MODULO 1 Struttura e codici dei processi comunicativi Modulo 1 Struttura e codici dei processi comunicativi 1. Quale elemento della struttura comunicativa è, secondo te, fondamentale per regolare, in maniera naturale, la comunicazione? Individualo e parlane brevemente 2. «Il problema fondamentale della comunicazione consiste nel riprodurre in un punto, esattamente o approssimativamente, un messaggio selezionato in un altro punto». (C. Shannon, A Mathematical Theory of Communication, 1948). Dopo aver letto attentamente il messaggio, descrivere brevemente che cosa Shannon ha voluto esprimere. 3. Se io dicessi: «Qualunque fatto, culturale o naturale, può essere impiegato per trasmettere un messaggio, vale a dire per comunicare qualcosa o meglio ciò che conta perché vi sia comunicazione è l intenzione da parte del mittente di comunicare qualcosa e la consapevolezza di questa intenzione da parte del destinatario», a quale delle funzioni del linguaggio teorizzate da Roman Jakoson potrei far riferimento? 4. Esperimento di Paul Watzlawick (Unire i nove punti con quattro linee rette, senza mai staccare la penna o la matita dal foglio): * * * * * * * * * 1
MODULO 2 Tecniche e strategie della comunicazione audiovisiva Modulo 2 Tecniche e strategie della comunicazione audiovisiva 1. La sceneggiatura nell attività cinematografica è fondamentale per pianificare in maniera dettagliata i singoli elementi della fase di produzione e per controllare anche la coerenza tra ciò che precede e ciò che segue ogni singola inquadratura nella fase di postproduzione. Nella postproduzione che cosa si realizza? 2. Descrivere brevemente la tecnica dell illuminazione 3. Leggere attentamente l articolo e commentare le critiche che Pasolini rivolge alla televisione. «Nessun centralismo fascista è riuscito a fare ciò che ha fatto il centralismo della civiltà dei consumi. Il fascismo proponeva un modello, reazionario e monumentale, che però restava lettera morta. Le varie culture particolari (contadine, sottoproletarie, operaie) continuavano imperturbabili a uniformarsi ai loro antichi modelli: la repressione si limitava a ottenere la loro adesione a parole. Oggi, al contrario, l adesione ai modelli imposti dal Centro, è tale e incondizionata. I modelli culturali reali sono rinnegati. L abiura è compiuta. Si può dunque affermare che la tolleranza dell ideologia edonistica voluta dal nuovo potere, è la peggiore delle repressioni della storia umana. Come si è potuta esercitare tale repressione? Attraverso due rivoluzioni, interne all organizzazione borghese: la rivoluzione delle infrastrutture e la rivoluzione del sistema di informazioni. Le strade, la motorizzazione e così via hanno oramai strettamente unito la periferia al Centro, abolendo ogni distanza materiale. Ma la rivoluzione del sistema di informazioni è stata ancora più radicale e decisiva. Per mezzo della televisione, il Centro ha assimilato a sé l intero paese che era così storicamente differenziato e ricco di culture originali. Ha cominciato un opera di omologazione distruttrice di ogni autenticità e concretezza. Ha imposto cioè come dicevo i suoi modelli: che sono i modelli voluti dalla nuova industrializzazione, la quale non si accontenta più di un uomo che consuma, ma pretende che non siano concepibili altre ideologie che quella del consumo. Un edonismo neo-laico, ciecamente dimentico di ogni valore umanistico e ciecamente estraneo alle scienze umane. L antecedente ideologia voluta e imposta dal potere era, come si sa, la religione: e il cattolicesimo, infatti, era formalmente l unico fenomeno culturale che omologava gli italiani. Ora esso è diventato concorrente di quel nuovo fenomeno culturale omologatore che è l edonismo di massa: e, come concorrente, il nuovo potere già da qualche anno ha cominciato a liquidarlo. Non c è, infatti, niente di religioso nel modello del Giovane Uomo e della Giovane Donna proposti e imposti dalla televisione. Essi sono due persone che avvalorano 2
