uso potabile L acqua del ciclo termico è costituita da acqua proveniente da un ciclo di demineralizzazione a scambio ionico, che impiega resine a letto flottante, da utilizzare quale reintegro degli spurghi di caldaia e altre perdite del ciclo termico. Le acque di lavaggio verranno utilizzate per la pulizia sia delle aree interne al fabbricato di stoccaggio rifiuti sia per i lavaggi dei piazzali esterni in cui circolano i mezzi adibiti al conferimento. Le utenze alimentate con acqua potabile sono i locali spogliatoi servizio docce e mensa. Tali acque saranno alimentate anch esse da acqua di pozzo sottoposta a trattamento di potabilizzazione. I reflui provenienti dall utilizzo delle acque prevedono un sistema di smaltimento che è funzione dell utilizzo che ne è stato fatto. A valle delle utenze di processo, gli scarichi sono condotti nella vasca di accumulo acque di scarico di processo. A partire dalla stessa viene prelevata l acqua necessaria al sistema di deodorizzazione (scrubber) e l acqua utilizzata per l umidificazione delle ceneri. Il quantitativo rimanente viene convogliato verso un silos di stoccaggio, appositamente dedicato localizzato al di sopra della vasca interrata di stoccaggio del percolato proveniente dalla nuova discarica. Da tale silos viene caricato in cisterne su gomma ed avviato a depurazione. Le acque di lavaggio e pulizia, alimentate direttamente con acqua industriale, in quanto le esigenze di processo non impongono particolari caratteristiche fisico/chimiche, vengono prima convogliate attraversano un disoleatore per la rimozione di oli e grassi e successivamente avviate al silos di stoccaggio sopra menzionato. Integrano il sistema le acque di pulizia dell aerocondensatore, che sono smaltite congiuntamente alle altre acque di lavaggio. Anche le acque provenienti dal sistema di abbattimento dell aria (scrubber) aspirata dal fabbricato di conferimento e stoccaggio rifiuti sono convogliate nel sistema di stoccaggio delle acque reflue. Una ulteriore tipologia di acque reflue da smaltire è rappresentata da quelle raccolte dalla rete interna della acque nere (provenienti dagli scarichi degli impianti sanitari), che sono convogliate da prima verso una vasca Imhoff e quindi verso la vasca di stoccaggio del percolato annessa alla nuova discarica, e da qui smaltite esternamente ad un impianto di depurazione. Oltre alle acque nere sono da smaltire anche le così dette acque di prima pioggia,

114 359 consistenti nei primi 5 mm di acque piovane che cadono su piazzali, strade e parcheggi. Alle acque meteoriche di dilavamento è destinata un apposita rete di raccolta che alimenta la vasca di prima pioggia. A riempimento avvenuto un sistema automatico chiude la vasca di prima pioggia e successivamente le acque vengono convogliate nel sistema di scarico delle acque superficiali, verso il recettore principale. Il trattamento delle acque di prima pioggia è rappresentato da una vasca in cui le acque sono sottoposte ai trattamenti di disoleatura (separatore di liquidi leggeri a norma UNI EN 858/1-2) e di dissabbiatura, aventi lo scopo di separare dal flusso delle acque oli, grassi, e materiale solido minerale sotto forma di sabbie e pulviscolo. Al valle del trattamento le acque di prima pioggia sono convogliate nel sistema di scarico acque superficiali. La realizzazione dell impianto di dissociazione molecolare, così come la discarica, prevedono l utilizzo di serbatoi di stoccaggio. Questi saranno collocati all interno di apposite vasche di contenimento realizzate con materiali resistenti nei confronti dei liquidi stoccati e dimensionate al fine di contenere eventuali sversamenti accidentali. In considerazione delle modalità di gestione di tutto il sistema delle acque reflue connesse con l impianto di dissociazione molecolare si ritiene, che il contatto fra queste e le acque presenti nel reticolo di smaltimento superficiale, sia da considerare decisamente improbabile, se non a seguito di sversamenti accidentali. Risulta pertanto evidente che gli impatti sulle acque superficiali indotti dal dissociatore molecolare sono da considerare NON SIGNIFICATIVI Un ulteriore impatto legato alla realizzazione dell impianto di dissociazione molecolare è l emissione e successiva deposizione al suolo di PCDD PCDF. L impatto dovuto a tali inquinanti è stato valutato nel paragrafo in via conservativa attraverso una modellazione che ha tenuto conto della concentrazione al suolo di tali inquinanti in assenza di dilavamento ad opera delle acque meteoriche per tutto il tempo medio di vita dell impianto, pari a 25 anni. I risultati della modellazione hanno mostrato che i valori massimi di concentrazione al suolo risultano essere pari a 2.1*10-9 mg PCDD /kgt erreno (stimati nei primi 15 cm di terreno) ed in particolare tale valore risulta essere di quasi quattro ordini di grandezza inferiore al limite normativo (pari a 1*10-5 mg PCDD /kgt erreno ). Occorre evidenziare che parte di tali elementi vengono fissati al suolo mentre parte vengono trasportati dalle acque di ruscellamento e recapitati nel circuito delle acque superficiali. Le concentrazioni riscontrabili nelle acque risulteranno diluite rispetto a quelle dei terreni e pertanto si ritiene questo impatto poco significativo. Durante la fase di esercizio della discarica le acque meteoriche che cadranno sulla colmata, in parte verranno a contatto con i rifiuti e andranno a far parte del circuito delle acque di percolazione, in parte andranno a far parte del circuito delle acque bianche e

115 360 conseguentemente potranno essere smaltite in un recettore superficiale. Il sistema di raccolta sarà strutturato attraverso una serie di canalette poste sul corpo discarica e da una serie di pozzetti di raccolta dove scaricheranno i tratti più lunghi delle canalette. Le acque raccolte confluiscono in una canaletta perimetrale rivestita con elementi in cls posta alla base della discarica. Alle stesse caditoie verranno fatte confluire le acque raccolte in corrispondenza dei gradoni intermedi delle scarpate: nei vari punti di convergenza saranno presenti dei pozzetti di raccolta collegati a tubazioni di scarico per l attraversamento delle viabilità in quota. Lungo l anello di raccolta perimetrale al piede della colmata, sono posizionati dei pozzetti di dimensioni maggiori, in cui possono essere prelevati dei campioni per la verifica del rispetto dei limiti di legge per l immissione in acque superficiali. In caso si verifichino episodi di inquinamento dovuti a sversamenti accidentali, lo scarico potrà essere interrotto e l effluente avviato a depurazione. Il recettore principale di tutti gli effluenti raccolti dal sistema di regimazione delle acque meteoriche è costituito dalla Fossa Nuova posta a sud della nuova discarica. Per tutte le ragioni sopraesposte l impatto della nuova discarica sulle acque superficiali è da ritenersi NON SIGNIFICATIVO Impatti sulle acque di sottosuolo L inquinamento delle falde è uno dei rischi maggiormente rilevanti in presenza di impianti di trattamento rifiuti. Per tale motivo sono stati esaminati i rischi connessi con un eventuale sversamento dei reflui che possono avvenire sia dall impianto di dissociazione molecolare sia dalla relativa discarica. Per inquinamento delle acque nel senso più generale del termine s intende il fenomeno di modificazione delle caratteristiche chimico fisiche di un acqua di falda per l immissione naturale o antropica di particolari sostanze chimiche, microrganismi o calore oltre determinati limiti. Essendo tali limiti legati alla destinazione d uso dell acqua, non si può parlare di inquinamento in termini assoluti, ma solo relativamente all impiego. Nel caso di consumo potabile, saranno ritenute inquinate le acque che non possono più essere utilizzate per l approvvigionamento idrico. L inquinamento delle acque può essere di tre tipi principali: Fisico, Chimico e Biologico. L inquinamento fisico ha conseguenze sulle proprietà fisiche dell acqua quali il colore, la torbidità e la temperatura. L inquinamento chimico è causato da sostanze organiche che modificano le caratteristiche fisiche dell acqua. Infine l inquinamento biologico si ha quando si assiste ad uno sviluppo abnorme di batteri, virus, funghi, ecc.

116 361 Indicazioni sulla situazione idrologica dell area degli impianti possono essere recepite attraverso l analisi del quadro geologico generale e più in particolare l assetto geologico locale. Nell area degli impianti affiorano i terreni costituiti da sedimenti limoso argillosi di ambiente fluvio palustre fino ad una profondità di circa 30 m da p.c.. Al di sotto di tali terreni è presente la formazione dei conglomerati dell Arno e del Serchio da Bientina, che costituisce il vero acquifero. La permeabilità dei depositi appartenenti ai sedimenti limoso argillosi è generalmente bassa, con una ridotta circolazione idrica diffusa entro il deposito. Questi terreni risultano pertanto di scarsa rilevanza dal punto di vista idrogeologico, ed i livelli piezometrici registrati nelle varie campagne di indagine debbono essere identificati come livelli di saturazione dei terreni limoso argillosi piuttosto che come veri livelli di falda. Tale copertura limoso argillosa costituisce un elemento di notevole protezione della sottostante formazione dei conglomerati dell Arno e del Serchio da Bientina contro eventuali sversamenti di inquinanti che si possono manifestare sul suolo o nel sottosuolo. Le analisi chimiche eseguite sulle acque prelevate dai pozzi di monitoraggio dell impianto di discarica perforati all interno della successione sedimentaria superficiale evidenziano, l abbondanza di solfati e cloruri derivanti dalla solubilizzazione dei sedimenti evaporatici degli stagni salmastri della vecchia palude. Anche i composti azotati sono presenti in quantità non sempre trascurabili in considerazione degli apporti derivanti dalla degradazione dei materiali torbosi presenti nel sottosuolo, ma anche per effetto del dilavamento ad opera delle acque meteoriche dei suoli arricchiti di fertilizzanti a base azotata. I conglomerati dell Arno e del Serchio da Bientina costituiscono il vero acquifero presente nell aria degli impianti. Esso presenta una buona produttività ma la qualità delle acque risulta molto scadente, in ragione di ragguardevoli presenze di ferro, probabilmente dovuto agli apporti provenienti dalla decomposizione organica dei sedimenti torbosi (ferro delle paludi) assai diffusi nel sottosuolo. La durezza delle acque è assai elevata raggiungendo e a volte superando il tetto dei 100 F. Dall analisi eseguita risulta che nel complesso la qualità delle acque sotterranee dell area presenta delle caratteristiche chimiche scadenti, da ricollegarsi a condizioni del tutto naturali, rendendo problematico lo sfruttamento, e non soltanto per gli usi idropotabili. Dall analisi del progetto di dissociazione molecolare si osserva che viene garantita l assenza di scarichi liquidi potenzialmente inquinanti (acque di processo, acque di prima pioggia, ecc) nel suolo e nel sottosuolo, in quanto raccolti e avviati ad apposito stoccaggio e da qui verso un impianto di depurazione esterno. Inoltre risulta facile verificare, anche in presenza di una situazione geologica ed idrogeologica

117 362 particolarmente favorevole, depositi limoso argillosi fluvio palustri, con caratteristiche di acquitardo e spessore circa 30. m, che un processo di percolazione attraverso i terreni superficiali fino alle profondità interessate dall acquifero, le sostanze contaminati trasportate dall acqua di percolazione subirebbero importanti processi chimico fisici di intercettazione ed immobilizzazione da parte della matrice suolo e sottosuolo da rendere l impatto decisamente NON SIGNIFICATIVO. Anche per l impianto di discarica l analisi del progetto evidenzia una serie di accorgimenti atti a ridurre al minimo il rischio potenziale di infiltrazione di percolato nel terreno sottostante la discarica. Nella costruzione della discarica sono state introdotte scelte progettuali in virtù delle quali la possibilità che possa verificarsi una infiltrazione di percolato nei terreni sottostanti è da ritenersi un fenomeno accidentale. In particolare sono stati analizzati e ottimizzati i seguenti aspetti: - realizzazione di una impermeabilizzazione artificiale del fondo e delle pareti della discarica con l introduzione di una barriera minerale artificiale composita costituita da uno spessore di 1 m di argilla compattata associato ad una impermeabilizzazione sintetica con membrana in HDPE dello spessore di 2.5 mm; - modalità di coltivazione della discarica caratterizzate dalla realizzazione di livelli sovrapposti costituenti due unità indipendenti, e pertanto gestibili in modo pressoché autonomo; - realizzazione di un sistema di drenaggio del percolato, indipendente per ogni singolo settore, e soprattutto lo scarico a gravità per i lotti gestionali superiori, in modo che possa essere minimo il battente del percolato sulla impermeabilizzazione di fondo dei singoli settori. Considerando pertanto che i terreni presenti al di sotto della discarica non costituiscono un acquifero di notevole valore idrogeologico, vista la bassa permeabilità, tenuto conto inoltre che la risorsa idrica presente è caratterizzata da qualità chimiche scadenti e visti anche gli aspetti progettuali atti a rendere minima la possibilità che si verifichi una filtrazione di percolato nel terreno, si ritenere che l impatto relativamente alla risorsa idrica presente nel sottosuolo sia da considerarsi NON SIGNIFICATIVO. Un ulteriore impatto sulla acque di sottosuolo è determinato dagli emungimenti per le acque di processo per il dissociatore molecolare e per la gestione della discarica, che nel complesso determinano un impoverimento della risorsa. In particolare per l impianto di dissociazione molecolare, come indicato nel bilancio idrico, sono necessari dei quantitativi pari a circa mc/anno. Per la discarica i consumi idrici sono di più difficile quantificazione in quanto legati essenzialmente alle irrigazioni di soccorso degli impianti vegetazionali connessi con il recupero paesaggistico delle aree di colmata ed alla bagnatura delle strade bianche. Il

118 363 fabbisogno idrico della discarica è legato ulteriormente alla stagionalità, in quanto le operazioni descritte al punto precedente vengono eseguite quasi esclusivamente nel periodo estivo. Complessivamente si è stimato un consumo medio giornaliero per il periodo estivo pari a circa 25 mc/die. I consumi idrici indicati, come ricordato precedentemente verranno reperiti con la realizzazione di un pozzo ubicato all interno delle pertinenze del comparto, andando a sfruttare l acquifero presente nel sottosuolo e costituito dai conglomerati dell Arno e del Serchio da Bientina. Non risultano indicazioni sull eccessivo sfruttamento della falda idrica presente nel sottosuo, che presenta altresì buone capacità di ricarica da situazioni geologiche particolari costituite dai rilievi collinari e montuosi presenti sul limite della pianura. L impatto dei prelievi idrici necessari alla conduzione dell impianto di dissociazione molecolare e della relativa discarica è da considerarsi POCO SIGNIFICATIVO Verifica ai sensi dpr 236/88 Come si legge nel Decreto del Presidente della Repubblica n. 236 del 24 maggio 1988 e vietata l attività di trattamento rifiuti in zone di rispetto dei pozzi le cui acque sono destinate al consumo umano. Per ottemperare a questa legge si deve quindi verificare che la costruzione dell impianto di dissociazione molecolare e della relativa discarica non vengano effettuati all interno della zona di rispetto di un pozzo avente tali caratteristiche. La zona di rispetto di un pozzo ad uso potabile viene definita con criterio di tipo geometrico e corrisponde ad un cerchio di raggio di 200 m. con centro nel pozzo. Una rapida ricognizione in loco, e la verifica cartografica delle aree inidonee alla localizzazione di impianti di trattamento rifiuti, presente nel piano di gestione dei rifiuti della provincia di Pisa, ha evidenziato l assenza di pozzi idrici ad uso potabile attorno all opera in progetto e si può quindi affermare che sono verificate le direttive del DPR 236/ IMPATTI SUL SUOLO E SOTTOSUOLO Le analisi svolte consentono di individuare le modifiche che l intervento può causare sull evoluzione dei processi geodinamici esogeni ed endogeni e la compatibilità con l equilibrata utilizzazione delle risorse naturali. Le analisi devono pertanto comprendere la definizione dell alterazione delle caratteristiche morfologiche e geomorfologiche dell area interessata dal progetto nonché la definizione dei rischi franosi e sismici.

