La malattia di Parkinson



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La malattia di Parkinson Dr. James Parkinson, medico, geologo, paleontologo, attivista politico, 1755-1824

La malattia di Parkinson La prima descrizione di 6 casi di paralisi agitante, caratterizzati da andatura anomala, diminuzione della forza muscolare, paralisi, postura caratteristica, tremore a riposo, e modo in cui la condizione progredisce nel tempo, risale al 1817

La malattia di Parkinson

Parkinson Malattia degenerativa del sistema nervoso centrale con accumulo di alfa-sinucleina e morte di più del 70% delle cellule della substantia nigra che sintetizzano e rilasciano la dopamina

Malattie degenerative Malattie croniche, legate al processo di invecchiamento: cardiovascolari, osteoarticolari, metaboliche, respiratorie, reumatiche, del sistema nervoso, tumori

Il sistema nervoso Unità morfo-funzionale caratterizzata da un tessuto biologico altamente specializzato nel ricevere, trasmettere ed elaborare gli stimoli esterni ed interni, permettendo all uomo, grazie alle sue funzioni psichiche ed intellettive quali la coscienza, la conoscenza, la memoria, di relazionarsi con il proprio ambiente

Sistema nervoso Compie 3 principali funzioni: sensoriale, motoria, integrativa (che include memoria, pensiero, ecc.)

Il sistema nervoso

Il sistema nervoso Sistema Nervoso Centrale encefalo telencefalo diencefalo cervelletto Tronco encefalico midollo spinale Sistema Nervoso Periferico radici spinali gangli paraverebrali, gangli prevertebrali, plessi tronchi nervosi o nervi propriamente detti, con i loro rami terminali e collaterali

Sistema nervoso centrale e periferico Si distinguono per la provenienza dei prolungamenti delle cellule nervose e per il fatto che il rivestimento dei prolungamenti (assoni e/o dendriti) è costituito dagli oligodendrociti (mielina centrale) piuttosto che dalle cellule di Schwann (mielina periferica) I conglomerati di neuroni prendono il nome, nel SNC, di Nuclei, nel SNP di Gangli I raggruppamenti degli assoni in fasci prendono il nome, nel SNC di Tratti, nel SNP di Nervi

Sistema nervoso

L'encefalo Dal greco encephalon, "dentro la testa, è la parte del sistema nervoso centrale contenuta nella scatola cranica e divisa dal midollo spinale tramite un piano passante subito sotto la decussazione delle piramidi È costituito da cervello (telencefalo e diencefalo), tronco encefalico (mesencefalo, ponte e bulbo) e cervelletto

Parametri fisiologici dell'encefalo umano Arco sagittale massimo = 237 mm Circonferenza orizzontale massima = 480 mm Diametro sagittale massimo (lunghezza) = 170 mm nel maschio, 160 mm nella femmina Diametro trasverso massimo (larghezza) = 140 mm nel maschio, 135 mm nella femmina Diametro verticale massimo (altezza) = 130 mm nel maschio, 125 mm nella femmina

Porzioni costitutive dell'encefalo 1. Telencefalo: la porzione più superficiale dell'encefalo, costituito da corteccia telencefalica, sostanza bianca e nuclei della base 2. Diencefalo: posto internamente alla sostanza bianca telencefalica e costituito da talamo, epitalamo, metatalamo, ipotalamo, subtalamo, è in continuazione inferiormente con il mesencefalo tramite i due peduncoli cerebrali 3. Cervelletto: la porzione situata nella fossa cranica posteriore 4. Tronco encefalico: funzionalmente connesso con il cervelletto e costituito a sua volta da tre porzioni, in senso craniocaudale: I. Mesencefalo: in continuità superiormente con il diencefalo, costituito dai due peduncoli cerebrali e dalla lamina quadrigemina II. Ponte: posizionato ventralmente al cervelletto III. Bulbo: detto anche midollo allungato o mielencefalo, è il segmento inferiore dell'encefalo e prosegue in basso, senza interruzione, nel midollo spinale

Sistema nervoso

Sistema nervoso centrale

Il cervello

L alfa-sinucleina Proteina di funzione sconosciuta presente nella neocorteccia, nel talamo, nell ippocampo, nella substantia nigra, nel cervelletto e nel sistema nervoso entrico intestinale, codificata dal gene SNCA, che può formare aggregati proteici insolubili (corpi di Lewy) nell atrofia multi-sistemica, nella demenza a corpi di Lewy, nella malattia di Alzheimer e nella malattia di Parkinson

