Programma Sapienza Forex Edizione marzo 2015

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Transcript:

Charles Dow Programma Sapienza Forex Edizione marzo 2015 Fondamenti di analisi tecnica L'analista che si ispirò al mare Charles Dow (1851-1902), è stato un giornalista statunitense. Fondatore del Wall Street Journal e inventore dell indice Dow Jones Industrial Average, viene considerato universalmente il padre della Analisi Tecnica, in quanto elaborò una Teoria, tutt'oggi alla base delle analisi di mercato. Dow si ispirò al movimento delle onde del mare per capire, e meglio interpretare, quello dei mercati finanziari. Come? Grazie all osservazione continuativa dei moti delle maree notò che: ondate crescenti in dimensione e potenza segnalavano l arrivo dell alta marea, mentre la bassa marea era anticipata da un affievolirsi progressivo della forza delle onde. Così succede anche sulla rappresentazione grafica dell andamento dei prezzi. Quando le oscillazioni del prezzo toccano punti sempre più alti, si può identificare una fase di "alta marea", o di trend rialzista, viceversa quando le oscillazioni vanno ad interessare valori sempre inferiori si può parlare di "bassa marea", quindi di trend ribassista. Infatti, da quanto accennato nella precedente lezione: Trend rialzista : massimi e minimi crescenti Trend ribassista : massimi e minimi decrescenti

Secondo Dow esistono 3 tipi principali di trend: 1. Il Trend Primario, ovvero il trend di lungo periodo, è assimilabile alla marea (alta o bassa). 2. Il Trend Secondario, ovvero il trend di medio periodo è rappresentato dalle onde (spinte dalla marea). 3. Mentre il Trend Terziario, ovvero il trend di breve periodo, lo troviamo nei frangenti delle onde, il cui movimento è ininfluente rispetto alla direzione della marea. Notare, quindi, come non esista un solo tipo di trend ma differenti trend che andranno anche a sovrapporsi a seconda dell orizzonte temporale osservato. Dipende comunque dalla nostra operatività, e quindi proprio dall'orizzonte temporale osservato, la distinzione che facciamo dei 3 diversi trend.

Es: se operiamo puntando ad operazioni di breve durata (qualche minuto o al massimo qualche ora) il nostro «Trend primario» sarà, magari, il trend giornaliero. Se invece facciamo un trading più di posizione, restando sul mercato per giorni o settimane (o più) come «Trend primario» considereremo il trend mensile o annuale. I trend inferiori saranno sempre rappresentati dalle oscillazioni interne al «Trend primario». Teoria di Dow Quella che oggi viene studiata come la "Dow Theory", deriva da una serie di articoli pubblicati dallo stesso Dow sul Wall Street Journal in un periodo compreso tra il 1900 e il 1902, in cui sono illustrati i principi fondamentali dell'analisi tecnica. Le regole erano riferite ai mercati azionari, ma vedremo quelle che è possibile applicare anche al mercato Forex. Innanzitutto, secondo Dow i prezzi scontano tutto, cioè ogni possibile fattore riguardante l'offerta e la domanda viene riflesso nel prezzo. Appena giunge una nuova informazione, i partecipanti al mercato agiscono di conseguenza e il prezzo subito si adegua. Inoltre l andamento di mercato può essere scomposto in 3 trend, come abbiamo visto, e ogni trend ha tre fasi. Dow distingue le fasi di: accumulazione in cui operano solo le mani forti ; espansione o partecipazione pubblica in cui tutti entrano nel mercato sull'onda dell'enfasi; distribuzione in cui chi ha acquistato per primo inizia a vendere e si ha, successivamente, inversione.

Alla distribuzione segue una fase di flessione, prima che il ciclo ricominci. I Principi di Inerzia e di Esaurimento Un altro principio importante espresso da Dow è il seguente: Un trend rimane tale finché non viene negato. Un Trend rialzista, ad esempio, è definito da una serie di massimi e minimi crescenti. Affinché si possa parlare d'inversione di tendenza si deve avere almeno un massimo e un minimo in calo. Inoltre, più a lungo un trend si protrae, più piccola resta la possibilità che il trend rimanga intatto. Questo principio ci dice che il trend ad un certo punto arriverà all esaurimento e arresterà la sua corsa, andando in congestione o invertendo.

Tendenza e congestione Abbiamo visto che lo sviluppo di un ciclo di mercato è composto da 3 fasi principali: 1. Accumulazione; 2. Espansione; 3. Distribuzione; più la conseguente fase di 4. Flessione. Dal punto di vista pratico non è semplice stabilire con precisione in che fase si trova il mercato, e prevedere violenza e durata della prossima fase. La classificazione, però, ci permette di individuare 2 situazioni distinte, più utili per operare: tendenza (espansione e flessione) congestione (accumulazione e distribuzione) Quando i prezzi si muovono seguendo una direzione ben precisa, al rialzo o al ribasso, si ha un mercato in tendenza. Si vedranno accelerazioni nella direzione del trend (chiamati Impulsi) e piccoli ripiegamenti (chiamati Ritracciamenti) nella direzione contraria. Questo scenario è tipico della fase di speculazione (espansione), quindi è sintomo di un mercato che sa dove andare, in cui c'è convinzione.