119 364 Particolare attenzione è stata posta all impianto di discarica di cui è necessario considerare in modo dettagliato il comportamento statico e quello del terreno di fondazione, al fine di evitare fenomeni di instabilità con conseguenti frane del corpo rifiuti, o dell insieme rifiuti e terreno di fondazione. Le analisi di stabilità devono essere sempre effettuate in condizioni statiche e, dove necessario per le caratteristiche sismiche dell area, anche in condizioni dinamiche. Nel caso in esame dal punto di vista della dinamica geomorfologica la situazione di pianura esula da qualsiasi problematica di tipo gravitativo dei terreni attorno alla colmata. Il progetto di discarica si sviluppa parte in scavo e parte in elevazione. Risulta pertanto di particolare importanza la valutazione della stabilità della colmata e dei terreni di fondazione per poter garantire a lungo termine l integrità del corpo discarica da fenomeni gravitativi. I profili di scavo che vengono realizzati per la costruzione della nuova vasca così come individuati nella fase di progetto sono stati sottoposti alla verifica delle condizioni di stabilità. Le analisi sono state condotte in corrispondenza delle sezioni che hanno evidenziato la presenza dello scavo di maggiore altezza e della maggiore altezza del corpo rifiuti. E stato inoltre verificato che lo scavo provvisorio non interferisca creando problemi di stabilità del corpo rifiuti del lotto esistente. I risultati delle verifiche dei fronti di scavo hanno fornito valori del coefficiente di sicurezza superiore al valore minimo previsto dalla normativa vigente sulla base del DM Sono state eseguite anche le verifiche di stabilità dei manti di copertura, atti a garantire durabilità e sicurezza all impianto. La classificazione sismica della Regione Toscana (Ord. PCM n Del. G.R.T. n ) inserisce il territorio comunale di Pontedera nella classe 3S di sismicità, che prevede un valore di accelerazione orizzontale di picco del suolo, con probabilità di superamento del 10% in 50 anni, ag=0,25g. E stato pertanto necessario eseguire delle verifiche di stabilità anche in condizioni sismiche. I risultati ottenuti dalle verifiche mostrano nei casi analizzati sempre valori del fattore di sicurezza superiore ai limiti di legge. Sono stati verificati in modo separato anche i cedimenti del piano di posa della discarica e quelli del corpo rifiuti. Il calcolo dei cedimenti del fondo discarica è stato sviluppato al fine di garantire la continuità e le pendenze assegnate alla barriera di fondo e dunque del sistema di raccolta del percolato, oltre a garantire che la distorsione del manto in argilla compattata CCL e delle geomembrane accoppiate sia congruente con i limiti necessari affinché si possa assicurare la loro integrità. Il cedimento massimo, pari a 60 cm, è stato riscontrato nella parte centrale della discarica, dove il carico netto applicato risulta essere più elevato. Esso risulta essere ampiamente compatibile con tutti gli altri

120 365 elementi costituenti la discarica e non pone quindi problematiche sull integrità della vasca nel suo complesso. Maggiori dettagli sulle verifiche eseguite sono riportati nella Relazione Geotecnica di corredo al progetto definitivo dell impianto di discarica redatta dal prof. Quintilio Napoleoni nel febbraio Per quanto detto si deve ritenere NON SIGNIFICATIVO l impatto prodotto dalla costruzione dell impianto di discarica sulla componente suolo e sottosuolo. L intervento in progetto per quanto concerne l impianto di dissociazione molecolare, è relativo alla realizzazione di fabbricato industriale di media grandezza e dei relativi piazzali di servizio. Il progetto insiste su un area completamente pianeggiante, non determina condizioni di instabilità e non modifica negativamente le condizioni ed i processi geomorfologici dell area. In considerazione della pericolosità geologica e del tipo di intervento l area in esame è stata inserita, nel RU, del comune di Pontedera in classe di Fattibilità 3 Fattibilità Condizionata (art. 8.2.c delle N.T.A.). Tale classe equivale ad un livello di rischio medio alto. Per l esecuzione di interventi edilizi sono richieste indagini di dettaglio condotte a livello di area complessiva sia come supporto alla redazione di strumenti urbanistici attuativi che nel caso sia ipotizzato un intervento diretto. L esecuzione di quanto previsto dai risultati delle indagini in termini di interventi di attuazione del rischio idraulico, bonifica miglioramento dei terreni e/o tecniche fondazionali particolari devono costituire condizioni da recepire nella concessione edilizia. Gli interventi previsti dallo strumento urbanistico sono attuabili alle condizioni previste dall art. 8.2.c dell N.T.A.. 3* In queste aree devono essere condotte specifiche valutazioni delle condizioni di rischio locali come definito nell art. 8.2.c delle N.T.A Materiali di scavo Per la realizzazione della nuova vasca di discarica il progetto prevede che vengano eseguiti degli scavi per una volumetria complessiva di mc. Gli scavi determineranno la disponibilità di un notevole quantitativo di materiali, che dovranno essere gestiti nelle diverse fasi di vita della discarica. I materiali di risulta verranno in parte riutilizzati per le opere necessarie alla gestione ordinaria della discarica (impermeabilizzazione del sottofondo e delle pareti, coperture parziali e definitive), in parte, dovranno essere stoccate temporaneamente. Saranno altresì utilizzate per la realizzazione delle coperture della discarica attualmente in esercizio. All interno delle pertinenze della discarica allo stato attuale non sono disponibili aree sufficientemente ampie che possano consentire la possibilità di uno stoccaggio

121 366 temporaneo dei materiali da utilizzare per la gestione ordinaria, tantomeno aree sulle quali possa essere eseguita la sistemazione definitiva dei materiali in esubero. Vista la carenza di spazio disponibile Ecofor Service ha acquisito un area sita nel comune di Lari ed ubicata nella parte sud del comparto oltre la fossa Nova. Si tratta di un area con forma rettangolare di dimensioni circa 200 ml x 450 ml, e superficie pari a circa mq. Il sito risulta facilmente accessibile attraverso il ponte realizzato sulla Fossa Nuova, che mette in comunicazione diretta la viabilità perimetrale al comparto Ecofor service con l area di previsto stoccaggio. Per l area indicata è stato presentato un progetto al comune di Lari che prevede la suddivisione del lotto in due aree distinte. Nell area più prospiciente la fossa Nova per una superficie di circa mq è possibile realizzare lo stoccaggio dei terreni, mentre a fianco dell area precedentemente indicata, sempre su una superficie di circa mq viene realizzata una vasca di compenso di profondità 1 m che consente l accumulo delle acque di precipitazione meteorica. La possibilità di usufruire del sito indicato consentirà di stoccare i materiali provenienti dagli scavi della nuova vasca e vista la vicinanza con la discarica potrà svolgere il ruolo di stoccaggio dei materiali che con gradualità verranno reimpiegati nella gestione ordinaria della stessa e per la gestione delle due ulteriori colmate. Nell area suddetta si potranno trovare anche gli spazi utili per le lavorazioni necessarie alla predisposizione dei materiali argillosi che andranno a costituire l impermeabilizzazione minerale delle pareti e del fondo. Nella fase di cantiere si procederà al trasporto nell area di stoccaggio di tutto il materiale proveniente dagli scavi eseguiti, che sarà stoccato in modo provvisorio in attesa di un suo riutilizzo. La vicinanza dell area di scavo e quella di stoccaggio determina sicuramente una notevole riduzione degli impatti soprattutto in relazione al trasporto su camion, i quali non vanno ad interferire con nessuna viabilità ordinaria. Nella fase di gestione si assisterà invece alla graduale rimozione dei materiali stoccati nell area di cava in modo provvisorio ed alla loro utilizzazione nell impianto di discarica. Nel complesso gli impatti generati sia dall impianto di dissociazione molecolare che dalla relativa discarica, determineranno un occupazione di suolo, con superfici impermeabilizzate. Risulta altresì evidente che la presenza della vasca di compenso che verrà realizzata nelle aree destinate allo stoccaggio dei terreni porterà a riequlibrare almeno in parte la mancata infiltrazione di acqua di precipitazione meteorica sulle aree degli impianti. Gli impatti su suolo e sottosuolo possono essere pertanto considerati di entità LIEVE.

122 IMPATTI SULLA CIRCOLAZIONE VEICOLARE La circolazione veicolare risulta essere uno degli aspetti più significativi dal punto di vista degli impatti per quanto concerne la realizzazione dell impianto di dissociazione molecolare e della relativa discarica. Gli impatti che sono stati analizzati sono relativi sia alla fase di costruzione, in cui è previsto una considerevole movimentazione di materiali, e mezzi sia alla fase di esercizio, nella quale l impatto maggiore sarà relativo al trasporto dei rifiuti da parte dei mezzi di conferimento Fase di costruzione Durante la fase di costruzione dell impianto di dissociazione, l impatto preponderante sarà relativo alla circolazione dei mezzi delle ditte che provvedono alla realizzazione dei fabbricati ed al montaggio delle parti meccaniche dell impianto. L accesso alle aree di lavoro avviene interessando le arterie principali presenti attorno al comparto Ecofor Service e successivamente giunti alla zona della pesa attraverso una viabilità interna al comparto. Tale situazione determina un incremento di qualche unità dei mezzi che giungono all impianto, che facilmente viene assorbita dal traffico generalmente presente sulle viabilità che conducono al comparto Ecofor. Per quanto riguarda la realizzazione della discarica, l impatto più sostanziale è costituito dai camion che provvedono all allontanamento dei materiali di scavo. L area su cui verranno stoccati i materiali di risulta dagli scavi, come indicato al capitolo precedente, è localizzata su terreni di proprietà Ecofor posti immediatamente a sud del lotto di discarica al di là della Fossa Nova. Le aree di scavo e quelle di stoccaggio risultano in comunicazione diretta attraverso il passaggio sul ponte realizzato sulla Fossa Nova, andando ad interessare esclusivamente viabilità interne di cantiere. La situazione descritta risulta estremamente favorevole dal punto di vista della circolazione dei mezzi pesanti perché non va ad interessare nessun tratto della viabilità ordinaria, inoltre lungo tale percorso non è presente nessuna civile abitazione. Nella planimetria di figura 97 sono presentate le aree su cui si sviluppano gli impianti di dissociazione molecolare e della relativa e le aree di stoccaggio delle terre di scavo. Sulla base delle considerazioni esposte l impatto analizzato nella fase di cantiere per la realizzazione dell impianto di dissociazione molecolare e della relativa discarica risulta POCO SIGNIFICATIVO.

123

124 Fase di esercizio Nella fase di gestione l impatto sulla circolazione veicolare è generato dal transito dei mezzi di conferimento rifiuti e da quello indotto dalla gestione complessiva sia della dell impianto di dissociazione molecolare che della discarica. Occorre a tale proposito precisare che l impatto in esame non costituisce l introduzione di impatto ex novo ma lo sviluppo di un impatto esistente. Attualmente l impianto di discarica è autorizzato a ricevere un quantitativo di rifiuti pari a t/anno provenienti per la maggiore quantità da attività della provincia di Pisa e per una quota più piccola dalle Province di Livorno, Lucca e Massa. Nella situazione di progetto, anno 2013, che prevede la realizzazione dell impianto di dissociazione molecolare e della relativa discarica, è previsto che il quantitativo massimo di rifiuti in entrata al comparto sia pari a quello mediamente conferito attualmente, ovvero circa t/anno, che corrisponde a circa il 90% del quantitativo massimo autorizzato. La circolazione di mezzi connessa con il conferimento dei rifiuti verso il comparto tenderà progressivamente a migliorare negli anni che vanno dal 2013 al 2025, in quanto si assisterà ad una riduzione di conferimento volontario da parte di Ecofor service, consistente in un quantitativo pari a t/anno. Nell anno 2025 giungerà all impianto un quantitativo di rifiuti pari a t/anno che verranno interamente gestiti dall impianto di dissociazione molecolare, senza più assistere al conferimento diretto in discarica. Oltre al conferimento dei rifiuti un incidenza marginale sulla circolazione veicolare della zona è connessa a tutte le attività correlate sia all impianto di dissociazione molecolare che alla discarica. In particolare si prevede una circolazione dei mezzi legata all impianto di dissociazione, soprattutto per quanto concerne la fornitura di reagenti utilizzati nel sistema di abbattimento fumi e nel ciclo termico per la produzione di energia elettrica, oltre a quelli addetti al trasporto dei reflui provenienti dal ciclo produttivo dal lavaggio dei piazzali e dal sistema di abbattimento degli odori. Inoltre il ciclo d impianto prevede la produzione di ceneri che devono essere smaltite e il recupero di materiali ferrosi e non da avviare verso impianti di riutilizzo. Lo smaltimento delle ceneri trova spazio all interno della discarica posta a fianco dell impianto e pertanto non crea impatti aggiuntivi sulla circolazione veicolare. ll trasporto dei materiali ferrosi e non verso gli impianti di recupero viene eseguito con cassoni scarrabili e pertanto comporta un seppur minimo aumento della circolazione di mezzi. Per le discariche esaurite e per quella in costruzione vengono mantenuti e/o realizzati tutti i presidi per la gestione dei reflui di percolazione che devono essere allontanati su gomma verso gli impianti di depurazione. Tale aspetto determinerà la presenza di mezzi di trasporto sulle principali viabilità fino al termine della fase di post mortem delle discariche.

125 370 La situazione descritta ai punti precedenti, considerando la riduzione dei quantitativi totali di rifiuto conferiti verso il comparto, determina complessivamente un minor flusso di mezzi e quindi una situazione di impatto veicolare che tende gradualmente a migliorare, fino all anno 2025 in cui tenderà a stabilizzarsi. Nonostante che la circolazione dei mezzi relativa alla gestione dei due impianti che si andranno a realizzare nel comparto Ecofor Service vada generalmente a migliorare con l entrata a pieno regime dell impianto di dissociazione molecolare e la riduzione volontaria dei conferimenti in discarica, sono state svolte delle considerazioni sulla circolazione veicolare e sull assetto delle principali viabilità presenti nell area. Come ricordato ai punti precedenti il flusso principale dei rifiuti che giungono al comparto Ecofor Service proviene dalla provincia di Pisa ed in subordine da quelle di Livorno, Lucca e Massa. L arteria maggiormente interessata ai flussi di traffico per giungere al comparto è la strada di Grande Comunicazione Firenze Pisa Livorno, ed il tratto della sp.n.23 di Gello, che dalla svincolo della SGC delle Melorie, giunge all altezza del ponte sullo scolmatore dell Arno. Da tale intersezione si percorre il Viale America che porta direttamente all ingresso del Comparto Ecofor Service. La costruzione della Strada di Grande Comunicazione FI-PI-LI all inizio degli anni 1990 ha esaltato il ruolo di Pontedera come centro industriale, commerciale e di servizi per tutto il circondario della Valdera. In particolare le vicende degli ultimi anni legate alla crisi della grande industria Piaggio, ai successivi processi di ristrutturazione e le iniziative conseguenti intraprese dagli Enti Locali, hanno innescato processi e dinamiche nuove sul fronte produttivo e terziario ed hanno definito anche le scelte di pianificazione territoriale operando sul fronte delle infrastrutture per la mobilità, delle aree produttive e commerciali. E stata definita una maglia viaria che ha interessato anche la SGC FI PI LI con la costruzione del nuovo svincolo delle Melorie. La realizzazione del nuovo svincolo ha contribuito a smaltire gli intensi volumi di traffico che si immettevano dalla SGC sulla SP di Gello, causando prolungati incolonnamenti di auto e mezzi pesanti soprattutto nelle ore iniziali della mattina e del tardo pomeriggio. Un notevole contributo alla riduzione del traffico sulla SP di Gello, che in precedenza rappresentava l unica via di accesso all area industriale omonima è costituito dagli interventi sulla viabilità che hanno previsto il collegamento dello svincolo di Pontedera est della FI PI LI, con la zona industriale di Gello e con il P.I.P. 3 (ad ovest di S. Lucia) e con lo svincolo della Superstrada della Melorie e con la futura circonvallazione di Ponsacco. La realizzazioni di tali interventi ha permesso di liberare così i centri urbani collocati sull asse Ponsacco - Pontedera e le frazioni di Gello e S. Lucia dal traffico pesante, servendo le aree produttive esistenti e quelle future con un sistema di viabilità efficiente e facilmente collegato con la superstrada e con i Comuni a nord ed a sud di Pontedera. Questo nuovo asse posto ad est di Pontedera costituisce, con la S.S. 67 e parte della

126 371 strada corrente lungo il canale Scolmatore d Arno, munito di cavalcavia ferroviario, e con la via provinciale di Gello, una sorta di anello viario intorno a Pontedera, che facilita una migliore gestione del traffico anche in corrispondenza degli impianti Ecofor Service. Tutte le attività presenti ad est ed a nord del comparto Ecofor Service sono attualmente servite da un unica viabilità costituita da Viale America che si sviluppa parallelamente allo scolmatore dell Arno. Le previsioni urbanistiche prevedono la realizzazione di un ampia zona industriale che si svilupperà ancora verso est fino a lambire l attuale fattoria di Gello. L urbanizzazione di tali aree prevede la realizzazione di una serie di strade che andranno a ricollegarsi con la Sp di Gello, riducendo drasticamente il passaggio di mezzi su Viale America. Dall analisi sulla situazione del traffico generato dagli interventi in progetto emerge quanto segue: - l impatto generato sul traffico andrà gradualmente riducendosi in ragione di una diminuzione di rifiuti che giungeranno al comparto; - la realizzazione dell impianto di dissociazione molecolare e della relativa discarica, produrranno un prolungamento di impatto anche se di entità minore rispetto alla situazione attuale, che potrà definitivamente annullarsi con la chiusura dell impianto di dissociazione e la fine della gestione post mortem delle discariche; - la realizzazione di interventi viari in prossimità del comparto (zona est di Pontedera e nuovo svincolo delle Melorie sulla SGC FI PI LI) hanno sicuramente contribuito ad alleggerire il traffico sulla strada S.P. n.23 di Gello che rappresentava una situazione di criticità per l intera area. 4.8 IMPATTI SU VEGETAZIONE E FLORA La caratterizzazione dei livelli di qualità del locale patrimonio vegetazionale e floristico realizzata nella fase di analisi viene di seguito finalizzata ad una valutazione dei potenziali impatti delle azioni progettuali sulla vegetazione e sulla flora. In riferimento alle unità di vegetazione e al popolamento floristico interessato dall opera in esame, la valutazione degli impatti deriva da una valutazione di opportuni indici di qualità proposti da diversi autori (Pazienti, 1991; Galletta et al., 1994; Colombo e Malcevschi, 1996). Per la vegetazione sono stati valutati i seguenti indici: naturalità: è forse il parametro più utilizzato per stimare la qualità ambientale o viceversa (grado di antropizzazione o artificialità) lo stato di degrado di un territorio. La valutazione del parametro esprime la distanza esistente tra la vegetazione reale e quella potenziale o climacica. Tale valutazione è stata effettuata mediante l applicazione del metodo di Arrigoni e Foggi (1988) con

