RISPARMIO, INVESTIMENTO E SISTEMA FINANZIARIO



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Transcript:

Università degli studi di MACERATA Facoltà di SCIENZE POLITICHE ECONOMIA POLITICA: MICROECONOMIA A.A. 2009/2010 RISPARMIO, INVESTIMENTO E SISTEMA FINANZIARIO Fabio CLEMENTI E-mail: fabio.clementi@univpm.it Web: http://docenti.unimc.it/docenti/fabio-clementi 13 gennaio 2010

Contenuti della lezione e e ECONOMIA POLITICA: MICROECONOMIA 13 gennaio 2009 2 / 15

e è formato dalle istituzioni il cui compito è di trasferire le risorse scarse dai risparmiatori a coloro che intendono prenderle a prestito. ECONOMIA POLITICA: MICROECONOMIA 13 gennaio 2009 3 / 15

e è formato dalle istituzioni il cui compito è di trasferire le risorse scarse dai risparmiatori a coloro che intendono prenderle a prestito. La sua è, dunque, un attività di intermediazione e coordinamento. ECONOMIA POLITICA: MICROECONOMIA 13 gennaio 2009 3 / 15

e è formato dalle istituzioni il cui compito è di trasferire le risorse scarse dai risparmiatori a coloro che intendono prenderle a prestito. La sua è, dunque, un attività di intermediazione e coordinamento. Le istituzioni finanziarie possono essere raggruppate in due categorie: ECONOMIA POLITICA: MICROECONOMIA 13 gennaio 2009 3 / 15

e è formato dalle istituzioni il cui compito è di trasferire le risorse scarse dai risparmiatori a coloro che intendono prenderle a prestito. La sua è, dunque, un attività di intermediazione e coordinamento. Le istituzioni finanziarie possono essere raggruppate in due categorie: mercati finanziari: istituzioni attraverso le quali i risparmiatori possono finanziare direttamente i mutuatari (es.: mercato, mercato azionario); ECONOMIA POLITICA: MICROECONOMIA 13 gennaio 2009 3 / 15

e è formato dalle istituzioni il cui compito è di trasferire le risorse scarse dai risparmiatori a coloro che intendono prenderle a prestito. La sua è, dunque, un attività di intermediazione e coordinamento. Le istituzioni finanziarie possono essere raggruppate in due categorie: mercati finanziari: istituzioni attraverso le quali i risparmiatori possono finanziare direttamente i mutuatari (es.: mercato, mercato azionario); intermediari finanziari: istituzioni tramite le quali i risparmiatori possono finanziare indirettamente i mutuatari (es.: banche, fondi comuni di investimento). ECONOMIA POLITICA: MICROECONOMIA 13 gennaio 2009 3 / 15

e Un obbligazione è un titolo di credito che specifica le obbligazioni del debitore nei confronti di chi detiene il titolo. ECONOMIA POLITICA: MICROECONOMIA 13 gennaio 2009 4 / 15

e Un obbligazione è un titolo di credito che specifica le obbligazioni del debitore nei confronti di chi detiene il titolo. Il rendimento di un obbligazione è dato dal guadagno in conto capitale, cioè dagli interessi sulla somma prestata (capitale) che sarà restituita alla scadenza. ECONOMIA POLITICA: MICROECONOMIA 13 gennaio 2009 4 / 15

e Un obbligazione è un titolo di credito che specifica le obbligazioni del debitore nei confronti di chi detiene il titolo. Il rendimento di un obbligazione è dato dal guadagno in conto capitale, cioè dagli interessi sulla somma prestata (capitale) che sarà restituita alla scadenza. Le caratteristiche di un obbligazione sono: ECONOMIA POLITICA: MICROECONOMIA 13 gennaio 2009 4 / 15

e Un obbligazione è un titolo di credito che specifica le obbligazioni del debitore nei confronti di chi detiene il titolo. Il rendimento di un obbligazione è dato dal guadagno in conto capitale, cioè dagli interessi sulla somma prestata (capitale) che sarà restituita alla scadenza. Le caratteristiche di un obbligazione sono: la durata, ovvero il periodo che intercorre tra l emissione e la scadenza dell obbligazione; ECONOMIA POLITICA: MICROECONOMIA 13 gennaio 2009 4 / 15

