SERVIZI ESSENZIALI PICCOLI COMUNI



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SERVIZI ESSENZIALI PICCOLI COMUNI 2. Continuità dell intervento Nuovo X In continuità con servizio già attivato 3. Tipologia di servizio X LEPS Altri Servizi _ (specificare) 4. Se il servizio dà continuità a servizi/strutture già attivati, indicare il fabbisogno al quale fa riferimento, i risultati conseguiti e l utenza di riferimento Il progetto risponde a un emergenza socio assistenziale di 6 comuni per i quali le risorse comunali e quelle trasferite dalla Regione in via ordinaria risultano insufficienti. Tali comuni si trovano in una condizione di disparità rispetto ai Comuni più grandi del territorio distrettuale, per quanto riguarda le prestazioni di assistenza domiciliare inerenti a piani personalizzati d intervento. I destinatari sono anziani soli e/o affetti da polipatologia e da precarie condizioni sociali e da malati che, per la loro situazione clinica, presentano anch essi una particolare fragilità. 5. Descrizione delle attività e delle prestazioni Il servizio si rappresenta come uno strumento capace, una volta valutato e preso in carico il potenziale utente, di progettare un piano d intervento preventivo-terapeutico-riabilitativo personalizzato, per così dire cucito su misura sull utente, in grado di ottenere il massimo dei risultati con il minimo degli sforzi e dei costi. Si propone di costruire percorsi personalizzati all interno di una rete di servizi che, in parte, coinciderà con quella esistente offerta dal piano di zona e, per altra parte, sarà arricchita da nuovi segmenti assistenziali studiati allo scopo. La cabina di regia, monitoraggio in itinere e valutazione finale è costituta tra i Comuni coinvolti nel progetto, attraverso l attività dei servizi sociali comunali e coordinata dall Ufficio di Piano. Il cittadino-utente tipo attraverso la segnalazione e la presentazione del caso da parte dei Servizi sociali del Comune potrà essere inviato dal medico di medicina generale opportunamente coinvolto nel progetto, dal Medico ospedaliero, dallo Specialista ambulatoriale o da altro servizio distrettuale. Sarà possibile, tuttavia, l accesso spontaneo del paziente, dei parenti e anche dalle Associazione di Volontariato presenti nel Territorio. La rete è costituita da segmenti a cui corrispondono percorsi assistenziali. I segmenti possono essere sanitari o sociali. SEGMENTI SOCIALI: Ci si riferisce in primo luogo ai Servizi sociali del Comune che rappresentano il riferimento naturale degli utenti. Il loro ruolo risponderà alla valutazione delle esigenze sociali espresse dai cittadini dei comuni interessati. Il progetto considera d importanza fondamentale l istituzione di una collaborazione e integrazione socio-sanitaria per predisporre piani di intervento individuali in grado di fornire risposte immediatamente integrate alle domande espresse dai soggetti fragili o dai loro parenti. Un altro segmento fondamentale è rappresentato dall insieme delle offerte messe a disposizione del Terzo settore, ovvero dal mondo del Volontariato attivo, distribuito nei sei comuni interessati. Il progetto rappresenterà in questo senso un motore di iniziative e un punto di riferimento per tutti i soggetti interessati alla tutela e alla salvaguarda dei cittadini affetti da fragilità patologica e sociale. SEGMENTI SANITARI:

1) Il C.A.D. - Rappresenta il Centro di assistenza domiciliare dedicato all assistenza di malati non in grado di lasciare il proprio domicilio. L assistenza domiciliare è regolata dalla vigente normativa regionale e si correla con i medici di medicina generale per quanto attiene all assistenza domiciliare programmata ed integrata. Questo segmento va considerato strategico nell economia funzionale dell Agenzia. 2) Il Distretto Sanitario - In tutte le sue articolazioni (Poliambulatorio Specialistico, Medicina Legale-Protesica etc.) è a disposizione dei malati fragili attraverso percorsi facilitati da individuare e realizzare. 3) L Ospedale - Rappresenta sia una destinazione per malati eventualmente andati incontro ad acuzie, che un fornitore di domanda per pazienti cronici o guariti per difetto, dimessi dopo un periodo di degenza (dimissioni protette). La gestione delle dimissioni protette rappresenta un punto di snodo funzionale da ritenersi strategico. 4) Il medico di medicina generale - È interlocutore privilegiato e fondamentale del Progetto. Partecipa all assistenza domiciliare programmata come previsto dalla vigente normativa. E informato di ogni evento che riguardi le dinamiche assistenziali dell anziano fragile o del malato fragile. 5) le strutture accreditate e private convenzionate - Possono essere incluse nei progetti relativi ai Piani di Zona. Più in particolare ci riferiamo alle RSA e alle strutture di lungodegenza. 6. Bacino di utenza - Sovradistrettuale - Distrettuale - Sub-distrettuale X Comuni di: Civitella San Paolo, Filacciano, Magliano Romano, Nazzano, Ponzano Romano e Torrita Tiberina 7. Tipologia di utenza I cittadini-utenti a cui si rivolge il progetto sono rappresentati da pazienti anziani, soli e/o affetti da polipatologia e da precarie condizioni sociali e da malati che, per la loro situazione clinica, presentano anch essi una particolare fragilità. Per malato anziano fragile si intende un paziente con compromissione dell autonomia funzionale tale da impedire allo stesso di lasciare il proprio domicilio in modo temporaneo o permanente, o comunque tale da rendere problematica la sua vita di relazione anche nel caso fosse in grado di lasciare la propria abitazione. Per malato fragile in età non senile si considera colui il quale presenta una compromissione del vissuto e dell autonomia funzionale, correlata ad una o più patologie (oncologiche, cardio - vascolari etc.) che finiscono per configurare una situazione sostanzialmente sovrapponibile a quella del malato anziano fragile. 8. Obiettivi dell intervento

L obiettivo di fondo è quello della creazione di un insieme di servizi e prestazioni sociali dedicate alla persona anziana e/o malato fragile, a partire da una valutazione tecnica di questa e arricchita da un approccio globale e umanistico. L obiettivo è di selezionare percorsi assistenziali che si adattino alle esigenze del singolo anziano solo e malato fragile. Riteniamo che il raggiungimento di questo obiettivo possa migliorare la qualità di vita di queste persone, rallentando i processi di inevitabile perdita dell autonomia e salvaguardando, anzi ottimizzando, le indispensabili esigenze di efficacia-efficienza del sistema proposto alla salvaguardia della loro salute. Obiettivi specifici: 1) La razionalizzazione dei percorsi assistenziali semplificherà la realizzazione di un progetto di cura personalizzato e limiterà le prestazioni inutili, riducendo le spese ad esse connesse; in particolare è ragionevole prevedere una consistente riduzione dei ricoveri impropri ed una diminuzione tendenziale della durata media delle degenze ospedaliere. 2) Il coinvolgimento dei familiari dei pazienti consentirà non solo di misurare la dimensione familiare e sociale della sofferenza di questi cittadini ma anche di contribuire a porvi rimedio. 3) Attraverso l attività si otterranno le condizioni per il raggiungimento di un più alto livello di integrazione fra i vari servizi, in particolare fra il Distretto Sanitario e l Ospedale, fra il Distretto Sanitario ed i vari Dipartimenti, fra il Distretto Sanitario, i Servizi sociali dei Comuni e le aree del Terzo Settore. 9. Tipologia struttura capacità di accoglienza Gruppo appartamento Casa famiglia Comunità alloggio Comunità di pronta accoglienza Casa di riposo Casa albergo Strutture semiresidenziali (specificare ) Altro (specificare ) 9.1 Atto/i di autorizzazione al funzionamento della struttura ai sensi della L.R. n. 41/2003 _ 10. Sede della struttura e/o dell attività L intervento si svolge prevalentemente al domicilio dell utente ma prevede anche, a seconda della situazione, interventi che vedono la loro attuazione sul territorio ed in particolare nei luoghi significativi per l utente stesso. 11. Numero utenti nel 2013 1 8 COMUNE N. UTENTI Civitella: 1 Filacciano: 2 Magliano: 3 Nazzano 3 Torrita: 5 Ponzano: 4 12. Utenza annuale prevista 2 3 _ 13. Utenza servita rispetto al fabbisogno rilevato Rispetto al fabbisogno rilevato l utenza servita e del 95,80%

