ALMA MATER STUDIORUM UNIVERSITA DI BOLOGNA

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ALMA MATER STUDIORUM UNIVERSITA DI BOLOGNA Documento di tutela della sicurezza e della salute delle lavoratrici madri (ai sensi del D.Lgs. 151 del 26/03/2001) Alma Mater Studiorum Università di Bologna 1

Sommario Premessa 1. Campo di applicazione 2. Quadro legislativo di riferimento 3. Altra documentazione di riferimento 4. Compiti e responsabilità 5. Astensione dal lavoro 6. Analisi dei principali fattori di rischio per la donna e per il bambino 7. Valutazione dei rischi per la sicurezza delle lavoratrici gestanti o in periodo di allattamento 8. Modulistica 9. Conclusioni Alma Mater Studiorum Università di Bologna 2

Premessa La vigente normativa di tutela delle lavoratrici madri ha rovesciato l impostazione giuridica precedente, che faceva carico solo alla lavoratrice madre di richiedere formalmente lo spostamento di mansione o l astensione anticipata, rivolgendosi direttamente ai Servizi di Prevenzione e Sicurezza degli Ambienti di Lavoro (SPSAL), che, valutata la mansione, richiedevano, e in caso di contenzioso richiedono tuttora, al datore di lavoro lo spostamento della lavoratrice dalla mansione a rischio. Oggi è affidato al datore di lavoro il compito di valutare tutti i rischi per la gravidanza e l allattamento, tenendo conto sia della salute della donna che di quella del bambino, e di prevedere le conseguenti misure di protezione e prevenzione, ivi comprese eventuali modifiche di orario e condizioni di lavoro e lo spostamento ad una mansione non a rischio (art. 11 e 12 D. Lgs 151/01). Il D.Lgs. 151/01 prescrive infatti che il datore di lavoro, contestualmente alla valutazione dei rischi eseguita ai sensi dell art. 28 D. Lgs. 81/2008, valuti preventivamente i rischi per la sicurezza e la salute delle lavoratrici gestanti, puerpere e in allattamento, in particolare i rischi di esposizione ad agenti fisici, chimici o biologici, nonché i processi o le condizioni di lavoro, individuando le misure di prevenzione e protezione da adottare. Come precisato dalla Circolare del Ministero del Lavoro Prot. 3328 del 16/12/2002 detta valutazione preventiva consente al datore di lavoro di informare le lavoratrici, prima ancora che sopraggiunga una gravidanza, dei rischi esistenti in azienda, delle misure di prevenzione e protezione che egli ritiene di dover adottare in tal caso e, quindi, dell importanza che le dipendenti gli comunichino tempestivamente il proprio stato, in modo che possano essere valutati con immediatezza i rischi specifici e adottate le conseguenti misure di tutela. Qualora i risultati della valutazione rivelino rischi per la salute e la sicurezza delle lavoratrici, il datore di lavoro deve evitarne l' esposizione a rischio, modificando temporaneamente le condizioni e/o l orario di lavoro. Se tale modifica non è possibile, deve provvedere a spostare le lavoratrici ad altre mansioni, informando contestualmente gli Organi preposti competenti per territorio. Qualora non ci siano le condizioni per lo spostamento ad altre mansioni la Direzione Provinciale del Lavoro può disporre l astensione anticipata dal lavoro della lavoratrice. Il datore di lavoro deve inoltre informare le lavoratrici e i loro rappresentanti degli esiti della valutazione e delle misure di prevenzione adottate. Alma Mater Studiorum Università di Bologna 3

1. Campo di applicazione Le norme per la tutela della maternità riportate nel presente documento si applicano alle lavoratrici come definite dall art. 2 comma 1 lettera e del D.Lgs. 151/01: Per lavoratrici, salvo che non sia altrimenti specificato, si intendono le dipendenti, comprese quelle con contratto di apprendistato, di amministrazioni pubbliche, di privati datori di lavoro nonché le socie lavoratrici di cooperative. Nel caso dell Università sono da intendersi lavoratrici anche le studentesse (laureande, specializzande, dottorande, ecc.). 2. Quadro legislativo di riferimento La tutela delle lavoratrici madri è regolata da un complesso quadro normativo, sia generale sia specifico, di difesa della salute e sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro. Le principali norme di difesa della salute e sicurezza di tutti i lavoratori sono le seguenti: art. 31 della Costituzione italiana: la Repubblica protegge la maternità, l'infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale scopo art. 32 della Costituzione italiana: la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell individuo e interesse della collettività. art. 41 della Costituzione italiana: L iniziativa economica e privata è libera. Non può svolgersi in contesto con l utilità sociale o in modo da arrecare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. art. 2087 del Codice Civile: L imprenditore è tenuto ad adottare nell esercizio dell impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro. Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81 Attuazione dell articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro (Testo unico sulla sicurezza). La normativa specifica di tutela delle lavoratrici madri comprende una serie di leggi emanate nel corso degli anni. Si elencano di seguito le principali norme: Legge 30 dicembre 1971 n. 1204 - Tutela delle lavoratrici madri. In essa veniva sancito il divieto di adibire le lavoratrici, durante la gravidanza ed eventualmente fino a 7 mesi dopo il parto, a lavori pericolosi, faticosi ed insalubri nonché al trasporto e al sollevamento di pesi. DPR n 1026 del 25/11/1976 Regolamento di esecuzione della L. 30 dicembre 1971, n. 1204, sulla tutela delle lavoratrici madri. In esso venivano esplicitati i lavori faticosi, pericolosi ed insalubri vietati in gravidanza ed eventualmente fino a 7 mesi dopo il parto. Legge n 903 del 09/12/1977 Parità di trattamento tra uomini e donne in materia di lavoro. In tale legge veniva sancito il divieto di lavoro notturno. D.Lgs. n 645 del 25/11/1996 Recepimento della direttiva 92/85/CEE concernente il miglioramento della sicurezza e della salute sul lavoro delle lavoratrici gestanti, puerpere o in periodo di allattamento. Legge n 53 del 08/03/2000 - Disposizioni per il sostegno della maternità e della paternità, per il diritto alla cura e alla formazione e per il coordinamento dei tempi delle città. Alma Mater Studiorum Università di Bologna 4

