Trieste, 25 ottobre 2006



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Trieste, 25 ottobre 2006 PRESENTAZIONE DEL BILANCIO DI SOSTENIBILITÀ 2005 DEL GRUPPO GENERALI AGLI STUDENTI DELL UNIVERSITA DI TRIESTE INTERVENTO DELL AMMINISTRATORE DELEGATO GIOVANNI PERISSINOTTO Vorrei cominciare ricordando come quest anno il premio Nobel per la Pace sia stato assegnato all economista Muhammad Yunus. E un economista particolare, non è un teorico, ma è uno studioso estremamente pratico e illuminato. Portando il sistema del microcredito nella regione del Bangladesh, una delle più povere del mondo, ha contribuito ad affrancare dallo stato di povertà almeno dieci milioni di persone. Io credo che Muhammad Yunus si sia soprattutto posto il problema di come evitare che il capitalismo, sistema in cui evidentemente crede, possa creare infelicità e povertà, e di come possa invece diventare un capitalismo sostenibile. Sono partito da questa premessa per dirvi che per Generali la sostenibilità non è una moda, ma un valore che ha contraddistinto la Compagnia lungo la sua storia. E un valore storico, dunque, ma anche geografico. Prendiamo ad esempio i rapporti con il territorio: ovunque si sia stabilita, Generali ha reso partecipe dei propri successi la popolazione locale. Gli organici delle società sono sempre costituiti da persone del posto, anche a livelli manageriali, con un chiaro riconoscimento e valorizzazione del contributo che esse possono dare in termini di conoscenza del mercato. C è inoltre una costante attenzione ai bisogni delle collettività di riferimento, dove il Gruppo svolge un ruolo importante di presenza sul territorio dando con continuità il proprio contributo per la realizzazione di numerose iniziative locali, soprattutto in campo culturale. Abbiamo scelto di illustrare il nostro Bilancio di sostenibilità con le fotografie che documentano i progressi del recente investimento agricolo del Gruppo in Romania, un azienda agricola attorno alla quale cerchiamo di costruire un futuro migliore per la popolazione locale: sui terreni da tempo incolti che avevamo acquistato nel 2001 già da alcuni anni si raccolgono cereali, e si sta lavorando per introdurre nuove colture. E un investimento moderno, ma che ha radici nella nostra tradizione: nel 1851 le 1

Generali acquisirono un vasto terreno acquitrinoso nella provincia di Venezia che, dopo un importante opera di bonifica durata quasi trent anni, è diventata l azienda agricola modello di Ca Corniani. Oltre agli impianti produttivi, sulla proprietà furono costruite case per gli agricoltori, strade, scuole e servizi, che hanno portato benessere alla comunità locale. Per Generali, dicevo, la sostenibilità è un valore originario. Solo di recente però si è deciso di esplicitarlo. Nel 2005 è nato il Codice Etico, adottato da tutte le principali società del Gruppo, che oltre a enunciare formalmente i valori in cui crediamo, manifesta la volontà di Generali di rafforzare il proprio impegno anche sotto il profilo etico. E stato quindi avviato un progetto finalizzato alla pubblicazione, avvenuta un anno fa, del primo Bilancio di sostenibilità, con il quale si è iniziato a render conto a tutte le parti interessate all attività dell azienda i cosiddetti stakeholder dei risultati raggiunti, oltre che sul piano economico-finanziario, anche su quello socioambientale. E il pensiero portante di questa decisione per noi è che non c è contrapposizione tra obiettivi socio-ambientali ed economici, perché i primi possono essere raggiunti solo congiuntamente ai secondi. In questo senso, l ambiente in cui è immersa ogni impresa, grande o piccola, è cambiato, si è evoluto ed è migliorato, facendo emergere istanze sempre più forti. E un mondo fatto di investitori che chiedono di impiegare le loro risorse in società che soddisfino requisiti etici e di governance, di clienti che chiedono trasparenza contrattuale e qualità del servizio, di cittadini sensibili ai problemi sociali e dell ambiente che si aspettano di ricevere sostegno dalle imprese nella realizzazione delle loro iniziative a favore della collettività. Ed è infine un mondo dove anche le istituzioni sollecitano le aziende ad impegnarsi nel campo della responsabilità sociale. Ricordiamo che in Europa la Commissione Europea e in Italia il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali da anni sono impegnati nella diffusione della cultura della Responsabilità Sociale d Impresa. Il Gruppo Generali ha raccolto questo invito. Il Bilancio di sostenibilità per noi rappresenta uno strumento di dialogo, per far conoscere ciò che facciamo e misurarci 2