e Un obbligazione è un titolo di credito che specifica le obbligazioni del debitore nei confronti di chi detiene il titolo. Il rendimento di un obbligazione è dato dal guadagno in conto capitale, cioè dagli interessi sulla somma prestata (capitale) che sarà restituita alla scadenza. Le caratteristiche di un obbligazione sono: la durata, ovvero il periodo che intercorre tra l emissione e la scadenza dell obbligazione; il rischio di credito, cioè la possibilità che il debitore non riesca a restituire capitale e/o interessi; ECONOMIA POLITICA: MICROECONOMIA 13 gennaio 2009 4 / 15

e Un obbligazione è un titolo di credito che specifica le obbligazioni del debitore nei confronti di chi detiene il titolo. Il rendimento di un obbligazione è dato dal guadagno in conto capitale, cioè dagli interessi sulla somma prestata (capitale) che sarà restituita alla scadenza. Le caratteristiche di un obbligazione sono: la durata, ovvero il periodo che intercorre tra l emissione e la scadenza dell obbligazione; il rischio di credito, cioè la possibilità che il debitore non riesca a restituire capitale e/o interessi; il trattamento fiscale, ovvero il modo in cui la normativa fiscale considera il reddito da interessi generato dalle obbligazioni. ECONOMIA POLITICA: MICROECONOMIA 13 gennaio 2009 4 / 15

e Un azione è un titolo rappresentativo di una quota di proprietà di un impresa. ECONOMIA POLITICA: MICROECONOMIA 13 gennaio 2009 5 / 15

e Un azione è un titolo rappresentativo di una quota di proprietà di un impresa. Il rendimento di un azione è dato dal dividendo (quota parte degli utili d impresa). ECONOMIA POLITICA: MICROECONOMIA 13 gennaio 2009 5 / 15

e Un azione è un titolo rappresentativo di una quota di proprietà di un impresa. Il rendimento di un azione è dato dal dividendo (quota parte degli utili d impresa). Se un impresa emette azioni per finanziarsi offre al mercato dei titoli che, rispetto alle obbligazioni, offrono un maggior rischio, ma anche un potenziale di reddito superiore. ECONOMIA POLITICA: MICROECONOMIA 13 gennaio 2009 5 / 15

e Le banche svolgono una funzione di intermediazione: prendono i depositi degli agenti che intendono risparmiare e li trasformano in prestiti per gli agenti che intendono investire. ECONOMIA POLITICA: MICROECONOMIA 13 gennaio 2009 6 / 15

e Le banche svolgono una funzione di intermediazione: prendono i depositi degli agenti che intendono risparmiare e li trasformano in prestiti per gli agenti che intendono investire. Inoltre, le banche svolgono una fondamentale funzione monetaria creando mezzi di scambio. ECONOMIA POLITICA: MICROECONOMIA 13 gennaio 2009 6 / 15

e Le banche svolgono una funzione di intermediazione: prendono i depositi degli agenti che intendono risparmiare e li trasformano in prestiti per gli agenti che intendono investire. Inoltre, le banche svolgono una fondamentale funzione monetaria creando mezzi di scambio. L utile delle banche deriva dal margine di intermediazione, cioè la differenza tra tassi attivi imposti ai debitori e tassi passivi concessi ai depositanti. ECONOMIA POLITICA: MICROECONOMIA 13 gennaio 2009 6 / 15

e Un fondo comune di investimento è un istituzione che vende proprie quote di partecipazione al ed utilizza il ricavato per acquistare una selezione (detta portafoglio) di titoli di vario tipo (azioni ed obbligazioni). ECONOMIA POLITICA: MICROECONOMIA 13 gennaio 2009 7 / 15

