Rischio da atmosfere esplosive (ATEX) Premessa Obiettivi

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Risschi io da attmossfferre esspl lossi ive ((ATTEX)) Premessa Nonostante i continui miglioramenti delle condizioni di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro che hanno caratterizzato gli ultimi decenni, l impatto degli infortuni e delle malattie correlati al lavoro rimane a tutt oggi assai rilevante. Il pericolo di esplosione connesso alla presenza di miscele con l aria di gas, vapori e nebbie infiammabili o di polveri combustibili nelle attività produttive, costituisce un rischio elevato per la gravità dei danni potenziali a persone e cose, anche a fronte di una bassa probabilità di accadimento. Dalla banca dati INAIL relativa agli infortuni sul lavoro, risulta una media di circa 1.150 esplosioni all anno sul territorio della Regione Lombardia, delle quali circa 280 in Provincia di Milano. Nell ambito della strategia comunitaria finalizzata a garantire un ambiente di lavoro sicuro e sano, nel corso dell anno 2003 sono diventate obbligatorie due direttive riguardanti le atmosfere potenzialmente esplosive, ovvero la direttiva di prodotto 94/9/CE e la direttiva sociale 99/92/CE, anche denominate direttive ATEX. Obiettivi Tenuto conto dell importanza e della specificità della materia, il Servizio PSAL ha incaricato sin dal 2009 una propria unità operativa tecnica, di programmare in modo organico un attività di controllo su questo tema rivolta alle aziende del proprio territorio, con l obiettivo di conoscere il livello di attuazione della nuova legislazione sui luoghi con pericolo di esplosione. 1

Azioni È stata predisposta una check-list strutturata sulla base dei principali adempimenti a carico dei datori di lavoro. In una prima fase, sono state selezionate ed assoggettate a controllo diverse tipologie di attività che tipicamente presentano rischi da atmosfere esplosive, come quella chimica, farmaceutica, di verniciatura, ecc. Successivamente, sono stati attivati progetti di controllo su specifici comparti, come quello alimentare (le polveri delle sostanze organiche naturali, quali ad esempio la farina di grano e lo zucchero, sono combustibili e possono dare luogo sia ad incendi che ad esplosioni), trattamento dei rifiuti, a rischio di incidente rilevante, carrozzerie, ecc. Al fine di aiutare i datori di lavoro, in particolare di piccole imprese (non industriali), con attività di panificazione-pasticceria ad assolvere all obbligo della valutazione dei rischi di esplosione connessi all uso di polveri di sostanze organiche naturali e di gas naturale per l alimentazione dei forni di cottura, sono stati elaborati due quaderni tecnici disponibili nel sito web dell ASL Milano (http://www.asl.milano.it/ita/default.aspx?sez=2&pag=74&not=3610). 2

Da una prima elaborazione emergono i seguenti risultati Controllo mediante check-list nelle aziende alimentari: Individuazione del rischio di esplosione nella propria attività e, in caso affermativo, in quale fase del processo produttivo luogo di lavoro e attività produttiva 0,00% 20,83% 33,33% Individuazione delle sostanze pericolose capaci di formare atmosfere esplosive e delle relative caratteristiche, necessarie per poter procedere nell analisi dei rischi sostanze pericolose 20,83% 0,00% 37,50% 45,83% 41,67% Analisi del rischio di esplosione svolta tenendo conto dei risultati della classificazione dei luoghi, delle potenziali sorgenti di innesco e del danno prevedibile analisi del rischio 10,5% 5,9% Adozione di misure di prevenzione per evitare o limitare la formazione di atmosfere esplosive e per rendere inefficaci le potenziali sorgenti d innesco misure tecniche contro le esplosioni 13,89% 0,00% 47,22% 26,1% 57,5% 38,89% Adozione di misure organizzative, quali: la formazione e qualificazione del personale, l autorizzazione al lavoro con sorgenti d innesco, i controlli periodici e la segnalazione delle zone pericolose misure organizzative contro le esplosioni Coordinamento delle imprese esterne coordinamento 13,89% 0,00% 34,72% 14,81% 0,00% 48,15% 51,39% 37,04% 3