MODULO 2 Tecniche e strategie della comunicazione audiovisiva la vita solo attraverso i suoi Beni di consumo (e, s intende, vanno ancora a messa la domenica: in macchina). Gli italiani hanno accettato con entusiasmo questo nuovo modello che la televisione impone loro secondo le norme della Produzione creatrice di benessere (o, meglio, di salvezza dalla miseria). L hanno accettato: ma sono davvero in grado di realizzarlo? No. O lo realizzano materialmente solo in parte, diventandone la caricatura, o non riescono a realizzarlo che in misura così minima da diventarne vittime. Frustrazione o addirittura ansia nevrotica sono ormai stati d animo collettivi. Per esempio, i sottoproletari, fino a pochi anni fa, rispettavano la cultura e non si vergognavano della propria ignoranza. Anzi, erano fieri del proprio modello popolare di analfabeti in possesso però del mistero della realtà. Guardavano con un certo disprezzo spavaldo i figli di papà, i piccoli borghesi, da cui si dissociavano, anche quando erano costretti a servirli. Adesso, al contrario, essi cominciano a vergognarsi della propria ignoranza: hanno abiurato dal proprio modello culturale (i giovanissimi non lo ricordano neanche più, l hanno completamente perduto), e il nuovo modello che cercano di imitare non prevede l analfabetismo e la rozzezza. I ragazzi sottoproletari umiliati cancellano nella loro carta d identità il termine del loro mestiere, per sostituirlo con la qualifica di studente. Naturalmente, da quando hanno cominciato a vergognarsi della loro ignoranza, hanno cominciato anche a disprezzare la cultura (caratteristica piccolo borghese, che essi hanno subito acquisito per mimesi). Nel tempo stesso, il ragazzo piccolo borghese, nell adeguarsi al modello televisivo che, essendo la sua stessa classe a creare e a volere, gli è sostanzialmente naturale diviene stranamente rozzo e infelice. Se i sottoproletari si sono imborghesiti, i borghesi si sono sottoproletarizzati. La cultura che essi producono, essendo di carattere tecnologico e strettamente pragmatico, impedisce al vecchio uomo che è ancora in loro di svilupparsi. Da ciò deriva in essi una specie di rattrappimento delle facoltà intellettuali e morali. La responsabilità della televisione, in tutto questo, è enorme. Non certo in quanto mezzo tecnico, ma in quanto strumento del potere e potere essa stessa. Essa non è soltanto un luogo attraverso cui passano i messaggi, ma è un centro elaboratore di messaggi. È il luogo dove si concreta una mentalità che altrimenti non si saprebbe dove collocare. È attraverso lo spirito della televisione che si manifesta in concreto lo spirito del nuovo potere. Non c è dubbio (lo si vede dai risultati) che la televisione sia autoritaria e repressiva come mai nessun mezzo d informazione al mondo. Il giornale fascista e le scritte sui cascinali di slogan mussoliniani fanno ridere: come (con dolore) l aratro rispetto a un trattore. Il fascismo, voglio ripeterlo, non è stato sostanzialmente in grado nemmeno di scalfire l anima del popolo italiano: il nuovo fascismo, attraverso i nuovi mezzi di comunicazione e d informazione (specie, appunto, la televisione), non solo l ha scalfita, ma l ha lacerata, violata, bruttata per sempre» (Pierpaolo Pasolini, Corriere della Sera, 9 dicembre 1973) 3
MODULO 3 Mezzi, strumenti e metodi della comunicazione di massa Modulo 3 Mezzi, strumenti e metodi delle comunicazioni di massa 1. Esporre brevemente le origini e lo sviluppo della comunicazione, nelle diverse tappe storiche 2. Sintetizza schematicamente la struttura di una testata giornalistica: 3. Spiega brevemente in che modo e con quali strumenti la comunicazione radiofonica, pur non potendo contare sulle immagini, catturi l attenzione dell ascoltatore: 4. Quali differenze esistono tra il codice digitale e il broadcasting? 5. Cerca di riflettere sul tuo profilo che hai su facebook e di coglierne alcuni aspetti negativi: 4
