CORSO DI GEOMORFOLOGIA ESCURSIONE DIDATTICA A CAMPO IMPERATORE Prof. Sirio Ciccacci
INQUADRAMENTO GEOGRAFICO DELL AREA DI CAMPO IMPERATORE
Situato nell area del Massiccio del Gran Sasso, in provincia dell Aquila, l altopiano di Campo Imperato-re è uno dei più vasti altopiani d Italia con una superficie complessiva di circa 75 km 2. Posto a quote che vanno dai 1460 m s.l.m. della Val Voltigno ai 2138 m s.l.m. della stazione metereologica e chiuso da rilievi che superano i 2500 m s.l.m., l altopiano corrisponde a una depressione tettonica intramontana di età pleistocenica orientata NW-SE, lunga circa 18 km e larga circa 8 km. Questa è limitata nel settore settentrionale da un sistema di faglie dirette e dalle relative scarpate di faglia, che portano alle ripide vette della dorsale montuosa M. Aquila(2493 m) - Vado di Corno (1924 m) M. Brancastello (2385 m) M. Prena (2561 m) M. Camicia (2564 m). La dorsale è intensamente incisa da numerosi corsi d acqua di modesta estensione, che al raccordo con la piana, formano ampi conoidi alluvionali. Nel settore meridionale la depressione è limitata dai ripidi versanti (spesso di faglia) che bordano la dorsale Monte della Scindarella (2233 m) M. S. Gregorio di Paganica (2076 m) e la dorsale Cima di M. Bolza (1927 m) M. Bolza (1904 m) M. Coppo di Serre (1771 m).
1 - Osservatorio e Albergo Campo Imperatore; 2 - Rifugio Duca degli Abruzzi; 3 Coppe di S. Stefano;4 - Valle Cortina; 5 - Fonte Vetica; 6 Piana tettono-carsica del lago di Barisciano ; 7 Prato Fonno
CARATTERISTICHE GEOLOGICHE Dal punto di vista geologico l altopiano di Campo Imperatore fa parte del massiccio montuoso del Gran Sasso e la sua formazione ed evoluzione è strettamente legata alle vicende geologico-strutturali che hanno interessato questa porzione dell Appennino centrale. STRATIGRAFIA Le rocce affioranti nell area in esame appartengono per la massima parte alla cosiddetta Unità del Gran Sasso, una successione carbonatica depositatasi tra il Trias superiore e il Miocene in un zona di transizione tra il dominio della piattaforma carbonatica laziale-abruzzese e quello del bacino pelagico umbro-marchigiano-sabino. La successione è costituita alla base dalle dolomie e di calcari dolomitici (Dolomie triassiche) della piattaforma triassica e del Lias inferiore (Calcare Massiccio). Segue, per l intervallo Lias medio-cretacico inferiore, nel settore centrale, una successione di calcari bioclastici in facies di gradino ribassato (Calcari bioclastici di Ofena e Calcari cristallini della Successione di Ofena), che lateralmente, verso nord e verso sud-ovest, passa a calcari micritici con selce ricchi di intercalazioni detritiche di scarpata prossimale (Corniola detritica, Verde ammonitico, Calcari bioclastici inferiori, Maiolica detritica). Con la deposizione dei Calcari bioclastici superiori e della Scaglia abruzzese, si passa ad una sedimentazione di scarpata prossimale in tutta l area. Successivamente, per il Paleogene e il Miocene inferiore e medio si hanno depositi calcarenitici a microforaminiferi di rampa carbonatica e depositi marnosi, caratterizzati da lacune stratigrafiche e discordanze angolari talora su depositi giurassici e cretacici.