Mercato in tendenza: Quando invece i prezzi si muovono contenuti in un trading range, più o meno ampio, il mercato sarà in congestione. Avremo una fase laterale in cui è plausibile pensare che i big del mercato stiano accumulando grossi quantitativi di valuta, prima di far partire il trend aumentando la pressione sui prezzi, oppure che stiano distribuendo i guadagni ottenuti prima di decidere la direzione del prossimo trend.

Mercato in congestione: Come operare in trend: Dal punto di vista operativo la cosa da fare è: Individuare la direzione del trend e cavalcarlo, fino a che non si hanno chiari segnali di inversione. Come operare in congestione: In questo tipo di mercato, basterà individuare dei livelli estremi, in cui andremo a piazzare le nostre entrate (vendere nella parte alta, comprare nella parte bassa). Ma prestiamo estrema attenzione all'uscita dal range, che solitamente è caratterizzata da forti accelerazioni (dovute anche ai numerosi ordini pendenti di stop- loss posti aldilà dei livelli critici).

Come viene «disegnato» il prezzo sul grafico Il prezzo si muove sul mercato e viene rappresentato sui grafici. I grafici sono proprio ciò su cui andiamo a costruire la nostra analisi tecnica, per cui il modo in cui viene disegnato il prezzo è molto importante! Diciamo innanzitutto che un grafico dei prezzi è caratterizzato da una «scansione temporale», cioè un intervallo di tempo in cui ad ogni scadenza viene disegnata una porzione di movimento del prezzo. Stiamo parlando del Timeframe e i più utilizzati sono M1, M5, M15, H1, H4, Daily, Weekly, Monthly. Analizzeremo bene il discorso del Timeframe andando a studiare la piattaforma di trading. Ma come viene visualizzato il prezzo sul grafico? Esistono 3 principali metodi di rappresentazione: Grafico a linea Grafico a barre Grafico a candele

Grafico a linea In questo grafico viene rappresentato solo il prezzo di chiusura della seduta di mercato. I prezzi di chiusura sono uniti da una linea. Grafico a barre Nella rappresentazione a barre abbiamo rappresentati, oltre al prezzo di chiusura, il prezzo di apertura, di massimo e di minimo di seduta.

Grafico a candele Il grafico a candele è il migliore dei tre Come nel grafico a barre vengono rappresentati i prezzi di apertura, chiusura, minimo e massimo In questo grafico però c è una visualizzazione nettamente migliore.

Le candele giapponesi Impariamo a conoscere questo straordinario metodo di rappresentazione grafica: Open: apertura della sessione Close: chiusura della sessione High: massimo della sessione Low: minimo della sessione Body: corpo della candela, che evidenzia l area tra apertura e chiusura colorandola Shadow: costituiscono gli stoppini della candela e indicano aree estreme in acquisto e vendita. Quando la chiusura è superiore all apertura, abbiamo avuto una sessione di rialzo (candela di sinistra). Quando la chiusura è inferiore all apertura, abbiamo avuto una sessione di ribasso (candela di destra).

Il concetto di supporto Immaginiamo di andare al mercato per comprare una mela e immaginiamo di essere disposti a pagarla al massimo 1 e che altre nove persone abbiano la stessa preferenza. Immaginiamo che al mercato ci siano altre cento persone che sono disposte a pagarla 0,90 e altre mille persone disposte a pagarla non più di 0,50. Il contadino vuole invece vendere inizialmente a 1,50. Immaginiamo che al mercato vi siano solo 800 mele da vendere e che i venditori abbiano bisogno di vendere tutte le mele. Vediamo cosa succede in questo mercato Proviamo a rappresentare graficamente

Il supporto è rappresentato dal valore in cui si concentra una grande quantità di compratori che SOSTENGONO IL PREZZO DELLA MELA prima a 1, con poca convinzione, poi a 0,90, di più, e poi, definitivamente a 0,50 (dov'è posta la maggior parte dei compratori). Si può ribaltare il discorso per il venditore: se esiste un solo venditore a 1 e 1000 venditori a 2, tali valori si comporteranno da resistenza, soprattutto quest'ultimo. Se c'è qualcuno che vuole comprare, ma nessuno che vende, il prezzo sale fino ad incontrare il punto di offerta dei venditori, e sarà quello il livello in cui l'accordo avverrà e il prezzo si fermerà, almeno in prima istanza. Il mercato è il costante scontro tra domanda e offerta (compratori e venditori). Un supporto è un livello che si oppone al proseguimento di un trend discendente. Ossia è quel livello di valori in corrispondenza del quale vi è una concentrazione di domanda tale da impedire la discesa dei prezzi. Possiamo dire che questo livello è un prezzo che la maggioranza degli operatori reputa troppo basso per il valore dello strumento in questione, almeno in un dato momento. Visivamente si osserva che il grafico dei prezzi arresta la sua discesa, tentenna, rimbalza una o più volte per poi invertire la rotta oppure proseguire definitivamente nella direzione iniziale (in questo caso si ha rottura del supporto).