MODULO 4 I processi comunicativi e il target di riferimento Modulo 4 I processi comunicativi e il target di riferimento 1. Spiega brevemente gli aspetti e i problemi della comunicazione aziendale. 2. Analizza le modalità attraverso cui si esplicano i processi comunicativi all interno e all esterno di un azienda: 3. Leggi il brano e descrivi i flussi di comunicazione, che ogni Ufficio di relazioni esterne di un azienda attua. «Tutte quelle attività sistematiche che un impresa svolge all esterno, verso il suo pubblico o i suoi vari pubblici, per ascoltare fino a che punto essi siano soddisfatti dei prodotti o dei servizi erogati. Sulla base di tale acquisizione informativa, l impresa che opera in chiave di relazioni pubbliche provvederà a migliorare prodotti e servizi per adeguarli alle aspettative e alle esigenze di coloro che essa serve, riuscendo in tal modo non soltanto a instaurare comunicazioni continue e a due vie, ma a soddisfare, nel migliore dei modi, il pubblico da cui essa dipende e a realizzare con esso un clima di rispetto, di fiducia reciproca, d indispensabile amicizia e di collaborazione». (C. Majello, L arte di comunicare, De Agostini, Novara 1993) 4. Presentare se stessi attraverso una stesura di curriculum vitae: 5. L imbuto promozionale è uno strumento che permette di rilevare, in maniera efficace, le specificità dei mezzi di comunicazione. Parla brevemente dell obiettivo che si prefigge chi utilizza il concetto d imbuto promozionale. 5
MODULO 5 Modelli comunicativi e linguaggi dei media Modulo 5 Modelli comunicativi e linguaggi dei media 1. Individua un modello di teoria comunicativa e parlane brevemente, evidenziandone criticità e positività. 2. Parla del linguaggio della musica e delle sue funzioni nello sviluppo dell intelligenza musicale. 3. Il linguaggio dell arte quale organizzazione e regole ha? 4. Il fumetto ha una potenzialità linguistica, comunicativa e pedagogica? Argomenta brevemente la tua risposta. 6
MODULO 6 Comunicazione pubblicitarfia e sicurezza Modulo 6 Comunicazione pubblicitaria e sicurezza 1. Dopo aver letto il brano, descrivi il ruolo e l importanza strategica del marketing per le imprese. «Il marketing costituisce un settore di studi e di ricerche in continuo divenire, conseguente all evoluzione che ha portato l azienda a concepire tutta la sua attività in funzione del mercato, cioè del consumatore-utente, e a considerare l efficienza del processo di distribuzione dei propri prodotti o servizi come vitale per la sua sopravvivenza. L interesse delle imprese verso il marketing è evidente in rapporto alla crescente difficoltà di vendere, dovuta all intensificarsi delle innovazioni tecniche e tecnologiche della concorrenza, in rapporto ai mercati internazionali sempre più invadenti, all esigenza di operare con onerosi investimenti pubblicitari e promozionali. Il campo di studi sul marketing si è pertanto molto esteso, applicando anche nella distribuzione i principi generali dell organizzazione scientifica. Il marketing offre oggi possibilità di occupazione superiori a quelle dell attività produttiva, che tende a ridurre il fabbisogno delle risorse umane per effetto dell automazione, dell informatica, della telematica, dell impegno di strutture capaci di svolgere operazioni complesse quasi senza operatori, quali i transfert dell industria meccanica. Le aziende necessitano di attuare una moderna politica di marketing, mediante personale qualificato; non i classici commessi viaggiatori, ma elementi dotati di buona preparazione di base sul processo di distribuzione, che richiede un costante aggiornamento formativo. L essenza del marketing può essere sintetizzata dalle significative considerazioni di Marting: «La nostra epoca è caratterizzata da grandi cambiamenti: non possiamo mai perfezionare un metodo, una macchina o un processo tecnico e ritenerci definitivamente soddisfatti. Nuovi cambiamenti interverranno e i nostri processi innovativi dovranno conseguentemente essere ancora migliorati. In ciò consiste la sfida per una direzione commerciale creativa, una sfida che obbliga a essere sempre attenti, impazienti, pronti ad affrontare tutto ciò che accade». Le tecniche di direzione commerciale continuano a progredire, le condizioni industriali appaiono incerte, divengono mutevoli. Innovazioni-variazioni nel gusto e nelle preferenze del consumatore una concorrenza sempre più aggressiva, costi di produzione crescente: tutto contribuisce a indurre la nostra professionalità a intervenire efficacemente nei problemi che creano le premesse alla vendita, nella valutazione dei mercati, nello sviluppo di nuovi prodotti». (D. Dal Verme, La comunicazione aziendale: il marketing, in Tecniche di comunicazione e relazione, Clitt, Roma 1995) 7
