PARADIGMA UTILITARISTICO

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PARADIGMA UTILITARISTICO 1. SCUOLA CLASSICA (o GIURIDICA) DOTTRINA DEL CONTRATTO SOCIALE (C. Beccaria 1700) 2. TEORIA DELLA SCELTA RAZIONALE (Cornish e Clark, 1986) 3. TEORIA DEL DETERRENTE (1960 ) 4. Sistema del crimine

Utilitarismo: Contesto sociale: convinzione che tutti gli uomini sono uguali, nessuna gerarchia, ogni uomo è libero e dotato di ragione: ciò lo distingue dagli altri esseri viventi; Si afferma un nuovo ceto sociale: la borghesia Contesto intellettuale: diffusione delle idee dell empirismo inglese e dell illuminismo francese. idea di contratto sociale tra cittadino e stato; la fonte di potere sta nell individuo che lo conferisce allo stato per convenienza.

Utilitarismo: concetti Principio edonistico: evitare il dolore, massimizzare il piacere «L uomo è un essere razionale» Razionalità = calcolo dei costi/benefici Contratto sociale: l individuo rinuncia a parte della sua libertà per ottenere maggior sicurezza Scopo della società: ottenere il massimo di felicità per il maggior numero possibile di individui

L utilitarismo nei confronti dei reati «Scuola classica/giuridica» Reo: individuo che non rispetta il patto sociale (legge), perché prevale in lui l elemento passionale, istintivo: la ricerca del piacere immediato. Pena: ha la funzione di fargli sentire il costo del non rispetto della legge (calcolo costi/ benefici) Quindi la pena ha una finalità deterrente; Caratteristiche della pena deterrenza: Celerità Certezza Proporzionalità rispetto al reato Ruolo dei controlli e delle istituzioni sociali.

C

CESARE BECCARIA: Dei delitti e delle pene (1764) PRESUPPOSTO DOTTRINA DEL CONTRATTO SOCIALE Sottolinea l origine e la natura consensuale della società e quindi la sua intrinseca necessità e razionalità (Hobbs, Locke, Montesqieu, Rousseau ). DEFINIZIONE DEL CRIMINE COMPORTAMENTO IRRAZIONALE (Passionale=Patologico) CONCEZIONE DELLA PENA giusta rivalsa della società sul deviante - tentativo di ricondurlo alla RAZIONALITÀ - di RECUPERARLO alla convivenza civile FUNZIONE: deterrente educativa Caratteristiche: Pronta, Certa, Proporzionale, Mite

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2. TEORIA DELLA SCELTA RAZIONALE (Cornish e Clarke, 1986) decisione di deviare pensiero strategico Le attività criminali sono prodotto di un essere razionale che compie una fredda valutazione dei costi e benefici PRESUPPOSTI: CONCETTO DI DISORGANIZZAZIONE SOCIALE La disorganizzazione sociale rende gli individui liberi da vincoli CONCETTO DI CONTROLLO SOCIALE (scarso) Dove manca il controllo sociale l azione illegale presenta costi inferiori Il centro dell attenzione è l evento, la situazione, le circostanze del presente, piuttosto che del passato

TEORIA DELLA SCELTA RAZIONALE Processo di formazione della devianza: 1. Motivazioni contingenti Intenzioni 5. Valutazione dei rischi DEVIANTE 2. Stato d animo Sentimenti 4. Percezione delle opportunità criminose 3. Valutazione morale: tecniche di neutralizzazione PROCESSO DECISIONALE = razionalità limitata (calcolo temperato da fattori psicologici)

Coinvol gimento iniziale Modelli di maturazione della scelta criminale

3. TEORIA DEL DETERRENTE «La punizione rappresenta un freno efficace alle azioni criminali» MAGGIORI SARANNO LE PENE MINORE SARÀ IL NUMERO DEI REATI La deterrenza agisce attraverso meccanismi: + Gravità della pena DI TIPO COLLETTIVO (Dissuasione generale) DI TIPO INDIVIDUALE (Dissuasione specifica) - Numero dei reati

(Thio, 1998) Quale potere deterrente ha la pena di morte?

4. Il sistema del crimine Il crimine varia in funzione diretta dei vantaggi e delle opportunità che procura ai suoi autori. Queste sono ostacolate dalle reazioni delle vittime potenziali. Interdipendenze sistema crimine Controllo sociale, Dinamica penale Processo interattivo (Cusson, 1990) Se le occasioni che si presentano ai delinquenti potenziali diventano numerose e interessanti, la criminalità avrà tendenza a crescere. Più la criminalità aumenterà, più converrà alle vittime potenziali di fare uno sforzo supplementare per proteggersi contro il crimine con abitudini improntate alla prudenza e con dispositivi di sicurezza. Un aumento rilevante di forme di autoprotezione farà abbassare il numero e l'interesse delle occasioni offerte ai delinquenti potenziali. Ne risulterà una diminuzione di criminalità. La diminuzione del crimine prodotta dall'autoprotezione si accompagnerà a un maggior sentimento di sicurezza. Le vittime potenziali, sentendosi più al riparo, saranno meno disposte a sacrificare tempo, vigilanza e denaro per la loro protezione. Ne seguirà un minor sforzo nella protezione contro il crimine. 5. Il rallentamento dell'autoprotezione condurrà a una nuova crescita del numero e della qualità delle opportunità, favorendo una nuova spinta alla criminalità.