Al contrario, una resistenza è un livello di prezzo in cui l offerta è particolarmente forte e la pressione degli acquisti non riesce ad avere la meglio. Tale livello si oppone al proseguimento di un trend ascendente. La maggioranza degli operatori ritiene che lo strumento oggetto di contrattazione diventi sopravvalutato se oltrepassasse il prezzo corrispondente alla resistenza e quindi preferirà vendere. Visivamente osserveremo che, in prossimità di una resistenza, il grafico arresta la sua ascesa, tentenna, rimbalza una o più volte all'ingiù prima di definire la direzione di marcia: inversione o continuazione nella direzione iniziale (rottura della resistenza).

Trendline I livelli di supporto/resistenza sono detti statici se graficamente sono delle linee orizzontali, quindi rappresentano un livello fisso di prezzo (come quelli visti finora), oppure possono essere definiti dinamici, se raffigurati da una linea obliqua. In questo caso, prendono il nome di trendline (linee di tendenza), perché supportano o fanno da resistenza ad un prezzo in trend. I livelli di prezzo evidenziati dai supporti/resistenze dinamici ovviamente cambiano con il passare del tempo e con il conseguente avanzare del prezzo sul grafico.

Tracciando una trendline parallela, identifichiamo un Canale Non sempre il prezzo si muove precisamente tra le 2 linee, ma se riusciamo ad identificare un buon canale avremo anche dei probabili punti di inversione per tornare sulla trendline. Come si tracciano supporti e resistenze? I livelli di supporto/resistenza statici o dinamici, ai fini dell'analisi, vanno tracciati sul grafico: Unendo i punti di minimo/massimo Oppure: Unendo i punti di chiusura barra (o candela). Non c'è infatti un metodo scritto per tracciare le trendline, ma sta molto alla sensibilità del trader (analista) capire qual è il modo migliore in ciascun caso. Ad ogni modo, solitamente vengono tracciate unendo i minimi / massimi.

Livello tracciato sulle chiusure delle candele: Livello tracciato sul massimo/minimo delle candele:

Alcune considerazioni I livelli di supporto e resistenza (includiamo sempre anche le trendline, che sono livelli dinamici) si differenziano per «forza», ovvero per quanto riescono a respingere il prezzo (ricorda l'esempio delle mele), e quindi per quanto deve impegnarsi il mercato per romperli. Più un livello viene testato (toccato dal prezzo, ma non rotto) più si rivela forte e affidabile per la nostra analisi. E più un livello è forte, più sarà difficile violarlo e poi romperlo definitivamente. In violazione di un livello forte, è lecito attendersi un movimento contrario dirompente (tanto più violento quanto più è forte il livello), perché il mercato dà un segnale chiaro di direzione. Ma come vengono rotti i livelli? Quando, cioè, possiamo ritenere un livello definitivamente violato? NON nel momento stesso in cui il prezzo lo oltrepassa, NON quando lo oltrepassa per un certo numero di pips, MA quando una barra segna un prezzo di CHIUSURA oltre tale livello. Solo in questo caso possiamo pensare che un livello sia stato rotto, e questo è importantissimo per evitare falsi segnali del mercato, i cosiddetti falsi breakout. Inoltre, un ulteriore e fondamentale conferma della rottura viene dato dal pullback. Il pullback è un movimento di ritorno del prezzo a testare il livello appena rotto.

Se il prezzo rientra nel livello, la rottura viene annullata e tutto si risolve in un nulla di fatto. Si tornano a considerare ingressi nella direzione del trend e, solitamente, un rientro è seguito da forti accelerazioni. Se, invece, il prezzo fa pullback ma non riesce a tornare oltre il livello rotto, si ha un forte segnale di rottura e l'apertura della successiva barra (candela) costituirà un ottimo punto di ingresso.

Anche per il pullback va considerato il prezzo di CHIUSURA. Il prezzo si considera rientrato nella trendline se chiude una barra aldilà del livello. Nell immagine del grafico con sfondo nero c'è stato pullback senza rientro sulla trendline e questo ha generato un movimento ribassista. Entrando sull'apertura della barra successiva al pullback (quella indicata dalla freccia) si sarebbe entrati sul massimo! Ancora un paio di cose... E' sempre bene attendere il pullback prima di entrare a mercato nella direzione della rottura del supporto / resistenza. Non sempre viene fatto il pullback, e possiamo anche pensare di entrare non appena una candela chiude aldilà del livello, ma il rischio sarà maggiore. Diciamo anche che: oltre ai supporti grafici sono importantissimi i supporti psicologici: es. i livelli che finiscono per 00, 50, ecc. a causa della naturale inclinazione umana ad arrotondare i numeri. Infine i massimi/minimi storici sono dei livelli ovviamente molto forti. Abbiamo appena visto lo strumento più potente dell'analisi Tecnica!!! Un livello di supporto, una resistenza, una trendline, dà TUTTO quello che ci serve: Un punto di entrata Un punto di uscita Un punto dove piazzare lo stop loss