Il distretto del dolce a Cremona

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la produzione/commercializzazione al dettaglio o prevalente al dettaglio o (produzione/commercializzazione annua al dettaglio superiore al 50%)

Transcript:

Agricoltura e alimentazione: Biodiversità, cultura, ambiente, innovazione, sicurezza Il distretto del dolce a Cremona IIS Jannello Torriani 3, Febbraio 2015 Stefano Gonano

L industria alimentare Dopo anni di flessione si arresta la caduta dei consumi alimentari degli italiani, nel 2014 (-0,1%). Segno positivo per la produzione (+0,6%). Cresce, a velocità ridotta rispetto al passato, anche l export (+3,1%). L industria alimentare italiana, con un fatturato di 132 miliardi, oltre 58mila imprese, 385mila addetti diretti è il secondo comparto del manifatturiero. Sg 2

I FATTURATI DEI COMPARTI ALIMENTARE 2013 389-1,5 700 0,3 700 7,7 900-3,5 975-7,1 1.025-2,4 1.030-2,8 1.480 0 1.830-1,1 2.400 4,3 2.700-1,8 3.100 2,6 3.250 1,6 3.601-0,5 4.000-4,8 4.050-4,9 4.642 0,8 5.200 4,5 5.750 0 5.850-0,8 7.350-5 7.944-0,6 10.120 0,4 13.382 2,4 14.900 0 24.732 10 Sostituti del pane Zucchero Pane industriale Alcoli e acquaviti Succhi di frutta/elab. Preparati 4a gamma freschi e prod. liofilizzati Riso Ittici Bevande gassate Acque minerali Birra Caffè Infanzia, dietetici e integratori alimentari Molitorio Olio di oliva e di semi Surgelati Pasta Conserve vegetali (*) Avicolo Carni bovine Alimentazione animale Salumi Vino Dolciario Lattiero Caseario Varie Complessivamente 132 miliardi di Euro +1,5% 0 5.000 10.000 15.000 20.000 25.000 30.000 Sg 3

Andamento della produzione dolciaria, milioni di euro Sg 4

Il segmento dei prodotti da forno risulta quello più popolato di aziende Il segmento cioccolato, dolci e gelati cresce meno, è più concentrato con un ruolo marginale delle PMI Sg 5

Il dolciario a Cremona Le società di capitale operanti nel territorio fatturano circa 600 milioni di ; 2.300 mln è quello dell industria alimentare calcolato su un campione ridotto dal CERSI. Circa 30 mio emergono da un campione di piccole imprese soggette a studi di settore estratto da SOSE. Stimiamo in circa altri 70 mio il fatturato da parte di altre imprese. Circa 250 imprese e oltre 2.000 occupati. Le esportazioni rappresentano il 20% del giro d affari. Sg 6

Le strategie Un mercato così caratterizzato richiede alle imprese una forte capacità di interpretazione e di azione sul mercato. Per questo molte imprese italiane e cremonesi, si sono orientate verso la fascia premium del mercato, prodotti speciali. Le lavorazioni artigianali, o semi artigianali coprono ampi segmenti di mercato. Lo sbocco avviene attraverso il dettaglio specializzato, la distribuzione moderna, senza trascurare la possibilità del contoterzismo per le marche private che anche in questo comparto si stanno fortemente sviluppando, diversificando e ampliando. Sg 7

Il dilemma dell industria «l industria alimentare americana si fermerà sempre di fronte a questo fastidioso limite biologico (nel gergo agroalimentare si parla di stomaco fisso e di domanda anelastica); pur con tutti gli sforzi ognuno di noi non riesce a mangiare più di settecento Kg di cibo all anno.a differenza di altri prodotti dove questo limite non esiste (Il dilemma dell onnivoro, M. Pollan) Allora per superare questo limite ci sono solo due strade: Far pagare più caro quei settecento chili Far mangiare di più le persone L industria le sta perseguendo entrambe Sg 8

Far mangiare di più le persone Sg 9

Far pagare più caro ma I consumi alimentari totali nel 2013 calano a 207 Mld -4% Le famiglie povere sono quasi il 13%, quasi il 20% a rischio di povertà La struttura distributiva con i migliori tassi di crescita sono i discount Sg 10

I nuovi paradigmi del consumatore risparmio, sobrietà, equilibrio, benessere La novità importante nei consumi è la riduzione delle quantità acquistate di prodotti alimentari, degli sprechi del superfluo. Le risorse così recuperate vengono indirizzate per tutelare/incrementare quei consumi che permettono di risolvere i problemi della vita quotidiana e aumentano il benessere della famiglia. Sg 11

I nuovi paradigmi del consumatore Il minor spreco consente di dedicare parte del risparmio per comperare prodotti «più cari»: che siano maggiore fonte di sicurezza: Prodotti tradizionali Prodotti del territorio Prodotti biologici Prodotti tipici a maggior valor aggiunto: Prodotti innovativi/nuovi Prodotti equo. Prodotti eco Prodotti salutistici e funzionali Sg 12