RACCOMANDAZIONI PER IL TRASPORTO DI MATERIALE BIOLOGICO



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Pag. 1/13 RACCOMANDAZIONI PER IL TRASPORTO DI MATERIALE BIOLOGICO File Rev. 02 Revisione Stefania Bertoldo Servizio Prevenzione Protezione Paolo Ronconi Direzione Medica Ospedaliera Data applicazione 10/09/13 Verifica Dr Alberto Rigo Direzione Medica Ospedaliera Copia CONTROLLATA Approvazione Dr Gianni Tessari Direttore Sanitario

Pag. 2/13 INDICE 1. Introduzione. pag. 3 2. Scopo pag. 3 3. Campo di applicazione. pag. 3 4. Terminologia, abbreviazioni, simboli.. pag. 3 5. Normativa e documentazione di riferimento. pag. 4 6. Responsabilità.. pag. 4 7. Descrizione delle attività 7.1 Trasporto interno al presidio ospedaliero. pag. 5 7.2 Trasporto esterno al presidio ospedaliero pag. 6 7.3 Spedizione. pag. 7 8. Registrazione ed archiviazione.. pag. 8 9. Allegati pag. 9

Pag. 3/13 1. INTRODUZIONE Le attività connesse con la spedizione ed il trasporto di sostanze infettive o potenzialmente tali, di campioni diagnostici e di materiali biologici costituiscono un potenziale pericolo di contaminazione del personale e dell ambiente in caso di incidenti determinanti la fuoriuscita del materiale dai contenitori, in particolare modo se tali incidenti avvengono a causa di inappropriato confezionamento dei materiali. 2. SCOPO Definire le modalità per la gestione in sicurezza del trasporto di materiale biologico, intra ed extra ospedaliero, e garantire la sicurezza degli operatori coinvolti nelle operazioni di confezionamento, trasporto e spedizione di campioni diagnostici e di materiali biologici a potenziale rischio infettivo 3. CAMPO DI APPLICAZIONE L Istruzione Operativa è indirizzata a: - tutti gli operatori sanitari coinvolti nelle attività connesse con il trasporto dei campioni biologici /verifica congruità dei campioni, collocazione dei campioni in idonei contenitori, trasporto, etc.) - tutti gli operatori non sanitari coinvolti nel trasporto Le seguenti istruzioni vengono applicate ogni qual volta sia necessario confezionare, trasportare (all interno o all esterno delle strutture, ospedaliere e non, dell AULSS 21) o spedire campioni diagnostici, sostanze infettive e materiali biologici a potenziale rischio infettivo. 4. TERMINOLOGIA, ABBREVIAZIONI, SIMBOLI Agente biologico: qualsiasi microrganismo, anche geneticamente modificato, coltura cellulare ed endoparassita umano che può provocare infezioni, allergie, intossicazioni. Microrganismo: qualsiasi entità microbiologica, cellulare o meno, in grado di riprodursi o trasferire materiale genetico. La coltura cellulare è il risultato della crescita in vitro di cellule derivate da organismi pluricellulari. Prodotti biologici: materiali biologici finiti ad uso umano e veterinario, compresi sieri e vaccini, prodotti secondo requisiti sanciti dalla normativa vigente e trasportati dietro approvazione o permesso dell Autorità Sanitaria. Prodotti biologici finiti, trasportati prima di aver ottenuto il permesso, per scopi di studio e di ricerca umana o veterinaria Campioni diagnostici: comprendono tutti i materiali di origine umana o animale, inclusi escreti, sangue e suoi componenti, tessuti e fluidi tissutali, raccolti a scopo diagnostico. Sostanze infettive: sono i materiali contenenti microrganismi vivi quali batteri, virus, rickettsie, parassiti, funghi o tossine da essi prodotti, noti o ritenuti causa probabile di malattia infettive nell uomo o negli animali.