MODULO 6 Comunicazione pubblicitarfia e sicurezza 2. Spiega brevemente gli ambiti delle attività tradizionali di marketing: 3. Analizza, in poche parole, l uso della customer satisfaction come filosofia aziendale. 4. Definisci, classifica la pubblicità e parla brevemente della sicurezza nella comunicazione commerciale e pubblicitaria. 8
MODULO 7 Il software per la gestione di testi e immagini Modulo 7 Il software per la gestione di testi e immagini 1. Parla brevemente della struttura e delle funzioni del personal computer tradizionale: 2. Descrivi, dopo aver letto il brano, i vantaggi e gli svantaggi del computer portatile: «Il principale vantaggio dei computer portatili è la dimensione contenuta. Al termine dell utilizzo possono essere chiusi e riposti in un cassetto. Grazie alla batteria possono funzionare qualche ora senza essere collegati alla presa elettrica. Inoltre, sono facilmente trasportabili in borsa. Le dimensioni limitate dei computer portatili possono rendere più difficoltosa la lettura delle informazioni sullo schermo e l utilizzo della tastiera sui computer più piccoli (netbook). In genere i computer portatili hanno una configurazione hardware meno potente rispetto ai computer fissi. Il divario tecnologico tra computer fissi e portatili si è comunque notevolmente ristretto negli ultimi anni. (Da Okpedia) 3. Se potessi ideare un prodotto multimediale, su quale progetto saresti orientato/a? 9
MODULO 8 Dinamiche sociali e tecniche di comunicazione individuale e di gruppo Modulo 8 Dinamiche sociali e tecniche di comunicazione individuale e di gruppo 1. Individua i fattori che ostacolano la coesione del gruppo e parlane criticamente. 2. Illustra brevemente le strategie e le tecniche per comunicare con interlocutori difficili. 3. Quale approccio risulta più funzionale nella comunicazione con personalità problematiche? 4. Su che cosa si basa la tecnica sociometrica di Moreno? Descrivi le dinamiche all interno del sociogramma circolare a bersaglio. 5. Descrivi il team working e i vantaggi di lavorare in gruppo. 10
MODULO 9 Tecniche di fidelizzazione della clientela Modulo 9 Tecniche di fidelizzazione della clientela 1. Immagina il ciclo di un prodotto e rappresentane graficamente le vendite. 2. La gestione del portafoglio-prodotti ha la funzione di coordinare la gestione di più prodotti o linee di prodotto con una duplice finalità, vale a dire: 3. Parla brevemente delle cinque forze che determinano la redditività, secondo il modello dell economista Michael Porter. 4. Che cos è la fidelizzazione e di quali tecniche si serve? 5. Come si definisce il customer care quando si riferisce all e-commerce? 11
MODULO 10 Struttura dei processi comunicativi e caratteristiche dei media Modulo 10 Struttura dei processi comunicativi e caratteristiche dei media 1. Che cos è il mercato e quali funzioni svolge nella società globale? 2. Leggi attentamente il brano ed esprimi le tue considerazioni: «Il processo di segmentazione si divide in quattro fasi: spaccatura del mercato in individualità (persone, unità complesse di base (ad esempio la famiglia coppia o l azienda), a seconda del bene/prodotto; riagglomerazione dei target (semplici o complessi) sulla base di variabili creazione di segmenti; identificazione dei segmenti reali, o diretti, o primari; dei segmenti potenziali, o indiretti o secondari; definizione dei segmenti estesi, quelli composti da individui o gruppi spot o singles, ossia potenzialmente avvicinabili solo per acquisti singoli e dettati da ragioni momentaneamente insondabili. (G. Pellicelli, Il marketing internazionale, Etas, Milano 2006) 3. Esponi brevemente il concetto di targeting: 4. A cosa serve il briefing e quali elementi tende a definire? 12
MODULO 11 Criteri e metodi per la definizione e la progettazione di campagne pubblicitarie Modulo 11 Criteri e metodi per la definizione e la progettazione di campagne pubblicitarie 1. Elenca brevemente le tecniche d indagine nelle ricerche di mercato. 2. Il marketing-mix viene identificato con l espressione 4P, vale a dire: 3. Progetta e organizza una campagna pubblicitaria su un prodotto presente sul tuo territorio. 4. Definire il target-group influenza l elaborazione del messaggio e la scelta dei media per veicolare l azione pubblicitaria. Esso, in tale contesto, è: 5. Che cosa bisogna intendere per advertising media e quale funzione ha rispetto alla pubblicità? Parlane brevemente. 13