L alfa-sinucleina

L alfa-sinucleina

La substanita nigra Formazione nervosa, di colore nerasto per la presenza di melanina, situata fra diencefalo e mesencefalo, che ha il compito di facilitare il movimento

La substanita nigra Formazione nervosa, di colore nerasto per la presenza di melanina, situata fra diencefalo e mesencefalo, che ha il compito di facilitare il movimento

La substanita nigra Formazione nervosa, di colore nerasto per la presenza di melanina, situata fra diencefalo e mesencefalo, che ha il compito di facilitare il movimento

Parkinson Accumulo di alfa-sinucleina (corpi di Lewy) nei neuroni della substantia nigra e del locus ceruleus Perdita fino al 70% di neuroni e astrociti con attivazione della microglia Insufficiente formazione di dopamina

Locus ceruleus

La dopamina Neurotrasmettitore prodotto in gran parte dalla substantia nigra, che inibisce la secrezione di prolattina, svolge un ruolo importante nei processi di attenzione, cognizione, comportamento, motivazione, movimento volontario, punizione, soddiazione, sonno e umore, accelera il battito cardiaco e innalza la pressione sanguigna

La dopamina Neurotrasmettitore prodotto in gran parte dalla substantia nigra, che inibisce la secrezione di prolattina, svolge un ruolo importante nei processi di attenzione, cognizione, comportamento, motivazione, movimento volontario, punizione, soddiazione, sonno e umore, accelera il battito cardiaco e innalza la pressione sanguigna

Parkinson

Il sistema dopaminergico

Parkinson È più comune negli anziani: 4% della popolazione sopra gli 80 anni Età media di insorgenza è circa 60 anni Fattori di rischio: depressione, esposizione a metalli pesanti, percloroetilene, pesticidi, tetracloruro di carbonio e tricloroetilene, perdita di cellule e pigmento nella sostanza nera, traumi cranici

Parkinson Fattori di protezione: Caffeina, vitamine C e D Fumo di tabacco

Parkinson: sintomi Bradicinesia Deambulazione a piccoli passi striscianti Disturbi della deglutizione Instabilità posturale Linguaggio lento e monotono Micrografia Mimica facciale scarsa Rigidità e resistenza al movimento Tremore a riposo, assente nel sonno

Bradicinesia Difficoltà a iniziare un nuovo movimento del proprio corpo, che, quando effettuato, risulterà rallentato

Bradicinesia

Deambulazione a piccoli passi striscianti

Disturbi della deglutizione

Instabilità posturale

La postura È la posizione del corpo umano nello spazio e la relativa relazione tra i suoi segmenti Può essere: in stazione eretta, seduta, in decubito La corretta postura è la posizione del corpo nello spazio più idonea a contrastare la forza di gravità, da fermi e in movimento

La postura

La postura

Instabilità posturale

Instabilità posturale Festinazione il malato insegue il suo centro di gravità

Instabilità posturale

Linguaggio lento e monotono

Micrografia

Mimica facciale scarsa

Rigidità e resistenza al movimento

Rigidità e resistenza al movimento

Tremore a riposo, assente nel sonno

Parkinson

Parkinson

Tremore, cause

Parkinson: sintomi Depressione e apatia Difficoltà avvio di azioni appropriate, flessibilità cognitiva, memorizzazione, pianificazione, pensiero astratto Fluttuazioni e rallentamento dell'attenzione e della capacità cognitiva Rischio di demenza x2-6 Abuso di farmaci, alimentazione compulsiva, allucinazioni e/o deliri, ansia, gioco d'azzardo patologico e ipersessualità, possibilmente iatrogeni

Parkinson: depressione e apatia Vincent Van Gogh, 1890, Uomo anziano nel dispiacere

Parkinson: la diagnosi Visita neurologica Gli esami di neuro-imaging servono solo per una diagnosi differenziale

Parkinson: la visita neurologica Anamnesi, esame dell'equilibrio, della forza, della reazione degli occhi agli stimoli visivi, dei riflessi, della sensibilità

Parkinson: la diagnosi neurologica Bradicinesia, instabilità posturale, rigidità, tremore a riposo, asimmetria dei sintomi motori, esordio unilaterale, progressione nel tempo

Parkinson: la diagnosi strumentale Tomografia computerizzata (TC) Risonanza magnetica (MRI) Risonanza magnetica (MRI) funzionale Risonanza magnetica (MRI) con tensore di diffusione Spettroscopia a Risonanza magnetica (MRI) Sonografia transcranica dei nuclei della base e del mesencefalo, con finestra temporale PET con fluorodesossiglucosio SPECT con ioflupane e iometopane

