ragionamento Ragionamento induttivo Ragionamento deduttivo
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- Eugenio Pagano
- 7 anni fa
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1 IL PENSIERO
2 Il pensiero Il termine pensiero ha delle accezioni molto diverse. La psicologia del pensiero si occupa del pensare inteso come: Ragionare Immaginare Prendere decisione Formulare giudizi circa la probabilità di accadimento di un evento.
3 Il ragionamento Il ragionamento è costituito da quei processi attraverso cui si valutano e si costruiscono le argomentazioni logiche. A partire dalla tradizione filosofica, sono stati distinti: Ragionamento induttivo Ragionamento deduttivo
4 Il ragionamento induttivo Si basa su un processo di inferenza induttiva: procede da casi particolari, di cui individua le regolarità, giungendo ad affermazioni di carattere generale. Valore adattivo di economizzare il lavoro cognitivo. Guida l apprendimento dei concetti, attraverso strategie di codificazione.
5 Il ragionamento induttivo probabilistico Consiste nel collegare probabilisticamente le caratteristiche di un oggetto alla categoria di appartenenza. Esempio, la diagnosi di influenza: dati certi sintomi è probabile che un paziente abbia una determinata patologia.
6 Il giudizio di probabilità Consiste nell assegnare un numero o un valore ad una credenza o una proposizione (cioè una affermazione che può essere vera o falsa). Per convenzione, si assegna 0 ad un evento per nulla probabile e 1 ad un evento altamente probabile.
7 Il giudizio probabilistico: le Tversky e Kahneman. euristiche Le euristiche sono procedure mentali veloci di semplificazione non consapevole del processo ragionativo. Algoritmi Esclude l errore perché nella ricerca della soluzione vengono esplorati sistematicamente tutti i percorsi possibili. Euristiche Non esclude l errore perché nella ricerca della soluzione non vengono esplorati sistematicamente tutti i percorsi possibili. Utilizza scorciatoie.
8 L euristica della rappresentatività Tendenza a considerare un evento come appartenente ad una categoria solo perché ci sembra simile o rappresentativo della categoria stessa (Kahneman e Tversky, 1972). Esperimento di Kahneman e Tversky: un gruppo di psicologi aveva somministrato un test di personalità a 100 persone, tra ingegneri e avvocati. I soggetti dovevano decidere a quale categoria apparteneva la descrizione di uno dei soggetti esaminati.
9 Jack è un uomo di 45 anni. E sposato e ha quattro figli. In generale è un tipo conservatore, scrupoloso e ambizioso. Non dimostra alcun interesse per questioni politiche e sociali e la maggior parte del suo tempo libero la trascorre dedicandosi ai suoi numerosi passatempi preferiti, tra i quali figurano piccoli lavori di falegnameria, la vela e rompicapo matematici. Jack è ingegnere o avvocato?
10 Condizioni sperimentali: GRUPPO A: tra le 100 persone esaminate ci sono 30 ingegneri e 70 avvocati. GRUPPO B: tra le 100 persone esaminate ci sono 70 ingegneri e 30 avvocati. GRUPPO C: Nessuna descrizione. Si chiede: posto che tra i 100 professionisti ci sono 30 ingegneri e 70 avvocati, qual è la probabilità che venga scelto un ingegnere? Risultati: Per il Gruppo A Jack è ingegnere Per il Gruppo B Jack è ingegnere Per il Gruppo C Jack è avvocato Interpretazione dei risultati: Nel gruppo A e B entra in gioco l euristica della rappresentatività: la descrizione fornita è più simile a quella che nell immaginario collettivo corrisponde ad un ingegnere, portando i soggetti ad ignorare la probabilità di base. Solo il gruppo C dà un corretto giudizio statistico.
11 Esperimento di Kahneman, Slovic, Tversky (1982) Domanda ai partecipanti: «In ogni giro di un gioco, vengono distribuite a caso tra 5 bambini 30 biglie. Dopo molti giri, ci saranno più frequenze di Tipo I o di Tipo II?». Tipo I Alan 4 Ben 4 Carl 5 Dan 4 Ed 3 Tipo II Alan 4 Ben 4 Carl 4 Dan 4 Ed 4
12 Esperimento di Kahneman, Slovic, Tversky (1982) La maggior parte dei soggetti giudica più probabile la sequenza di Tipo I. Entrambe sono equiprobabili. La nostra rappresentazione della casualità è segnata dal disordine, scartando la simmetria e le regolarità. Stesso fenomeno nella «fallacia del giocatore d azzardo».