e Un fondo comune di investimento è un istituzione che vende proprie quote di partecipazione al ed utilizza il ricavato per acquistare una selezione (detta portafoglio) di titoli di vario tipo (azioni ed obbligazioni). La funzione essenziale dei fondi comuni è consentire anche a chi ha scarse dotazioni finanziarie di diversificare i propri. ECONOMIA POLITICA: MICROECONOMIA 13 gennaio 2009 7 / 15

e Un fondo comune di investimento è un istituzione che vende proprie quote di partecipazione al ed utilizza il ricavato per acquistare una selezione (detta portafoglio) di titoli di vario tipo (azioni ed obbligazioni). La funzione essenziale dei fondi comuni è consentire anche a chi ha scarse dotazioni finanziarie di diversificare i propri. Inoltre, attraverso i fondi comuni la gestione dei risparmi è affidata a professionisti della finanza. ECONOMIA POLITICA: MICROECONOMIA 13 gennaio 2009 7 / 15

e L identità fondamentale della è quella tra reddito e spesa: Y = C +I +G+(X M) ECONOMIA POLITICA: MICROECONOMIA 13 gennaio 2009 8 / 15

e L identità fondamentale della è quella tra reddito e spesa: Y = C +I +G+(X M) Ipotizzando un economia chiusa, ovvero che non interagisca con altri sistemi economici, l identità è: Y = C +I +G ECONOMIA POLITICA: MICROECONOMIA 13 gennaio 2009 8 / 15

e L identità fondamentale della è quella tra reddito e spesa: Y = C +I +G+(X M) Ipotizzando un economia chiusa, ovvero che non interagisca con altri sistemi economici, l identità è: Y = C +I +G Da questa identità deriva che il risparmio aggregato (ciò che avanza dal PIL una volta che si sono pagati i consumi pubblici e privati) è necessariamente uguale all investimento: S = Y C G = I ECONOMIA POLITICA: MICROECONOMIA 13 gennaio 2009 8 / 15

e L identità fondamentale della è quella tra reddito e spesa: Y = C +I +G+(X M) Ipotizzando un economia chiusa, ovvero che non interagisca con altri sistemi economici, l identità è: Y = C +I +G Da questa identità deriva che il risparmio aggregato (ciò che avanza dal PIL una volta che si sono pagati i consumi pubblici e privati) è necessariamente uguale all investimento: S = Y C G = I Tenendo conto anche delle imposte totali, T: S = (Y T C)+(T G) = I ECONOMIA POLITICA: MICROECONOMIA 13 gennaio 2009 8 / 15

e L identità fondamentale della è quella tra reddito e spesa: Y = C +I +G+(X M) Ipotizzando un economia chiusa, ovvero che non interagisca con altri sistemi economici, l identità è: Y = C +I +G Da questa identità deriva che il risparmio aggregato (ciò che avanza dal PIL una volta che si sono pagati i consumi pubblici e privati) è necessariamente uguale all investimento: S = Y C G = I Tenendo conto anche delle imposte totali, T: S = (Y T C)+(T G) = I Dal punto di vista della, il rispetto dell identità S = I è assicurato dalla variazione (volontaria o meno) delle scorte. ECONOMIA POLITICA: MICROECONOMIA 13 gennaio 2009 8 / 15

e I termini investimento possono creare qualche equivoco: nel linguaggio comune vengono spesso utilizzati casualmente e nella maggior parte dei casi sono considerati sinonimi. ECONOMIA POLITICA: MICROECONOMIA 13 gennaio 2009 9 / 15

e I termini investimento possono creare qualche equivoco: nel linguaggio comune vengono spesso utilizzati casualmente e nella maggior parte dei casi sono considerati sinonimi. Gli economisti che computano il reddito, invece, usano questi termini attribuendo loro significati precisi e distinti. ECONOMIA POLITICA: MICROECONOMIA 13 gennaio 2009 9 / 15

e I termini investimento possono creare qualche equivoco: nel linguaggio comune vengono spesso utilizzati casualmente e nella maggior parte dei casi sono considerati sinonimi. Gli economisti che computano il reddito, invece, usano questi termini attribuendo loro significati precisi e distinti. In particolare, nel linguaggio della macroeconomia investimento si riferisce all acquisto di nuovo capitale fisico, come un utensile o un immobile. ECONOMIA POLITICA: MICROECONOMIA 13 gennaio 2009 9 / 15

