Le droghe legali: alcol e tabagismo 1. Le bevande alcoliche Nel linguaggio comune la parola alcol indica l alcol etilico o etanolo, presente in molte bevande tra le quali il vino, la birra e i superalcolici. Il vino è una bevanda prodotta per fermentazione alcolica totale o parziale di uva fresca. La birra è una bevanda prodotta mediante fermentazione alcolica del malto, che si ottiene dall orzo. Come si producono il vino e la birra? Vi sono microrganismi, come i lieviti, che, mediante particolari enzimi, traggono l energia loro necessaria per la vita a partire da vari carboidrati presenti nelle piante e producono alcol etilico e anidride carbonica come scarto dei loro processi catabolici. Questi microrganismi vengono utilizzati dall uomo per produrre alcol. 2. Controindicazioni e benefici L uso di bevande alcoliche è comune presso numerose popolazioni, tanto da costituire un vero problema nutrizionale e sociale a causa degli effetti nocivi dell alcol sulla salute del singolo individuo e dell intera comunità quando se ne abusa. La percentuale di alcol contenuta nelle bevande è variabile, ma in generale si può dire che si tratta di una percentuale bassa nella birra, media nei vini e alta nei superalcolici. Se l assunzione di bevande alcoliche è moderata, si possono avere effetti benefici: il vino, ad esempio, si accompagna a un pasto esaltando i sapori, è rilassante e incoraggia la conversazione e le relazioni sociali (popolarmente viene anche detto spirito ). Inoltre l alcol ha un azione antidolorifica e anestetizzante: un tempo per alleviare il mal di denti era un accorgimento comune mettere un batuffolo di cotone imbevuto di alcol sul dente cariato o comunque dolente! L uso di bevande alcoliche risale a tempi antichissimi, probabilmente addirittura a 5000 anni fa; l origine del loro consumo è stato associato a feste e riti collettivi proprio per la loro proprietà di disinibire il comportamento individuale e di favorire la socializzazione. La recente diffusione di bevande alcoliche presso popolazioni che non ne conoscevano l esistenza ha profondamente modificato i loro costumi, compromesso la salute fisica della popolazione e contribuito alla destabilizzazione sociale.
3. L alcol e le sue caratteristiche L alcol è una sostanza dalle caratteristiche singolari. Infatti: non viene prodotto, ma solo consumato, dall organismo umano; in senso stretto non può essere considerato un alimento, perché non contiene alcun nutriente; viene assimilato dall organismo umano così com è, senza modificazioni; viene assorbito già nella mucosa gastrica e la molecola intera entra in circolo; non ha possibilità di accumulo e non partecipa alle strutture cellulari come fanno ad esempio lipidi e protidi, non attiva né regola i processi metabolici come fanno sali minerali e vitamine, però fornisce molte calorie, cioè 7 chilocalorie per ogni grammo di alcol, un valore molto vicino a quello fornito dai grassi, e molto maggiore di quello fornito da carboidrati e proteine: fornisce un calore che non è modulato dal meccanismo della termoregolazione: questo significa che in un ambiente freddo la vasodilatazione indotta dall alcol non recede; l energia fornita dall alcol non può essere usata per compiere lavoro muscolare. 4. Il metabolismo dell alcol Qual è il destino dell alcol una volta ingerito? Passato attraverso la mucosa gastrica (il 20%) o quella intestinale (il rimanente 80%), entra direttamente nel circolo sanguigno che lo porta al fegato. La maggior parte del metabolismo dell alcol si compie nelle cellule del fegato (gli epatociti), nelle quali entra attraversando la membrana, e dove particolari enzimi lo possono demolire. Questi enzimi, detti alcol-deidrogenasi, non sono specifici per l alcol: stupirebbe il contrario, visto che l alcol non viene prodotto dalle cellule umane e, se è presente come prodotto della flora batterica intestinale, lo è in piccole quantità, pari a circa 3 grammi al giorno. Le donne hanno meno alcol-deidrogenasi degli uomini della stessa razza, perciò mandano in circolo, a parità di assunzione, circa un terzo di alcol in più. La quantità di alcol ingerita compatibile con la salute corrisponde a 0,6 grammi per chilogrammo di peso corporeo. Gli enzimi alcol-deidrogenasi sono enzimi inducibili, cioè possono aumentare il loro numero a seconda delle richieste metaboliche. Chi assume bevande alcoliche tutti i giorni ha perciò più deidrogenasi di chi è astemio. Questo incide sulle conseguenze dell