STATUA DI ERCOLE Numero Inventario: 9742 La statua presentava depositi superficiali addensati, in particolare, sulle zone aggettanti come la porzione superiore delle braccia, le spalle e la base. Sotto alla patina di particellato, vi erano tracce di trattamenti superficiali (ossalati?) particolarmente evidenti sulla pelle leonina. L opera ha subito dei danneggiamenti, conseguentemente ai quali è andata perduta la mano destra (dove oggi è visibile il foro d alloggiamento, la cui sezione indica le consistenti dimensioni del perno originario.) e che, inoltre, hanno dato origine alla formazione di fratture passanti di diversa entità; quelle più evidenti sono posizionate: in corrispondenza della metà circa della clava, tra la spalla e l avambraccio sinistro e sul mignolo della mano sinistra. Piccole abrasioni localizzate erano visibili nel braccio sinistro e nel piede corrispondente, sulla schiena e sul gluteo sinistro. La capigliatura presentava un evidente fenomeno di disgregazione, causato dall impoverimento strutturale del marmo. La presenza di numerose concrezioni generate, verosimilmente, all azione distruttiva di apparati radicali, sembra suggerisce l'ipotesi che l opera fosse rimasta interrata per lungo tempo. Sulla clava era presente un intervento integrativo di vecchia data che fu eseguito senza inserire perni, ma ricostruendo le porzioni mancanti con ampie stuccature di gesso e reimpiegando marmo antico non pertinente. Per raccordare la mano destra all avambraccio corrispondente, invece, era stato impiegato un piccolo perno in ferro sottodimensionato. Le ricostruzioni non presentavano ulteriori armature ed erano in contatto con lo stucco di gesso soprastante, steso direttamente sulla superficie metallica senza l'interposizione di materiali che fungessero da rivestimento. La mano sinistra, mancante, era imperniata con un ferro inserito all'interno di un alloggiamento Dopo aver rimosso meccanicamente con pennellesse morbide i depositi incoerenti di particellato atmosferico depositati sulla superficie, sono stati eseguiti dei tests di pulitura che hanno suggerito di operare su quest opera con estrema cautela, al fine di preservare le tracce di trattamenti superficiali antichi prima menzionati. Si è proceduto pertanto con la pulitura a tamponcino utilizzando una soluzione di acqua e carbonato di ammonio in bassa percentuale integrando la miscela con tensioattivi.
Le vecchie integrazioni non funzionali ed antiestetiche, sono state rimosse, così come si è ritenuto necessario provvedere allo smontaggio del braccio sinistro per verificare il funzionamento del sistema d assemblaggio. I vecchi perni in ferri sono stati sostituiti con altri in acciaio, di sezione adeguata, e con aderenza migliorata (filettati), mentre come adesivo è stato utilizzato una resina bicomponente. Le integrazioni sono state eseguite con strati successivi di malata composta da calce idraulica ed inerti selezionati per granulometria e colore, in proporzione 3:1. Al termine delle operazione sopra descritte, quando l opera dava garanzie di non avere più al suo interno residui di umidità, si è proceduto con il consolidamento applicando a pennello silicato di etile con passaggi ripetuti fino ad ottimale impregnazione del materiale lapideo. Per presentare esteticamente l opera è stato inoltre predisposto un supporto in basaltina sul quale è stata poggiata la scultura senza ulteriori vincoli.
