I Fantasmi di Scano Boa Pubblicazione realizzata dal Comune di Por to Tolle - Assessorato alla Cultura, in collaborazione con: Accademia di Belle Arti di Firenze Gruppo Arte Sentimentale con il patrocinio di: Regione del Veneto Provincia di Rovigo Ente Parco Delta del Po Accademia dei Concordi di Rovigo Crediti fotografici: Deltagrafik, Luciano Scarpante, Alessandro Orlandin, Gruppo allievi Accademia di Belle Ar ti di Firenze. In copertina: Scano Boa 16 maggio 2009. Impaginazione grafica e stampa: Deltagrafik - Via Matteotti, 167-45018 Por to Tolle (Ro) 2009 Copyright by: Comune di Por to Tolle - P.zza Ciceruacchio, 9-45018 Por to Tolle (Ro) Arte Sentimentale - Via del Corso, 11-50122 Fir enze (Fi) Tutti i diritti riservati. 2
a cura di GIANNI CERIOLI testi di GIANNI CERIOLI SILVANA MANTOVANI RAFFAELE PERETTO Comune di Porto Tolle 2009
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Esistono i fantasmi? Sono esser e buoni o maligni? Quand è che li possiamo incontrare? La quotidianità che viviamo con sempre maggior ed intensa frenesia, ci ha disabituati a por ci queste domande: è l'era di inter net, della r ealtà vir tuale, della comunicazione globale che ci ha resi sudditi di noi stessi. Questa vorticosa frenesia virtuale non ci lascia più il tempo per pensar e a noi e porci come uomini al centro del mondo. Scano Boa, una delle tante isole del Delta del Po, rappr esenta il luogo più suggestivo dove il tempo si è fer mato, dove la natura che li r egna, dà modo a chi la visita di pensar e e rievocar e i sentimenti che da tempo si sono persi o forse trascurati. Sono questi i fantasmi di Scano Boa: nulla di paur oso, niente di terrificante ma solo il pensiero, solo la poesia ed il sentimento che è dentr o di noi e che ora ha la possibilità di cavalcar e le onde dell'adriatico e volar e sulla calda laguna per ritornare e farci sentire che siamo preziosi esseri di questo universo, con un cuore ed un'anima. E dover oso ringraziar e l Accademia di Belle Ar ti di Fir enze ed il Gruppo Ar te Sentimentale per questo pr ezioso lavoro che hanno saputo elaborar e e consegnarci. Il supporto che la Regione Veneto, la Provincia di Rovigo, l Ente Par co Delta del Po e l Accademia dei Concor di di Rovigo hanno dato col lor o patrocinio è testimonianza dell'importanza di questa opera e della qualità del suo contenuto. Fondamentale il sostegno che la Fondazione della Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo ha voluto dare per la realizzazione di questa pubblicazione evidenziando ancora una volta quanto sia radicata e pr esente sul territorio, ma soprattutto attenta osservatrice ed accompagnatrice dei movimenti culturali che interessano e parlano di questa meravigliosa terra. Da ultimo mi è dover oso ringraziare l Assessore alla cultura Silvana Mantovani e tutti i colleghi amministratori che hanno creduto nel progetto, nonché tutti coloro che hanno permesso la realizzazione di questo volume. Dott. Silvano Finotti Sindaco Comune di Porto Tolle
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La Direzione dell'accademia di Belle Arti di Firenze ringrazia dell'impegno e della passione con i quali l'assessor e alla Cultura del Comune di Por to Tolle, dott.ssa Silvana Mantovani, ha seguito e incoraggiato il pr ogetto artistico ideato e posto in esser e dal collega e docente pr of. Amedeo Lanci, in modo da concludersi felicemente ai più alti livelli espr essivi. Con grande soddisfazione la Dir ezione pr ende atto che i giovani studenti dell'accademia sono stati resi partecipi di una attività che ha avuto tra l'altr o per protagonisti professionisti facenti par te del gruppo dell'ar te Sentimentale per la realizzazione di oper e in xilografia e in pittura ispirate al magico quanto af fascinante territorio dell'estr emo Delta del Po, oasi non solo naturalistica ma di for te impatto creativo. In questo percorso culturale gli allievi impegnati nel pr ogetto hanno avuto modo di visitare l'isola di Scano Boa, nonché di visionar e il film Scano Boa tratto dal romanzo di Giannantonio Cibotto, dal quale il r egista Renato Dall'Ara, nel 1961, ha tratto l'omonima pr oduzione cinematografica con l'interpr etazione della nota famosa attrice Carla Gravina. La Direzione ringrazia sentitamente l'assessore alla Cultura di Porto Tolle per aver offerto un'occasione di crescita culturale ed artistica ai giovani allievi dell'accademia di Belle Ar ti di Firenze, guidati dal pr of. Lanci, nella convinzione che tali iniziative rappresentino momenti di confronto significativi per la ricerca e la produzione espressiva dei giovani che intendono fare dell'arte obiettivo di vita. Prof. Giuseppe Andreani Direttore Accademia di Belle Ar ti di Firenze
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Silvana Mantovani Scano Boa: solo il nome fa immaginare chissà quale luogo...
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Scano Boa: solo il nome fa immaginar e chissà quale luogo... Silvana Mantovani...Anche il tempo pare fermarsi, annullarsi in questi momenti di antico idillio, pare almeno rallentare il suo corso. La fretta perversa del mondo moder no che ci acceca è lontano, quasi un ricordo assurdo. Qui vigono altre leggi, altri ritmi ancestrali. Questi paesaggi sono esistiti da sempre e tutto pare avere un respiro, un messaggio segreto che non è mai urlato, ma solo sussurrato... Mario Stefani - 1993 Ogni buon amministratore vorrebbe fare conoscere la propria terra d appartenenza, il luogo in cui vive e per il quale lavora. Si sono creati importanti nuovi settori come marketing territoriale, politiche per il turismo, termini questi molto tecnici, che indicano come primo obiettivo l aumento di economia grazie ad un sistema di lavor o basato sulla pubblicità, sull accoglienza strutturata questo è il metodo oggettivo con il quale si è impegnati quotidianamente Ma con il pr ogetto I fantasmi di Scano Boa mi sono staccata da questi rigidi parametri per far mi coinvolger e, o meglio travolger e da questa meravigliosa esperienza. La prima par te del pr ogetto è stata esplorativa : visitar e Scano Boa, che solo il nome per chi non lo conosce, fa immaginar e chissà quale luogo 1. Con una imbar cazione abbiamo raggiunto lo scan no insieme agli alliev i dell Accademia di Belle Ar ti di Firenze, gli ar tisti di Ar te Sentimentale, l associazione MagnaCharta e il musicista che si è incaricato di realizzare un dvd ispirato agli ambienti dell estr emo Delta. Nessuno degli studenti conosceva il Delta del Po e tantomeno i suoi paesaggi come le golene, le lagune e le diverse ramificazioni del grande fiume. Ed ecco Scano Boa che ci accoglie nella tipica casa dei pescatori di una volta. Lì tr oviamo il signor Ilido Zerbin e la signora Giuliana Tessarin che ci ospitano come se fossimo di famiglia. La magia del luogo inizia a fare effetto, ormai non eravamo più nel mondo reale, il pensiero della vita quotidiana era sparito dalle nostre menti. Pochi passi in una distesa di sabbia intercalata da bassa vegetazione e arriviamo sul lato della spiaggia dalla parte del mare. 11
Io, che conosco questi posti fantastici, guar davo i ragazzi pr ovenienti da tutta Italia che prendevano appunti sulle loro sensazioni, immortalavano immagini con disegni e con macchine fotografiche. Per poche ore hanno fatto parte anche loro di quel paesaggio incantato, caratterizzato dal profumo della salsedine, dai suoni di onde e gabbiani, abbracciati dai raggi del sole e accarezzati dalla brezza leggera proveniente dal mar e. Rapiti da quello stato di benesser e come er emiti in meditazione, siamo tornati sulla terra ferma e durante il rientro pochissime parole hanno interrotto quel silenzio riflessivo. Ed ecco la seconda parte del progetto: la visione del film Scano Boa, gli scritti di Mario Stefani e l incontr o con il pr of. Per etto. In poche or e il gruppo ha conosciuto miti, leggende e la dura vita dei pescatori che vivevano nella pr ecarietà aspettando un sogno. I maestri di Arte Sentimentale, insieme al prof. Peretto, hanno condotto i ragazzi alla scoper ta culturale del territorio, alla storia, alle cr e- denze, ai sogni, che lo hanno contraddistinto. Terza par te: la r ealizzazione sia degli studenti che dei maestri di Ar te Sentimentale di opere di pittura e matrici per xilografie ispirate dall incontro con il Delta del Po, non solo, ma anche un dvd che richiama i suoni e i rumori di questi luoghi che sarà utilizzato durante la mostra per dare un maggior effetto e coinvolgimento. 12
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Dalla fruizione, dalla esperienza al momento cr eativo, alla rielaborazione in espressioni artistiche del proprio vissuto emotivo e sentimentale. Ecco il risultato di chi si è lasciato rapir e da una terra senza tempo, che suggerisce dolci e pr o- fonde sensazioni a chi la vive e l ascolta con il cuor e. Qualcuno potrebbe dire che questo viaggio si è concluso con la visitazione di questa mostra a Porto Tolle. Ma non è così, è pr oprio da qui che inizia il viaggio, quello vero, quello che porterà Scano Boa ad essere conosciuto in paesi lontani. Grazie queste oper e il Delta del Po terra incantata tra cielo e acqua, viaggerà attraverso i lor o occhi, alle immagini e ai suoni da lor o interiorizzati e rigenerati attraverso l atto creativo. 1 In realtà scano non è altr o che il ter mine dialettale di scanno: lingua di sabbia tra mar e e fiume, o tra mar e e laguna, mentre boa è un galleggiante che un tempo indicava l esatta posizione dello stesso. 14
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Raffaele Peretto Lacrime d ambra per il figlio del sole
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Lacrime d'ambra per il figlio del sole Miti nell'antico Delta Raffaele Peretto Eventi antichi sfumano nel sipario di isole strappate all acqua per portare le Naiadi a cercare rifugio oltre il meandro Ancora storie recenti del fiume lievitano sensazioni remote quando appaiono affranti gli ultimi Argonauti come ombre sospese a rimuovere strati di nebbia Quando nell ora che anticipa il crepuscolo i salici e più oltre i pioppi della sponda rispecchiano tra le Elettridi tremori di gocce d ambra. Chi percorre l'argine del nostr o grande fiume o si por ta ad entrare nel suggestivo paesaggio di valli e lagune del suo Delta può facilmente trovarsi di fronte a tramonti di fuoco, con esplosioni di colori nelle intense tonalità delle gamme degli azzurri, dei blu, dei gialli, dei r ossi, sfumanti tra loro nel cielo e nelle nubi e di riflesso nell' acqua, dove il sole sembra spegnersi. Uno spettacolo che assume più forza ed emozione se avviene dopo un temporale e quando l' aria è tersa e fresca. Per la gente del luogo questi momenti sono usuali, quasi scontati, ma certamente lasciano impr esse più for ti sensazioni negli estranei, in chi per la prima volta visita questi spazi di terre ed acque che insieme si portano verso il mare sfumando attraverso il Delta. Portiamoci in un lontano passato, quando a par tire da 3000 anni fa per oltr e cinque secoli in questi luoghi giungevano dall'area egea navi cariche di vino e di olio con nelle stive anche raf finati vasi micenei e in seguito pr eziose ceramiche uscite da botteghe ateniesi, dipinte a figur e nere e r osse. Non poteva passar e inosservato a mer canti e marinai questo paesaggio, unico tra quelli incontrati durante il cabotaggio, sia lungo le coste italiane sia lungo quelle albanesi, dalmate e croate. E chissà in quante occasioni furono testimoni di quei suggestivi tramonti che un nostro caro poeta rodigino, Livio Rizzi (1905-1960), così descrive: quando el sol se colga / par che se impissa un pajar o ( quando il sole si corica / sembra prendere fuoco un pagliaio). Se le navi giungevano cariche di merci ai lidi dell' antico Delta ed entravano anche in bocche lagunari per appr odare a scali fluviali, tornavano ai loro porti altrettanto cariche di prodotti che la fertile campagna dell'antico Polesine offriva, in particolare cereali e cavalli (erano rinomati quelli dei V eneti ed utilizzati anche nelle prime Olimpiadi), non mancavano inoltre altri prodotti e tra questi anche magiche e misteriose ambr e. 19