con nuovi obiettivi in campo socio-ambientale. E anche un agenda di impegni, perché indichiamo puntualmente gli obiettivi specifici che ci proponiamo di raggiungere nell anno successivo per ciascuna categoria di stakeholder. Rispetto a questi sappiamo di dover rendere conto, così come sappiamo che è importante costruire un dialogo fattivo con tutti gli interlocutori per condividere linee di sviluppo e obiettivi. Negli ultimi due anni il Gruppo ha compiuto numerosi passi che testimoniano la concretezza dell impegno assunto. Tra questi va innanzitutto citata l implementazione della struttura organizzativa deputata alla definizione delle politiche ambientali a livello di Gruppo. E stato costituito l Eco-Committee, organo in cui sono rappresentate tutte le strutture aziendali maggiormente coinvolte su queste problematiche, posto alle dirette dipendenze del Direttore Generale del Corporate Centre. Sono stati inoltre individuati dei referenti in ciascuno dei principali paesi in cui siamo presenti, che dovranno farsi carico dell attuazione delle decisioni assunte dall Eco-Committee nelle società dei rispettivi territori. L Eco-Committee si occupa sia degli impatti ambientali diretti sia di quelli indiretti. Se in un attività come la nostra i primi sono indubbiamente piuttosto limitati, quelli indiretti vengono ad assumere una notevole importanza in relazione al nostro ruolo di investitori istituzionali. In considerazione di ciò, recentemente abbiamo deciso di adottare le linee guida etiche del Fondo Pensioni Governativo Norvegese nell investimento delle risorse in gestione a tutte le società del Gruppo. E una decisione importante. Nel fondo il cui patrimonio ammonta a 175 miliardi di euro, di cui è responsabile il Ministro delle Finanze norvegese e la cui gestione è affidata alla Banca di Norvegia sono investite le ingenti risorse derivanti dal petrolio per destinarle alla copertura delle spese sociali e assistenziali della popolazione, tendenzialmente in crescita, in un futuro in cui tali risorse si esauriranno. Il Comitato Etico è composto da esperti di chiara fama, a cui il Fondo ha demandato il compito di monitorare e segnalare le società che non rispondono ai criteri etici di investimento che il Fondo si è dato, proponendone l esclusione dall universo investibile. Aderendo a tali criteri riteniamo quindi di evitare di contribuire al finanziamento di società che violano i diritti umani 3

