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Deliberazione n. 1/2008/P REPUBBLICA ITALIANA la Corte dei conti in Sezione regionale del controllo per l Emilia-Romagna composta dai magistrati: dr. Mario Donno dr. Carlo Coscioni dr.ssa Rosa Fruguglietti Lomastro dr.ssa Maria Teresa D Urso Presidente; Consigliere; Consigliere; Referendario (relatore). Assiste con funzione di segretario verbalizzante il funzionario Sig.ra Nadia Bovinelli. *** Visti il testo unico delle leggi sulla Corte dei conti approvato con R.D.12 luglio 1934, n. 1214 nonché la legge 21 marzo 1953, n. 161; visti l art. 3 della legge 14 gennaio 1994 n. 20, l art. 2 del decretolegge 23 ottobre 1996, n. 543, convertito nella legge 20 dicembre 1996, n. 639 e l art. 27 della legge 24 novembre 2000, n. 340; visto il rilievo n. 16/PREV del 19 novembre 2007, mosso dal

magistrato istruttore avverso il decreto n. 20070010322/S.G.P. della Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo, avente sede in Ravenna, pervenuti a questa Sezione il 17 ottobre 2007; vista la relazione del 22 dicembre 2007, con la quale il magistrato istruttore, verificato il decorso del termine di trenta giorni senza che risultasse pervenuta alcuna documentazione da parte dell Amministrazione, ha proposto di sottoporre, allo stato degli atti, la questione al giudizio della competente Sezione regionale del Controllo; vista la nota del Consigliere delegato dalla Sezione, prot. n. 3139 del 24 dicembre 2007, di deferimento della questione alla Sezione regionale di Controllo in sede collegiale, ai sensi dell art. 2, comma 6, del regolamento per l organizzazione delle funzioni di controllo della Corte dei conti, adottato con deliberazione delle Sezioni riunite del 16 giugno 2000; vista l ordinanza presidenziale n. 38/2007 del 27 dicembre 2007, con la quale è stata convocata, a tal fine, l adunanza del 10 gennaio 2008; vista la nota prot. n. 3150 del 27 dicembre 2007, con la quale è stata data comunicazione di detta ordinanza alla Prefettura di Ravenna, al Ministero dell Interno, al Ministero dell Economia e finanze, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri ed alla Ragioneria provinciale dello Stato di Ravenna; vista la nota di risposta dell Amministrazione pervenuta in data 8 gennaio 2008; uditi all adunanza del 10 gennaio 2008 il magistrato relatore, nonché i rappresentanti delle Amministrazioni interessate al caso; 2

ritenuto in FATTO come indicato in epigrafe, in data 17 ottobre 2007 è pervenuto all Ufficio per il controllo preventivo di legittimità il decreto il decreto n. 20070010322/S.G.P. della Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo, avente sede in Ravenna, avente ad oggetto una seconda ulteriore proroga dell incarico di Vice Prefetto Vicario del viceprefetto dott. Raffaele Sirico. Nel restituire il decreto suindicato con foglio di rilievo n. 16/PREV del 19 novembre 2007, il magistrato istruttore ha rilevato come una seconda, ulteriore proroga di incarico di Viceprefetto Vicario si appalesa in contrasto con il disposto normativo di cui all art. 11 comma 2 del D. Leg.vo 139/2000 che prevede: Gli incarichi sono conferiti a tempo determinato per un periodo non inferiore ad uno e non superiore a cinque anni, prorogabile per una volta per un periodo non superiore a cinque anni, e sono revocabili per sopravvenute esigenze di servizio. Contestualmente l Amministrazione interessata è stata invitata a fornire precisazioni e chiarimenti in proposito, nonché a far conoscere le proprie deduzioni e considerazioni in merito, evidenziando che la questione, in caso di mancato riscontro nel termine di trenta giorni, sarebbe stata sottoposta all esame collegiale della Sezione regionale di controllo per la definitiva pronuncia nel merito allo stato degli atti. Il magistrato istruttore, con nota in data 22 dicembre 2007, ha rimesso gli atti al Consigliere delegato perché deferisse la questione alla Sezione regionale di controllo. 3