In data 27 aprile 2001 è entrato in vigore il Decreto Legislativo 26 marzo 2001 n. 151 Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità a norma dell articolo 15 della legge 8 marzo 2000 n. 53, che ha riunito in sé le disposizioni legislative vigenti in materia, fra le quali la legge 1204/71 e il D. Lgs 645/96, conseguentemente abrogati. 3. Altra documentazione di riferimento - Linee guida per l applicazione del D.Lgs. 151/01 Tutela della sicurezza e della salute delle lavoratrici madri, a cura dei SPSAL Az. USL Modena Gennaio 2004. - Linee guida per la sicurezza e la salute delle lavoratrici madri, a cura del Gruppo Tecnico di Coordinamento dei Servizi di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro della provincia di Bologna Maggio 2004. - Commissione delle comunità europee Comunicazione della Commissione sulle linee direttrici per la valutazione degli agenti chimici, fisici e biologici, nonché dei processi industriali ritenuti pericolosi per la sicurezza o la salute delle lavoratrici gestanti, puerpere o in periodo di allattamento (direttiva 92/85/CEE del Consiglio). 4. Compiti e responsabilità 4.1 Datore di lavoro/dirigente in collaborazione con il responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP) e con il medico competente (MC), consultato preventivamente il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS), identifica le mansioni/lavorazioni a rischio per le lavoratrici in gravidanza e in periodo di allattamento (a tal fine è possibile utilizzare gli schemi proposti nelle pagine successive); provvede ad integrare il documento di valutazione dei rischi (art. 28 D.Lgs. 81/08) con l analisi e l identificazione delle mansioni/lavorazioni a rischio; nel caso in cui nella struttura sia presente almeno una mansione a rischio, la ditta informa le lavoratrici in età fertile della necessità di segnalare lo stato di gravidanza non appena ne vengano a conoscenza; quando una lavoratrice informa del proprio stato di gravidanza il datore di lavoro questi verifica se l attività svolta rientra tra i lavori a rischio per la gravidanza (lavori vietati ai sensi dell art. 7 D. Lgs. 151/01 o presenza di rischi per le lavoratrici gestanti valutati ai sensi dell art.11 comma 1 del medesimo decreto), anche richiedendo eventualmente il parere del MC; nel caso di lavoro a rischio il datore di lavoro procede alle seguenti azioni: modifica le condizioni di lavoro ai fini della eliminazione del rischio; ovvero qualora ciò non sia possibile: procede allo spostamento della lavoratrice ad una mansione non a rischio. Se non vi è possibilità di spostamento ad altra mansione lo comunica alla Direzione Provinciale del Lavoro ed al Servizio di Prevenzione e Sicurezza degli Ambienti di Lavoro (SPSAL) competente per territorio, invitando la lavoratrice a presentarsi al Servizio suddetto per presentare la richiesta di astensione anticipata dal lavoro. Alma Mater Studiorum Università di Bologna 5

4.2 Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione Collabora con il datore di lavoro/dirigente per individuare all interno del ciclo produttivo le mansioni a rischio e le misure da attuare per non esporre le donne in stato di gravidanza o allattamento a tale rischio. 4.3 Lavoratrice gestante E importante che le lavoratrici comunichino tempestivamente lo stato di gravidanza al datore di lavoro/dirigente in modo che possano essere valutati con immediatezza i rischi specifici e la conseguente opportunità di essere spostate ad altre mansioni compatibili con la gestione e poi con il periodo di allattamento, fino a sette mesi dopo il parto. Tale comunicazione è obbligatoria per le lavoratrici esposte a radiazioni ionizzanti. 5. Astensione dal lavoro 5.1 Astensione obbligatoria L astensione obbligatoria ha una durata di cinque mesi, che possono essere così distribuiti: due mesi prima della data presunta del parto e tre mesi dopo la data del parto; un mese prima della data presunta del parto e quattro mesi dopo il parto (flessibilità dell astensione obbligatoria). Questa opzione può essere richiesta dalla lavoratrice nel settimo mese di gravidanza consegnando un certificato rilasciato dal ginecologo. Per le attività sottoposte a sorveglianza sanitaria il Medico competente dovrà attestare l assenza di controindicazioni lavorative. In caso di attività a rischio per l allattamento questo periodo è prolungato sino a sette mesi dopo il parto (prolungamento del periodo di astensione obbligatoria). La donna può inoltrare la domanda al datore di lavoro entro il terzo mese di vita del bambino. Il datore di lavoro, in caso di impossibilità di adibire la lavoratrice ad altra mansione, ne informa la Direzione Provinciale del Lavoro (DPL). 5.2 Astensione anticipata Interdizione per rischi connessi alla gestazione L interdizione dal lavoro può essere necessaria anche in assenza di fattori di rischio tali da richiedere l allontanamento, per esempio in caso di gravi complicanze della gravidanza. Interdizione per rischi connessi all attività lavorativa L interdizione dal lavoro avviene in questo caso se il datore di lavoro non è in grado di adibire la lavoratrice ad altra mansione. 6. Analisi dei principali fattori di rischio per la donna e per il bambino Nella tabella seguente sono riportati i principali fattori di rischio per la salute della lavoratrice madre e del bambino; per ognuno di essi vengono riportati i principali effetti su gravidanza e lattazione segnalati dalla letteratura scientifica e i riferimenti legislativi in base ai quali l esposizione allo specifico fattore di rischio è vietata durante la gravidanza ed eventualmente fino a sette mesi dopo il parto. Alma Mater Studiorum Università di Bologna 6