Possiamo immaginar e che nella via del ritor no mer canti e marinai, rivedendo dalla nave le coste e le spiagge per corse nell'andata, pensassero intensamente alle suggestive ed uniche atmosfer e offerte dai variegati paesaggi del Po e del suo Delta. «Nelle isole Elettridi, che sono situate nell'intimo golfo dell'adriatico, dicono che ci siano due statue con dedica, una di stagno e una di bronzo, lavorate secondo lo stile arcaico. Si dice che siano opera di Dedalo, ricordato dagli antichi tempi in cui, sfuggendo a Minosse dalla Sicilia e da Cr eta, si avventurò in questi luoghi. Dicono che sia il fiume Eridano ad aver for mato con i suoi depositi alluvionali queste isole...c'è anche un lago Le genti del luogo raccontano di Fetonte che cadde in questo lago colpito dal fulmine, e che ci sono intor no molti pioppi dai quali stilla il cosiddetto elettro. Dicono che sia simile alla gomma arabica, e che si indurisca come una pietra, e che venga raccolto dalla gente del luogo per essere portato ai Greci». Così un passo del De mirabilibus auscultatianibus (I racconti mirabili, err oneamente attribuiti ad Aristotele) richiama l'ambiente lagunare dell'antico Delta padano, con isole emergenti da quelle aree vallive che qualche secolo più tardi Plinio il Vecchio chiamerà Septem Maria (Sette Mari). Il suggestivo appellativo di isole Elettridi trae origine dall'ambra, in quanto i Greci chiamavano questa resina di pino fossilizzata con il ter mine élektron, che significa frammento di sole. Se il Po non è cer tamente il fiume presso cui si raccoglieva l'ambra, il suo Delta era una zona nevralgica nei traf fici commerciali della r esina fossile, pr oveniente dalle coste del Baltico, e qui i Gr eci venivano a prelevarla, come é ben attestato alla luce dei materiali pr ovenienti da Frattesina. Questo è il nome dato dagli archeologi ad un villaggio dell' età del Bronzo finale (XII-IX sec.a.c.) presso Fratta Polesine. La fior ente attività ar tigianale, documentata dai materiali ar cheologici recuperati nelle ricerche, permette di definire l' insediamento come uno dei maggiori crocevia della protostoria europea, in una posizione strategica nei collegamenti commerciali tra l' Oltralpe e l'ar ea mediterranea. 20
Qualche secolo dopo l' er edità di Frattesina passa ad Adria che fu, come pur e Spina, impor tante centr o por tuale etrusco nell' ambito dei commer ci con la Grecia, tanto da passare il suo nome al mare su cui si affacciava, l'adriatico. Il luogo dell'ambra si riflette ed entra anche nella trama di storie e leggende legate all`esteso apparato deltizio del grande fiume. Secondo la mitologia classica all'eridano (nome con il quale i Gr eci identificavano il Po) è legata, come già detto, la tragica avventura di Fetonte e lo stesso fiume, con il suo ambiente, è richiamato in altre narrazioni fantastiche che vedono partecipi eroi e ninfe. Nella descrizione di vicende mitologiche gli antichi autori, spesso ripor tano elaborazioni e varianti, in par te contraddittorie e non ben chiar e, soprattutto in riferimento alla collocazione geografica dei luoghi. Inoltre le interpretazioni date dagli studiosi il più delle volte sono tra lor o discordi. Un dato comunque è cer to; l'ambra veniva prelevata nell'alto Adriatico e l'apparato deltizio padano, con le sue distese di acqua, indefinite, in simbiosi tra lidi e terre, rappr esentava uno scenario tanto singolar e che non poteva passar e inosservato agli occhi di mer canti, viaggiatori, cr onisti, e quanto gli stessi in seguito raccontavano, rinvigorito magari dalla fantasia, destava ulteriori inter essi ed anche ispirazioni per la trama di avventure, che venivano collocate nel mondo inaccessibile ai mortali. Il Delta era molto lontano per i Gr eci e già per questo fatto poteva esser e immaginato avvolto nel mister o, dif ficilmente identificabile e confr ontabile con altr e realtà ambientali. Il Delta era una zona lontana dell'italia, che i Greci chiamavano Esperia, cioè terra del tramonto. E proprio all'estremità occidentale della Terra era ubicato il giar dino delle ninfe Esperidi, dove cr escevano meli con frutti d'or o. In questo luogo, dopo aver sostato pr esso l'eridano, giunse anche Er cole in occasione della sua penultima impresa. 21
Era il luogo dove il dio Sole (detto anche Elio) concludeva quotidianamente la corsa del suo carro di fuoco trainato da irr equieti cavalli. Qui trovò il suo tragico epilogo l'impresa del figlio, che riportiamo nella descrizione tratta da antichi commenti ai passi dell'odissea di Omer o. «Il Sole, dall'unione con Roda, figlia di Asopo, generò i figli Fetonte, Lampetia, Egle e Faetusa. Divenuto adulto Fetonte chiese a sua madre chi fosse suo padre e, saputo di esser e figlio del dio Sole, si r ecò dove questi si leva. Fattosi riconoscere, pregò il padre di cedergli per un gior no il carro e le redini, in modo da poter osservar e il mondo; il Sole lo ascoltò e al momento si oppose, ben sapendo quello che sarebbe accaduto, ma poi, alle sue insistenze, acconsentì e gli insegnò il percorso. Salito sul carro, egli lo guidava in modo scombinato, tanto da incendiare ogni cosa ci fosse sulla terra e così Zeus, con un fulmine, pose fine al suo gesto folle. Fetonte, con una divina fiammata, cadde nel fiume Eridano e morì, e le sorelle, recatesi presso questa località del mare celtico, lo piangevano incessantemente giorno e notte. Zeus misericordioso le trasformò in pioppi, facendone il ricordo perpetuo di quella sventura. A quanto si dice, proprio da essi scaturisce l'ambra, il frutto di questo antico pianto che stilla dall'alber o». Dove era stata posta la lapide sepolcrale con la scritta: «Qui giace Fetonte, auriga del carro paterno. Male egli lo resse, ma fallì in una grande impresa» giunse anche la nave Argo con gli eroi guidati da Giasone, durante il tormentato viaggio per la conquista del vello d'oro. L'impresa degli Argonauti, a cui parteciparono, tra gli altri, Or feo, Er cole (non si sa se prima o dopo la penultima impr esa!), Castore con l'inseparabile Polluce è descritta da Apollonio Rodio. Riportiamo i brani che ci riguardano. 22
«La nave era trascinata avanti, lontano, dalle vele e gli Argonauti penetrar ono ben addentro nell'alveo dell'eridano; qui una volta, colpito al cuore da ardenti fulmini, semiarso, Fetonte era caduto dal carro del Sole, proprio all'entrata di questo ampio fiume, il quale ancora adesso esala dalla ferita bruciante un tr emendo vapore: nessun uccello può sorvolar e quelle acque dispiegando le sue ali leggere; ma spezza il suo volo e piomba in mezzo alle fiamme. Intor no, le giovani Eliadi, infelici, mutate negli alti pioppi, ef fondano tristi lamenti, e dai lor o occhi versano al suolo le gocce d'ambra splendente. Le gocce si asciugano sopra la sabbia ai raggi del sole e quando le acque della nera palude trascinano a riva, sotto il soffio sonoro del vento, rotolano tutte insieme verso l'eridano e i suoi flutti agitati... Gli eroi non avevano voglia di ber e nè di mangiare; la loro mente non andava ai piaceri. Durante il gior no giacevano af franti, sfiniti dall'odor e cattivo che mandavano le corr enti dell'eridano dal corpo riarso di Fetonte, intollerabile; e poi la notte sentivano i gemiti acuti, il triste lamento delle Eliadi». dai rami novelli stillano, rassodandosi al sole, gocce di ambra, che il pur fiume accoglie (Ovidio) o Anche il giovane Cigno, figlio del r e dei Liguri e par ente di Fetonte, si por tò nel luogo della tragedia. Pianse amaramente e riempì di profondi, cupi suoni le rive del fiume. La compassione degli dei riservò per lui un trattamento diverso da quello adottato per le Eliadi: fu trasformato in candido e maestoso uccello palmipede dal lungo collo, che da allora abitò i fiumi e le valli del Delta. Rivivendo oggi i miti cari agli antichi, potremmo ancora incontrarlo, con più fr equenza oggi rispetto agli ultimi cinquant'anni, specialmente d'inverno. 23
Immaginiamo anche che l' equipaggio di navi gr eche giungesse nel Delta in autunno o in primavera (escludiamo per nostra convinzione viaggi poco confortevoli durante l' inverno) e, cosa piuttosto frequente, si trovasse nel bel mezzo di una nebbia (anche se non di quelle toste di qualche anno fa). Uno scenario certamente dell' altro mondo. Non si vedono che for me indefinite di oggetti vicini; sfumano, anzi sono ombr e, tutte le figur e; sei disorientato ; devi aspettar e spiragli di luce ; le voci e i richiami ti consolano ma sembrano tanto lontani ; una schiarita e ti appaiono, quasi minacciosi, vapori che salgono dalle acque In quell' intimo golfo dell'adriatico oltre alle isole Elettridi ci sono anche i luoghi del Tartaro, gli inferi dei Greci. Forse c'è un motivato riscontro se un altro fiume polesano, terzo per impor tanza dopo il Po e l'adige, por tava lo stesso nome del mondo delle anime greche fino a qualche secolo fa, in seguito nel tratto terminale mutato in Canalbianco. Sono anche queste atmosfere a fare lievitare i gemiti delle figlie del sole tra canneti accar ezzati dal vento e a lasciar ci intraveder e ombr e indefinite di velieri approdare agli esili scani per far scendere e lasciare vagare tra fruscii di acque immortali eroi assieme ai nostri sogni. ERA APPREZZATA PER LA BELLEZZA E PER IL PROFUMO La magica resina del Nord L'ambra fu molto apprezzata nell'antichità, era considerata simbolo solar e, che possiamo motivare in quanto i suoi colori caldi e la sua trasparenza opaca richiama il nostro grande astro. Inoltre, era ricercata, oltre che per la sua bellezza e il suo fasc ino, anche quale medicamento per le malattie della gola e per le sue supposte pr oprietà magiche in quanto, se str ofinata o riscaldata, emanava un gradevole sapore aromatico e assumeva le capacità di attrarre piccole particelle. Questo fenomeno incuriosì molto i Gr eci che senza r endersene conto, compir ono i primor diali esperimenti che por teranno Coulomb, nel 1785, alla definizione delle leggi sulle attrazioni tra corpi elettrizzati (parole come elettroni, elettricità derivano appunto da élektron) In Europa la maggior fonte dell'ambra si trova lungo le coste sud-orientali del Baltico e nel Mar e del Nord. Può presentarsi con superficie liscia e traspar ente quando, dagli strati in cui si tr ova sotto il livello del mar e, viene strappata dalla onde e ge ttata sulla riva; può essere in altri casi inglobata in terra o sabbia, oppur e rivestita di incrostazioni. La distribuzione dei rinvenimenti conferma che già nel Mesolitico e dal Neolitico ci fosse un impor tante commercio dell'ambra attraverso l'europa fino al Passo del Brennero. Nodo nevralgico del flusso commer ciale fu il Delta del Po. Da qui la via pr oseguiva lungo le coste dell'adriatico fino alla Grecia e ai centri dell' area egea. La via dell'ambra deve intendersi come un grande flusso economico e commer ciale, lungo il quale viaggiavano molti altri manufatti, materie prime e soprattutto idee e cultur e. Ciò rappresentò un importante fattore per l'europa preistorica. Il commercio continuò nell'età del Bronzo, potenziandosi sensibilmente per gli interessi dei Micenei. Successivamente l'ambra fu molto ricercata tra le popolazioni dell'età del Ferro e durante l'epoca romana. Al riguardo Plinio dice: «... ancor oggi le donne traspadane di campagna portano ambre come monili, soprattutto per or namento ma pure quale medicamento...». 24