STATUA DI OMPHALE DANZANTE Numero di Inventario: 9752 Sulla superficie di quest opera, oltre a depositi più o meno coerenti di particellato, era molto evidente la presenza di estese tracce di colorazione rossa. Tali colorazioni sono particolarmente conservate nella zona interna del manto in pelle leonina e meno evidenti, ma non meno interessanti, sulla capigliatura e sulle gambe in prossimità dei calzari. La base d appoggio della statua era ricoperta quasi interamente da incrostazioni di varia natura e da depositi di particellato, presenti anche sulla superficie esterna del vello. Il manto, la base e in particolare il braccio destro erano le zone maggiormente interessate da fenomeni di degrado quali le abrasioni. La gamba sulla quale insiste la statua, le braccia, il manto e il collo erano inoltre attraversate da evidenti fessurazioni.. Il braccio destro, di cui non si conserva la mano, presentava fenomeni di cedimento delle imperniature, mentre l ampia integrazione in gesso, applicata nel corso di interventi precedenti, era antiestetica e scarsamente funzionale. Nel braccio sinistro, sempre durante interventi di vecchia data, era stato inserito un perno unico in ferro e sottodimensionato, ricoperto da stucco in gesso steso direttamente a contatto con il metallo. Sul manto erano presenti inoltre, ampie stuccature in gesso prive di qualsiasi tipo di armatura. I residui degli apparati radicali suggeriscono, anche in questo caso, un periodo di interramento dell'opera. Dopo aver rimosso meccanicamente con pennellesse morbide i depositi incoerenti di particellato atmosferico depositati sulla superficie è stato eseguito il preconsolidamento localizzato, con silicato di etile, delle zone dove erano presenti tracce di colorazione originale. Al fine di preservare le tracce di trattamenti superficiali antichi prima menzionati la pulitura è stata eseguita in maniera localizzata con un tamponcino imbevuto di una soluzione di acqua e carbonato di ammonio in bassa percentuale integrando la miscela con tensioattivi. La rimozione delle concrezioni dovute alla presenza di vecchi apparati radicali è state eseguita localmente in maniera meccanica (con l ausilio del bisturi), operando, come è ovvio, con estrema cautela al fine di non intaccare la superficie originale. Le vecchie integrazioni non funzionali ed antiestetiche, sono state rimosse, così come si è ritenuto necessario provvedere allo smontaggio del braccio destro per verificare la
funzionalità del sistema d assemblaggio. I vecchi perni in ferri sono stati sostituiti con altri in acciaio, di sezione adeguata, e con aderenza migliorata (filettati), mentre come adesivo è stato utilizzato una resina bicomponente. Le integrazioni sono state eseguite con strati successivi di malata composta da calce idraulica ed inerti selezionati per granulometria e colore, in proporzione 3: 1. Al termine delle operazione sopra descritte, quando l opera dava garanzie di non avere più al suo interno residui d umidità, si è proceduto con il consolidamento applicando a pennello silicato di etile con passaggi ripetuti fino ad ottimale impregnazione del materiale lapideo. Per presentare esteticamente l opera è stato inoltre predisposto un supporto in basaltina con alloggiamento sagomato sulla forma della base presente sull opera. La scultura è inoltre vincolata al supporto mediante una struttura in acciaio che sfrutta un vecchio foro posto sulla nuca di Omphale.
GRUPPO SCULTOREO DI ARTEMIDE ED IFIGENIA Numero di Inventario: 9778 Il gruppo scultoreo, al momento del restauro, si presentava ricoperto da uno strato quasi omogeneo di particellato di varia origine e natura che offuscava la superficie marmorea, obliterando le tracce di colorazione originaria residue. Dalle porzioni superstiti di decorazione pittorica, si può ipotizzare una trattazione policroma delle superfici e, in particolare: di colore rosso nelle zone interne del lembo inferiore del corto chitone, verde nelle pieghe del panneggio, giallo nei sandali calzati da Artemide. La presenza di tratti residui di una sostanza protettiva, simile per consistenza e caratteristiche fisiche alla cera, potrebbe suggerire una collocazione del gruppo scultoreo in un luogo aperto o solo parzialmente riparato. Sul retro del manto della dea sono evidenti le tracce di scolatura del protettivo, per effetto del dilavamento. Dalle tracce di saldatura e gli schizzi di tinteggiatura si evince che, per un certo periodo, l opera fu in prossimità di finestre con grate in ferro. Nella mano destra di Artemide i perni (sottodimensionati), frutto di un restauro moderno, erano affogati nel gesso senza ulteriore armatura. Sull acconciatura di Artemide, durante il restauro sono state messe in luce consistenti stuccature di gesso che costituivano la base per la ricostruzione di cospicui frammenti della capigliatura andati perduti. I residui degli apparati radicali suggeriscono, anche in questo caso, un periodo di interramento dell'opera. La prima operazione è stata la rimozione meccanica dei depositi incoerenti di particellato, seguita dal preconsolidamento per impregnazione a pennello delle parti decoese con silicato di etile. Tale procedimento è stato eseguito con grande accortezza, in modo tale da preservare, consolidandole, quelle porzioni di marmo che conservavano ancora tracce della colorazione originale. Solo in alcune zone, vale a dire dove gli addensamenti di particellato erano tenacemente adesi, si è deciso di seguire degli impacchi con polpa di cellulosa e una soluzione analoga a quella descritta nella statua precedente. Per la grande fragilità delle zone dipinte, la pulitura è stata eseguita con tamponcini imbevuti di acqua e carbonato di ammonio in bassa percentuale, agendo di volta in volta su piccolissime porzioni superficiali. Con l ausilio del bisturi, sono stati rimossi gli apparati radicali che intaccavano diffusamente la superficie lapidea. La penetrazione così profonda delle radici ha
complicato le operazioni di rimozione, che sono state condotte con estrema cautela, al fine di non intaccare la superficie originale. In seguito alla verifica delle vecchie stuccature, sono state rimosse tutte quelle non idonee dal punto di vista funzionale ed antiestetico. Le stuccature di profondità sono state colmate con malta idraulica desalinizzata e polvere di marmo bianco, mentre per le microstuccature di superficie è stata utilizzata una malta idraulica desalinizzata e miscele di polveri di marmo colorate che si accordavano cromaticamente con la superficie circostante. Per il consolidamento è stato impiegato un silicato di etile, steso a pennello, con ripetute applicazioni fino a completo assorbimento.