Si sottolinea che, al di là dei riferimenti legislativi specifici per i singoli fattori di rischio, l Organo di Vigilanza ha la facoltà di disporre l allontanamento delle lavoratrici madri da condizioni di lavoro o ambientali ritenute pregiudizievoli per la salute della donna o del bambino (art. 7 comma 4 D.Lgs. 151/01). L Organo di Vigilanza può ritenere inoltre che sussistano condizioni ambientali sfavorevoli anche quando vi siano pericoli di contagio derivanti alla lavoratrice dai contatti di lavoro con particolari strati di popolazione, specie in periodi di epidemia. Si ricorda infine che alcuni lavori si ritengono pregiudizievoli in relazione all avanzato stato di gravidanza pertanto sono vietati negli ultimi tre mesi di gestazione (art. 17 comma 1 D.Lgs. 151/01). Principali fattori di rischio Attività in postura eretta prolungata Posture incongrue Principali effetti su gestazione e lattazione Aspetti ergonomici Mutamenti fisiologici in corso di gravidanza (maggior volume sanguigno e aumento delle pulsazioni cardiache, dilatazione generale dei vasi sanguigni e possibile compressione delle vene addominali o pelviche) favoriscono la congestione periferica durante la postura eretta. La compressione delle vene può ridurre il ritorno venoso con conseguente accelerazione compensativa del battito cardiaco materno e il manifestarsi di contrazioni uterine. Se la compensazione è insufficiente ne possono derivare vertigini e perdita di coscienza. Periodi prolungati in piedi durante la giornata lavorativa determinano per le donne un maggior rischio di parto prematuro. E' potenzialmente pericoloso lavorare in posti di lavoro ristretti o in postazioni non sufficientemente adattabili per tenere conto del crescente volume addominale, in particolare nelle ultime fasi della gravidanza. Ciò può determinare stiramenti o strappi muscolari. La destrezza, l'agilità, il coordinamento, la velocità dei movimenti e l'equilibrio possono essere anch'essi limitati e ne può derivare un rischio accresciuto d'infortunio. Legislazione italiana di riferimento e relativi provvedimenti D.Lgs 151/01 art.7 all.a lett.g (lavori che comportano una stazione in piedi per più di metà dell'orario di lavoro) DIVIETO IN GRAVIDANZA D.Lgs 151/01 art. 7 all. A lett G (lavori che obbligano ad una postazione particolarmente affaticante). DIVIETO IN GRAVIDANZA Lavoro in postazioni elevate (scale, piattaforme, impalcature) E' potenzialmente pericoloso per le lavoratrici gestanti lavorare in postazioni sopraelevate per esempio scale, piattaforme, per il rischio di D.Lgs 151/01 art.7 all.a lett.e DIVIETO IN GRAVIDANZA Alma Mater Studiorum Università di Bologna 7

cadute dall alto. Lavori con macchina mossa a pedale, quando il ritmo sia frequente o esiga sforzo Lavoro notturno Movimentazione manuale dei carichi Lavori su mezzi in movimento Le attività fisiche particolarmente affaticanti sono considerate tra le cause di aborti spontanei. E' importante assicurare che il volume e il ritmo dell'attività non siano eccessivi e, dove possibile, le lavoratrici abbiano un certo controllo del modo in cui il lavoro è organizzato. Il lavoro notturno può avere ripercussioni sulla salute delle lavoratrici gestanti, puerpere o in periodo di allattamento. L'affaticamento mentale e psichico, aumenta durante la gravidanza e nel periodo post-natale a causa dei diversi cambiamenti, fisiologici e non, che intervengono. La movimentazione manuale dei carichi pesanti è ritenuta pericolosa in gravidanza in quanto può determinare lesioni al feto e un parto prematuro. Con il progredire della gravidanza la lavoratrice è esposta ad un maggior rischio di lesioni causato dal rilassamento ormonale dei legamenti e dai problemi posturali ingenerati dalla gravidanza. L'esposizione a vibrazioni a bassa frequenza, come accade per uso di mezzi in movimento, può accrescere il rischio di aborti spontanei. Il lavoro a bordo di veicoli può essere di pregiudizio per la gravidanza soprattutto per il rischio di microtraumi, scuotimenti, colpi, oppure urti, sobbalzi o traumi che interessino l'addome. Agenti fisici D.Lgs. 151/01 art. 7 all. A lett. H D.Lgs. 151/01 art. 7 all. A lett. A (lavori vietati ai minori ai sensi dei DD.lgss. 345/99 e 262/00) DIVIETO IN GRAVIDANZA D.Lgs. 151/01 art. 53 comma 1 (è vietato adibire la donna al lavoro dalle ore 24 alle ore 6, dall'accertamento dello stato di gravidanza fino al compimento di un anno di età del bambino) D.Lgs. 532/99 (Disposizioni in materia di lavoro notturno) DIVIETO IN GRAVIDANZA E FINO A UN ANNO DI VITA DEL BAMBINO D.Lgs 151/01 art.7 all.a lett.f (lavori di manovalanza pesante ) D.Lgs 151/01 art 11 all.c lett.a,1,b (rischio da movimentazione manuale di carichi pesanti evidenziato dalla valutazione dei rischi) DIVIETO IN GRAVIDANZA D.Lgs. 151/01 art. 7 all. A lett. O DIVIETO IN GRAVIDANZA Rumore L'esposizione prolungata a rumori forti può determinare un aumento della pressione sanguigna e un senso di stanchezza; si ipotizza una vasocostrizione arteriolare che potrebbe essere responsabile di una diminuzione del flusso placentare. Evidenze sperimentali suggeriscono che una esposizione prolungata del D.Lgs 151/01 art 11 all.c lett.a,1,c D.Lgs 151/01 art.7 all.a lett. A (lavori vietati ai minori ai sensi dei DD.lgss. 345/99 e 262/00) D.Lgs 151/01 art.7 all.a lett.c (malattie professionali) Alma Mater Studiorum Università di Bologna 8

