CAPITOLO 3 Gli albori Il problema dei trasporti sul lago venne affrontato già nel 1841 quando un gruppo di notabili di Lovere, ottenuta la Imperial Regia austriaca approvazione, fondò la Società del Battello a Vapore sul lago Sebino per passeggeri e merci. Il servizio avrebbe collegato Lovere e Iseo. Fu acquistato un battello a vapore, battezzato Arciduca Leopoldo, di costruzione inglese con lo scafo totalmente rivestito in ferro (era una novità sui laghi italiani). Le corse iniziarono nel 1842 con una andata e ritorno giornaliera Lovere - Iseo. Il servizio, così impostato, proseguì ininterrottamente per più di 10 anni. Nel 1853, alla Battello a Vapore sul lago Sebino subentrò la Società di Navigazione del lago d'iseo, presieduta dal Cavalier Daniele Milesi, che commissionò un natante per sostituire l' Arciduca Leopoldo, ormai inadatto al servizio. Il battello, costruito in Olanda, fu varato nel 1854 ed entrò in servizio col nome di Sebino. Fu il Sebino a trasportare a Lovere il 10 giugno 1859, dopo la ritirata degli austriaci, il garibaldino Zanardelli, futuro primo ministro italiano. Il Sebino affondò nel 1865, durante una traversata notturna, per una valvola lasciata aperta nella stiva. La società armatrice venne messa in liquidazione. Ma già il 23 settembre 1866, dopo la terza guerra d'indipendenza, i loveresi fondarono una nuova Società di Navigazione. Nell'estate del 1867 entrò in servizio il Commercio, un battello di 40 metri di lunghezza spinto da una macchina a vapore della potenza di 105 cavalli, fatto costruire a Zurigo. Nel frattempo un'impresa di recuperi genovese rimise a galla il Sebino. La nuova Società di Navigazione lo acquistò ribattezzandolo Tadini (nome di un importante benefattore di Lovere). Contemporaneamente a Lovere iniziava la costruzione della darsena, che fu inaugurata nel 1884. Il trasporto lacuale sul Sebino Il monopolio della Società di Navigazione del lago d'iseo iniziò ad essere messo in discussione nel 1881. Il signor Reina di Iseo armò un barcone di 20 metri con macchina a vapore da 20 Hp, il Vega (chiamato così in omaggio ad un esploratore piemontese che due anni prima, con una nave dallo stesso nome, aveva raggiunto il Polo Nord). Il Vega iniziò un servizio per soli passeggeri a tariffe ridotte. Poco dopo il signor Frosio di Lovere, socio dissidente del Reina, acquistò a Genova un natante in legno, battezzato Rondinella, dando il via ad un servizio misto passeggeri e merci. Per combattere i concorrenti, la Società di Navigazione acquistò, nello stesso 1881, il battello Vallintelvi, già in servizio sul lago di Como. Lo scafo, lungo 21,5 metri, con macchina a vapore da 45 Hp, entrò in servizio col nome di Tonale. Reina rispose nel 1882 con un nuovo battello, l' Iseo, costruito a Intra, sul lago Maggiore, lungo 22 metri, con scafo in ferro e con macchina a vapore da 25 Hp. Nel 1884 fu demolito il Rondinella del signor Frosio. Nel 1885 venne smantellato anche il Tadini della Società di Navigazione. Sempre nel 1885, una nuova società, la ditta Odero, mise in servizio, il 22 giugno 1885, un battello da 30 metri battezzato Lovere, con l'apparato motore del demolito Tadini. Nel 1885 comparve un nuovo competitore: la casa di spedizioni Discorsi & Bonardi, che varò ad Iseo il battello 61
Paratico, primi anni XX secolo. L unico pontile d imbarco delle chiatte, nei primi anni d esercizio della linea. Sulla cartolina è erroneamente indicato come Sarnico. (Archivio Nembrini) 62
