L anziano fragile: quando è a rischio di maltrattamento e di abuso?



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Transcript:

CarlaSargenti: Infermiera specialista clinica e docentessfs CASA ANZIANI 7742 POSCHIAVO L anziano fragile: quando è a rischio di maltrattamento e di abuso? Definizione di abuso «atto singolo o ripetuto, o la mancanza di un azione appropriata, che si erifica all interno di qualsiasi relazione in cui vi sia aspettativa di fiducia, che determina danno sofferenza ad una persona anziana» 1) OMS, «L abuso nei confronti dell anziano». Quadernidi sanità. 133/134 (27, giugno2004): 201. 2) Negligenza incuria: Rifiuto o mancanza di assolvere all obbligo di assistenza. Ciò che può anche comprendere il tentativo conscio e intenzionale di infliggere sofferenza fisica o emotiva alla persona anziana. 3) OMS, «L abuso nei confronti dell anziano». Quaderni di sanità. 133/134 (27, giugno2004): 201.pagina 202 Vantaggi di una definizione. Permette un consenso. Permette di distinguere l accettabile dall intollerabile, il normale dall abusivo. Classifica i comportamenti abusivi secondo criteri giuridici il 5% della popolazione sopra i 65 anni subisce abusi fenomeno sottostimato! Il 36%di professionisti dice di essere stato testimone di abusi fisici l 81%dice di essere stato testimone di abusi psicologici PillemerK, MooreDW, Abuseof patientsin nursing homes: findingsfroma surveyof staff. Gerontologist 1989, 29: 314-320. Luoghi di vittimizzazione 30% in istituto 70% a domicilio Tipi di abuso: Fisico Psicologico o affettivo Economico o materiale Sociale Abuso da parte dei sistemi Sessuale Abusi a domicilio: 50%abuso materiale 30%abuso psicologico 10%abuso fisico 8%negligenza Esempi di abuso: Abusi finanziari, furti Ricatti, minacce, infantilizzare Isolamento, privazioni di contatti Dipendenza fisica e psichica Somministrazione forzata di medicamenti Cure non adeguate Violenza coniugale Profilo della vittima:

Persona che vive sola e ha + di 75 anni, ha già vissuto episodi di violenza, molto dipendente nelle cure è accompagnata dalla stessa persona, ha pochi contatti, ha difficoltà finanziarie e/o non gestisce le finanze. Silenzio della vittima: Resistenza sociale Paura delle vittime Percezione delle vittime Attitudine del contesto Capacità/forza della vittima Profilo dell abusatore: Se membro della famiglia vive con la vittima di cui si occupa da tempo non riceve gratificazioni, non è preparato né aiutato isolato socialmente, soffre di problemi di salute e/o di dipendenza. Ha problemi finanziari vive un burn-out. Se estraneo alla famiglia è preposto ai servizi di cura è mal preparato ad assumere una persona dipendente. Lavora solo e senza supervisione ha più fattori di stress. Cosa fare?? Reagire e parlare per spezzare il cerchio della violenza. Abusi nelle istituzioni Tre principali origini di abusi: 1) Legate al personale e alle direzioni 2) Alla pianificazione dei servizi 3) All organizzazione delle cure Legate al personale e alle direzioni Fisici: colpi, spintoni, nutrire con forza o velocemente. Contenere in odo ingiustificato e inadeguato. Psicologici: Aggressioni verbali, disprezzo, controllo disciplinare, infantilizzare, dare del tu, minacciare, staccare i campanelli. Materiali: Fatturazione ingiustificata, controllo finanziario, procura senza consenso, furto di beni. Negligenza: prodigare cure di bassa qualità, non rispondere alle chiamate, mancanza di ascolto e di attenzione, non rispetto di ritmi e intimità Legate alla pianificazione dei servizi Vita quotidiana: Quantità e qualità del cibo, ritmi dei pasti, animazione non adatta, mancanza di luoghi privati, regolamenti abusivi, toilette prodigata da personale di sesso opposto. Condizioni di vita: Camere, luce, spazi, riscaldamento inadeguati. Accessi inadeguati alla difficoltà. Promiscuità o cambio camera imposta, ecc.

