RELAZIONE VEGETAZIONALE
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- Alessandro Zani
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1 COMUNE DI GARESSIO Committente: Simic s.p.a. Camerana (CN) via Vittorio Veneto P.iva Costruzione ed esercizio di un impianto eolico in località Bric Meriano, Garessio ( CN) RELAZIONE VEGETAZIONALE Dott. For. Gianni Mao Ormea MARZO
2 1. PREMESSA METODOLOGIA D'INDAGINE INDAGINE PRELIMINARE Individuazione dell'area di impatto diretto Indagine bibliografica INDAGINI SUL CAMPO - REDAZIONE DELLE CARTE DELL USO DEL SUOLO E DELLA VEGETAZIONE VEGETAZIONE E FLORA CARATTERI VEGETAZIONALI DELL AREA DI IMPATTO DIRETTO Aspetti vegetazionali e floristici dell area di impatto diretto Formazioni boschive ed arbustive Praterie e pascoli ECOSISTEMI FAGGETE ACIDOFILE RIMBOSCHIMENTI DEL PIANO MONTANO BOSCAGLIE DI INVASIONE DEL PIANO MONTANO PRATO PASCOLO A BARACHIPODIETO
3 1. PREMESSA Il presente documento è stato predisposto, per analizzare lo stato di fatto relativo agli aspetti vegetazionali e forestali dell area ove è prevista la realizzazione di un impianto eolico in località Bric Meriano, Garessio ( CN) Lo studio intende approfondire gli aspetti connessi alla vegetazione ed agli habitat ad essa collegati, individuando le tipologie presenti sull area direttamente interessata dalle opere in progetto. Compongono lo studio la presente relazione, la Carta dell uso del suolo e la Carta della vegetazione che traducono graficamente le risultanze delle indagini descritte nei paragrafi che seguono. 2. METODOLOGIA D'INDAGINE Lo studio per la redazione dell'inquadramento vegetazionale del sito in oggetto è stato condotto secondo le seguenti fasi operative: Indagine preliminare: - Recepimento del poligono relativo all area d intervento diretto individuato fornito dallo Studio incaricato della progettazione. - Fotointerpretazione, analisi delle cartografie tematiche disponibili e redazione della carta delle occupazioni del suolo da utilizzare come carta di campagna per la definizione delle carte dell uso del suolo e della vegetazione. - Indagine sul campo: suddivisione del territorio esaminato in categorie di coperture del suolo e individuazione per le aree boscate dei tipi forestali. Redazione della carta d uso del suolo e della carta della vegetazione Indagine preliminare Individuazione dell'area di impatto diretto La soluzione prospettata nel progetto consente di delimitare l'area d impatto diretto nel tratto di crinale, in un'area compresa tra il Bric Meirano e il Costone soprastante l'ormai abbandonata Cascina Buscaglia nel Comune di Garessio (CN), interessando una superficie complessiva di circa mq. Si tratta di un area che comprende la fascia degli scavi relativi alle opere in progetto e l immediato intorno interessato dal transito dei mezzi di cantiere. 3
4 L'individuazione di tale area, riportata sulle carte tematiche allegate alla presente relazione è funzionale alla definizione delle componenti vegetazionali presenti Indagine bibliografica La ricerca bibliografica è stata rivolta alla caratterizzazione vegetazionale del sito in progetto e a tal fine sono stati utilizzati come fonte bibliografica di base i seguenti documenti: - I Tipi Forestali del Piemonte (Ipla -Regione Piemonte) - Piano Forestale Territoriale Area forestale 13 (Valli Tanaro, Mongia, Cevetta e Langa cebana) (cartografia tematica) - Guida alle specie spontanee del Piemonte. Alberi e arbusti (Ipla - Regione Piemonte) - Guida al riconoscimento di ambienti e specie della Direttiva abitata in Piemonte (Regione Piemonte) 2.2. Indagini sul campo - redazione delle carte dell uso del suolo e della vegetazione Per la redazione della carta di campagna sono state consultate le fotografie aeree (volo 2010 Bing Maps), le ortofotocarte della Regione Piemonte e le cartografie realizzate da I.P.L.A. per la realizzazione del Piano Territoriale Forestale