LA PERCEZIONE VISIVA (1)

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1 LA PERCEZIONE VISIVA (1) 1 - ASPETTI FISIOLOGICI E PSICOLOGICI L esperienza/memoria Il contesto I modelli Le leggi della configurazione della vicinanza della simmetria dell uguaglianza della forma chiusa della curva buona della continuità della forma principio della pregnanza 2 - ARTICOLAZIONE FIGURA SFONDO Grandezza relativa 2.2 Forma chiusa e rapporti tipologici 2.3 Tipo di margine 2.4 orientamento 2.5 Semplicità 2.6 Simmetria 2.7 Posizione 3 - PERCEZIONE DELLA PROFONDITA 4 - PERCEZIONE DEL MOVIMENTO 6 - REALTA ED ILLUSIONE 1 - ASPETTI FISIOLOGICI E PSICOLOGICI La comunicazione avviene tramite LA PERCEZIONE cioèla capacitàdi conoscere il mondo attraverso i sensi e di mantenere con esso dei contatti QUANDO GUARDIAMO UN OGGETTO ENTRANO IN GIOCO: LA TEORIA COGNITIVISTA 1) ogni individuo conferisce significato a ciò che vede facendo ricorso alla memoria visiva, determinata dalla cultura visiva e dalle esperienze percettive 2) ciò è possibile perché la mente fa ricorso a una serie di modelli mentali, sintesi semplificata degli elementi costitutivi delle forme, che confronta con la realtà 3) e al contesto in cui si trova l immagine che contiene un surplus di informazioni utili all osservatore per verificare le ipotesi fatte dalla mente per associazione DA IMPORTANZA ALL ESPERIENZA VISSUTA (ALLA MEMORIA) e AL CONTESTO L ASPETTO FISIOLOGICO cioè essenzialmente l occhio, che e un sistema percettivo imperfetto L ASPETTO PSICOLOGICO cioè la mente, che da senso alle immagini. Sono state elaborate due teorie tra loro complementari LA TEORIA DELLA GESTALT 1) l immagine è percepita dalla mente come un insieme organizzato di segni che risulta comprensibile solo se letto nella sua globalità, e non come un insieme di elementi isolati e compiuti in se stessi (l insieme è diverso dalla somma delle sue parti); 2) la mente possiede un sistema innato di archiviazione che dipende da una serie di leggi di organizzazione percettiva che agiscono nello stesso modo in tutti gli individui, indipendentemente dalla loro cultura personale e dalle loro esperienze precedenti DA IMPORTANZA AI SISTEMI DI ARCHIVIAZIONE INNATI Il ruolo dell esperienza-memoria memoria Chi ha sempre vissuto sulle Alpi ha fatto esperienza delle «montagne» e nella sua mente si sono depositate una serie di immagini (e altre sensazioni come freddo, altezza, vertigine ). Se andasse sulle Ande riconoscerebbe immediatamente quello che vede come «montagne» perché la sua mente ha confrontato le nuove immagini con quelle già possedute nella sua memoria visiva. Potrà anche riconoscere il disegno delle montagne semplicemente osservando le nuvole del cielo. E questa è un esperienza che consigliamo di far fare a tutti i bambini. Cezanne aveva capito questo e dopo avere osservato per anni la montagna Sainct Victor arriva ad una sintesi duratura della forma che è universale Il ruolo del contesto Un cerchio giallo può essere interpretato dalla mente in diversi modi: il sole, la luna, un segnale luminoso, una palla ecc. La mente potrebbe essere in difficoltà nell attribuire l uno o l altro significato. Fondamentale diventa quindi il contesto nel quale è inserito il cerchio giallo Paul Klee, Incendio sotto la luna piena; Ad Parnassum,

