di: Francesco Zanardi



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LE PISTOLE A RAFFICA di: Francesco Zanardi Tra i tanti argomenti di cui si parla nei poligoni di tiro non mancano mai le pistole a raffica. Queste armi un po particolari hanno sempre affascinato gli appassionati del settore. Sarà l idea di una arma dal potenziale notevole, sarà per la bramosia di provare a sparare a raffica almeno una volta nella vita, sarà per la curiosità di avere in mano un arma nata prima del avvento delle pistole-mitragliatrici, sarà. béh! Per qualsiasi cosa sia vediamo un attimo la storia di queste strane pistole. Ovviamente si tratta di un rapido scorcio di quello che potrebbe essere un singolo trattato di centinaia di pagine, ma è comunque interessante notare come, con il passare dei tempi, queste armi sono morte e rinate diverse volte mantenendo molte analogie con le armi contemporanee. La Steyr Hann 1912/16. La Steyr Hann 1912/16 fu una delle primissime pistole a raffica prodotte al mondo. Sostanzialmente si tratta di una normalissima Steyr Hann calibro 9 mm. Steyr, con un prolungamento del serbatoio delle cartucce, in modo da poterne contenere sino a sedici. Il serbatoio è sempre fisso e l arma era dotata di un selettore di tiro sul lato destro del fusto. Era anche prevista un apposita fondina in legno con la doppia funzione di calciolo. Di questa pistola ne furono prodotte diverse centinaia a partire dal 1916 e molto vennero impiegate al fronte durante la Grande Guerra. Le Royal. Nel 1927 i fratelli Beistegui produssero e commercializzarono una pistola strettamente derivata dalla Mauser 1912 e denominata Royal, in calibro 7,63 Mauser. Caratteristica fondamentale di queste pistole spagnole era la possibilità di sparare a raffica. Le Royal ebbero un notevole successo e nel 1931 venne prodotto il modello MM31, che ricopiava nelle forme la

contemporanea Mauser 1929 (ennesima versione della C96) con in più il selettore per il tiro a raffica. L anno successivo le MM31 vennero dotate di un serbatoio maggiorato con la capacità di venti colpi, sia in versione fissa, sia in versione amovibile. Un ulteriore versione della MM31 fu la Super Azul prodotta nei calibri 9 Largo e 38 Colt Super Auto. L elevata cadenza di tiro indusse i fratelli Beistegui a produrre, un paio d anni più tardi, il modello MM34 che si distingueva dai modelli precedenti per la presenza di alcune scanalature sulla canna, per dissipare meglio il calore e per l introduzione di un riduttore della velocità del tiro a raffica. La Guerra Civile Spagnola pose fine all attività dei Beistegui e la fabbrica venne distrutta nel corso del conflitto. Le Astra serie 900. Contemporaneamente alla Royal anche la spagnola Astra si affaccio sul mercato delle pistole a raffica, anch essa ricopiando le Mauser 1912 e 1929. Nel 1928 il modello 901 era identico in tutto alla pistola tedesca, ma con in più un selettore per il tiro a raffica. Contrariamente alle aspettative fu un insuccesso e quindi, l anno successivo, venne prodotto il modello 902. Si trattava di una 901 con il serbatoio maggiorato per contenere venti colpi. Le cose migliorarono, ma evidentemente la miglior fattura delle Royal dei Beistegui e l arrivo nel 1932 delle Mauser Schnellfeuer indussero la Astra ad un ulteriore evoluzione, introducendo sul mercato i modelli 903 e 904. Queste pistole differivano per aver dei serbatoi amovibili da dieci e venti colpi. L ultima versione denominata 904F, in calibro 9 Largo venne prodotta solo a livello di prototipo.

