Corso di aggiornamento per coordinatori della sicurezza
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1 Corso di aggiornamento per coordinatori CEFAS 13 febbraio 2013 Ing. Giancarlo Napoli e Dott. Sandro Celli Corso di aggiornamento per coordinatori della sicurezza Responsabilità amministrativa delle persone giuridiche e modelli esimenti di gestione e di organizzazione
2 Corso di aggiornamento per coordinatori CEFAS 13 febbraio 2013 Ing. Giancarlo Napoli e Dott. Sandro Celli Responsabilità amministrativa delle persone giuridiche e modelli esimenti di gestione e di organizzazione Argomenti che saranno trattati: 1) D.Lgs. 8 giugno 2001 n ) Art. 30 del D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 3) Sistemi di gestione ed organizzazione SSL 4) Linea guida UNI-INAIL
3 Corso di aggiornamento per coordinatori CEFAS 13 febbraio 2013 Ing. Giancarlo Napoli e Dott. Sandro Celli Decreto Legislativo 8 giugno 2001, n. 231 "Disciplina della responsabilità' amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica, a norma dell'articolo 11 della legge 29 settembre 2000, n. 300" Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 140 del 19 giugno Disciplina la responsabilità degli Enti per gli illeciti amministrativi derivanti da reato. - Non si applica allo Stato, agli Enti pubblici territoriali e pubblici non economici o che svolgono funzioni di rilievo costituzionale. - Principio di legalità: gli accertamenti riguarderanno gli infortuni sul lavoro occorsi dopo il 25/8/2007 e le malattie professionali riconducibili a condotte tenute in tutto o in parte in epoca successiva al 25/8/2007* che abbiano causato l insorgenza o l aggravamento della patologia. * dell entrata in vigore della legge 123/07 avvenuta in data 25/8/2007
4 Corso di aggiornamento per coordinatori CEFAS 12 settembre 2012 Ing. Giancarlo Napoli e Dott. Sandro Celli Decreto Legislativo 8 giugno 2001, n. 231 L'ente è responsabile per i reati commessi nel suo interesse o a suo vantaggio: a) (Ndr. Dirigenti) da persone che rivestono funzioni di rappresentanza, di amministrazione o di direzione dell'ente o di una sua unità organizzativa dotata di autonomia finanziaria e funzionale nonché da persone che esercitano, anche di fatto, la gestione e il controllo dello stesso; b) (Ndr. Sottoposti) da persone sottoposte alla direzione o alla vigilanza di uno dei soggetti di cui alla lettera a).
5 Corso di aggiornamento per coordinatori CEFAS 13 febbraio 2013 Ing. Giancarlo Napoli e Dott. Sandro Celli Decreto Legislativo 8 giugno 2001, n. 231 Se il reato è stato commesso da un «dirigente» l'ente NON risponde SE PROVA che: a) l'organo dirigente ha adottato ed efficacemente attuato, prima della commissione del fatto, modelli di organizzazione e di gestione idonei a prevenire reati della specie di quello verificatosi; b) il compito di vigilare sul funzionamento e l'osservanza dei modelli di curare il loro aggiornamento è stato affidato a un organismo dell'ente dotato di autonomi poteri di iniziativa e di controllo (OdV); c) le persone hanno commesso il reato eludendo fraudolentemente i modelli di organizzazione e di gestione; d) non vi è stata omessa o insufficiente vigilanza da parte dell'organismo di cui alla lettera b).
6 Corso di aggiornamento per coordinatori CEFAS 12 settembre 2012 Ing. Giancarlo Napoli e Dott. Sandro Celli Decreto Legislativo 8 giugno 2001, n. 231 Se il reato è commesso da un sottoposto l'ente È RESPONSABILE SE la commissione è stata resa possibile dall'inosservanza degli obblighi di direzione o vigilanza. In ogni caso, è esclusa l'inosservanza degli obblighi di direzione o vigilanza se l'ente, prima della commissione del reato, ha adottato ed efficacemente attuato un modello di organizzazione, gestione e controllo idoneo a prevenire reati della specie di quello verificatosi. La responsabilità dell'ente sussiste anche quando: l'autore del reato non è stato identificato o non è imputabile.
