Mauro e Camilla imparano

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Transcript:

Mina Petrachi Mauro e Camilla imparano DE NU SI LO GA FO PU GNE TO VI RE BO GLI ZA MA QUE CO 1

Mina Petrachi MAURO E CAMILLA imparano Dedicato a mio padre Leonardo Petrachi, mia madre Idea Galvani ed al Prof. di Reumatologia Lupo Andreotti di Firenze 1

Mina Petrachi - Ha prestato servizio in qualità di insegnante di scuola elementare nella provincia di Brindisi e di pedagogista presso la A.S.L. di Lecce/1 e quella di Brindisi/4 fino al 1992. Illustrazioni - Francesco Maddalena (francesco_maddalena@hotmail.it), Giampiero Manelli per i disegni di Fata Birilla e Il giro dell acqua Impaginazione: Giampiero Manelli (manelligiampiero@virgilio.it) Progetto Grafico: Giampiero Manelli Copertina e colori: Francesco Maddalena e Giampiero Manelli Ringraziamenti a: Clara Petrachi, Marcella Lonero, Silvia De Jaco, Anna Kolenc, Anna Polito, Antonio Giannelli 2

Prefazione Cominciare un libro sulla scrittura analizzando il linguaggio parlato può apparire improprio dato che di solito c è una totale negligenza del fatto che a scuola impariamo a rappresentare per iscritto la lingua parlata che conosciamo già. I metodi per insegnare a scrivere in genere non considerano il linguaggio verbale, ma costruiscono le loro strategie su una rappresentazione astratta del linguaggio scritto, una struttura fatta di vocali e consonanti che vengono presentate come se il bambino non le avesse mai incontrate e comunque senza preoccuparsi di chiarire quale relazione esista tra la struttura dello scritto e quella del parlato. Tutti sanno che vocali e consonanti possono essere chiamati anche fonemi e le lettere che li rappresentano grafremi, ma pochi conoscono in che relazione stanno tra loro. I fonemi sono l unità di base del parlato, anche se sono percepibili solo quando sono associati fra di loro, e in particolare quando sono associati con le componenti più sonore, chiamate vocali. Anche nella produzione vocale noi non produciamo i fonemi isolatamente, ma associati in unità che chiamiamo sillabe. Ma allora, si potrebbe chiedersi, se la struttura del parlato non prevede come unità minime di produzione i fonemi, ma piuttosto la sillaba, perchè non si insegna a scrivere sillabe? Le sillabe sono molto numerose, oltre duemila in italiano, e quindi ipoteticamente una trascrizione che prevedesse un segno o un insieme di segni che corrisponde a ciascuna sillaba, ci costringerebbe ad apprendere un numero molto elevato di corrispondenze. Questo accade per esempio ai giapponesi, che hanno uno dei loro sistemi di trascrizione basato sulle sillabe (Kanj), ma, pur essendo un sistema più semplice di quello ideografico, richiede pur sempre un lungo periodo di training. La possibilità di descrivere la struttura del parlato in fonemi riduce il numero di unità utilizzate per la descrizione. Per produrre un numero così elevato di sillabe noi utilizziamo solo ventotto fonemi che si combinano fra di loro. E dunque, se si può trascrivere il parlato utilizzando così poche unità, perchè non approfittarne? Il problema è che non abbiamo un numero di lettere uguali a quello dei fonemi e dunque alcuni segni vengono utilizzati per riprodurre suoni diversi, spesso in associazione con altri segni e questo ostacola la possibilità di imparare a scrivere o a leggere utilizzando una corrispondenza bi-univoca tra un suono e un segno o viceversa. Senza riferirsi a teorie che sono molto complesse, possiamo osservare che, se leggiamo una parola con una strategia lettera per lettera abbiamo diverse possibilità di commettere errori che possono ostacolare il riconoscimento della parola. Persino le vocali, che noi riteniamo il cardine della nostra lingua possono trarci in inganno nella lettura lettera per lettera. La vocale i in una parola come cioccolata non dovrebbe essere letta, poichè non corrisponde ad alcun fonema, ma svolge un ruolo puramente sussidiario alla lettera precedente. Vi sono anche molte consonanti che hanno più di una corrispondenza fonemica: su sedici consonanti, solo nove hanno una consistenza perfetta, cioè rappresentano solo un suono, tutte le altre possono rappresentare suoni diversi, anche più di due. 3