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Gianni Cerioli Presenze fantasmatiche dell arte a Scano Boa
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Presenze fantasmatiche dell'arte a Scano Boa Gianni Cerioli Alla foce dei grandi fiumi si vede in embrione come si raccolgano le acque ed apparisca l' asciutto: il che è una buona cosa, pur ché la signoria dell'uomo su di esso si mantenga nell'or dine della divina somiglianza. Il Po, che porta via dalla montagna e dalla pianura, prima di farsi mare restituisce, più di quanto non rubi, in terra da paradiso terrestre. Don Primo Mazzolari, O' visto il Delta Hanno una memoria sottile l'acqua e la terra e l'aria e il fuoco e tutti gli elementi che fondano delle cosmogonie. Pure lontani, nella separazione della differenza, vivono sempre il ricordo dell'atto creativo che li ha generati. Negli elementi primari ricerchiamo le cose che danno ragione della vita, nostra, degli altri e del mondo. Eppure, a osservarli, essi non si trovano mai nettamente divisi, perché il fuoco sta sotto la terra e i vulcani sono lì a dimostrarlo, l'aria è fin dentro le montagne e la terra leggera si fa por tare dalla corrente del fiume più impalpabile di una tela di ragno. Colti nella r ealtà del lor o essere, questi áitia evidenziano dei punti di tensione, delle fratture e degli improvvisi cedimenti. Si organizzano spesso in non luoghi ; si dispongono in giochi di porosità che confondono ogni volta le struttur e delle cose. Non ancora altro, niente o nessuno resta completamente se stesso. La terra è nella memoria dell'acqua, ma l'acqua non cede. Attimo per attimo si unisce ad altre acque. La sinfonia deltizia può, come a Scano Boa, costruire infinite serie di nuovi universi di acque e di terr e. Ha un senso compiuto allora por tare dei giovani artisti fuori dalle r egioni della realtà univoca, massiccia, pervasiva e invadente della civiltà di massa, per cogliere il sapore e l'anima di un luogo che sta perennemente in bilico tra il mare e la terra, in tempi e spazi che non sono per nulla allineati ai nostri. Non vi sono qui rituali obbligati e quotidiani. Lo stesso senso ha per i pittori del gruppo <<Arte sentimentale>> che affiancano gli allievi dell'accademia di Belle Arti di Firenze in questa ricerca sui misteri di un luogo in cui tutti i significati stabiliti si spogliano delle parvenze del r eale per acquistare uno statuto nuovo, fantasmagorico, quasi onirico. In questa esperienza non si ricer ca tanto la rivelazione di un senso nascosto, totalmente segreto ai più, quanto il gusto dell'esplorazione in comune, insistita, ripetuta dei costituenti segnici letterari, ipotetico - deduttivi, filmici, ar chetipici, geologici, antropici, affabulatori, tanto per ricordarne qualcuno, di cui Scano Boa si ammanta. 29
Anche il tempo si fa liquido a Scano Boa nel senso che assume le for me più strane. Certamente scorre come sempre ma secondo le modalità di un contenitore semanticamente differente ogni volta. Tutto è in movimento: nel vento dell'aria, nelle onde del mar e, nel lento depositarsi delle sabbie. Eppur e tutto è soggetto ad un assordante silenzio creativo. Le categorie dello spazio e del tempo sono qui del tutto specifiche ed in continua variazione. L'ordine del mondo che vi si incontra è di volta in volta satur o e deserto, dilatato e coeso, semplice e complesso. Da un estr emo all'altro gli elementi raccolti tendono ora alla ragione ora al sogno. Sono sempr e comunque riferibili ad una modalità di intervento che è una sor ta di de-r ealizzazione del soggetto e dei suoi referenti abituali. 30
Le opere che sono state pr odotte per questa esposizione mettono alla pr ova la dimensione spazio-temporale, culturale e generazionale dei singoli pittori. La letteratura e la scienza possono costituir e un corr elativo alla figurazione con la quale tutti i nostri ar tisti realizzano il lor o percorso visivo. Anzi esso diventa più ricco e complesso pr oprio per le fascinazioni delle narrazioni di G. A. Cibotto e delle evocative geologie di Raf faele Peretto. La pittura, è evidente, adopera altri codici rispetto alla parola per la rappresentazione di un fatto, di un avvenimento, di una percezione. È proprio la messa in atto di mezzi grafici, pittorici, plastici a rendere sensibile alla vista la creazione di un mondo che supera la mimesi e genera intrusioni continue con la r ealtà. In questo <<far e mondi>> l'artista impone spesso statuti perturbatori ai dati per cettivi, fa sussultar e le categorizzazioni tradizionali, mette in discussione i codici della rappr esentazione o li confer ma, sviando appena di quel tanto che serve per uscire dal codice e subito ritor narvi. L'occhio dell'artista realizza il mondo, il <<suo>> mondo. Lo ripor ta alle origini, ne esplora per cezioni e segni. Li rifor mula anzi attraverso i segni della tecnica dell'arte grafico-pittorica. In questo modo il linguaggio visivo entra in circolazione dialogica con la parola, la narrazione, il discorso argomentativo. Mi sembra che con giusta ragione sia stato proposto per tutti gli artisti di confrontarsi con l'uso della xilografia. La più antica tra le tecniche incisorie si dimostra anche la più adatta a riportare allo sguardo le condizioni della produzione tecnica e, in un qualche modo, ad assicurar e le primizie stesse della figurazione. Alla xilografia dobbiamo la grande diffusione dell'immagine stampata e la cir colazione di infinite figure sacre e profane, umoristiche o satiriche, archeologiche e monumentali. La storia dell'immagine accompagna l'umanità fin dagli inizi e la xilografia è stato un motor e impor tante per la cr eazione del nostr o modo di vedere. Nella sua Grammaire des Art du Dessin, M. Charles Blanc sintetizza con questa massima la specificità dell'incisione su legno: <<la gravur e en bois, n'étant pas susceptible de produire les nouances délicates de la taille-douce, doit s'attacher de préfèrence à des travaux sobr es, qui, par le laconisme de leur expr ession, prêtent de la grandeur même aux plus petits ouvrages>> 1. Tra tutte le tecniche incisorie la xilografia è quella appunto che per mette un rapporto ravvicinato tra l'operatività dell'intagliator e e il linguaggio espr essivo dell'artista. Dopo aver conosciuto fortune alterne, ritorna oggi negli studi degli artisti a garantirne le intenzioni poetiche attraverso le scelte di molti materiali disponibili ben oltre al legno di filo o al legno di testa della tradizione. Tutto si gioca insomma tra la pr esenza della linea nera, lasciata sul foglio dalla matrice inchiostrata in corrispondenza del disegno iniziale rispar miato dal taglio e contro taglio delle lame, e quella della linea bianca, là dove l'incisor e segue con punta metallica il filo del disegno e crea un vuoto tra gli spazi inchiostrati. In quest'ultimo caso l'immagine <<non è più la risultante dell'accostamento di segni neri sulla superficie bianca del foglio, bensì, al contrario, è frutto degli squarci di luce (corrispondenti ai segni tracciati dall'incisor e) che illuminano una superficie nera>> 2. 1 M. Charles Blanc, Grammaire des Arts du Dessein, Paris, V e Jules Renouard, Libreraire-Editeur, 1867; p. 688. 2 G. Zacchè, La Xilografia, in La Xilografia a Mantova nel '900, Quistello (Mantova), Stampa Officina grafica Ceschi, 2001; p. 4 31
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Gli Allievi dell'accademia di Belle Arti di Fir enze Ici, la surface convulsive de l'onde sur l'onde donne à l'étendue un parcours houleux qui noie toute parole terreuse: inversant les signes, les libérant, leur insufflant des plans de fugue, sauvant tout naufrage intime par des salves d'issue, des flambées de jeunesses de for mes Jean Flaminien, L'Eau promise Nelle opere dei giovani ar tisti dell'accademia di Belle Ar ti di Fir enze è ben evidente l'impatto con lo spazio-tempo di Scano Boa. Sino dal primo incontr o la forza di questo interlocutor e è diventata una pr esenza viva, subito colta anche dall'osservatore più distratto. La cr eazione del mondo che qui si r espira tr ova l'occhio dell'artista sollecitato dal dire del poeta e da quello dello scienziato. L'influenza di Cibotto e di Per etto si coglie pervasiva in tutta l'operazione. Tutto ripor ta alla continuità e alla varietà. L'ar tista coglie via via un grado maggiore di concr etezza nello spazio che esplora. Le appar enze fenomeniche suggeriscono forme elementari, definite eppure tutto gli si contrappone di nuovo con una linea illusionistica, metaforica che travalica ogni tentativo di contenimento. Vi sono foglie fruscianti, canne emergenti dall'acqua, capanni di pescatori, r elitti portati dal flusso delle maree, silenzi e sogni. Valentina Branchi Presenta un acrilico su tela (cm 70x50) di uno struggente tramonto. Che cosa si attende nell'ora del crepuscolo? È la fine della luce del giorno o l'inizio dei misteri notturni? È l'apparizione del mondo di Pan oppure la morte del dio che viene celebrata? La scomparsa del senso panico nel mondo attuale dà alle tr e figure che si stagliano contro il sole morente, una diversa referenza. Nei luoghi anfibi di Scano Boa si materializzano for me straniate. Più che ninfe dei boschi queste figure sono delle baccanti dionisiache. Sono delle attrici di un film di fantasy o piuttosto delle sacerdotesse di un rito pagano che nella teatralità esibita soffrono l'esilio della nostalgia? La xilografia intitolata Cavaliere d'italia (matrice di linoleum di cm 40x30, stampata su Carta Magnani) gioca sulla valenza delle forme ambigue. Vi è una continuità intrecciata di piani e di for me. Quella che viene magnificata è una bellissima donna-uccello, gli stessi air oni hanno le for me di grandi occhi er otici aperti sul mondo. 33
Valentina Branchi Cavaliere d Italia, 2009 Xilografia su carta cm 70x50 Valentina Branchi Le Ninfe di Scano Boa, 2009 Acrilico su tela cm 70x50 34