Colpi, vibrazioni Sollecitazioni termiche Radiazioni ionizzanti nascituro a rumori forti durante la gravidanza può avere un effetto sulle sue capacità uditive dopo la nascita. Un'esposizione di lungo periodo a vibrazioni che interessano il corpo intero può accrescere il rischio di parto prematuro o di neonati sotto peso. Durante la gravidanza le donne sopportano meno il calore ed è più facile che svengano o risentano dello stress da calore. L'esposizione a calore può avere esiti nocivi sulla gravidanza. Il lavoro a temperature molto fredde può essere pregiudizievole per la salute per gestanti, nascituro e puerpere. I rischi aumentano in caso di esposizione a sbalzi improvvisi di temperatura. Una esposizione a radiazioni ionizzanti comporta dei rischi per il nascituro. Sostanze contaminanti radioattive inalate o digerite dalla madre possono passare attraverso la placenta al nascituro e, attraverso il latte, al neonato. In particolare il contatto cutaneo con liquidi o polveri radioattivi può determinare un esposizione del bambino. DIVIETO IN GRAVIDANZA (per esposizioni maggiori di 80 dba LEP) DIVIETO FINO A SETTE MESI DOPO IL PARTO (per esposizioni maggiori di 90 dba LEP) D.Lgs. 151/01 art. 7 all. A lett. I (lavori con macchine scuotenti o con utensili che trasmettono intense vibrazioni) DIVIETO IN GRAVIDANZA D.Lgs. 151 art.7 All. A lett. B (Lavori che impiegano utensili vibranti ad aria compressa o ad asse flessibile soggetti all obbligo di sorveglianza sanitaria) DIVIETO IN GRAVIDANZA E FINO A SETTE MESI DOPO IL PARTO D.Lgs. 151/01 art 7 All. A lettera A (celle frigorifere) D.Lgs. 151/01 art 11 all.c lett.a,1,f (esposizione a sollecitazioni termiche rilevanti evidenziata dalla valutazione dei rischi) DIVIETO IN GRAVIDANZA DIVIETO FINO A SETTE MESI DOPO IL PARTO PER ESPOSIZIONI A TEMP. MOLTO BASSE (es. lavori nelle celle frigo) D.Lgs 151/01 art.8 D.Lgs 151/01 art 7 all.a lett.d (lavori che espongono a radiazioni ionizzanti vietati durante la gestazione e fino a sette mesi dopo il parto) D.Lgs 151/01 art 7 all.a lett.c (malattie professionali) D.Lgs 151/01 art.7 all.a lett.b (rischi per i quali vige l'obbligo delle visite mediche preventive e periodiche) DIVIETO IN GRAVIDANZA E FINO A Alma Mater Studiorum Università di Bologna 9

SETTE MESI DOPO IL PARTO Radiazioni non ionizzanti (RNI) Agenti biologici dei gruppi di rischio 2, 3, 4 Al momento attuale non esistono dati certi sugli effetti provocati dalle radiazioni non ionizzanti sulla gravidanza o sulla lattazione. Non si può escludere che esposizioni a campi elettromagnetici intensi, come ad esempio quelli associati a fisioterapie (marconiterapia, radarterapia) o alla saldatura a radiofrequenza delle materie plastiche, possano determinare un rischio accresciuto per il nascituro. Sulla base degli studi epidemiologici effettuati, il lavoro al videoterminale non espone a RNI in grado di interferire con la normale evoluzione della gravidanza. Agenti biologici Molti agenti biologici appartenenti ai gruppi di rischio 2,3,4 possono interessare il nascituro in caso di infezione della madre durante la gravidanza. Essi possono giungere al bambino per via placentare oppure durante e dopo il parto, in caso di allattamento o a seguito dello stretto contatto fisico tra madre e bambino. Agenti che possono infettare il bambino in uno di questi modi sono ad esempio i virus dell'epatite B, C, rosolia, l HIV, il bacillo della tubercolosi, quello della sifilide, la salmonella del tifo e il toxoplasma. In particolare possono essere esposte determinate categorie di lavoratori (es. sanità, veterinaria). Agenti chimici D.Lgs 151/01 art.7 all.a lett.c (malattie professionali di cui all.4 al decreto 1124/65 e successive modifiche) D.Lgs 151/01 art 11 all.c lett.a,1,e (rischio da radiazioni non ionizzanti evidenziato dalla valutazione dei rischi) DIVIETO IN GRAVIDANZA Per esposizioni superiori a quelle ammesse per la popolazione generale* *Rif. Leg. DM 10/09/1998 n. 381 Livelli di riferimento ICNIRP D.Lgs 151/01 art 7 all.a lett.a (lavori vietati ai minori ai sensi deidd.lgss. 345/99 e 262/00) D.Lgs 151/01 art.7 all.a lett B ( rischi per i quali vige l'obbligo delle visite mediche preventive e periodiche) D.Lgs 151/01 art 7 all. B lett. A punto 1 lett b (per virus rosolia e toxoplasma in assenza di comprovata immunizzazione) D.Lgs 151/01 art 11 all.c lett.a,2 (rischio di esposizione ad agenti biologici evidenziato dalla valutazione dei rischi) DIVIETO IN GRAVIDANZA E FINO A SETTE MESI DOPO IL PARTO Sostanze o preparati classificati come pericolosi (tossici, nocivi, corrosivi, irritanti) L'effettivo rischio per la salute costituito dalle singole sostanze può essere determinato esclusivamente a seguito di una valutazione del rischio. Una esposizione occupazionale prevede spesso la presenza di una combinazione di più sostanze, e in questi casi non è sempre possibile conoscere le D.Lgs 151/01 art.7 all.a lett.a (lavori vietati ai minori ai sensi dei DD.lgss. 345/99 e 262/00) D.Lgs 151/01 art.7 all.a lett.c (malattie professionali) D.Lgs 151/01 art 11 all.c lett,a Alma Mater Studiorum Università di Bologna 10

