Gli alieni:.. Specie alloctone!!!

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Come valutare la biodiversità Valutare la biodiversità come densità specifica spesso non ha grande significato; anzi a volte le aree con elevati indici di diversità, con molte specie cosmopolite, sono quelle con forme di disturbo antropico.

Utilizzare il numero di specie per descrivere la situazione può essere utile. Certo però non tutte le specie sono uguali. Ci sono specie chiave che per le relazioni trofiche, la struttura delle comunità, gli scenari delle successioni, danno il ritmo all insieme. La diversità in alcuni taxa è in relazione a quella dell ecosistema.

Ci sono poi specie indicatrici delle condizioni ambientali, specie con caratteristiche biologiche ed ecologiche particolari (con nicchia ecologica molto stretta ed esigenze ambientali così definite da marcare ogni variazione).

Altro gruppo sono le specie ombrello la cui sopravvivenza richiede ampie zone di territorio in condizioni naturali o poco alterate.

L analisi della variabilità genetica, per esempio delle specie forestali, può essere fatta utilizzando marcatori genetici che consentono di evidenziare differenze esistenti a livello di DNA e quindi di stimare la variabilità presente tra individui, popolazioni, specie. La dimensione spazio-tempo è certamente essenziale nella stima della biodiversità.

Cosa fare in concreto? Tradizionalmente la conservazione della biodiversità ha riguardato le specie minacciate di estinzione. Questo approccio ha portato a scarsi risultati e tende ad essere sostituito da quello per habitat.

La tutela della biodiversità passa anche attraverso azioni concrete che diversi soggetti possono adottare nel campo dell agricoltura, della selvicoltura, della gestione del territorio.

In selvicoltura Favorire la complessità dei popolamenti forestali, con diverse classi cronologiche Favorire la diffusione delle specie autoctone e al loro posto, limitando le specie che appiattiscono la biodiversità Favorire specie di particolare significato ecologico, pur se sporadiche Rispettare la variabilità intraspecifica Assecondare e favorire la rinnovazione naturale Rispettare alberi monumentali (anche perché ospitano corredi lichenici particolari) e necromassa

Salvaguardare siti particolari (es. chiarie, zone umide, ecc.) e favorire aree a finalità faunistica Essere attenti a tutte le componenti dell ecosistema bosco, compreso il suolo forestale Qualora necessaria, adottare una difesa solo con mezzi biologici

Le opportunità

In ambito faunistico Fare prelievi venatori limitati e rispettosi Non fare immissioni di specie alloctone Fare con attenzione i ripopolamenti e solo dopo fasi di studio le reintroduzioni

Rispettare gli habitat e tutte le componenti viventi, anche minori Rinaturalizzare spazi a finalità faunistica Rispettare le aree e i periodi delicati (aree riproduttive, periodi di riproduzione, ecc.) Mantenere aree rifugio e non frammentare gli habitat

In agricoltura: Adottare pratiche agronomiche rispettose (non perseguire l eliminazione totale delle infestanti e dei parassiti, rispettare il suolo e l ambiente in generale) Mantenere coltivate zone particolari (pascoli, prati magri) Preservare vecchi alberi, siepi, alberate, boschetti, spazi incolti, muri a secco, ecc. Prevedere piccole aree a colture diversificate, anche con colture a perdere

Salvaguardare siti particolari, come serbatoi di risorse (zone umide, corsi d acqua) Mantenere fasce di rispetto a tutela di zone umide, fossati, corsi d acqua, ecc. In generale evitare la banalizzazione e la semplificazione Preservare i patrimoni genetici (salvaguardia e recupero vecchie razze, varietà e colture)

Negli interventi sul territorio Realizzare opere rispettose dell ambiente (es. infrastrutture di alvei) Evitare prelievi idrici eccessivi e garantire la funzionalità dei sistemi fluviali Usare miscugli autoctoni per i rinverdimenti (scarpate, piste da sci, ecc.) Rinaturalizzare situazioni alterate Impiegare materiale vivaistico di origine certa e testato

Pianificare l infrastrutturazione del territorio e limitare l urbanizzazione Rispettare i territori particolari (es. no all infrastrutturazione di zone di altitudine) Mantenere corridoi ecologici e reti ecologiche ed evitare eccessiva frammentazione Proteggere le zone umide e altri habitat particolari Proteggere aree naturali (es. boschi planiziali)

Proteggere aree naturali (es. boschi planiziali) Rispettare gli ambienti di agricoltura marginale e tutelare l agricoltura tradizionale Mantenere la variabilità del paesaggio agrario e forestale Prevedere un uso sostenibile delle risorse idriche Controllare i fenomeni di eutrofizzazione e di altro inquinamento

Nella frequentazione del territorio Rispettare le specie (flora, fauna, funghi, ), i siti (es. nidi, formicai, ecc.), gli habitat

Nella ricerca Conservare e studiare la biodiversità in situ (attraverso la tutela degli habitat) Conservare e studiare specie ex situ (in Orti botanici, Acquari, ecc.) Immagazzinare materiale genetico (banche dei semi, banche degli embrioni).

Nel verde urbano..........

Bibliografia essenziale: (fra la vastissima bibliografia si riportano due pubblicazioni generali e altre più specifiche relative agli ambiti di interesse del Corso) Bisol P.M., Pranovi F., Appunti sulla biodiversità, Cluep Ed. PD, 1998 AAVV, Biodiversità, la varietà della vita, Prov. Aut. di TN; Museo Tridentino di Scienze Nat., 2005 Agostini A. (a cura di), La rete europea Natura 2000 verso la gestione della biodiversità, in Natura 2000, PAT, 2003 Pignatti S. (a cura di), Biodiversità e aree naturali protette, Ed. ETS, 2005 AAVV, Biodiversità (in Biodiversità e tipi forestali del Veneto), Regione Veneto, 2002 AAVV, Biodiversità (in Tratti essenziali delle Tipologie di prati e pascoli), Regione Veneto, 2004 Gasparini P., Tosi V.; Foreste e biodiversità: principi e metodi di monitoraggio, Monti e boschi, n. 6/2000 AAVV, Conservazione della biodiversità delle foreste (in Foreste e biodiversità faunistica in Lombardia), Regione Lombardia, 2003 Ciancio O., Nocentini S., La conservazione della biodiversità nei sistemi forestali, Italia Forestale e Montana, n. 1 e n. 2/2003 Nocentini S., Biodiversità, selvicoltura e assestamento forestale, Linea ecologica, n. 2/2006 Forneris G., Lucarda A., Perosino G.; La faccia nascosta della biodiversità nei nostri corsi d acqua, Dendronatura, n. 2/2005