3 Nettuno (costruito a Zurigo e lungo 22 metri), facendolo viaggiare a tariffe modiche. Alla stessa società apparteneva anche il Concordia. Nel 1889 la Società di Navigazione, messa alle strette dalla tanta concorrenza, si pose in liquidazione. Ma il 27 febbraio 1890 la situazione si capovolse: dall'autoliquidazione si passò alla fusione con le ditte concorrenti. La nuova flotta poteva contare su sei unità: i piroscafi Commercio, Lovere, Tonale, Nettuno, Vega ed Iseo. Alla fine del 1890 entrò in scena un nuovo rivale: la ditta Pegurri e Capitanio, proprietaria del battello Ave, costruito a Treviso nel 1874, che rimase in servizio due anni prima di essere demolito. Nel 1893, per scongiurare una nuova concorrenza, la Società di Navigazione incorporò una società che disponeva di un piroscafo di nome Sebino, portando a sette il numero dei suoi battelli. I pontili per il trasporto delle merci Nel 1906 la Società Anonima Giovanni Andrea Gregorini, che a Lovere costruiva ruote ed assili ferrotranviari, varò quattro pontoni in ferro lunghi 35 metri e larghi 6,5 metri, della portata di quattro carri ferroviari ciascuno, analoghi a quelli già in servizio sul lago di Costanza. La Società di Navigazione fornì i mezzi di trazione per le chiatte. A Lovere ed a Paratico (in località Rivatica) furono impiantati due pontili di manovra per il trasbordo dei carri sui natanti e viceversa. A Lovere vennero poi realizzati due scali d'alaggio e le officine per i natanti. Nel 1909 la Gregorini vendette le chiatte ed il pontile di Paratico Rivatica alla Società di Navigazione che già provvedeva ai mezzi di trazione. Nel 1909-'10 vennero sperimentate delle chiatte in cemento armato (sempre per quattro carri ciascuna). Pesavano ben 120 tonnellate, ma non si dimostrano adatte e vennero abbandonate, così come le chiatte in legno, anche a causa della manutenzione troppo onerosa. La navigazione all'inizio del ventesimo secolo Nel 1908 il cav. Daniele Milesi, che reggeva la presidenza della Società di Navigazione da 34 anni, lasciò il comando al cav. Daniele Pesenti a cui successero nel 1911 il cav. Giovanni Cottinelli e nel 1914 il conte Luigi Malliani. Nel primo decennio del secolo scorso entrarono in servizio due nuovi prestigiosi battelli: il Città di Bergamo ed il Città di Brescia. Nel 1915, con l inizio della Prima Guerra Mondiale, il lago d'iseo, ubicato nelle immediate retrovie del fronte attestato sull'adamello, divenne un'importante zona operativa. Le conseguenze furono un aumento del trasporto delle merci (tanto che nel 1916 venne acquistato un rimorchiatore battezzato Gorizia ) e difficoltà per gli approvvigionamenti dei materiali. Con gli opifici sulle sponde del lago impegnati a produrre materiale bellico, anche il traffico sulla linea ferroviaria Brescia - Iseo - Edolo (gestita dalla S.N.F.T.) registrò un aumento eccezionale. 63
Lago d Iseo, anni 30. Rimorchiatore con chiatte cariche di carri ferroviari in navigazione verso Lovere. Lovere, anni 30. Tutti i rimorchiatori della flotta sono ormeggiati nello scalo delle acciaierie di Lovere. (Archivio Raineri) 64
Sarnico. Cartolina d epoca raffigurante il Città di Brescia all attracco. (Archivio Lussana) 65
Anno 1939. Bella immagine di un idrovolante catapultabile Caproni 316 nel tratto di lago di fronte alla penisoletta di Montecolino, a Pilzone d Iseo. (Archivio Lussana) 66
3 La stessa S.N.F.T. costruì un apposito pontile a Pisogne e, con il rimorchiatore Nina ed un gruppo di chiatte in legno, iniziò il servizio di trasporto di carri ferroviari fra Pisogne e gli stabilimenti di Lovere, Castro e Riva di Solto, sulla sponda bergamasca del lago. Nel 1917 il professor Bernardo Sina prese il posto del conte Malliani come presidente della Società di Navigazione, rimanendo in carica sino al 1932. Gli anni tra le due guerre I veri problemi per la Società di Navigazione del lago d'iseo iniziarono a guerra conclusa. L'aumento dei prezzi di gestione, delle paghe e i mancati adeguamenti tariffari, portano a gravi disavanzi finanziari. Il 31 dicembre 1920, a seguito di accordi con la S.N.F.T., la Società di Navigazione entrò in possesso del rimorchiatore Nina, del battello Pisogne (da poco messo in servizio), di sette chiatte in legno e del pontile di Pisogne. La sua flotta comprendeva ora dodici navi e sette chiatte Nel 1921 venne venduto il Pisogne. Dalla Società Lariana fu acquistato lo scafo del piroscafo Spluga dal quale si ricavò una chiatta lunga 38 metri, atta al trasporto di quattro carri ferroviari. Nel 1922 la S.N.F.T. cedette il suo ultimo natante Iseo, costruito dalla Bacigalupo di Sampierdarena, alla Società di