Il Consigliere delegato, con nota prot. 3139 del 24 dicembre 2007, ha trasmesso gli atti al Presidente della Sezione perché il provvedimento stesso fosse sottoposto al vaglio collegiale della Sezione. Il Presidente della Sezione, con ordinanza n. 38/2007del 27 dicembre 2007, ha convocato per il giorno 10 gennaio 2008 il Collegio per l esame e la pronuncia sul visto e conseguente registrazione del provvedimento in parola. La replica della Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo di Ravenna alle suindicate osservazioni risulta pervenuta alla Sezione di controllo della Corte dei conti solo in data 8 gennaio 2008; purtuttavia, le argomentazioni dell Amministrazione sono state considerate ammissibili dal Collegio ai fini della presente deliberazione, stante la peculiarità del caso in esame. All odierna adunanza è presente per il Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo di Ravenna il Prefetto, dott.ssa Floriana De Sanctis, che nel prendere la parola ha ribadito le argomentazioni formulate nella memoria di risposta al rilievo. DIRITTO La Sezione è chiamata a pronunciarsi in ordine alla possibilità, o meno, di ammettere al visto, e di conseguenza registrare, un decreto comportante una seconda ulteriore proroga dell incarico di Vice Prefetto Vicario presso la Prefettura U.T.G. di Ravenna. L articolo 11 del Decreto Legislativo 139/2000 recante disposizioni in materia di rapporto d impiego del personale della carriera prefettizia, a norma dell articolo 10 della legge 28 luglio 1999 n. 666 - detta i 4

criteri generali di conferimento degli incarichi e, come può agevolmente dedursi dalla lettura del 1 comma (Tutti gli incarichi di funzione sono conferiti tenendo conto della natura e delle caratteristiche dei programmi da realizzare, nonchè delle attitudini e delle capacità professionali del funzionario) rappresenta la norma generale in materia. Il 2 comma dispone, poi, che Gli incarichi sono conferiti a tempo determinato per un periodo non inferiore ad uno e non superiore a cinque anni, prorogabile per una volta per un periodo non superiore a cinque anni, e sono revocabili per sopravvenute esigenze di servizio. Ai fini della presente disamina deve, inoltre, aversi riguardo all articolo 12, 4 comma, del medesimo testo normativo, secondo cui Gli incarichi di viceprefetto vicario e di capo di gabinetto negli uffici territoriali del governo e gli incarichi di diretta collaborazione con i capi di dipartimento individuati con decreto del Ministro dell'interno, sono conferiti dal prefetto o dal capo del dipartimento all'atto dell'assunzione delle relative funzioni. La Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo di Ravenna - ha replicato alle osservazioni del magistrato istruttore, sostenendo che, con il decreto ministeriale 3 dicembre 2003, si disciplina distintamente il conferimento degli incarichi ai dirigenti della carriera prefettizia (art. 6) e degli incarichi ai viceprefetti vicari ed ai capi di gabinetto (art.7).., così ritenendo di individuare una duplice tipologia di incarichi. Effettivamente, mentre il testo dell articolo 6 del citato decreto, titolato - Conferimento degli incarichi -, riproduce sostanzialmente il testo dell articolo 11 del Decreto Legislativo 139/2000, l articolo 7 del 5

D.M. 3 dicembre 2003, titolato - Disciplina per gli incarichi di viceprefetto vicario, di capo di gabinetto -, prevede una regolamentazione specifica per questa tipologia di incarichi. Ed, infatti, in quest ultimo si legge che il Prefetto, entro quindici giorni dall insediamento, previa comunicazione al viceprefetto vicario ed al capo di gabinetto già titolari dei rispettivi incarichi, può avvalersi della procedura prevista dall articolo 12, comma 4, del decreto legislativo, individuando, sulla base di uno stretto rapporto fiduciario, il funzionario a cui conferire l incarico di vice prefetto vicario e di capo di gabinetto che, anche in considerazione della qualità del servizio reso e dei risultati conseguiti nel corso delle precedenti esperienze, sia tale da assicurargli la collaborazione ottimale per la migliore realizzazione degli obiettivi da perseguire. In assenza di tale individuazione resta confermato nell incarico il funzionario già preposto. A parere dell Amministrazione..il legislatore ha inteso in virtù dello stretto rapporto fiduciario che lega il Prefetto in sede ai due suoi più diretti collaboratori, che lo coadiuvano per il raggiungimento degli obiettivi da perseguire sottrarre le procedure di nomina e di revoca di detti funzionari alla disciplina ordinaria del conferimento degli incarichi prevista per gli altri dirigenti della carriera prefettizia.. e ciò legittimerebbe il provvedimento di ulteriore proroga dell incarico di Vice Prefetto Vicario all esame della Sezione. Tale interpretazione, a parere del Collegio, non appare sostenibile. In un ottica di interpretazione sistematica delle norme, legislative 6

