Forniscono dati quantitativi a scala di particella forestale, di compresa e di foresta Frequenza numerica degli alberi per classi di diametro e per specie e relative aree basimetriche, altezze, volumi e incrementi radiali 1 I dati dendroauxometrici servono: 1.Come base di calcolo del volume prelevabile (ripresa) senza intaccare il volume di alberi che costituisce il capitale fruttante (provvigione di particella e di compresa) 2.Come base di calcolo per la stima dello stock di carbonio contenuto nella biomassa epigea 3.A valutare la funzionalità del soprassuolo e i servigi che è in grado di erogare 4.Come base di valutazione degli incrementi di volume intercorsi fra due inventari successivi 2 1
Alcuni autori distinguono il volume di particella forestale con il termine massa Il volume di compresa con il termine provvigione Nelle fustaie disetanee la massa delle singole particelle coincide con la provvigione 3 Il rilievo dendro(crono)auxometrico serve a determinare: 1. massa legnosa 2. età (soprassuoli coetanei) 3. numero degli alberi al di sopra di una certa soglia dimensionale (fustaie) 4. incremento di volume 5. composizione dendrologica 6. densità (n./ha o, meglio, m 2 /ha) 7. fertilità 4 2
Stima del volume mediante l impiego di tavole stereometriche ad 1 entrata, tavole 1 entrata per classi di fertilità e sistemi di tariffe. Meno frequentemente tavole stereometriche a 2 entrate o tavole alsometriche. Alberi modello (unico o multipli) del coefficiente di riduzione sono adottati in particelle contenenti cedui e fustaie molto produttivi I metodi di stima più esatti e onerosi sono riservati alle particelle forestali con fustaie a vocazione produttiva, ove si prevedono tagli di maturità, quelli più sommari e meno onerosi sono da riservare alle particelle in cui non si prevedono consistenti prelievi legnosi oppure dove non ci saranno 5 tavole stereometriche ad 1 entrata per l assestamento sono allegate a molti PAF relativi a patrimoni demaniali dei Comuni campani. Alcuni PAF prescrivono l impiego della tavola allegata per stimare il volume di particella e di compresa, mentre per scopi di stima (progetto di taglio) prescrivono l impiego di altre tavole o metodi In pratica con progetto di taglio due volumi: uno convenzionale (da registrare nel libro economico) e l altro reale o commerciale che rappresenta la base di stima per la gara di vendita 6 3
Metodi di rilievo: 1. Cavallettamento totale 2. Aree di saggio soggettive 3. Aree di saggio relascopiche adiametriche oggettive 4. Aree di saggio relascopiche diametriche oggettive 5. Aree di saggio permanenti per il monitoraggio 6. Aree di saggio dimostrative del trattamento Trattandosi della fase più onerosa dell assestamento, ciascun metodo di rilievo (o combinazioni di questi) trova la giusta applicazione in funzione del tipo strutturale di soprassuolo (ceduo, fustaia), della sua fase evolutiva e dell utilizzo che si prevede di fare della particella nel periodo di validità del piano 7 Cavallettamento totale totale perché occorre misurare tutte le piante presenti nella particella, il cui diametro a 1,30 m sia superiore a 17,5 cm costoso perché occorre squadra cavallettatori + capotessera (almeno 2+1) con rendimenti variabili secondo l acclività del versante dove farlo: nelle particelle forestali poco estese, dove si prevedono prelievi legnosi consistenti come farlo: con impiego del principio dell alternanza per cui un decennio si cavallettano un certo numero di particelle, mentre nel decennio successivo un altro lotto di particelle può essere combinato con il rilievo degli alberi modello delle altezze e, quindi, possibilità di cubare in modo esatto (2 entrate, tariffe, 1 entrata con tavola annessa al PAF) 8 4
Cavallettamento totale si presta a facili verifiche in fase di collaudo (sempre che le particelle non siano molto estese) viene apposto un segno di raschietto orizzontale sulla pianta cavallettata in modo da facilitare le successive verifiche durante il collaudo e la ripetizione della misura nel metodo del controllo sono da escludere dal cavallettamento totale i soprassuoli con denso e impenetrabile piano inferiore il cavallettamento totale può incidere in modo consistente sul costo totale del PAF: è una forma di sussidio per manodopera locale scarsamente professionalizzata e addetta al settore forestale 9 Aree di saggio soggettive le dimensioni, il soprassuolo e il luogo in cui misurare sono scelti in modo soggettivo si possono rendere permanenti georeferenziando il centro dell AdS con GPS, e apponendo segni di vernice indelebile su piante di confine dove: nei boschi produttivi ove si prevedono prelievi legnosi non consistenti e dove si attuano interventi colturali (cedui maturi, fustaie giovani, rimboschimenti di conifere, cedui in conversione) come: circolari con r = 10-20 m (a seconda delle dimensioni delle piante), 1 ogni 2-3 ha. Dovrebbe essere funzione della variabilità strutturale del soprassuolo sono numerate in modo progressivo per facilitare le verifiche in fase di collaudo 10 5
11 Aree di saggio soggettive la maggiore fonte di errore con le AdS soggettive riguarda la stima del volume sull intera particella a causa della sua fertilità eterogenea e della densità disforme per la prima fonte di variabilità, fare AdS saggiando tutto il versante (gradiente di fertilità decrescente dal basso verso l alto) e poi stratificare i dati in base ai valori di h media; per la seconda fonte di variabilità applicare indici di correzione in funzione della copertura (in %) rilievi da compiere: cavallettamento totale, alberi modello delle altezze da misurare anche al di fuori dell AdS ed eventuali succhiellamenti 12 6