Piombo e derivati che possono essere assorbiti dall organismo umano conseguenze delle interazioni fra le diverse sostanze ed i possibili effetti sinergici che le associazioni chimiche possono produrre. Alcuni agenti chimici possono penetrare attraverso la pelle integra ed essere assorbiti dal corpo con ripercussioni negative sulla salute. Molte sostanze possono passare dal latte materno al bambino. Molti studi hanno evidenziato il verificarsi di aborti spontanei correlati ad una esposizione occupazionale a numerose sostanze, tra cui solventi organici, gas anestetici e farmaci antiblastici, anche per bassi livelli di esposizione. Vi sono forti evidenze che l'esposizione al piombo, sia del nascituro che del neonato, determini problemi nello sviluppo, danno del sistema nervoso e degli organi emopoietici. Le donne, i neonati e i bambini in tenera età sono maggiormente sensibili al piombo rispetto agli adulti maschi. Il piombo passa dal sangue al latte. punto 3 lett. a,b,c,d,e,f, e lett B (esposizione ad agenti chimici pericolosi evidenziata dalla valutazione dei rischi) DIVIETO IN GRAVIDANZA E FINO A SETTE MESI DOPO IL PARTO Può essere consentito l uso di sostanze o preparati classificati esclusivamente irritanti per la pelle e con frase di rischio può provocare sensibilizzazione per contatto con la pelle (R43), a condizione che il rischio sia evitabile con l uso dei DPI D.Lgs 151/01 art.7 all.a lett.a (lavori vietati ai minori ai sensi dei DD.lgss. 345/99 e 262/00) D.Lgs 151/01 art.7 all.a lett.c (malattie professionali) D.Lgs 151/01 art 7 all.b lett. A numero 1 lett.c e lett. B numero 1 lett.a ( allegato 2 DL 645/96) DIVIETO IN GRAVIDANZA E FINO A SETTE MESI DOPO IL PARTO 6.1 Lavori gravosi o pregiudizievoli che richiedono l applicazione dell art. 17 comma 1 del D.Lgs. 151/01 L art. 17 comma 1 del D.Lgs. 81/08 prevede che qualora le lavoratrici siano occupate in lavori che, in relazione all avanzato stato di gravidanza, siano da ritenersi gravosi o pregiudizievoli, il divieto di lavoro può essere anticipato a tre mesi dalla data presunta del parto. In assenza dei decreti applicativi che avrebbero dovuto chiarire quali fossero i lavori da ritenersi gravosi o pregiudizievoli le Linee Guida emanate dalla ASL di Bologna indicano: pendolarismi videoterminalisti, così come definiti dal D.Lgs. 81/08, senza possibilità di ridurre i tempi di utilizzo del VDT, postazione di lavoro fissa per almeno 2/3 dell orario di lavoro, postazione di lavoro angusta. Pendolarismo Il viaggio tra il luogo di lavoro e l abituale residenza non viene contemplato dalla legislazione, ma viene comunque citato come fattore di rischio nelle Linee Direttrici UE. Infatti alla voce spostamenti all interno o all esterno del luogo di lavoro troviamo la seguente descrizione: Gli spostamenti durante il lavoro e da e verso il luogo di lavoro possono essere problematici per le donne gestanti e comportare rischi, tra cui fatica, vibrazioni, stress, posture Alma Mater Studiorum Università di Bologna 11

statiche, disagi e infortuni. Tali rischi possono avere effetti significativi sulla salute delle lavoratrici gestanti e puerpere. Si ritiene pertanto opportuno, nell analisi del rischio per stabilire il periodo di astensione obbligatoria effettuare una valutazione caso per caso considerando i seguenti elementi: a) distanza (indicativamente otre 100 Km complessivi tra andata e ritorno) b) tempo di percorrenza (indicativamente oltre 2 ore complessive tra andata e ritorno) c) numero e tipo di mezzi di trasporto utilizzati (impiego di 2 o più mezzi) d) caratteristiche del percorso (strade di montagna, condizioni meteorologiche sfavorevoli, ecc. ) In linea di massima, si applica il seguente criterio: - un mese anticipato se presente solo il requisito della distanza o il tempo di percorrenza; - tutto il periodo del pre-parto se presenti almeno due degli elementi su indicati. 7. Valutazione dei rischi per la sicurezza delle lavoratrici gestanti o in periodo di allattamento In capo al datore di lavoro/dirigente ricade l obbligo di valutare i rischi per la sicurezza e la salute delle lavoratrici gestanti o in periodo di allattamento così come previsto dagli artt. 11 e 12 del D.Lgs. 151/01. Come precisato dalla Circolare del Ministero del Lavoro Prot. 3328 del 16/12/2002 detta valutazione preventiva consente al datore di lavoro di informare le lavoratrici, prima ancora che sopraggiunga una gravidanza, dei rischi esistenti nella struttura, delle misure di prevenzione e protezione che egli ritiene di dover adottare in tal caso e, quindi, dell importanza che le dipendenti gli comunichino tempestivamente il proprio stato, in modo che possano essere valutati con immediatezza i rischi specifici e adottate le conseguenti misure di tutela. 7.1 Criteri La valutazione dei rischi comprende tre fasi: 1. Identificazione delle categorie delle lavoratrici (gestanti, puerpere, in periodo di allattamento) e delle mansioni a cui sono adibite. 2. Identificazione dei fattori di rischio (agenti fisici, chimici e biologici; attività svolte; movimenti e posture; fatica psicofisica, ecc.). Una volta identificati i rischi si stabilirà se essi rientrano tra quelli considerati pregiudizievoli per la salute della donna e del bambino. Se tali rischi sono compresi nell Allegato A e B del D.Lgs. 151/01, rientrano tra quelli vietati; se compresi nell allegato C del D.Lgs. 151/01 devono essere oggetto di una valutazione quali-quantitativa. 3. Individuazione delle misure di prevenzione e protezione da adottare (diversa organizzazione del lavoro, modifiche dell orario di lavoro, cambiamento temporaneo della mansione) se dalla valutazione emergono situazioni di rischio. In caso di spostamento della lavoratrice ad altra mansione non a rischio il datore di lavoro ne dà comunicazione scritta alla Direzione Provinciale del Lavoro (DPL) mediante il modello 1. Qualora i provvedimenti non siano sufficienti per garantire la sicurezza e la salute della lavoratrice gestante o in allattamento tale lavoratrice dovrà essere allontanata e il datore di lavoro ne deve dare contestuale comunicazione Alma Mater Studiorum Università di Bologna 12

