DETERMINAZIONE DELLE IgG -colostratura Il DL 7 luglio 2011, n.126 cita nell allegato: 15. Ogni vitello deve ricevere colostro bovino quanto prima possibile dopo la nascita e comunque entro le prime sei ore di vita. Dalla nota esplicativa sulle procedure per il controllo del benessere animale negli allevamenti di vitelli (Appl. DL 30dic 1992, n.533 modif. dal DL 1 set 1998, n. 331) si evince che nella specie bovina, il trasferimento passivo colostrale è considerato efficace quando le IgG sieriche hanno raggiunto una concentrazione uguale o superiore ad 1 g/dl. PIANO BENESSERE VITELLI (BEVI) PRISA 2011_2014 Il decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 533 (attuazione della direttiva 91/629/CEE), modificato ed integrato con il decreto legislativo 1 settembre 1998, n. 331 (attuazione della direttiva 97/2/CEE), stabilisce le norme minime per la protezione dei vitelli, definiti come animali appartenenti alla specie bovina di età inferiore ai sei mesi. In merito il Direttore Generale della Sanità Animale e del Farmaco Veterinario ha firmato una circolare esplicativa sulle Procedure per il controllo del benessere animale negli allevamenti di vitelli. I requisiti minimi stabiliti nel predetto decreto - sottolinea la nota ministeriale devono essere applicati a tutte le categorie di vitelli allevati indipendentemente dall indirizzo produttivo dell azienda in cui si trovano (allevamento a carne bianca, da ingrasso, da riproduzione, da latte). La Direzione Generale sottolinea..l importanza del compito formativo nei confronti dei proprietari/detentori di animali affidato ai Servizi Veterinari. Tali Autorità sanitarie, infatti, devono educare all osservanza della normativa in materia di benessere, fornendo agli allevatori indicazioni relativamente alle esigenze strutturali ed alle corrette pratiche di allevamento e, nello stesso tempo, far comprendere che la tutela del benessere degli animali, sancito come principio fondamentale della nostra Società, implica l utilizzazione di tecniche di allevamento che, migliorando le performance produttive, coincidono anche con gli interessi della produzione. Ai fini della corretta applicazione delle norme minime di protezione degli animali in allevamento, " si ritiene opportuno promuovere tra gli allevatori, eventualmente coinvolgendo le Associazioni di categoria, l applicazione delle buone pratiche d allevamento e, ove possibile, indirizzare verso l implementazione di piani di autocontrollo aziendale che contemplino il rispetto dei parametri di benessere animale, in particolare per quanto riguarda la somministrazione del colostro, il controllo dell emoglobina ed il regime alimentare (incremento graduale della fibra). Un buon piano di buone pratiche d allevamento/autocontrollo dovrebbe, inoltre, prendere in considerazione vari aspetti direttamente od indirettamente correlati al benessere animale, quali: formazione di gruppi omogenei per età, microclima, lotta ai sinantropi, gestione dei reflui, manutenzione delle strutture e delle attrezzature. La responsabilità dell applicazione delle norme di benessere animale ricade, in ogni caso, sull allevatore. Dal 01 gennaio 2007, l accesso ai regimi di
sostegno diretto ai redditi degli agricoltori sarà subordinato, tra l altro, al rispetto della normativa vigente in materia di benessere degli animali allevati (Regolamento n. 1782/2003/CE in materia di condizionalità). ELETTROFORESI DELLE SIEROPROTEINE L'elettroforesi delle sieroproteine, detta anche protidogramma, è un'analisi di laboratorio che permette di separare, identificare e valutare le frazioni proteiche presenti nel siero. Le proteine del siero si distinguono in 5 tipologie differenti: Albumina: proteina con maggior concentrazione nel sangue, con funzioni principali di regolazione della pressione osmotica e di trasporto di altre proteine. α-1-globuline: funzione di trasporto di lipidi e di ormoni nel sangue. α-2-globuline: funzione di trasporto di lipidi e di ormoni nel sangue. β-globuline: funzione di trasporto di sostanze nel sangue (es. transferrina). γ-globuline: funzione di difesa dell'organismo (anticorpi). Mediante tale metodica, le proteine sieriche, sottoposte ad un campo elettrico costante, tendono a migrare dividendosi in bande.