Legati all organizzazione Continuità, qualità delle cure, accesso ai servizi: Assenza di valutazione regolare della salute, mancanza di continuità nelle cure, tempi di attesa per le cure, medicalizzazione troppo abbondante, abbandono terapeutico, personale notturno non preparato, pochi servizi specifici (riabilitazione, animazione, ) Rispetto dei diritti: trattare senza consenso Profilo della vittima 80% donne Stato di dipendenza importante Persone affette da malattia mentale Soffrono di handicap ++ (+) Godono di poche visite di parenti o amici. PRESSIONE DEI FATTORI SOCIO-ECONOMOCI CRESCITA DEMOGRAFICA AUMENTA LA DIPENDENZA E LA PSICOGERIATRIA RIDOTTA DISPONIBILITA I LETTI AUMENTA IL SOVRACCARICO FISICO E PSICHICOCURANTI: RITMO DI LAVOROSTRESS, SOLITUDINE, FAMIGLIA: FATICA IMPOTENZA, STRESS, CONDIZIONI SOCIO ECONOMICHE, MANCANZA DI RICONOSCIMENTOALTER EGO: GuryBovey, Pro SenectuteVaudAUMENTA IL RISCHIODI MALTRATTAMENTI TEMPI DI GENZA CORTI Cosa fare? Ascoltare la vittima, sostenerla e proteggerla condividere in équipe, informare medico e i superiori chiarire la situazione, i fatti, gli elementi, accompagnare la vittima, osservare regolarmente il suo stato di salute identificate le persone a rischio Cosa fare? Definire un atteggiamento nei confronti della persona che ha commesso l abuso identificare: le condizioni di lavoro a rischio, i curanti a rischio e proporre correttivi.

Elaborare delle procedure specifiche costituire gruppi di scambio interdisciplinari, gruppi di discussione, supervisione. Dar peso ai rumori legati a situazioni difficili. Rompere l isolamento dei curanti. PARLARE DEL FENOMENO!! Che cosa esiste in Svizzera Legge(LAVI) legge federale per l aiuto alle vittime d infrazione. Associazione Alter-ego www.alter-ego.ch Strategie cantonali Referenze bibliografiche: De Saussure, C.Vieillardsmartyrs, vieillardstirelires. Chêne-Bourg: MédecineetHygiène, 1999. OMS. Violenza e salute nel mondo, Quaderni di sanità pubblica 133/134, giugno 2004, Milano: CIS editore. www.uniger.ch (unità di ricerca e d intervento in gerontologia) www.rifvel.org (rete francofona Invecchiare in libertà ) Elementi per lavoro in atelier: Breve presentazione reciproca 15.15-15.30 Percezione del problema: 15.30-16.00 Lavoro in sottogruppo (5x5) discutete su-conosco/conosciamo già il problema? -nella nostra struttura si parla del fenomeno? -come nasce un attitudine maltrattante? -che cosa bisognerebbe attivare a livello preventivo? Condivisione delle riflessioni 16.00-16.30 Risultati lavoro atelier Si conosce il fenomeno? Sì, Problema conosciuto a livello soggettivo, se ne parla poco o quando succede un evento. Occasionalmente se ne parla prima. Se ne parla ma non c è seguito! Se ne parla c è seguito ma spesso come provvedimento Come nasce un attitudine maltrattante? Stress Routine Pressioni parenti Ridotte risorse Situazioni difficili da gestire (formazione? Attitudini personali, strutture inadeguate/patologie, esperienze prof./private, ) Contesto culturale e generazionale Motivazione Attese sproporzionate Cosa attivare a livello preventivo? Riconoscere il problema come tale Parlare del problema e discutere Sostenere famiglie, curanti Aggiornamenti e formazione Gestione delle risorse Collaborazione con persone di riferimento

Autorità competente?! Conclusioni Riconoscere il problema Pìù dialogo Armonia nel team Tempo Incontri regolari per valutare la situazione e fare il punto e definire nuove strategie Scambio di esperienze Maggior organizzazione.