L immagine: L immagine: tra tra metafora metafora e ricordo e ricordo
Alice De Toni Facoltà di Architettura Corso di Laurea Magistrale in Progettazione Architettonica Paola Pavoni Facoltà di Scienze della Formazione Corso di Laurea Magistrale in Scienze dell educazione degli adulti e formazione continua
Da cosa è composta un immagine?
NUCLEO LOGICO: Copia della realtà NUCLEO PSICOLOGICO: Come agisce dentro di me? IMMAGINE ESTERNA IMMAGINE INTERNA
Qual è la funzione dell immagine?
Rappresentare
Simboleggiare
Spiegare
Raccontare
Informare/Comunicare
Educare
Ricordare
In quali contesti l immagine e la memoria si incontrano?
Musei
Cinema
Libri
Quadri
Fotografia
Jewish Museum of Berlin: l immagine che incontra la memoria la sua storia la sua architettura la sua funzione educativa
Concorso nel 1988 Daniel Libeskind, un architetto polacco, vince il concorso per la costruzione del Museo Costruzione dal 1989 al 1999,con numerose interruzioni dovute alla mancanza di fondi Inaugurazione 11 settembre 2001 Superficie espositiva complessiva circa 3.000 mq. Visitatori circa 700.000/anno
Il Museo graffia il disegno urbano della città Dove si trova? A Berlino nel quartiere barocco, il Friedrichstadt sud
L architetto ha definito il suo progetto between the lines : il museo è il risultato dell intersezione, nel luogo su cui sorge, delle linee tracciate da Libeskind sulla mappa di Berlino partendo dagli indirizzi delle case in cui hanno vissuto intellettuali ebrei e tedeschi. Il progetto è composto da una linea retta ed un altra più articolata che si intersecano
Due atteggiamenti Rispetto, nei confronti del verde esistente nell area di progetto Irriverenza, poiché si contrappone allo schema classico dell edificio che ha affianco
Il Museo Ebraico di Libeskind è una saetta zigzagante, ma anche una stella di Davide distorta. È la metafora della catastrofe che si è abbattuta su di un popolo e sulla storia mondiale, oltre che ebraica.
Funzioni educative del museo ebraico: Capire il contributo economico e culturale dei cittadini ebrei di Berlino Fissare il significato della Shoah nella coscienza e nella memoria della città di Berlino e dell Europa Stimolare la presa di coscienza della Shoah a livello storico
Il museo ha il pregio di rendere immediatamente chiaro, senza ricorrere alla mediazione delle parole, il messaggio educativo che l architetto vuole comunicare attraverso l uso della metafora
La metafora Un importante strumento educativo Veicola significati in modo diretto Consente una comprensione immediata e profonda Lega immagine esterna - interna
Il visitatore che percorre questa struttura vive un esperienza di apprendimento: partecipativa ed immedesimativa che lo coinvolge nella totalità della sua persona e del suo sistema percettivo-sensoriale
Il drammatico zigzag che dà forma al museo è attraversato da una linea retta. L'intersezione della retta con lo zigzag determina sei vuoti non praticabili di forma trapezoidale che interrompono l'articolazione degli spazi museali. Il vuoto è il tema portante del museo perché è la traduzione spaziale (simbolica) dell'assenza che si è insediata nel popolo ebraico dopo l'olocausto. È l'assenza di milioni di morti e delle loro vite.
Il museo è un volume introverso, non ha un'entrata diretta dall'esterno. Per accedere alla sezione ebraica del museo bisogna passare dal vecchio edificio,che è tuttora il museo della storia della città di Berlino, essere inghiottiti da uno squarcio e scendere.
Una rampa di scale che collega i due edifici conduce ad un sotterraneo scomposto in tre assi, una sorta di tridente. L asse dell Olocausto confluisce in una torre denominata la Torre dell'olocausto; l asse dell Esilio conduce ad un giardino quadrato esterno, denominato Giardino dell Esilio; l asse della continuità, conduce ad una scala, che a sua volta conduce alla costruzione principale.