fondamentali o arrecano gravi danni all ambiente, pur riuscendo a garantire rendimenti adeguati agli assicurati e agli investitori che ci hanno affidato la gestione dei loro capitali. Un altro passo di rilievo nel campo della responsabilità sociale d impresa è rappresentato dal Codice Etico dei Rapporti con i Fornitori che, sulla base dei principi contenuti nel Codice Etico del Gruppo Generali, definisce le politiche nei confronti dei fornitori. Questo Codice è già stato adottato da tutte le società italiane del Gruppo ed è prevista la sua estensione anche alle controllate estere. Venendo al nostro Bilancio, rimarcherei innanzitutto il fatto che fin dall inizio abbiamo voluto realizzarlo a livello di Gruppo. Tenuto conto della dimensione e della diffusione a livello mondiale di Generali (siamo presenti in circa 40 paesi, con differenze notevoli per quanto riguarda lo sviluppo economico e le normative vigenti) è facile comprendere come questa decisione abbia reso più difficile l organizzazione delle attività connesse con l elaborazione del Bilancio e l elaborazione stessa. Poiché dobbiamo confrontarci con competitor internazionali, per quanto riguarda i contenuti abbiamo scelto di adottare gli standard della Global Reporting Initiative (GRI), gli unici riconosciuti a livello internazionale, ma anche quelli del Gruppo Bilancio Sociale (GBS), in particolare per quanto riguarda il calcolo del valore aggiunto, e gli AccountAbility 1000, per quanto concerne il processo di raccolta delle informazioni e la stesura del documento. Nella realizzazione del nostro Bilancio di sostenibilità ci siamo avvalsi della consulenza del professor Mario Molteni dell Università Cattolica di Milano, a cui rivolgo i più sentiti ringraziamenti per la preziosa collaborazione. La quantità di informazioni richieste da questi standard ci ha spinto a seguire un approccio graduale per quanto riguarda i paesi a cui applicarli integralmente. L anno scorso la cosiddetta area del Bilancio di sostenibilità comprendeva i quattro paesi in cui siamo maggiormente presenti (Italia, Germania, Francia e Spagna), ai quali quest anno abbiamo aggiunto Austria, Svizzera e Israele, raggiungendo una rappresentatività del 90,8% in termini di premi assicurativi e del 78,7% in termini di numero di dipendenti. 4

Nell ambito di questi paesi è stato scelto di circoscrivere l analisi al core business: pertanto sono state prese in considerazione solo le compagnie di assicurazione e le società di servizi strettamente connessi al business principale. Anche in questo caso c è stato un allargamento dell area considerata rispetto al bilancio 2004: mentre nella prima edizione erano state di norma incluse solo le società di maggiori dimensioni, quest anno sono state prese in esame tutte. Per quanto riguarda i dati, l arco temporale considerato comprende il 2004 e il 2005, consentendo la possibilità di confronto; limitatamente alle informazioni di tipo descrittivo in alcuni casi si è ritenuto importante inserire dati e considerazioni già relative all esercizio 2006, conferendo così una maggiore significatività al documento. Per organizzare le attività correlate alla redazione del bilancio, abbiamo costituito nella Capogruppo una funzione dedicata, che si occupa di richiedere ed elaborare le informazioni quantitative e qualitative delle società incluse nell area del Bilancio di sostenibilità. Sono stati individuati dei referenti in ciascuna società italiana del Gruppo e uno per ognuno dei paesi considerati, cui compete di organizzare in loco la raccolta delle informazioni. Il Bilancio di sostenibilità 2005 ricalca, con qualche modifica, la struttura della prima edizione. A una prima parte che descrive il nostro Gruppo nella sua identità, strategia e nelle sue performance economiche e finanziarie, fa seguito il calcolo del valore aggiunto creato dal Gruppo, ossia della ricchezza che le attività svolte nel corso del 2005 hanno generato a favore delle diverse classi di stakeholder. Tale valore è risultato superiore a 11 miliardi di euro, con un incremento del 2,7% rispetto all esercizio precedente. Si passa poi ad esaminare in dettaglio i vari stakeholder, che sono stati suddivisi in tre distinte categorie con l obiettivo di mettere in evidenza il diverso tipo di rapporto che li lega alla Società. Così abbiamo definito stakeholder diretti quelli che sono più vicini alla Compagnia e a vario titolo ne costituiscono parte integrante: i dipendenti, gli agenti e le altre reti di vendita, gli azionisti. Tra gli stakeholder competitivi 5

