$/&81,'$7,68// 2/,2%,2/2*,&2 / DUHDGLSURGX]LRQHELRORJLFD A fianco l uso dell olio di oliva tradizionale, sono cresciute la produzione ed il consumo dell olio biologico, con il conseguente aumento dell attenzione delle imprese nei suoi confronti. E un olio che soddisfa le esigenze di un consumatore più attento, con particolari caratteristiche e stili di vita, con una particolare cura alla propria salute ed a ciò che fa parte della sua alimentazione, in relazione al suo modo di vivere e confrontarsi con il mondo. Le regioni maggiormente interessate alla coltura biologica sono quelle tipiche dell area olivicola: Puglia, Calabria, Sicilia e Toscana. Le aree a produzione biologica sono passate dai 4185 ettari del 1993, ai 6261 del 1996. L area in conversione è passata dai 2000 ettari del 1993, ai 22.212 del 1996. Il numero delle aziende con oliveti già biologici nel 1996 è di 1500, quelli in conversione sono quasi 2500. La Calabria presenta nel complesso nel 1996, 1900 ettari di superficie biologica, di cui 966 in conversione. TAB. 5.1 $UHDGLSURGX]LRQH %LRORJLFD $UHDLQ FRQYHUVLRQH Fonte: /DILOLHUDGHOO ROLRH[WUDYHUJLQHGLROLYDGDDJULFROWXUDELRORJLFD,OVHWWRUH Il settore si presenta estremamente frammentato, con una quantità di marche sul mercato. Ogni area geografica, quella ovviamente a vocazione olivicola, ha le sue marche di prodotto biologico, evitando così lo sviluppo della concentrazione di mercato. Ogni marca può, pertanto, trovare il suo spazio all interno del mercato biologico. Avendo poi una forte connotazione di genuinità e qualità, sono di conseguenza preferite quelle marche che richiamano tali caratteristiche, con una forte tendenza e riferimento al luogo di produzione. Molte imprese di trasformazione, sono imprese agricole a conduzione familiare. Le cooperative sono il 19 %. Il numero medio del giro d'affari è abbastanza modesto, l 81 % ha un fatturato sotto i 300 milioni, con il 18 % addirittura sotto i 20 milioni. Solo 4 aziende hanno un fatturato superiore ai 3 miliardi. Da notare che il 30 % delle aziende acquista la materia prima da altre imprese. 163
Nel 1996 vi erano 166 aziende di trasformazione in tutta Italia di cui 15 in Calabria. FIG. 5.1 3HUFHQWXDOHGHOOHLPSUHVHLQUHOD]LRQHDOOHYHQGLWHGLROLRELRORJLFR 'DD0LOLRQL 'DD0LOLRQL 'DPLOLRQLLQV Fonte: HODERUD]LRQH$JURSURPRWLRQGD³/DILOLHUDGHOO ROLRH[WUDYHUJLQHGDDJULFROWXUDELRORJLFD /DSURGX]LRQHHGLOPHUFDWR La produzione di olio biologico in Italia si aggira intorno ai 31.307 quintali, stima basata sulle superfici già a biologico. Tra alcuni anni si dovrebbe aggiunge anche quella degli oliveti in conversione, arrivando ad una produzione di 107.000 quintali di olio biologico. Questi dati vengono fuori ipotizzando una media di 25 Q/ha ed una resa al frantoio del 20 %. Stabilendo un prezzo al consumo di 20.000 lire, si ha un giro d affari di circa 62,614 miliardi che passerebbero, con la produzione dell area in conversione, a 214 miliardi di lire in 3-4 anni. La produzione in Calabria è di circa 2500 quintali, l 8 % rispetto a quella nazionale. La produzione dell impresa da noi considerata è l 1,1 % rispetto a quella nazionale e il 6 % rispetto a quella regionale. Il trend è chiaramente positivo, ci sono dei margini di crescita molto importanti, ciò evidenzia che un numero sempre maggiore di consumatori si sta orientando verso questo tipo di prodotti. L olio biologico prodotto è venduto per il 71% in Italia ed il resto all estero. Per molti il mercato più importante è quello della zona in cui si produce, dove è venduto il 60 % del prodotto e per il 25 % costituisce l unico mercato. Il 57 % delle imprese vende nella regione di produzione, che per il 12 % costituisce il mercato principale. Il 20 % vende il 75 % della loro produzione direttamente in azienda. L azienda da noi presa in considerazione vende il 42 % dell olio presso la propria struttura. L olivicoltura biologica ha il merito di qualificare ulteriormente la produzione di olio, soprattutto in Calabria, regione in cui le tecniche di raccolta sono ancora meno perfezionate, influendo così sul grado di acidità del prodotto finale. 164