scritta alla DPL al fine di ottenere il provvedimento autorizzativo di astensione per rischio lavorativo, mediante il modello 2. 7.2 Percorso per la valutazione dei rischi e l adozione delle misure di tutela Il datore di lavoro valuta i rischi per la gravidanza e l allattamento Per l Ateneo tale compito sarà assolto dai dirigenti delle strutture Individua i lavori vietati di cui agli allegati A e B del D.Lgs. 151/01 Individua i lavori che richiedono una valutazione qualiquantitativa di cui all allegato C Tale individuazione se non compresa già nel presente documento (tabella 7.3) avverrà in collaborazione con il SPP e il MC I lavori sono di pregiudizio I lavori non sono di pregiudizio C è possibilità di spostamento Non c è possibilità di spostamento Non esistono rischi per la gravidanza e l allattamento Nel caso si presentino dei dubbi sulla idoneità dello spostamento il dirigente potrà contattare il SPP e il MC Il datore di lavoro colloca la lavoratrice a mansione idonea e invia comunicazione alla DPL Il datore di lavoro allontana la lavoratrice e invia comunicazione alla DPL e alla ASL La DPL emette il provvedimento di astensione previo accertamento della ASL Alma Mater Studiorum Università di Bologna 13

7.3 Situazione specifica per la struttura Contenuto mansione e fonte di rischio Fattori di rischio Riferimenti legislativi Periodo di riferimento Misure di tutela Lavoro al videoterminale per almeno 20 ore settimanali Postura assisa fissa Lavoro al videoterminale per almeno 20 ore settimanali Postura assisa fissa Lavoro al videoterminale per almeno 20 ore settimanali Postura assisa fissa Utilizzo scale a mano Amministrativa videoterminalista Ergonomici e posturali D.Lgs. 151/01 art. 17 comma 1 Divieto anticipato a tre mesi dalla data presunta del parto previa valutazione del medico competente Tecnico videoterminalista Ergonomici e posturali D.Lgs. 151/01 art. 17 comma 1 Divieto anticipato a tre mesi dalla data presunta del parto previa valutazione del medico competente Bibliotecaria Ergonomici e posturali D.Lgs. 151/01 art. 17 comma 1 lettera E Divieto anticipato a tre mesi dalla data presunta del parto previa valutazione del medico competente Possibilità di modificare la postura e di pause di riposo Possibilità di modificare la postura e di pause di riposo Divieto di salire su scale a mano per tutto il periodo della gravidanza. Possibilità di modificare la postura e di pause di riposo Docente/Ricercatore/Tecnico/Studente in Laboratorio Chimico Manipolazione di sostanze o preparati classificati come tossici (T), molto tossici (T+), corrosivi (C), esplosivi (E), estremamente infiammabili (F+), nocivi (Xn). Manipolazione sostanze con frasi di rischio R39, R40, R42, R43, R48, R60, R61, R47 Manipolazione di sostanze Rischio di esposizione ad agenti chimici. Postura eretta Movimentazione carichi D.Lgs. 151/01 art. 7 comma 1 lettera A C, lettera A Alma Mater Studiorum Università di Bologna 14 sette mesi dopo il parto Divieto di lavoro in laboratorio e di accesso allo stesso. Divieto di movimentazione carichi. Attività lavorativa permessa in locale non comunicante con il laboratorio. Attività permessa: ricerca bibliografica, preparazione lezioni,

cancerogene o mutagene, frasi di rischio R45, R46, R49. Movimentazione bombole di gas compressi e taniche di solventi Uso deliberato di agenti biologici dei gruppi di rischio 2, 3 e 4. Manipolazione di materiale potenzialmente contaminato da agenti biologici classificati Uso di organismi geneticamente modificati Analista di laboratorio Docente/Ricercatrice/Tecnica/Studentessa in Laboratorio Biologico Rischio di esposizione ad agenti biologici. Postura eretta Movimentazione carichi Rischio di esposizione ad agenti biologici Rischio di esposizione ad agenti chimici Stazione eretta Posture incongrue D.Lgs. 151/01 art. 7 comma 1 lettera B lettera C D.Lgs. 151/01 art. 7 allegato B, lettera A punto 1 lett. b C, lettera A, 2 Lavoratrice in ambito sanitario D.Lgs. 151/01 art. 7 comma 1 lettera B lettera C D.Lgs. 151/01 art. 7 allegato B, lettera A punto 1 lett. b C, lettera A, 2 lettera A C, lettera A Alma Mater Studiorum Università di Bologna 15 sette mesi dopo il parto sette mesi dopo il parto scrittura al VDT di articoli, lezioni, dispense, riordino documentazione, gestione acquisti. Possibilità di modificare la postura e di pause di riposo Divieto di lavoro in laboratorio e di accesso allo stesso. Divieto di movimentazione carichi. Attività lavorativa permessa in locale non comunicante con il laboratorio. Attività permessa: ricerca bibliografica, preparazione lezioni, scrittura al VDT di articoli, lezioni, dispense, riordino documentazione, gestione acquisti. Possibilità di modificare la postura e di pause di riposo Divieto di lavoro in laboratorio e di accesso allo stesso. Divieto di movimentazione carichi. Attività lavorativa permessa in locale non comunicante con il laboratorio. Attività permessa: ricerca bibliografica, preparazione lezioni, scrittura al VDT di articoli, lezioni, dispense, riordino documentazione, gestione acquisti. Possibilità di modificare la