abbiamo incluso quegli interlocutori che sono maggiormente legati al business: quindi i clienti, innanzitutto, e i fornitori. Abbiamo fatto rientrare in questa categoria anche i soggetti in cui investiamo le risorse che assicurati e risparmiatori ci affidano in gestione, per il ruolo essenziale che l attività di investimento assume nella conduzione del business assicurativo. Infine abbiamo chiamato stakeholder socioambientali le ampie realtà esterne: la comunità fatta di persone e l ambiente fisico circostante in cui operano le nostre società. Per ogni stakeholder vengono forniti: una descrizione, le politiche del Gruppo, le modalità di dialogo attivate e i risultati ottenuti nel periodo considerato, oltre agli obiettivi di miglioramento stabiliti per il 2006, di cui ho parlato in precedenza. Dal punto di vista grafico, la novità del Bilancio di sostenibilità 2005 è rappresentata dalla mappa che illustra la struttura del documento accompagnando il lettore lungo tutto il volume. La stessa mappa costituisce anche il punto di partenza della versione interattiva che è stata realizzata quest anno per la prima volta che è pubblicata sul sito istituzionale www.generali.com. Cliccando sulla mappa, infatti, è possibile navigare all interno del documento. Quest anno risulterà più agevole scaricare il bilancio dal sito, in quanto è possibile farlo, oltre che per il documento intero, anche limitamente a singole parti. Per ovviare ad un altro inconveniente segnalato relativamente alla prima edizione del Bilancio, accanto alla versione a colori ne è stata predisposta un altra ottimizzata per la stampa in bianco e nero. Più in generale abbiamo posto una grande attenzione alle critiche che frequentemente vengono avanzate, soprattutto dai consumatori, sulla leggibilità del Bilancio che, per sua natura, è destinato ad un pubblico molto vasto ed eterogeneo. Per tale motivo, nella stesura si è fatto ricorso a vari accorgimenti, quali ad esempio un linguaggio per quanto possibile semplice, in cui si è cercato di limitare l uso di termini stranieri; per chiarire i termini più tecnici il volume è stato corredato di un glossario. E stato fatto ampio uso di grafici e tabelle, anche questi improntati a una grande semplicità, per un immediata e chiara comprensione dei dati esposti, favorita anche dai brevi commenti di cui sono provvisti. 6

Si è cercato di contenere il numero delle pagine, che è stato ridotto rispetto alla prima edizione, anche se rimane piuttosto elevato. In parte ciò è dipeso dalla volontà di riportare in questo volume informazioni non presenti in altri documenti del Gruppo e, soprattutto, dalla scelta di fornire una serie di spiegazioni volte a cercare di avvicinare maggiormente il vasto pubblico a una realtà quella assicurativa che per la sua complessità dall esterno non è facilmente comprensibile. Per tale motivo riteniamo che un ulteriore alleggerimento del Bilancio potrà essere realizzato l anno prossimo, anche grazie alla possibilità di arricchire con informazioni di maggior dettaglio l area dedicata sul sito istituzionale. Per concludere vorrei riallacciarmi a ciò che dice il Presidente Bernheim nella lettera che apre il Bilancio. Siamo impegnati a costruire progressivamente un identità di Gruppo forte e basata sulla condivisione di valori e comportamenti orientati alla responsabilità sociale. Lo facciamo con progetti e iniziative coerenti e impegni concreti, rendendoci conto che tutto questo aumenta le aspettative dei nostri stakeholder. Tale consapevolezza rappresenta per noi un ulteriore stimolo a far bene e ad accrescere l impegno con azioni che, a partire dal management, coinvolgano tutta la Società e puntino a migliorare nel complesso i vari aspetti della Responsabilità Sociale d Impresa. Per fare questo siamo consci della necessità di condividere obiettivi e percorsi con tutti coloro che da Generali si aspettano qualcosa, della necessità di avviare con loro un dialogo fattivo e di contribuire, con il nostro operato, a diffondere i concetti e le pratiche di responsabilità sociale. Per questo motivo ci è piaciuto presentare in anteprima qui, a un pubblico di giovani che rappresentano la società del futuro, questo nostro Bilancio, che mi auguro sfoglino, o scarichino da internet, e leggano nelle parti per loro più interessanti. Potranno così cominciare fin d ora ad avvicinarsi ad una logica di conduzione degli affari più attenta alla tutela dei diritti e delle esigenze di tutti, ambiente compreso, che, quando entreranno nel mondo del lavoro, potranno contribuire a diffondere a loro volta. 7