e I termini investimento possono creare qualche equivoco: nel linguaggio comune vengono spesso utilizzati casualmente e nella maggior parte dei casi sono considerati sinonimi. Gli economisti che computano il reddito, invece, usano questi termini attribuendo loro significati precisi e distinti. In particolare, nel linguaggio della macroeconomia investimento si riferisce all acquisto di nuovo capitale fisico, come un utensile o un immobile. Inoltre, l identità contabile S = I afferma che investimento sono uguali per l economia nel suo complesso, ma questo non significa che lo stesso debba valere per ogni soggetto economico. ECONOMIA POLITICA: MICROECONOMIA 13 gennaio 2009 9 / 15

e I termini investimento possono creare qualche equivoco: nel linguaggio comune vengono spesso utilizzati casualmente e nella maggior parte dei casi sono considerati sinonimi. Gli economisti che computano il reddito, invece, usano questi termini attribuendo loro significati precisi e distinti. In particolare, nel linguaggio della macroeconomia investimento si riferisce all acquisto di nuovo capitale fisico, come un utensile o un immobile. Inoltre, l identità contabile S = I afferma che investimento sono uguali per l economia nel suo complesso, ma questo non significa che lo stesso debba valere per ogni soggetto economico. Le banche e le altre istituzioni finanziarie rendono possibile che investimento individuale differiscano pur nel rispetto della regola dell uguaglianza a livello aggregato utilizzando il primo per finanziare il secondo. ECONOMIA POLITICA: MICROECONOMIA 13 gennaio 2009 9 / 15

e e è il reddito che rimane alle famiglie una volta detratte le imposte e la spesa per consumi: S p = Y T C ECONOMIA POLITICA: MICROECONOMIA 13 gennaio 2009 10 / 15

e e è il reddito che rimane alle famiglie una volta detratte le imposte e la spesa per consumi: S p = Y T C Il risparmio è quanto residua del gettito fiscale T una volta detratta la spesa per acquisti pubblici G: S g = T G ECONOMIA POLITICA: MICROECONOMIA 13 gennaio 2009 10 / 15

e e è il reddito che rimane alle famiglie una volta detratte le imposte e la spesa per consumi: S p = Y T C Il risparmio è quanto residua del gettito fiscale T una volta detratta la spesa per acquisti pubblici G: S g = T G Se T > G, l amministrazione pubblica incassa più denaro di quanto ne spende e ha un avanzo di bilancio, che rappresenta un risparmio di segno positivo (S g > 0). ECONOMIA POLITICA: MICROECONOMIA 13 gennaio 2009 10 / 15

e e è il reddito che rimane alle famiglie una volta detratte le imposte e la spesa per consumi: S p = Y T C Il risparmio è quanto residua del gettito fiscale T una volta detratta la spesa per acquisti pubblici G: S g = T G Se T > G, l amministrazione pubblica incassa più denaro di quanto ne spende e ha un avanzo di bilancio, che rappresenta un risparmio di segno positivo (S g > 0). Se T < G, l amministrazione pubblica spende più di quanto incassa e, in questo caso, ha un disavanzo (deficit) di bilancio, che rappresenta un risparmio di segno negativo (S g < 0). ECONOMIA POLITICA: MICROECONOMIA 13 gennaio 2009 10 / 15

e e è il reddito che rimane alle famiglie una volta detratte le imposte e la spesa per consumi: S p = Y T C Il risparmio è quanto residua del gettito fiscale T una volta detratta la spesa per acquisti pubblici G: S g = T G Se T > G, l amministrazione pubblica incassa più denaro di quanto ne spende e ha un avanzo di bilancio, che rappresenta un risparmio di segno positivo (S g > 0). Se T < G, l amministrazione pubblica spende più di quanto incassa e, in questo caso, ha un disavanzo (deficit) di bilancio, che rappresenta un risparmio di segno negativo (S g < 0). Mettendo insieme le due identità: S = (Y T C)+(T G) = S p +S g = I ECONOMIA POLITICA: MICROECONOMIA 13 gennaio 2009 10 / 15