assunzione di alcol: l uso quotidiano di bevande alcoliche a bassa gradazione come il vino (ad esempio un bicchiere a pasto per tutta la settimana) risulta meno dannoso di un uguale quantità di alcol assunta in un unica dose e a stomaco vuoto sotto forma di superalcolico da un consumatore del sabato sera.i I POPOLI PRIVI DI ALCOL-DEIDROGENASI Può essere motivo di riflessione sapere che ci sono razze umane, come ad esempio quella esquimese, che hanno scarse possibilità di metabolizzare l alcol perché poveri di deidrogenasi; lo stesso dicasi per gli indiani del Nord America e per gli aborigeni australiani, che hanno una tolleranza all alcol molto inferiore rispetto a quella dei popoli europei, anche se maggiore rispetto agli esquimesi. Pertanto l effetto dell alcol consumato da queste popolazioni è di gran lunga più devastante che in altri consumatori. Non a caso
l introduzione di bevande fortemente alcoliche nelle tribù degli indiani dell America del Nord ha avuto un importante ruolo ai tempi della conquista da parte degli Europei. 5. Altre vie per metabolizzare l alcol Il metabolismo dell etanolo, in chi ne consuma basse dosi, è svolto quasi interamente dalle eidrogenasi e in particolare, per il 95%, da quelle epatiche. Ci sono tuttavia altre vie per metabolizzare l alcol, usando esso è assunto in dosi massicce. Microsomi I microsomi sono piccoli frammenti di membrane endocellulari a forma granulare, associati a particolari enzimi. Quando l alcol è assunto a medie dosi, il sistema microsomiale presente negli epatociti può contribuire per il 20% al metabolismo alcolico, ossidando l etanolo in aldeide; il rimanente 80% è smaltito dalle deidrogenasi. I microsomi presenti nelle cellule epatiche possono aumentare di volume a seconda delle richieste, cioè in rapporto al tasso di alcol circolante nel sangue. Catalasi cellulari Le catalasi cellulari, enzimi presenti in molti tessuti, e soprattutto nelle cellule del fegato, etabolizzanol alcol assunto a forti dosi 2-3 volte più velocemente del normale, provocando contemporaneamente anche gravi danni agli acidi nucleici della cellula. Proprio per l azione di questi enzimi l alcolista metabolizza più in fretta l alcol, con l inevitabile conseguenza di aumentare progressivamente la dose che gli dà quel certo effetto e incrementare parallelamente il grado di intossicazione dell organismo. La respirazione Una parte di alcol entrato in circolo, circa il 5-10%, può inoltre essere eliminata attraverso la respirazione, come attesta l odore tipico dell alito di chi ha abusato di bevande alcoliche, con le urine o, attraverso la pelle, con il sudore. L eliminazione di alcol con l espirazione permette un controllo rapido del tasso alcolico del bevitore e viene sfruttata per individuare gli automobilisti che guidano in stato di ebbrezza.
6. Danni provocati dall assunzione di alcol Quando l alco arriva nel duodeno, il suo assorbimento è rapido e prioritario rispetto a tutte le altre sostanze; questa priorità ostacola l assorbimento dei nutrienti che, a causa della sua presenza, non riescono a superare la barriera intestinale. L alcol è un composto prepotente e l organismo gli dà via libera! Alcol e fegato Il circolo sanguigno conduce l alcol al fegato e le cellule epatiche hanno quantità di deidrogenasi, come già accennato, tali da permetterne velocemente l ossidazione. Nell epatocita (la cellula del fegato) l alcol etilico viene ossidato e i prodotti dell ossidazione si riversano nel circolo sanguigno per raggiungere i vari tessuti e organi. L alcol influenza tutti gli organi, ma la sua azione è particolarmente evidente nel fegato; infatti gli epatociti lo smaltiscono e ottengono così energia, la stessa che normalmente traggono dal metabolismo degli acidi grassi. Gli acidi grassi, non più utilizzati, si accumulano in grandi quantità nel fegato fino a renderlo sempre più inefficiente (steatosi epatica). Se al fegato giunge con il sangue una quantità di alcol superiore a quella che esso può smaltire mediante l azione enzimatica, l alcol rifiutato resta in circolo, ritornando al fegato fino a quando lì non ci siano di nuovo enzimi disponibili a metabolizzarlo. Alcol e cervello L azione dell alcol sul cervello è anestetizzante, perché l alcol si comporta come un anestetico, che abbassa la sensibilità e la percezione del dolore; esso infatti influenza i neurotrasmettitori, in particolare i mediatori chimici del dolore. I neurotrasmettitori sono sostanze che vengono