127 372 valori compresi tra 0 (massima naturalità, vegetazione climax) e 8 (naturalità assente, aree edificate); resilienza e resistenza: la resilienza è la capacità di recupero di una data comunità vegetale in seguito ad un intervento di degradazione della sua struttura e composizione o per alterazione delle locali condizioni ecologiche; la resistenza esprime la capacità di una cenosi di resistere o attenuare gli impatti ed ha in generale un andamento opposto alla resilienza. La resilienza e la resistenza vengono di seguito espresse per mezzo di una scala qualitativa di tre valori: alta, media, bassa; sensibilità: viene riferita ad una cenosi vegetale e viene valutata per mezzo dell integrazione di alcuni parametri quali: resilienza, naturalità, rarità, criticità dimensionale, funzionalità ecologica. La sensibilità esprime quindi, oltre ad un valore di qualità, anche la fragilità della cenosi rispetto agli impatti. La sensibilità viene di seguito espressa per mezzo di una scala qualitativa di quattro valori: sensibilità altissima, alta, media, bassa; rarità: indica quanto una formazione vegetale sia rara a scala locale, regionale o nazionale. La rarità viene di seguito espressa per mezzo di una scala qualitativa di quattro valori: tipo di vegetazione molto raro, raro, comune, molto comune; diversità o ricchezza floristica: indica il numero di specie di flora presenti in ciascuna unità di vegetazione. Per la flora è stato valutato l indice rarità, espressa in modo analogo a quanto indicato per la vegetazione Impatti in fase di costruzione Sono ipotizzabili impatti diretti nella fase di costruzione, che comporta la totale asportazione degli habitat e della relativa componente floristica interessati dalla costruzione della nuova vasca e dell impianto di dissociazione molecolare. Sono interessate unicamente formazioni erbacee antropofile (nuova vasca, impianto di dissociazione, ampliamento stradale) e specie ruderali e infestanti le colture (area di deposito terra, area di compenso idraulico). Il sito dove è in progetto l ampliamento della discarica è oggi infatti costituito da specie tipiche delle aree ruderali quali Daucus carota, Picris hieracioides, Cichorium intybus, Artemisia vulgaris e Agropyron repens. Tale cenosi assume un valore di naturalità di classe 3 (medio), una elevata resilienza, una bassa resistenza, una bassa sensibilità e una media diversità floristica. Tale tipo vegetazionale risulta comune sia in ambito locale che regionale o nazionale.

128 Fase di esercizio Gli impatti indiretti sono legati alla diffusione di polveri e alla successiva ricaduta sulla vegetazione circostante e, principalmente, all intorbidamento delle acque, con interessamento della vegetazione delle rive dei fossi interessati, costituita da vegetazione igrofila di acque correnti e delle sponde fangose, presente nella Fossa Nuova, e da vegetazione elofitica palustre d acqua dolce, presente nel canale Scolmatore. La cenosi igrofila di acque correnti e delle sponde fangose assume un valore di naturalità di classe 3 (medio-alto), una elevata resilienza, una bassa resistenza, una alta sensibilità e una bassa diversità floristica. Tale tipo vegetazionale risulta comune sia in ambito locale che regionale o nazionale. La cenosi elofitica palustre d acqua dolce assume un valore di naturalità di classe 2 (medio-alto), una elevata resilienza, una bassa resistenza, una media sensibilità e una bassa diversità floristica. Tale tipo vegetazionale risulta comune sia in ambito locale che regionale o nazionale. Un eventuale lieve deterioramento delle acque dello Scolmatore con ogni probabilità sarà temporaneo, con effetti soprattutto sulla cannuccia di palude, e non determinerà danni di alcun tipo. Le uniche conseguenze negative ipotizzabili riguardano i popolamenti floristici, nel canale Scolmatore, costituiti da specie ad ampia diffusione, nessuna delle quali minacciata. La vegetazione presente nella Fossa Nuova è poco differenziata e strutturata, mentre lungo l alveo bagnato dello Scolmatore la vegetazione è meglio strutturata, anche se non assume ancora caratteri di tipicità. In base alle considerazioni sopra riportate, in fase di costruzione e di esercizio gli impatti sulle componenti vegetazione e flora saranno NON SIGNIFICATIVI. 4.9 IMPATTI SULLA FAUNA La caratterizzazione del locale popolamento faunistico, realizzata nella fase di analisi, viene di seguito finalizzata ad una valutazione dei prevedibili impatti delle azioni progettuali sulla fauna. Gran parte delle specie di fauna citate in questo studio non sono direttamente interessate dalla realizzazione dell ampliamento, dalla costruzione dell impianto di dissociazione molecolare e dalle opere accessorie, in quanto presenti negli immediati dintorni delle aree oggetto di intervento e non al loro interno. L impatto sulla componente faunistica è pertanto maggiormente legato a fenomeni di disturbo, piuttosto che alla perdita diretta di esemplari. Di seguito vengono comunque analizzati sia gli impatti diretti (perdita di specie animali) sia gli impatti indiretti (disturbo alla fauna).

129 374 Perdita di individui o di specie animali: gli impatti diretti sono derivanti, in fase di costruzione, dagli interventi che comportino la totale asportazione degli habitat interessati e della relativa componente faunistica; non sono prevedibili impatti diretti in fase di esercizio. Disturbo alle popolazioni animali: un impatto indiretto sulla componente faunistica è legato all azione di disturbo provocata dal rumore e dalle attività di cantiere in fase di costruzione, nonché dalla presenza umana (macchine e operai per la manutenzione, ecc.), in fase di esercizio. Considerata la tipologia dell opera in questione e le caratteristiche etologiche delle specie - ad elevata suscettibilità al disturbo, ma a buona od ottima mobilità (ad esclusione del periodo invernale, per le specie che vanno in letargo, e degli anfibi) i taxa maggiormente interessati dall intervento sono quelli degli uccelli e degli anfibi. L opera in progetto potrebbe comunque provocare, in fase di costruzione e di esercizio, l allontanamento di specie di altri gruppi faunistici, per azioni di disturbo, con minima o nulla perdita di esemplari Impatti in fase di costruzione In fase di costruzione l impatto sulla fauna è relativo principalmente agli sbancamenti per la nuova vasca della discarica, al progetto di riassetto idraulico dell area (compreso lo spostamento del tratto terminale del fosso degli Strozzi), all area di accumulo terra a sud-ovest dell attuale discarica, agli interventi sulla viabilità (allargamento di piste esistenti). Tali impatti sono diretti (perdita di esemplari) per le specie poco mobili presenti nelle aree al momento degli interventi. Tenuto conto dell ottima mobilità di gran parte delle specie animali segnalate nell area di studio, tale impatto è presente soprattutto perché gli interventi (scavi, movimenti terra, tagli della vegetazione, ecc.) saranno effettuati in periodo primaverile-estivo (periodo riproduttivo e di maggior attività biologica). Per tutte le specie dotate di buona mobilità gli interventi provocheranno soprattutto, ma non esclusivamente, l allontanamento degli animali, sia in fase di costruzione che di esercizio, e quindi un impatto indiretto Impatti in fase di esercizio In fase di esercizio, l impatto sulla componente faunistica è maggiormente legato a fenomeni di disturbo, piuttosto che alla perdita diretta di esemplari; non si ritiene che la fauna possa essere interessata dalle locali modifiche della qualità dell aria. I fenomeni di disturbo sono provocati dalla presenza umana, dal passaggio di autoveicoli e dal disturbo sonoro. Da considerare attentamente i probabili effetti negativi su molti gruppi faunistici dovuti

130 375 all aumento di alcune popolazioni animali a seguito delle aumentate disponibilità alimentari provenienti dalla discarica, ed in particolare della già presente popolazione di gabbiani (Larus sp. pl.) e di ratti (Rattus sp. pl.). Alcune specie di ratti (R. rattus, ratto delle chiaviche R. norvegicus e il ratto polinesiano R. exulans), si sono diffuse dai loro originari areali asiatici in tutto il mondo. Tali animali si nutrono anche predando uova e prole di uccelli e di altri animali. Alcune specie di gabbiani, nei più diversi ambiti geografici, mostrano attualmente marcate tendenze di incremento demografico e di ampliamento dell areale distributivo. Si tratta di specie ad elevata plasticità ecologica, in grado di trarre vantaggio da risorse trofiche di origine non naturale che sono involontariamente rese disponibili dall uomo in misura crescente. I rifiuti accumulati nelle discariche, costituiscono la frazione più importante di questo surplus alimentare utilizzato dai gabbiani (e da altri animali), ma non sono da dimenticare anche gli scarti di pesca e altre fonti di origine antropica. Il Gabbiano reale mediterraneo (Larus michahellis) è una delle specie che hanno tratto il massimo vantaggio, in particolare, dall abbondanza del cibo reperito nelle discariche di rifiuti. Per tale motivo, questa specie è sensibilmente aumentata in Italia e nel resto del proprio areale. La fonte alimentare responsabile dell incremento è ritenuta essere costituita, in via pressoché esclusiva, dalle discariche di rifiuti prossime al litorale toscano Ittiofauna Nonostante l estrema scarsezza dei dati analitici a disposizione, la scarsa probabilità di presenza di fauna ittica negli altri fossi presenti nell area di studio e il limitato valore delle specie eventualmente presenti, in particolare nel reticolo idraulico attorno alla discarica e oggetto di futuro riassetto idraulico, fanno ritenere nullo o presente, ma non significativo, l impatto del progetto sulla componente ittica per perdita di esemplari e per il disturbo in fase di costruzione. Il possibile temporaneo aumento di torbidità delle acque delle scoline a causa dei lavori non influirà infatti, per gli effetti della diluizione, sull ittiofauna presente nel canale Scolmatore; anche il locale riassetto delle rete idraulica non provocherà disturbi, in quanto l eventuale perdita di habitat sarà stagionale, in quanto i fossi in questione presentano portate idriche utili alla sopravvivenza di pesci solo in pochi mesi dell anno. Per le ragioni sopra esposte (ottima diffusione a livello regionale, presenza di specie introdotte, ad ampia valenza ecologica), l impatto sulla componente ittiofauna in fase di costruzione è da ritenersi nullo o, se presente, non significativo.

131 Erpetofauna Anfibi Nell area di studio sono state ritenute o ipotizzate presenti sei specie; la limitata mobilità rende tali specie mediamente vulnerabili e suscettibili al disturbo nella fase di costruzione. Ad eccezione delle due specie di tritoni e del rospo smeraldino, specie la cui presenza è da confermare, le altre specie sono assai più comuni e diffuse nel nostro Paese e in Toscana. La loro adattabilità alle nuove condizioni ambientali è discreta. La limitata estensione delle aree interessate e la scarsa idoneità di gran parte degli habitat in questione (ad eccezione del reticolo idraulico) fanno ipotizzare una eventuale limitata perdita di esemplari di poche specie in fase di costruzione, mentre non è ipotizzabile una perdita di specie, in quanto nell area di studio sono disponibili altri habitat ove tali specie possono continuare a svolgere i loro cicli biologici. Nessun impatto verrà causato dal rumore conseguente alle opere di costruzione né dalla fase di esercizio. La presenza dell area di compenso idraulico potrebbe fungere da attrattore per alcune specie di anfibi, determinando possibili perdite di esemplari per collisioni con i mezzi per il trasporto delle terre in esubero nell attigua area di accumulo, nel periodo aprile-ottobre. Gli impatti sugli Anfibi risulteranno lievi e reversibili a breve termine nella fase di costruzione, lievi e reversibili a lungo termine in fase di esercizio. Rettili Nell area di studio sono state ritenute o ipotizzate presenti otto specie; la limitata mobilità rende suscettibili ad eventuali impatti solo le due specie di lucertola, e i due colubridi (natrice e biacco), in quanto le uniche specie che hanno più probabilità di essere presenti o di frequentare le due aree incolte oggetto degli interventi in progetto. Queste specie sono assai comuni e diffuse nel nostro Paese e in Toscana. La loro adattabilità a svariate condizioni ambientali è alta. La limitata estensione delle aree interessate fa ipotizzare una eventuale limitata perdita di esemplari in fase di costruzione e un disturbo per perdita di habitat, quest ultimo principalmente a carico di biacco e natrice dal collare, mentre non è ipotizzabile una perdita di specie, in quanto nell area di studio sono disponibili altri habitat ove tali specie possono continuare a svolgere i loro cicli biologici. Gli impatti sui Rettili risulteranno pertanto lievi e reversibili a breve termine nelle fasi di costruzione e di esercizio Avifauna Come specificato nella fase di analisi, è stata presa in esame sia l avifauna nidificante

132 377 che quella svernante, perché in grado di caratterizzare meglio il valore faunistico degli ambienti interessati. Gli interventi previsti determineranno una perdita di habitat di alimentazione e di riproduzione per le specie legate agli ambienti aperti ed in particolare alle aree incolte (gheppio, cappellaccia, allodola, ballerina bianca, saltimpalo, beccamoschino, cardellino e strillozzo) e, in minor misura, agli ambienti umidi (reticolo idraulico), quali gli ardeidi, quasi esclusivamente in periodo invernale e migratorio. Otto di queste specie sono in varia misura minacciate, ma godono comunque ancora di una discreta diffusione in Toscana e in Italia e nessuna risulta in pericolo di scomparsa. Trattandosi di specie in grado di spostarsi facilmente da un luogo all altro, non vi sarà perdita di esemplari per nessuna delle specie presenti nell area di studio. Gli ardeidi e il gheppio sono specie con elevata suscettibilità al disturbo, ma mostrano una discreta adattabilità a nuove condizioni ambientali, potendo nidificare o alimentarsi anche in presenza di attività umane. Le altre specie possiedono una bassa suscettibilità al disturbo, seppur accompagnata da una limitata adattabilità a nuove condizioni ambientali. La presenza dell area di compenso idraulico potrebbe fungere da attrattore quale area di alimentazione per gli ardeidi e i gabbiani segnalati nell area di studio, limitando in tal modo il disturbo in fase di esercizio per perdita di habitat. Gli impatti sugli Uccelli risulteranno pertanto lievi e reversibili a breve termine nella fase di costruzione. Come premesso poco sopra, i gabbiani e i ratti sono specie che hanno tratto grande vantaggio dall abbondanza del cibo reperito nelle discariche di rifiuti. Per tale motivo, in particolare la popolazione di gabbiano reale mediterraneo (Larus michahellis) è sensibilmente aumentata in Italia e nel resto del proprio areale. La popolazione nidificante toscana, diffusa un secolo fa in un ridottissimo numero di colonie e con una consistenza probabilmente inferiore al migliaio di coppie, a partire dagli anni 50 ha iniziato a mostrare segni di tendenza positiva ed in seguito è aumentata marcatamente, passando dalle ca coppie presenti agli inizi degli anni 80 alle ca del 2000 (Arcamone et al., 2001; Arcamone e Franceschi, 2006). Saturati alcuni dei principali ambienti riproduttivi insulari, la specie negli ultimi anni ha iniziato a nidificare all interno di zone umide (Orbetello) e sugli edifici di centri urbani costieri (Cecina, Livorno, Piombino, Pisa). La fonte alimentare responsabile dell incremento è ritenuta essere costituita, in via pressoché esclusiva, dalle discariche di rifiuti prossime al litorale toscano. Sono state raccolte indicazioni di conseguenze negative a livello regionale, determinate dagli insediamenti riproduttivi di questa specie, a carico soprattutto di importanti popolazioni nidificanti sulle isole dell arcipelago e dei relativi ecosistemi. Tale aumento della popolazione nidificante di gabbiano reale ha in particolare impatti negativi: sulla distribuzione e forse sulla consistenza delle colonie del congenere gabbiano corso (Larus audouinii), specie classificata a livello globale come Nearthreatened e presente in Toscana con circa coppie, in diminuzione negli