La produzione di queste pistole cessò con l inizio della Guerra civile Spagnola e non venne più ripresa. Le Mauser Schnellfeuer M30 e 1936. Nel 1931 la Mauser introdusse nella sua produzione delle pistole derivate dalla famosa C96, nella versione 1929, denominate Schnellfeuer. La prima versione, conosciuta come M30 o M712, utilizzò inizialmente un selettore di tiro a raffica modello Nickl, ma vista la fragilità di quest ultimo venne subito adottato il modello Westinger, molto più sicuro ed affidabile. La mancanza di un calciolo impediva anche la minima parvenza di precisione e pertanto venne introdotto sul mercato il modello 1936. Questa nuova versione si distingueva per la presenza di uno specifico calciolo/fondina, cosa che non era certo una novità per la Mauser ma che, stranamente, non era prevista per il precedente modello, per il quale costituiva un optional a parte. Inoltre la modello 1936 venne prodotta anche in calibro 7,65 e 9 Parabellum. Caratteristiche comune di tutti i modelli della Schnellfeuer era il caricatore amovibile da venti colpi. Le pistole della Mauser si distinguevano per la fattura decisamente superiore alle concorrenti spagnole, ma anche per il costo piuttosto elevato. Le Star A e MM. Pur essendo delle contemporanee delle summenzionate pistole a raffica derivate dalla Mauser, le Star modello A, prodotte all inizio del 1930, derivano dalla Colt 1911. Questo modello, diversamente dalla cugina americana, venne camerato solamente per la cartuccia 38 ACP ed adottava un sistema di chiusura a massa. Inoltre l arma era priva della sicura sull impugnatura. Nel corso dell anno vennero ideati anche un calciolo per riuscire a contrastare l eccessivo rilevamento durante il tiro a raffica e dei caricatori da 16 e 32 colpi.

L anno successivo venne prodotto il modello MM, che era una copia della 1911 in calibro 45 ACP, con in più un selettore per il tiro a raffica posto sul lato desto del carrello ed i consueti accessori del modello precedente. In seguito entrambi i modelli vennero dotati di organi di mira maggiorati e vennero anche camerati per le cartucce 7,63 Mauser, 9 largo, 38 Super Auto, 9 Browning Long e 9 Parabellum, al fine di ampliare le possibilità commerciali. Il successo fu però sempre limitato, malgrado la buona affidabilità dimostrata. Di queste due pistole vennero prodotte complessivamente solo 8000 esemplari tra il 1930 ed il 1952 e le vendite interessarono principalmente l Asia ed il Centro America. Llama Non plus ultra. Questa pistola, contemporanea delle altre analoghe armi spagnole, deriva da un precedente modello semiautomatico, ma con alcune differenze. L arma è camerata per il 7,65 Browning ed il caricatore contiene ben 22 cartucce. Esternamente, sul lato sinistro, si nota il selettore a cursore per il tiro a raffica, un modello derivato dal sistema Ruby di venti anni prima. In ultimo la volata della canna sporge sensibilmente dal carrello. La Non plus ultra non essendo dotata di un calciolo per contrastare il rilevamento era praticamente impossibile da controllare e ciò decretò il suo insuccesso commerciale. La Pistola Trejo modello 2. Prodotte in Messico le pistole Trejo riprendevano per grandi linee la Colt 1911. Le differenze più eclatanti si notano della diversa angolazione dell impugnatura, molto accentuata e dotata di una sicura sull impugnatura che si estende per tutta la sua

lunghezza e per la presenza di una bindella ventilata su cui sono montati degli organi di mira da tiro di precisione. Inoltre il calibro è il 22 L.R. ed il caricatore contiene 11 cartucce. I motivi che abbiano portato a produrre tale arma sono quanto mai oscuri. Le Beretta 951A e 93R. Per queste due pistole bisognerebbe scrivere un libro a parte, ma vediamo quali sono le differenze principali dai rispettivi modelli tradizionali. La 951A differisce dalla classica 51 per avere una canna più lunga, 125 mm. contro i 114 originali, per la presenza nella parte anteriore del fusto di una seconda impugnatura di dimensioni ragguardevoli, interamente di legno e con scannellature per migliorare la presa delle dita ed in ultimo per la presenza di un selettore di tiro a raffica sul lato destro dell arma. Anche i caricatori vennero maggiorati, aumentando la capacità prima a 10 e poi a 15 cartucce calibro 9 Parabellum. Il modello 93R differisce dalla 92 per vari particolari. Per prima cosa bisogna dire che questa pistola a raffica nasce con criteri ben precisi e non come un adattamento di un arma già esistente. Un grande lavoro è stato fatto per la controllabilità durante il tiro a raffica, dotandola di un selettore che permette l esplosione di non più di tre colpi per volta. Il selettore si trova sul lato sinistro dell arma, appena sopra la guancetta. Inoltre l arma spara in sola singola azione, è priva della sicura automatica sul percussore. Esternamente si nota anche la maggiore lunghezza della canna, ben 156 mm., che è dotata inoltre di un compensatore a sei fori rettangolari, posti in posizione laterale/superiore e per la presenza di una impugnatura vincolata nella parte anteriore del ponticello del grilletto, che si può ripiegare sotto la canna. Lo stesso ponticello ha