CAUTES Numero di Inventario: 2975 I fenomeni di deterioramento più evidenti osservabili nella statuetta di Cautes erano legati a processi di erosione della superficie lapidea, in particolare nel viso, sulla gamba destra, e sotto il braccio destro. Lungo il margine sinistro della veste, erano inoltre osservabili attacchi biologici di vario tipo. Sulla parte anteriore della veste, tracce di particellato scuro erano ormai penetrate all'interno della materia, resa porosa per effetto del degrado. Il braccio sinistro è privo della mano; quello destro, essendosi distaccato, in epoca moderna è stato riadeso con una resina, senza ulteriore armatura metallica di rinforzo. Degli interventi eseguiti in tempi relativamente recenti, rimangono tracce circoscritte di colorazione e diffuse stuccature di gesso. Le zone più fragili della statua sono state preventivamente consolidate con impregnazioni successive di silicato di etile. In seguito si è proceduto alla pulitura, prima meccanica, poi con acqua deionizzata vaporizzata al fine di rimuovere i depositi incoerenti che offuscavano la superficie marmorea. La rifinitura della pulitura è stata eseguita a tamponcino con una soluzione di carbonato d ammonio. Dopo aver riesaminato le vecchie stuccature, e aver rimosso quelle non più idonee, sono state stuccate tutte quelle zone che richiedevano tale operazione, impiegando malta idraulica desalinizzata e polvere di marmo bianco o miscele di polveri di marmo colorato secondo la profondità e dall entità dell intervento da eseguire. Il consolidamento è stato eseguito con silicato di etile, mediante ripetute applicazioni a pennello fino a totale assorbimento della sostanza da parte del marmo.
CAUTOPATES Numero di Inventario; 2985 Sulla superficie lapidea, oltre a concrezioni di dimensioni esigue e circoscritte ricoperte da depositi di particellato incoerenti, erano evidenti fenomeni di erosione, localizzati massimamente in corrispondenza della parte alta della veste (busto) e dei distacchi evidenti nella parte centrale del corpo e sul lato destro della veste. Nel braccio destro, oggi mancante, è rimasto parte del perno di sostegno che fu inserito, verosimilmente, in occasione di un intervento di restauro reintegrativo. Sulla spalla sinistra, in corrispondenza del perno presente all interno, il ferro ha prodotto una spaccatura per effetto della dilatazione conseguente al processo di corrosione e sfaldamento dell'elemento metallico. La statuetta, acefala, presenta diffuse stuccature in corrispondenza dell attaccatura della testa, sul mantello e del corpo centrale. Nella metà inferiore della statua lo stucco è il residuo di un intervento finalizzato ad una precedente collocazione museale. In seguito alle operazioni di pulitura superficiale del particellato tramite spazzole morbide e pennellesse, si è proceduto al preconsolidamento delle parti decoese con silicato di etile. La pulitura è stata eseguita con acqua deionizzata vaporizzata e, in massima parte, a tamponcino con una soluzione di carbonato di ammonio in bassa percentuale integrando la miscela con tensioattivi, mentre le concrezioni dovute alla presenza di vecchi apparati radicali sono state rimosse localmente in maniera meccanica (con l ausilio del bisturi), operando, come è ovvio, con estrema cautela al fine di non intaccare la superficie originale. In seguito alla verifica delle vecchie stuccature, sono state rimosse tutte quelle non idonee dal punto di vista funzionale ed antiestetico. Per le nuove stuccature è stata utilizzata una malta composta da calce idraulica desalinizzata e miscele di polveri di marmo colorate che si accordavano cromaticamente con la superficie circostante. Il consolidamento è stato eseguito applicando sull opera, a pennello, silicato di etile in più mani fino a rifiuto della sostanza.