133 378 ultimi anni, corrispondenti a circa lo 0,5 % della popolazione mondiale e ad una percentuale significativa della popolazione Nazionale (circa il 10 % ); sulla consistenza e sul successo riproduttivo di altri uccelli coloniali (ad es. sterna comune Sterna hirundo e cavaliere d Italia Himantopus himantopus); sul successo riproduttivo di uccelli acquatici in genere (ad es. folaga Fulica atra); sulla struttura vegetazionale e sulla composizione floristica e faunistica delle aree interessate da colonie numerose, soprattutto nelle piccole isole, a causa della nitrificazione dei substrati provocata dalle deiezioni e dell azione anche meccanica di alterazione della copertura vegetale, che favorisce l ingresso di specie antropofile e di specie aliene (in varie aree del Mediterraneo e anche nell Arcipelago Toscano sono stati individuati vari stadi successivi di degradazione della vegetazione indotti dai gabbiani: Foggi et al., 2001); sull alterazione della composizione chimica delle acque stagnanti residue dei ruscelli insulari, con possibili problemi per anfibi e invertebrati anche endemici e per piante idrofitiche. In fase di esercizio gli impatti locali saranno lievi e reversibili a lungo termine; a livello regionale è prevedibile un impatto significativo su alcune popolazioni nidificanti nell Arcipelago, dovuto all aumento della popolazione insulare di gabbiani; l entità di tale impatto varia di intensità in base alla specie interessata Mammiferi Analogamente a quanto puntualizzato per gli uccelli, anche i mammiferi sono in grado di compiere ampi spostamenti all interno dall areale vitale. Gran parte delle specie segnalate presenti, in modo certo o possibile, nell area di studio, risulta non minacciata e a vasta distribuzione in Toscana e nel resto d Italia e d Europa; sono specie che, seppur presenti prevalentemente in ambienti aperti, non sono vincolate ad un unico habitat, ma sono capaci di svolgere il ciclo vitale in differenti tipologie ambientali non forestali. L impatto che potrebbe verificarsi su queste specie, nel corso delle fasi di costruzione e di esercizio, dovrebbe ridursi alla eventuale perdita di singoli individui e al disturbo provocato dalla distruzione di porzioni di habitat. Trattandosi di specie a media od elevata suscettibilità al disturbo, ma a buona o ottima mobilità (ad esclusione del periodo invernale, per le specie che vanno in letargo), la fase di costruzione ne provocherà l allontanamento. Alcune delle specie di mammiferi presenti nell area possiedono una discreta adattabilità alle nuove condizioni ambientali, le altre specie, a bassa adattabilità alle nuove condizioni ambientali, utilizzeranno altri ambienti limitrofi all area di studio; le specie che dovrebbero scomparire dal sito sono comunque ben distribuite nei territori contermini. Tutte queste specie mostrano un ottimo stato di conservazione a livello provinciale e regionale; solo tre specie sono al più basso livello di minaccia a livello

134 379 nazionale o comunitario. Di impatto lieve risulterà il disturbo dovuto al rumore provocato dalle attività di cantiere, per il fatto che la maggior parte dei Mammiferi conduce vita notturna. Gli impatti sui Mammiferi risulteranno pertanto lievi e reversibili a breve termine nella fase di costruzione, lievi e reversibili a lungo termine in fase di esercizio IMPATTI SUGLI ECOSISTEMI La caratterizzazione ecologica dell area di studio, realizzata nella fase di analisi, viene di seguito finalizzata alla valutazione del prevedibile impatto delle azioni progettuali sugli ecosistemi. La valutazione degli impatti è basata sugli effetti che le interferenze con la vegetazione, la flora e la fauna esercitano sulla funzionalità ecologica e sull integrità degli ecosistemi interessati Impatti in fase di costruzione In fase di costruzione gli interventi interesseranno quasi esclusivamente i Sistemi agricoli, in quanto il Sistema dello Scolmatore e dei canali di bonifica può essere alterato solo dal locale intorbidamento delle acque delle scoline e dagli impatti, comunque non significativi, sulle specie di fauna che frequentano entrambi gli ecosistemi Impatti in fase di esercizio In fase di esercizio gli effetti saranno invertiti: gli interventi interesseranno quasi esclusivamente il Sistema dello Scolmatore e dei canali di bonifica, in quanto i Sistemi agricoli possono essere alterati solo dagli impatti, comunque non significativi, sulle specie di fauna che frequentano entrambi gli ecosistemi. Gli impatti in fase di esercizio sono determinati dalla sottrazione di suolo (scavi e sbancamenti) e dal disturbo (per passaggi di automezzi e per presenza umana), a carico: della porzione pedologica: perdita di terreno dovuta alla costruzione della nuova vasca, del dissociatore molecolare e dei silos, all allargamento dell attuale strada perimetrale; delle condizioni ecologiche: aumento temporaneo ma non occasionale della torbidità delle acque della fossa Nova e dello Scolmatore; della naturalità. I Sistemi agricoli possiedono un limitato valore naturalistico ed ecologico, anche se vi si ritrovano alcune specie di fauna di un certo interesse, soprattutto conservazionistico.

135 380 L area interessata è in buona parte incolta e, in minor misura, agricola, con una scarsa importanza dal punto di vista vegetazionale e una importanza faunistica media, diminuita dalla ridotta estensione dell area oggetto di intervento. Gli interventi provocheranno una diminuzione diretta di naturalità per la locale diminuzione di specie di fauna e di biodiversità; indiretta per gli effetti cumulativi degli impatti precedentemente elencati, per l aumentata frequentazione umana, effetti che possono a loro volta determinare una ulteriore lieve diminuzione diretta di naturalità. Il Sistema dello Scolmatore e dei canali di bonifica subirà un riassetto idraulico dei fossi e presenta, in alcuni tratti, elementi di flora abbastanza ben differenziati e caratteristici, ma non interessati da impatti in fase di costruzione e di esercizio. La fossa Nova presenta una vegetazione igrofila poco strutturata, di scarso valore naturalistico ed ecologico. Il canale Scolmatore mostra un progressivo ingresso di vegetazione elofitica ed igrofila, rappresentata principalmente da cannuccia di palude (Phragmites australis) e da esemplari isolati di salici alto arbustivi (Salix sp. pl.). L impatto riguarda il leggero deterioramento delle acque del canale Scolmatore. Il lieve deterioramento delle acque con ogni probabilità non avrà effetti diretti ed indiretti significativi sulla flora e sulla vegetazione del canale, per effetti di diluizione del carico solido da parte delle acque stesse del canale. Nella pianura pisana sono presenti molti canali di questo tipo, il cui valore naturalistico e la cui complessità strutturale sono nel complesso uguali o superiori a quelli del canale in esame. Per le ragioni sopra esposte (limitato valore ecologico delle porzioni dei due ecosistemi interessate dagli interventi, scarsa importanza vegetazionale), gli impatti sugli ecosistemi, se riferiti alle sole porzioni di ecosistemi interessati dal progetto, risulteranno in fase di costruzione lievi e reversibili a breve termine, lievi e reversibili a lungo termine in fase di esercizio. Occorre peraltro notare che i sistemi dell area di studio sono in collegamento continuo con più ampi sistemi ecologici presenti nell area vasta. È molto probabile che su ampia scala il meccanismo di feedback consenta, in assenza di altre successive significative alterazioni sui sistemi interessati, di compensare tali alterazioni IMPATTI SUL PAESAGGIO, SUL PATRIMONIO CULTURALE, SULL ASSETTO DEMOGRAFICO E SULL ASSETTO SOCIO ECONOMICO. La compatibilità delle opere in progetto con gli strumenti di pianificazione regionale e provinciale è verificata ancora una volta cogliendo lo spirito generale dei piani, nel superamento della dicotomia conservazione-sviluppo, che vede il territorio e l ambiente da considerare come fattori produttivi e risorse per lo sviluppo. L area in esame si trova esclusa dalle aree inidonee alla realizzazione di impianti di trattamento e smaltimento rifiuti così come previsto dai criteri definiti dal Piano regionale

136 381 e provinciale di gestione dei rifiuti. Per quello che riguarda lo Strumento urbanistico comunale, P.S, le opere in progetto risultano del tutto compatibili con le destinazioni d uso previste, Sottozona F5: Parti del territorio destinate a discarica smaltimento RSI e rifiuti speciali (art delle N.T.A. del R.U.). La presenza dei vincoli comporta l osservanza di tutta una serie di prescrizioni, norme e regole che determinano la natura dell intervento proposto; nel caso del vincolo paesaggistico, l attenzione è rivolta a tutti quei valori paesistici che potrebbero venire degradati o cancellati dalle opere, di cui il presente studio si fa garante; il vincolo di protezione dei beni storici e monumentali non sono nel caso di queste opere incompatibili perché tutelano la non manomissione del manufatto in sé. Comunque gli impatti sulla componente Patrimonio architettonico, archeologico e altri beni materiali risultano di modesta entità, se non nulli, in tutte le fasi di costruzione ed esercizio degli impianti in progetto, trovandosi a debita distanza dai centri abitati e dei nuclei rurali sparsi e dagli edifici di valore storico testimoniale segnalati. Il dissociatore molecolare e l ampliamento della discarica per R.S.I. interessano un area collocata nella parte sud del comparto per smaltimento rifiuti gestito dalla Ecofor Service S.p.A. Il paesaggio circostante è caratterizzato dalla presenza di insediamenti industriali, anche a forte impatto ambientale, in un contesto agricolo che le trasformazioni urbanistiche hanno relegato a residuo paesaggistico. Né il nuovo paesaggio urbano è riuscito a compensare in termini di qualità urbana e architettonica il contesto rurale faticosamente costruito. Alle importanti infrastrutture costituite dalla Strada di Grande Comunicazione FI-PI-LI, dalla zona industriale di Gello e dal canale scolmatore dell Arno, si sono aggiunte ulteriori attività di smaltimento, quelle per la demolizione di autoveicoli e di riciclaggio da inerti impiegati nel ciclo edile. Le pressioni sul paesaggio sono pertanto aumentate, confermate tra l altro dal vigente strumento urbanistico con la previsione di ulteriori ampliamenti della zona industriale. Due sono le problematiche relative al presente studio: 1. l inserimento di un nuovo volume di circa mc per l attività di dissociazione molecolare e produzione di energia elettrica; 2. il recupero paesaggistico della nuova discarica Il dissociatore molecolare Il progetto consiste nella realizzazione di un impianto con quattro linee di trattamento per

137 382 un totale complessivo di ton/anno da completarsi in tre fasi. Le prime due fasi, oggetto del presente studio, interessano la costruzione di due linee di trattamento di quattro celle ciascuna con una capacità totale di ton/anno. L impianto, chiuso tra la Fossa Nuova e l ampliamento della discarica, confina a sud con una vasta area agricola che prosegue fino alla Strada di Grande Comunicazione FIPI- LI. La FI-PI-LI, a circa 500 metri di distanza, costituisce pertanto il punto di vista principale dell insediamento, che invece risulta non visibile da nord perché coperto dai rilievi delle colmate delle discariche. Il principio fondamentale che ha guidato l inserimento dell impianto nel contesto è stato quello di definirne i caratteri architettonici al di fuori da operazioni di mimesi, dotandolo di un linguaggio che sapesse innescare un dialogo col luogo senza doverne negare la funzione. Da ciò sono conseguiti i seguenti criteri compositivi: definizione dell articolazione funzionale e leggibilità architettonica delle parti; definizione dei materiali di rivestimento e delle loro caratteristiche geometriche e cromatiche; studio della silhouette dei volumi in rapporto al paesaggio circostante e alla loro visione da varie distanze; definizione delle aree a verde. Nell impianto sono individuate tre funzioni fondamentali: lo stoccaggio dei materiali, l area di combustione e l area logistica. A queste tre funzioni sono attribuiti caratteri architettonici distinti che ne specificano il passaggio di scala, da quella territoriale a quella locale, ed i livelli delle lavorazioni. L architettura si preoccupa quindi di evidenziare il rientro ad una scala umana del vasto processo di smaltimento dei rifiuti. A questo processo di sintesi contribuiscono i materiali adoperati. Pennellature sandwich in lamiera grecata di colore verde per la zona di combustione e trattamento fumi, pannellature in conglomerato cementizio di due diverse colorazioni per l area deposito e la palazzina turbine e servizi logistici. La stessa logica cromatica è stata utilizzata per le coperture, ad eccezione di quella della palazzina per la produzione di energia elettrica. L architettura così costituita si articola in tre comparti principali, regolari, misurati nei rapporti fra le parti e fra pieni e vuoti. Anche le parti impiantistiche a vista poste sulla copertura (camini e aerocondensatore) sono ricondotti a questa composizione attraverso una carteratura in carabottino metallico che ne consente comunque la necessaria areazione. Le aperture sono dimensionate per la loro specifica funzione, evitando così riferimenti linguistici fuorvianti e inutili virtuosismi estetici. Il verde di corredo all impianto viene qui utilizzato, più che per una funzione di mascheramento, per le sue qualità che storicamente ha sempre assunto in ambito urbano: due aree piantumate ad alto fusto, veri e propri giardini, completano infatti il

138 383 disegno a terra bilanciando, con le rispettive masse arboree, i razionali volumi dell impianto. L utilizzo del colore - grigio scuro per lo stoccaggio dei materiali, verde per il volume contenente le celle, arancio per la palazzina turbine e servizi - conferisce all architettura una chiara leggibilità evidenziandone così il ruolo industriale, senza esitazioni, in modo che il complesso risulti fortemente connotato. Tale chiarezza garantisce inoltre una facile lettura anche per chi percorre la SGC, che costituisce, come già detto, la visuale privilegiata dell intervento Il recupero paesaggistico dell ampliamento della discarica Il progetto di ampliamento prevede una nuova vasca per la raccolta di rifiuti non pericolosi e per la raccolta delle ceneri provenienti dall impianto di dissociazione molecolare. A pianta rettangolare di circa 200 x 300 ml il nuovo volume va a raccordarsi con la discarica esaurita esistente. La volumetria lorda è di circa mc, mentre la volumetria netta dei rifiuti sarà di circa mc. Il progetto di recupero ha tenuto conto dello specifico paesaggio entro il quale la discarica è situata, della sua collocazione urbanistica, degli interventi già eseguiti per la rinaturazione delle vecchie colmate e delle condizioni di naturalità oggi presenti. Il forte aumento delle pressioni sul paesaggio ed il necessario raccordo con la discarica esistente, già oggetto di interventi di recupero, hanno indirizzato il progetto verso un recupero unicamente rivolto alla rinaturazione del sito, a compensazione e per riequilibrare, sotto i diversi profili, il contesto paesistico e ambientale. L ambiente si è molto trasformato, semplificandosi, per questo il progetto non tenta una mimesi completa - impossibile - con la natura, ma si confronta con l attuale complessità del luogo e con i vincoli oggettivi dell'area d'intervento: la geometria del sistema idrografico, l'impossibilità di prevedere fasce di mitigazione e di filtro al di fuori dei confini dati, la discarica esistente. Coerentemente con gli assunti degli studi preliminari e con l esperienza dei precedenti interventi il progetto definitivo individua le soluzioni tecniche atte a garantire l'efficienza della rinaturazione, necessaria sia al recupero paesaggistico della massa dei rifiuti, sia alla difesa del nuovo piano di campagna da eventi naturali, dilavamento, stabilità dei versanti, ecc. Il primo problema affrontato è stato quello di rimodellare i volumi della colmata diminuendo le pendenze delle scarpate, che in alcuni tratti possono arrivare a 30, per consentire gli impianti vegetazionali e impedire lo slittamento e la rapida erosione del terreno che altrimenti si verificherebbe. Il progetto tiene conto anche del progressivo abbassamento del corpo dei rifiuti nel tempo, con la conseguente attenuazione delle

139 384 pendenze delle scarpate. L'obbiettivo è stato quello di attestarsi su pendenze massime inferiori a 25, e su pendenze ideali intorno ai 20. Il rimodellamento dovrà conferire una inclinazione minima di circa 5% della sommità della collina prevista dal progetto per impedire l'eventuale ristagno delle acque meteoriche e in considerazione degli imprevedibili abbassamenti del corpo dei rifiuti, che proprio in queste zone possono essere molto significativi. Particolare attenzione è stata posta nella regimazione delle acque superficiali mediante la realizzazione di canalette di raccolta eseguite con uno scavo inerbito con una pendenza minima del 5%, convergenti in caditoie (rittochini) in pietrame o in lastre prefabbricate in calcestruzzo, raccordate alle canalette disposte lungo tutto il perimetro. Il lato a sud est, che risulta essere il più visibile dall intorno ed in particolare dalla SGC, Fi-PI-LI è percorso dalla strada interna al comparto che porta al dissociatore. È su questo lato che gli strumenti urbanistici vigenti prevedono l ampliamento dell area industriale. Il progetto prevede gli impianti arborei esclusivamente lungo la strada sopra descritta, un viale alberato con pioppi neri alternati a tigli costituirà l accesso all impianto di dissociazione molecolare, con un buon effetto di schermatura della colmata grazie al rapido accrescimento ed alla qualità estetica delle specie previste. Il viale svolge inoltre una funzione di collegamento visivo tra la discarica e l impianto di dissociazione molecolare. Un area di circa mq. con impianto arbustivo costituito da Ginestra odorosa, Biancospino e Rosa selvatica interessa i versanti sud ed est della collina, quello rivolto verso la SGC ed il territorio agricolo. Su tutto l ampliamento è previsto un rinverdimento complessivo eseguito con idrosemina. La possibilità di accesso per la manutenzione è resa possibile da alcune strade bianche disposte su due anelli paralleli che corrono lungo il perimetro e che si raccordano con la viabilità esistente. In conclusione possiamo così riassumere gli elementi che determinano la proposta di inserimento nel contesto: la sintesi architettonica dei volumi del dissociatore molecolare mediante la definizione dell articolazione funzionale delle parti, la definizione dei materiali di rivestimento e delle loro caratteristiche geometriche e cromatiche; la funzione di parco-giardino delle due aree verdi adiacenti l impianto; il grande elemento naturale rappresentato dalle colmate rinaturalizzate; la funzione di collegamento paesaggistico del viale alberato tra l intervento proposto, l urbanizzazione esistente ed il territorio agricolo. Nelle successive figure 98, 99 e 100 vengono riportati alcune viste render del fabbricato dell impianto di dissociazione molecolare e della relativa discarica oltre ad una vista zenitale complessiva.

