Progetto Educativo di Gruppo 2013-2016



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Transcript:

Progetto Educativo di Gruppo 2013-2016

«Il Progetto educativo del Gruppo, ispirandosi ai principi dello scautismo ed al Patto associativo, individua le aree di impegno prioritario per il Gruppo a fronte delle esigenze educative emergenti dall analisi dell ambiente in cui il Gruppo opera e indica i conseguenti obiettivi e percorsi educativi. Il Progetto ha la funzione di aiutare i soci adulti a realizzare una proposta educativa più incisiva: orienta l azione educativa della Comunità Capi, favorisce l unitarietà e la continuità della proposta nelle diverse Unità, agevola l inserimento nella realtà locale della proposta dell Associazione. A tal fine il Progetto educativo è periodicamente verificato e rinnovato dalla Comunità Capi». (Dall'articolo 21 dello Statuto dell'agesci) 2

Premessa La comunità capi dell Alcamo 2, durante l uscita del 21 Settembre 2012 (che si è tenuta ad Alcamo presso le Clarisse del monastero del Sacro Cuore), ha analizzato i dati raccolti da attraverso un questionario interno compilato dai tra i capi verbalizzando quanto segue. Il gruppo, oramai più che ventenne, è ben integrato nel territorio, opera costruttivamente in sinergia con le altre agenzie educative ivi presenti. Ad oggi conta più di cento censiti suddivisi equamente nelle diverse branche anche se in taluni casi non equilibrati per fasce d età. 3

Analisi forze in gioco Le forze in gioco su cui possiamo contare sono sicuramente: 1. La Co.ca.; 2. Le famiglie; 3. La Parrocchia; 4. Il territorio; 5. La rete. 1. La Co.ca.: Il momento storico in cui viviamo, caratterizzato dalla forte crisi economica e dal sistema scolastico universitario, penalizza la stabilità del gruppo a causa del turn-over obbligato dei capi negli staff. I giovani capi universitari finita la triennale cercano di intraprendere il percorso specialistico fuori dal territorio causando sistematicamente un servizio educativo precocemente interrotto. Analogamente l allontanamento riguarda anche alcuni capi anche con esperienza e formati che, per perseguire la ricerca di maggiore stabilità economica, sono costretti a distaccarsi dal gruppo e dalle attività, in taluni casi per periodi brevi, in altri ancora perduranti. I due fenomeni creano spesso un servizio educativo a singhiozzo nelle branche. Programmare gli staff ad inizio anno è sempre più complicato e pensare di allungare il periodo di programmazione a tre o quattro anni risulta veramente difficoltoso. I capi che ad oggi fanno parte della comunità inseguono una costante formazione, in gruppo ed attraverso gli eventi di formazione. Per quanto possibile si è cercato di assicurare, da diversi anni, una costante rotazione dei capi nelle tre diverse branche e nei diversi ruoli (capo unità, aiuto) per puntare ad una comunità che possa attuare il metodo con maggiore uniformità trasversalmente alle tre diverse unità. I capi ad oggi censiti sono 19 di cui oltre il 50% ha completato l iter di formazione. 3 dei 19 capi non svolgono servizio educativo ma assistono logisticamente la Co.Ca. nelle sue necessità educative/formative. 2. Le Famiglie: Le famiglie dei ragazzi assumono un ruolo centrale nell educazione del ragazzo e di concerto con i capi scout dovrebbero garantire la continuità della proposta scout anche al di fuori delle sedi e dei campi. Spesso però i genitori sono poco interessati e partecipi della vita scout del loro figlio. Si è cercato negli ultimi anni di proporre attività che vedessero conivolte anche le figure familiari all interno del contesto scout (l ospitata dei lupetti a vicenda per un week-end, le aperture degli anni scout con mangiata con le famiglie, i genitori logisti ai campi, ecc ). E evidente che questi eventi son senza dubbio importanti nelle relazioni famiglia-gruppo scout, ragion per cui si cercherà di far vivere maggiormente la vita scout all interno delle famiglie ricercando sempre più i genitori quali maestri di specialità, assistenti per il conseguimento delle prede, collaboratori nella realizzazione del capitolo o impresa, ecc 3. La Parrocchia: La parrocchia oggi si sta trasformando sempre più in strumento per l attuazione del progetto educativo. Il salone parrocchiale è quasi sempre disponibile ed, 4

