SETTORE TECNICO F.I.G.C. ASSOCIAZIONE ITALIANA ALLENATORI CALCIO CORSO ALLENATORE DI BASE UEFA B 2013-2014 MATERIA: TECNICA E TATTICA LA MIA IDEA DI CALCIO (PRINCIPI DI GIOCO) RELATORE: PROF. ADRIANO CADREGARI CANDIDATO: MAURIZIO CENCE 1
Durante questi anni trascorsi sui campi di calcio cercando di insegnare a ragazzi di varie fascie di età il gioco del calcio, ho sempre cercato di trasmettere le mie idee. Ho cercato di crearmi un mio modello personale di allenatore, prendendo magari spunto da allenatori ben più famosi di me, ma sempre senza snaturarare la mia indole ed il mio modo di vedere il calcio. Sono partito dai più piccoli, Primi Calci passando per la categoria Pulcini e sono arrivato agli Esordienti che alleno in questa stagione Stò portando avanti negli anni le mie idee, adattandole alle diverse categorie e modificandole in seguito alla mia crescita professionale, ma mai rinnegando i miei principi, di natura tecnico-tattica ma anche umana. PRINCIPI UMANI E utopistico pensare che nel giocare a calcio possa prevalere su tutto il solo divertirsi nel calciare un pallone. La comunicazione mediatica ci porta a vedere il gioco principalmente sotto l aspetto competitivo, ma dovrebbe essere tutto contenuto entro certi limiti. Purtroppo oggi nel nostro paese si è persa questa cultura, dove Dirigenti, allenatori, genitori e la stessa Federazione Giuoco Calcio, hanno contribuito a far si che ci sia al primo posto il risultato ad ogni costo, senza tener conto degli avversari, arbitro etc. Insomma raggiungere lo scopo primario ad ogni costo, calpestando tutti i principi della correttezza e della lealtà sportiva. Sarebbe bello un giorno poter vedere una partita tra squadre giovanili, in campi senza recinzioni e genitori ai margini che intervengono solo per applaudire un gesto tecnico o una bella segnatura senza quindi commentare con le solite frasi fuori luogo. Allenatori che con il sorriso sulle labbra correggono ed incitano solo i loro giocatori, senza accampare scuse e minacce contro gli arbitri ed al fischio finale i ragazzi delle due squadre che si abbracciano contenti della loro prova, a prescindere da chi abbia vinto. Sembra quasi impossibile eppure in altre nazioni, evidentemente più evolute, questo succede già (vedi Germania o Spagna), ed i risultati che hanno ottenuto in questi anni sia a livello giovanile che professionistico sono sotto gli occhi di tutti. Pensiamo solo che squadre come il Barcellona scarta giocatori dalla sua cantera per comportamento mentre delle nostre squadre sono subito pronte a braccia aperte ad accoglierli, e questo è l esempio lampante di questa opposta visione del calcio. Quindi anche se risulteranno delle gocce nell oceano i nostri insegnamenti di natura comportamentale con i ragazzi sono per me fondamentali. Il punto di domanda è quanti dei ragazzi che abbiamo avuto nelle nostre squadre riusciranno ad avere una carriera nel mondo del calcio? 2
Ma tutti dovranno far parte della società in cui viviamo ed i principi che gli insegnamo in campo saranno validi tutti i giorni nella vita quotidiana ed in qualsiasi carriera intraprenderanno. Lealtà, senso di appartenenza, rispetto per il prossimo, educazione sono i miei principi di vita a cui non rinuncio in cambio di una futile vittoria. Vedere dopo tanti anni ragazzi che sono stati da me allenati e che mi vengono a salutare contenti nel ricordare il periodo che abbiamo passato insieme e non solamente per le vittorie è per me la più grande soddisfazione. PRINCIPI TECNICO-TATTICI I Principi non devono mai essere in contrapposizione tra loro, ma devono fondersi per creare un'unica sinergia di calcio. E pur vero che ci possono essere situazioni contingenti che ci obbligano a modificare o cambiare il percorso da effettuare per raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati all inizio della stagione calcistica. Tutto ciò non ci deve mai far perdere di vista quelli che sono i punti cardine del nostro metodo di insegnamento. Il primo principio e che ritengo fondamentale e da corollario per tutti gli altri è il Giocare a calcio. Secondo la mia idea su qualsiasi campo, bisognerebbe mettere sempre al primo posto lo spettacolo. Tanto più se parliamo di settore giovanile, in cui il nostro unico scopo è quello di creare dei giocatori pensanti, senza quindi rincorrere inutili vittorie che possono darci solo una soddisfazione momentanea. Vietato quindi buttare via il pallone, cercare quindi di giocarlo sempre e preferibilemente a terra. Mantenere un identità di squadra a prescindere dalla squadra che ci troviamo davanti e senza quindi snaturare il nostro gioco al solo scopo di raggiungere il risultato. 3