Nell area di Campo imperatore, inoltre, affiora una potente serie di depositi quaternari, rappresentati da brecce, alluvioni,detriti di falda e depositi glaciali, con spessori che nel centro della depressione raggiungono alcune centinaia di metri, come evidenziato in alcuni sondaggi effettuati per la costruzione della galleria del Gran Sasso sull Autostrada Roma-Pescara. Stralcio dalla CARTA GEOLOGICA D ITALIA SCALA 1.100.000 FOGLIO 140 - TERAMO
Tratto dalla CARTA GEOLOGICA D ITALIA Scala 1:50.000 Foglio 349 Gran Sasso
Legenda della Carta Geologica d Italia Scala 1:50.000 - Foglio 349 Gran Sasso
Tettonica L assetto strutturale del Massiccio del Gran Sasso, di cui l altopiano di Campo Imperatore fa parte integrale, è il risultato delle vicende tettoniche, che hanno portato all impilamento della Catena Appenninica, a seguito dell interazione (collisionale e postcollisionale) tra i blocchi continentali europeo (Sardo-Corso) ed adriatico (Adria) sviluppata negli ultimi 30 milioni di anni, dopo la chiusura dell interposto oceano ligure-piemontese (fase di subduzione oceanica) iniziata durante il Cretacico (circa 100 Ma fa ). La fase compressiva legata a queste vicende ha dato vita un sistema a pieghe e a sovrascorrimenti vergenti verso l avampaese adriatico, che ha caratterizzato l intera Catena Appenninica, con una progressiva migrazione verso oriente del fronte compressivo del sistema catena, avanfossa, avampaese. Questa migrazione è stata accompagnata, a partire dal Miocene medio, dallo sviluppo di una distensione crostale, che ha dapprima portato all apertura del Bacino Tirrenico e alla sua parziale oceanizzazione e successivamente è migrata verso est, portando allo sviluppo di sistemi di faglie dirette neogenico- quaternarie, che hanno dislocato le precedenti strutture compressive della catena e generato depressioni tettoniche, talvolta intramontane, in cui si sono depositati successioni sedimentarie sia marine che continentali. Le due fasi tettoniche, compressiva la più antica e distensiva la più recente, sono ben evidenziate nell area del Gran Sasso: la prima ha determinato una serie di pieghe, di faglie inverse, sovrascorrimenti e sollevamenti tettonici che hanno portato alla formazione dell imponente massiccio montuoso; la seconda ha dato origine alle faglie distensive che hanno dislocato sul versante occidentale le strutture compressive precedenti e che hanno determinato la formazione della depressione tettonica di Campo Imperatore. La fase compressiva fra (Oligocene e Miocene) provoca nell Appennino faglie inverse e sovrascorrimenti. La fase distensiva (Miocene superiore- Quaternario) disloca le strutture tettoniche compressive e crea horst e graben (rilievi e bacini intramontani)
SCHEMA TETTONICO DELL ITALIA CENTRALE (Tratto dalle note illustrative della Carta Geologica d Italia Scala 1:50.000 Foglio 349- Gran Sasso)
Da un punto di vista strutturale il massiccio del Gran Sasso è associato ad un piano di sovrascorrimento ad andamento ad andamento arcuato, a vergenza nord-orientale, che assume nella porzione settentrionale una direzione E-W e nella sua terminazione meridionale una direzione N-S. Il sovrascorrimento accavalla la successione carbonatica mesozoica sulla Unità della Laga di età messiniana e sulla struttura della Montagna dei Fiori Montagnone con andamento N-S.
L unità di tetto nel tratto ad andamento E-W risulta molto complessa: in generale comprende una porzione basale, composta dalla successione pelagica di transizione, rovesciata nel tratto più occidentale e coinvolta in pieghe strette in quello più orientale, su cui è sovrapposta tettonicamente la successione triassico-giurassica del Corno Grande- M. Prena, tramite un sovrascorrimento a basso angolo, che affiora in modo spettacolare lungo le cime del Gran Sasso d Italia. Il tratto orientale della struttura, a direzione N-S, risulta costituito da una macroanticlinale, con andamento assiale parallelo al sovrascorrimento.