ANTEFISSA IN MARMO BIANCO Numero di Inventario 15669 La superficie marmorea, al momento del restauro, era interamente ricoperta da concrezioni diffuse che potrebbero essere state verosimilmente causate da una permanenza dell opera sotto il terreno. I fenomeni di degrado più evidenti erano comunque costituiti, oltre che da depositi diffusi di particellato, da numerosi distacchi, localizzati principalmente lungo i margini e nelle parti aggettanti. Non sono state rilevate tracce evidenti di interventi di manutenzione. La prima operazione è stata la rimozione, mediante pennellesse e spazzole morbide, dei depositi superficiali di particellato. In seguito si è proceduto alla pulitura, prima meccanica, poi con acqua deionizzata vaporizzata al fine di rimuovere i depositi incoerenti che offuscavano la superficie marmorea. La rifinitura della pulitura è stata eseguita a tamponcino con una soluzione di carbonato d ammonio. Con il bisturi sono state asportate le concrezioni che alteravano esteticamente la superficie marmorea. Non si è reso necessario rimuovere vecchie stuccature, né eseguirne di nuove. Come intervento finale, è stato steso a pennello del silicato di etile allo scopo di consolidare la materia e di preservarla da eventuali aggressioni esterne.
RILIEVO CON SACRIFICIO MITRIACO Numero di Inventario 2976 La lastra è attraversata nel senso della sua larghezza da una frattura che divide il rilievo in due parti. Un altra ampia fessurazione corre lungo il margine laterale sinistro dell opera, per tutta la sua altezza. Nel corso di interventi di restauro, furono stuccate le fessure appena descritte. Nella parte alta del rilievo, in seguito alla pulitura, sono apparse tracce diffuse di colorazione, localizzate nelle zone più protette tra i margini esterni delle figure e il piano retrostante. Sopra al sottile strato di pellicola pittorica, sono stati trovati residui di prodotti di diverso tipo impiegati in epoca passata per il trattamento finale delle superfici lapidee. La prima operazione è stata la rimozione meccanica dei depositi incoerenti di particellato, in seguito è stato effettuato il preconsolidamento localizzato, con silicato di etile, delle zone dove erano presenti tracce di colorazione originale. Si è proceduto, in seguito, alla pulitura mediante mezzi meccanici e vaporizzazioni di acqua deionizzata e localmente a tampone con una soluzione di carbonato d ammonio a bassa concentrazione e tensioattivo. Tale procedimento è stato eseguito con grande accortezza, in modo tale da preservare le tracce di colorazione che risultavano ancora visibili. Nelle porzioni che presentavano residui di trattamenti superficiali protettivi, si è agito con maggiore intensità in modo da asportarli senza, comunque intaccare la superficie originale sottostante. Le stuccature eseguite durante interventi di restauro precedenti sono state revisionate e, nei casi di inadeguatezza dal punto di vista estetico e funzionale, rimosse. Le nuove stuccature di profondità sono state eseguite con malta idraulica desalinizzata e polvere di marmo bianco, le finali invece sono state realizzate con una malta composta da calce idraulica desalinizzata e inerti selezionati per granulometria e colore. L operazione finale è stata la stesura a pennello del consolidante,( silicato di etile) applicato ripetutamente fino al completo assorbimento della sostanza da parte della marmo.
FRONTE DI SARCOFAGO CON ORANTE MASCHILE Numero di Inventario 2818 Tutta la superficie risultava ricoperta da uno spesso strato di polveri e materiali organici, che avevano aderito in modo particolare nelle cavità offerte dal motivo a strigile. Il centro della lastra, in corrispondenza del rilievo con figura di orante, presentava due fratture passanti. L angolo superiore destro è mancante (in una vecchia foto d archivio è stato possibile vedere come tale lacuna fosse stata colmata da una integrazione in gesso, eseguita in epoca remota ed andata perduta). Lungo il profilo dei lati brevi e, in basso, sulle modanature più sporgenti sono evidenti segni di erosione e di perdita di coesione del materiale lapideo impoverito e reso fragile probabilmente da una lunga collocazione in luoghi esposti alle intemperie. La lastra è stata oggetto di numerosi interventi di restauro durante i quali sono state stuccate le numerose porzioni mancanti: del margine inferiore e superiore destro, in corrispondenza dei distacchi e della fessurazione che attraversa il rilievo nella zona centrale. In tali operazioni, in alcuni casi sono stati impiegati materiali eterogenei tra i quali malte e resine di recente generazione, particolarmente tenaci. Sul lato destro del rilievo centrale, era inoltre visibile una colatura di vernice.. In seguito alla rimozione con mezzi meccanici, dello strato consistente di particellato superficiale, si è proceduto al preconsolidamento per impregnazione a pennello delle parti che presentavano preoccupanti fenomeni di decoesione. La pulitura è stata eseguita adottando diversi tipi di trattamento, in base al materiale da asportare: con delicatezza si è agito sui depositi superficiali, con maggiore intensità sulle macchie originate da colature di vernice, tuttavia, sempre preservando l integrità della superficie originaria sottostante. Le stuccature, testimonianza dei numerosi interventi di restauro ed eseguite con materiali tra loro eterogenei, sono state revisionate e nella maggior parte dei casi rimosse, almeno superficialmente, perché esteticamente compromettenti. Per le microstuccature superficiali, è stata impiegata una malta composta da calce idraulica desalinizzata e miscele di polveri di marmo colorate che si accordavano cromaticamente alla superficie circostante. Come intervento finale, è stato steso a pennello del silicato di etile allo scopo di consolidare la materia e di preservarla da eventuali aggressioni esterne. Per la presentazione museale dell opera è stata realizzata con una base in basalto ed una struttura in acciaio che mantiene l opera in posizione verticale, vincolandola senza eseguire fori o utilizzare resine a diretto contatto con la materia originale.