Aree di saggio relascopiche Campo di applicazione: cedui, cedui in conversione, giovani soprassuoli di origine gamica (perticaie) Intensità di campionamento: 1 ogni 2 ha banda relascopica consigliata: F = 2 Modalità di campionamento: sistematico per camminamento lungo curve di livello con ausilio di bussola (e altimetro) Misurazioni da effettuare: i) diametri piante conteggiate e ripartizione per specie, ii) rilievo 2-3 altezze alberi dimensioni medie e iii) prelievo carotine incrementali (1-3 piante) 13 Aree di saggio relascopiche Se piante hanno diametro a 1,30 m di 20, 40 e 60 cm, vengono conteggiate se: con F = 1 la loro distanza da centro di numerazione è 10, 20 e 30 m con F = 4 la loro distanza da centro di numerazione è 5, 10 e 15 m F =1 definisce aree di saggio concentriche più ampie di quelle ricavate con banda del 4 con F =1 e piante di 60 cm a 1,30 m, si definiscono aree di saggio virtuali di 2827 m 2 14 7
Aree di saggio relascopiche Scelta della banda di numerazione funzione di: a) Densità soprassuolo: più è denso più larga è la banda di numerazione b) Visibilità: se la visuale è buona la banda è stretta c) Diametro medio soprassuolo: con diametro medio piccolo banda stretta d) Omogeneità popolamento: se omogeneo banda larga Più si riduce l ampiezza della banda più aumenta la verifica di piante limite Adottare una sola banda di numerazione per tutta la compresa 15 Aree di saggio relascopiche Come viene resa ripetibile la misurazione in AdS relascopica: centro individuato mediante coordinate GPS e intersezione marcata su due alberi contigui secondo direzioni cardinali prefissate. Le coordinate GPS sono poi riportate su carta silografica come metodo ottico, sono soggette a errori e trovano limiti invalicabili di applicazione nei soprassuoli stratificati e/o con strato arbustivo vengono realizzate preferibilmente nel periodo in cui le piante non hanno le foglie e/o con luce diffusa, per ridurre errori di conteggio 16 8
Esempio di cartografia tematica di PAF con indicazione delle AdS relascopiche diametriche nelle diverse particelle forestali 17 Aree di saggio relascopiche Calcolo volume in aree di saggio relascopiche diametriche si possono calcolare il numero delle piante per ciascuna classe diametrica (in ciascuna AdS relascopica e per ciascuna specie legnosa) si possono applicare metodi di cubatura simili a quelli applicati nei metodi di campionamento ordinario (cavallettamento totale, AdS soggettive) Calcolo del volume 1. Su singole aree di saggio relascopiche (volume unitario) 2. Su tutte le aree di saggio relascopiche svolte nella particella (volume medio) 18 9
Aree di saggio relascopiche Nelle singole aree di saggio relascopiche il numero delle piante per ha (n d ) di classe diametrica d sono: dove: n d n F gd n drel =piante conteggiate nell AdS relascopica appartenenti alla classe diametrica d drel g d = area basimetrica valore centrale classe diametrica (in m 2 ) F = fattore di numerazione angolare impiegato Dal calcolo per classe diametrica e per specie si passa al volume per AdS relascopica e al volume medio ottenuto dalla media delle Ads con possibilità di calcolo dell errore campionario 19 Soglia di cavallettamento adottata nelle fustaie: 17,5 cm a 1,30 m, quindi tutte le piante di dimensioni inferiori sono considerate appartenenti alla rinnovazione Le particelle con funzione protettiva sono molto spesso escluse da rilievi dendrometrici, se accessibili senza pericoli per l incolumità degli operatori possono essere descritte Le porzioni di soprassuolo facenti parte di particelle produttive ed ubicate in luoghi pericolosi per l incolumità, non devono essere sottoposte a misurazioni inventariali e ciò va specificato nella descrizione particellare (metodi di rilievo del soprassuolo). Oppure impiego di cavalletti con puntatori laser 20 10
Aree di saggio permanenti per il monitoraggio hanno carattere permanente per facilitare la ripetizione delle misure nel corso del tempo (monitoraggio) Forma quadrata o rettangolare e picchetti ai vertici hanno le stesse caratteristiche delle AdS soggettive per scopi di stima l inventario delle piante nell AdS prevede la georeferenziazione di tutti i fusti e del legno morto presenti non esiste soglia di cavallettamento rilievo accurato di tutti gli strati e della rinnovazione vanno bene nelle aree protette dove sono esclusi prelievi legnosi per scopi commerciali e dove i caratteri naturalistici o di vetustà sono preponderanti 21 Aree di saggio permanenti per il monitoraggio Ai rilievi ordinari si associano rilievi strutturali (profili verticali), del legno morto e, eventualmente, di LAI e di luce su punti nodali del reticolo dell AdS Documentano le variazioni strutturali di medio-lungo periodo in assenza di interventi umani e sotto l azione dei fattori biotici e abiotici che desaturano nicchie spaziali (gap di chioma) Da utilizzare nelle fisionomie di vegetazione soggette a disturbi: macchie e boschi mediterranei Quanto mai utili per documentare interventi colturali a favore di specie rarefatte (per es. abete bianco appenninico in faggeta) 22 11
Aree di saggio dimostrative del trattamento L intervento colturale che si intende prescrivere con il PAF viene proposto mediante simulazione su una superficie limitata (2-3000 m 2 ) Ancora meglio proporlo in due distinte AdS del trattamento contigue in cui in una viene effettivamente realizzato e nell altra viene solo indicato in modo opportuno sulle piante Campo di applicazione: conversione in fustaia, diradamenti in giovani soprassuoli, etc. Con la simulazione e la sua concreta realizzazione viene facilitata la stima del volume e dei prodotti legnosi ricavabili dall intervento 23 12