2 1.3 - Il ruolo dei modelli Questa sintesi funziona come un modello, caratterizzato dalla massima semplificazione delle forme e degli elementi costitutivi, al quale la mente ricorre per non impazzire dovendo archiviare miliardi di miliardi di immagini Lavorare con la decontestualizzazione Pensiamo quindi alle grandi opportunità didattiche offerte da laboratori giocati sul metodo del cambio di contesto 1904 PITTOGRAMMI OLIMPIADI DI LOS ANGELES 1984 E DI RIO 2016; STANDARD INTERNAZIONALE Le leggi della configurazione (o di organizzazione percettiva) L immagine è percepita come un insieme organizzato di segni che risulta comprensibile solo se letto nella sua globalità e non come una serie di elementi isolati e a sé stanti Il totale è più della somma delle parti IL PRINCIPIO FONDAMENTALE: LA SEMPLICITA Come se ordine, regolarità e simmetria fossero funzionali alla nostra mente per comprendere meglio il caotico mondo esterno. L ambiguità, se è lieve, tende ad essere semplificata, eliminata o amplificata D altra parte sembra esistere un qualche principio di ordine nel mondo: la simmetria degli esseri viventi, il ritmo delle stagioni. Probabilmente entra in gioco anche una esigenza di autodifesa della mente, per agire velocemente e non «impazzire» nel tentativo di decifrare le ambiguità di quello che vede. LE LEGGI - Secondo i teorici della Gestalt il nostro sistema percettivo riunisce i vari elementi di un immagine in gruppi unitari per individuarne meglio la configurazione e comprenderla 1 - LEGGE DELLA VICINANZA 2 - LEGGE DELLA SIMMETRIA 3 LEGGE DELL UGUAGLIANZA (O DELLA SOMIGLIANZA ) 4 LEGGE DELLA FORMA CHIUSA 5 LEGGE DELLA CURVA BUONA (O DEL DESTINO COMUNE) Si parla anche di struttura del campo regolato da norme, gerarchie e connessioni per ordinare i frammenti in un assetto complessivo Conoscere le leggi di organizzazione percettiva (o della configurazione) è utile sia per COMPRENDERE i messaggi visivi, sia per PRODURRE immagine in modo consapevole e creativo 6 LEGGE DELLA CONTINUITA DELLA FORMA 7 - PRINCIPIO DELLA PREGNANZA DELLA FORMA N.B. la denominazione delle leggi può variare a seconda degli autori

3 1 - LEGGE DELLA VICINANZA 1a) mele 1b) mele in colonna 2b) mele in fila A parità di condizioni tendono ad essere vissuti, come costituenti una unita, elementi vicini piuttosto che lontani 2 - LEGGE DELLA SIMMETRIA Elementi disposti specularmente rispetto a un asse o a punto vengono letti dal nostro sistema percettivo come un insieme unitario 3 - LEGGE DELL UGUAGLIANZA (O DELLA SOMIGLIANZA ) si percepiscono due gruppi separati: VICINANZA si percepisce un gruppo unico SIMMETRICO A parità di condizioni tendono ad unificarsi tra di loro elementi che possiedono un qualche tipo di somiglianza (forma, colore, dimensione, proporzione, andamento, direzione..) - file di mele e pere - colonne di mele e pere - triangolo di pere Il nostro sistema percettivo riunisce le figure di sinistra in un unico gruppo isolando la figura femminile a destra 1) di colore 2) di grandezza 3) di andamento 4) di forma Da sinistra avanza l esercito di Alessandro Magno che si scontra con i soldati persiani. Alcuni di questi, vista la mala parata, stanno pensando alla fuga ed infatti le loro lance sono rivolte a destra Battaglia di Alessandro, mosaico della fine del II sec. a.c. (da un dipinto della fine del IV sec. a.c.) 4 - LEGGE DELLA FORMA CHIUSURA Il nostro sistema percettivo tende a preferire le forme chiuse rispetto a quelle aperte (in genere più complesse) così che quando una forma appare incompleta, il ns occhio la legge come completa e continua A) prevale la legge della vicinanza (tre coppie di linee parallele o tre rettangoli piccoli) B) prevale la legge della forma chiusa (due U con due I o due rettangoli grandi) O o X? Introducendo figure chiuse (rettangoli bianchi) la figura nera centrale sembra proseguire sotto i rettangoli