Area n. 13. Lo studio della vegetazione condotto analizzando la bibliografia disponibile è stato completato effettuando rilevamenti sul sito nel corso dei sopralluoghi compiuti tra settembre e ottobre dell anno La carta di campagna è stata utilizzata nel corso dei sopraluoghi consentendo l aggiornamento sulle utilizzazioni dei suoli nell area interessata. Il risultato è tradotto nella Carta delle coperture del suolo, allegata alla presente relazione. Le cenosi vegetali individuate con la fotointerpretazione e l'ausilio delle carte tematiche, sono state cartografate nella Carta della vegetazione, allegata al presente studio. La scala adottata per entrambe le carte è quella al 5000 utilizzando per entrambe come base la Carta Tecnica Regionale. La scelta è funzionale alla rappresentazione di tutta l'area in un formato di dimensioni contenute e con un dettaglio sufficiente a una rappresentazione significativa della componente vegetazionale del tratto vallivo indagato. Per consentire un agevole lettura della carta della vegetazione pur adottando una compartimentazione, secondo la classificazione messa a punto dall'i.p.l.a. in base a categorie che sono unità puramente fisionomiche raggruppanti più tipi affini, è stata utilizzata 4
5 una legenda semplificata di più immediata comprensione, rimandando la descrizione più dettagliata al testo della presente relazione. Le risultanze ottenute dalle indagini sopraccitate risultano le seguenti: - Superficie dell area di intervento diretto m 2 così suddivisi: - Viabilità esistente m 2 - Aree a prevalente copertura erbacea m 2 - Superficie boscata m 2 3. VEGETAZIONE E FLORA 3.1. Caratteri vegetazionali dell area di impatto diretto Le formazioni vegetali osservate nell area esaminata sono state distinte secondo la classificazione dei tipi forestali del Piemonte, messa a punto dall I.P.L.A. nell'ambito della Pianificazione Forestale attraverso la redazione dei Piani Forestali Territoriali, e secondo la classificazione degli ambienti individuata dalla Direttiva Habitat 92/43/CEE in Piemonte. Sono stati inoltre effettuati caratterizzazioni floristiche in corrispondenza dell area direttamente interessata dalla realizzazione dell impianto. Negli ambienti boscati interessati dall intervento si è proceduto a effettuare anche una caratterizzazione forestale dei popolamenti individuati. E stato comunque possibile definire con sufficiente precisione la composizione vegetazionale delle aree analizzando la bibliografia disponibile e alcuni dati già in possesso. La nomenclatura scientifica adottata nel presente studio è quella proposta in Pignatti (1982), valida per la flora italiana. Di seguito vengono descritti i tratti interessati dall'intervento, identificabili mediante i toponimi e i cromatismi della carta della vegetazione allegata al presente studio Aspetti vegetazionali e floristici dell area di impatto diretto L analisi della vegetazione dell area ha permesso di identificare le tipologie sotto riportate, caratterizzanti ambienti di bosco e ambienti di prateria e pascolo: Faggeta oligotrofica sup mq Rimboschimento del piano montano var. a conifere miste sup. 339 mq Corileto di invasione var. con latifoglie varie sup mq Prato-pascolo Brachipodieto sup mq 5
6 Formazioni boschive ed arbustive Faggeta oligotrofica Individuato come tipo forestale FA60Xe FA60G (var. con rovere) CORINE Biotopes NATURA Presente soprattutto nell area compresa fra il le Case Givasso ed il Bric Meriano ed in prossimità della Cascina Buscaglia complessivamente occupa una superficie di circa mq. Trattasi di popolamenti a prevalenza di faggio con presenza limitata di rovere e altre latifoglie eliofile pioniere quali pino silvestre, betulla e nocciolo. Dall analisi di campagna eseguita è emersa la presenza di un unico tipo strutturale il ceduo adulto con matricine. Sono cenosi in conversione naturale per il progressivo invecchiamento. La