Pag. 4/13 Trasporto: il trasporto di un campione - da una Unità Operativa/Servizio o da una struttura territoriale ad un laboratorio - da un laboratorio ad un altro - da una struttura ospedaliera ad un centro diagnostico esterno Spedizione: invio del campione con modalità: - postale (corriere) - aerea - terrestre su strada - terrestre ferroviaria - navale Recipiente primario: contenitore del campione o della sostanza infetta, con chiusura ermetica, etichettato ed avvolto in materiale assorbente non articolato in grado di assorbire il liquido fuoriuscito in caso di rottura del recipiente. Recipiente secondario: contenitore di materiale resistente, impermeabile, a tenuta stagna, adatto a contenere e proteggere il recipiente primario. Esso può contenere più recipienti purchè adeguatamente collocati e singolarmente avvolti in materiale assorbente. Il recipiente secondario deve essere identificato al suo esterno. Recipiente esterno: contenitore più esterno in cui collocare il recipiente secondario per evitare danneggiamenti causati da fattori esterni quali agenti fisici o acqua. Può essere il cartone rigido, plastica o altri materiali resistenti agli urti e alle intemperie. Simbolo biohazard:

Pag. 5/13 5. NORMATIVA E DOCUMENTAZIONE DI RIFERIMENTO - D.lgs. n 81/2008 Titolo X (art. 272, comma 2, lettera m) - Circolare Ministeriale n 3/2003 Raccomandazioni per la sicurezza del trasporto di materiali infettivi e di campioni diagnostici. - Circolare Ministeriale n 16/1994 Spedizione di materiali biologici deperibili e/o potenzialmente infetti 6. RESPONSABILITA Le raccomandazioni riportate nel presente documento devono essere sistematicamente adottate da tutto il personale che si occupa della preparazione ed il trasporto di sostanze infettive o potenzialmente tali, di campioni diagnostici e di materiali biologici. Il Coordinatore Infermieristico della Unità Operativa/del Servizio deve vigilare affinché tali disposizioni vengano messe in atto sistematicamente da tutto il personale coinvolto, valutandone periodicamente l operato (per la valutazione è disponibile apposita scheda allegato 5). 7. DESCRIZIONE DELLE ATTIVITA 7.1 TRASPORTO INTERNO AL PRESIDIO OSPEDALIERO 7.1.1 Confezionamento a) Indossare guanti monouso b) I campioni/materiali biologici sono contenuti in recipienti definiti primari a tenuta. Se il campione è in una piastra (colture), essa deve essere opportunamente sigillata. c) Tutti i recipienti primari devono essere identificati in modo chiaro, univoco ed indelebile. d) L identificazione chiara, univoca ed indelebile deve essere fatta anche su tutta la documentazione a corredo del campione che deve, sempre, essere isolata fisicamente dal campione biologico. e) Tutti i recipienti primari (provette, contenitori, etc.) devono essere collocati in recipienti secondari. f) Inserire il recipiente primario (provetta, piastra, barattolo, ) all interno di un contenitore rigido per il trasporto (recipiente secondario ). Il contenitore, in plastica e correttamente etichettato (simbolo biohazard), deve consentire la chiusura a tenuta.