FIGURINA DI OFFERENTE INGINOCCHIATO Numero di Inventario 9748 La statuetta, acefala, era ricoperta nella parte alta del busto da depositi di materiali incoerenti. Complessivamente, ad eccezione dei distacchi e delle perdite di materiale originale avvenute in epoca remota, lo stato di conservazione era buono. Non erano, infatti, presenti fratture, e, benchè si potessero osservare concrezioni sparse, il marmo mostrava una discreta compattezza e resistenza al degrado. In considerazione del buono stato conservativo, probabilmente, la statuetta non ha subito nel corso dei secoli interventi significativi di restauro. In seguito alle operazioni di rimozione superficiale del particellato tramite spazzole morbide e pennellesse è stata eseguita la pulitura, eseguita con mezzi meccanici e con acqua deionizzata vaporizzata. Non si è reso necessario rimuovere vecchie stuccature, né eseguirne di nuove. Si è proceduto pertanto al consolidamento con silicato di etile, applicato a pennello mediante ripetute stesure fino al completo assorbimento del prodotto.
BASE MARMOREA CON ISCRIZIONE Q. AVRS Numero Inventario: 1782 La cornice che inquadra il campo epigrafico era caratterizzata lungo i lati da evidenti segni di erosione, visibili soprattutto in corrispondenza dei margini. La parte superiore del blocco presentava segni di lavorazione non originali relativi, verosimilmente, ad un riuso successivo. Gli scassi, presenti sugli angoli del piano superiore sembrano pertinenti alle rilavorazioni piuttosto che alle lavorazioni originali. Il margine inferiore della base, di impianto quadrangolare, era deturpato da una sostanza bituminosa che alterava, in modo evidente, il colore e l aspetto della superficie marmorea. Tale danno venne probabilmente causato da lavori di asfaltatura eseguiti nelle immediate vicinanze dell opera. Durante le operazioni di pulitura è stato messo in evidenza un vecchio numero di catalogo. In seguito alle operazioni di pulitura superficiale del particellato tramite spazzole morbide e pennellesse, si è proceduto al preconsolidamento della parti decoese con silicato di etile. La pulitura è stata eseguita con acqua deionizzata vaporizzata e, in massima parte, con mezzi ad azione meccanica. Lungo i due lati dell epigrafe in cui le macchie erano particolarmente consistenti, l operazione di pulitura, essendo più complessa, si è articolata in diverse fasi: solubilizzazione delle incrostazioni più tenaci mediante applicazione di impacco imbevuto con soluzione satura di carbonato d ammonio e successiva spazzolatura con spazzole di saggina morbide. Localmente sono state inoltre abbassate le incrostazioni bituminose con l ausilio di microtrapani. Verificate le vecchie stuccature, sono state rimosse tutte quelle non idonee dal punto di vista funzionale ed antiestetico. Per reintegrare le mancanze e rifinire le scagliature è stata utilizzata una malta con calce idraulica desalinizzata e miscele di polveri di marmo colorate, che si accordavano cromaticamente con la superficie circostante. Come intervento finale, è stato steso a pennello del silicato di etile allo scopo di consolidare la materia e di preservarla da eventuali aggressioni esterne.