CARATTERISTICHE GEOMORFOLOGICHE DELL AREA DEL GRAN SASSO (da: note illustrative della Carta Geologica d Italia Scala 1:50.000 Foglio 349- Gran Sasso)
Il ghiacciaio del Calderone nell estate 2013
Legenda: a) morene della glaciazione di Piano Racollo; b) morene della glaciazione di Coppe S. Stefano; c) esker (glaciazione di Coppe S. Stefano); d) Depositi fluvio-lacustri; e) massi erratici su bedrock; f) brecce ben cementate erose dai ghiacciai; g) morene recessionali (tardoglaciale); h) morene laterali (glac. di Coppe S. Stefano); i) piana proglaciale (outwash plain - glaciazione di Coppe S. Stefano)
FORME GLACIALI Circo glaciale inattivo sul versante settentrionale del M.Scindarella Il circo glaciale di M. Aquila: si riconosce nettamente la conca levigata dall esarazione glaciale e le pareti aspre modellate da processi crioclastici. Coppe di S. Stefano - Paesaggio a hummucky moraine sviluppato in corrispondenza del fronte glaciale wϋrmiano del ghiacciaio di Campo Imperatore. Arco morenico recessionale del ghiacciaio di M. Aquila.
CARSISMO Ampia depressione carsica originata dalla coalescenza di numerose forme minori lungo la strada che congiunge Assergi con Campo Imperatore Il polje di Prato Fonno si sviluppa su una superficie quasi perfettamente rettangolare di circa 1,5 km 2, bordata da faglie dirette. Sul fondo sono presenti abbondanti depositi di terre rosse, abilmente sfruttate dall uomo per le colture agricole in un territorio altrimenti impervio e sfavorevole. Pozze effimere ospitate da più doline ellittiche coalescenti dopo un evento piovoso. Gli assi maggiori delle depressioni carsiche sono allineati secondo fratture regionali dovute all attività tettonica recente.
La valle Cortina è una tipica valle morta; una serie di punti di assorbimento a monte della valle convogliano in profondità le acque del torrente che drena la parte alta di Campo Imperatore e che nel passato scorreva in superficie scavando la forra. Campi carreggiati ruiniformi (karren) suiu versanti del polje di Prato Fonno
FORME TETTONICHE Scarpate di faglia a gradinata sul versante orientale di Campo Imperatore. Le scarpate impostate su dolomie cataclasate si presentano molto degradate. Faccette triangolari sviluppate su una scarpata di faglia a seguito dell erosione operata da corsi d acqua trasversali sul versante occidentale del M. Scindarella.
Dorsale M. Aquila -Vado di Corno: pseudocalanchi su dolomie triassiche cataclasate dai movimenti tettonici distensivi plioquaternarie che hanno originato le scarpate di faglia bordanti Campo Imperatore. Sullo sfondo la cima del Corno Grande del Gran Sasso d Italia. Piana di Campo Imperatore: scarpata di faglia originata da un movimento tettonico distensivo olocenico, che ha dislocato i depositi fluvio-lacustri quaternari. L attuale stato di attività delle faglie distensive di Campo Imperatore è testimoniato dai frequenti eventi sismici che caratterizzano l intera regione del Gran Sasso.
FORME FLUVIO-TORRENTIZIE Vado di Corno. Pseudo calanchi su dolomie cataclasate e sfarinate Versante occidentale di M. Portella. Rill e gully erosion. F.Sso dei Tre Valloni. Valle a V Piana di Campo Imperatore. Conoidi di deiezione
PROCESSI E FORME CRIONIVALI M. Aquila: versante sottoposto a intensi processi di crioclastismo Campo Pericoli: argine detritico di nevaio (nivomorena) alla base di versanti calcarei ricoperti da placche di neve per gran parte dell anno. Sopra: coni di detrito nel circo di M. Aquila. Rock glacier (freccia) in località Fontari a circa1900 m di quota.