14. Esistenza di una graduatoria distrettuale/sovradistrettuale Esiste una graduatoria distrettuale con conseguente lista d attesa distrettuale per l utenza che ha richiesto accesso al servizio. Ad oggi è inserito in lista di attesa n. 1 utente residente al Comune di Nazzano. 14.1 Altri criteri di individuazione dell utenza L unico criterio di individuazione dell utenza è l invio da parte dei Servizi Sociali Comunali 15. Ente attuatore - Ente capofila del Distretto/Ambito X - Altro Comune del Distretto (specificare _) 16. Soggetto erogatore del servizio Il soggetto erogatore del servizio è A.T.I. tra la Società Cooperativa Sociale a r.l. Myosotis m.m. (mandataria), la Società Cooperativa Sociale San Saturnino ONLUS e la Società Cooperativa Sociale Patatrac. 16.1. Titolo giuridico e durata dell affidamento del servizio Associazione temporanea di impresa. L affidamento con Determinazione dirigenziale n. 93 del 10/04/2013 Aggiudicazione definitiva affidamento in gestione biennale del Servizio di assistenza domiciliare per anziani e malati fragili dei Piccoli Comuni del Distretto Socio-Sanitario RM/F4- Assunzione di spesa CIG 4462576A34 ha durata di 2 (due) anni. 17. Personale coinvolto - Amministrativi dell Ufficio di Piano _ 1 _ - Assistenti sociali di cui 5 dei Piccoli Comuni, 1 Coordinatore dell A.T.I. e 2 dell Ufficio di Piano- Servizio Sociale Distrettuale _ 8 _ - Sociologi _ _ _ - Psicologi, Coordinatore Ufficio di Piano _ 1 _ - Pedagogisti _ _ _ - Educatori professionali _ _ _ - Operatori socio-sanitari _ _ _ - Volontari _ _ _ - Mediatori culturali _ _ _ - Altre figure (specificare A.D.E.S.T.) _ 7 _ 19. In base a quali indicatori viene verificata e valutata la qualità del servizio? La qualità del servizio viene valutata in base a due tipi di indicatori: di processo di risultato Gli indicatori di processo rappresentano una modalità di valutazione numerica degli obiettivi individuati dal progetto Un primo indicatore dà la misura della capacità di soddisfare la domanda inespressa dagli utenti che afferiscono ai servizi sociali dei comuni; Un secondo indicatore viene utilizzato per valutare la capacità di risposta alla domanda; Un terzo indicatore esprime la capacità di rispondere, nel periodo di tempo considerato, alla richiesta di Assistenza domiciliare alla sua erogazione. Gli indicatori di risultato sono di elaborazione più complessa, in quanto la valutazione dei risultati ottenuti, essendo spesso di natura qualitativa, risulta difficilmente quantizzabile con criteri certi. 19.1 Quali riscontri si sono ricevuti da parte dell utenza? I riscontri ricevuti da parte dell utenza e delle rappresentanze della stessa ci riportano un alto tasso di soddisfazione rispetto al servizio ricevuto.

20. Esiste compartecipazione da parte degli utenti? - Sì, totalmente - Sì, parzialmente - No X 21. Esistenza di una rete con istituzioni sociali, sanitarie, scolastiche, giudiziarie, etc., con specifica delle singole modalità di integrazione. La ASL è interlocutore privilegiato per la realizzazione del progetto individuale; l obiettivo è la sua partecipazione alla fase di programmazione degli interventi attraverso la gestione integrata degli accessi e la valutazione in itinere dei Piani Assistenziali Individuali