rilasciate dalla parte terminale di una cellula nervosa quando lì arriva l impulso nervoso; essi, diffondendosi negli spazi liberi tra la parte terminale di una cellula e quella successiva, condizionano la trasmissione dell impulso nervoso (amplificandola o inibendola). Molti neurotrasmettitori sono formati da catene di amminoacidi e per questo sono detti neuropeptidi. Un tempo per questa sua proprietà l alcol veniva usato come anestetico per lenire il dolore, ma, essendo la quantità di alcol necessaria per perdere coscienza molto vicina alla dose letale e la sua efficacia variabile, non viene più usato da quando sono a disposizione dei medicinali anestetici più potenti e meno dannosi. L alcol comunque viene spesso usato per facilitare il sonno grazie alla sua azione narcotica: per narcotico si intende una sostanza che inibisce la sensibilità e la vita di relazione senza interrompere la vita vegetativa. L azione ell etanolo sul cervello è molto evidente e non solo provoca i ben noti effetti comportamentali, inibendo la parola e le attività motorie e agendo sulla vista e sull equilibrio, ma può modificare le attività cerebrali tanto da far perdere la coscienza. È questa una specie di ultima difesa contro i danni provocati al cuore e alla respirazione, prima di arrivare al coma etilico. Se si beve molto alcol e in fretta, il suo tasso nei liquidi corporei può aumentare fino a togliere la lucidità mentale in tempi brevi, che non consentono la messa in opera di strategie di difesa. L azione dell alcol sui nervi periferici può provocare una camminata
incerta e, nei maschi alcolisti, impotenza sessuale. Gli alcolisti che, in condizione di clima freddo, bevono alcolici credendo di scaldarsi, possono morire spesso assiderati perché la vasodilatazione indotta dall alcol fa disperdere calore e l insensibilità agli stimoli esterni, associata alle scarse possibilità di movimento, non permette loro di reagire, ad esempio, al freddo incalzante della notte o di una nevicata improvvisa. Alcol ed energia muscolare Dato che l alcol è altamente energetico, il suo consumo condiziona il fabbisogno calorico. Le calorie prodotte dall alcol non sono utilizzate nello sforzo muscolare perché, a causa di reazioni collaterali, utilizzando tali calorie, aumenta anche l acido lattico, responsabile della fatica e diminuisce il riciclaggio del glucosio; si ha così un abbassamento della glicemia, con pesanti conseguenze sul sistema nervoso centrale e sull attività muscolare stessa. I NUMERI DELL ALCOL Grado alcolico: volume di alcol (in millilitri) contenuto in 100 ml di bevanda. Valore calorico: un grammo di etanolo fornisce 7 kcal. Valore energetico: l energia fornita dall alcol contenuto in 100 g di una bevanda alcolica. Corrisponde al grado alcolico x 0,79 (densità dell alcol rispetto all acqua) x 7 (valore calorico di 1 g di alcol) kcal. Quantità massima di alcol consigliata nell adulto: la quantità di alcol che fornisce il 10% dell energia totale necessaria è la massima consigliata; inoltre la bevanda alcolica dovrebbe essere consumata ai pasti. Il massimo consentito per la salute è di 0,6 g per kg di peso corporeo, vale a dire 36 g di etanolo al giorno per una persona che pesa 60 kg. Contenuto alcolico delle bevande più comuni: Birra: 30 g per litro Vino: 100-120 g per litro Vini liquorosi: 150 g per litro Liquori e distillati 300-500 g per litro Una bevanda che abbia 10 gradi alcolici, per ogni 100 ml fornisce 56 kcal provenienti dall alcol, cui vanno aggiunte le calorie imputabili alla composizione della bevanda considerata, per esempio lo zucchero. 7. Ubriachezza Quando la quantità di alcol contenuta nel sangue è superiore a 1,5 g/l e si continua a bere, compaiono nell ordine: difficoltà di ragionamento e giudizio, difficoltà a parlare e a vedere distintamente gli oggetti, perdita del controllo dei muscoli volontari e dell equilibrio, difficoltà di respirazione e malfunzionamento cardiaco. Se a questo punto si continua a bere, vengono colpiti i centri del cervello preposti alla respirazione e all attività cardiaca, tanto da portare a stato di incoscienza e morte. È comunque sconsigliato l uso di bevande alcoliche agli adolescenti al di sotto dei 16-18 anni e alle donne in gravidanza. Oltre che dalla dose, l effetto dell alcol dipende anche dalla presenza o meno di cibo nello stomaco: se questo è vuoto, il 20% di alcol è assorbito dalla mucosa gastrica e arriva in un
