Teorie organizzative, relazioni inter-organizzative e ambiente
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- Alfonso Alessi
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1 Teorie organizzative, relazioni inter-organizzative e ambiente
2 Lo studio delle organizzazioni come disciplina Negli anni 60 si assiste ad un primo tentativo di raggruppamento di riflessioni organizzative condotte sin dagli anni 40, i cui elementi caratteristici sono: L approccio multidisciplinare allo studio dei fenomeni organizzativi L organizzazione come sistema di elaborazione delle informazioni, di processi decisionali e di scelte La rottura con le teorie classiche L abbandono dell assunto irrealistico del singolo imprenditore onnisciente e razionale concetto di razionalità limitata (Herbert e Simon, 1947)
3 Le teorie classiche (sintesi) 1. Scuola dell organizzazione scientifica del lavoro (Taylor, 1911) 2. Scuola dei principi amministrativi (Fayol, 1916) Organizzazione come sistema chiuso Organizzazione come sistema razionale per eccellenza per il raggiungimento di uno o più scopi predeterminati Principio della one best way e della figura dell imprenditore 3. Scuola delle relazioni umane (Mayo, 1933) Visione naturale e sociale delle organizzazioni Le organizzazioni progettate e controllate formalmente sono occupate da persone Assumono importanza i concetti di comportamenti, sentimenti, relazioni, leadership
4 Le relazioni e gli ambienti organizzativi Dall organizzazione razionale all organizzazione complessa Il concetto di ambiente Il passaggio definitivo da sistema chiuso a sistema aperto Il sistema di relazione diventa imprescindibile La strategic choice
5 Teoria delle contingenze (Burns e Stalker, 1961; Lawrence e Lorsch, 1965) L ambiente non è uniforme ma eterogeneo. Principio della one better fit. Relazione tra lo stato di incertezza dell ambiente e assetti organizzativi che in quell ambiente operavano. Per sopravvivere in un determinato ambiente l organizzazione deve adattarsi ad esso e alle sue contingenze interne. L incertezza e la percezione del management.
6 Teoria della dipendenza dalle risorse (1) la teoria della dipendenza dalle risorse (Pfeffer e Salancik, 1977) sposta l attenzione sul problema del controllo delle risorse, il cui ottenimento condiziona l efficacia delle organizzazioni, perché non è dato. l'organizzazione sopravvive in funzione della sua abilità ad acquisire e mantenere risorse. Prospettiva di network e visione dell organization set: assumono importanza le relazioni interorganizzative. In questa prospettiva esistono due gruppi di interdipendenze: 1. legate ai risultati (simbiotiche e competitive); 2. comportamentali.
7 Teoria della dipendenza dalle risorse (2) L ambiente attivato: L'ambiente dell'organizzazione, inoltre, non è una realtà oggettivamente identificabile; è funzione della sensibilità dell'organizzazione e di processi di attenzione e di interpretazione l'atteggiamento strategico-organizzativo deve essere funzione delle caratteristiche strutturali (livello di concentrazione) del settore in cui operano Legami tra organizzazioni Molto numerosi Poco numerosi Bassa Media Alta Concentrazione del settore
8 La teoria dell ecologia delle popolazioni (Hannan e Freeman, 1977; 1989) Focus sull ambiente che determina quali organizzazione sopravvivono. L ambiente come meccanismo chiave della diversità organizzativa. Unità d analisi: intere popolazioni o specie di organizzazioni. Le teorie biologiche della selezione naturale rappresentano la base attraverso la quale si cerca di spiegare perché certe forme organizzative sopravvivono ed altre scompaiono. Il cambiamento ambientale seleziona certe organizzazioni in base al relativo fit con le specifiche caratteristiche ambientali.
9 Strategie di sopravvivenza I modelli organizzativi si differenziano, nella loro lotta per la sopravvivenza (Hannan e Freeman, 1977; 1989) - interdipendenze di tipo competitivo all interno di una nicchia: 1. generalisti: sono le organizzazione caratterizzate da una nicchia o una sfera di influenza ampia, ossia quelle che offrono una vasta gamma di prodotti o servizi o servono un ampio mercato anche con risultati inferiori alle specialiste. L ampiezza del campo d azione delle aziende generaliste serve in qualche modo a proteggerli dai cambiamenti ambientali; prosperano in ambienti dinamici 2. specialisti: sono le organizzazione che offrono una gamma più limitata di beni o servizi, o che servono un mercato più ristretto. Sono in genere più competitive di quelle generaliste all interno dell area ristretta nella quale operano. Sono spesso di piccole dimensioni, possono muoversi con più rapidità ed essere più flessibili ai mutamenti dell ambiente. Prosperano in ambienti stabili. Esempio: Amazon.com ha iniziato una strategia specialista, con la vendita di libri on line, poi si è evoluta ad una strategia generalista, aggiungendo attività relative a musica, video e altri prodotti..
10 Limiti della teoria Non vi è possibilità di adattamento per l organizzazione. È l ambiente a selezionare le forme non adatte. Impotenza dell attore organizzativo (manager) nei confronti del determinismo ambientale. Scarsa considerazione delle relazioni interorganizzative. Alcuni ambienti non sono adatti a questa teoria, dove ad esempio ci sono poche grandi aziende. Non è detto che l ambiente sia un giudice eticamente ispirato nel determinare le forme migliori
11 La teoria del neo-istituzionalismo (Meyer e Rowan, 1977; DiMaggio e Powell, 1983) Ambiente organizzativo come insieme di istituzioni Cambia la visione di ambiente e si parla di campi organizzativi Interazione reciproca tra azione organizzativa e campo. Le organizzazioni si adattano ai valori della società Visione più articolata dei rapporti inter-organizzativi: le influenze tra ambiente e organizzazioni sono reciproche e non necessariamente negative. Come mai organizzazioni con profonde differenze sostanziali sono così simili? Il concetto di legittimità sociale
12 Il concetto di isomorfismo istituzionale - L isomorfismo è il processo che porta individui e organizzazioni ad assomigliare tra loro per effetto dell aderenza e della conformità a miti ambientali (Meyer e Rowan, 1977). - L idea è che per essere giudicate efficienti, massimizzare legittimità e risorse le organizzazioni devono rispettare criteri di razionalità stabiliti dal contesto istituzionale. L isomorfismo istituzionale: il contesto istituzionale crea una sagoma (template) per la progettazione organizzativa Percorso coercitivo Percorso imitativo Percorso normativo 12
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