BASE MARMOREA CON ISCRIZIONE VIRIO Numero Inventario: 1699 Tutta la superficie appariva opacizzata da uno strato di deposito superficiale. L angolo superiore destro è mancante. Lungo i lati lisci del blocco, privi di iscrizione, sono visibili numerose macchie di colore scuro, presenti anche sulla cornice che sovrasta il campo epigrafico. Sulla modanatura di base e sullo zoccolo parallelepipedo, sono evidenti macchie sparse di concrezioni, di dimensioni variabili. Lungo i profili laterali, inferiori e superiori del blocco marmoreo si possono osservare segni evidenti di erosione. In seguito alle operazioni di pulitura superficiale del particellato tramite spazzole morbide e pennellesse, si è proceduto al preconsolidamento della parti decoese con silicato di etile. La pulitura è stata eseguita con mezzi meccanici e con acqua deionizzata nebulizzata, mentre la solubilizzazione delle incrostazioni più tenaciè stat eseguita mediante applicazione di impacco imbevuto con soluzione satura di carbonato d ammonio e successiva spazzolatura con spazzole di saggina morbide Le scagliature presenti lungo i bordi, sono state stuccate con malta composta da calce idraulica desalinizzata e polveri di marmo selezionate. Come intervento finale, è stato steso a pennello del silicato di etile allo scopo di consolidare la materia e di preservarla da eventuali aggressioni esterne.
BASE QUADRATA IN MARMO Numero Inventario: 1566 La piccola base, di forma parallelepipeda, era caratterizzata da un evidente fenomeno di polverizzazione e disgregazione, particolarmente accentuata sul piano superiore, naturalmente più soggetto all azione distruttiva degli agenti atmosferici ed inquinanti. Un angolo è completamente mancante. In corrispondenza di porzioni mancanti di materia erano presenti fenomeni di attacchi biologici. L aspetto più caratteristico dell ara è la presenza diffusa di tracce colorate, dalla consistenza dura e dall aspetto ruvido. Le operazioni di pulitura sono state condotte con grande accortezza, in modo tale da asportare lo sporco senza, tuttavia, intaccare la superficie sottostante piuttosto fragile. Per eliminare gli attacchi biologici riscontrati è stato eseguito un trattamento con disinfettante Lito 3 diluito in acqua al 3% applicato mediante impacco, e successiva spazzolatura. Verificate le vecchie stuccature, sono state rimosse tutte quelle non idonee dal punto di vista funzionale ed antiestetico. Per reintegrare le mancanze e rifinire le scagliature lungo i margini è stata utilizzata una malta composta da calce idraulica desalinizzata e miscele di polveri di marmo colorate che si accordavano cromaticamente con la superficie circostante. Come intervento finale, è stato steso a pennello una grande quantità di silicato di etile allo scopo di consolidare la materia e di preservarla da eventuali aggressioni esterne.
BUSTO CON TESTA VIRILE Numero di Inventario:? La superficie era caratterizzata dalla presenza di uno strato di polveri diffuse anche se non troppo tenacemente adese, concentrate in corrispondenza della capigliatura e del volto. Sul lato destro della capigliatura sono evidenti tracce di colorazione. Il busto e la base non sono originari. La frattura in corrispondenza del collo indicava chiaramente la congiunzione delle due porzioni, rendendo ben individuabile la parte aggiunta. Sulla guancia sinistra e sulla spalla destra erano presenti una serie di piccole macchie, interpretabili come schizzi di vernice lasciati involontariamente, in epoca non ben definibile. Il naso, attraversato da una frattura, in tempi relativamente recenti fu ricostruito in stucco. Per rendere più omogenea la superficie in corrispondenza del tassello furono eseguite delle stuccature in gesso, presenti anche sul piede della base d appoggio per rifinire l inserimento di un tassello. Nonostante i diversi tipi di degrado rilevati, la struttura cristallina del marmo, essendo abbastanza compatta non era stata intaccata in modo determinante, consentendo una discreta conservazione. Dopo aver rimosso con mezzi meccanici lo strato di particellato superficiale, si è proceduto al preconsolidamento per impregnazione a pennello delle parti che presentavano fenomeni di decoesione. La pulitura è stata eseguita adottando diversi tipi di trattamento, in base al materiale da asportare: con delicatezza si è agito sui depositi superficiali, in particolare, sul lato destro della capigliatura che presentava tracce di colorazione e, con maggiore intensità, sulle macchie presenti sul lato sinistro del volto e sulla spalla destra, originate da schizzi di colore prodotte accidentalmente in età moderna. L operazione, essendo più complessa, si è articolata in diverse fasi, prestando attenzione a non intaccare l integrità della superficie originaria sottostante. Le stuccature in gesso, sono state rimosse e sostituite con nuove microstuccature con malta composta da calce idraulica desalinizzata e miscele di polveri di marmo. Come intervento finale, è stato steso a pennello del silicato di etile allo scopo di consolidare la materia e di preservarla da eventuali aggressioni esterne.