caratterizzazione dendrometrica, effettuata mediante una valutazione visiva ed analizzando rilievi dendrometrici effettuati nella zona per precedenti lavori risulta essere: Numero piante: 2.185/ha Area basimetrica: 34,3 m 2 /ha Diam. medio 14,1 cm Volume: 231mc/ha Il faggio è quasi in purezza con una sporadica presenza di rovere, pino silvestre e latifoglie minori quali betulla, sorbo degli uccellatori, maggiociondolo e raro larice. L analisi vegetazionale ha rilevato la presenza delle seguenti specie: Fagus sylvatica Salix caprea Pinus sylvestris Corylus avellana Betula pendula Sorbus aucuparia Sorbus aria Lathyrus montanum Quercus petrea Avenella flexuosa Pteridium aquilinum Luzula pedemontana Luzula nivea Prenanthes purpurea Rimboschimento del piano montano var. a conifere miste Individuato come tipo forestale RI20H CORINE Biotopes Presenti in due corpi: il primo nei pressi del secondo tornante della viabilità di accesso verso il Bric Meriano, il secondo fra il palo 4 ed il palo 5; complessivamente occupano una superficie di circa 339 mq. L assetto strutturale e la fustaia coetanea monoplana. 6
7 La caratterizzazione dendrometrica, effettuata mediante una valutazione visiva stimando la densità ed il diametro medio che risultano essere: Numero piante: 1100/ha Area basimetrica: 36 mq/ha Diam. medio 25/35 cm Volume: 250 mc/ha Trattasi di popolamenti artificiali dove prevalgono il larice, l abete rosso e l abete bianco. Evidenziano assenza di sottobosco a causa dell eccessiva copertura esercitata dalle chiome delle conifere. Tra le specie riscontrate si è rilevata la presenza di: Larix dedcidua Salix caprea Pinus sylvestris Betula pendula Corylus avellana Abies alba Sorbus aucuparia Sorbus aria Picea excelsa Corileto di invasione var. con latifoglie varie Individuato come tipo forestale BS40A, CORINE Biotopes 31.8C. Tipologia distribuita a macchia soprattutto nei pressi del Bric Meriano nel tratto compreso fra il palo 4 ed il palo 7 per una superficie complessiva di mq, lambisce le aree a pratopascolo. Sono formazioni arbustive pioniere a dominanza di nocciolo e in mescolanza con rade specie arboree. Sono formazioni a struttura irregolare che progressivamente invadono le aree un tempo pascolate. La composizione specifica è molto eterogenea, si registra in particolare la presenza di : Corylus avellana Salix caprea Pinus sylvestris Betula pendula Sorbus aria Sorbus aucuparia Larix dedcidua Quercus pubescens Trattandosi di popolamenti essenzialmente allo stato arbustivo si è ritenuto opportuno non effettuare rilievi dendrometrici in quanto poco significativi. 7
8 Praterie e pascoli I riilevi hanno evidenziato sostanzialmente la presenza di un'unica formazione prativa il Brachipodieto Brachipodieto Classificazione CORINE NATURA Tipo pastorale caratterizzato dalla presenza di Brachypodium rupestre; trattasi di popolamenti erbaceei assai poveri, derivanti quasi sempre da evoluzione di mesobrometi su suoli a scarsa fertilità; nel piano montano rappresentano lo stadio preforestale delle praterie secondarie, derivante dal generale abbandono delle pratiche pastorali. Nel caso in esame il brachipodio tende a divenire esclusivo, accompagnandosi con altre specie erbacee quali Bromus erectus, Festuca gr. rubra, Pteridium aquilinum con arbusti come Calluna vulgaris, Juniperus communis, Corylus avellana e specie arboree come Pinus sylvestris, (abbondante), Quercus pubescens e Betulla pendula a testimonianza della progressiva evoluzione verso cenosi arbustive ed arboree. Le formazioni a brachipodio presentano comunque un modesto potenziale produttivo con un aspetto qualitativo dell erba carente per il notevole accumulo di parti morte che spesso caratterizza questa specie. Tra le specie riscontrate si è rilevata la presenza di: Brachypodium rupestre Festuca gr. ovina Agrostis tenuis Carex sempervirens Trifolium alpestre Ranunculus gr. mntanus Helianthenum nummularium Anthoxanthum gr. Odoratum Bromus erectus Thymus gr. Serpyllum Corylus avellana Pinus sylvestris Betula pendula Quercus pubescens Juniperus communis 8