140 385 Figura 98 Vista render dell impianto di dissociazione molecolare

141 386 Figura 99 Vista render dell impianto con annessa discarica

142 387 Figura 100 Vista zenitale dell impianti con annessa discarica

143 Impatti sull assetto demografico La vocazione industriale della città di Pontedera come ricordato nel capitolo relativo alla descrizione dell ambiente ha prodotto nel corso del XX secolo un notevole inurbamento delle popolazioni dalle colline e dalle campagne e contemporaneamente una progressiva dipendenza economica, sociale e di servizi dei centri minori dal capoluogo. L impatto sull assetto demografico per quanto concerne la realizzazione della nuova discarica annessa all impianto di dissociazione molecolare, non comporterà modifiche sulla distribuzione spaziale della popolazione limitrofa ne determinerà alterazioni degli attuali flussi migratori, in quanto si tratta semplicemente di ampliamento di un impianto esistente. Per quanto concerne l impianto di dissociazione molecolare, si prevede che nel ciclo d impianto sia impiegato personale per un numero pari a 20 unità. Tale situazione potrebbe portare ad un piccolo incremento di popolazione in considerazione del fatto che la manodopera possa essere reperita al di fuori dei centri abitati presenti nella zona attorno all impianto. L opportunità di un posto di lavoro offerta dall impianto potrebbe favorire lo spostamento di interi nuclei familiari nei comuni prossimi all impianto Impatti sull assetto socio-economico La realizzazione dell impianto di dissociazione molecolare e della relativa discarica risulterà avere un impatto positivo anche se di lieve entità sull assetto socio economico dell area. La realizzazione della nuova discarica, determinerà un mantenimento dei posti di lavoro degli addetti attualmente occupati, nella gestione del comparto Ecofor Service, quantomeno per un periodo pari alla gestione attiva della discarica stessa. Per quanto concerne invece l impianto di dissociazione molecolare l impatto sul livello occupazionale risulterà più accentuato in quanto si prevede di utilizzare un numero complessivo di addetti per la gestione pari a 20 unità. La realizzazione del progetto in esame porterà quindi, ricadute positive sul settore socio economico determinando incrementi nei livelli di occupazione (probabilmente su scala comunale o locale) legati sia direttamente all impiego di personale sull impianto sia alle attività sviluppate parallelamente all impianto, quali forniture di materiali, mezzi e servizi. Le attività di indotto legate al dissociatore si stima possano aggirarsi attorno alle venti unità in relazione alle attività di manutenzione, produzione di software e forniture informatiche, manutenzione degli spazi verdi, servizi vari, pulizie e forniture in genere. L impatto indotto sull assetto socio economico è da considerarsi sicuramente positivo anche se di entità LIEVE.

144 DESCRIZIONE DEI PROBABILI EFFETTI POSITIVI E NEGATIVI DEL PROGETTO PROPOSTO SULL AMBIENTE Al fine di rendere omogenee le valutazioni relative alle diverse componenti analizzate e quale utile riferimento metodologico è stata utilizzata una matrice azione/componenti costituita da tabella a doppia entrata nelle quali sulle righe vengono riportate le componenti ambientali implicate, suddivise e raggruppate in categorie, mentre sulle colonne sono contenute le azioni elementari in cui è stata scomposta l attività di progetto. Le componenti ambientali costituiscono un elenco selezionato di elementi e fattori ambientali significativi che costituiscono la guida di riferimento per l analisi ambientale. L intersezione delle righe (componenti ambientali) con le colonne (azioni di progetto) configura gli impatti potenziali. Le tabelle matriciali sono state costruite in modo separato sia per l impianto di dissociazione molecolare che per la relativa discarica. Nella fase iniziale del lavoro si è definita la capacità di carico dell ambiente (la situazione senza progetto) classificando le diverse componenti ambientali in funzione della specifica capacità di carico, della scarsità della risorsa (rara-comune), della sua capacità di ricostruirsi entro un orizzonte temporale ragionevolmente esteso (rinnovabile-non rinnovabile), della rilevanza e ampiezza spaziale dell influenza che essa esercita su altri fattori (strategica-non strategica) Lo schema è riportato in tabella 135. Nella tabella 136 è riportata la scala ordinale di significatività degli impatti. Per ogni impatto individuato è stato verificato se sia o no significativo. Un impatto non significativo è un effetto che pur verificandosi non supera il rumore di fondo. Per compiere questa analisi è stata utilizzata una scala ordinale di significatività degli impatti al fine di suddividere l intensità degli impatti in 6 classi. Gli impatti significativi vengono classificati secondo la scala ordinale combinata impatti significativi-componenti ambientali di seguito presentata in tabella 137. La compilazione di tali tabelle è stata condotta a partire dalle norme tecniche di attuazione della rilasciate dalla Regione Toscana in merito alla valutazione di impatto ambientale.

145 390 COMPONENTI AMBIENTALI Definizione della capacità di carico - stato attuale Capacità di carico Componente Ambientale Aria Qualità dell'aria 3 b com. rinn. strat. IV Clima acustico 3 b com. rinn. strat. IV Deposizione al suolo 2 b com. rinn. strat. IV Fattori climatici 3 b com. non rinn. strat. III Acqua Idrografia 4 c com. non. rinn. non strat. III Qualità delle acque superficiali 4 c com. rinn. strat. III Qualità delle acque sotterranee 4 c com. rinn. strat. III Suolo e sottosuolo Geologia e Geotecnica 4 c com. non. rinn. non strat. III Geomorfologia 3 b com. non rinn. non strat. IV Idrogeologia 3 b com. non rinn. strat. III Uso del suolo 3 b com. rinn. non strat. V Vegetazione e flora 3 b com. rinn. non. strat. V Fauna 3 b com. rinn. non strat. V Ecosistemi 3 b com. rinn. non strat. V Paesaggio e patrimonio culturale 4 c com. non. rinn. non. strat. III Assetto demografico 3 b com. rinn. strat. IV Assetto territoriale Sistema infrastrutturale (viabilità - traffico) 4 c com. rinn. strat. III Assetto socio-economico Mercato del lavoro 4 c com. rinn. strat. III Attività industriali 3 b com. rinn. strat. IV Attività commerciali 3 b com. rinn. strat. IV Attività di servizio 3 b com. rinn. strat. IV Attività agricole 3 b com. rinn. strat. IV Rango Tabella 135 Capacità di carico dell ambiente

146 391 RANGO IMPATTO Intensità Durata 6 Molto rilevante Irreversibile 5 Molto rilevante Reversibile a lungo termine Rilevante Irreversibile Molto rilevante Reversibile a breve termine 4 Rilevante Reversibile a lungo termine Media Irreversibile Rilevante Reversibile a breve termine 3 Media Reversibile a lungo termine Lieve Irreversibile 2 Media Reversibile a breve termine Lieve Reversibile a lungo termine 1 Lieve Reversibile a breve termine Tabella Scala ordinale di significatività degli impatti RANGO DELLE COMPONENTI AMBIENTALI RANGO DEGLI IMPATTI SIGNIFICATIVI MR/IRR MR/RLT MR/RBT R/RBT M/RBT R/RLT M/RLT R/IRR L/RLT M/IRR L/IRR L/RBT I a b c d e f II b c d e f g III c d e f g h IV d e f g h i V e f g h i l VI f g h i l m Tabella 137 -Scala ordinale combinata impatti significativi-componenti ambientali Gli impatti critici sono rappresentati dai codici a, b, c, d, e, f. Gli impatti critici sono ulteriormente valutati secondo la loro valenza positiva o negativa. Le tabelle 138 e 139 rappresentano invece le matrici riassuntive componenti ambientali - azioni relative all impianto di dissociazione molecolare e alla relativa discarica.

147 392 Costruzione Esercizio Abbandono COMPONENTI AMBIENTALI Aria Qualità dell'aria h i g f g g e+ e g g g Clima acustico i i g f g h g f h i g Deposizione al suolo i i g h i h g i g g Fattori climatici g g h g f+ g Acqua idrografia f+ h g g g g Qualità delle acque superficiali h h h h g h h g h Qualità delle acque sotterranee h h g h h g h Suolo e sottosuolo Geologia e Geotecnica h h g h Geomorfologia i i Idrogeologia g h g g h Uso del suolo h l g h Vegetazione e flora h l l i i g l i h i Fauna h l l i i h l i h i Ecosistemi h l l i i h g i i h i Paesaggio e patrimonio culturale g g f Assetto demografico Popolazione h h Assetto territoriale Sistema infrastrutturale (Viabilità - traffico) h f g g h h h Assetto socio-economico Mercato del lavoro f+ g g g i f+ g Attività industriali h h h h h g h Attività commerciali h h h h h g h Attività di servizio h h h g i g h Attività agricole g h AZIONI Urbanizzazini Escavazioni Trasporto terreni di scavo Costruzione degli impianti Impiego di manodopera Mobilità e traffico Gestione impianto (conf. rifiuti) fabbisogno di materie prime Fabbisogni energetici Emissioni Gestioni rifiuti prodotti dall'impianto Regimazione acque rischio di incidenti alterazione del paesaggio impiego di manodopera Occupazione di suolo Dismissioni e demolizioni Alterazione del paesaggio Tabella 138 Matrice componenti ambientali - azioni Impianto di dissociazione molecolare

148 393 AZIONI Occupazione di suolo Escavazioni Trasporto terreni di scavo Costruzione degli impianti Impiego di manodopera Mobilità e traffico Fabbisogno di materie prime Fabisogni energici Emissioni Regimazione acque Rischio di incidenti Alterazione del paesaggio Impiego di manodopera Mobilità e traffico Copertura Fabbisogno di materie prime Fabbisogni energetici Emissioni Rischio di incidenti Occupazione suolo Alterazione del paesaggio Impiego di manodopera Occupazione di suolo Alterazione del paesaggio Abbandono Costruzione Esercizio Post esercizio Aria h g i g f+ h f+ e h h h i f+ f h h h g i g f+ i g f i h i g h i h g h h h g h i i g h g g g g f h g h g g g h Fattori climatici Acqua f+ h g g g g g g g g g g g g g g h g g g h h h g g g g h g g Qualità delle acque sotterranee Suolo e sottosuolo Geologia e Geotecnica h g g h h h h h h Geomorfologia Idrogeologia Uso del suolo Vegetazione e flora Fauna Ecosistemi Paesaggio e patrimonio culturale COMPONENTI AMBIENTALI Qualità dell'aria Clima acustico Deposizione al suolo idrografia Qualità delle acque superficiali i i i g i g i g g g f h g g f f h i g i h l h h g i i i i g h i h l i h i g i g l g i i i i h h i h l i i i g i g l g i i i i h g h i h l i l h i g i g l g h e g f g g Assetto demografico Popolazione h i Assetto territoriale Sistema infrastrutturale (Viabilità - traffico) h h f+ h g h h i Assetto socio-economico Mercato del lavoro g g g h g h h h h Attività industriali h h h i h i i i i Attività commerciali h h h i h i i i i Attività di servizio h h h i h i i i i Attività agricole g h g g Tabella 139 Matrice componenti ambientali - azioni impianto di discarica

149 Risultati Impianto di dissociazione L analisi matriciale riportata nella tabella 66 relativa all impianto di dissociazione molecolare evidenzia che gli impatti più significativi sono legati sia alla fase di costruzione che alla fase di esercizio dell impianto. Nella fase di costruzione, gli impatti significativi sono legati alle opere di urbanizzazione ed all impiego di manodopera per la realizzazione dell impianto, che risultano avere un effetto positivo. L impatto positivo relativamente alle opere di urbanizzazione è da attribuire allo spostamento della parte terminale del Fosso degli Strozzi a monte degli impianti. Il progetto di spostamento del fosso conterrà al suo interno gli elementi di riassetto idraulico di tutta l area, eliminando la situazione di rischio idraulico presente. Un altro elemento di positività della fase di esercizio è costituito dall impiego di manodopera che verrà utilizzata sia nella realizzazione delle strutture dei fabbricati sia per il montaggio di tutte le componenti sia meccaniche che strumentali dell impianto. Le attività di costruzione e montaggio dell impianto nella configurazione finale di 8 celle risultano distribuite in un arco di temporale di 5 anni. Le imprese impegnate avranno pertanto assicurato almeno su tale arco di tempo una continuità di lavoro, che determinerà un lieve impatto positivo sull assetto socio economico con ricadute lievemente positive sul mercato del lavoro, sulle attività industriali e sulle attività commerciali. Tutti gli altri impatti generati nella fase di costruzione dell impianto risultano non significativi in quanto non superano il rumore di fondo. La fase di esercizio determinerà una serie di impatti sia positivi che negativi, che incideranno sulle diverse componenti ambientali. In particolare il maggiore impatto è sicuramente legato alle emissioni in atmosfera generate dalla emissione dei fumi del processo di combustione del syngas, oltre che alle emissioni del sistema di trattamento dell aria (scrubber) aspirata dai fabbricati mantenuti in leggera depressione. Anche se i risultati delle modellazioni dei vari inquinanti in atmosfera hanno comunque evidenziato che la messa in esercizio dell impianto produce un minimo incremento dell estensione delle aree interessate alla diffusione degli inquinanti e che le concentrazioni che si determinano a seguito della realizzazione dello stesso rimangono pressoché invariate rispetto a quelle che si hanno nella situazione attuale, le emissioni di inquinanti determinano comunque una perturbazione sullo stato della qualità dell aria. Un impatto di pari livello rispetto al precedente ma di segno positivo è rappresentato dalla produzione di energia elettrica derivante dal ciclo acqua - vapore legato alla combustione del syngas. Il ciclo di processo prevede infatti la possibilità di cedere alla

150 395 rete un importante quantitativo di energia elettrica che determinerà una mancata combustione di una quantità equivalente di combustibile tradizionale, inducendo degli impatti significativi positivi anche in relazione ai fattori climatici, come non emissione di gas climalteranti. Sempre in relazione alle emissioni dell impianto è legato l impatto indotto sul clima acustico. In particolare le maggiori emissioni sonore sono legate ai turbo aspiratori presenti nel sistema di abbattimento (scrubber) ed al sistema dei ventilatori degli aerocondensatori. Le azioni connesse al trasporto dei rifiuti (combustibile), dei reagenti utilizzati nelle varie fasi di processo e dei rifiuti prodotti dall impianto, inducono degli impatti significativi negativi sia sulla qualità dell aria, in relazione alla possibilità di sviluppo di polveri connessa alla circolazione dei mezzi, che sul clima acustico, in relazione al rumore indotto dal passaggio dei mezzi stessi. I mezzi circolanti inducono un impatto significativo anche sul sistema infrastrutturale (viabilità e traffico), in relazione ad un numero di mezzi che si muovono sulle principali viabilità presenti attorno all impianto. La conduzione dell impianto necessita di un impiego di manodopera valutabile in circa 20 unità. La realizzazione del progetto in esame porterà quindi ricadute positive sul settore socio economico, determinando incrementi nei livelli di occupazione (probabilmente su scala comunale o locale) legati sia direttamente all impiego di personale sull impianto, sia alle attività sviluppate parallelamente all impianto (indotto), quali forniture di materiali, mezzi e servizi. L impatto derivante risulta essere decisamente positivo sull assetto occupazionale con ricadute positive sulle attività industriali, commerciali e di servizio. L alterazione del paesaggio risulta un impatto significativo presente nella fase di gestione dell impianto di dissociazione molecolare. Tale impatto è legato in modo sostanziale alla realizzazione dei vari di fabbricati che ospiteranno le diverse sezioni di processo ed opere accessorie che presentano quote variabili in elevazione comprese tra m e m da p.c. La costruzione dell opera ha determinato l'introduzione di un elemento del tutto estraneo al disegno paesaggistico originale (intrusione visuale). L impianto, chiuso tra la Fossa Nuova e l ampliamento della discarica, confina a sud con una vasta area agricola che prosegue fino alla Strada di Grande Comunicazione FI-PI-LI che costituisce pertanto il punto di vista principale dell insediamento. Il progetto di inserimento paesaggistico ha attribuito ai principali elementi del fabbricato (costituiti dall area di stoccaggio, l area di processo e l area logistica) caratteri architettonici distinti che ne specificano il passaggio di scala, da quella territoriale a quella locale. L utilizzo del colore - grigio scuro per lo stoccaggio dei materiali, verde per il volume contenente le celle, arancio per la palazzina turbine e servizi - conferisce all architettura

