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1 Temi di Economia e Finanza Finanziamenti Bancari al Settore Produttivo: Credit Crunch o Extra-Credito? A cura di Daniele Di Giulio Novembre Numero 1 - Sintesi Centro Studi e Ricerche

2 I TEMI DI ECONOMIA E FINANZA rappresentano note di ricerche a frequenza quadrimestrale redatte nell ambito dei servizi di analisi economica congiunturale del Centro Studi e Ricerche Settore Studi dell ABI. Il presente numero è stato curato da Daniele Di Giulio (tel: ; con la collaborazione di Pierluigi Morelli. Si ringraziano, per i commenti e i suggerimenti forniti, Vincenzo Chiorazzo, Carlo Milani, Fausto Orlando, Claudia Pasquini, Pietro Scabellone, Gianfranco Torriero e tutti i partecipanti al seminario del Centro Studi e Ricerche dell ABI tenutosi a inizio Novembre. 2

3 Indice Sintesi (non tecnica)... 4 Sintesi Introduzione La congiuntura del credito Credit crunch: definizione e strumenti di analisi Credito e attività produttiva durante la crisi Finanziamenti bancari e domanda di credito: un analisi econometrica Un modello di domanda di credito nel periodo pre-crisi Il credito durante la crisi: un confronto con le previsioni del modello Conclusioni Grafici e Tabelle Riferimenti bibliografici

4 Sintesi (non tecnica) In questo lavoro viene analizzata l interazione tra dinamica dei finanziamenti bancari al settore produttivo e contesto macroeconomico al fine di verificare la fondatezza delle critiche rivolte all industria bancaria italiana secondo le quali nella fase della crisi, peraltro non ancora completamente superata, vi sarebbe stato un credit crunch. Secondo le definizioni disponibili in letteratura il credit crunch rappresenta una contrazione dell offerta di credito (spostamento verso sinistra della curva) di eccessiva e anomala ampiezza in rapporto all andamento del ciclo economico. Pur in presenza di un forte rallentamento della dinamica degli impieghi, gli sviluppi della congiuntura creditizia si sono mostrati nell ultimo anno e mezzo relativamente positivi se paragonati alla profonda caduta dell attività economica. Nel corso del 2008 e nel primo semestre di quest anno l intensità creditizia cioè il credito per unità di prodotto ha subito una decelerazione ma non è mai scesa, mostrando un andamento tendenziale ben superiore rispetto a quanto sperimentato nelle precedenti fasi cicliche negative individuate dal Fondo Monetario Internazionale, che in un suo recente studio individua la soglia di variazione del rapporto impieghi/pil oltre la quale si può parlare di credit squeeze/crunch tra -0,6 e -1%. Dopo aver fornito evidenze descrittive, lo studio si concentra sull analisi delle relazioni tra andamento del credito e andamento dell economia e stima, con tecniche econometriche, la domanda di impieghi in funzione, tra l altro, dell attività produttiva, dei livelli di autofinanziamento del settore privato, del tasso d interesse reale applicato sui prestiti. Sulla base delle relazioni che si sono stabilite tra queste variabili nel periodo pre-crisi (tra il secondo trimestre del 1998 e il secondo trimestre del 2007), viene stimato quale sarebbe stato lo stock di credito, nel periodo di crisi, se le banche si fossero attenute in modo rigido a quelle relazioni e viene poi confrontato tale valore teorico al valore effettivo. I risultati dell esercizio mostrano che nel nostro Paese, a partire dal terzo trimestre del 2007 cioè dall inizio della crisi finanziaria la consistenza dei prestiti è stata significativamente superiore a quella compatibile con un contesto macroeconomico segnato da un eccezionale deterioramento. Con l aggravarsi della crisi la distanza tra credito effettivo e credito teorico è andata crescendo fino a superare gli 80 miliardi di euro (una sorta di extra-credito pari ad oltre il 10% dello stock dei prestiti). A parità di altri fattori e in rapporto alle difficili condizioni di contesto, l accresciuta propensione a dare credito può essere interpretata come una maggior presa in conto, da parte dell industria bancaria, di tutti quegli aspetti - diversi da quelli tradizionali - che tendono a valorizzare le relazioni di medio/lungo termine con la clientela (maggiore considerazione del reddito prospettico dell impresa, relazione personale e duratura con gli imprenditori, ecc.). 4

5 Sintesi In questo articolo vengono fornite evidenze empiriche che supportano la tesi secondo la quale, in Italia, nel corso dell ultimo biennio, pur essendosi registrato un notevole rallentamento degli impieghi bancari, non vi è stato credit crunch. Dopo una prima parte dedicata all analisi descrittiva dei dati, il lavoro presenta una stima econometrica della domanda di prestiti bancari al settore produttivo (società non finanziarie e famiglie produttrici). Viene utilizzato un modello a correzione d errore (ECM) - stimato sul periodo pre-crisi (1998.Q Q2) e applicato sia con la procedura a uno che a due stadi - che considera gli impieghi in funzione del valore aggiunto del settore privato, del rapporto tra margine operativo lordo e valore aggiunto nominale (proxy dell autofinanziamento) e del tasso d interesse reale sui prestiti. Per testare la robustezza dei risultati ottenuti nella prima specificazione del modello, si rimuove poi l assunzione di esogenità debole delle variabili indipendenti del modello uni-equazionale e si costruisce un sistema multivariato a più equazioni (VECM). Tutti i diversi approcci e metodi utilizzati forniscono risultati simili: come atteso, la domanda di credito cresce all aumentare del valore aggiunto reale e diminuisce all aumentare del costo del credito e al crescere dell autofinanziamento. La previsione dinamica out-of-sample del modello, relativa al biennio di crisi economico-finanziaria (2007.Q Q2), mostra che lo stock effettivo dei prestiti si è mantenuto ben al di sopra del livello teorico previsto sulla base delle relazioni funzionali stimate prima della crisi. Tale delta (definibile come extra-credito ) viene interpretato come il frutto di uno spostamento verso destra della curva di offerta di credito, non verso sinistra come sarebbe dovuto accadere in caso di credit crunch. 5

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