3. Selaginellaceae Piante erbacee perenni, gracili, prostrato-radicanti, dicotomicamente ramificate. Fronde piccole (microfilli), uninervie, spiralate o disposte in 4 serie; sporofilli simili ai microfilli. Strobili di aspetto quasi uguale oppure ben differente dalla parte terminale dei rami sterili; macrosporangi posti inferiormente e contenenti 4 macrospore; microsporangi con molte spore, dislocati nella parte superiore dello strobilo. 1. Selaginella 1. Strobili eretti, lunghi, snelli, ben differenziati dai rami sterili... 1. S. helvetica. Strobili più o meno prostrati, corti, larghi, poco differenziati dai rami sterili.. 2. S. denticulata 71
Selaginella helvetica (L.) Spring SELAGINELLA ELVETICA Caratteri Fusti striscianti, gracili, lunghi fino a 15 cm, molto divisi, riuniti in tappeti talora assai estesi. Microfilli ovati, quelli delle 2 serie laterali lunghi fino a 3 mm, con apice ottuso e asse orizzontale, quelli delle 2 serie centrali minori, con apice acuto e asse verticale, appressati. Strobili strettamente cilindrici, solitari o geminati, lunghi fino a 8 cm, ben differenziati dai rami sterili. Altezza 4-12 cm. 72
Sporificazione V-VIII. Riproduzione e ploidìa Sessuale. Diploide (2n=18). Ecologia Rupi, muri, poggi muschiosi, tra 8 e 2500 m. Nota Fiori (1943) registra S. helvetica nelle Alpi Marittime sopra Nava come unica stazione ligure ed estrema presenza meridionale dell areale italiano di distribuzione. Pur trattandosi di un dato ripreso dalla letteratura per un territorio che è al confine con il Piemonte, è probabile che la segnalazione sia corretta e riferibile alla Liguria. A conferma di ciò vi è il recente rinvenimento di una seconda stazione localizzata sul versante sinistro del torrente Tanarello. La segnalazione alquanto generica, riferita alle faggete delle valli Bormida non ha avuto ulteriori riscontri che possano confermarne la presenza. Distribuzione generale Europa, Asia. Distribuzione italiana Alpi e Prealpi: C. Pianura Padana: R. Distribuzione regionale Da Nava alla Val Tanarello (IM). Segnalata anticamente nelle faggete delle Valli Bormida. 73
Selaginella denticulata (L.) Spring SELAGINELLA DENTICOLATA Caratteri Fusti striscianti, gracili, lunghi fino a 10 cm, molto divisi, riuniti in tappeti talora assai estesi. Microfilli con apice acuto nelle serie laterali e acuminato nelle serie centrali. Strobili talvolta ramificati, lunghi fino a 3 cm, scarsamente differenziati dai rami. Altezza 2-4 cm. Sporificazione II-VII. Riproduzione e ploidìa Sessuale. Diploide (2n=18). 74
Ecologia Scarpate erbose, poggi muschiosi, margini di ruscelli in pendio, rupi, muri, tra 0 e 1500 m. Distribuzione generale Macaronesia, coste atlantiche marocchine e iberiche, coste europee, asiatiche ed africane, bacino del Mediterraneo. Distribuzione italiana Coste liguri, tirreniche e ioniche, Sicilia, Sardegna, Isole minori: da CC a C. Zone interne delle regioni centrali e meridionali, comprese le adriatiche: da R a RR. Anche lungo le coste pugliesi. Distribuzione regionale In tutto il territorio, nelle zone costiere e interne del versante marittimo, con una maggiore frequenza nel settore centro-orientale. 75