PRESSING Una delle prime cose che cerco di insegnare ai ragazzi è quello di non lasciare l iniziativa agli avversari evidenziando un comportamento remissivo di attesa. La mia squadra deve avere mentalmente l idea di riconquista in tempi brevi del possesso della palla, perché il nostro primo pensiero non è non subire gol ma andare noi a segnarne. Ci piace giocare il pallone e quindi dobbiamo recuperarlo per poterlo giocare tra noi. Tutto questo si realizza trasferendo il concetto di pressing e dei movimenti di aiuto di tutta la squadra nel suo insieme Nel calcio d oggi la tattica della fase difensiva collettiva, è studiata e applicata riducendo ai minimi due fattori fondamentali chiamati: spazio e tempo. Lo scopo per limitare e restringere lo spazio e il tempo di giocata all avversario e trasformare l azione difensiva in offensiva in modo rapido ed efficace, è sviluppato con un atteggiamento tattico organizzato chiamato pressing. Attuare il pressing indica mettere una pressione al portatore di palla opposto, affrontandolo, al fine di riconquistare il possesso del pallone e, con la collaborazione dei compagni attuare un intervento d aiuto, attraverso un azione di contrasto, anticipo, intercettamento. L obiettivo si ottiene non obbligatoriamente togliendo palla all avversario, ma principalmente, inducendolo ad eseguire una giocata affrettata e, quasi certamente approssimativa che permette di interrompere la fase di possesso avversaria. A tale scopo è necessario che, oltre ad attaccare la palla, si esegua una chiusura rapida sugli eventuali appoggi vicini Per conseguire, questo proposito è utile un azione coordinata e collettiva da parte di tutti i giocatori della squadra; inoltre sono indispensabili spazi limitati, per questo non è attuabile quando le distanze tra i reparti sono ampie. In questo modo, si rischia di dare la possibilità all avversario di organizzare un uscita agevole dall azione di pressing. La squadra che attua un metodo organizzato di pressing non vuole generalmente subire l azione dell avversario e, in modo opposto si produce per fermarla prima possibile, per eseguire un contrattacco veloce. Occorre per questo sollecitare nei calciatori la ricerca di un impostazione tattica aggressiva. E opportuno dare al giocatore e alla squadra la fiducia e la consapevolezza che l azione di pressing fornisce vantaggi, per questo motivo l avversario non riesce ad impostare l azione in modo agevole, al contrario in maniera forzata. Per di più riducendo ai minimi, spazi e tempi, si pone la squadra avversaria in una condizione psicologica d assoluto disagio e incertezza per l aumento delle imprecisioni. Per una corretta analisi della tattica del pressing, occorre valutare attentamente i seguenti concetti: QUANDO EFFETTUARLO: il pressing si esegue solo in determinate situazioni di gioco: l avversario è in difficoltà tecnica; l avversario riceve palla girato alla nostra porta evidenziando un campo visivo molto limitato; 4
si perde palla in zona offensiva e non si vuole permettere una rapida ripartenza avversaria; la trasmissione della palla è indirizzata in zona laterale, in questo caso l avversario ha una limitata zona di campo per gestire la palla, al contrario l azione coordinata della nostra squadra ha un evidente percentuale di possibilità di riconquista. CHI DEVE ATTUARLO: il pressing è attuato con l azione coordinata di tutti i reparti che rimangono corti tra loro, con una riduzione spaziale e temporale quasi a creare al portatore di palla avversario, la percezione di giocare non in opposizione ad un avversario diretto, ma direttamente contro tutta la