TORRE DELL OLOCAUSTO L unico edificio del museo non utilizzato per le mostre. Si entra attraverso una porta d'acciaio spessa e pesante, che immette in uno spazio trapezoidale alto quasi trenta metri, completamente vuoto e buio, l unica sorgente di luce è una piccola feritoia in un angolo del soffitto; le pareti e il pavimento sono in cemento armato e non c'è nessun tipo di climatizzazione.
Il percorso che indirizza alla torre dell'olocausto, inizia da un muro nero. Dentro la luce è indiretta, penetra da una stretta feritoia in alto da cui non è possibile vedere fuori e capire dove si è, così come accadeva agli Ebrei nei campi di concentramento, non sapevano dove si trovavano, perché non potevano vedere lontano. Lì era anche impossibile sentire notizie, se non imprecise, alterate; all'interno della torre i rumori provenienti dall'esterno sono attutiti, deformati, distorti e creano una condizione di inquietudine e attesa.
Un architettura didattica : Si fonda sull uso della simbologia Guardarla, toccarla, ascoltarla, percorrerla, viverla, coinvolge soprattutto a livello emozionale chi la visita Costringe il visitatore a rivivere l angoscia dell olocausto
GIARDINO DELL ESILIO Il giardino è sotto terra e un alto muro di cinta in cemento armato ne definisce la forma quadrata. Oltre il muro si vedono però brandelli di cielo e di edifici. È come incastrato nell area verde in cui è situato, ma sempre in basso rispetto al livello della strada.
Dentro il giardino quarantanove pilastri cavi a base quadrata in cemento armato sono coronati da alberi. In pianta, le colonne sono disposte simmetricamente all interno del recinto quadrato. Esse, inoltre, si innalzano dal suolo, un acciottolato dai pezzi di diverse dimensioni, ravvicinate e con una particolare inclinazione.
Il recinto indica la condizione di prigionia a cui gli ebrei in esilio furono loro malgrado costretti. I pilastri definiscono una specie di labirinto soffocante che alimenta sempre più il disagio ed il desiderio di evasione.
I quarantanove alberi fanno pensare ad un bosco, quindi ad una natura benigna, solo che non si possono toccare, sono posti troppo in alto. Gli alberi irraggiungibili rappresentano la speranza di un ritorno in patria per molti ebrei impossibile, ma gli alberi mettono radici.
Il museo dal punto di vista educativo: È ricco di significati comunicati mediante la narrazione V.S. Esprime vuoto esistenziale
La terza strada è rappresentata da un percorso che conduce ad una lunga scala che distribuisce alle sale espositive disposte su tre piani. È un percorso ascensionale illuminato dall'alto con lucernari e finestre laterali. La stretta e alta scala è intersecata da un intrico di travi strutturali inclinate. La scala è nera, le pareti del vano inusualmente alto e stretto che la contiene sono lisce e bianche. La scala è interrotta bruscamente da un muro bianco.
La scala indica la continuità della storia e la speranza. È interrotta da un muro, ma nulla lascia intendere che essa abbia termine, sottolineando che la vita va avanti. Essa è stretta ed alta, intersecata da un intrico di travi strutturali inclinate che drammatizzano lo spazio, simboleggiando forse le minacce sempre presenti e ricorrenti nella storia.
Le facciate non presentano finestre tradizionali, ma squarci obliqui di diverse dimensioni. È una grammatica di segni incomprensibili, che definiscono un palinsesto oscuro. Dall'interno questi tagli permettono di guardare verso l'esterno, ma sempre in modo scomodo e disagevole, come a voler esprimere ancora oggi la difficoltà di essere ebrei a Berlino.
Il museo Ebraico di Berlino Rappresenta l esempio di come l impegno pedagogico ed architettonico possano integrarsi nel ricordo del passato, mediante la testimonianza e la narrazione, che si esprimono nell opera architettonica come monito costante per le generazioni future.