Pag. 6/13 NON USARE ARCELLE, VASSOI o qualunque altro contenitore sprovvisto di chiusura a tenuta. Se il recipiente primario è una provetta, apporre nel contenitore rigido (secondario) apposito portaprovette e posizionare all interno la provetta in posizione verticale. In caso di più provette, NON UTILIZZARE ELASTICI per unirle ma posizionarle singolarmente nella rastrelliera. Per le URGENZE le U.O. / i Servizi possono utilizzare, come recipienti secondari della provetta contenente il campione biologico, buste in plastica monouso, a doppio scomparto di cui uno con chiusura a tenuta. Nel secondo scomparto, non chiuso a tenuta, deve essere inserita la documentazione a corredo. Al termine del confezionamento, l OPERATORE TOGLIE I GUANTI e si LAVA LE MANI. 7.1.2 Trasporto Il trasporto del campione, inserito nel recipiente secondario, deve avvenire in maniera diretta dalla sede di confezionamento (U.O./Servizio) alla sede di destinazione (es.: Laboratorio Analisi), evitando cioè di trasportare il contenitore, anche temporaneamente, in altre sedi non destinatarie del campione. L operatore che effettua il trasporto NON DEVE indossare guanti. Durante il trasporto il contenitore non deve essere aperto per nessun motivo; in caso di caduta accidentale, l operatore deve evitare di aprire il contenitore, prima di aver indossato i guanti. Durante il trasporto il contenitore non deve essere capovolto. 7.2 TRASPORTO ESTERNO AL PRESIDIO OSPEDALIERO 7.2.1 Confezionamento g) Indossare guanti monouso h) I campioni/materiali biologici sono contenuti in recipienti definiti primari a tenuta. Se il campione è in una piastra (colture), essa deve essere opportunamente sigillata. i) Tutti i recipienti primari devono essere identificati in modo chiaro, univoco ed indelebile. j) L identificazione chiara, univoca ed indelebile deve essere fatta anche su tutta la documentazione a corredo del campione che deve, sempre, essere isolata fisicamente dal campione biologico. k) Tutti i recipienti primari (provette, contenitori, etc.) devono essere collocati in recipienti secondari. l) Inserire il recipiente primario (provetta, piastra, barattolo, ) all interno di un contenitore rigido per il trasporto all esterno (recipiente secondario ). Il contenitore, in plastica e correttamente etichettato (simbolo biohazard), deve consentire la chiusura a tenuta.

Pag. 7/13 Al termine del confezionamento, l OPERATORE TOGLIE I GUANTI e SI LAVA LE MANI. m) Allegare le schede di richiesta esami ALL ESTERNO DEL CONTENITORE. In caso di utilizzo di sostanza refrigerante (es. ghiaccio), questo NON deve essere posto a contatto diretto con il campione. Può essere utilizzato, ad esempio, un ulteriore contenitore dotato di vani per piastre refrigeranti per mantenere ad idonea temperatura i campioni da trasportare. 7.2.2 Trasporto Il contenitore deve essere posto sul veicolo in posizione verticale, ben fissato. L operatore addetto al trasporto non deve per nessun motivo aprire il contenitore. A bordo del veicolo deve essere presente un kit per la decontaminazione in caso di fuoriuscita accidentale del materiale biologico, comprendente: - sostanza decontaminante (es. Bionil granuli) - materiale assorbente (es. rotolo di carta tipo Scottex ) - paletta monouso - contenitore per rifiuti sanitari a rischio infettivo - guanti - facciale filtrante FFP2 7.3 SPEDIZIONE Per il confezionamento è necessario utilizzare un sistema a 3 involucri (vedi allegato 1), composto da: recipiente primario: recipiente contenente il campione o la sostanza infetta (provette, barattoli, piastre), che deve essere impermeabile, a tenuta stagna, etichettato e avvolto in materiale assorbente quale cotone idrofilo o carta bibula, presente in quantità sufficiente ad assorbire tutto il liquido fuoriuscito in caso di rottura del contenitore del campione recipiente secondario: contenitore del recipiente primario, a tenuta stagna, impermeabile. Può contenere più recipienti primari a patto che ognuno sia avvolto singolarmente da materiale assorbente. All esterno del contenitore secondario collocare le schede riguardanti: - i dati identificativi del campione - i dati descrittivi del campione - i dati riguardanti il destinatario - i dati riguardanti il mittente recipiente esterno: è il contenitore in cui collocare il recipiente secondario per evitare danneggiamenti causati da fattori esterni.; può essere di cartone rigido, plastica, legno o altri materiali resistenti ad urti o intemperie. Il volume totale del materiale da spedire non può superare: - 500 ml, in caso di sostanze infettive (se si superano comunque i 50 ml è necessario aggiungere una ulteriore quantità di materiale assorbente tra recipiente secondario e recipiente esterno); - 4000 ml, in caso di campioni diagnostici.