Navigazione. Nel 1924 la Società di Navigazione ordinò ai Cantieri Migliardi di Mestre quattro chiatte in ferro (per quattro carri ciascuna), lunghe 40 metri e larghe 7 e due chiatte da 22 metri per due carri ciascuna. Ai Cantieri Bacigalupo di Sampierdarena fu commissionato l' Adamello, un rimorchiatore lungo 23 metri, largo 4,10, con macchina a vapore da 150 Hp). Nel 1925 vennero ordinate sei chiatte, per due carri ciascuna, che si aggiunsero alle due in servizio dall'anno precedente. Sempre ai Cantieri Bacigalupo furono ordinati un altro rimorchiatore, il Trieste (lungo 20,3 metri, largo 4,12 metri con macchina a vapore da 125 Hp) ed un battello chiamato La Capitanio. Nel 1926 furono commissionate ai Cantieri Migliardi di Mestre le prime quattro chiatte per cinque carri ciascuna. Erano lunghe 48 metri e larghe 6,5 metri. Nel frattempo le ultime chiatte in legno ancora in servizio andarono in demolizione. E, ancora ai Cantieri Bacigalupo, venne ordinato un nuovo rimorchiatore, battezzato Trento (lungo 23,05 metri, largo 4,12 metri e con macchina a vapore da 150 Hp). Nel decennio tra il '20 e il '30 il traffico merci aumentò sensibilmente. Nel 1923 aveva una consistenza di 201.355 tonnellate, nel 1928 di 376.198 tonnellate, mentre nel 1930 fu di 387.000 tonnellate. Fu il traffico passeggeri a contrarsi poco a poco, mettendo in crisi la società. Per diminuire le spese, soprattutto dei combustibili, si decise la graduale sostituzione degli apparati a vapore con moderni motori diesel. Nel 1929 venne demolito il piccolo e vecchio battello Tonale. 67
Lovere, 1957. Pesante composizione del convoglio in navigazione sul lago. (Archivio Lussana) 68
3 Il Nettuno fu modificato nel motore, con l'installazione di un diesel, e nelle strutture, prendendo il nome Sarnico. Anche il piroscafo Iseo e il battello La Capitanio furono riconvertiti alla propulsione a gasolio, rispettivamente con motori da 90 e 120 Hp. Dal 1929 al '31, nonostante economie e ristrutturazioni, i passivi della Società aumentarono ulteriormente. Il 1930 fu contrassegnato da un avvenimento destinato ad influire in maniera determinante sul movimento delle merci. L' Ilva, colosso nazionale della siderurgia in continua espansione dall'inizio del secolo, incorporò la Franchi e Gregorini. Nel 1932, a termini di statuto, scaduti i 65 anni di attività, la Società di Navigazione venne messa in liquidazione. Dalle sue ceneri, e senza che il servizio subisse interruzioni, nacque l' Impresa di Navigazione Sebina, con capitale sociale di 1.000.000 di lire, di cui il 50% era detenuto proprio dall' Ilva ed il 20% dalla Italcementi. In pratica l'ilva non fece che sovrapporsi al servizio già in atto da un trentennio, mentre l'italcementi continuava a trasportare in economia fino a Palazzolo s/o il caolino ed il gesso di Costa Volpino, Lovere e Tavernola Bergamasca. Il primo presidente della Navigazione Sebina fu Emilio Bosio fino al 1933. Il comando passò poi al Grand'Ufficiale Francesco Rebua fino al 1935. Quindi fu la volta del Conte Dott. Ing. Franco Ratti di Desio. Nel 1932 il piroscafo Commercio, in servizio da 65 anni, con oltre 2.500.000 Km. di percorrenza e 1.500.000 passeggeri trasportati venne demolito. Dal 1932 al 1934, per la continua contrazione del traffico passeggeri, vennero ridotte le percorrenze dei piroscafi e le manutenzioni (fatto comune a tutte le società del tempo). Aumentò invece il traffico merci. Tra il 1935 ed il 1936 vennero vendute quattro chiatte in cemento armato inutilizzate da anni. Nel 1938, mancando la disponibilità finanziaria per rinnovarli, vennero demoliti i piroscafi Città di Bergamo e Città di Brescia, scaduti di navigabilità. La medesima sorte toccò al rimorchiatore Città di Cremona. A metà del 1941, in piena seconda guerra mondiale ed al compimento di un secolo di vita per la navigazione, venne rinnovato nelle strutture il piroscafo Sebino. Fu acquistato un nuovo battello a vapore, il Montisola, per il traghettamento sul tratto Lovere - Pisogne. Durante la seconda guerra mondiale i trasporti