TESTA VIRILE Numero di Inventario L opera è caratterizzata da gravi lacune e mancanze che, per il tipo di fratture, sono imputabili a tempi antichi. La base e il collo sul quale poggia la testa non sono originali. Il piede della base era coperto da un deposito consistente di particellato visibile anche sull acconciatura, sulla fronte e in corrispondenza dello zigomo destro. Il lato sinistro della testa era coperto quasi interamente da macchie di colore scuro. Lungo i margini più sporgenti (orecchie, occhi, labbra, collo, mento) erano evidenti i segni di erosione. Non erano visibili segni particolarmente evidenti di consistenti interventi precedenti ad eccezione della maldestra risistemazione della base. Le zone più soggette a rischio di decoesione, sono state preventivamente consolidate con impregnazioni successive di silicato di etile. In seguito si è proceduto alla pulitura, prima meccanica (spazzole) poi con acqua deionizzata vaporizzata al fine di rimuovere i depositi incoerenti che offuscavano la superficie marmorea. Sul lato sinistro della testa, a causa della presenza di macchie diffuse di colore scuro, l operazione di pulitura si è articolata in diverse fasi che hanno richiesto tempi più lunghi di lavorazione. La maggiore difficoltà è stata quella di agire in modo deciso, preservando la superficie originaria sottostante. Il collo, completamente mancante del lato destro, è stato reintegrato.nel seguente modo: il vecchio perno in ferro è stato sostituito con uno in acciaio, di sezione adeguata, e con aderenza migliorata (filettato), mentre come adesivo è stato utilizzato una resina bicomponente, la stuccatura e stata realizzata con una malta idraulica desalinizzata e polvere di marmo colorata, di una tonalità simile a quella del marmo impiegato. Come operazione finale, è stato eseguito un intervento di consolidamento con un prodotto idoneo (silicato di etile), mediante ripetute applicazioni a pennello fino a totale assorbimento della sostanza da parte del marmo.
BASE CON ISCRIZIONE E COLONNINE TORTILI Numero di Inventario: L opera era caratterizzata da depositi superficiali diffusi, dalla consistenza grassa ed untuosa, concentrati in prossimità delle parti decorate, quindi delle colonnine tortili e della ghirlanda che decora il lato superiore della base. Il fenomeno di degrado più evidente era una profonda frattura che attraversava la metà superiore del blocco, interessando i quattro lati. I due putti che sostengono la ghirlanda, così come le foglie che ornano i capitelli, mostravano segni evidenti di erosione. Al centro, il campo epigrafico appariva mutilato da una profonda mancanza. Ai lati, lungo la doppia cornice che inquadra il campo epigrafico erano presenti concrezioni sparse. Non apparivano segni particolarmente vistosi di interventi di restauro eseguiti nel corso dei secoli ad eccezione della rubricatura nera presente nell iscrizione posteriore. In seguito alla rimozione, con pennellesse e spazzole morbide, dello strato consistente di particellato superficiale, si è proceduto al preconsolidamento per impregnazione a pennello delle parti più a rischio di decoesione e distacco. La pulitura è stata eseguita con acqua deionizzata vaporizzata e con mezzi meccanici. Dopo aver revisionato e rimosso le vecchie stuccature non più idonee sono state reintegrate le lacune più consistenti che alteravano sensibilmente l estetica dell opera, compromettendone una corretta interpretazione. Per le microstuccature superficiali, è stata impiegata una malta composta da calce idraulica desalinizzata e miscele di polveri di marmo colorate che si accordavano cromaticamente alla superficie circostante. Come intervento finale, è stato steso a pennello del silicato di etile allo scopo di consolidare la materia e di preservarla da eventuali aggressioni esterne.