151 396 una chiara leggibilità evidenziandone così il ruolo industriale, senza esitazioni, in modo che il complesso risulti fortemente connotato Impianto di discarica L analisi matriciale riportata nella tabella 67 relativa all impianto di discarica evidenzia impatti significativi nella fase di costruzione, nella fase di esercizio, nella fase di post esercizio e di abbandono. Nella fase di costruzione sono presenti sia impatti positivi che impatti negativi. L impatto positivo è correlato con l azione di occupazione del suolo per la realizzazione della vasca in cui saranno messi a dimora i rifiuti che, così come per l impianto di dissociazione molecolare, determina lo spostamento della parte terminale del Fosso degli Strozzi a monte degli impianti. Gli elementi di riassetto idraulico dell area risulteranno positivi nei confronti della situazione di rischio idraulico presente sulle aree in cui è prevista la realizzazione della discarica. La costruzione della nuova vasca prevede un sistema di impermeabilizzazione del fondo e delle pareti realizzato attraverso l inserimento di una impermeabilizzazione composita costituita da una barriera minerale in argilla compattata ed una geomembrana in HDPE. La presenza della nuova vasca che raggiunge la profondità massima di circa 8.0 m dal p.c. attuale determina un alterazione della situazione idrogeologica più superficiale. L azione finalizzata alla realizzazione della vasca determina una ricaduta significativa sulla componente ambientale idrogeologia, che si mantiene anche nella fase di esercizio, post-esercizio ed abbandono della discarica. Anche la fase di esercizio è interessata da impatti significativi sia positivi che negativi che risultano in alcuni casi di categoria superiore rispetto a quelli presenti nella fase di costruzione. Gli impatti con maggiore significatività legati alla fase di esercizio sono costituiti dalle emissioni e dall alterazione del paesaggio. Le emissioni sono legate in modo particolare al corpo discarica oltre che ai motori di combustione del biogas. Risulta tuttavia dai modelli diffusionali che le concentrazioni annue delle sostanze inquinanti emesse dall impianto, nelle condizioni di massima emissione, siano di molto inferiori ai limiti di qualità dell aria previsti dalla normativa ed alle soglie odorimetriche. Unica criticità è rappresentata dalla concentrazione di metano in corrispondenza di alcuni recettori, in cui si osserva un superamento delle concentrazioni limite imposte dalla Amministrazione Provinciale nelle condizioni di massima emissione. Risulta tuttavia

152 397 che nello scenario futuro le concentrazioni di metano pur rimanendo superiori ai limiti imposti presentano una tendenza alla diminuzione. Le emissioni in atmosfera produrranno un impatto significativo, anche se di categoria inferiore rispetto alla fase di esercizio, anche nella fase di post esercizio. Nella fase di post esercizio gli impatti negativi tenderanno in modo continuo a diminuire di livello in funzione della progressiva stabilizzazione biologica dell impianto. In tale fase si assisterà alla progressiva riduzione della produzione di biogas dal corpo discarica. Risulteranno comunque attive in questa fase, le emissioni legate ai motori di cogenerazione alimentati a biogas. In relazione alla componente ambientale qualità dell aria, la presenza dei motori di cogenerazione alimentati con il biogas captato dal corpo discarica consentirà di cedere alla rete un certo quantitativo di energia elettrica, incidendo positivamente in relazione ad una mancata combustione di quantità equivalenti di combustibili tradizionali. L impatto positivo indotto dalla produzione di energia elettrica si protrarrà anche nella fase di post esercizio, fino a quando i quantitativi di biogas estratti consentiranno l azionamento dei motori endotermici. Le emissioni in atmosfera oltre a generare impatti sulla qualità dell aria possono indurre effetti significativi anche sui fattori climatici. Nella fase di esercizio per quanto concerne la discarica, il principale impatto sul clima sarà determinato dall immissione in atmosfera di una quota di biogas, originato dall attività biologica di degradazione dei rifiuti e non raccolto dalla rete di captazione. Le tecniche gestionali e progettuali adottate, che prevedono una elevata efficienza di captazione del biogas prodotto dalla discarica, e la progressiva riduzione dei rifiuti industriali che verranno conferiti determina la riduzione delle emissioni di biogas in atmosfera e quindi un impatto progressivamente decrescente. La circolazione dei mezzi connessi con il conferimento dei rifiuti in discarica e con la gestione complessiva dell impianto, allontanamento del percolato e fornitura di materie prime, determina una serie di impatti significativi su diverse componenti ambientali (qualità dell aria, clima acustico e sistema infrastrutturale). Per tali impatti occorre comunque considerare che la politica aziendale di Ecofor Service è orientata verso una riduzione volontaria dei conferimenti, che porterà a partire dal 2025 al conferimento in discarica delle sole ceneri pesanti provenienti dall impianto di dissociazione molecolare. In considerazione di tali scelte aziendali l impatto a lungo termine della circolazione dei mezzi sulle diverse componenti ambientali è da considerarsi sicuramente positivo. L alterazione del paesaggio risulta un impatto significativo presente sia nella fase di gestione della discarica, sia nella fase di post esercizio. Tale impatto è legato in modo sostanziale alla realizzazione di una collina su un area di pianura e pertanto alla sua visibilità per chi percorre la SGC FI-PI-LI. Tale impatto risulta particolarmente evidente

153 398 nella fase di esercizio dell impianto, mentre nella fase di post esercizio tenderà gradualmente a ridursi, in considerazione del progetto di recupero paesaggistico e vegetazionale della colmata e delle aree circostanti. Il progetto di recupero ha infatti tenuto conto dello specifico paesaggio entro il quale la discarica è situata, della sua collocazione urbanistica, degli interventi già eseguiti per la rinaturazione delle vecchie colmate e delle condizioni di naturalità oggi presenti. In base a tali considerazioni gli interventi di recupero hanno riguardato in modo particolare i versanti a sud ed est, che risultano essere i maggiormente visibili dall intorno ed in particolare dalla SGC. Gli aspetti principali del recupero prevedono impianti arborei lungo la strada perimetrale e impianti di essenze arbustive sulla colmata della discarica. Su tutta la colmata è previsto un intervento di rinverdimento complessivo eseguito con idrosemina.

6.1. Risultati simulazioni termovalorizzatore Osmannoro2000

6.1. Risultati simulazioni termovalorizzatore Osmannoro2000 pag. 217 6. Risultati Di seguito si riportano i risultati relativi alle diverse simulazioni di diffusione atmosferica degli inquinanti effettuate. In particolare sono riportati i risultati sotto forma

Подробнее

Impianto di compostaggio: applicazione del modello di dispersione dell odore. Cireddu-Barbato

Impianto di compostaggio: applicazione del modello di dispersione dell odore. Cireddu-Barbato Impianto di compostaggio: applicazione del modello di dispersione dell odore Cireddu-Barbato Ruolo della modellista nella valutazione Cos è un modello degli impatti odorigeni Modelli matematici: Deterministici:

Подробнее

Focus Valutazione degli impatti in atmosfera

Focus Valutazione degli impatti in atmosfera Focus Valutazione degli impatti in atmosfera VALUTAZIONE di IMPATTO AMBIENTALE ai sensi del D. Lgs 152/2006 e smi e Legge Regionale 9/99 di un Impianto per la valorizzazione energetica di sottoprodotti

Подробнее

16 APRILE 2014 SEMINARIO TECNICO EMISSIONI ODORIGENE IMPIANTO DI COMPOSTAGGIO: APPLICAZIONE DEL MODELLO DI DISPERSIONE DELL ODORE

16 APRILE 2014 SEMINARIO TECNICO EMISSIONI ODORIGENE IMPIANTO DI COMPOSTAGGIO: APPLICAZIONE DEL MODELLO DI DISPERSIONE DELL ODORE 16 APRILE 2014 SEMINARIO TECNICO EMISSIONI ODORIGENE IMPIANTO DI COMPOSTAGGIO: APPLICAZIONE DEL MODELLO DI DISPERSIONE DELL ODORE Ing. Elena Barbato Dott. Giacomo Cireddu RUOLO DELLA MODELLISTICA NELLA

Подробнее

Prof. Ing. Andrea Giuseppe CAPODAGLIO. Prof. Ing. Arianna CALLEGARI

Prof. Ing. Andrea Giuseppe CAPODAGLIO. Prof. Ing. Arianna CALLEGARI RIDUZIONE IMPATTO AMBIENTALE CERTIFICATI DI VALIDAZIONE DIFFUSIONE DELLE EMISSIONI ODORIGENE DAL CANALE DI INGRESSO DELL IMPIANTO DI NOSEDO: STUDIO DIFFUSIONALE DI CONFRONTO TRA RISULTATI DEL SISTEMA ODOWATCH

Подробнее

Valutazione modellistica ricaduta al suolo delle emissioni dell impianto Rena Energia srl

Valutazione modellistica ricaduta al suolo delle emissioni dell impianto Rena Energia srl Valutazione modellistica ricaduta al suolo delle emissioni dell impianto Rena Energia srl Studio Settembre 2014 1 Pag / indice 3 / Premessa 4 / Descrizione della catena modellistica 6 / Lo scenario simulato

Подробнее

6.5. Risultati simulazioni sistema rifiuti e riscaldamento

6.5. Risultati simulazioni sistema rifiuti e riscaldamento Capitolo 6 Risultati pag. 301 6.5. Risultati simulazioni sistema rifiuti e riscaldamento Come già detto nel paragrafo 5.8, i risultati riportati in questo paragrafo fanno riferimento alle concentrazione

Подробнее

Appendice III. Criteri per l utilizzo dei metodi di valutazione diversi dalle misurazioni in siti fissi

Appendice III. Criteri per l utilizzo dei metodi di valutazione diversi dalle misurazioni in siti fissi Appendice III (articolo 5, comma 1 e art. 22 commi 5 e 7) Criteri per l utilizzo dei metodi di valutazione diversi dalle misurazioni in siti fissi 1. Tecniche di modellizzazione 1.1 Introduzione. In generale,

Подробнее

PROVINCIA DI RAVENNA (Con la collaborazione di ARPA - SIMC)

PROVINCIA DI RAVENNA (Con la collaborazione di ARPA - SIMC) laborazione dati della qualità dell aria Provincia di Ravenna - Rapporto 213 3 - L ONIZIONI MTOROLOGIH NL TRRITORIO LL PROVINI I RVNN (on la collaborazione di RP - SIM) 3.1 - Gli indicatori meteorologici

Подробнее

Confronto attuale-futuro (con termovalorizzatore a Case Passerini) sistema rifiuti e riscaldamento

Confronto attuale-futuro (con termovalorizzatore a Case Passerini) sistema rifiuti e riscaldamento Capitolo 6 Risultati pag. 447 Confronto attuale-futuro (con termovalorizzatore a Case Passerini) sistema rifiuti e riscaldamento Come già detto nel paragrafo 5.8, i risultati riportati in questo paragrafo

Подробнее

Domanda di autorizzazione alle emissioni in atmosfera ai sensi dell art. 269, D.lgs. 152/2006 (stabilimenti anteriori al 2006).

Domanda di autorizzazione alle emissioni in atmosfera ai sensi dell art. 269, D.lgs. 152/2006 (stabilimenti anteriori al 2006). Marca da Al SUAP del Comune di Bollo Domanda di autorizzazione alle emissioni in atmosfera ai sensi dell art. 269, D.lgs. 152/2006 (stabilimenti anteriori al 2006). Il/la sottoscritto/a nato/a a il residente

Подробнее

IL RISPARMIO ENERGETICO E GLI AZIONAMENTI A VELOCITA VARIABILE L utilizzo dell inverter negli impianti frigoriferi.

IL RISPARMIO ENERGETICO E GLI AZIONAMENTI A VELOCITA VARIABILE L utilizzo dell inverter negli impianti frigoriferi. IL RISPARMIO ENERGETICO E GLI AZIONAMENTI A VELOCITA VARIABILE L utilizzo dell inverter negli impianti frigoriferi. Negli ultimi anni, il concetto di risparmio energetico sta diventando di fondamentale

Подробнее

Relazione Tecnica. Allegato n 1. Valutazione Impatto Ambientale CENTRALE DI COGENERAZIONE. IMPIANTO DI POST COMBUSTIONE DEL CHP3 (Camino n 3)

Relazione Tecnica. Allegato n 1. Valutazione Impatto Ambientale CENTRALE DI COGENERAZIONE. IMPIANTO DI POST COMBUSTIONE DEL CHP3 (Camino n 3) Relazione Tecnica Allegato n 1 Valutazione Impatto Ambientale Impianto IPPC SEDAMYL S.p.A. AIA n.1018 del 12/10/2007 in fase di rinnovo Comune SALUZZO CENTRALE DI COGENERAZIONE IMPIANTO DI POST COMBUSTIONE

Подробнее

La quantificazione dei benefici di BIOCASA sui consumi energetici ed emissioni di CO 2

La quantificazione dei benefici di BIOCASA sui consumi energetici ed emissioni di CO 2 La quantificazione dei benefici di BIOCASA sui energetici ed emissioni di CO 2 Rapporto di Sostenibilità 2011 I benefici di BIOCASA su energetici e emissioni di CO 2 Il Progetto BIOCASA è la risposta di

Подробнее

REGIONE DEL VENETO. Impianto di messa in riserva e recupero di rifiuti speciali non pericolosi presso il Comune di San Pietro di Morubio

REGIONE DEL VENETO. Impianto di messa in riserva e recupero di rifiuti speciali non pericolosi presso il Comune di San Pietro di Morubio REGIONE DEL VENETO PROVINCIA DI VERONA COMUNE DI SAN PIETRO DI MORUBIO Impianto di messa in riserva e recupero di rifiuti speciali non pericolosi presso il Comune di San Pietro di Morubio DITTA A.E.T.