squadra (definizione 1 contro 10). COME REALIZZARLO: la regola del pressing esige una preparazione attenta e automatismi precisi. Le regole principali sono: non farsi attrarre solo dalla palla; non realizzarlo nella situazione d inferiorità numerica; non farsi dribblare. Tutto ciò si può realizzare dopo una corretta elaborazione degli aspetti fondamentali come: dove si trova la palla e la nostra porta da difendere in quale zona del campo è collocato il portatore di palla da aggredire e l appoggio avversario. La considerazione fondamentale è che la squadra per una corretta attuazione deve essere equilibrata, deve conoscere i compiti tattici e una sincronia nei movimenti di reparto e di squadra. DOVE ESEGUIRLO: il pressing a seconda della zona di campo in cui si esegue, è distinto in tre modi: ultra offensivo, offensivo e difensivo. Il primo è caratterizzato dalla pressione di disturbo degli attaccanti, con lo scopo di impedire una libertà di gioco ai difensori avversari. In più un eventuale riconquista in quella zona è favorevole per l attacco immediato. Il secondo pressing offensivo ha lo scopo di copertura preventiva e di strategia offensiva. Infatti, con la riconquista nella zona mediana, il nostro attacco ha molti spazi per attuare una pericolosa controffensiva. Il terzo, pressing difensivo, è spesso abbinato alla necessaria inferiorità numerica della situazione o della gara, e spesso è collegato alla trappola del fuorigioco. È fondamentale che la squadra mantenga un alto grado di concentrazione, interpreti il gioco sempre in modo propositivo e perciò scenda in campo con l atteggiamento mentale ottimale, convinti sempre delle proprie capacità. L acquisizione delle giuste motivazioni da parte dei giocatori è un fatto essenziale per una valida realizzazione della tattica del pressing. 5
Si gioca una partita a tema con due squadre che si affrontano in un 4c4 o 5c5 Quando la squadra che attacca perde il possesso palla o va alla conclusione in porta esce dal gioco e si va a disporre a fondo campo nel verso in cui attaccava. Contemporaneamente dall'altro lato del campo un'altra squadra formata dallo stesso numero di giocatori entra in campo per andare a difendere la porta e a riconquistare la palla. SMARCAMENTO La definizione di smarcamento è il movimento senza palla in uno spazio libero per favorire il passaggio di un proprio compagno o per liberare lo spazio a favore di un inserimento di esso. Il mio gioco è basato su continui movimenti dei giocatori senza palla. Si gioca in 11 ma solo 1 giocatore ha il possesso dell attrezzo, gli altri si muovono in funzione di esso in modo da poter offrire più soluzioni possibili contemporaneamente (lungo, corto, appoggio, sostegno) E importante considerare tre principi fondamentali dello smarcamento: come, dove e quando. 6
Il come muoversi per lo smarcamento deve essere funzionale alla dinamica dell azione di gioco e può effettuasi con corse di deviazione, tagli, sovrapposizioni e contromovimenti di inganno. Anche il quando chiamato tempo di smarcamento, deve essere in relazione alla dinamica ed al tempo di giocata del possesssore di palla. E fondamentale la sincronia tra chi trasmette la palla e chi la deve ricevere e come principio di base lo smarcamento deve avvenire nel momento in cui il possessore ha il pallone giocabile (palla scoperta) e alza la testa per vedere i compagni. In ultima analisi è essenziale sapere dove effettuare lo smarcamento, che deve avvenire nello spazio vuoto ed in zona luce per permettere al giocatore di essere visto da chi è in possesso della palla, oppure effettuando un movimento in zona cieca e cioè alle spalle dei difensori. Partita a tre settori partendo da tutti 2c2 che possono diventare 3c2 con superiorità numerica della squadra che attacca con il giocatore che ha trasmesso palla che passa nel settore successivo. Una volta terminata l'azione il giocatore andrà ad occupare nuovamente il suo settore. Per essere valido il gol deve passare da tutti e tre i settori 7