minuto al cervello, se viceversa lo stomaco è pieno, le molecole di alcol hanno meno possibilità di essere assorbite e l influenza sul cervello è minore. Gli aperitivi alcolici per tradizione in Italia vengono consumati assieme a piccole quantità di cibo dall alto contenuto di grassi e carboidrati, in modo da evitare l assorbimento immediato dell alcol. È bene ricordare che la metà degli incidenti stradali è imputabile all abuso di sostanze alcoliche (vedi p. 141). 8. Alcol e malnutrizione L abuso di bevande alcoliche si accompagna inoltre a malnutrizione; aumenta infatti il consumo di vitamine necessarie per i processi derivati dal metabolismo dell alcol che vengono sottratte alle normali necessità dell organismo. Ad esempio l etanolo non etabolizzato dalle deidrogenasi epatiche entra in altri circoli metabolici, liberando energia e producendo ioni idrogeno (H+) acidi che, per essere eliminati, richiedono l intervento della vitamina B3. Nell alcolista si possono riscontrare carenze nutrizionali, anche se l apporto calorico fornito dall alcol è alto, perché l alcol, come già scritto, non è un nutriente (calorie vuote). Inoltre l effetto dell alcol sul sistema nervoso centrale produce dapprima euforia, poi fa sì che non si avverta più il senso della fame: malnutrizione e denutrizione sono concomitanti nell alcolista, a prescindere dal contesto sociale e dalle possibilità economiche. La presenza di etanolo nel sistema digerente provoca sete, per cui il consumatore per soddisfare tale necessità spesso assume altre bevande alcoliche anziché acqua, peggiorando così i problemi di malnutrizione e denutrizione. 9. Alcol e farmaci L assunzione di alcol in forti dosi può modificare l azione dei farmaci: l assunzione di alcol contemporaneamente a certi farmaci ne altera l effetto, in quanto l alcol impedisce alle cellule del fegato, impegnate a smaltire lemolecole alcoliche, di metabolizzare il farmaco; chi è solito bere alcolici in forti dosi ha un sistema microsomiale delle cellule epatiche più efficiente e quindi metabolizza più velocemente i farmaci assunti. Pertanto l assunzione di farmaci in bevitori occasionali e in bevitori inveterati modifica la dinamica d azione dello stesso farmaco rallentando o aumentando la velocità d azione e rendendo difficile un corretto dosaggio. Gli anestesisti prima di un operazione chirurgica indagano sulle abitudini di consumo di alcolici del paziente per prevenire eventuali difficoltà in corso di anestesia.
10. Alcol e dipendenza L alcol è una sostanza eccitante, una droga millenaria la cui diffusione e tollerabilità implica alcune considerazioni: l alcol etilico è una droga, in quanto compie modificazioni rimarchevoli e persistenti sull organismo; la dose di alcol etilico che può essere assunta senza diventare un pericolo per il consumatore e per chi gli sta vicino è individuale e razziale, anche se, oltre una certa quantità, l alcol è sempre dannoso; quando il consumo di alcol diventa abuso ci sono limiti entro i quali è possibile ripristinare lo stato di salute, ma, una volta superata una certa soglia, è difficile recuperare il benessere perché i processi degenerativi cellulari progrediscono; prima di decidere di consumare alcolici (o qualsiasi altra droga), è bene essere informati sui vantaggi e svantaggi di tale consumo per poter valutare criticamente i pregiudizi e gli interessi che gravitano attorno all uso delle bevande alcoliche. Gli animali rifiutano di bere alcol: somministrando loro alcol forzatamente, ad esempio inoculandolo nel sangue, si può indurre negli animali dipendenza fisica ma non psichica. Le membrane dei neuroni cambiano la loro flessibilità per assunzione di alcol, così che, divenute rigide per vari motivi naturali o non, sotto l effetto dell alcol riacquistano una flessibilità che procura un senso di benessere e induce ad assumere altre bevande alcoliche non appena tale effetto termina. Il consumatore di alcol non si rende conto che più alcol consuma, più le membrane delle cellule del cervello diventano rigide e quindi si instaura un circolo vizioso che coinvolge anche tutte le altre cellule del corpo, con particolare effetto devastante su quelle del fegato, ma anche sul cuore, sul cervello e sui muscoli. Sarebbe interessante sapere cos è veramente che attrae l uomo verso l alcol, se l eccitazione o l oblio: di certo invece si sa che il suo consumo smodato porta a uno stato di inebetimento che estranea dalla quotidianità e dai problemi sociali, distruggendo qualsiasi impulso vitale.