9 Alla luce di quanto esposto, l intervento nel suo complesso interesserà la seguente copertura vegetale: Tipologia Sup. n. Massa Specie prevalente (mq) piante asportata (mc) Bosco ceduo adulto/invecchiato Faggio ,5 Bosco di alto fusto 339 Abete rosso, larice, abete bianco 37 8,4 Nocciolo, salicone, pino silvestre, Bosco di betulla, sorbo montano, sorbo degli neoformazione uccellatori Prati pascoli TOTALE ,9 Si allega infine una tabella di raffronto tra le Categorie forestali interessate dall intervento e quelle presenti nel Comune di Garessio e nell intera Val Tanaro. Dall analisi dei dati riportati emerge l esigua percentuale di superficie boscata sottratta rispetto a quella presente negli ambiti territoriali considerati. Categoria forestale Sup. intervento (Ha) Sup. nel Comune di Garessio (Ha) Percentuale sup. intervento/ sup. Comune di Garessio Sup. nella Val Tanaro (Ha) Percentuale sup. intervento/ sup. Val Tanaro Faggeta oligotrofica 0, ,00 0,015% 2 990,50 0,012% Rimboschimenti del piano montano 0, ,50 0,035% 369,90 0,009% Boscaglie di invasione 0, ,30 0,096% 567,50 0,051% 9
10 4. ECOSISTEMI In questo paragrafo vengono analizzate le caratteristiche dei principali ecosistemi interessati dalla realizzazione delle opere in progetto. Il valore relativo delle diverse unità ecosistemiche è stato attribuito in relazione ad una serie di caratteristiche intrinseche quali: diversità biologica specifica, intesa come presenza nell'ecosistema di numerose specie vegetali differenti; rarità a livello regionale, nazionale ed internazionale delle specie animali e vegetali presenti, o delle associazioni vegetali e formazioni vegetali; resilienza, ovvero capacità dell'ecosistema di resistere alle modificazioni esterne (impatti diretti ed indiretti) con processi di adattamento che non ne alterino i caratteri fondamentali e gli aspetti funzionali; maturità e stabilità, intese come vicinanza al massimo livello di differenziazione e complessità nelle specifiche condizioni abiotiche; vulnerabilità, intesa come fragilità ed instabilità del sistema nel suo complesso o nelle sue componenti maggiormente significative; Sulla base della integrazione di questi elementi di valutazione, alle unità ecosistemiche riconosciute nell'area di studio sono stati attribuiti dei valori di sensibilità che tengono conto di un giudizio sintetico non formalizzato in formule o modelli matematici. Le classi di sensibilità individuate sono: Sensibilità alta: unità ecosistemiche caratterizzate da aspetti floristici, vegetazionali significativi ai fini della conservazione della biodiversità a scala regionale e nazionale, con una struttura complessa e fragile, dotati di un elevato livello di diversità specifica e con livelli di alterazione o degrado nulli o poco significativi. L'impatto dell'opera prevista può essere minimizzato solo con l'impiego di efficaci ed estesi sistemi di mitigazione degli impatti, che ne ripristinino le condizioni iniziali. Sensibilità media: unità ecosistemiche caratterizzate da aspetti floristici, vegetazionali di media importanza conservazionistica a scala regionale e nazionale, in condizioni di alterazione o degrado da percepibili a significative, con un livello di complessità ridotto ed un moderato grado di naturalità. Si tratta di unità ecosistemiche caratterizzate da alterazioni antropiche di varia natura. Sensibilità bassa: unità ecosistemiche prevalentemente artificiali, significativamente alterate o degradate e lontane da una condizione di naturalità, caratterizzate dalla assenza di elementi 10