e Ci sono vari modi di misurare il deficit. ECONOMIA POLITICA: MICROECONOMIA 13 gennaio 2009 11 / 15

e Ci sono vari modi di misurare il deficit. Il più usato è il cosiddetto Indebitamento Netto delle Amministrazioni Pubbliche (INAP), che misura la differenza tra entrate totali ed uscite totali del settore. ECONOMIA POLITICA: MICROECONOMIA 13 gennaio 2009 11 / 15

e Ci sono vari modi di misurare il deficit. Il più usato è il cosiddetto Indebitamento Netto delle Amministrazioni Pubbliche (INAP), che misura la differenza tra entrate totali ed uscite totali del settore. Criterio del deficit: il cosiddetto Patto di Stabilità e Crescita dell Unione Europea (UE) prevede che le nazioni che aderiscono alla moneta unica mantengano al di sotto del 3% il rapporto tra deficit e PIL; quindi: INAP PIL < 3%. ECONOMIA POLITICA: MICROECONOMIA 13 gennaio 2009 11 / 15

e Ci sono vari modi di misurare il deficit. Il più usato è il cosiddetto Indebitamento Netto delle Amministrazioni Pubbliche (INAP), che misura la differenza tra entrate totali ed uscite totali del settore. Criterio del deficit: il cosiddetto Patto di Stabilità e Crescita dell Unione Europea (UE) prevede che le nazioni che aderiscono alla moneta unica mantengano al di sotto del 3% il rapporto tra deficit e PIL; quindi: INAP PIL < 3%. Criterio del debito: l altro importante criterio stabilito dalla UE è quello relativo al rapporto tra debito (B), che rappresenta l insieme delle passività accumulate negli anni passati dal settore mediante l emissione di titoli di stato, e PIL; il criterio è: B PIL < 60%. ECONOMIA POLITICA: MICROECONOMIA 13 gennaio 2009 11 / 15

e Ci sono vari modi di misurare il deficit. Il più usato è il cosiddetto Indebitamento Netto delle Amministrazioni Pubbliche (INAP), che misura la differenza tra entrate totali ed uscite totali del settore. Criterio del deficit: il cosiddetto Patto di Stabilità e Crescita dell Unione Europea (UE) prevede che le nazioni che aderiscono alla moneta unica mantengano al di sotto del 3% il rapporto tra deficit e PIL; quindi: INAP PIL < 3%. Criterio del debito: l altro importante criterio stabilito dalla UE è quello relativo al rapporto tra debito (B), che rappresenta l insieme delle passività accumulate negli anni passati dal settore mediante l emissione di titoli di stato, e PIL; il criterio è: B PIL < 60%. N.b.: INAP è un flusso, B è uno stock. ECONOMIA POLITICA: MICROECONOMIA 13 gennaio 2009 11 / 15

Figura 1: Andamento del debito (a) Stati Uniti (b) Italia ECONOMIA POLITICA: MICROECONOMIA 13 gennaio 2009 12 / 15

e Maggiore è il risparmio privato, maggiori saranno le risorse che verranno investite nell accumulazione di capitale fisico ed umano, ovvero nei due principali motori della crescita economica. ECONOMIA POLITICA: MICROECONOMIA 13 gennaio 2009 13 / 15

e Maggiore è il risparmio privato, maggiori saranno le risorse che verranno investite nell accumulazione di capitale fisico ed umano, ovvero nei due principali motori della crescita economica. Il policy-maker è dunque interessato a stimolare tale risparmio per promuovere la crescita. ECONOMIA POLITICA: MICROECONOMIA 13 gennaio 2009 13 / 15