Serena Cestari La grande via è una tecnica mista (tempera e acrilico) su tela. La pittura gestuale e il colore distribuito a pasta conferiscono una buona struttura alla composizione, che ha un taglio fotografico di grande suggestione. La visione dal basso dell'inquadratura mette a fuoco il per corso indicato dagli ar ti in primo piano. Sembrano, infatti, segnar e la possibilità di poter pr ocedere oltre, sulle acque, a suggerire un continuum tra terra e mare. La xilografia "Presenze, presente" (matrice su linoleum di cm 40x30, stampata su fogli d i C arta M agnani b ianca) g ioca s ull'ampiezza s emantica d ella parola presenza, intesa quale esser e in un dato luogo ma anche come aspetto esteriore. La sagoma antr opomorfa in scala ridotta ha una minor pr esenza rispetto al superbo groviglio fitomorfo in cui resta imprigionato lo storione. Marco Colella L'opera "Alba a Scano Boa" è un olio su tela di lino con imprimitura a gesso. È come una prima messa a fuoco della visione. I lucori del gior no che inizia lasciano trasparire le for me ancora smorzate dal buio della notte appena trascorsa. L'artista coglie il momento di avvicinamento dell'isola alle prime luci dell'alba. Il cielo ha una tonalità r osso spento. Il capanno si staglia in mezzo alla vegetazione. Ogni cosa nel gioco delle pennellate evidenti assume la consistenza di una sfuocata, gelatinosa materia primordiale. La xilografia agisce sulla specchiata par titura dei piani. Il flusso ininterr otto della vita del pescatore si apre alla vastità di un cielo di cavalli bianchi volanti. La necessità dover osa e la fascinazione del sogno diventano ugualmente r eali sullo specchio delle acque deltizie. Tutti quanti noi viviamo nella provvisorietà più assoluta ben consapevoli di vivere in essa. Yasmine Dainelli Solo natura è una tecnica mista, pigmento, fusaggine e car ta su legno, di cm 70x50. La composizione punta sapientemente sul ritmo della pr esenza-assenza. Le erbe che riescono a colonizzar e ed imbrigliare le dune hanno la parvenza di vivere di nulla. In un paesaggio per ennemente in trasfor mazione anche i segni della fusaggine a fr ottage sullo spazio bianco della car ta diventano specchio di un farsi e disfarsi degli elementi. La xilografia intitolata Ieri oggi usa una matrice di legno. L'opera ha una bella partitura spaziale che si muove liberamente sul profilo slontanante della centrale, collocata tra cielo e terra. È il tempo pr esente che chiede cittadinanza al mondo dell'arte. Il cielo è risolto a filamenti che imbrigliano l'aer e come in una materia gassosa primordiale. La concretezza sta tutta nella parte inferiore: la vegetazione è rigogliosa e pronta a trattenere ogni minima presenza di vita, a morir e, anche, e poi di nuovo ricrescere. 35
Serena Cestari Presenze, presente, 2009 Xilografia su carta cm 70x50 Serena Cestari La grande via, 2009 Tecnica mista su tela cm 70x50 36
Marco Colella Il sogno del pescatore, 2009 Xilografia su carta cm 70x50 Marco Colella Alba a Scano Boa, 2009 Olio su tela cm 70x50 37
Yasmine Dainelli Ieri oggi, 2009 Xilografia su carta cm 70x50 Yasmine Dainelli Solo natura, 2009 Tecnica mista su compensato cm 70x50 38
Ilaria Leganza Lo stesso titolo viene dato ad entrambe le oper e presentate, a confer ma di una continuità di studio nell'affrontare le emergenze grafico-formali della lunga e pallida spiaggia di Scano Boa. La prima è una china su carta (con supporto di tela) intitolata ''Relitti e fantasmi''. Essa coglie molto bene la desolazione degli spazi e la spor ca bellezza dei relitti spiaggiati. È un mondo fatto da oggetti funzionali privati del lor o principio di prestazione (è, detta così, quasi una citazione surrealista, ma risolta ben diversamente). La presenza ingombrante della boa diventa un modo delicato e sognante per cogliere una realtà altrimenti fredda e alienante. La xilografia omonima, misura cm 70x50 ed utilizza una matrice di linoleum di cm 40x30. Anche qui gli stessi elementi tematici vengono abbinati all'idea di sospeso mistero, reso ancora più evidente dal cielo nero dello sfondo. La contenuta disperazione di uno spazio come questo, equilibra finemente la desolata dispersione delle cose guaste e corrotte. Tutto si rapporta con il principio di ordine e di chiarezza della visione dell'ar tista. Giovanni Mazzi Tutto scorre è un olio su tela di cm 70x50 in cui la figurazione svolge un ruolo narrativo ben preciso. Lo storione transita dalla figura frontale che occupa tutto lo spazio centrale della composizione verso le mani di un altr o ignudo che spunta nella par te bassa, a destra della tela. Ci sono dei riferimenti alle tecniche di pesca a Scano Boa, ma ci sono pure delle riflessioni giocate a coppie contrastive che fanno da cassa di risonanza a tutto il quadro come possesso/appropriazione, libertà/casualità, conscio/inconscio. La xilografia Prendi questa vita ha una matrice che misura cm 40x30, stampata su carta 70x50. Il gesto quasi sacrale della presentazione della vittima scandisce tre distinti spazi all'interno della composizione. Il primo piano delle mani che sostengono l'animale catturato, la figura del pescatore e, per ultimo, le vetrate sullo sfondo. Con lo stesso puntiglio l'ar tista seziona e mette a nudo uomini e animali. Qui si vede come pochi elementi sapientemente studiati possono dar e il senso della misura e del contr ollo. La ritualità del gesto confer ma un coinvolgimento autentico ed un'emozione non dissimulata. Veronica Prete Il naufragio è il titolo dell'opera in esposizione. È una tecnica mista di cm 70x 50 in cui si scorge una barca che sta affrontando la bufera in mezzo al mare. L'utilizzo del colore ad olio e dell'acrilico, steso in modo materico, r ende più evidente la percezione del mare in burrasca e della precarietà della barca a rischio di naufragio. Quello che ci viene proposto è un capovolgimento di senso rispetto al silenzio e alla calma piatta del mar e durante il sopralluogo sull'isola. 39
Nello spazio della tela la nostra ar tista sperimenta la sua voglia fr enetica di fare muovere le acque, di farle urlare dalla bellezza e non di lasciarle morire nel silenzio. La xilografia su matrice di linoleum ha come titolo Il destino di una famiglia (stampata su carta bianca, Magnani di Pescia). È evidente la suggestione della visita sull'isola e della visione del film I Fantasmi a Sano Boa. La ciclicità del vivere per mette di coglier e da diverse angolazioni la ricchezza di molte risorse interiori, fisiche, immaginali quali il lavoro del pescatore, la complessità dei segni dello storione, la nascita di un bambino. Yari Sacco Naufrago è una stampa su car ta da 120 mg, montata su for ex che misura cm 70x50. Il riporto fedele della realtà mediante l'utilizzo di uno strumento tecnologico colloca quest'opera nell'ambito del recording con la rinuncia ad ogni intervento di tipo manuale e pittorico. La figura dell'orsacchiotto che spunta, spoglio ormai di ogni pelouche, tra le ramaglie della risacca permette all'artista di addensare diversi piani per cettivi e di condurr e il riguardante all'inter no di un viaggio nell'interiorità di ognuno. La xilografia dal titolo Mitologia contemporanea invita l'occhio dello spettator e a muoversi secondo rotte del tutto specifiche. Ci sono citazioni for mali e rimandi parodici. Mi sembra impor tante che l'ar tista in tal modo intenda sottolinear e la possibilità di riconsiderare la prigione individualistica in cui viviamo per metter e in circolo il senso di altre umane potenzialità. Leonardo Zecchi L'opera "Approdo a Scano Boa" è un olio su tela, pr eparata gesso, di cm 70x50. La composizione tiene conto dello stato psichico di chi si apr e al senso della scoperta, allo spingersi verso la calma estiva del delta. Vi è, infatti, nella sua realizzazione una capacità di mediazione equilibrata con il r eale. Le par titure cromatiche danno continuità alle diverse sezioni. Non vi sono antinomie irriducibili in questo accostarsi alle cose; la contiguità dei toni può richiamar e certi paesaggi olandesi di Jongkind. L'opera stampata dal titolo "Chi sogna cavalli bianchi pesca storioni" utilizza una matrice di linoleum di cm 40x30, stampata ad inchiostr o nero su Carta Magnani, Pescia. La figura del giovane in primo piano pr edispone l'occhio alla cir cuitazione della rêverie che esce dal suo mondo immaginale. È un nodo di simboli che si svolge attraverso il per corso grafico segnato dalla cor nucopia, dagli storioni e dai cavalli bianchi. È la richiesta di una r ealizzazione di un pensato che por ta in un mondo altr o il protagonista. 40
Ilaria Leganza Relitti e fantasmi, 2009 Xilografia su carta cm 70x50 Ilaria Leganza Relitti e fantasmi, 2009 China su carta applicata a tela, cm 70x50 41
Giovanni Mazzi Prendi questa vita, 2009 Xilografia su carta cm 70x50 Giovanni Mazzi Tutto scorre, 2009 Olio su tela cm 70x50 42
Veronica Prete Il destino di una famiglia, 2009 Xilografia su carta cm 70x50 Veronica Prete Il naufragio, 2009 Tecnica mista su tela cm 70x50 43
Yari Sacco Mitologia contemporanea, 2009 Xilografia su carta cm 70x50 Yari Sacco Naufrago, 2009 Stampa su carta montata su forex cm 70x50 44
Leonardo Zecchi Chi sogna cavalli bianchi pesca storioni, 2009 Xilografia su carta cm 70x50 Leonardo Zecchi Approdo a Scano Boa, 2009 Olio su tela cm 70x50 45
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Gli Artisti del gruppo Arte Sentimentale E cominciò da un principio tr sciapito - dall'acqua -, forse per aveva osservato con l'acqua cr le zucche. oppo ché escere Giambattista Vico, La Scienza Nuova L'exergo vichiano, riguardante Talete, non suoni insolente per gli ar tisti del gruppo, ché del sentimento sono oggi piene le fosse, ma pr oprio per questo è forse meglio tornarne a parlare. Ho messo la citazione con l'intento di chiarire che il termine sentimentale ha un côté sérieux e come tale non ha nulla da spartire con il sentimentalismo usa e getta di tanta fiction televisiva e mass mediatica, buona al massimo a far cr escere le zucche di cer ti spettatori, appunto, per le copiose lacrime strappate a comando. L'aggettivo sentimentale comincia a cir colare in Italia dal 1792 con la complicità della prima versione di A Sentimental Journey through France and Italy di Sterne. La sua fortuna presso gli artisti romantici è fin troppo nota per starne a discutere. Il ter mine deriva dal latino sentire (avvertire le impr essioni pr odotte sui nostri sensi); sentimentale è quindi ogni attività del sentire. Sentilmentale è chi è mosso da affetti. Nella nostra cultura filosofi, fisiologi, scienziati, poeti e letterati hanno parlato prima di passioni, poi di sentimenti, ora discutono di emozioni. La psicologia delle emozioni ha prodotto, oggi, ricerche molto importanti in questo senso. Le cose evidentemente sono cambiate anche pr esso il grande pubblico. Ai nostri giorni il termine sentimentale ha perso l'eccesso di una connotazione emotiva di un comportamento negativo, quello, cioè, di non sapere controllare la sfera affettiva o di non riuscire ad espanderla all'esterno. Essere sentimentale può costituire il più introverso dei caratteri di una vita psichica egocentricamente impostata, ma può essere anche una risorsa cognitiva per il soggetto alla ricerca di un rapporto con se stesso e il mondo. Ma veniamo agli ar tisti del gruppo Arte Sentimentale. Quando Amedeo Lanci stende negli anni Sessanta sul suo taccuino di appunti alcune pagine per delineare cosa sia arte sentimentale, reagisce ad una situazione ben precisa. In quegli anni si è venuta af fermando la nozione della mor te dell'arte e, di conseguenza, dell'ar tista. Gli strumenti della pittura venivano messi in discussione partendo proprio dalla constatazione che cer ta tradizione era rimasta in se stessa imbrigliata e, cacciatasi da sola in un angolo senza via di fuga, era ritenuta incapace ormai di procedere. È evidente che Lanci non scrive un <<manifesto>> allo stesso modo delle tante avanguardie alle quali il Novecento ci ha abituato. Il linguaggio usato assomiglia molto più ad un'accorata riflessione ad alta voce che non ad un pr oclama. Non vi prevale, infatti, quella for ma sintetica ed espr essiva dell'afori-sma, che lascia sempre spiazzato, ammirato e fuorviato l'ascoltatore. Non vi compaiono insomma troppe formule da memorizzare come spot pubblicitari. 47