Se però si passa ad una lettura di tipo sillabico, allora la stabilità della corrispondenza fra lettere e suoni diviene elevatissima, superando il 99% delle sillabe. E la stabilità del nostro sistema sillabico ad aver portato all ortografia dell italiano la fama di uno dei sistemi più regolari al mondo. Solo il gruppo gli può essere letto in due modi diversi, mentre tutte le altre sillabe hanno una sola corrispondenza. L autrice è partita proprio da questa evidenza per proporre la sillaba come unità base dell apprendimento della lettura e della scrittura. La proposta è molto interessante, dato che sfrutta appunto, con mirabile chiarezza, l elemento più robusto del nostro sistema linguistico, a patto che non si dimentichi quello che viene detto proprio nell introduzione: i fonemi sono l unità più produttiva poichè con un numero limitato di elementi e un numero finito di regole di combinazione, ci consentono di produrre un numero elevatissimo di sillabe e un numero pressochè illimitato di parole. Il senso della proposta dell autrice è proprio questo: far arrivare il prima possibile alla sillaba, cioè a quell insieme di elementi che si possono facilmente ritrovare nella parola. Non dimentichiamo che il bambino segmenta facilmente in sillabe, dato che coincidono con l unità motoria minima di produzione del linguaggio verbale, e dunque, introducendo prestissimo la lettura sillabica non si fa altro che favorire il riconoscimento delle corrispondenze con le unità primitive della produzione verbale. Giacomo Stella Docente di psicologia clinica presso l Università di Modena - Reggio Emilia 4

SONO IO MI CHIAMO 5

6 SONO COSE

SONO COLORI 7

8 SONO COSE COLORATE

MOTO ROSSA 9

10 ZAINO AZZURRO

PETTINE VIOLA 11

12 TUBO VERDE

FIORE GIALLO 13

TUBO ZAINO MOTO FIORE PETTINE 14

FIORE GIALLO TUBO VERDE MOTO ROSSA PETTINE VIOLA ZAINO AZZURRO 15

IL BECCO GRANDE IL BECCO PICCOLO 1

LA SUORA ALTA LA SUORA BASSA 2

LA CORDA LUNGA LA CORDA CORTA 3

IL GATTO SOPRA LA SEDIA IL GATTO SOTTO IL TAVOLO 4

IL LOMBRICO VERSO L ALTO IL LOMBRICO VERSO IL BASSO 5

LA NUVOLA AVANTI AL SOLE LA NUVOLA DIETRO L ALBERO 6

7 MAURO VICINO AL DINOSAURO CAMILLA LONTANA

MAURO DENTRO LA VASCA CAMILLA FUORI 8

9 SALVATI DA UN REMO IN MEZZO AL MARE

MOTO MARE MELA MISSILE MURO 1

ZAINO ZUCCA ZIGZAG ZEBRA ZOCCOLO 2

PETTINE POLPO PALLONE PIATTO PULCINO 3

TUBO TAVOLO TIGRE TELEFONO TORTA 4

FIORE FUOCO FORMICA FELPA FATA 5

BECCO BIDONE BUSTA BARATTOLO BOTTONE 6

SUORA SOLE SERPENTE SIRINGA SALAME 7

CASA CUORE CORDA GATTO GONNA GUANTO 8

LOMBRICO LAMPADINA LIBRO LETTO LUMACA 9

NUVOLA NEONATO NIDO NOCE NAVE 10

DINOSAURO DENTIFRICIO DOCCIA DADO DUE 11

VASCA VOLPE VITE VULCANO VELA 12

REMO RANA ROSA RIGA RUOTA 13

E ARRIVATO UN BASTIMENTO CARICO... DI...TA...TARALLI DI...ZO...ZOCCOLI DI...MA...MATTONI DI...CA...CANZONI SBAGLIATO! SI E VERO, LE CANZONI NON SONO COSE... SONO FATTE DI MUSICA E PAROLE. 1