inoltre, fornito di videoproiettore ed altri supporti informatici ed elettronici che possono essere di valido supporto. Tra le realtà parrocchiali: Segni Nuovi SP, circolo di cultura cinematografica, i Figli di DIO, comunità cristiana di preghiera molto frequentata da giovani, la San Vincenzo, il gruppo Coro e i Ministri Straordinari. L interazione con questi gruppi ci consente sempre più di sviluppare una proposta educativa scout in linea con i principi del catechismo e con una visione degli stessi concetti da più punti di vista. Per poter considerare tali associazioni e movimenti forza su cui contare, per perseguire gli obiettivi del presente progetto educativo, è naturale che il primo passo di interazione va fatto nel contesto degli educatori ed in ambiente di formazione. 4. Il territorio: il territorio offre strumenti di crescita e confronto politico interessanti. Le amministrazioni comunali, con i loro modi e tempi, sono presenti e quasi sempre disponibili. Le associazioni e strutture quali il Banco Alimentare, la Charitas, la Croce Rossa, le forze di Polizia, WWF, LIPU, APDVS, Centro diurno per Anziani, Cittattivarsi, Associazione Antiracket, Addio Pizzo, Libera, etc.. sono pronte al dialogo e facilmente contattabili. 5. La rete: i nostri ragazzi vivono costantemente la rete nelle diverse forme di social network o gruppi virtuali. Crediamo che la rete possa essere sia pericolosa ma anche contenitore e risorsa anche per l educazione scout. I social network, i gruppi virtuali, ecc, se correttamente utilizzati e progettati dallo staff possono essere solo forza e strumento nell educazione del ragazzo. Il capo scout che sa organizzare il proprio profilo e il modo di comunicare in rete nella maniera opportuna sarà di sicuro esempio per il ragazzo oltre che occasione di confronto. Naturalmente non si può lasciare la gestione della rete alla sola sensibilità educativa del capo, le risposte così come le proposte vanno condivise con lo staff e in taluni casi con la co.ca. Momenti di formazione in tal senso verranno organizzati conivolgendo e rendendo partecipi anche i genitori e le altre agenzie educative. CO.CA. FAMIGLIE PARROCCHIA TERRITORIO RETE 5

Obiettivi 6

Senso Civico Analisi: Bisogno: Obiettivo: A B Il rispetto dell ambiente è un valore che assume poca attenzione e sensibilità nel ragazzo. La politica intesa come territorio ed evoluzione dello stesso è un tema che poco attechisce nel ragazzo. Accrescere la cultura per un mondo sostenibile Maturare il senso della cittadinanza attiva Educare ad una gestione ecosostenibile delle cose (differenziata, risparmio energetico ) Educare ad essere parte attiva e responsabile nel territorio C La rete, la tecnologia ed i social network non vengono visti come strumento di crescita e di confronto ma spesso sono motivo di estraniazione ed estremizzando asocialità Evitare che la tecnologia ci distragga da ciò che ci circonda e che la stessa possa essere utilizzata per meglio apprezzarne le sfumature più sottili Educare ad un corretto uso della tecnologia e della rete. Educare alle regole ed al giusto spazio che riveste la tecnologia nel quotidiano. Per esempio: spegenere i telefonini a Messa ed in attività, Uso corretto del linguaggio nei social network, ecc 7

Rapporto con gli altri Analisi: Bisogno: Obiettivo: A B C Il vivere parte attiva nella comunità parrocchiale è un valore molto distante nel ragazzo, spesso ci si avvicina alle realtà parrocchiali con aria di superiorità e sufficienza. Il contatto con portatori di handicap o con chi è divero spesso crea disagio nei ragazzi Il dialogo tra i ragazzi e i genitori è minimo e spesso si riduce, man mano si avanza con l età, fino ad assumere il solo aspetto di cortesia tra conviventi. I genitori sono estranei dalla vita scout dei propri figli spesso anche a causa dello scarso dialogo. Maturare il senso di appartenenza comunitaria Scoprire la diversità per favorire l incontro Riscoprire nel genitore una figura di sostegno e confronto Educare al vivere nella parrocchia e ad esserne parte attiva Educare allo stare insieme con i disabili Educare al dialogo intrafamiliare 8

Spiritualità Analisi: Bisogno: Obiettivo: A I ragazzi hanno poca consapevolezza della loro fede cattolica Conoscere la religione per consolidare la fede Alimentare la propria fede attraverso la riscoperta della nostra religione 9

Attuazione in branca BRANCA LC: 2013 BRANCA EG: BRANCA RS: BRANCA LC: 2014 BRANCA EG: BRANCA RS: 10

2015 BRANCA LC: BRANCA EG: BRANCA RS: BRANCA LC: 2016 BRANCA EG: BRANCA RS: REVISIONI e AGGIORNAMENTI: 11

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