7 Corso di aggiornamento per coordinatori CEFAS 12 settembre 2012 Ing. Giancarlo Napoli e Dott. Sandro Celli Decreto Legislativo 8 giugno 2001, n Le sanzioni per gli illeciti amministrativi dipendenti da reato sono: a) la sanzione pecuniaria; b) le sanzioni interdittive (la cui inosservanza è punita con la reclusione); c) la confisca; d) la pubblicazione della sentenza. Le sanzioni amministrative si prescrivono nel termine di cinque anni dalla data di consumazione del reato. 2. Le sanzioni interdittive sono: a) l'interdizione dall'esercizio dell'attività; b) la sospensione o la revoca delle autorizzazioni, licenze o concessioni funzionali alla commissione dell'illecito; c) il divieto di contrattare con la pubblica amministrazione, salvo che per ottenere le prestazioni di un pubblico servizio; d) l'esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi e l'eventuale revoca di quelli già concessi; e) il divieto di pubblicizzare beni o servizi.
8 Corso di aggiornamento per coordinatori CEFAS 12 settembre 2012 Ing. Giancarlo Napoli e Dott. Sandro Celli A quali reati si applica? Decreto Legislativo 8 giugno 2001, n Indebita percezione di erogazioni, truffa in danno dello Stato o di un ente pubblico o per il conseguimento di erogazioni pubbliche e frode informatica in danno dello Stato o di un ente pubblico. -Delitti informatici e trattamento illecito dei dati -Delitti di criminalità organizzata -Concussione e corruzione -Falsità in monete, carte di credito, bolli e segni di riconoscimento -Delitti contro l industria ed il commercio -Reati societari -Delitti con finalità di terrorismo o di eversione dell ordine democratico -Pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili -Delitti contro la personalità individuale -Omicidio colposo o lesioni gravi o gravissime commesse con violazione della norma antinfortunistica (art. 300 del D.Lgs. 81/2008) -Ricettazione e riciclaggio -Delitti in materia di violazione del diritto d autore Riduzione delle sanzioni per il delitto tentato
9 Corso di aggiornamento per coordinatori CEFAS 13 febbraio 2013 Ing. Giancarlo Napoli e Dott. Sandro Celli Decreto Legislativo 8 giugno 2001, n. 231 PROCEDURA PER L ACCERTAMENTO -Si applica il capo III dello stesso D.Lgs. 231 nonché il codice di p.p. -All Ente si applicano le disposizioni relative all imputato -La competenza è dello stesso giudice penale che ha la competenza per il reato commesso (NON si procede se non si può procedere con l azione penale ad esempio perché il reato è prescritto) -Il procedimento per l'illecito amministrativo dell'ente è riunito al procedimento penale instaurato nei confronti dell'autore del reato da cui l'illecito dipende -il PM in seguito alla notizia di illecito amministrativo archivia oppure lo contesta
10 Corso di aggiornamento per coordinatori CEFAS 13 febbraio 2013 Ing. Giancarlo Napoli e Dott. Sandro Celli Art. 30 D.Lgs. 81/2008 Per essere esimente, il modello di organizzazione e gestione deve essere adottato ed efficacemente attuato per l adempimento di tutti gli obblighi relativi : a) al rispetto degli standard tecnico-strutturali di legge relativi a attrezzature, impianti, luoghi di lavoro, agenti chimici, fisici e biologici; b) alle attività di valutazione dei rischi e di predisposizione delle misure di prevenzione e protezione conseguenti; c) alle attività di natura organizzativa, quali emergenze, primo soccorso, gestione degli appalti, riunioni periodiche di sicurezza, consultazioni dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza; d) alle attività di sorveglianza sanitaria; e) alle attività di informazione e formazione dei lavoratori; f) alle attività di vigilanza con riferimento al rispetto delle procedure e delle istruzioni di lavoro in sicurezza da parte dei lavoratori; g) alla acquisizione di documentazioni e certificazioni obbligatorie di legge; h) alle periodiche verifiche dell applicazione e dell efficacia delle procedure adottate.