La sua è una rivendicazione di uno statuto dell'ar te che egli sente come irrinunciabile. Rispetto alla sistematica esplorazione di possibilità extra-ar tistiche (tradizionali) che si sperimentano, egli vuole sottolineare un richiamo importante. Tutti i nuovi ar tisti fondano le loro ricerche soprattutto sul binomio concetto-comportamento; Lanci mette l'accento su di una polarità come il sentimento che viene totalmente trascurata, se non negata, dagli artisti in quel momento. Importante è allora il fatto che un artista sentimentale rifiuti lo statuto di essere in apatia completa. Non può dar e solo la par ola all'inconscio, mettendo in esilio ogni facoltà critica, nemmeno fosse un seguace della scrittura automatica del Surrealismo. L'artista sentimentale vuole dipinger e <<i sentimenti delle persone o delle cose della vita>>. Il triangolo pr oposto da Joseph Kosuth deve almeno tenere in conto di questa nuova possibilità, di questa pr esenza. Bisogna lasciare un margine estr emo alle pulsioni, alle motivazioni, alle volizioni di ognuno di noi. In queste possiamo alla fine tr ovare un centr o, un luogo della mente in cui raccoglierci e recuperare il senso della nostra esistenza. <<La pittura di questo movimento deve contener e in modo leggibile immagini che raccontano e soprattutto che svolgono azioni sentimentali>>. Il quadr o ha delle sue specificità ( Il modo di dipinger e o l'uso di altr e tecniche per arrivar e a compiere un'opera, sarà orientato verso il disegno, il color e sembrerà un grande disegno, non ci saranno immagini disegnate e poi riempite di color e) che vanno rispettate. Allo stesso modo il rapporto tra segni e significati deve tener conto che <<i sentimenti devono essere i protagonisti principali tra le immagini dipinte>>. Questo modo di far e figurazione diventa un legame fra un tempo dell'ar te in cui tutto passava attraverso questo genere (La pittura è sempre stata grande maestra per civiltà e popoli, con Arte Sentimentale tornerà Maestra di vita) ed il tempo attuale che vive la presenza di un esercizio tradizionalmente pittorico sempre più in concorrenza con la registrazione fotochimica ed elettronica. L'osservatore guardando un quadro deve ritrovare le figure <<travolte dal flusso dei sentimenti fra colori e disegno>>.ogni ar tista del gruppo mantiene una pr o- pria autonomia espressiva, quel che conta veramente è concor dare sui principi. <<Le azioni che svolgono all'inter no del quadr o le figur e dipinte saranno quelle che verranno suggerite da visioni ispirate dalla vita sentimentale non dovranno sembrare reali, ma conterranno fortemente indicazioni che nella vita sono belle e in armonia col piacere>>. Bellezza e Piacere, d'accordo, ma Et in Arcadia ego? A questo punto faccio un passo indietro. Come critico rivendico una visione ecumenica dell'arte. Non ho idiosincrasie di sor ta per nessuna corr ente artistica. È vero che gli ar tisti mi interessano molto più per la pr ocessualità (ideativa, tecnica, poetica) con cui arrivano a realizzare la loro opera che per il loro prodotto finito, appeso al mur o di una galleria senza nessuna indicazione di sor ta, consegnato al mercato dell'arte. Per queste af fermazioni devo fare almeno un poco di archeologia privata. Avevo uno zio monsignor e. Per la verità era pr ozio di mio padr e, in quanto nato con l'unità d'italia e mor to ultracentenario. A lui debbo i miei primi inter essi per l'arte. Soprattutto gli devo la scoperta che l'arte ha una storia. Nello specifico dell'arte sacra, poi, gli sono debitore di aver compreso la meravigliosa enciclopedia iconografica che nel tempo si è sviluppata e come la persistenza di cer ti valori possa ben manifestarsi con espressioni anche molto diverse. Questo non è tutto, però. 48
Un giorno, di fronte ad una grande pala cinquecentesca che aveva nella sua chiesa, parlando con me come se riflettesse ad alta voce con se stesso, mi prospettava l'oppor tunità di far e r estauri conservativi. A me bambino, che non capivo che cosa fosser o, con tutta semplicità spiegò che tutte le cose umane periscono e che, quindi, anche la bellezza dei quadri andava conservata e curata pur nella cer tezza che nel gior no del Giudizio tutto sar ebbe andato distrutto, perché allora non avremo più bisogno di nulla nella contemplazione di Dio. << Come? Anche questa? Distrutta?>> protestai. Come suo solito, fu dolcemente irremovibile. Era solo Dio il grande performer capace di realizzare la visione perfetta e di sanar e così ogni conflittualità estetica e non solo. Da quel momento restai vaccinato da ogni tentativo di confonder e nella cr eazione ar tistica una qualsiasi rivalità con la trascendenza. Ma torniamo ai nostri artisti sentimentali che già conoscono Scano Boa per essere venuti in questo posto magico e per aver ne colto l'aura. Mi par e proprio di poter ravvisar e nell'ar tista sentimentale un por tatore sano di emozioni. Lanci termina i suoi appunti con un'af fermazione che inizialmente mi lasciava per - plesso, su cui ancora vorrei negoziare, ma che è ben precisa. <<La solitudine, le persone diverse, i fatti dolorosi o le gioie non dovranno essere dipinte come racconti, ma scoprire i sentimenti che pr oducono quelle sensazioni>>. L'ar te sentimentale sarà allora un'ar te <<utile>> (come voleva Argan) se riuscirà a dar e un supplemento d'anima anche ad uno spettator e distratto, disilluso e totalmente disaffezionato degli altri e del mondo. Il gruppo Arte Sentimentale: Luciano Scarpante, Gunther Wolf, Amedeo Lanci, Umberto Falchini. 49
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Umberto Falchini Però più spesso è diverso. Un luogo senza coordinate senza storia apparente. Io sono già stato qui (ma è una sensazione fuggevole) o ci verrò un gior no. Indizi senza nessi. Affidarsi ai sensi (al settimo, all'ottavo ). Fabio Pusterla, Concessione all'inverno. Le opere che Falchini presenta rivelano una preziosa distribuzione di elementi. Le due tecniche miste (tempera e china) su tela utilizzano la struttura del chiasmo centrale formato dalla direzione della barca e da quella del remo del pescatore per segnare traiettorie che dal quadro partono e al quadro ritornano. In <<Il sogno del cavallo bianco>> la figura in basso a margine del foglio fa suonare un suo personale olifante che dà vita ad un cavallo volante bianco. In tal modo si cr ea una traiettoria semicir colare che abbraccia tutta la composizione. Lo spazio si apre e si allarga in oniriche onde sensoriali e immaginali. La vita del lavor o, della fatica di sopravviver e sta al centr o della composizione, attorno vi gira tutto quanto è fatto di desideri, di volizioni e di sogni. Essi accompagnano la nostra esistenza. Sono compagni di viaggio mai neutrali, che ci condizionano, ci esaltano o ci abbattono. Quel che è cer to, non sono mai dei contenitori vuoti da abbandonare sulla spiaggia. Scano Boa diventa, per un verso, una terra desolata e al contempo una terra visitata dalla grazia di sublimar e l'esistenza. L'aura fiabesca e sentimentale in cui è avvolta tutta la narrazione ha un rilievo del tutto par ticolare, sottolineato dall'uso del color e vivissimo eppur e composto. Falchini non ama gli eccessi e nelle sue opere la riflessione etica ed estetica viaggiano insieme appaiate. Nell'opera <<Luna a Scano Boa>> si definisce, invece, una diagonale che congiunge la giovane figura in basso a sinistra al casone in alto a destra. Il ritor no a casa, la necessità di tr ovare un ripar o per la notte oppur e, più semplicemente, l'intenzione di dar e compimento ad una meta, tutto questo viene a naufragar e nella luce lunar e del plenilunio che allaga ogni spazio. Sull'acqua deltizia l'equorea sublimazione dei sensi pr oduce rivelazioni impensate. Il viaggio sulle acque immerse nell'atmosfera lunare conferisce una dimensione fantastica, aulico-lirica a tutta la narrazione mentr e le nuvole si mangiano l'infinito mondo che sta oltre la linea incerta dell'orizzonte. In un <<qui e ora>> dove tutto è pr esente, si innesca una sorta di staffetta della visione. L'occhio della giovane figura in basso pr ocede sino a quella del pescatore che a sua volta ha una traiettoria visiva sua propria. Guarda davanti a sé per raggiungere il casone a cui approdare, mentre la luna, nella riflessa luce del sole che essa rinvia sulla terra, guar da entrambi ed è guar data. L'universo mondo si squaderna e prende un senso di infinito in questo gioco di riflessi e di volizioni, di rimandi e di riflessioni. 51
In queste oper e ci sono diversi piani della memoria e dell'esistenza. V i sono le ragioni del vivere, le ragioni dell'invecchiare, di morire, anche, senza rivolta alcuna. Vi è altrettanto ben precisa l'istanza di rivendicare alla sfera sentimentale una linea di motivazione impor tantissima per il nostr o procedere tra i sentieri incer ti del vivere. Anche nella xilografia la dimensione del sogno, entr o cui si catalizza la visione, travalica tutte le dinamiche dei segni e della composizione, già presenti nelle due opere pr ecedenti. Tutti gli elementi ivi raccolti of frono una scansione narrativa all'insieme. È nello svolgimento ben strutturato e compatto, per sezioni pr ogressive, che l'ar tista riconsidera i rituali esistenziali e i mutamenti dei pensieri e dei corpi. UMBERTO FALCHINI Ha allestito la sua prima mostra personale nel 1983 alla Galleria Elefante di Livor no con presentazione di Michele Feo. Fra le altre esposizioni, vale ricor dare quelle: alla Galleria Accademia di Milano con catalogo a cura di Nicola Micieli (1984), alla Galleria Modigliani di Livor no (1985) per la collettiva "25 pittori per Alessandr o Manzoni", nelle sale del Castello Pasquini di Castiglioncello per l'omaggio a Dino Campana a cura di Marcello Vannucci (1985), nel Valdarno inferiore a cura di Nicola Micieli (1986). Nel 1987 ha illustrato per Michele Feo il dossier sul "Petrar ca" di Gotha, pubblicato nei "Quader ni petrarcheschi". Nel 1988 e 1989 ha esposto nel salone Etruriarte di Venturina e nel 1992 al Castello Pasquini di Castiglioncello con catalogo a cura di Marcello Vannucci. Il Centro Walter Tobagi" di Castiglioncello ha patr ocinato la sua mostra personale a Castelfior entino. Ha partecipato alla terza edizione della Biennale Nazionale di Incisione "Alber to Martini" di Oderzo curata da Pier Carlo Santini. Tra il 1993 e il 1995 ha par tecipato ad un ampio pr ogramma ideato da Mar cello Vannucci e r ealizzato nella Galleria Palazzo Vecchio 2 di Firenze. Nel 1997 il critico Aldo Spinardi ha curato il catalogo per la mostra personale alla galleria S. Pietro di Asti. Nel corso dell'iniziativa culturale "Sotto i lecci di Banzi" di Michele Feo, le edizioni B&V di Pontedera hanno pubblicato nel 2000 una sua opera. Nel 2000 inizia una lunga serie di esposizioni e performance con il gruppo di ar tisti che hanno aderito al movimento "Arte sentimentale". Della sua attività artistica si sono occupati i quotidiani: La Nazione, Il Tirr eno, Il Resto del Carlino, Il Gazzettino. Umberto Falchini Il sogno del cavallo bianco, 2009 Tempera e china su tela cm 70x50 52
Umberto Falchini Visione a Scano Boa, 2009 Xilografia su carta cm 70x50 Umberto Falchini La luna a Scano Boa, 2009 Tempera e china su tela cm 70x50 54