un apertura inusuale, in tal modo afferrando l impugnatura anteriore aperta a 45, si può inserire il pollice all interno del ponticello in modo da migliorare la presa e senza intralciare il dito che preme il grilletto. In ultimo il caricatore da 20 cartucce sporge leggermente dall impugnatura, questa è leggermente più allungata per potervi collegare uno specifico calciolo ripiegabile. Il calibro è sempre il 9 Parabellum. La 93R ha evidenziato da subito delle ottime caratteristiche tant è che venne adottata da alcuni reparti della Polizia di Stato e dei Carabinieri. La sua controllabilità nel tiro a raffica di tre colpi presuppone comunque che chi l utilizza ne abbia una certa pratica, cosa non proponibile alla maggior parte dei normali operatori di polizia. Pertanto la pistola non ha avuto altra diffusione. Heckler & Koch VP-70. Per essere un arma degli anni 70 questa pistola ha molte delle caratteristiche delle più moderne pistole. L impugnatura ed il fusto sono prodotti in polimeri, l arma spara in sola doppia azione mediante il sistema del percussore lanciato ed utilizza un sistema di chiusura a massa. Il caricatore contiene 18 cartucce calibro 9 Parabellum ed inoltre non esistono sicure manuali se non come optional dell acquirente. Quest arma venne commercializzata come una comune pistola semiautomatica. Qualora un reparto militare o di polizia lo richiedesse, veniva fornito un calciolo/fondina, in materiale plastico, la cui parte superiore si collegava direttamente ai meccanismi dell arma. Ciò trasformava la VP-70 in una pistola a raffica, che tramite un selettore, poteva esplodere sia colpi singoli che raffiche di tre colpi. Il ritmo di tiro era di poco superiore ai 2000 colpi al minuto!, una soluzione che permetteva di esplodere i colpi prima che l arma si impennasse follemente, garantendo così una certa precisione. Alla prova dei fatti il sistema non fu del tutto soddisfacente e l arma non venne adottata da nessuna forza armata. I seguito venne commercializzata con la sigla VP-70Z e predisposta per il solo colpo singolo. APS Stechkin. Anche se l aspetto è quello di una comune pistola la Stechkin è una pistola-mitragliatrice vera e propria. L arma adotta il sistema di chiusura a massa, spara in sola singola azione ed è commercializzata con uno

specifico calciolo/fondina in materiale plastico. Il selettore per il tiro a colpo singolo o a raffica si trova all estremità posteriore del carrello e funge anche da sicura manuale. Il ritmo di tiro è di 750 colpi al minuto. La Stechkin è dotata di un caricatore da venti cartucce in calibro 9x18 Makarov. Pur non avendo una grossa diffusione a causa della difficoltà nel effettuare un tiro preciso, l arma è stata prodotta anche in versione silenziata per dei reparti speciali sovietici Glock 18 C. Ultima nata tra le pistole a raffica, la Glock 18 C è esternamente uguale a tutti gli altri modelli della casa austriaca. Le uniche differenze riscontrabili sono la presenza di un selettore sul lato destro del carrello ed i quattro fori del compensatore sulla canna. Internamente invece l organizzazione meccanica è totalmente differente, pur mantenendo il funzionamento a corto rinculo e la chiusura geometrica. Queste modifiche sono state volute per evitare la trasformazione del modelli semiautomatici. I caricatori disponibili sono da 17, 19 e 33 cartucce, tutte in calibro 9 parabellum. Il ritmo di tiro si aggira intorno ai 1200 colpi al minuto. Stranamente non è stato previsto alcun calciolo per aiutare il controllo dell arma, ma è presente soltanto un limitatore della raffica. Come si avrà avuto modo di notare la caratteristica comune di tutte le summenzionate pistole è la loro totale incontrollabilità nel tiro a raffica. Questa caratteristica è stata mantenuta anche in tutte quelle pistole che tramite un lavoro artigianale o degli appositi kit, sono state trasformate dai loro possessori da comuni pistole semiautomatiche in pistole a raffica. A prescindere che la maggior parte delle trasformazioni artigianali spesso rende l arma non più ripristinabile per la funzione originaria, il possedere una pistola a raffica comporta una serie di grane legali non certamente piacevoli. Nei casi meno spiacevoli ci si ritrova con una denuncia in stato di libertà ed il sequestro, con successiva confisca, dell arma modificata. Ma attenzione: il sequestro preventivo delle armi e munizioni possedute e la perdità di ogni titolo atto ad acquistare, trasportare, detenere o portare armi è sempre in agguato. Dipende molto dall orientamento in materia che adotta la Procura della Repubblica competente nel territorio.

Quindi un consiglio: lasciate le armi come sono, perché in fin dei conti sparare a raffica non è poi quel gran che! Francesco Zanardi