11 Art. 30 segue Corso di aggiornamento per coordinatori CEFAS 13 febbraio 2013 Ing. Giancarlo Napoli e Dott. Sandro Celli Il modello organizzativo e gestionale deve prevedere idonei sistemi di registrazione dell avvenuta effettuazione delle attività descritte nella slide precedente Il modello organizzativo deve in ogni caso prevedere, per quanto richiesto dalla natura e dimensioni dell organizzazione e dal tipo di attività svolta, un articolazione di funzioni che assicuri le competenze tecniche e i poteri necessari per la verifica, valutazione, gestione e controllo del rischio, nonché un sistema disciplinare idoneo a sanzionare il mancato rispetto delle misure indicate nel modello. Il modello organizzativo deve altresì prevedere un idoneo sistema di controllo sull attuazione del medesimo modello e sul mantenimento nel tempo delle condizioni di idoneità delle misure adottate e deve essere rivisto in occasione di significative violazioni delle norme di salute e sicurezza o in occasione di mutamenti nell organizzazione e nell attività. Linee guida UNI-INAIL per un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro (SG-SSL) del 28 settembre 2001 o al British Standard OHSAS 18001: 2007 si presumono conformi ai requisiti di cui all art. 30 del D.Lgs. 81/2008 per le parti corrispondenti. Il Ministero del lavoro recepisce procedure per le PMI (fino a 50 lav. è finanziabile)
12 Corso di aggiornamento per coordinatori CEFAS 12 settembre 2012 Ing. Giancarlo Napoli e Dott. Sandro Celli Differenze tra: Linee Guida UNI-INAIL e Standard BS OHSAS (Occupational Health and Safety Assessment Series) le Linee Guida UNI-INAIL non costituiscono una specifica tecnica da utilizzare a scopo di certificazione, mentre la norma OHSAS può essere applicata ad un organizzazione che desideri certificare il proprio Sistema di Gestione; le Linee Guida UNI-INAIL hanno validità nazionale, al contrario lo Standard OHSAS ha validità internazionale; le Linee Guida UNI-INAIL hanno un'attuazione abbastanza agevole mentre lo Standard OHSAS richiede una più complessa realizzazione; infine le Linee Guida UNI-INAIL hanno minori costi di implementazione a differenza della norma OHSAS che richiede maggiori costi di realizzazione.
13 Corso di aggiornamento per coordinatori CEFAS 12 settembre 2012 Ing. Giancarlo Napoli e Dott. Sandro Celli Standard BS OHSAS La politica Con la politica l'alta Direzione definisce i principi cui l'azienda si ispira. La pianificazione Pianificare significa stabilire gli obiettivi che concretizzano la politica aziendale. Gli obiettivi devono essere riesaminati periodicamente anche in relazione alle modifiche delle attività riguardanti l'attività aziendale. L'attuazione Attuare gli obiettivi significa assegnare ruoli e responsabilità (a tutti i livelli). La verifica o il monitoraggio E' necessario valutare costantemente l'andamento delle prestazioni del Sistema di Gestione in modo da definire quali sono i processi aziendali che necessitano di interventi. Il riesame del sistema Le attività del Sistema di Gestione devono essere sottoposte a riesame per valutare che il sistema venga adeguatamente attuato in base a quanto definito dagli obiettivi e dalla politica aziendale. I risultati ottenuti da tale riesame serviranno per evidenziare eventuali necessità di miglioramento delle prestazioni.
14 Corso di aggiornamento per coordinatori CEFAS 12 settembre 2012 Ing. Giancarlo Napoli e Dott. Sandro Celli Linee Guida UNI-INAIL LA POLITICA PER LA SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO PIANIFICAZIONE STRUTTURA E ORGANIZZAZIONE DEL SISTEMA - IL SISTEMA DI GESTIONE - DEFINIZIONE DEI COMPITI E DELLE RESPONSABILITÀ - COINVOLGIMENTO DEL PERSONALE - FORMAZIONE, ADDESTRAMENTO, CONSAPEVOLEZZA - COMUNICAZIONE, FLUSSO INFORMATIVO E COOPERAZIONE - DOCUMENTAZIONE - INTEGRAZIONE DELLA SALUTE E SICUREZZA NEI PROCESSI AZIENDALI E GESTIONE OPERATIVA RILEVAMENTO E ANALISI DEI RISULTATI E CONSEGUENTE MIGLIORAMENTO DEL SISTEMA - MONITORAGGIO INTERNO DELLA SICUREZZA - CARATTERISTICHE E RESPONSABILITA DEI VERIFICATORI - PIANO DEL MONITORAGGIO - RIESAME DEL SISTEMA
15 Linee Guida UNI-INAIL Corso di aggiornamento per coordinatori CEFAS 12 settembre 2012 Ing. Giancarlo Napoli e Dott. Sandro Celli
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