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Amedeo Lanci Come portare nella vita il segreto delle anime nude ancora avvolte nei fili dell'unione la lontananza è l'essenza dei corpi inestricabilmente congiunti Monica Pavani, Luce ritirata In un mondo che si caratterizza per il disor dine, la conflittualità, l'orr ore, Lanci esalta la meravigliosa follia del desiderio di viver e. È una volontà che si snoda attraverso varie temporalità, nell'immutata vivezza della memoria sensoriale e delle mille pulsioni che ci attraversano. La pittura si fa gioia dei sensi. I visi dei suoi personaggi diventano come luoghi aperti dove si esprimono le emozioni e si scambiano le relazioni con gli altri. Vi è soprattutto nelle sue oper e l'esperienza di amar e attraverso il risveglio del desiderio e la rivelazione del mister o femminile. Potenza della donna e dell'amore, ogni volta la sensualità viene trasferita, come tensione agente delle cromie e della luce, sulla tela, per ché la composizione sia più presta a celebrare nel quadro le vibrazioni della car ne e non di essa soltanto. È la maturazione dell'ebbrezza di essere al mondo, di accedere al desiderio della donna, di coglier e nei movimenti delle emozioni il ritmo giusto delle postur e. La condizione abituale dell'universo è quella di avere sempre ogni cosa in movimento. Catturate da questo cambiamento continuo, le figur e sembrano planar e sul supporto tenute insieme da for me lineari, allacciate e combinate in diverse maniere. È un movimento interior e che gover na l'atto esterior e. Le tensioni elastiche dei corpi si piegano come alberi nella bufera. Insieme r esistono ad ogni destino. I corpi flessuosi in movimento svelano ritmi, danno vita a misteriose r elazioni tra le soggettività dei viventi e il dominio di cicli cosmici insondabili. Per questi motivi le successioni cromatiche riescono a dare forza ad una pittura musicale e plastica insieme. Il codice musicale e quello pittorico in quel movimento continuo trovano il fondamento di ogni possibile cr eatività. Dietro la fenomenologia delle appar enze si cela la valorizzazione appr ofondita dell'interiorità dei sentimenti. È questa alla fine che permette all'artista di rendere visibili rappresentazioni ed impr essioni che sfuggono di nor ma alla per cezione fisica e attentiva dell'occhio. Paul Klee ha ragione dunque nell'af fermare che <<l'arte non ripr oduce il visibile, lo r ende visibile>>. Lanci vuole r ecuperare all'arte gli orizzonti emozionali del corpo. Cer to preferisce le situazioni nor mali a quelle patologiche. Ci sono movenze che permettono, senza incontrare resistenza, di coglier e vibrazioni naturali immediatamente riconoscibili, quasi senza ostacoli, molto vicine all'unisono. 57
L'artista tiene a sottolineare in questo potenziamento della vita delle emozioni una forma impor tante di conoscenza. Lo fa attraverso un uso della luce prismaticamente scomposta. I suoi quadri sono come tappeti d'erba multicolore pronti ad accogliere i corpi-amanti. La sua è dunque una progressione verso l'estasi del reciproco conoscersi. È una ricerca di un centro fondante in cui l'io possa riconoscersi e conoscer e l'altro. È questa la ragione primaria di esister e e di agir e. Anime di uomini vivi rilasciano percezioni intorno a loro di pensieri, di ragionamenti e di sogni da leggersi come fossero partiture musicali. Lanci sembra suggerirci piuttosto di esperire l'agire: troppa analisi critica oscura la forza del vivere. Quando il sangue scorr e più veloce nelle vene e la mente ha vibrazioni altrimenti perdute, l'aridità delle emozioni diventa un inferno svuotato di ogni interiorità. AMEDEO LANCI Ha iniziato ad esporre le sue opere nel 1967. È noto nel mondo come pittore delle chitarre e frequentatore assiduo delle Giubbe Rosse, Firenze. Ha esposto le sue oper e alla Galleria Comunale di Ar ezzo, al Castello dei Conti Guidi, Poppi 1981, a Santa Chiara di Sansepolcro 2002, con testo di Liletta Fornasari. Di rilievo sono le mostre fatte al Museo Gorodã di Khabarowsk (URSS) - alla Maison du Migrant di Reims - al Jacovit Convention Center di New Y ork - al Salon Ericsson di Buenos Aires - alla Galleria La Nuova Alber tina di Torino - al Palazzo Pontano di Napoli - alla Galleria La T errazza, Cortina d'ampezzo - al Palazzo delle Prigioni, Venezia - al Museo del Beato Angelico, V icchio - al Flash Ar t Museum, Trevi - al Palazzo Pr etorio, Prato - al Museo d i Suzzara. Partecipa alla Biennale Nazionale della Grafica Italiana, Mirano. Espone alla Rassegna di pittura Accadde in Toscana, Palazzo Ducale, Massa 1999. Ha esposto anche al Museum of Contemporar y Art di Florinas, Gr ecia, al Castello Ariostesco, Castelnuovo di Garfagnana - alla Sala Clemente VII, Palazzo Vecchio, Firenze - al Museo Sacrario, Sant'Anna di Stazzema. Ha dipinto un ritratto di Rita Levi Montalcini, esposto alla Pinacoteca della Pace, San Miniato, Pisa. Par tecipa con Kamikaze alla Biennale di Venezia nella sezione Teatro e Spettacolo con i Chille de la balanza. Dopo avere tenuto alcune lezioni alla Academy Offine Ar t in Urumqi, Xinjiang, Cina, ha avuto una mostra personale nella Galleria della stessa Academy. Recentemente ha esposto al Museo del Castello Svevo, Barletta - al Museo Sharjah, United Arab Emirates - al Museo Marino Marini, Fir enze - al Museo del Territorio Biellese, Biella - al Premio Michetti, Padiglione Italia a cura di Philippe Daverio e nell'auditorium del Museo Pecci, Prato. Amedeo Lanci Attacco sentimentale, 2009 Olio su tela cm 70x50 58
Amedeo Lanci Attacco sentimentale, 2009 Xilografia su carta cm 70x50 Amedeo Lanci La musica del marinaio, 2009 Olio su tela cm 70x50 60
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Luciano Scarpante perché ci fu anche un tempo che sono stato un ragazzo e una ragazza, e un virgulto e un uccello e uno squamoso pesce del mar e Empedocle, Poema lustrale Isola persa tra la sabbia e il mar e, Scano Boa mette qui in scena la seduzione della poetica del r elitto e della metamor fosi. Una nuova temporalità gover na le cose naufragate su questa spiaggia. La luce, i colori, gli odori, i tepori e le molte percezioni che si addensano nel prisma dello sguar do dell'artista acquistano la forza di un'emozione originaria È la celebrazione di un nuovo sangue che torna a palpitare nella brusca effettualità della rinascita. Le trasfor mazioni diventano epifanie della mor te e della vita. Tutto è finito, tutto ricomincia. Il r elitto portato dal mar e, strappato alla sua terra lontana, diventa il nuovo principe di un r egno in cui la r ealtà visibile e palpabile muta ogni cosa. L'artista non ha altra scelta allora che lasciare rivelare sul supporto del quadro la scena di un sacrificio o di una r edenzione. Gli elementi fitomor fi, saldamente ancorati alla spiaggia su cui sono ar enati, sembrano a poco a poco muoversi. Una modificazione si realizza sotto gli sguardi degli spettatori. Le forme lisce dell'albero, levigato dalle maree, acquistano la dolcezza di un'epidermide giovanile. Le posture dell'albero e del Kouros insieme si confondono. Si realizza un evento straor dinario, irrazionale. Le tensioni con sempr e maggior regolarità scorrono lungo le for me che l'occhio accarezza. Sono sussulti di forze psichiche, di pulsioni a tratti interrotte e riprese: come il ritmo scandito di un cuore che torna a pulsare. È una metamor fosi del r eale e delle sue leggi. È soprattutto la pr esenza di una sacralità oscura e affascinante che afferma a sua volta il carattere tragico e delirante della trasformazione degli esseri. Per Scarpante il piacere dell'immaginario e il contrasto di colori luminosi e attivi danno l'avvio ad una sor ta di polifonia di modalità di avvicinamento e di allontanamento dei dati del r eale. L'occhio può ingrandir e a dismisura, entrando fin dentro le fibre più segrete, oppure può allontanarsi tanto da confonder e forme e parvenze. Le une e le altre ormai non più surrogate dalle certezze di un pensiero cartesiano ma bene ancorate nelle seducenti r egioni dell'arte. Le due opere di pittura hanno la stessa narrazione di fondo: l'albero antropomorfo è insieme un corpo fitomorfo. Il giovane che si nasconde dietro il bucranio diventa il sacer dote di una celebrazione dell'ombra e della luce. Il r elitto che modifica il suo statuto insegna come diventar e oscuri a se stessi. L'esperienza dell'opacità si ritrova proprio nella direzione di uno sguardo lanciato all'indietro e riportato a saggiare il fragile ponte che viviamo tra passato e pr esente. Occorre dunque riconoscere la zona d'ombra che ci por tiamo dentro per uscire rinnovati alla luce. A quei movimenti totalmente dinamici e oscillanti a cui ci chiama il futuro. 63
L'esaltazione del corpo giovanile diventa figura della separazione da un'infanzia che diviene oscura e stravolta dall'incommensurabile esaltazione del corpo che vive le trasfor mazioni del suo esser e. Nel pr ocedere della vita la gioventù è un momento magico di grazia totale. Non è più l'inizio e la fine di avvenimenti di trasformazione del corpo e della psiche limitati nel tempo, ma è il procedere di un ciclo che va oltre le fasi con cui la vita si suddivide. La xilografia aggiunge un tassello ulteriore alla nostra storia. Come farfalla uscita dal bozzolo il giovane principe guar da la spoglia che lo conteneva, pr onto a lasciarla ai capricci dell'onda, al respiro delle maree. È un continuo dinamismo. I contorni esteriori dei corpi che escono dalla metamor fosi e le spinte della lor o natura interna danno origine ogni volta ad una rappresentazione di vissuti, di sentimenti, di speranze e di sogni. La struttura si anima par tendo dall'interiorità dei soggetti per cr eare un contrasto dinamico e ar monioso. È ancora una volta la dichiarazione di lasciarsi liberamente aper ti ad ogni possibilità. LUCIANO SCARPANTE Dal 1973 ad oggi ha tenuto trentuno personali. Tra le collettive degne di nota sono le mostre: "Quaranta incisori veneti per Tono", 1985 Abano Terme; "Nati sotto Fetonte: 50 ar tisti polesani contemporanei" organizzata a Rovigo, a Torino e in altre località italiane dall'accademia dei Concordi di Rovigo; "Cinque ar tisti per il Delta", Accademia dei Concor di di Rovigo in collaborazione con la Regione Veneto e il Consorzio di Bonifica Delta Po Adige. Nel 1982, insieme ad altri 25 ar tisti, ha contribuito alla cos tituzione del Museo Storico della Resistenza di S.Anna di Stazzema. Tra le mostre personali: Galleria Roda di Rovigo presentata da Sandro Zanotto (1976), Galleria Santo Stefano di V enezia presentata da V irgilio Guidi e Mario Stefani (1979), Pinacoteca dell'accademia dei Concor di di Rovigo pr esentata da Giuseppe Mar chiori (1980), Fondazione Boldrin di Lendinara (1985 e 1989); Municipio di Porto Tolle presentata da Sandro Zanotto (1995), Palazzo Vendramin-Calergi di Fiesso Umbertiano presentata da Luciano Zerbinati (1998). E' autor e delle decorazioni nella sala riunioni del Centr o di For mazione Professionale San Giuseppe Artigiano di Donada (RO), dei disegni per il Monumento ai Caduti di Donada, del marchio dell'a.p.t. Delta del Po, di una Pala d'altar e nella Chiesa "Il Buon Pastor e" di Sottomarina di Chioggia, della "V ia Crucis" nella Chiesa Parr occhiale di Rosolina. Ha realizzato illustrazioni e la copertina di numerosi libri di carattere letterario o scientifico, fra questi la collana dedicata al giacimento paleolitico di Iser nia "La Pineta" e il libro "HOMO Viaggio alle origini della storia", edito da Marsilio ne l 1985. Per la Rai Radiotelevisione Italiana ha r ealizzato la sigla grafica di un pr ogramma dedicato al Delta del Po. Luciano Scarpante Il figlio del sole, 2009 Olio su tela cm 70x50 64
Luciano Scarpante Dialogo misterioso, 2009 Xilografia su carta cm 70x50 Luciano Scarpante Misteri e presenze a Scano Boa, 2009 Olio su tela cm 70x50 66