Violazioni rilevate in aziende con trattamento di polveri combustibili: Considerazioni e prospettive L iniziativa ha consentito di sensibilizzare le aziende coinvolte ed ha permesso al Servizio di confrontarsi con i diversi profili professionali interessati, promuovendo un accrescimento culturale in materia e l adozione di metodi di valutazione più efficaci. Questo progetto proseguirà con costante aggiornamento ed applicazione della normativa che è in continua evoluzione, unitamente ad iniziative di ulteriore sensibilizzazione mediante incontri collettivi con le diverse associazioni di categoria e verifiche sul campo con audit. Riferimento Ing. Massimo Rho mrho@asl.milano.it 4

Check-list per il controllo dei principali adempimenti a carico dei datori di lavoro relativamente alla valutazione dei rischi da atmosfere esplosive 1. Luogo di lavoro e attività produttiva 1.1 E descritto il luogo di lavoro, in particolare le aree a rischio per la presenza di atmosfere esplosive? 1.2 Sono descritte le fasi del processo produttivo e delle attività aziendali? 2. Sostanze pericolose 2.1 Sono elencate le sostanze infiammabili o le polveri combustibili impiegate? 2.2 Sono riportate le caratteristiche fisico-chimiche rilevanti ai fini del rischio di esplosione? 5

3. Analisi del rischio 3.1 Sono individuate e classificate le zone con pericolo di esplosione? 3.2 Sono indicate le norme seguite per la classificazione? 3.3 E descritta la procedura adottata per effettuare la classificazione? 3.4 Le zone con pericolo d esplosione sono indicate su una planimetria?. 4. Misure tecniche contro le esplosioni 4.1 Sono indicate le misure tecniche adottate per evitare la formazione di atmosfere esplosive? 4.2 Sono descritte le misure tecniche adottate per evitare sorgenti di accensione efficaci? 4.3 Sono riportate le misure tecniche di protezione contro le esplosioni adottate? 6

5. Misure organizzative contro le esplosioni 5.1 Il personale che opera nelle zone pericolose è qualificato (formato ed esperto)? 5.2 Le attrezzature di lavoro utilizzate nelle zone con pericolo di esplosione sono dotate di istruzioni per l uso? 5.3 Esiste un sistema di autorizzazione al lavoro con sorgenti di accensione nelle zone pericolose? 5.4 Sono specificate le cautele da adottare negli interventi di manutenzione? 5.5 Il segnale di avvertimento è esposto nelle zone con pericolo di esplosione? 5.6 Sono pianificate le attività di controllo e sorveglianza (manutenzione)? 5.7 Sono previste ispezione periodiche sul luogo con pericolo d esplosione? 7

6. Coordinamento 6.1 Sono previste riunioni di coordinamento con le imprese esterne? 6.2 E predisposto un programma cronologico dei lavori? 6.3 Sono individuate le persone coinvolte nelle diverse attività? 6.4 Sono individuate le zone con pericolo di esplosione in cui si svolgono i lavori? 6.5 E esclusa la formazione di atmosfere esplosive in ambiente in cui si utilizzano sorgenti di accensione? 6.6 Sono individuate le attrezzature mobili che si possono utilizzare zone con pericolo d esplosione? 8

Il criterio di valutazione dell analisi condotta consiste nell assegnazione di un indice che esprime il livello di attuazione delle direttive ATEX secondo un giudizio soggettivo, stabilito ai fini dell indagine. INDICE 0 1 2 3 DESCRIZIONE DEL LIVELLO DI ATTUAZIONE INESISTENTE/GRAVEMENTE INSUFFICIENTE Non è stato dato seguito agli obblighi previsti dalle direttive ATEX: non è presente il documento di protezione contro le esplosioni e/o non sono state attuate misure di prevenzione sia tecniche che organizzative contro le esplosioni. INSUFFICIENTE È stato dato seguito agli obblighi previsti dalle direttive ATEX ma in modo incompleto, ad esempio: errata classificazione delle zone con pericolo di esplosione, sorgenti di innesco trascurate, efficacia di sorgenti di innesco valutata erroneamente, procedure di manutenzione carenti, ecc. SUFFICIENTE È stato dato seguito agli obblighi previsti dalle direttive ATEX conformandosi ai requisiti minimi richiesti. BUONO È stato dato seguito agli obblighi previsti dalle direttive ATEX apportando miglioramenti tecnici ed organizzativi mirati, derivanti da un particolare approfondimento delle analisi condotte. 9