Medico anatomopatologo ed assistente nelle sale autoptiche Manipolazione di materiale potenzialmente contaminato da agenti biologici classificati. Utilizzo di formaldeide e glutaraldeide Psichiatra Medico dentista: estrazioni, interventi chirurgici detartrasi otturazioni, ricostruzioni preparazione amalgama Esecuzione e sviluppo lastre Assistenza al medico dentista: estrazioni, interventi chirurgici detartrasi Rischio di esposizione ad agenti biologici Rischio di esposizione ad agenti chimici Stazione eretta Posture incongrue Contatto con pazienti psichiatrici Rischio di esposizione ad agenti biologici Rischio di esposizione ad agenti chimici Stazione eretta Posture incongrue Radiazioni ionizzanti Rischio di esposizione ad agenti biologici Rischio di esposizione ad agenti chimici D.Lgs. 151/01 art. 7 comma 1 lettera B lettera C D.Lgs. 151/01 art. 7 allegato B, lettera A punto 1 lett. b C, lettera A, 2 lettera A C, lettera A D.Lgs. 151/01 art. 7 comma 1 lettera B lettera C D.Lgs. 151/01 art. 7 allegato B, lettera A punto 1 lett. b C, lettera A, 2 lettera A C, lettera A D.Lgs. 151/01 art. 7 comma 1 lettera B Alma Mater Studiorum Università di Bologna 16 sette mesi dopo il parto sette mesi dopo il parto sette mesi dopo il parto sette mesi dopo il parto postura e di pause di riposo Divieto di lavoro in sala autoptica. Attività permessa: ricerca bibliografica, preparazione lezioni, scrittura al VDT di articoli, lezioni, dispense, riordino documentazione, gestione acquisti. Possibilità di modificare la postura e di pause di riposo Divieto di contatto con pazienti psichiatrici. Attività permessa: ricerca bibliografica, preparazione lezioni, scrittura al VDT di articoli, lezioni, dispense, riordino documentazione. Possibilità di modificare la postura e di pause di riposo Divieto di lavoro in ambulatorio dentistico. Attività permessa: ricerca bibliografica, preparazione lezioni, scrittura al VDT di articoli, lezioni, dispense, riordino documentazione. Possibilità di modificare la postura e di pause di riposo Divieto di lavoro in ambulatorio dentistico. Attività permessa:

otturazioni, ricostruzioni preparazione amalgama Lavaggio disinfezione Sterilizzazione strumentario, superfici e attrezzature Esecuzione e sviluppo lastre Preparazione terreno Preparazione miscele di prodotti fitosanitari Stazione eretta Posture incongrue Radiazioni ionizzanti Prodotti fitosanitari-concimi Movimentazione carichi Vibrazioni da macchine agricole lettera C D.Lgs. 151/01 art. 7 allegato B, lettera A punto 1 lett. b C, lettera A, 2 lettera A C, lettera A Lavoratrice in campo agricolo D.Lgs. 151/01 art. 7 comma 1 lettera A C, lettera A lettera F C, lettera A, 1, b lettera I lettera B Fitosanitari: sette mesi dopo il parto. Movimentazioni: Divieto in gravidanza Vibrazioni: Divieto in gravidanza (lavori con macchine scuotenti o con utensili che trasmettono intense vibrazioni) sette mesi dopo il parto (Lavori che impiegano utensili vibranti ad aria compressa o ad asse flessibile soggetti all obbligo di sorveglianza sanitaria) Addette macchine agricole Stazione eretta prolungata Rumore Vibrazioni D.Lgs 151/01 art 11 all.c lett.a,1,c D.Lgs 151/01 art.7 all.a lett. A (lavori vietati ai minori ai sensi dei DD.lgss. 345/99 e 262/00) D.Lgs 151/01 art.7 all.a lett.c (malattie professionali) D.Lgs. 151/01 art. 7 all. A lett. I Divieto in gravidanza Rumore: Divieto in gravidanza. (per esposizioni maggiori di 80 dba LEP) sette mesi dopo il parto. (per esposizioni maggiori di 90 dba LEP) Vibrazioni: Divieto in gravidanza (lavori con macchine scuotenti o con utensili che trasmettono intense Alma Mater Studiorum Università di Bologna 17

Allevamento animali Stazione eretta prolungata Zoonosi D.Lgs. 151 art.7 All. A lett. B D.Lgs. 151/01 art. 7 comma 1 lettera A lettera C D.Lgs 151/01 art 11 all.c lett.a,1,c vibrazioni) sette mesi dopo il parto (Lavori che impiegano utensili vibranti ad aria compressa o ad asse flessibile soggetti all obbligo di sorveglianza sanitaria) Divieto in gravidanza. sette mesi dopo il parto. Lavoratrice in campo veterinario Allevamento animali Gestione stabulari Stazione eretta prolungata Zoonosi Stazione eretta prolungata Zoonosi Movimentazione carichi Urti e cadute D.Lgs 151/01 art 11 all.c lett.a,1,c D.Lgs 151/01 art 11 all.c lett.a,1,c Divieto in gravidanza. sette mesi dopo il parto. Divieto in gravidanza. sette mesi dopo il parto. Sale operatorie Stazione eretta prolungata Posture incongrue Gas anestetici Radiazioni ionizzanti Rischio biologico D.Lgs. 151/01 art. 7 comma 1 lettera B lettera C D.Lgs. 151/01 art. 7 allegato B, lettera A punto 1 lett. b C, lettera A, 2 lettera A C, lettera A sette mesi dopo il parto. Divieto di lavoro in sala operatoria. Attività permessa: ricerca bibliografica, preparazione lezioni, scrittura al VDT di articoli, lezioni, dispense, riordino documentazione, gestione acquisti. Possibilità di modificare la postura e di pause di riposo Sono riportati alcuni esempi la tabella deve essere adattata alla struttura si accettano suggerimenti Alma Mater Studiorum Università di Bologna 18