Подробнее

ARPA Valle d Aosta Sezione ARIA ed ENERGIA Ing. Giordano Pession Ing. Ivan Tombolato. RIGENERGIA12, Aosta 26 maggio 2012 ARPA VdA

ARPA Valle d Aosta Sezione ARIA ed ENERGIA Ing. Giordano Pession Ing. Ivan Tombolato. RIGENERGIA12, Aosta 26 maggio 2012 ARPA VdA ARPA Valle d Aosta Sezione ARIA ed ENERGIA Ing. Giordano Pession Ing. Ivan Tombolato Uniformare gli strumenti e i sistemi di monitoraggio della qualità dell aria. Potenziare le misure di tutela (es. Piani

Подробнее

SymCAD/C.A.T.S. modulo Canali Schema

SymCAD/C.A.T.S. modulo Canali Schema SymCAD/C.A.T.S. modulo Canali Schema Il modulo Ventilazione Standard permette di effettuare la progettazione integrata (disegno e calcoli) in AutoCAD di reti di canali aria (mandata e ripresa). Il disegno

Подробнее

RELAZIONE PREVISIONALE DI IMPATTO SULLA COMPONENTE ATMOSFERA

RELAZIONE PREVISIONALE DI IMPATTO SULLA COMPONENTE ATMOSFERA LAMIR S.r.l. Servizi Ricerche - Studi Ambientali GEOCON Studio Associato L.P.M. S.r.l. PROGETTO DI COLTIVAZIONE E RECUPERO DELLA CAVA DI PIETRA DA TAGLIO IL FAIETO (in località Smirra di Cagli) RELAZIONE

Подробнее

Valutazione degli impatti locali del traffico stradale nell'area di Dignano (S.R. 464)

Valutazione degli impatti locali del traffico stradale nell'area di Dignano (S.R. 464) Valutazione degli impatti locali del traffico stradale nell'area di Dignano (S.R. 464) Palmanova 10/06/2013 Introduzione La stima degli impatti locali delle strade nella città di Palmanova è stata effettuata

Подробнее

ATTIVITA 5 Modellistica

ATTIVITA 5 Modellistica ATTIVITA 5 Modellistica qualità dell aria Giuseppe Maffeis Giampiero Malvasi consulenti ARPAV-ORAR ATTIVITA' 1 Stima delle emissioni in atmosfera ATTIVITA' 5 Modellistica qualità dell'aria ATTIVITA' 4

Подробнее

1. OGGETTO E SCOPO DELLA RELAZIONE 2 2. NORMATIVA DI RIFERIMENTO 2 3. DESCRIZIONE DEGLI IMPIANTI 2 3.1 LINEA MT 2

1. OGGETTO E SCOPO DELLA RELAZIONE 2 2. NORMATIVA DI RIFERIMENTO 2 3. DESCRIZIONE DEGLI IMPIANTI 2 3.1 LINEA MT 2 Sommario 1. OGGETTO E SCOPO DELLA RELAZIONE 2 2. NORMATIVA DI RIFERIMENTO 2 3. DESCRIZIONE DEGLI IMPIANTI 2 3.1 LINEA MT 2 4. MISURE ADOTTATE CONTRO L INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO 2 4.1 PREMESSA 2 4.1.1

Подробнее

Rapporto ambientale Anno 2012

Rapporto ambientale Anno 2012 Rapporto ambientale Anno 2012 Pagina 1 di 11 1 ANNO 2012 Nell anno 2005 la SITI TARGHE srl ha ottenuto la certificazione ambientale secondo la norma internazionale ISO 14001:2004, rinnovata nel 2008 e

Подробнее

Azienda USL n.4 - Nuovo presidio ospedaliero di Prato Prato Ugo Foscolo snc Edoardo Michele Majno

Azienda USL n.4 - Nuovo presidio ospedaliero di Prato Prato Ugo Foscolo snc Edoardo Michele Majno Via Giovanni Pisano, 1-59100 Prato Tel. 0574 5341 Fax 0574 53439 Pag.1 AUTORIZZAZIONE ALLE EMISSIONI IN ATMOSFERA AI SENSI DELL ART.69, MMA, DEL D.LGS.15/006 QUADRO RIASSUNTIVO DELLE EMISSIONI : (valori

Подробнее

GESTIONE DELLE TECNOLOGIE AMBIENTALI PER SCARICHI INDUSTRIALI ED EMISSIONI NOCIVE LEZIONE 10. Angelo Bonomi

GESTIONE DELLE TECNOLOGIE AMBIENTALI PER SCARICHI INDUSTRIALI ED EMISSIONI NOCIVE LEZIONE 10. Angelo Bonomi GESTIONE DELLE TECNOLOGIE AMBIENTALI PER SCARICHI INDUSTRIALI ED EMISSIONI NOCIVE LEZIONE 10 Angelo Bonomi CONSIDERAZIONI SUL MONITORAGGIO Un monitoraggio ottimale dipende dalle considerazioni seguenti:

Подробнее

Criteri per l elaborazione del computo emissivo per gli impianti di produzione di energia elettrica a biomasse. D.G.R. n. 362 del 26 marzo 2012

Criteri per l elaborazione del computo emissivo per gli impianti di produzione di energia elettrica a biomasse. D.G.R. n. 362 del 26 marzo 2012 Criteri per l elaborazione del computo emissivo per gli impianti di produzione di energia elettrica a biomasse D.G.R. n. 362 del 26 marzo 2012 Katia Raffaelli Regione Emilia-Romagna Servizio Risanamento

Подробнее

DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA DI ATTO DI NOTORIETÀ

DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA DI ATTO DI NOTORIETÀ DICHIARAZIONE IN MERITO AL RISPETTO DEI CRITERI PREVISTI IN TEMA DI RIUTILIZZO DI TERRE E ROCCE DA SCAVO DAL COMMA 1 DELL ART. 41bis DEL DECRETO LEGGE 21 GIUGNO 2013, N 69, RECANTE DISPOSIZIONI URGENTI

Подробнее

Tali fluidi, utilizzati in prossimità del punto di produzione, o trasportati a distanza, possono essere utilizzati per diversi impieghi:

Tali fluidi, utilizzati in prossimità del punto di produzione, o trasportati a distanza, possono essere utilizzati per diversi impieghi: LA COGENERAZIONE TERMICA ED ELETTRICA 1. Introduzione 2. Turbine a Gas 3. Turbine a vapore a ciclo combinato 4. Motori alternativi 5. Confronto tra le diverse soluzioni 6. Benefici ambientali 7. Vantaggi

Подробнее

Una metodologia da utilizzare può essere così sintetizzata:

Una metodologia da utilizzare può essere così sintetizzata: 10 CRITERI TECNICI DELLE PRIORITÀ L elenco dei siti con gli indici di priorità contenuti nel presente piano, dovrà essere rivisto ed aggiornato alla luce delle risultanze emergenti dai piani di caratterizzazione.

Подробнее

Analisi sensitività. Strumenti per il supporto alle decisioni nel processo di Valutazione d azienda

Analisi sensitività. Strumenti per il supporto alle decisioni nel processo di Valutazione d azienda Analisi sensitività. Strumenti per il supporto alle decisioni nel processo di Valutazione d azienda Premessa Con l analisi di sensitività il perito valutatore elabora un range di valori invece di un dato

Подробнее

Metodologie per la misura, il campionamento delle emissioni di ossidi di azoto prodotte dagli impianti termici civili.

Metodologie per la misura, il campionamento delle emissioni di ossidi di azoto prodotte dagli impianti termici civili. REGIONE PIEMONTE BU12 20/03/2014 Codice DB1013 D.D. 12 marzo 2014, n. 52 Metodologie per la misura, il campionamento delle emissioni di ossidi di azoto prodotte dagli impianti termici civili. Con D.C.R.

Подробнее

SCENARIO ESPLORATIVO DOMENICHE A PIEDI

SCENARIO ESPLORATIVO DOMENICHE A PIEDI MISURE DI RIDUZIONE DELL INQUINAMENTO ATMOSFERICO SCENARIO ESPLORATIVO DOMENICHE A PIEDI Elementi di sintesi ARPA PIEMONTE DIPARTIMENTO TEMATICO SISTEMI PREVISIONALI - Struttura Semplice Qualità dell Aria

Подробнее

IL PRE-PROCESSORE METEOROLOGICO CALMET-SMR. Una breve descrizione: caratteristiche, input, output, limiti

IL PRE-PROCESSORE METEOROLOGICO CALMET-SMR. Una breve descrizione: caratteristiche, input, output, limiti IL PRE-PROCESSORE METEOROLOGICO CALMET-SMR Una breve descrizione: caratteristiche, input, output, limiti Meteorologia per la qualità dell aria la valutazione della qualità dell aria e in particolare l

Подробнее

PROGRESS: UN CODICE PER IL CALCOLO DELLE EMISSIONI DA VEICOLI STRADALI IN AMBITO URBANO

PROGRESS: UN CODICE PER IL CALCOLO DELLE EMISSIONI DA VEICOLI STRADALI IN AMBITO URBANO VIII Incontro EXPERT PANEL EMISSIONI DA TRASPORTO STRADALE Roma, 5 novembre 2003 PROGRESS: UN CODICE PER IL CALCOLO DELLE EMISSIONI DA VEICOLI STRADALI IN AMBITO URBANO Massimo Capobianco, Giorgio Zamboni

Подробнее

ANALISI DI RISCHIO SEMIQUANTITATIVA IN SUPPORTO ALLE VALUTAZIONI IN PRESENZA DI ATMOSFERE ESPLOSIVE (ATEX)

ANALISI DI RISCHIO SEMIQUANTITATIVA IN SUPPORTO ALLE VALUTAZIONI IN PRESENZA DI ATMOSFERE ESPLOSIVE (ATEX) ANALISI DI RISCHIO SEMIQUANTITATIVA IN SUPPORTO ALLE VALUTAZIONI IN PRESENZA DI ATMOSFERE ESPLOSIVE (ATEX) T. Pezzo *, D. Vannucci *, G. Uguccioni + * D Appolonia SpA, Genova + D Appolonia SpA, San Donato

Подробнее

Il Sottoscritto. Residente in via.n... [ ] proprietario (od avente titolo) Codice Fiscale.. [ ] titolare della Ditta... con sede legale in...

Il Sottoscritto. Residente in via.n... [ ] proprietario (od avente titolo) Codice Fiscale.. [ ] titolare della Ditta... con sede legale in... RICHIESTA PARERE PREVENTIVO Il Sottoscritto Residente in via.n... Recapito telefonico in qualità di : [ ] proprietario (od avente titolo) Codice Fiscale.. [ ] titolare della Ditta......... con sede legale

Подробнее

STUDIO DELL IMPATTO OLFATTIVO

STUDIO DELL IMPATTO OLFATTIVO Consorzio Gestione Servizi CGS Salerno s.r.l. via D. Cioffi Z.I. (SA) STUDIO DELL IMPATTO OLFATTIVO IMPIANTO DI DEPURAZIONE A SERVIZIO DELL AREA INDUSTRIALE DEL COMUNE DI PALOMONTE (SA) PREMESSA Il problema

Подробнее

Anno 2014. Rapporto ambientale

Anno 2014. Rapporto ambientale Anno 2014 Rapporto ambientale 1 ANNO 2014 Nell anno 2005 la SITI TARGHE S.r.l. ha ottenuto la certificazione ambientale secondo la norma internazionale ISO 14001:2004, rinnovata nel 2008, nel 2011 e nel

Подробнее

Dichiarazione di conformità per caldaie a carica manuale

Dichiarazione di conformità per caldaie a carica manuale Ufficio di contatto marchio di qualità: Moritz Dreher Neugasse 6 CH-8005 Zürich Tel.: +41 (0)44 250 88 16 Fax.: +41 (0)44 250 88 22 Email: [email protected] Marchio di qualità Energia leg Svizzera

Подробнее

VARIABILI METEROROLOGICHE E CONCENTRAZIONI DI PM10. 5.1 Introduzione

VARIABILI METEROROLOGICHE E CONCENTRAZIONI DI PM10. 5.1 Introduzione VARIABILI METEROROLOGICHE E CONCENTRAZIONI DI PM10 5.1 Introduzione Tra gli interventi finanziati dalla Regione Emilia Romagna per il 2004, ai fini della messa a punto di strumenti conoscitivi utili per

Подробнее

PIANO DI GESTIONE DELLE TERRE

PIANO DI GESTIONE DELLE TERRE PIANO DI GESTIONE DELLE TERRE PROGETTO.. Richiedente: Tecnico: PREMESSA Il presente Piano di Gestione delle terre è stato redatto nel rispetto e in ottemperanza delle seguenti normative specifiche in materia:

Подробнее

UNA NORMA ITALIANA PER GLI IMPIANTI DI ABBATTIMENTO DEI SOLVENTI E DELLE POLVERI

UNA NORMA ITALIANA PER GLI IMPIANTI DI ABBATTIMENTO DEI SOLVENTI E DELLE POLVERI UNA NORMA ITALIANA PER GLI IMPIANTI DI ABBATTIMENTO DEI SOLVENTI E DELLE POLVERI E stata pubblicata la norma tecnica UNI che regolamenta la costruzione degli impianti per l abbattimento dei VOC e delle

Подробнее

Interesse, sconto, ratei e risconti

Interesse, sconto, ratei e risconti TXT HTM PDF pdf P1 P2 P3 P4 293 Interesse, sconto, ratei e risconti Capitolo 129 129.1 Interesse semplice....................................................... 293 129.1.1 Esercizio per il calcolo dell

Подробнее

Relazione previsionale di impatto atmosferico Committente: Solenergia Srl

Relazione previsionale di impatto atmosferico Committente: Solenergia Srl SOMMARIO 1 Premessa...3 2 Inquadramento dell area ed elaborazione dei dati orografici...5 3 Caratterizzazione meteorologica dell area ed elabo-razione dei dati meteo...8 4 Situazione di progetto... 12

Подробнее

Comune di OLGIATE OLONA SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE

Comune di OLGIATE OLONA SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE Comune di OLGIATE OLONA SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE 1. INTRODUZIONE La legge-delega 4 marzo 2009, n. 15, ed il decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, di seguito Decreto,

Подробнее

Nota interpretativa. La definizione delle imprese di dimensione minori ai fini dell applicazione dei principi di revisione internazionali

Nota interpretativa. La definizione delle imprese di dimensione minori ai fini dell applicazione dei principi di revisione internazionali Nota interpretativa La definizione delle imprese di dimensione minori ai fini dell applicazione dei principi di revisione internazionali Febbraio 2012 1 Mandato 2008-2012 Area di delega Consigliere Delegato

Подробнее

I Sistemi di Gestione Integrata Qualità, Ambiente e Sicurezza alla luce delle novità delle nuove edizioni delle norme ISO 9001 e 14001

I Sistemi di Gestione Integrata Qualità, Ambiente e Sicurezza alla luce delle novità delle nuove edizioni delle norme ISO 9001 e 14001 I Sistemi di Gestione Integrata Qualità, Ambiente e Sicurezza alla luce delle novità delle nuove edizioni delle norme ISO 9001 e 14001 Percorsi di ampliamento dei campi di applicazione gestiti in modo

Подробнее

Trasportatori a nastro

Trasportatori a nastro Trasportatori a nastro Realizzano un trasporto di tipo continuo, in orizzontale o in pendenza, di materiali alla rinfusa e di carichi concentrati leggeri. incastellatura di sostegno Trasporti interni 1

Подробнее

illuminazione artificiale

illuminazione artificiale illuminazione artificiale Illuminazione artificiale degli interni Il progetto di illuminazione degli interni deve essere studiato e calcolato in funzione della destinazione d uso e dei compiti visivi del

Подробнее

Le fattispecie di riuso

Le fattispecie di riuso Le fattispecie di riuso Indice 1. PREMESSA...3 2. RIUSO IN CESSIONE SEMPLICE...4 3. RIUSO CON GESTIONE A CARICO DEL CEDENTE...5 4. RIUSO IN FACILITY MANAGEMENT...6 5. RIUSO IN ASP...7 1. Premessa Poiché

Подробнее

CAPITOLO 20 AGGIORNAMENTO DEL CODICE DI STOCCAGGIO

CAPITOLO 20 AGGIORNAMENTO DEL CODICE DI STOCCAGGIO CAPITOLO 20 AGGIORNAMENTO DEL CODICE DI STOCCAGGIO 20.1 PREMESSA... 255 20.2 COMITATO DI CONSULTAZIONE... 255 20.3 SOGGETTI TITOLATI A PRESENTARE RICHIESTE DI MODIFICA... 255 20.4 REQUISITI DI RICEVIBILITA

Подробнее

Automazione Industriale (scheduling+mms) scheduling+mms. [email protected]

Automazione Industriale (scheduling+mms) scheduling+mms. adacher@dia.uniroma3.it Automazione Industriale (scheduling+mms) scheduling+mms [email protected] Introduzione Sistemi e Modelli Lo studio e l analisi di sistemi tramite una rappresentazione astratta o una sua formalizzazione

Подробнее

L efficienza energetica dei condizionatori d aria da quest anno ha nuove direttive.

L efficienza energetica dei condizionatori d aria da quest anno ha nuove direttive. L efficienza energetica dei condizionatori d aria da quest anno ha nuove direttive. Un testo della redazione di Electro Online, il tuo esperto online. Data: 19/03/2013 Nuove regole per i condizionatori

Подробнее

Comune di San Martino Buon Albergo

Comune di San Martino Buon Albergo Comune di San Martino Buon Albergo Provincia di Verona - C.A.P. 37036 SISTEMA DI VALUTAZIONE DELLE POSIZIONI DIRIGENZIALI Approvato dalla Giunta Comunale il 31.07.2012 INDICE PREMESSA A) LA VALUTAZIONE

Подробнее

A.S.A. S.p.A. POTENZIAMENTO DEPURATORE DI ROSIGNANO SOLVAY. Comune di Rosignano Marittimo PIANO DI GESTIONE TERRE E ROCCE DI SCAVO

A.S.A. S.p.A. POTENZIAMENTO DEPURATORE DI ROSIGNANO SOLVAY. Comune di Rosignano Marittimo PIANO DI GESTIONE TERRE E ROCCE DI SCAVO Associata al sistema Confindustria A.S.A. S.p.A. POTENZIAMENTO DEPURATORE DI ROSIGNANO SOLVAY Comune di Rosignano Marittimo PIANO DI GESTIONE TERRE E ROCCE DI SCAVO ai sensi del D.Lgs 156/06 s.m.i. e della

Подробнее

INTRODUZIONE. 4 RIMOZIONE MASSICCIATA STRADALE. 5 DEMOLIZIONE MANUFATTI EDILI E STRADALI. 5 SCAVO TRADIZIONALE ALL APERTO.

INTRODUZIONE. 4 RIMOZIONE MASSICCIATA STRADALE. 5 DEMOLIZIONE MANUFATTI EDILI E STRADALI. 5 SCAVO TRADIZIONALE ALL APERTO. SOMMARIO 1 INTRODUZIONE... 4 2 RIMOZIONE MASSICCIATA STRADALE... 5 3 DEMOLIZIONE MANUFATTI EDILI E STRADALI... 5 4 SCAVO TRADIZIONALE ALL APERTO... 6 5 TRIVELLAZIONI... 6 6 CARATTERIZZAZIONE CHIMICA...