Parkinson: la Tomografia computerizzata (TC)

Parkinson: la Risonanza magnetica (MRI)

Parkinson: la Risonanza magnetica (MRI) funzionale

Parkinson: la Risonanza magnetica (MRI) con tensore di diffusione

Parkinson: la MRS (Magnetic Resonance Spettroscopy)

Parkinson: la Sonografia transcranica

Parkinson: la PET con fluorodesosiglucosio

Parkinson: la SPECT (tomografia ad emissione di un solo fotone)

Parkinson: terapie (sintomatiche) Trattamento farmacologico dei sintomi motori: levodopa (+1 inibitore della dopadecarbossilasi e un inibitore delle COMT) agonisti della dopamina inibitori MAO-B (Inibitore della monoamino ossidasi) Terapie complementari Chirurgia Stimolazione cerebrale profonda Cure palliative

Levodopa Attenua i sintomi motori perché viene convertito in dopamina, mediante DOPAdecarbossila si, nei neuroni dopaminergi ci

Levodopa Può provocare discinesie (alterazioni dei movimenti volontari come atetosi, crampi, corea, emiballismo, miocloni, spasmi, tic, tremori), nausea e rigidità articolare Per questo si inizia con gli agonisti dopaminergici e gli inibitori della monoamino ossidasisi, e, poi, si associano all L-DOPA benserazide e carbidopa (inibitori periferici della DOPA-decarbossilasi), ed entacapone tolcapone (inibitori dell'enzima COMT)

Discinesie da Levodopa Atetosi: movimenti involontari di torsione degli arti, della lingua e del volto, continui, costanti, lenti, senza coordinazione Córea: movimenti afinalistici, involontari, irregolari, rapidi, di parti del corpo attorno al loro asse Emiballismo: movimenti ampi, involontari e violenti, dei muscoli di un lato del corpo Mioclono: breve e involontaria contrazione muscolare (fase di addormentamento, singhiozzo)

Agonisti della dopamina Bromocriptina, Cabergolina, Pramipexolo, Quinagolide, Ropinirolo, Rotigotina Effetti collaterali: disturbi del movimento, quali acatisia (impossibilità a stare fermi) e sensazione di instabilità, insonnia, nausea, perdita di peso, spossatezza, stanchezza, allucinazioni, disforia (alterazioni dell umore), incremento dell'incidenza di disturbi di dipendenza, peggioramento di un precedente disturbo psicotico, aumento dell'intensità dell'orgasmo

Inibitori della monoaminoossidasi Derivati idrazinici e non idrazinici

Inibitori della DOPA-decarbossilasi Benserazide e carbidopa bloccano la conversione della L-DOPA in dopamina a livello periferico

La dopamina Neurotrasmettitore prodotto in gran parte dalla substantia nigra, che inibisce la secrezione di prolattina, svolge un ruolo importante nei processi di attenzione, cognizione, comportamento, motivazione, movimento volontario, punizione, soddiazione, sonno e umore, accelera il battito cardiaco e innalza la pressione sanguigna

Enzimi COMT e loro inibitori Gli enzimi COMT degradano la levodopa nel sistema nervoso centrale e a livello periferico Entacapone e talcapone inibiscono gli enzimi COMT determinando una disponibilità più elevata e uniforme di levodopa nel cervello

Parkinson: terapie complementari Alimentazione Fisioterapia Logopedia e in particolare LSVT Respirazione Terapia occupazionale Terapia vocale

Parkinson: terapie complementari Acidum phosphoricum Antiossidanti Cerebrum L-carnetina S-Acetil Metionina SAT-terapia Vitamina C sub-linguale

Parkinson: terapie complementari Mucuna pruriens e Vicia faba, fonti naturali di levodopa

Parkinson: la chirurgia (sterotassica) Stimolazione cerebrale profonda (Deep Brain Stimulation, DBS) Intervento lesionale (globo pallido, nucleo subtalamico, talamo)

Parkinson: la stimolazione cerebrale profonda Impianto permanente di elettrodi che stimolano, mediante un pacemaker, il subtalamo

Parkinson: pacemaker cerebrale

Subtalamo (nucleo), globo pallido, talamo

Parkinson: la prevenzione Il consumo di solanacee (patate), peperoni e pomodori) riduce il rischio del 19% La riduzione del rischio è del 30% se si consumano peperoni 2-3 volte alla settimana