8. Modulistica Mod. 1 Mod. 2 Mod. 3 Mod. 4 Istanza di maternità anticipata da inviare da parte della lavoratrice alla Direzione provinciale del lavoro di Bologna oppure presso la Azienda USL competente per territorio. Qualora la lavoratrice presenti gravi complicanze della gestazione che richiedono, a giudizio del ginecologo, l astensione obbligatoria dal lavoro per gravidanza a rischio, deve presentare la richiesta solo alla Direzione Provinciale del Lavoro. Comunicazione cambiamento condizioni di lavoro, orario di lavoro Comunicazione cambiamento di mansione Comunicazione impossibilità di effettuare un cambio mansione 9. Conclusioni Il presente documento di valutazione dei rischi: è stato redatto ai sensi del D.Lgs. 151/01; è soggetto ad aggiornamento periodico ove si verificano significativi mutamenti che potrebbero averlo reso superato. La valutazione dei rischi è stata condotta dal Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione con la collaborazione del Medico Competente, per quanto di sua competenza ed il coinvolgimento del Rappresentante di Lavoratori per la Sicurezza. Alma Mater Studiorum Università di Bologna 19

Mod. 1 DIREZIONE PROVINCIALE DEL LAVORO DI BOLOGNA VIALE MASINI N. 12 40126 BOLOGNA BO La sottoscritta nata a il / / residente in C.A.P. via Tel. / U.S.L. Addetta a nel reparto presso la Ditta esercente con sede in via Tel. / C H I E D E ai sensi e per gli effetti dell art. 17 del D. Lgs. 151/01, sulla tutela delle lavoratrici madri, di essere autorizzata ad assentarsi dal lavoro, prima della data del periodo di interdizione obbligatoria dal lavoro pre-parto, per uno dei seguenti motivi: Art. 17 comma 2 lett. A): gravi complicanze della gestazione o di preesistenti forme morbose che si presume possano essere aggravate dallo stato di gravidanza di cui all allegata certificazione sanitaria, rilasciata in data / / per il periodo dal / / al / / ; Art. 17 comma 2 lett. B): condizioni di lavoro o ambientali pregiudizievoli alla salute della donna e del bambino Dal / / al / / ; Specificare dettagliatamente i lavori faticosi ed insalubri a cui è adibita la lavoratrice: La sottoscritta dichiara di essere al mese di gravidanza con data presumibile del parto il., / / Firma dell interessata Allega la seguente documentazione: n. certificato medico. Alma Mater Studiorum Università di Bologna 20

Mod. 2 (su carta intestata della struttura) Alla Sig.ra Il sottoscritto in qualità di Direttore della Struttura con sede in Via ricevuto comunicazione dalla lavoratrice operante nella suddetta struttura in qualità di in merito al proprio stato di gestante, DISPONE Per la suddetta lavoratrice, un cambiamento delle condizioni di lavoro poiché comportanti rischi di tipo: In accordo con il Medico Competente Dott. e con la suddetta lavoratrice, i seguenti provvedimenti: Verranno quindi introdotti sul luogo di lavoro i seguenti presidi: La lavoratrice suddetta potrà effettuare adeguate pause fisiologiche di minuti ogni ore di lavoro. FA OBBLIGO Alla suddetta lavoratrice di non effettuare operazioni che comportino movimentazione di carichi o esposizione ad agenti fisici, chimici e biologici come illustrato nel documento di tutela delle lavoratrici madri redatto ai sensi del D.Lgs. 151/01. Data Timbro Firma Firma per accettazione Alma Mater Studiorum Università di Bologna 21

Mod. 3 (su carta intestata della struttura) DIREZIONE PROVINCIALE DEL LAVORO DI BOLOGNA VIALE MASINI N. 12 40126 BOLOGNA BO Alla Sig.ra Il sottoscritto in qualità di Direttore della Struttura con sede in Via ricevuto comunicazione dalla lavoratrice operante nella suddetta struttura in qualità di in merito al proprio stato di gestante, DISPONE Per la suddetta lavoratrice, un cambiamento della mansione svolta poiché comportante rischi di tipo: Affidandole la mansione di che non comporta i rischi succitati. Inoltre FA OBBLIGO Alla suddetta lavoratrice di non effettuare operazioni che comportino movimentazione di carichi o esposizione ad agenti fisici, chimici e biologici come illustrato nel documento di tutela delle lavoratrici madri redatto ai sensi del D.Lgs. 151/01. Data Timbro Firma Firma per accettazione Alma Mater Studiorum Università di Bologna 22

Mod. 4 (su carta intestata della struttura) Alla Direzione Provinciale del Lavoro Servizio Ispezione del Lavoro Viale Masini 12 40126 Bologna e p.c. Azienda USL SPSAL Via Data Oggetto: Decreto 26 marzo 2001 n. 151 art. 12 comma 2 Con la presente si comunica che la lavoratrice, Sig.ra nata il residente in Via Tel. dipendente di questa azienda con contratto a tempo indeterminato/a termine con scadenza il si trova: in stato di gravidanza con data presunta del parto ; in stato di allattamento con data del parto ; La lavoratrice svolge la mansione di comportante i seguenti rischi: e non può essere adibita a mansioni diverse da quelle svolte o che non abbiano caratteristiche vietate. Si richiede pertanto il rilascio del provvedimento di interdizione dal lavoro a partire dal, data di allontanamento della lavoratrice, sino al periodo di astensione obbligatoria/sino a 7 mesi dopo il parto. Si allega il certificato ginecologico presentato dalla lavoratrice Timbro e firma dell Azienda Alma Mater Studiorum Università di Bologna 23