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Gunther Wolf Xe sta da le par te de Sant'Elena, che gò imparà el segreto de star al mondo senza danarse l'anima. Su un cartelo inciodà a un piopo, gera scrito in color rosso: Tutto va e vien e gnente se mantien G. A. Cibotto, Bassa marea Nello sguar do dell'ar tista vi è come un'odissea di sensazioni tutte rivolte alle descrizioni della natura e al recupero esistenziale di quei rottami, segnati da un destino di pover tà, dalla fatica di viver e, dalle sconfitte, giunti tra le sabbie di Scano Boa. La poetica dell'andare verso la memoria di una vita coglie sempr e il fragile movimento di osmosi che circola tra i personaggi e l'isola in cui si trovano. È il loro deserto cimitero della memoria che il pittore vuole salvare. Le due oper e pittoriche sembrano uscir e dallo schema della tecnica pr opria di tante inquadratur e della cinematografia espr essionista, che caratterizza molta della produzione precedente, per metter e in scena il gioco dei contrasti e della vita in continua fuga. La scala cr omatica è costituita da gruppi di tonalità decise, distribuite in modo tale per cui ogni personaggio, ogni luogo abbia la sua aura ben riconoscibile attorno. Tutte le cose organiche ed inorganiche per W olf hanno una sensibilità, tutte sentono e vivono. V i è in lor o una sensibilità dif fusa, una vibrazione sottile che le r ende capaci di coglier e le per cezioni degli elementi ester ni, persone o cose, indipendentemente da ogni contatto fisico r eale. Legger e nell'altr o allo stesso modo con cui gli animali sentono la pr eda o il pericolo o, più semplicemente, colgono l'occhio di uno sguardo estraneo posarsi su di loro. Il nostro ar tista mostra una totale empatia con questa società di diser edati alla deriva. Nelle loro vite in fuga l'artista coglie il segno di un destino comune. Egli si mette in ascolto e per cepisce il grido silenzioso di quelle anime ferite. Il senso della perdita che essi pr oclamano viene compensato dall'azione dell'ar te che riesce a testimoniar e e a incider e sulla violenza di eventi appar entemente normali, mettendo di nuovo in cir colo i confini e i significati dei sentimenti, nascosti dai rituali del vivere. Alla vita palpitante del sangue e della car ne dei dipinti, la xilografia oppone un grande occhio r etrospettivo. C'è lo sguar do del vecchio in primo piano, che si specchia dentr o le nostr e pupille che lo guardano, raddoppiato dal grande occhio proiettato dal sole al tramonto. La grande fascia di luce alle spalle del vecchio è dunque l'epifania della morte. Nel momento in cui la carne e il sangue diventano cose, il passato scopr e la verità del mister o e di tutto quello che era inaccessibile e imprevedibile. 69
Questo momento è il riconoscimento non solo di esser e un'entità in cui abitano forze cieche ma anche di essere un groviglio di risorse esistenziali non attuate. È un leitmotiv emozionale di nostalgie e di memorie che Wolf riesce ad esorcizzare attraverso l'arte. Un mondo di desolazione si unisce inscindibilmente ad un vitalismo inarrestabile. Il flusso della vita è impr endibile più degli storioni. I suoi personaggi non sono più er edi di nessun r egno, ma risultano comunque capaci di costruirsi un ethos nella loro missione di inesausta resistenza all'esistere. GUNTHER WOLF Dopo la scuola d'ar te drammatica di V ienna ha fatto l'attor e lavorando anche con Str ehler a Salisburgo. A tr ent'anni, dopo lo studio d'arte alla "Pedagogischen Hochschule" di Ludwigsburg in Ger mania, si è trasferito in Italia e si è insediato nell'isola di Pellestrina (Venezia). Ha par tecipato a numer ose esposizioni in Italia e all'ester o presentando i suoi dipinti e tanti disegni a inchiostro di china. Non è difficile incontrarlo a Firenze e nelle sale del celebre caffè "Giubbe Rosse" dove, nel 1999, ha all estito una mostra personale ricevendo stima e apprezzamenti. Rilevante la sua partecipazione al museo di Baia Mare, in Romania (1998), e una mostra a Johannesburg (1998). Da quando ha aderito al movimento "Ar te Sentimentale", la sua pr oduzione ha assunto le caratteristiche più vicine al suo modo di vedere le cose della vita, superando in questo senso la sua naturale origine espressionista. Nel 2000 a Backnang ha esposto "Der blaue Engel" che M. Wolz ha inserito nel Kreiszeitung. Ha lavorato a tre importanti cicli: la "Via Crucis", "Giuseppe e i suoi fratelli" di Thomas Mann e il "Faust" di Wolfgang Goethe. Il ciclo della "Via Crucis", con catalogo a cura di Renzo Ravagnan, 1997, è stato pr esentato nel Duomo di Chioggia e nella Scuola Grande San Giovanni Evangelista di Venezia ed è esposto in per manenza alla Stiftskirche di Backnang in Germania. L'opera "Giuseppe e i suoi fratelli" è stata pr esentata per la prima volta alla Scuola dei Calegari a V enezia (1997). Il "Faust" è stato pr esentato a Backnang nella galleria Art Mondo Art (2000). Nel 2006 ha par tecipato alla mostra L'arte una strada verso Dio che si è tenuta a Chioggia ed ha allestito una personale a Montreux (Svizzera) presso la Galleria Picpus. Della sua attività artistica si sono occupati tra gli altri: Jane Robinson, Mario Stefani, T. Alexa, Nicola Coccia, Enzo di Mar tino, Alberto Severi, Giorgio Segato, Mireille Schorf. Gunther Wolf La notte dei cavalli bianchi, 2009 Olio su tela cm 70x50 70
Gunther Wolf Sopra il nido dello storione, 2009 Xilografia su carta cm 70x50 Gunther Wolf Quando parte la corriera per Pila?, 2009 Olio su tela cm 70x50 72
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Il Progetto I fantasmi di Scano Boa
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Il progetto L'idea era quella di realizzare ed esporre una serie di dipinti ispirati dai fantasmi che spesso popolano le misteriose isole del Delta, alcuni dei quali si celano fra le pagine del libro Scano Boa di Gianantonio Cibotto e gli scritti di Mario Stefani, facendo partecipare all'iniziativa un gruppo di allievi dell'accademia di Belle Ar ti di Firenze, ai quali si è voluto far conoscer e la realtà degli scanni del Delta, invitandoli a realizzare opere che si ispirano a questi ambienti. La proposta, nata da un'intuizione del prof. Amedeo Lanci, docente del Corso di Xilografia e di T ecniche dell'incisione dell'accademia di Belle Ar ti di Fir enze, è stata presentata dal gruppo Ar te Sentimentale, Falchini Lanci Scarpante W olf, al Comune di Por to Tolle e dallo stesso pr of. Lanci all'accademia di Belle Ar ti, facendola inserire nel Progetto Accademia 2008/2009. L'Assessore alla Cultura del Comune di Por to T olle (RO), Dott.ssa Silvana Mantovani, si è resa promotrice dell'iniziativa includendo il percorso didattico tra le attività culturali del Comune di Por to Tolle. 77
Obiettivo del pr ogetto era il coinvolgimento di giovani studenti, scelti dal pr of. Lanci, per un laboratorio pratico-teorico in luoghi che rappr esentano aspetti particolari della realtà umana e culturale dei pescatori veneti. Il programma prevedeva che gli allievi dell'accademia di Belle Arti di Firenze fossero accompagnati in un'escursione a Scano Boa per un contatto con l'ambiente dell'estremo delta del Po. Sull'isola, attualmente pr otetta e inclusa nel Par co Regionale Veneto del Delta del Po, era possibile cercare un connubio tra il romanzo Scano Boa di Gianantonio Cibotto, la vita delle genti del Delta, le suggestive immagini della natura e i rumori (la musica) di queste zone quasi fuori dal mondo. Il film Scano Boa del r egista Renato dall'ara, r ealizzato nel 1961, interpr etato dalla celebre attrice Carla Gravina e tratto dall'omonimo r omanzo di Gianantonio Cibotto, pellicola r ecentemente r estaurata e trasferita in DVD dalla Regione Veneto, è stato inteso come tramite per conoscere la vita dei pescatori che abitavano l'isola di Scano Boa negli anni Cinquanta del Novecento attraverso immagini originali e coeve al romanzo. Durante la permanenza a Porto Tolle è stato organizzato un incontro degli studenti con il gruppo Ar te Sentimentale, sui temi della grafica e pittura, aper to alla libera discussione sull'ar te; un secondo incontr o ha avuto come pr otagonista il dott. Raffaele Peretto, già direttore del Museo dei Grandi Fiumi di Rovigo, il quale ha parlato degli antichi miti legati al Delta del Po. Da questa esperienza ognuno dei giovani artisti dell'accademia di Firenze trarrà ispirazione per realizzare successivamente, a Firenze, opere di pittura matrici per xilografie da esporre a Porto Tolle. L' attività pr esso l'accademia di Belle Ar ti di Fir enze si inquadra all'inter no del Corso di Xilografia tenuto dal pr of. Amedeo Lanci, che così descrive il lavor o svolto: Argomento del corso è stata la xilografia (o silografia) intesa come tecnica di incisione con stampa in rilievo. Le linee guida del corso, che di fatto sono state anche gli obiettivi dello stesso, si sono tradotte nel far e arte con la xilografia, dedicando molto tempo al disegno, realizzando immagini proprie, ed evitando di copiar e per favorire la crescita negli studenti di una personalità ar tistica. Le lezioni si sono svolte in pr evalenza in laboratorio con l'appr ofondimento e la pratica delle varie tecniche della xilografia, non trascurando però, anzi appr o- fondendo attraverso l'insegnamento e il dibattito, gli aspetti teorici, con riferimento particolare alla presenza della xilografia nel mondo, e alla conoscenza di alcuni artisti che hanno praticato o praticano questa bella arte. In questa esperienza sono stati usati sistemi di stampa manuale, senza strumenti meccanici e senza mor denti chimici, riducendo così totalmente le esalazioni degli acidi, i vapori dei diluenti e di altri materiali nocivi. Tutto questo è stato possibile perché il taglio, l'incisione, lo scar tare il materiale, avviene utilizzando i tradizionali utensili metallici: sgorbie, lancette, coltelli, completando il lavoro con l'aiuto di carte abrasive. Alcune tecniche particolari sono state concordate di volta in volta. Oltre ai classici legni di testa e di filo, sono stati anche utilizzati linoleum e nuovi materiali derivati dalla plastica o altr o. 78
Firenze 13 giugno 2009 il prof. Amedeo Lanci inchiostra la matrice usando un rullo di caucciù. Firenze 13 giugno 2009 Stampa della xilografia. 79
Con lo scopo di ottener e delle opere in perfetta armonia con alcune espressioni d'arte fra le più attuali, si è provato a stampare su collage e materiali incollati sulla carta. Sono state anche realizzate stampe di grandi dimensioni, dopo la pr esentazione di disegni e bozzetti idonei alle grandi xilografie. A mio parere è sbagliato usare termini come linoleumgrafia, che si riferiscono unicamente alla natura del suppor to usato come matrice: il linoleum o altri materiali simili non hanno una propria tecnica incisoria, ma per essi viene utilizzata la tecnica della xilografia. In modo analogo e indipendentemente dal fatto che vengano adoperate lastre di rame, zinco, acciaio o altr o materiale, vengono definite calcografiche tutte le incisioni in cavo su metallo. Il Corso di Xilografia presso l'accademia di Belle Arti di Firenze, è frequentato da numerosi studenti italiani e stranieri. T ra essi, ai fini della r ealizzazione del pr o- getto I fantasmi di Scano Boa ho dovuto operar e una selezione, in modo da avere un numero di partecipanti adeguato al finanziamento assegnato all'iniziativa, pur sapendo che molti altri studenti meritevoli avrebbero potuto partecipare. A settembre, in un incontr o pubblico, pr esso il Comune di Por to Tolle, saranno presentati i risultati del progetto I fantasmi di Scano Boa, i protagonisti e le opere prodotte. Nella mostra, oltr e agli studenti, sono coinvolti anche gli ar tisti di Ar te Sentimentale e il musicista Federico Mengoni che si è fatto carico di ricavar e rumori e musica dall'escursione a Scano Boa, con la r ealizzazione di un DVD da usare come speciale allestimento nel complesso della manifestazione. Le opere saranno successivamente esposte a Firenze, presso il Caffè storico-letterario Giubbe Rosse, pr esso la galleria Flor ence Ar t, presso la stamperia Edi Grafica e nei locali dell'accademia di BelleAr ti Firenze 13 giugno 2009 Stampa delle xilografie. Giovanni Mazzi, Umberto Falchini, Amedeo Lanci, Luciano Scarpante. 80