4. Isoëtaceae Piante perenni, eterosporee, con fusto corto, bulbiforme. Foglie numerose, graminiformi, disposte spiralmente, quasi in rosetta, talora con parte basale (fillopodio) persistente, rigida, nera e lucida, le interne (trofofilli) sterili, le esterne (sporofilli) provviste di una cavità basale (fovea) che ospita i microsporangi o, all estrema periferia della rosetta, i macrosporangi. Sporangi più o meno coperti da una membrana (velum), corrispondente all indusio delle felci, e sovrastati da una piccola appendice (lìgula). 1. Isoëtes Isoëtes duriei Bory CALAMARIA DI DURIEU Caratteri Bulbo spesso profondamente interrato, circondato da squame (fillopodi) nerastri e lucenti più o meno troncati all apice o con 3 brevi denti. Fronde di 30 cm, strette e assai coriacee, disposte in rosetta e spesso arcuate. Sporangi ricoperti di un velum completo. Ligula ovato-acuminata. Macrospore alveolate. Microspore echinulate. 76
Altezza 5-30 cm. Sporificazione XII-V. Riproduzione e ploidìa Sessuale. Decaploide (2n=110). Ecologia Luoghi erbosi umidi o fangosi, soleggiati o parzialmente ombrosi, sovente in pendio, talora in zone rupestri, a volte completamente asciutti in estate, tra 0 e 850 m. anticamente ad Arenzano e Albisola Marina, ma non più ritrovata. Nota I. duriei presenta affinità con I. istrix, altra specie propria di ambienti terrestri, presente in Italia. La distinzione tra le due entità è resa agevole per la presenza di macrospore alveolate in I. duriei ed ornate da numerosi tubercoli in I. istrix. Più complicata risulta l individuazione delle piante, resa difficile dalla scomparsa delle fronde che avviene nel periodo tardo-primaverile, dopo la maturazione delle spore. Distribuzione generale Coste atlantiche del Portogallo, bacino del Mediterraneo. Distribuzione italiana Coste occidentali dalla Liguria alla Calabria; Sicilia, Sardegna, Isole minori: da C a R. In dubbio per il Molise. Distribuzione regionale Deiva Marina e Ameglia (SP). Segnalata 77
5. O phioglossaceae Fusti rizomatosi, brevi, non articolati. Fronde da 1 a 3 (6) per individuo, costituite da una lamina sterile intera posta inferiormente e, se presente, da una lamina fertile situata superiormente e provvista di una parte apicale trasformata in spiga con due file di sporangi; questi con pareti spesse, privi di anulus. 1. Ophioglossum Ophioglossum vulgatum L. OFIOGLOSSO COMUNE 78
Caratteri Rizoma verticale, breve. Lamina sterile sessile, di solito ovata, fino a 2-5 x 3-12 cm, con nervature secondarie non anastomosate. Molto raramente presenza di una seconda lamina sterile. Spiga di 2-6 cm, lungamente peduncolata, con 15-50 sporangi per lato. Spore reticolato-verrucose. Altezza 5-30 cm. Sporificazione IV-VII. Riproduzione e ploidìa Sessuale. Tetraploide (2n=480). Ecologia Prati umidi e torbosi, acquitrini, bordi di ruscelli, boschi igrofili, tra 0 e 1700 m. Distribuzione generale Emisfero boreale (Europa, Asia, Africa, America). Africa Meridionale? Distribuzione italiana Regioni settentrionali e centrali: da C a R procedendo verso sud. Campania, Sicilia, e Sardegna: RR. Distribuzione regionale Presso Castel d Appio, Ventimiglia, media e alta Val Nervia (IM); Toirano (SV); Gruppo di Voltri, alta Val d Aveto, Val Graveglia, dintorni di Lavagna (GE); Val di Vara, Cinque Terre (SP). Nota Al pari delle altre due specie presenti in Italia (O. lusitanicum L. ed O. azoricum C. Presl), O. vulgatum si conserva tenacemente negli stessi luoghi, anche se poi, da un anno all altro, possono verificarsi variazioni nella genesi della parte subaerea. Resta comunque il fatto che appare in regresso, al di là dei danni provocati dall uomo all ambiente, per la concorrenza di specie più competitive. Una concausa è la complessità del ciclo, reso possibile solo dalla presenza di un fungo simbiotico: occorrono diversi anni perché dalla germinazione di una spora si giunga allo sviluppo di un nuovo sporofito. 79