13 Alcuni esperimenti... 4 liste di nomi di personaggi famosi e meno famosi: 2 liste contenevano pochi nomi di donne famose e molti nomi di uomini poco famosi 2 liste contenevano pochi nomi di uomini famosi e molti nomi di donne poco famose. Compito: Gruppo 1: ricordare quanti più nomi della lista Gruppo 2: indicare se erano più frequenti i nomi femminili o maschili.
14 Risultati: Gruppo 1: ricorda con maggiore frequenza i nomi dei personaggi famosi. Gruppo 2: giudica la frequenza dei nomi femminili superiore a quella dei nomi maschili, e viceversa, in funzione della notorietà, e indipendentemente dal numero reale di nomi nella lista. Interpretazione dei risultati: i nomi dei personaggi famosi è più disponibile in memoria.
15 Alcuni esperimenti... Compito: giudicare se sono più numerose le parole che iniziano con ciascuna di queste lettere R, K, L, N, V o quelle che le contengono in terza posizione. Risultati: sono più numerose le parole che contengono queste lettere in prima piuttosto che in terza posizione. Interpretazione dei risultati: le persone tendono ad evocare le parole a partire dalla prima lettera. La maggiore disponibilità in memoria di parole che iniziano con ciascuna delle lettere indicate li porta a ritenerle più numerose.
16 L euristica della disponibilità (Tversky e Kahneman, 1973, 1974). È la tendenza a ritenere più frequenti o più probabili gli eventi maggiormente disponibili in memoria. La disponibilità dei dati può essere influenzata da vari fattori, come la loro familiarità o la loro vicinanza temporale. In questo modo, l euristica della disponibilità può produrre distorsioni nel giudizio.
17 Il ragionamento deduttivo Parte da una o più asserzioni (premesse) e arriva con un certo livello di sicurezza ad una conclusione, senza ricorrere a dati empirici. Tipici esempi sono: Ragionamento condizionale Ragionamento sillogistico
18 Il ragionamento condizionale Se «p» allora «q» «p» è l antecedente e «q» è il conseguente. Se è vero l antecedente è vero il conseguente: «Se è primavera ci sono le rondini», oppure «Se è inverno c è caldo», non vera fattualmente, ma valida.
19 Il ragionamento condizionale Argomenti logicamente validi: Modus ponens (dal latino «ponere» = «affermare»): data la preposizione condizionale «se p allora q», è vero «p» (premessa categorica), allora è vero anche «q» (conclusione). Es. «Se è primavera, ci sono le rondini». Modus tollens (dal latino «tollere» = «negare»): data la preposizione condizionale «se p allora q», è vero «non q» (premessa categorica), allora è vero «non p» (conclusione). Es. «Se è primavera, ci sono le rondini. Se «non ci sono le rondini», «non è primavera».
20 Il modus tollens Le ricerche hanno dimostrato che gli individui sono in grado con facilità di seguire la regola del modus ponens, ma incontrano molte difficoltà a seguire il ragionamento proprio del modus tollens.
21 Il compito di selezione Wason (1966) E K 4 7 Quali carte bisogna voltare per verificare se è stata rispettata questa regola «Se una carta ha una vocale da una parte, ha un numero pari dall altra»? Va girato il minor numero di carte per verificare la regola.
22 Cosa rispondono i soggetti? Nella maggior parte dei casi i soggetti girano la E (p), oppure E (p) e 4 (q). E = scelta corretta ma non sufficiente: se dall altro lato c è un numero pari, confermo la regola; se c è un numero dispari, la disconfermo. E e 4 = scelta errata: girare il 4 è ridondante. Se dietro il 4 c è una vocale, confermo la regola, se c è una consonante non ottengo alcuna informazione (la regola non dice nulla sulle consonanti).