e Maggiore è il risparmio privato, maggiori saranno le risorse che verranno investite nell accumulazione di capitale fisico ed umano, ovvero nei due principali motori della crescita economica. Il policy-maker è dunque interessato a stimolare tale risparmio per promuovere la crescita. Il policy-maker ha vari strumenti per influenzare, in positivo o in negativo, le decisioni di d investimento: ECONOMIA POLITICA: MICROECONOMIA 13 gennaio 2009 13 / 15

e Maggiore è il risparmio privato, maggiori saranno le risorse che verranno investite nell accumulazione di capitale fisico ed umano, ovvero nei due principali motori della crescita economica. Il policy-maker è dunque interessato a stimolare tale risparmio per promuovere la crescita. Il policy-maker ha vari strumenti per influenzare, in positivo o in negativo, le decisioni di d investimento: l imposizione fiscale sui risparmi: le imposte sui risparmi disincentivano questi ultimi; quindi, una riduzione delle imposte stimola il risparmio a parità di tasso d interesse; ECONOMIA POLITICA: MICROECONOMIA 13 gennaio 2009 13 / 15

e Maggiore è il risparmio privato, maggiori saranno le risorse che verranno investite nell accumulazione di capitale fisico ed umano, ovvero nei due principali motori della crescita economica. Il policy-maker è dunque interessato a stimolare tale risparmio per promuovere la crescita. Il policy-maker ha vari strumenti per influenzare, in positivo o in negativo, le decisioni di d investimento: l imposizione fiscale sui risparmi: le imposte sui risparmi disincentivano questi ultimi; quindi, una riduzione delle imposte stimola il risparmio a parità di tasso d interesse; l imposizione fiscale sugli : un credito d imposta sugli è la possibilità per l impresa di detrarre dalle imposte sul reddito dovute annualmente una somma pari ad una percentuale degli effettuati; tale misura stimola la domanda di fondi da parte dell impresa e la incentiva ad investire di più perché il costo netto degli è minore a seguito della riduzione delle imposte. ECONOMIA POLITICA: MICROECONOMIA 13 gennaio 2009 13 / 15

e La maggior parte degli economisti concorda sul fatto che il disavanzo di bilancio comporta una riduzione del risparmio aggregato e lo spiazzamento (crowding out) degli privati provocato dal ricorso dell amministrazione pubblica ai mercati finanziari. ECONOMIA POLITICA: MICROECONOMIA 13 gennaio 2009 14 / 15

e La maggior parte degli economisti concorda sul fatto che il disavanzo di bilancio comporta una riduzione del risparmio aggregato e lo spiazzamento (crowding out) degli privati provocato dal ricorso dell amministrazione pubblica ai mercati finanziari. Ciò richiede che il deficit (T G) vada ridotto aumentando le imposte (T) e/o riducendo la spesa pubblica (G) e tenuto sotto controllo, e questo è lo spirito alla base del criterio del 3% nel rapporto tra deficit e PIL previsto dal trattato di. ECONOMIA POLITICA: MICROECONOMIA 13 gennaio 2009 14 / 15

e La maggior parte degli economisti concorda sul fatto che il disavanzo di bilancio comporta una riduzione del risparmio aggregato e lo spiazzamento (crowding out) degli privati provocato dal ricorso dell amministrazione pubblica ai mercati finanziari. Ciò richiede che il deficit (T G) vada ridotto aumentando le imposte (T) e/o riducendo la spesa pubblica (G) e tenuto sotto controllo, e questo è lo spirito alla base del criterio del 3% nel rapporto tra deficit e PIL previsto dal trattato di. Tuttavia, un esigua minoranza di economisti non concorda con tale conclusione, sulla scorta di una teoria chiamata equivalenza ricardiana, secondo cui nulla cambierebbe, se non la composizione del risparmio aggregato, quando l amministrazione pubblica genera risparmio negativo riducendo le imposte, perché le famiglie ne controbilanciano l effetto con maggiore risparmio per l aspettativa delle future maggiori imposte che saranno introdotte per rifondere il debito via via accumulato. ECONOMIA POLITICA: MICROECONOMIA 13 gennaio 2009 14 / 15

The End ECONOMIA POLITICA: MICROECONOMIA 13 gennaio 2009 15 / 15