FIG. 5.2 3URGX]LRQHROLRGLROLYDELRORJLFR 9DORUH0OG 9ROXPHW Fonte: HODERUD]LRQH$JURSURPRWLRQGD³/DILOLHUDGHOO ROLRH[WUDYHUJLQHGDDJULFROWXUDELRORJLFD FIG. 5.3 $UHDJHRJUDILFDGLYHQGLWDGHOO ROLRGLROLYDELRORJLFR Estero Regione di produzione Italia Resto d Italia Fonte: HODERUD]LRQH$JURSURPRWLRQGD³/DILOLHUDGHOO ROLRH[WUDYHUJLQHGDDJULFROWXUDELRORFLFD,OFRQVXPDWRUH Con riferimento a quelle che sono le caratteristiche dell olio biologico, prodotto di alta qualità e genuinità che manifesta un rispetto dell ambiente, il target non può che essere costituito da un consumatore sensibile a tali attributi. Si tratta di un consumatore attento a ciò che mangia, che ha cura della salute, al quale piace vivere in un ambiente sano, condurre una vita equilibrata. Nella scelta alimentare si evidenzia pertanto il suo stile di vita, disposto a spendere qualcosa in più per avere un prodotto che rispecchia il suo concetto di vita. 165
Sono persone che generalmente appartengono ad una fascia media e media-alta, sia dal punto di vista culturale che economico. Per i fautori dell'alimentazione biologica l olio, biologico è addirittura visto come un prodotto che conferisce una maggiore carica vitale.,fdqdolxwlol]]dwl Inizialmente il prodotto era venduto in azienda, questo perché non comportava altre spese. Poteva esserci il rischio di trovarsi in magazzino scorte invendute, le quali dovevano poi essere commercializzate attraverso i canali convenzionali. Un numero crescente di olivicoltori si sta sempre più orientando verso un prodotto con un proprio marchio, curando in modo particolare il packaging, etichetta e simbolo. Le bottiglie sono generalmente di colore scuro, con un contenuto inferiore al litro. I canali ideali sono stati fin ora quelli specializzati. Essi assorbono infatti il 55 % del mercato, contro i 35 % venduto in azienda ed il 10 % nella GDO. I canali specializzati sono presenti soprattutto nelle grandi città del Centro-Nord, in cui maggiore è la presenza dei consumatori dei prodotti biologici. Altri canali sono quelli postali e su cataloghi, sviluppati però da strutture esterne all impresa. FIG. 5.4,FDQDOLGLYHQGLWDGHOO ROLRGLROLYDELRORJLFR P. V. Specializzat i In Azienda G.D.O. Fonte: HODERUD]LRQH$JURSURPRWLRQ,OSUH]]R Per quanto riguarda il prezzo, è generalmente più alto dell olio non biologico. Esso può variare in funzione del canale di acquisto utilizzato, direttamente presso l'azienda, oppure il punto vendita specializzato. Nel primo caso si possono avere dei prezzi oscillanti tra i 10.000 e i 16.000 lire al litro. Nel punto vendita specializzato il prezzo al consumo può oscillare tra i 20.000 ed i 60.000 lire al litro. 166
/HDWWLYLWjSURPR]LRQDOL Molte imprese, non avendo ancora un fatturato consistente, non investono molto in attività di marketing e promozione. Una delle attività prevalenti è la partecipazioni a fiere. Il 68 % ha infatti dichiarato di partecipare a fiere nazionali, mentre il 33 % frequenta anche fiere estere. Altri strumenti utilizzati sono i depliant, per il 78 % delle imprese, utili per la descrizione e la presentazione del prodotto. Il 50 % realizza dei campioni per far assaggiare il prodotto e gustarne la qualità. Per molte imprese ci si trova ancora in una fase pioniera, pertanto l attenzione è più posta sul sistema di produzione che sulle tecniche di commercializzazione del prodotto. 2SSRUWXQLWjHPLQDFFH Le opportunità sono indubbiamente legate alle caratteristiche qualitative, alle metodologie impiegate nella produzione, che ne determinano un prodotto di alta qualità, per un pubblico attento al consumo. Una particolare fascia di popolazione è sempre più interessata ha questo tipo di prodotto, il quale dopo gli sperimentatori, può conquistare gli adottanti iniziali e così via. Il trend del mercato si presenta pertanto in crescita è sta all impresa coglierne le opportunità. L ostacolo presente può essere una non ancora diffusa conoscenza di questa tipologia di prodotto da parte del consumatore. Da una ricerca effettuata si è evidenziato che nel 64 % dei consumatori c è la confusione tra prodotto biologico e prodotto naturale e tradizionale. Questa è un'incomprensione che andrebbe colmata, perché riduce le potenzialità del prodotto stesso. Esiste anche il problema della scarsità della materia prima, nonché l affacciarsi della concorrenza straniera. I prezzi sarebbero ancora un po troppo alti, questo potrebbe essere un impedimento ad un'ulteriore diffusione del prodotto. Pertanto, le opportunità presenti sono: $OWDTXDOLWjGHOSURGRWWR (VSDQVLRQHGHOPHUFDWR Gli ostacoli: 1RQSUHFLVDFRQRVFHQ]DGHOSURGRWWRGDSDUWHGLGHWHUPLQDWLFRQVXPDWRUL 6FDUVLILQDQ]LDPHQWL 3UH]]LDQFRUDHOHYDWL 167