terrestri nella zona quasi scomparvero, mentre la Sebina arrivò sino a quota 460.000 passeggeri nel 1944. Verso la fine del conflitto iniziarono i bombardamenti e i mitragliamenti a bassa quota, soprattutto su linee e mezzi ferroviari. Nel novembre del '44 la motonave Iseo venne mitragliata fra Tavernola Bergamasca e Montisola. I morti furono 41. Mentre il piroscafo Sebino venne danneggiato nel '45 nel porto di Iseo. Da ricordare che sul Sebino, dalla località Montecolino di Pilzone d Iseo, fino al 1933, era consentito l approdo e la partenza anche di idrovolanti. Dopo il 1933 furono consentiti solo i voli militari in quanto a Montecolino era situata una fabbrica collegata alla Caproni di Ponte San Pietro. 69
Paratico Rivatica, 29 aprile 1983. Un locomotore diesel manovra con i carri scudo. Sulla sinistra è ormeggiato il rimorchiatore Adamello. (Foto Nembrini) 70
3 Il secondo dopoguerra Già prima dell'inizio della guerra, l'italcementi aveva allentato i suoi legami con la zona sebina. Erano cessate le attività a Riva di Solto ed era stata ceduta la cava di pozzolana a Pilzone. Per di più l'azienda si era resa autonoma nel trasporto del materiale, avendo impiantato già nel 1932 una teleferica, della portata di 4 tonnellate l'ora, che partiva dalla località Tengattini di Paratico ed arrivava fin dentro lo stabilimento di Palazzolo sull Oglio. Così, nel 1952, l'italcementi vendette la sua partecipazione in seno alla Sebina. In quel periodo l'ilva rappresentava, da sola, l'85% del traffico merci sul lago. Nel 1954 cessò la concessione all'impresa Sebina. Il Ministro dei Trasporti decise la scissione del servizio merci da quello viaggiatori, affidando per trent'anni il servizio merci all'impresa Sebina e quello passeggeri alla ditta Busti di Bergamo. Si chiuse così un capitolo del trasporto passeggeri e tutti i battelli (eccetto l' Iseo ) vennero accantonati. La flotta della Busti era composta dai piroscafi Sebino e Sarnico, dalle motonavi Iseo e La Capitanio e dal motoscafo Montisola. Entrarono in servizio tre nuovi motoscafi (costruiti in cantieri veneziani): il Ninfea, il Gardenia e l' Iris. Sul fronte merci, cambiarono le fonti di rifornimento: nei forni dei cementifici il carbone fu sostituito dalla nafta ed alla Siderurgica di Lovere non arrivavano solo rottami, ma blumi e rotoli di lamiera. E nacque un parallelo trasporto su gomma anche per questi materiali. Erano gli anni della motorizzazione di massa su gomma ed i collegamenti via lago persero di competitività ed importanza. Sulla sponda bresciana si inaugurò la nuova strada litoranea nel tratto Vello - Toline, costruita a tempo di record fra il 1959 ed il 1961. Sul versante delle merci, il calo del tonnellaggio continuò inarrestabile per tutti gli anni '60 e '70 (ci sarebbe stato un miglioramento solo durante la crisi petrolifera del 1973). Per quanto riguardava il trasporto passeggeri, le esigenze turistiche e di trasporto dei residenti del Comune di Monteisola si scontrarono con il lievitare dei costi d'esercizio, tanto che la Busti chiese che, almeno temporaneamente, il servizio di linea venisse affidato alla Gestione Governativa Navigazione Laghi, costituita nel 1957 per i laghi Maggiore, di Como e di Garda, in grado di disporre anche di materiali e di tecnici. L'affidamento sarebbe stato formalizzato nel 1975, con piena decorrenza a partire dal 1977. Dagli anni settanta ad oggi Nel 1970 la Sebina chiese la revoca della concessione merci per insostenibili oneri di gestione e conseguente passivo di esercizio. La revoca venne sancita l'11 marzo 1970 con decreto del Presidente della Repubblica numero 266. La Sebina, unitamente ai sui 23 dipendenti, fu incorporata nell'italsider, subentrata all Ilva, ed il servizio di navigazione divenne solo una delle attività del grande stabilimento. Il traffico annuo si stabilizzò sulle 100.000 tonnellate, con qualche sporadico servizio per la Cementifera Sebina di Tavernola Bergamasca e per il retificio Badinotti di Siviano (a Monteisola). Il servizio passeggeri negli anni '70 fu affidato alla Gestione Governativa Navigazione Laghi, più semplicemente Naviseo. 71