Подробнее

Autorità Nazionale Anticorruzione e per la valutazione e la trasparenza delle amministrazioni pubbliche

Autorità Nazionale Anticorruzione e per la valutazione e la trasparenza delle amministrazioni pubbliche Autorità Nazionale Anticorruzione e per la valutazione e la trasparenza delle amministrazioni pubbliche Metodologia dell attività di vigilanza e controllo dell Autorità in relazione agli obblighi di pubblicazione

Подробнее

Nelle immediate vicinanze dell impianto, secondo la simulazione sul dominio 4x4km, i risultati sono quelli di figura 3.36.

Nelle immediate vicinanze dell impianto, secondo la simulazione sul dominio 4x4km, i risultati sono quelli di figura 3.36. Capitolo 3 Caratterizzazione delle sorgenti pag. 75 Nelle immediate vicinanze dell impianto, secondo la simulazione sul dominio 4x4km, i risultati sono quelli di figura 3.36. Figura 3.36. Superamenti di

Подробнее

I SISTEMI QUALITÀ NEI RAGGRUPPAMENTI DI IMPRESE E NEI CONSORZI

I SISTEMI QUALITÀ NEI RAGGRUPPAMENTI DI IMPRESE E NEI CONSORZI I SISTEMI QUALITÀ NEI RAGGRUPPAMENTI DI IMPRESE E NEI CONSORZI DINO BOGAZZI Direttore Qualità e Organizzazione Consorzio Cooperative Costruzioni e Vicepresidente Settore Costruzioni AICQ 1. Premessa Il

Подробнее

ALLEGATO 1 Analisi delle serie storiche pluviometriche delle stazioni di Torre del Lago e di Viareggio.

ALLEGATO 1 Analisi delle serie storiche pluviometriche delle stazioni di Torre del Lago e di Viareggio. ALLEGATO 1 Analisi delle serie storiche pluviometriche delle stazioni di Torre del Lago e di Viareggio. Per una migliore caratterizzazione del bacino idrologico dell area di studio, sono state acquisite

Подробнее

Il controllo dei gas di combustione degli impianti termici

Il controllo dei gas di combustione degli impianti termici AUTONOME PROVINZ BOZEN - SÜDTIRO L Landesagentur für Umwelt PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO - ALTO ADIGE Agenzia provinciale per l ambiente Il controllo dei gas di combustione degli impianti termici Nel

Подробнее

PROGETTO SOLE La realizzazione di un impianto fotovoltaico

PROGETTO SOLE La realizzazione di un impianto fotovoltaico PROGETTO SOLE La realizzazione di un impianto fotovoltaico Il Governo italiano ha presentato il 19 febbraio scorso il "Nuovo piano sull'efficienza energetica, sulle rinnovabili e sull'eco industria", con

Подробнее

Effettuare gli audit interni

Effettuare gli audit interni Scopo Definire le modalità per la gestione delle verifiche ispettive interne Fornitore del Processo Input Cliente del Processo Qualità (centrale) e Referenti Qualità delle sedi territoriali Direzione Qualità

Подробнее

SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA CUSTOMER S SATISFACTION E DELLA PERFORMANCE ORGANIZZATIVA

SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA CUSTOMER S SATISFACTION E DELLA PERFORMANCE ORGANIZZATIVA SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA CUSTOMER S SATISFACTION E DELLA PERFORMANCE ORGANIZZATIVA Sommario I principi di riferimento... 2 Misurazione dei risultati delle strutture ante D.L. n. 78/2010...

Подробнее

TERRE E ROCCE DA SCAVO art. 186 del D.lgs. n. 152/2006, così come modificato dall art. 2, comma 23 del D.lgs n. 4/2008 LINEE GUIDA

TERRE E ROCCE DA SCAVO art. 186 del D.lgs. n. 152/2006, così come modificato dall art. 2, comma 23 del D.lgs n. 4/2008 LINEE GUIDA TERRE E ROCCE DA SCAVO art. 186 del D.lgs. n. 152/2006, così come modificato dall art. 2, comma 23 del D.lgs n. 4/2008 LINEE GUIDA Con le modifiche apportate dall art. 2, comma 23 del D.lgs n. 4/2008 al

Подробнее

Download. Informazioni F.A.Q. Link. 1 di 5 27/12/2014 21.13. Lo strumento DOCET

Download. Informazioni F.A.Q. Link. 1 di 5 27/12/2014 21.13. Lo strumento DOCET 1 di 5 27/12/2014 21.13 Sito aggiornato il 30/10/2014 IVA: 02118311006 Download Lo strumento DOCET DOCET è uno strumento di simulazione a bilanci mensili per la certificazione energetica degli edifici

Подробнее

SVILUPPO, CERTIFICAZIONE E MIGLIORAMENTO DEL SISTEMA DI GESTIONE PER LA SICUREZZA SECONDO LA NORMA BS OHSAS 18001:2007

SVILUPPO, CERTIFICAZIONE E MIGLIORAMENTO DEL SISTEMA DI GESTIONE PER LA SICUREZZA SECONDO LA NORMA BS OHSAS 18001:2007 Progettazione ed erogazione di servizi di consulenza e formazione M&IT Consulting s.r.l. Via Longhi 14/a 40128 Bologna tel. 051 6313773 - fax. 051 4154298 www.mitconsulting.it [email protected] SVILUPPO,

Подробнее

TRENTENNALE DI IMPIANTI DI DISCARICA CONTROLLATA

TRENTENNALE DI IMPIANTI DI DISCARICA CONTROLLATA Allegato STIMA DEGLI ONERI DI DISMISSIONE TRENTENNALE DI IMPIANTI DI DISCARICA CONTROLLATA Il presente elaborato contiene la stima degli Oneri di dismissione così come stabilito dal Decreto Legislativo

Подробнее

Per dimostrare i benefici della citylogistics in presenza di condizioni favorevoli per farla decollare, abbiamo deciso di costruire un modello di

Per dimostrare i benefici della citylogistics in presenza di condizioni favorevoli per farla decollare, abbiamo deciso di costruire un modello di Per dimostrare i benefici della citylogistics in presenza di condizioni favorevoli per farla decollare, abbiamo deciso di costruire un modello di simulazione con l aiuto della società Flexcon di Torino

Подробнее

PRINCIPALI ATTIVITA TECNICHE PER LA MISURA DEL GAS

PRINCIPALI ATTIVITA TECNICHE PER LA MISURA DEL GAS ALLEGATO 10/A PRINCIPALI ATTIVITA TECNICHE PER LA MISURA DEL GAS Il presente allegato fornisce una descrizione sintetica delle principali attività tecniche relative alla misura del gas; tali attività coinvolgono

Подробнее

CAPITOLO 9 MISURA DEL GAS

CAPITOLO 9 MISURA DEL GAS CAPITOLO 9 MISURA DEL GAS 9.1 PREMESSA... 151 9.2 PRINCIPI GENERALI SULLA MISURA DEL GAS... 151 9.3 DISPOSITIVI PER LA DETERMINAZIONE DELLA MISURA... 152 9.4 VALIDAZIONE DEI DATI DI MISURA... 153 9.5 DETERMINAZIONE

Подробнее

Caratteristiche progettuali e gestionali del sistema di aspirazione di un forno elettrico in Lombardia

Caratteristiche progettuali e gestionali del sistema di aspirazione di un forno elettrico in Lombardia Caratteristiche progettuali e gestionali del sistema di aspirazione di un forno elettrico in Lombardia Monitoraggio e controllo delle polveri industriali A. Corsini Roma, 11 Novembre 2015 Il contesto normativo

Подробнее

Figura 3.22 - Evoluzione dei consumi totali di energia elettrica. Figura 3.23 - Ripartizione dei consumi totali di energia elettrica

Figura 3.22 - Evoluzione dei consumi totali di energia elettrica. Figura 3.23 - Ripartizione dei consumi totali di energia elettrica Figura 3.22 Evoluzione dei consumi totali di energia elettrica Figura 3.23 Ripartizione dei consumi totali di energia elettrica 67 Figura 3.24 Ripartizione dei consumi totali di energia elettrica (dati

Подробнее

Introduzione all analisi dei segnali digitali.

Introduzione all analisi dei segnali digitali. Introduzione all analisi dei segnali digitali. Lezioni per il corso di Laboratorio di Fisica IV Isidoro Ferrante A.A. 2001/2002 1 Segnali analogici Si dice segnale la variazione di una qualsiasi grandezza

Подробнее

INTERVENTI ESEGUITI CON CARATTERE DI URGENZA PRESSO AREA DISCARICA LOC. VALLENONCELLO PORDENONE (PN)

INTERVENTI ESEGUITI CON CARATTERE DI URGENZA PRESSO AREA DISCARICA LOC. VALLENONCELLO PORDENONE (PN) INTERVENTI ESEGUITI CON CARATTERE DI URGENZA PRESSO AREA DISCARICA LOC. VALLENONCELLO PORDENONE (PN) Premessa: Nel periodo compreso fra la seconda metà di dicembre 2013 e la prima di febbraio 2014, sul

Подробнее

Introduzione allo studio sulla pericolosità meteorologica a scala nazionale: la sensibilità del mercato assicurativo ai

Introduzione allo studio sulla pericolosità meteorologica a scala nazionale: la sensibilità del mercato assicurativo ai Introduzione allo studio sulla pericolosità meteorologica a scala nazionale: la sensibilità del mercato assicurativo ai danni da eventi atmosferici Ronchi Romina Milano, 1 Giugno 2011 CONTENUTI Lo studio

Подробнее

Valsat Sintesi non tecnica

Valsat Sintesi non tecnica Valsat Sintesi non tecnica Pagina 1 di 7 SOMMARIO 1 INTRODUZIONE... 3 2 CONTENUTI ED OGGETTO... 3 3 VERIFICA DI COERENZA... 4 4 ANALISI AMBIENTALI... 5 5 CONCLUSIONI... 7 Pagina 2 di 7 1 INTRODUZIONE La

Подробнее

ELABORAZIONE DI DATI TRIDIMENSIONALI - RELAZIONE HOMEWORK 2

ELABORAZIONE DI DATI TRIDIMENSIONALI - RELAZIONE HOMEWORK 2 DAVIDE ZANIN 1035601 ELABORAZIONE DI DATI TRIDIMENSIONALI - RELAZIONE HOMEWORK 2 SOMMARIO Elaborazione di dati tridimensionali - Relazione Homework 2... 1 Obiettivo... 2 Descrizione della procedura seguita...

Подробнее

RELAZIONE SULLE INTERFERENZE

RELAZIONE SULLE INTERFERENZE RELAZIONE SULLE INTERFERENZE 1. PREMESSA Il tipo di lavorazione prevalente, prevista nel presente progetto, consiste nella posa di tubazioni in ghisa o acciaio, di diversi diametri, fino al DN150, su strade

Подробнее

L IDENTIFICAZIONE STRUTTURALE

L IDENTIFICAZIONE STRUTTURALE e L IDENTIFICAZIONE STRUTTURALE I problemi legati alla manutenzione e all adeguamento del patrimonio edilizio d interesse storico ed artistico sono da alcuni anni oggetto di crescente interesse e studio.

Подробнее

1. Introduzione. 2. Simulazioni elettromagnetiche per la misura del SAR

1. Introduzione. 2. Simulazioni elettromagnetiche per la misura del SAR Relazione Tecnica Analisi simulative e misure con termocamera relative al confronto tra l utilizzo di un telefono smartphone in assenza e in presenza di dispositivo distanziatore EWAD Annamaria Cucinotta

Подробнее

Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale

Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale Direzione Generale per il mercato del lavoro Direzione Generale per l innovazione tecnologica e la comunicazione Allegato D Regole tecniche per l aggiornamento

Подробнее

VALORE DELLE MERCI SEQUESTRATE

VALORE DELLE MERCI SEQUESTRATE La contraffazione in cifre: NUOVA METODOLOGIA PER LA STIMA DEL VALORE DELLE MERCI SEQUESTRATE Roma, Giugno 2013 Giugno 2013-1 Il valore economico dei sequestri In questo Focus si approfondiscono alcune

Подробнее

DETERMINAZIONE DELLA FASCIA DI RISPETTO PER I CAMPI ELETTROMAGNETICI GENERATI DALLE CABINE ELETTRICHE A SERVIZIO DELL IMPIANTO FOTOVOLTAICO DA

DETERMINAZIONE DELLA FASCIA DI RISPETTO PER I CAMPI ELETTROMAGNETICI GENERATI DALLE CABINE ELETTRICHE A SERVIZIO DELL IMPIANTO FOTOVOLTAICO DA RELAZIONE TECNICA DETERMINAZIONE DELLA FASCIA DI RISPETTO PER I CAMPI ELETTROMAGNETICI GENERATI DALLE CABINE ELETTRICHE A SERVIZIO DELL IMPIANTO FOTOVOLTAICO DA 933.60kW DA REALIZZARSI PRESSO L AEROPORTO

Подробнее

Campagna di rilevamento della qualità dell'aria

Campagna di rilevamento della qualità dell'aria Rete di monitoraggio della qualità dell'aria di Reggio Emilia Campagna di rilevamento della qualità dell'aria Castelnovo nè Monti A cura del Servizio Sistemi Ambientali Unità Monitoraggio e Valutazione

Подробнее

BIO-DESOLF DESOLFORATORE BIOLOGICO PER BIOGAS

BIO-DESOLF DESOLFORATORE BIOLOGICO PER BIOGAS BIO-DESOLF DESOLFORATORE BIOLOGICO PER BIOGAS BIO-DESOLF DESOLFORATORE BIOLOGICO PER BIOGAS RELAZIONE TECNICA BIO-DESOLF ECOCHIMICA 1 di 14 ECOCHIMICA SYSTEM s.r.l. - 36051 CREAZZO (VI) - Via Zambon 23

Подробнее

SISTEMA DI GESTIONE PER LA QUALITA Capitolo 4

SISTEMA DI GESTIONE PER LA QUALITA Capitolo 4 1. REQUISITI GENERALI L Azienda DSU Toscana si è dotata di un Sistema di gestione per la qualità disegnato in accordo con la normativa UNI EN ISO 9001:2008. Tutto il personale del DSU Toscana è impegnato

Подробнее

Manuale d uso dello strumento di calcolo per il computo emissivo. Stima emissioni dell impianto

Manuale d uso dello strumento di calcolo per il computo emissivo. Stima emissioni dell impianto Manuale d uso dello strumento di calcolo per il computo emissivo In adempimento alla delibera dell Assemblea legislativa regionale n. 51 del 26 luglio 2011 è stato predisposto un servizio on-line per il

Подробнее

REGOLAMENTO CONTENENTE I CRITERI PER L EROGAZIONE DEI PREMI DI RISULTATO AL PERSONALE DIPENDENTE

REGOLAMENTO CONTENENTE I CRITERI PER L EROGAZIONE DEI PREMI DI RISULTATO AL PERSONALE DIPENDENTE REGOLAMENTO CONTENENTE I CRITERI PER L EROGAZIONE DEI PREMI DI RISULTATO AL PERSONALE DIPENDENTE Approvato con deliberazione del Consiglio dei Delegati n. 13 del 30/12/2008 Approvato dalla Provincia di

Подробнее

OGGETTO: Modalità di svolgimento in piazza Pomposa di un mercato dei produttori agricoli biologici. IL SINDACO

OGGETTO: Modalità di svolgimento in piazza Pomposa di un mercato dei produttori agricoli biologici. IL SINDACO Comune di Modena Politiche Economiche, Società Partecipate e Sportello Unico L Assessore 22 settembre 2005 Prot. Gen. 2005/125195 IE 11299 OGGETTO: Modalità di svolgimento in piazza Pomposa di un mercato

Подробнее

SOLUZIONI PER IL CONTROLLO DELLA QUALITA DELL ARIA NEGLI AMBIENTI CHIUSI

SOLUZIONI PER IL CONTROLLO DELLA QUALITA DELL ARIA NEGLI AMBIENTI CHIUSI SOLUZIONI PER IL CONTROLLO DELLA QUALITA DELL ARIA NEGLI AMBIENTI CHIUSI SOLUZIONI PER IL CONTROLLO DELLA QUALITA DELL ARIA NEGLI AMBIENTI CHIUSI Fasar Elettronica presenta una nuova linea di prodotti

Подробнее

Esercitazione N. 1 Misurazione di resistenza con metodo volt-amperometrico

Esercitazione N. 1 Misurazione di resistenza con metodo volt-amperometrico Esercitazione N. 1 Misurazione di resistenza con metodo volt-amperometrico 1.1 Lo schema di misurazione Le principali grandezze elettriche che caratterizzano un bipolo in corrente continua, quali per esempio

Подробнее

Come valutare le caratteristiche aerobiche di ogni singolo atleta sul campo

Come valutare le caratteristiche aerobiche di ogni singolo atleta sul campo Come valutare le caratteristiche aerobiche di ogni singolo atleta sul campo Prima di organizzare un programma di allenamento al fine di elevare il livello di prestazione, è necessario valutare le capacità

Подробнее