I tracciati elettroforetici così ottenuti, sono letti attraverso l'utilizzo di un densitometro: le bande proteiche, mediante un algoritmo matematico, vengono elaborate in picchi di diversa altezza a base larga o stretta a seconda della loro intensità di colorazione e della loro larghezza, rispecchiando la quantità proporzionale delle diverse proteine contenute nel siero. Picco da valutare per il controllo della colostratura del vitello L'elettroforesi delle proteine è un'indagine di laboratorio, spesso sottovalutata, ma di rilevante importanza nell iter diagnostico e prognostico di alcune patologie e per la valutazione di una corretta immunizzazione del vitello tramite l assunzione del colostro. Aumenti o diminuzioni in altezza o nel numero di tali picchi, sono da mettere in relazione all aumento o alla diminuzione patologica o fisiologica delle proteine che li compongono. Oltre alle applicazioni nel settore del benessere animale, la possibilità di dividere le varie classi proteiche è utile al fine dell interpretazione clinica di determinate patologie conclamate. Stati flogistici si accompagnano spesso, infatti, ad alterazioni e distorsioni del tracciato elettroforetico, specie a carico delle α-globuline. Generalmente, un elevata γ-globulinemia può essere riconducibile ad un'elevata pressione infettante ambientale.
DETERMINAZIONE dell EFFICACIA del colostro aziendale Il D.L. 7 luglio 2011, n.126, nell allegato 15 cita: "Ogni vitello deve ricevere colostro bovino quanto prima possibile dopo la nascita e comunque entro le prime sei ore di vita. Il vitello nasce pressoché privo di copertura anticorpale a motivo della struttura anatomica della placenta che impedisce il passaggio diretto degli anticorpi materni. Il trasferimento dell immunità passiva avviene attraverso l assunzione di un adeguata quantità di anticorpi col colostro in tempi, come opportunamente richiama il legislatore, molto prossimi alla nascita. Il colostro, infatti, apporta gli anticorpi essenziali che sono il presupposto della sopravvivenza del vitello e di un normale sviluppo. In termini generali, il corretto trasferimento di immunità passiva colostrale dipende da numerosi altri fattori che possono essere ricondotti entro tre categorie: fattori inerenti al colostro (qualità), fattori inerenti al vitello e fattori di tipo manageriale. Gli esami per accertare l avvenuto corretto trasferimento di immunità passiva colostrale sono numerosi e dotati di diversa sensibilità, specificità ed attendibilità a seconda che si tratti di metodi c.d. diretti o indiretti. Il loro significato, comunque, perde valore diagnostico col progredire dell età del vitello (è massimo nelle prime 24/48 ore di vita per tutti, poi si annulla entro i primi 8/10 giorni per i metodi indiretti e 15-20 gg per quelli diretti).
Tra i numerosi metodi a disposizione: valutazione delle frazioni proteiche: mediante elettroforesi è considerato un metodo molto specifico. Esso consente di titolare le γ-globuline, che nel vitello colostrato devono raggiungere concentrazioni di 1 g/dl. protidemia totale: si basa sul principio che il vitello, alla nascita, essendo privo di gammaglobuline possiede un valore di protidemia molto basso rispetto al normale (4-5 g/dl contro i 6-7 g/dl dopo l assunzione del colostro). Deve essere considerata un test di screening ed è indicata soprattutto per le indagini di campo estesa ad un numero elevato di capi, per avere il polso della situazione globale del gruppo. DETERMINAZIONE della QUALITA del colostro aziendale La qualità del colostro può essere valutata attraverso elettroforesi delle sieroproteine. Si considera che un colostro, per essere efficace nel trasferimento dell'immunita passiva, debba avere un valore di γ-globuline pari o superiore a 6 g/dl. MATRICE: siero di colostro (entro 6 ore dalla nascita), refrigerato TEMPO DI RISPOSTA: 2gg STRUMENTO UTILIZZATO: elettroforesi delle proteine sieriche del colostro RISULTATO: espresso in g/dl MATRICE: siero di sangue (entro il 4 giorno di vita), provette senza anticoagulante. TEMPO DI RISPOSTA: 2gg STRUMENTO UTILIZZATO: elettroforesi delle proteine sieriche RISULTATO: espresso in g/dl