La squadra in possesso palla attacca con tre giocatori contro un difensore nella prima metà campo cercando di smarcarsi per ricevere palla nella seconda metà campo Una volta ricevuta palla anche gli altri due giocatori possono passare nell'altra parte del campo per andare quindi a riproporre un nuovo 3c1 con l'altro difensore posto a fondo campo. Se la squadra in possesso palla la perde nella prima metà campo, il difensore deve andare al tiro immediato nella porta di fronte a lui, se invece perde palla nella seconda metà campo il difensore deve trasmettere la palla all'atro difensore posto nella metà campo opposta. Una volta conclusa l'azione la squadra composta dai 3 giocatori attaccherà nel verso opposto 8
Partita libera in un campo in cui sono disposte diverse porte realizzate con pali o birilli. Il punto è valido quando il giocatore riceve (movimento di smarcamento) il passaggio dietro una delle porte. Il gioco prosegue con il pallone in possesso della squadra che ha realizzato il punto POSSESSO PALLA Il mio principio è mantenere la palla si per non dare possibilità all avversario di attaccare, ma principalmente per poter trovare lo spazio e cogliere il momento più opportuno per andare all attacco. La mia idea è quindi un possesso palla veloce in modo da muovere la squadra avversaria e trovare lo spazio per una giocata in profondità. E importante lavorare sulla tecnica del passaggio e della ricezione orientata che sono fondamentali in un possesso palla di qualità. A livello mentale cerco di trasmettere l idea di non buttare via mai il pallone e di cercare di giocarlo sempre a beneficio di un compagno anche in situazioni di difficoltà. 9
Per l apprendimento della fase di possesso palla, lavoro molto sui giochi di posizione che mi consentono di utilizzare i giocatori nel loro ruolo naturale. Utilizzo inoltre alcuni esercizi che ho testato direttamente in campo e che mi hanno dato ottimi risultati. Possesso palla con l'aiuto di i 4 sponde posizionate esternamento al campo di dim. 30x30 I giocatori all'interno giocano a tocchi liberi, mentre le sponde ad 1 max. 2 tocchi. Dopo cinque passaggi consecutivi si ottiene un punto. A tre punti si cambiano le sponde. 10
Possesso palla a tre colori con una squadra che a rotazione gioca come jolly in appoggio a chi è in possesso palla, in un campo di dimensioni 40x30 mantenendo il verso di attacco. Variante 1: due squadre giocano insieme contro la terza che deve andare al recupero palla chi sbaglia il passaggio o gli viene intercettato diventa difendente e la squadra che ha rubato palla si unisce all'altra. Dopo un certo numero di passaggi (5-7) consecutivi le squadre in possesso palla hanno un punto. Variante 2: Dopo un certo numero di passaggi (5-7) consecutivi le squadre in possesso palla vanno al tiro in porta nelle porticine poste esternamente al campo 11
Quattro giocatori blu, coadiuvati dal portiere, dovranno mantenere il possesso in zona 1, ostacolati da 2 avversari verdi. Il loro obiettivo per conquistare il punto, sarà appunto il mantenimento del possesso per realizzare almeno 3 passaggi per poi inviare palla ai giocatori gialli in zona 2 A questo punto andranno a portar pressione altri 2 elementi verdi e i precedenti escono dal campo. Se i verdi recuperano palla dovranno segnare nella porta difesa dal portiere. 12
RIPARTENZE Un altro mio principio fondamentale sono le ripartenze in fase di riconquista della palla. A seguito di un intercettamento o di un contrasto vinto in zona di centrocampo o di attacco, la mia squadra deve essere immediatamente pronta ad attaccare la porta avversaria per sfruttare il fattore sorpresa e la disposizione ancora imperfetta del reparto difensivo. A tal riguardo sono stati effettuati studi che hanno confermato questa teoria e cioè che la maggior parte dei goal realizzati nascono proprio in seguito ad una palla recuperata nella metà campo offensiva, seguita da una rapida azione e che vede la partecipazione di pochi giocatori (mediamente 2-3) una percentuale consistente dei gol che vengono realizzati, nascono quindi da una perdita di possesso palla e dal successivo contrattacco veloce. 13
BIBLIOGRAFIA: ELEMENTI DI TATTICA CALCISTICA VOL. 1 e VOL. 2 LA DIDATTICA DEL GIUOCO DEL CALCIO Franco Ferrari Settore Tecnico F.I.G.C. 14