4 5 - LEGGE DELLA CURVA BUONA O DEL DESTINO COMUNE Gli elementi presenti in un immagine si costituiscono in un insieme strutturato quando tendono a completarsi reciprocamente 6 - LEGGE DELLA CONTINUITA DELLA FORMA La ns mente tende a percepire la continuità di forme interrotte o parzialmente sovrapposte ogni volta che ciò appare logico La linea sembra continuare dietro le tre strisce bianche Il ns. sistema visivo sembra voler evitare bruschi cambiamenti di direzione Questo fenomeno permette di vedere in un insieme le migliori figure possibili Notare l ambiguità dell immagine. La prima ipotesi non è percepita, ma le altre due sono plausibili entrambe Questa caratteristica si dice COMPLETAMENTO AMODALE Non penseremmo mai che lo sfondo non continui dietro la figura Tre triangoli isosceli coperti da un rettangolo nero, oppure.. DECORAZIONI - Il nostro occhio vede continuare i nastri sotto gli altri nastri come in un intreccio, perché questa è la soluzione percettiva più semplice e logica, anche se non corrisponde alla realtà 7 - PRINCIPIO DELLA PREGNANZA DELLA FORMA Il ns sistema percettivo percepisce all interno dell immagine la forma più semplice e coerente che le condizioni consentano Un cubo; un esagono a spicchi; due triangoli e un trapezio nel piano; una forma tridimensionale a tetto (vederla nel piano sarebbe troppo complesso) Le due configurazioni di partenza se vengono unite non si vedono più A) cornice nera su sfondo bianco (perché è la soluzione più semplice ed economica ) B) la cornice nera non si percepisce più, sembrano due quadrati sovrapposti Orso e volto umano 2 - ARTICOLAZIONE FIGURA SFONDO Ma la prima fondamentale operazione che il nostro cervello deve fare e distinguere la figura (elemento - o insieme di elementi - delimitato da un contorno che attira subito la nostra attenzione) dallo sfondo (parte dell immagine che ci appare lontana e indefinita) DIPENDE DA: 1) GRANDEZZA RELATIVA 2) FORMA CHIUSA E RAPPORTI TOPOLOGICI 3) TIPO DI MARGINE 4) ORIENTAMENTO 5) SEMPLICITA 6) SIMMETRIA 7) POSIZIONE Picasso, I tre musici Giovanni Gastel, illustrazione per Vogue 1984 FIGURA E SFONDO NON POSSONO MAI ESSERE LETTI CONTEMPORANEAMENTE: le due visioni si escludono come per esempio nella Coppa di Rubin. In queste immagini il rapporto figura sfondo non è immediatamente chiaro, ma l effetto è voluto a fini comunicativi

5 1) GRANDEZZA RELATIVA: La zona più piccola tende ad emergere come figura, quella più grande cone sfondo A) croce bianca o croce nera? B) croce bianca (entra in gioco anche il fattore vicinanza) C) croce nera 2) FORMA CHIUSA E RAPPORTI TOPOLOGICI: una zona chiusa e circondata da altre aree tenderà ad essere percepita come figura Stesure uniformi del colore che sembrano contornare gli oggetti con una linea permettono di distinguere chiaramente la figura dallo sfondo. Lo sfumato di Leonardo è più ambiguo e misterioso Le forme chiuse sono percepite figure perché sembrano possedere maggiore densità rispetto a quelle aperte. Il rapporto con l area circostante complica la visione A) macchia nera su fondo (forma chiusa e maggiore densità) B) cerchio posato sopra un rettangolo C) la densità del fondo inverte il rapporto, il cerchio sembra un buco su una superficie solida Leonardo da Vinci, la Gioconda S. Botticelli, La nascita di Venere 3) TIPO DI MARGINE: una zona con i margini convessi tende ad emergere come figura (e viceversa) 5) SEMPLICITA : la forma più semplice o pregnante tende a prevalere come figura A) settori circolari convessi ci fanno percepire un fiore su un foglio B) settori circolari concavi ci fanno percepire un foglio con un buco C) percepiamo colonnette panciute, e non colonnette a spigoli vivi 4) ORIENTAMENTO: tendono ad essere percepite come figura le zone i cui assi coincidono la verticale e l orizzontale Le stelle, a rigor di logica, formano un poligono, ma noi vediamo la forma più pregnante: il cerchio Prevale la croce verticale e non quella in diagonale Riconosciamo immediatamente il profilo del volto perché più semplice e pregnante anche se in realtà l area nera apparterrebbe allo sfondo

6 6) SIMMETRIA: le forme simmetriche (più pregnanti) sono percepite come figura 7) POSIZIONE: la parte inferiore tende ad apparire come figura (e viceversa) Nonostante l inversione cromatica in entrambe le immagini sono lette come figure le forme simmetriche rispetto all asse verticale, mentre le sagome più complesse sono percepite come sfondo A) sole che sorge (o tramonta); imbocco di una galleria B) montagne

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