CLOTILDE CAMERATA COORDINA SILVIA PAGLIA
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- Teresa Tedesco
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1 CLOTILDE CAMERATA COORDINA SILVIA PAGLIA MONTESILVANO MARINA 23 MAGGIO 2015
2 Il CAPITALE UMANO è la risorsa su cui l AVO deve investire maggiormente: sono i VOLONTARI a dare senso e valore alla mission dell Associazione. 4
3 Il Responsabile/Coordinatore - per organizzare un servizio efficace ed efficiente - motiva, sostiene, guida, dà fiducia ai suoi volontari, ma controlla e valuta 3
4 LA RIUNIONE PERIODICA È LO STRUMENTO che l Associazione ha per PARLARE ai suoi volontari che i volontari hanno per SENTIRSI PARTE dell Associazione
5 La riunione raggruppa tutti i volontari attorno ad un unico tavolo è l occasione privilegiata per - informare - comunicare - formare - conoscere e far conoscere - sostenere incontri e scambi - non far sentire sole le persone - supportare - consigliare 5
6 La riunione può avere obiettivi diversi promuovere la conoscenza tra i volontari attivare scambi e collaborazione tra i volontari (come? con quali strumenti?) informare (appuntamenti, eventi, nuove procedure, cambiamenti ) coinvolgere i volontari nella vita dell Associazione (nelle riunioni di reparto sostengo, preparo e organizzo la partecipazione dei volontari a eventi, momenti associativi ) incrementare il senso di appartenenza e la motivazione (momenti di verifica del servizio) verificare il lavoro del reparto (criticità, punti di forza nel servizio in reparto )
7 che possiamo riassumere in obiettivi generali - verifica andamento del reparto - confronto condivisione esperienze - confronto su problemi-criticità - informazioni varie - opportunità formative individuali - verifica personale - percezione di sentirsi parte del gruppo - consapevolezza - responsabilità - ruolo
8 pianifica e organizza momenti di verifica del servizio in reparto attiva il confronto e la condivisione delle esperienze in reparto favorisce il confronto su problemi e criticità che i volontari incontrano cura e predispone il passaggio delle informazioni presenta e sostiene la partecipazione alle opportunità formative 8
9 Ogni buona riunione ha
10 DEFINIRE IL PERCHÈ stabilire l obiettivo: perché è necessario incontrarsi? DECIDERE IL COSA il tema, l argomento principale della riunione SCEGLIERE IL COME la modalità con cui svolgere la riunione: come lavorare insieme? PIANIFICARE IL QUANDO la tempistica della riunione: quando, durata, scansione temporale
11 è il momento giusto per indire una riunione? è opportuno che il reparto si incontri? È consigliabile fare un calendario a inizio anno con: Minimo 3 riunioni di reparto da svolgersi concordando giorno e orario: 1 riunione Ottobre/Novembre 2 riunione Gennaio/Febbraio 3 riunione Aprile/Maggio + 1 riunione con caposala/responsabile struttura
12 assicurarsi che tutti i volontari del reparto siano stati invitati e avvisati definire e inviare ai partecipanti l ordine del giorno che ha una duplice funzione: - organizzativa (convoca i membri del gruppo) - attivante delle persone del gruppo (in modo dinamico e virtuoso lo accompagna in incontri di crescita e piena consapevolezza) preparare l eventuale materiale da distribuire concordare chi redigerà il verbale
13 deve arrivare almeno 5/6 gg prima è da inviare a tutti i partecipanti deve essere accattivante ( deve far venire voglia di partecipare ) è sintetico, ma non troppo deve esplicitare i temi che si tratteranno può dare consegne in vista della riunione sancisce orari e tempi (dalle ore/alle ore )
14 chiudere la riunione è un momento importante che approfondiremo in seguito aprire la riunione ringraziando i partecipanti e presentando coloro che non si conoscono presentare obiettivi, contenuti e metodologie di lavoro ( perché siamo qui oggi, su cosa lavoreremo, come lavoreremo ) coinvolgere tutti i partecipanti (sollecitando e contenendo ove necessario) moderare i turni di parola
15 il ruolo attivo, ma non dominante, di chi ha più esperienza la presa di parola di tutti (stimolare senza imporre) il senso di identità del gruppo (ricercando i punti in comune, i fili rossi tra le persone ) l accoglienza reciproca (clima non giudicante) l ascolto e l interesse (facendo e stimolando domande) pettegolezzi chiacchiericcio banalizzazioni silenzio o eccesso di parole interruzioni giudizi o valutazioni sulle persone e su ciò che dicono
16 un momento molto delicato della riunione un ottimo momento per verificare l efficacia e l efficienza della riunione rispetto agli obiettivi un buon momento per saldare la coesione del gruppo sugli obiettivi comuni il momento migliore per raccogliere a caldo commenti sulla riunione che possono costituire una lezione imparata o attivare dei processi di miglioramento per il futuro
17 Affinchè una riunione sia davvero efficace tutti i partecipanti devono avere: capacità di ascolto attivo flessibilità mentalità negoziale Nella fase finale di chiusura il Responsabile: è bene che faccia una breve sintesi di quanto condiviso e stabilito ringrazi dando appuntamento al prossimo incontro
18 redigere il verbale inserendo all interno riflessioni sviluppate nell incontro, eventuali informazioni importanti, questioni degne di nota, criticità, risorse, indicazioni per il prosieguo del lavoro, questioni da approfondire nella riunione successiva trasmette il verbale a tutti i volontari VERBA VOLANT, SCRIPTA MANENT La conoscenza si trasmette anche con strumenti immateriali come le parole e con un verbale le parole si materializzano! Il verbale è spesso ciò che solo rimane di fiumi e fiumi di parole.
19 PER CONCLUDERE ricordiamo alcune regole fondamentali cominciare in orario non divagare attenersi all ordine del giorno evitare colloqui personali non abbandonare la riunione prima del termine essere costruttivi anche nella critica ascoltare gli altri finire entro il tempo stabilito
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