L Iseo, costruito nel 1910 e rimodernato nel 1977, è oggi il più anziano battello della flotta della Navigazione Lago d Iseo......mentre il Marone rappresenta l ultima unità entrata in servizio nel 2006. (Foto Navigazione Lago d Iseo) 72
3 La concessione veniva prorogata di anno in anno e la Regione Lombardia provvedeva a ripianare le perdite di esercizio. La Naviseo ottenne un costante recupero del coefficiente di esercizio (rapporto entrate-uscite), con un incremento di viaggiatori trasportati, pur in presenza di una serie di non lievi adeguamenti tariffari. Nel 1979 venne acquisito il motoscafo Cigno, che proveniva dalla flotta governativa del lago Maggiore. E continuavano, per le altre unità, i lavori di restauro. Alla Iseo venne sostituito l'apparato motore. Ciò nonostante rimanevano insoluti i problemi di gestione della flotta. Basti pensare che nel 1983 la percentuale degli introiti tariffari corrispondeva al 36% dei costi complessivi. Nel 1986 e nel 1991 vennero varati due nuovi grandi battelli da 400 posti dotati di sala ristorante: il Città di Brescia ed il Città di Bergamo. Con l'aumento delle potenzialità della flotta e con la ristrutturazione degli orari, il traffico passeggeri iniziò ad incrementare. Si registrarono punte di tutto esaurito in molte giornate festive e prefestive, specialmente da marzo ad ottobre. Nel marzo del 1996 la Regione Lombardia deliberava uno stanziamento di 3 miliardi di lire per l'acquisto di quattro nuovi natanti di modello unificato da 250 posti ciascuno. Le imbarcazioni, che contribuirono a svecchiare notevolmente la composizione delle flotta sociale, erano il Lovere, il Monteisola, il Sebino e il Costa Volpino (l'unico della serie ad essere dotato di una cinquantina di posti pranzo). Erano destinati, nelle intenzioni iniziali, a sostituire progressivamente tre motoscafi da 110 posti, rimasti poi ugualmente in servizio. Nel luglio 2006 è entrata in servizio la nuova motonave Marone, da 125 posti, utilizzata prevalentemente per i servizi a spola con Monteisola. Da menzionare anche l'ultimo cambiamento societario registrato nel 2003 quando alla gestione regionale è subentrata quella della Navigazione Lago d'iseo Srl. Le quote societarie risultano sottoscritte dal Consorzio Gestione Associata Laghi d'iseo, d'endine e Moro costituito dagli Enti Locali, in primis i Comuni rivieraschi. 73
La M/N Città di Brescia, ammiraglia con la M/N Città di Bergamo, della flotta in servizio sul Lago d Iseo. (Foto Navigazione Lago d Iseo) 74
3 Attualmente la consistenza della flotta della Navigazione Lago d'iseo è la seguente: -Motonave Città di Brescia da 400 posti (compresi 130 posti pranzo) Anno di costruzione 1986 -Motonave Città di Bergamo da 400 posti (compresi 95 posti pranzo) Anno di costruzione 1991 -Motonave Lovere da 250 posti Anno di costruzione 1998, entrata in servizio nel luglio 1999 -Motonave Monteisola da 250 posti Anno di costruzione 1999, entrata in servizio nel gennaio 2000 -Motonave Sebino da 250 posti Anno di costruzione 1999, entrata in servizio nel maggio 2000 -Motonave Costa Volpino da 250 posti (compresi 50 posti pranzo) Anno di costruzione 2002, entrata in servizio nel febbraio 2003 -Motonave Iseo da 220 posti Anno di costruzione 1910, rimodernata nel 1977 -Motonave Marone da 125 posti. Anno di costruzione 2006, entrata in servizio nel luglio 2006 -Motoscafo Ninfea da 110 posti Anno di costruzione 1955 -Motoscafo Iris da 110 posti Anno di costruzione 1960 -Motoscafo Gardenia da 110 posti Anno di costruzione 1956, rimodernato nel 1978 -Motoscafo La Naf da 110 posti Anno di costruzione 1988 -Motoscafo Isola da 45 posti Anno di costruzione 1993, entrato in servizio nel 1994 -Motoscafo Libeccio da 45 posti Anno di costruzione 1981, entrato in servizio nell'agosto 1982. 75
Agosto 1981. Uno dei due ponti che scavalcano il canale Fusia; qui siamo al Km. 7+922, prima della loro sostituzione nel 1986 con altri in cemento armato. (Foto Tronconi) 76