e regolamentari, che regolano la materia de qua, l articolo 7 del D.M. 3 dicembre 2003 rappresenta effettivamente una deroga, ma solo al criterio generale di revoca degli incarichi, stabilito dall articolo 11, 2 comma, del Decreto Legislativo 139/2000, e cioè le sopravvenute esigenze di servizio. Tale deroga trova la propria ratio nello stretto rapporto fiduciario che lega il Prefetto alle figure del Viceprefetto Vicario e del Capo di Gabinetto, e ciò spiega perché all avvicendamento al vertice dell Ufficio territoriale di Governo possa seguire una modifica negli incarichi per i più diretti collaboratori del Prefetto. Pertanto, proprio in applicazione del criterio di nomina fissato dall articolo 12, 4 comma, del Decreto Legislativo 139/2000, il Prefetto, entro un arco di tempo molto contenuto (15 giorni), decorrente dall insediamento nella nuova sede, può individuare dirigenti di sua fiducia, diversi da quelli già incardinati in quei posti di funzione, e ad essi conferire gli incarichi in questione. Tale deroga al generale principio di revoca degli incarichi è stata connessa dal legislatore ad un momento temporale ben individuato, cioè quello dell insediamento del nuovo Prefetto, tant è che lo stesso articolo 7 del D.M. 3 dicembre 2003, prevede che, in assenza di nuova nomina, resti confermato nell incarico il funzionario già preposto. Il 3 comma dello stesso articolo, poi, dispone che Qualora, in un momento successivo a quello dell insediamento, sopravenga la disponibilità del posto di funzione di viceprefetto vicario o di capo di gabinetto ( come nel caso in esame), il prefetto chiede, d intesa con il 7

capo del dipartimento per gli affari interni e territoriali, l avvio della procedura ricognitiva delle disponibilità... prevedendosi, pertanto, l attivazione di una specifica procedura di mobilità su base nazionale. Con riguardo allo specifico caso deve, tuttavia, rilevarsi che, come evidenziato dall amministrazione, in considerazione dell assoluta innovatività e della sperimentalità del modello organizzatorio adottato dal ministero dell Interno, che ha investito le strutture centrali e periferiche, mediante le due linee direttrici parallele del riordino degli uffici e della riforma della carriera prefettizia, il primo incarico vicariale di cui trattasi è stato conferito per una durata limitata a due anni, - in conformità all indirizzo dettato dalla Circolare del Ministero dell Interno n. 1 del 9 gennaio 2003 - e che l intera durata dei primi due incarichi attribuiti al Viceprefetto dott. Sirico risulta complessivamente inferiore alla durata massima prevista per un solo incarico dal decreto legislativo 139/2000. In considerazione di tale peculiare e contingente circostanza, si ritiene di ammettere il provvedimento a visto e registrazione, con integrale richiamo alle osservazioni di cui in motivazione. *** P.Q.M. *** ammette a visto e conseguente registrazione il provvedimento in epigrafe. Così deciso in Bologna nella Camera di consiglio del 10 gennaio 2008. 8

IL PRESIDENTE f.to (Mario Donno ) IL RELATORE f.to (Maria Teresa D Urso) Depositata in segreteria il 10 gennaio 2008 Il Direttore di segreteria f.to (Rossella Broccoli ) 9