Arte Sentimentale è stata pr esentata ufficialmente alle autorità, alla stampa e al pubblico il 4 ottobre 2000 nella Sala Lorenzo di Palazzo Vecchio a Firenze. In seguito le opere degli artisti appartenenti a questo movimento sono state presentate in diverse città del mondo ed impor tanti critici d'arte e numerosi giornalisti hanno scritto e pubblicato per Ar te Sentimentale, che è stata anche l'argomento di due tesi di Laurea all'accademia di Belle Ar ti di Firenze. Le prime intuizioni per il movimento risalgono al 1996 e sono state raccolte in una seria di appunti. Pr oprio da queste note ha pr eso ampio spunto Alber to Severi per il volume «Arte Sentimentale». I contatti tra i componenti del gruppo sono iniziati nel 1999; in questi incontri e scambi d'opinioni è stata elaborata la possibilità di dar e vita ad un movimento artistico. Oggi «Arte Sentimentale» è rappresentata da: Umberto Falchini - Amedeo Lanci - Luciano Scarpante - Gunther W olf Questi pittori, mossi dall'esatta individuazione di un valor e comune, si riconoscono negli obiettivi dell'arte Sentimentale. Tutti si ritrovano in questa filosofia e, arricchiti dalle precedenti esperienze personali, puntano decisamente a dipinger e soggetti che tr ovano nell'azione sentimentale la pr opria ragione d'essere. Una caratteristica delle oper e di questi ar tisti, è quella di raf figurare comunque e sempre, una "scena" sentimentale che si svolge all'interno dell'opera stessa. «Arte Sentimentale» si rivolge a tutte quelle persone che avver tono l'urgenza di un coinvolgimento emotivo nell'opera d'arte e la possibilità di far coincidere il proprio mondo interiore con quello che l'opera racconta. 81
Mostre del gruppo Arte Sentimentale Arte Sentimentale (presentazione e mostra), Sala Lor enzo, Firenze, Palazzo Vecchio, 4 ottobre 2000. Arte Sentimentale, Rivasinistra, Fir enze, Borgo San Fr ediano 131/R, dal 10 marzo all'11 aprile 2001. Arte Sentimentale, Accademia Musicale di Fir enze, Firenze, Via Adriani 27, dall'8 marzo al 6 maggio 2001. Arte Sentimentale, Art Mondo Art, Backnang (Germania), Sulzbacher Strasse 60, dal 19 maggio al 30 giugno 2001. Docimasia, Rivasinistra, Firenze, Borgo San Frediano 131/R, dal 10 al 29 maggio 2001. Rognone e Sentimento, con Dario Cecchini e Alberto Severi (pr esentazione del libro ARTE SRNTIMENTALE e mostra), Panzano (FI), 3 giugno 2001. Arte Sentimentale, Pescheria Nuova, Rovigo, Corso del Popolo 140, dal 16 giugno al 1 luglio 2001. Arte Sentimentale, Atelier Frédérich D'Ar d, Würzbur g (Germania), Frankfurterstrasse 87, dal 7 al 26 luglio 2001. Arte Sentimentale, Galleria dell'accademia di Belle Arti, Ürümqi, Xinjiang (Cina), agosto 2001. Arte Sentimentale, Sala Piergiorgio Bassan, Porto Viro (RO), dal 4 al 16 agosto 2001. Arte Sentimentale, Galleria della Normal University, Ürümqi, Xinjiang (Cina), settembre 2001. Arte Sentimentale, motonave V enere (mostra con pr esentazione del libr o ARTE SENTIMENTALE di Alberto Severi), Porto Tolle (RO), 1 settembre 2001. Arte Sentimentale, Giubbe Rosse, Firenze, Piazza della Repubblica 14/R, dal 13 ottobre al 20 novembre 2001. Arte Sentimentale, Il Patio, Porto Viro (RO), Strada Statale Romea Km 68, dal 13 ottobre 2001 al 5 maggio 2002. Rassegna AR TISTI CONTEMPORANEI, Gadarte (il gruppo Arte Sentimentale è ospitato per l'inaugurazione dei nuovi locali espositivi), Firenze, Via S. Egidio 27/r, dal 17 al 21 febbraio 2002. Presentazione di ARTE SENTIMENTALE, Il Patio, Strada Statale Romea Km 68, Porto Viro, 23 febbraio 2002. Arte Sentimentale, Sala Perla, Pellestrina (VE), dal 28 luglio all'11 agosto 2002. Arte Sentimentale, Firenze, Via del Corso 11, febbraio 2003. Arte Sentimentale, Palazzo dei Priori (mostra con pr esentazione del libr o ARTE SENTIMENTALE di Alberto Severi), Volterra (PI), dall'1 al 16 marzo 2003. Disegni della Cina, Sede Arte Sentimentale, Sala della Bandiera, Via del Corso 11, Firenze, dal 7 marzo al 10 aprile 2003. 82
Arte Sentimentale, cir colo culturale Il far o (il gruppo Arte Sentimentale è ospitato per l'inaugurazione del cir colo stesso), Sottomarina (VE), dal 15 al 30 giugno 2003. Le stagioni, Accademia di Belle Arti di Firenze, Firenze, Via Ricasoli 66, dal 29 novembre al 21 dicembre 2003. Arte Sentimentale, sala consiliare di Porto Tolle (mostra con presentazione della Tesi di Laur ea NASCITA E PROTAGONISTI DEL MOVIMENTO AR TE SEN- TIMENTALE, di Cristiana Freguglia), Porto Tolle (RO), 7 maggio 2004. Arte Sentimentale, sala Cor della, (mostra con pr esentazione della T esi di Laurea NASCITA E PROTAGONISTI DEL MOVIMENTO ARTE SENTIMENTALE, di Cristiana Freguglia), Adria (RO), 24 settembre 2004. Rive sentimentali di Adria, Rassegna d'arte curata dal circolo culturale Rami del Po, Adria (RO), Corso V ittorio Emanuele II, dal 24 settembr e al 3 ottobr e 2004. Preghiere su tolèle, Museo Diocesano d'arte Sacra, Chioggia (VE), V ia Sagrato, dal 16 dicembre 2004 al 3 aprile 2005, pr orogata al 11 giugno 2005. Cecchini di Arte Sentim entale, Giubbe Rosse, Fir enze, Piazza della Repubblica 14/R, dal 1 al 14 luglio 2006. Arte Sentimentale - La Danza del Marinaio, Museo Civico San Francesco fuori le mura, piazza Marconi, Chioggia (VE), dal 16 al 30 settembr e 2006. Arte Sentimentale al Lions Club, Galleria Cair oli, Pontassieve, dicembr e 2006. Arte Sentimentale - La Danza del Marinaio, sede Cooperativa Pescatori dell'adriatico, Scardovari (RO), dicembre 2006. Arte Sentimentale - La Finestra, Bottini dell'olio, viale Capr era, Livorno, dal 23 giugno all'8 luglio 2007. Se fosse già domani, Art Gallery Renessans, via Ghibellina 152/r -154/r, Firenze, dal 10 novembre al 15 dicembre 2007. Arte Sentimentale espone Le Stagioni, Libera Repubblica delle Arti, Teatro Chille de la balanza, Firenze dal 18 al 29 settembre 2008. I fantasmi di Scano Boa, Comune di Porto T olle (mostra con pr esentazione dell'iniziativa pr omossa dall'assessorato alla Cultura in collaborazione con l'accademia di Belle Arti di Fir enze e con il gruppo Arte Sentimentale) dal 3 al 6 settembre 2009. La mostra I fantasmi di Scano Boa seguenti sedi: sarà successivamente pr esentata nelle Galleria Florence Art, Via Gordigiani 56/A, Firenze dal 3 al 14 ottobr e 2009. Caffè Letterario Giubbe Rosse, Piazza della Repubblica 13/R, Firenze, dal 24 ottobre al 6 novembre 2009. Stamperia Edi Grafica, V ia San Niccolò 14/R, Fir enze dal 31 ottobr e al 8 novembre 2009. Accademia di Belle Arti di Firenze, Firenze, Via Ricasoli 66, novembre 2009. 83
Il musicista Federico Mengoni nasce nel 1979 a Firenze. Verso la metà degli anni novanta inizia a suonar e in alcune band locali (SMG, NEMA KLEBA, ICEHENGE, GESTORBEN BANHOF ecc...) svolgendo attività live e par tecipando alla r ealizzazione di alcuni nastri e cd autopr odotti. Dal 2000 lavora come solista sotto diversi pseudonimi e pr ogetti (PRODVKT, CORPOMORTO, TZUNAMI FANCOIL ORCHESTRA, SWEETCOLDDEATH ecc...) con i quali collabora con ar tisti, etichette e distribuzioni nazionali ed inter nazionali sempre inerenti alla sfera della musica sperimentale ed industriale. Parallelamente nel 2003 fonda, insieme a Giovanni Mazzi, il gruppo Il Cafè degli Zeri intraprendendo una contaminazione stilistica fra musica e arte grafica (principalmente pittura ed incisione). Breve elenco della sua vasta produzione discografica: 2009 I fantasmi di Scano Boa, cdr autoprodotto (Porto Tolle-Italia) Serie H nastro su TurgidAnimasl records (Massa-Italia) 2008 Seduction, Slavery, Sacrifice Album MP3 su Okkulth records (Drenthe-Olanda) A march for Leigh traccia inclusa nella compilation Unholy Matrimony File MP3 su Smell the stench records (Melbourne-Australia) The other face of pleasure cdr su Bone Structure records (Namur-Belgio) Corpomorto+Toby Dammit cdr autoprodotto (Firenze-Italia) Architecture(CM04) cdr su Spatter records (Torino-Italia) 2007 Hindemburg cdr su Clinical Archivies records (Mosca-Russia) No men s eyes traccia inclusa nella compilation Clinical Sounds 4cdr su Clinical Archivies (Mosca-Russia) Espanol24, musiche per il corso di lingua spagnola edito da Il Sole 24 or e in collaborazione con il Corriere della Sera. 2006 Dead Body cdr autoprodotto (Firenze-Italia) 2005 First Act cdr autoprodotto (Firenze-Italia) 2004 Test report about activities of corrupted minds cdr autoprodotto (Firenze-Italia). 2003 Bad Result cdr autoprodotto (Firenze-Italia) 2002 Sezione cdr autoprodotto (Firenze-Italia) 1999 Armonie Minimali cdr autoprodotto (Firenze-Italia) 84
Gli allievi dell Accademia di Belle Arti di Fir enze I nove studenti che hanno par tecipato al progetto I fantasmi di Scano Boa sono stati riuniti una prima volta a Fir enze, il 14 marzo 2009, nello studio del pittor e prof. Amedeo Lanci. Grande è stato l'entusiasmo dei giovani per ché, essendo stati scelti per questa attività, avr ebbero vissuto un'esperienza unica e irripetibile contribuendo, insieme al gruppo Ar te sentimentale, a divulgar e, attraverso l'ar te, la conoscenza, la storia, la cultura del delta del Po e la vita della gente che lo abita. Al centro seduto il prof. Amedeo Lanci; attorno a lui: Yasmine Dainelli, Livorno - Marco Colella, Firenze - Serena Cestari, San Nicola La Strada (Caserta) - Ilaria Leganza, Fir enze - V eronica Pr ete, T rivigno (Potenza) - V alentina Branchi, Desenzano (Brescia) - Federico Mengoni, musicista, Sesto Fior entino (Fir enze) - Leonar do Zecchi, Fir enze - Giovanni Mazzi, Scandicci (Firenze) - Yari Sacco, Cleto (Cosenza) 85
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Ringraziamenti Si ringraziano tutti coloro che, a titolo diverso, hanno contribuito alla realizzazione dell'iniziativa I Fantasmi di Scano Boa. In particolare: Biblioteca Comunale Pro Loco di Porto Tolle Associazione MagnaCharta Associazione ArdeaCultura Navigazione Marino Cacciatori snc Cooperativa Pescatori Delta Padano E i signori: Giuliana Tessarin Ilido Zerbin Speciale riconoscenza viene espr essa alla Fondazione Cassa di Rispar mio di Padova e Rovigo, il cui gener oso contributo ha consentito la pubblicazione del presente libro. 87
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E' inutile cercare sulla carta geografica le località nominate L'esattezza geografica non è che un'illusione. Il Delta Padano, per esempio, non esiste. Lo stesso dicasi, a maggior ragione, per Scano Boa. Io lo so, ci sono vissuto. G.A. Cibotto, Scano Boa, Avvertenza 89
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INDICE Scano Boa: solo il nome fa immaginare chissà quale luogo... Silvana Mantovani Scano Boa: solo il nome fa immaginar e chissà quale luogo... pag. 11 Lacrime d ambra per il figlio del sole Raffaele Peretto Lacrime d ambra per il figlio del sole - Miti nell antico Delta pag. 19 Presenze fantasmatiche dell arte a Scano Boa Gianni Cerioli Presenze fantasmatiche dell arte a Scano Boa pag. 29 Gli allievi dell Accademia di Belle Ar ti di Firenze pag. 33 Gli artisti del gruppo Arte Sentimentale pag. 47 Umberto Falchini pag. 51 Amedeo Lanci pag. 57 Luciano Scarpante pag. 63 Gunther Wolf pag. 69 Il progetto I Fantasmi di Scano Boa Il progetto pag. 77 Arte Sentimentale pag. 81 Il musicista pag. 84 Gli allievi dell Accademia di Belle Ar ti di Firenze pag. 85 Ringraziamenti pag. 87 91
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