23 Qual è la risposta giusta? E (p) e 7 (non-q): se dietro c è una consonante, la regola rimane valida, se c è una vocale, viene falsificata. Scoprire la carta E = applicazione del modus ponens. Scoprire la carta 7 = applicazione del modus tollens. Solo il 4% dei soggetti decide di girare le carte E e 7: la maggior parte delle persone non riconosce utile il procedimento della falsificazione. Perché?
24 La fallacia dell affermazione del conseguente La scelta della carta 4 mette in evidenza la tendenza ad attribuire simmetria alla proposizione condizionale e considerare che se p implica q, anche q implica p. In altre parole, la condizione se c è una vocale, allora c è un numero pari porta per simmetria a ritenere che se c è un numero pari, allora c è una vocale.
25 Il ragionamento sillogistico Tutti gli uomini sono mortali Socrate è un uomo Socrate è mortale Il sillogismo è costituito da proposizioni categoriche che contengono quantificatori e possono essere sia positive sia negative.
26 Il ragionamento sillogistico Quattro possibili proposizioni categoriche: Universale affermativa (tutti i cani sono fedeli) Universale negativa (nessun gatto è vegetariano) Particolare affermativa (alcuni uomini sono calvi) Particolare negativa (alcuni animali non sono quadrupedi)
27 Il ragionamento sillogistico Costituito da tre proposizioni. Tutti gli uomini sono mortali (Premessa maggiore) Socrate è un uomo (Premessa minore) Socrate è mortale (Conclusione). Premessa maggiore afferma una relazione fra il termine maggiore (predicato) e il termine medio. La premessa minore afferma una relazione fra il termine minore (soggetto) e il termine medio. La conclusione stabilisce una nuova relazione tra termine minore (soggetto) e termine maggiore (predicato) con l abolizione del termine medio (comune ad entrambe le premesse).
28 Errori nel ragionamento sillogistico L errore della conversione illecita: la convinzione che tutte le proposizioni che formano il sillogismo siano convertibili. Nella logica tradizionale, sono convertibili solo il quantificatore nessuno (universale negativa) e il quantificatore alcuni (particolare affermativa), ma non i quantificatori tutti (universale affermativa) e alcuni non (particolare negativa). Tutti gli artisti sono creativi non implica che Tutti i creativi sono artisti. Alcuni animali non sono quadrupedi non implica che Alcuni quadrupedi non sono animali.
29 Errori nel ragionamento sillogistico L errore della implicatura conversazionale: la tendenza ad inferire, nelle conversazioni quotidiane, alcune informazioni che non hanno riferimenti espliciti nel discorso (Grice). Sono intenzioni comunicative da parte di colui che parla ed inferenze sul contenuto da parte di colui che ascolta. Es. «sai se Paolo è in casa?» «so che Mario faceva una festa». Gli impliciti sono in contrasto con il processo logicodeduttivo: l uso di alcuni. Nel pensiero logico significa almeno uno, ma è possibile tutti. Nel pensiero quotidiano significa alcuni, ma non tutti. Ipotesi del conflitto tra sistema logico e sistema linguistico (Politzer, 1986).
30 Gli effetti del contenuto Le credenze dei soggetti (insieme di conoscenze sul mondo) possono intervenire nel ragionamento sillogistico (belief bias). Esempi: Tutti gli uomini sono esseri viventi. Tutti gli italiani sono uomini. Tutti gli italiani sono esseri viventi. Tutti i cani hanno le corna. Tutti gli animali sono cani. Tutti gli animali hanno le corna. Secondo la logica formale, entrambi i sillogismi sono validi, ma dal punto di vista della realtà il secondo sillogismo è meno accettabile del primo a causa della falsità del suo contenuto.
31 L ipotesi atmosfera La forma delle premesse crea nel soggetto un aspettativa (atmosfera) che può determinare la forma delle conclusioni. Due premesse del tipo universale affermativo o negativo e due premesse del tipo particolare affermativo o negativo favoriscono conclusioni omogenee con le premesse stesse. Se le premesse sono miste (una negativa e una positiva), la conclusione tenderà ad essere negativa. Se una premessa è generale e l altra particolare, la conclusione tenderà ad essere particolare.
sempre vere sempre false
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