Pag. 8/13 L imballaggio esterno deve riportare i seguenti dati: SOSTANZE INFETTIVE CAMPIONI DIAGNOSTICI nome, indirizzo, numero di telefono del ricevente nome, indirizzo, numero di telefono del mittente marchio specifico UN di confezionamento etichette internazionali per le sostanze infettive etichetta di orientamento, da porre su due lati opposti del pacco nome UN (sostanza infettiva per uomo o per animali) seguito dal nome scientifico numero UN della sostanza (UN 2814= umana; UN 2900=animale) temperatura di conservazione della sostanza nome, indirizzo, numero di telefono del ricevente nome, indirizzo, numero di telefono del mittente dichiarazione campione diagnostico confezionato in conformità con le norme PI 650 etichetta di orientamento, da porre su due lati opposti del pacco Nota: la spedizione di campioni diagnostici non richiede né l etichetta internazionale per le sostanze infettive, né il marchio specifico UN per il confezionamento di merci pericolose e la dichiarazione di merce pericolosa da parte dello speditore. Il trasporto di materiale infettivo richiede inoltre una serie di ulteriori documenti, forniti dal corriere ed applicati sul contenitore esterno: SOSTANZE INFETTIVE CAMPIONI DIAGNOSTICI la dichiarazione di merce pericolosa da parte del corriere la lista di imballaggio che includa l indirizzo del destinatario, il numero di confezioni, la descrizione del contenuto, il peso, il valore (indicare che si tratta di prodotti senza valore commerciale poiché forniti a titolo gratuito) ricevuta aerea se il trasporto avviene per via aerea ricevuta di spedizione relativa ad altre modalità di trasporto, ove applicabile un permesso di import ed export, se richiesto. la lista di imballaggio che includa l indirizzo del destinatario, il numero di confezioni, la descrizione del contenuto, il peso, il valore (indicare che si tratta di prodotti senza valore commerciale poiché forniti a titolo gratuito) ricevuta aerea se il trasporto avviene per via aerea ricevuta di spedizione relativa ad altre modalità di trasporto, ove applicabile un permesso di import ed export, se richiesto. In caso di spedizione di sostanze infettive o campioni diagnostici, avvertire preventivamente la DIREZIONE MEDICA OSPEDALIERA. 8. ARCHIVIAZIONE Il presente documento deve essere conservato presso tutte le U.O/Servizi ed archiviato in luogo facilmente accessibile a tutti gli operatori sanitari.

Pag. 9/13 9. ALLEGATI Allegato 1: Sistema a triplo involucro Allegato 2: Marchio specifico UN di confezionamento Allegato 3: Etichetta di rischio per sostanze infettive Allegato 4: Fac-simile scheda per spedizione di materiali infettivi Allegato 5: scheda di verifica dell applicazione dell istruzione operativa

Pag. 10/13 Allegato 1 Sistema a triplo involucro Allegato 2 Imballaggio ed Etichettatura di Sostanze Infettive

Pag. 11/13 Allegato 2 Il Marchio specifico UN di confezionamento è costituito da: # simbolo di confezionamento delle Nazioni Unite # tipo di confezionamento # testo classe 6.2 (relativo a sostanze infettive) # le ultime due cifre dell anno di confezionamento # lo Stato (sigla) # codice del produttore Allegato 3 Figura 1: Etichetta di rischio per sostanze infettive

Pag. 12/13 Allegato 4 Fac-simile scheda per spedizione di materiali infettivi

Pag. 13/13 SCHEDA DI VERIFICA DELL IMPLEMENTAZIONE DELLA ISTRUZIONE OPERATIVA TRASPORTO MATERIALE BIOLOGICO DIPARTIMENTO di REPARTO/SERVIZIO COORDINATORE Firma DATA 1 quadrimestre 2 quadrimestre 3 quadrimestre METODOLOGIA UTILIZZATA Osservazione diretta N Intervista N Altro (specificare): N Allegato 5 L ISTRUZIONE OPERATIVA E DA CONSIDERARSI: TOTALMENTE APPLICATA PARZIALMENTE APPLICATA Motivazione: ----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------ ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------ NON APPLICATA Motivazione: --------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------.--- ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------ ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------ PUNTI CRITICI RILEVATI NELL APPLICAZIONE: ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------ ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------ La seguente scheda, compilata in ogni sua parte, deve essere trasmessa alla Dirigenza Medica e al Servizio Prevenzione Protezione almeno 3 volte all anno (entro 30 aprile, 31 agosto, 31 dicembre).