MOTO MISSILE MA MU ME MI MO MARE MURO MELA 2

ZAINO ZEBRA ZO ZI ZU ZE ZA ZOCCOLO ZIGZAG ZUCCA 3

PETTINE POLPO PI PO PA PU PE PIATTO PALLONE PULCINO 4

TUBO TORTA TE TA TI TO TU TELEFONO TAVOLO TIGRE 5

FIORE FUOCO FO FU FA FI FELPA FE FATA FORMICA 6

BECCO BIDONE BE BO BU BI BA BOTTONE BARATTOLO BUSTA 7

SUORA SOLE SI SU SO SA SE SALAME SIRINGA SERPENTE 8

CORDA CU CA CASA CO CUORE 9

GONNA GA GATTO GU GO GUANTO 10

LOMBRICO LAMPADINA LO LA LE LU LI LUMACA LIBRO LETTO 11

NUVOLA NEONATO NI NO NU NE NA NOCE NAVE NIDO 12

D I N O S A U R O D E N T I F R I C I O D A D O D I D E D U D O C C I A D A D O D U E 13

VASCA VULCANO VI VO VU VE VA VOLPE VELA VITE 14

REMO RANA RO RU RI RE RA RIGA RUOTA ROSA 8 15

16

mu 17

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19

20

21

RIESCI A LEGGERE? 1

PA PE PI PO PU MA ME MI MO MU RA RE RI RO RU TA TE TI TO TU VA VE VI VO VU BA BE BI BO BU NA NE NI NO NU DA DE DI DO DU ZA ZE ZI ZO ZU SA SE SI SO SU LA LE LI LO LU FA FE FI FO FU GA GO GU CA CO CU 2

COMPLETA 3

METTI LA FRECCIA DOVE PUOI SO PA VI BI MO TO NO RA DO TE SE ME RE MO RA CA RO RO TO FA BI CI PO ZO 4

COMPLETA I DISEGNI 5

6

LEGGI E COMPLETA 7

METTI LA FRECCIA DOVE PUOI LA TE A FI O RA SU CA SA TO SAL TO OR FO CA SO PI TI GOM MA REN NA BE ZU 8

DISEGNA SCRIVI PALA PALLA LEGGI CANE SETE FATA BELA CANNE SETTE FATTA BELLA 9

CONTINUA LAVARE PATATE PETTINARE PENTOLA PELARE PARETI POTARE CAPELLI PITTURARE ALBERI 10

IN CUCINA 11

PER STRADA COMPLETA LE INSEGNE TEATRO FARMACIA OSPEDALE PALESTRA 12

SEGUI LE FRECCE 13

CERVO OCHE CIRCO CHIAVE GELATO SPIGHE GIRAFFA GHIANDA PESCE 14

QUI QUO QUE QUERCIA QUADERNO AVVISO AQUILONE QUA LIQUORE CON QUI QUE QUO IL GIOCO CAMBIA UN PO. MA SE LE CERCHERAI... PURE QUA TROVERAI! BA...NO GNA A...LLO GNE GNI CI SONO GNOMO E GNU. GNU LE ALTRE PAROLE COMPLETALE TU! CASTA... GNO GNOMO GNU 15

ICS X DOPPIA V W K CAPPA I LUNGA J Y IPSILON LE LETTERE STRANIERE FANNO UN MEZZO GIROTONDO. SON VENUTE DA LONTANO UN PO DA TUTTO IL MONDO: LE TROVIAMO IN YOGURT, KIWI, JEANS E TAXI. MA ORMAI, ANCH ESSE, SON PURE D ITALY. CONTINUA I NOMI DI PERSONA CHE CONTENGONO ALCUNE DI QUESTE LETTERE: WILLY, MIKE, JANE, JACK, 16

17

18

L ALFABETO A a B b C c D d E e F f G g H h I i J j K k L l M m N n O o P p Q q R r S s T t U u V v W w X x Y y Z z 19