STATUETTA DEL BUON PASTORE Numero Inventario 69 I fenomeni di deterioramento maggiormente rilevabili sulla statua erano: le concrezioni, largamente diffuse su tutta la superficie, e i depositi superficiali di particellato incoerente. Le estese e consistenti concrezioni sopra citate potrebbero essere state verosimilmente causate da una permanenza dell opera sotto il terreno. In diversi punti erano mancanti piccole porzioni di marmo, distaccate, come si evince dal tipo di frattura, in tempi remoti. La statua è priva del braccio destro, dell avambraccio sinistro e nel muso dell ariete sulle spalle del pastore. La superficie marmorea presentava segni consistenti di erosione, la struttura cristallina del marmo infatti, fortemente degradata, mostrava di aver perso la sua compattezza. La perdita delle gambe ha comportato, in tempi antichi, non ben precisati, la necessità di creare una nuova base di appoggio. Per ancorare la statuetta sulla base, nel corso dello stesso intervento fu inserito un perno nella gamba sinistra. Dopo aver rimosso i depositi superficiali di particellato incoerente, si è proceduto all operazione di pulitura vera e propria, impiegando sia mezzi meccanici, sia soluzioni acquose. A causa della consistenza delle concrezioni, la pulitura è stata articolata in diverse fasi. Per rimuovere le macchie più ostinate, è stato necessario, infatti, applicare ripetutamente impacchi di polpa di cellulosa imbevuti con una soluzione di carbonato di ammonio in diversa concentrazione ed agire successivamente in maniera meccanica con il bisturi, operando in maniera puntuale, per non compromettere la superficie originale dell opera. Il tempo d azione di ciascuna applicazione ha prolungato sensibilmente i tempi di lavorazione, ma ha portato a risultati soddisfacenti, liberando la superficie marmorea dal uno strato di deposito che oscurava sensibilmente la nitidezza del marmo. Si è deciso tuttavia di non procedere ulteriormente nella pulitura, consapevoli del fatto che i danni ormai esistenti non possono essere completamente cancellati senza intaccare l opera e comprometterne la sua integrità Dopo aver verificato l idoneità funzionale e strutturale delle vecchie stuccature, sono stati revisionati anche gli elementi metallici; quelli ossidati sono stati puliti mediante rimozione meccanica della sola metallina, e successivamente trattati con convertitori di ruggine. Con queste operazioni è stata ripristinata la funzionalità dei vecchi perni, la cui rimozione avrebbe comportato un operazione molto traumatica per l opera già sofferente. Le stuccature di profondità sono state colmate con una malta composta da idraulica desalinizzata e polvere di marmo bianco, mentre per le microstuccature di superficie è
stata utilizzata una malta idraulica desalinizzata e miscele di polveri di marmo colorate che si accordavano cromaticamente con la superficie circostante. Nell operazione di consolidamento, a causa della porosità strutturale del marmo impiegato, è stato necessario applicare molteplici volte il silicato di etile fino al rifiuto della sostanza.
FRAMMENTO DI SEDIA Numero Inventario 9774 Il manufatto è gravemente mutilo e costituisce parte di un sedile in marmo di cui si è andato perduto non solo il secondo basamento ma anche gran parte del piano di seduta. Sull unico supporto rimasto, decorato con protomi leonine affrontate, proprio le due teste leonine mostravano di aver molto sofferto e si presentavano pertanto con diffuse abrasioni, distacchi e con un impoverimento generale della materia. Molto interessante è stato riscontrare la presenza di incisioni sul piano di seduta interpretabili come un gioco. Al momento del restauro, tutta la superficie era ricoperta da depositi superficiali. Lungo i margini delle modanature, era piuttosto evidente il fenomeno dell erosione, concentrato in particolare sulle modanature e sui profili aggettanti Il piano di seduta, era attraversata sul lato sinistro, da una frattura, stuccata, in epoca non ben precisata, con una resina. Le principali operazioni eseguite su questo manufatto sono state, anche in questo caso: la pulitura, la stuccatura e il consolidamento. Data la grande frammentarietà del pezzo e, conseguentemente, la sua grande fragilità strutturale, sono state eseguite delle infiltrazioni con resine per conferire maggiore solidità al pezzo. Per arrestare il fenomeno della decoesione è stato invece eseguito un trattamento di impregnazione con silicato di etile fino a rifiuto della sostanza da parte del materiale lapideo. Lo stato gravemente lacunoso dell opera, priva di un suo equilibrio statico, rendeva difficile la sua esposizione. A tale scopo è stata progettata e realizzata una struttura di supporto in acciaio su base in basaltina che consente la sua fruizione ai fini espositivi.
BASSORILIEVO EGIZIO Numero di Inventario L opera, deturpata da un vistoso distacco sul lato sinistro, presentava diffusi segni di erosione, localizzati principalmente sulla figura centrale, protagonista della rappresentazione. Anche la metà inferiore del bassorilievo appariva gravemente eroso. Su tutta la superficie era osservabile un sottile strato di deposito superficiale. Sul retro, l opera mostrava, invece, centro del campo epigrafico pesanti segni di abrasione riconducibili a quelli operati da uno scalpello eseguiti, verosimilmente, in antico. Sul lato destro era evidente la grave mancanza rilevata già in precedenza dall analisi frontale della lastra.. In seguito alle operazioni di rimozione del particellato superficiale, tramite pennellesse morbide, si è proceduto al preconsolidamento della parti decoese con silicato di etile. La pulitura è stata eseguita con acqua deionizzata vaporizzata e con mezzi meccanici ( spazzolini), facendo particolarmente attenzione a non intaccare la superficie sottostante già compromessa da evidenti e diffusi fenomeni di decoesione Non erano presenti vecchie stuccature, né si è ritenuto necessario eseguirne di nuove. Come intervento finale, è stato steso a pennello del silicato di etile allo scopo di consolidare la materia e di preservarla da eventuali future aggressioni esterne.