GLI UNIVERSALI LINGUISTICI Universali assoluti: sanciscono la presenza (o l assenza) di una particolare proprietà in ogni lingua storico-naturale, senza fare riferimento ad alcun altro parametro e senza stabilire correlazioni fra tratti differenti. Es. tutte le lingue hanno vocali orali tutte le lingue distinguono vocali e consonanti tutte le lingue distinguono nomi e verbi Indicano cosa è irrilevante per la tipologia: non lasciano alcuno spazio alla variabilità e consentono di identificare un unico tipo linguistico, a cui afferiscono tutte le lingue storico-naturali.
Universali implicazionali: pongono in relazione due (o più) proprietà, vincolando la presenza di una di esse alla presenza dell altra. In altre parole, essi affermano che un tratto linguistico può realizzarsi in una lingua storico-naturale solo se nella medesima lingua è attestato anche un altro tratto linguistico. Es. Nessuna lingua ha un numero triale se non ha un duale. Nessuna lingua ha un duale se non ha un plurale triale implica duale implica plurale Es. la categoria del genere implica la categoria del numero Indicano in modo piuttosto rigoroso i limiti estremi della variazione interlinguistica: consentono di individuare quattro tipi, di cui uno tuttavia impossibile. Genere Numero Esempio Sì Sì italiano No Sì turco No No cinese Sì No Tipo impossibile e non attestato
L assegnazione del genere in italiano: a) criteri semantici: solo per i nomi che designano esseri animati (umani e animali) in cui la distinzione tra l esemplare di sesso maschile e quello di sesso femminile sia percettivamente evidente esemplare di sesso maschile: genere maschile esemplare di sesso femminile: genere femminile esempi: il ragazzo, il dottore, il leone la ragazza, la dottoressa, la leonessa ma *il giraffo, il corvo, *il volpo la giraffa, *la corva, la volpe
b) criteri formali: classe flessiva o (sing) /-i (plur): genere maschile classe flessiva a (sing) /-e (plur): genere femminile N.B. con eccezioni! Es. libro / libri maschile scarpa / scarpe femminile (oscillazioni tra maschile e femminile: tavolo /tavola) Problemi di assegnazione del genere: Livello interlinguistico: Italiano: mare maschile; (il leone vs la leonessa) Francese: mer femminile; (le lion vs la lionne) Inglese: sea senza genere; (the lion vs the lioness) es. il mare Mediterraneo es. la mer Méditerranée es. the Mediterranean sea
Livello intralinguistico: Italiano: la mano: genere femminile, ma classe flessiva o/-i (generalmente maschile) il poeta: genere maschile, ma terminazione femminile al singolare Il soprano: genere maschile, ma referente femminile il braccio / le braccia: maschile al singolare, ma femminile al plurale
Il numero: Variazione interlinguistica: Italiano: Singolare: X = 1 (es. un gatto) Plurale: X 2 (es. due gatti, cinquecento gatti) Greco antico Singolare: X = 1 Duale: X = 2 Plurale: X 3 Lihir* Singolare: X = 1 (es. Duale: X = 2 Triale X = 3 Plurale: X 4 (*Austronesian, Oceanic, New Ireland-Tolai, Patpatar-Tolai) Assegnazione sempre (o quasi ) semantica
Italiano: tre cani Francese: trois chiens Inglese: three dogs Portoghese: três cães Spagnolo: tres perros ecc...
NB La quasi totalità degli universali prevede in realtà eccezioni. Ad esempio, nella letteratura si continua a definire universale la tendenza a non collocare, nella frase indipendente dichiarativa assertiva, il soggetto dopo l'oggetto, sebbene alcune lingue come il malgascio o l'hixcaryana smentiscano questa generalizzazione. Tuttavia, il rapporto statistico tra le lingue che riproducono questa tendenza e le lingue che, invece, non la riproducono è di circa 98% a 2%. Quindi, il divario statistico è comunque nettissimo e, in un certo senso, giustifica la scelta di mantenere comunque l'etichetta di 'universale'. Per ulteriori informazioni su universali linguistici ed eccezioni, http://ling.unikonstanz.de/pages/proj/sprachbau.htm
La spiegazione degli universali a) Fondamento cognitivo delle categorie linguistiche: tanto maggiore è il fondamento cognitivo di una categoria, tanto più basica sarà questa categoria (es. genere e numero) b) iconicità: tendenza a riprodurre, sul piano della struttura linguistica, le sequenze in base a cui viene organizzata, a livello mentale, l informazione da trasmettere. Es. Nelle frasi dichiarative con soggetto e oggetto nominali, l ordine dominante è quasi sempre quello in cui il soggetto precede l oggetto c) economia: tendenza a snellire il più possibile l apparato formale di un sistema linguistico, pur preservando intatte le sue potenzialità comunicative. Es. quando l aggettivo segue il nome, esso esprime tutte le categorie flessive del nome e in tali casi il nome può lasciare inespressa una di queste categorie o tutte quante. d) motivazione comunicativa: Es. tutte le lingue hanno categorie pronominali implicanti almeno tre persone e due numeri.