11 floristici, vegetazionali di rilievo conservazionistico e dalla presenza di elementi di artificialità che ne rendono difficoltoso il recupero naturale. Nell immediato intorno dell area di intervento si possono identificare i seguenti ecosistemi terrestri indicati secondo la classificazione Corine Biotopes: Faggete acidofile Codice CORINE Denominazione Natura 2000 Faggete del Luzulo-Fagion Codice Natura Rimboschimenti del piano montano Codice CORINE Boscaglie di invasione del piano montano Codice CORINE 31.8C Prato-pascolo a Brachipodieto Codice CORINE Denominazione Natura 2000 Formazioni erbose secche seminaturali e facies coperte da cespugli su substrato calcareo (Festuca-Brometalia) con stupenda fioritura di orchideeaggete del Luzulo-Fagion Codice Natura Faggete acidofile Sono popolamenti a prevalenza di faggio, governati a ceduo, solitamente puri ed in conversione naturale per il progressivo invecchiamento. Molto diffusi in tutto l arco alpino piemontese in buono stato di conservazione malgrado le pregeresse ceduazioni spesso ben oltre i turni consuetudinari. Presentano una biodiversità scarsa. Per il Piemonte quest habitat non presenta valori naturalistici significativi in quanto molto diffuse In relazione a queste caratteristiche prevalenti, all unità ecosistemica appartenente a questa categoria è stata attribuita una sensibilità bassa Rimboschimenti del piano montano Popolamenti artificiali a prevalenza di conifere realizzati in passato soprattutto per consolidare ampie aree di terreni nudi e degradati, facile preda dell erosione selvaggia e talora causa incipiente dell innesco o aggravamento di fenomeni calanchivi permettendo di ridurre nettamente l erosione superficiale e limitare i danni dovuti ai fenomeni di trasporto solido. Generalmente, una volta eseguito l impianto, non sono stati oggetto di cure colturali o diradamenti, pertanto si presentano ancora a densità di impianto con assenza di sottobosco a causa appunto dell eccesiva copertura esercitata dalle chiome. Per tale motivo non presentano biodiversità vegetale e quindi valori naturalistici significativi. 11
12 In relazione a queste caratteristiche prevalenti, all unità ecosistemica appartenente a questa categoria è stata attribuita una sensibilità bassa Boscaglie di invasione del piano montano Popolamenti formatisi a seguito dell invasione e colonizzazione di ex-coltivi, prati e pascoli abbandonati nel piano montano. Presentano il piano arbustivo costituito principalmente da nocciolo, sanguinello, rosa canina, ginepro mentre la componente arborea è rada ed essenzialmente contraddistinta dalla presenza sporadica di betulla, roverella, pino silvestre, maggiociondolo. Trattasi di popolamenti in piena dinamica evolutiva al momento privi di una caratterizzazione vegetazionale. Per il Piemonte quest habitat non presenta valori naturalistici significativi. In relazione a queste caratteristiche prevalenti, all unità ecosistemica appartenente a questa categoria è stata attribuita una sensibilità bassa Prato pascolo a Barachipodieto Praterie talvolta arbustate, da moderatamente a molto secche, un tempo sfalciate o pascolate, da tempo in abbandono. Presentano in alcuni casi uno stato di conservazione buono a causa della cessata attività antropica in altri evidenziano un impoverimento e una tendenza alla scomparsa a causa dell evoluzione verso il bosco. Evidenziano una ricca biodiversità vegetale che si riflette in un altrettanto ricca biodiversità entomologica, in quanto numerose specie di invertebrati risultano legati ad una singola specie vegetale durante una o più fasi del loro ciclo biologico. Questo abitata, in Piemonte, è considerato prioritario se rappresenta un sito importante per le orchidee. Nel caso specifico non si è rilevata la presenza di specie di orchidee pertanto non si ritiene di conferire a queste formazioni una valenza naturalistica significativa. In relazione a queste caratteristiche prevalenti, all unità ecosistemica appartenente a questa categoria è stata attribuita una sensibilità media. 12
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