UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BARI A. MORO Dipartimento di Scienze della Formazione, Psicologia, Comunicazione Laurea magistrale in Scienze pedagogiche Pedagogia della marginalità a.a. 2016/2017 Le difficili esistenze. Lineamenti di pedagogia della marginalità e della devianza Valeria Rossini valeria.rossini@uniba.it I RAGAZZI DIFFICILI E LE FORME DEL DISAGIO evolutivo endogeno: crisi di transizione dell età adolescenziale; socio-culturale esogeno: condizionamenti sociali; cronicizzante: interazione di fattori di rischio individuali e sociali. 1
DIREZIONI PEDAGOGICHE Pedagogia clinica Pedagogia dell ascolto Prospettiva sistemicorelazionale Sguardo evolutivo PRINCIPALI FUNZIONI DEL COMPORTAMENTO DEVIANTE Aggressione fisica Furto e vandalismo Bugia e disobbedienza Affermazione di sé attraverso l attacco diretto e l esibizione di forza Autonomia Affermazione di identità e di volontà attraverso attacchi indiretti e il lasciare il segno Autonomia Affermazione di volontà attraverso il sotterfugio Accettazione e visibilità sociale attraverso l esibizione di forza e differenziazione Rito di legame e di appartenenza attraverso la condivisione dell azione e l attacco al gruppo Sperimentazione e trasgressione Accettazione e visibilità sociale attraverso la condivisione dell azione e la presenza di un pubblico Rito di legame attraverso la condivisione di azioni ed emozioni ad esse associate Opposizione e trasgressione attraverso attacchi indiretti generalmente rivolti contro l autorità familiare e scolastica Accettazione sociale e identificazione attraverso la differenziazione dagli adulti Opposizione e trasgressione attraverso l affermazione della propria volontà Fuga soprattutto nei più grandi Fuga nell azione in assenza di altre strategie di coping Fuga dal confronto e dal dialogo 2
BISOGNI E DOVERI RICONOSCIMENTO (addomesticare) INDIVIDUAZIONE (personalizzazione) STRUTTURARE IL TEMPO (solitudine) SIGNIFICATO (intenzionalità) EDUCARE IL CARATTERE Per formazione del carattere si intende la formazione della personalità, cioè di una relazione positiva con se stessi. L educazione del carattere mira ad ottenere le capacità di fare scelte, di scoprire ciò che si può e si vuole essere, di assumersi delle responsabilità, di farsi dei programmi coscienti di vita scoprendo la propria vocazione. Essa comprende tutta una serie di virtù umane come lealtà, fiducia in se stessi, coraggio, senso della gioia, ottimismo, rispetto dei diritti, autodisciplina, elevazione del proprio pensiero e dei propri sentimenti. 3
IMPLICAZIONI EDUCATIVE famiglia COGNITIVO SOCIALE CONTESTI AMBITI scuola extrascuola AFFETTIVO VALORIALE FATTORI PROTETTIVI E AMBITI DI INTERVENTO Fattori di protezione personali Fattori di protezione familiari Fattori di protezione legati alla comunità Fattori di protezione legati alla scuola Life skills Valori Disapprovazione della devianza Attese di successo Conoscenze AZIONE DIRETTA Modello positivo di adulto Disapprovazione dei comportamenti a rischio AZIONE INDIRETTA Stile educativo autorevole MESSAGGI E ATTEGGIAMENTI Riduzione della spinta verso l adultità Accettazione del periodo adolescenziale LUOGHI DI AGGREGAZIONE Sperimentazione e realizzazione di sé Presenza educativa di adulti Assunzione di responsabilità ESPERIENZA SCOLASTICA Soddisfazione Successo scolastico POTENZIAMENTO DELLE LIFE SKILLS ORGANIZZAZIONE SCOLASTICA Struttura Regole Attività didattiche Ruolo educativo dell insegnante 4
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BARI A. MORO Dipartimento di Scienze della Formazione, Psicologia, Comunicazione Laurea magistrale in Scienze pedagogiche Pedagogia della marginalità a.a. 2016/2017 CBE: UN MODELLO PER LA FORMAZIONE PERTINENTE DEGLI EDUCATORI Valeria Rossini valeria.rossini@uniba.it LE COMPETENZE PROFESSIONALI DEGLI EDUCATORI Capacità di risolvere famiglie di casiproblemi individuati nelle varie comunità Approccio per problemi Approccio orientato alla comunità costruttivismo 5
SISTEMA FORMATIVO INTEGRATO Università Sistema socioeducativo locale Comunità COMMUNITY BASED EDUCATION (CBE) Comunità Setting sociale nel quale gli individui sono nati, crescono, fanno esperienze, sono presi in carico, sono riabilitati ed eventualmente finiscono la loro vita oppure un gruppo di individui e famiglie che vivono insieme in una definita area geografica che di solito comprende un villaggio, una città o una metropoli. Educazione orientata alla comunità Approccio formativo che è focalizzato su gruppi di popolazione o su individui e tiene in considerazione i bisogni della comunità coinvolta. L educazione orientata alla comunità può essere definita come una formazione pertinente perché prende in considerazione tutti gli aspetti dei problemi socio-educativi del paese nel quale si svolge. 6
ATTIVITÀ DI APPRENDIMENTO BASATE SULLA COMUNITÀ 1. lavoro per lo sviluppo di una determinata comunità; 2. indagini e progetti per una comunità; 3. programmi di presa in carico di gruppi o famiglie; 4. Attività in centri socio-educativi o riabilitativi. MODELLO TEORICO DELLA COMMUNITY BASED EDUCATION 7
PROBLEM BASED LEARNING (PBL) Definizione: L apprendimento basato sui problemi è una metodologia di apprendimento e insegnamento basata sul principio dell utilizzo di un problema come punto di partenza per l acquisizione di nuove conoscenze ed è pianificata per favorire l apprendimento attraverso l esperienza e il rinforzo delle conoscenze pregresse. Caratteristiche: 1. un problema viene utilizzato come stimolo per l apprendimento; 2. l apprendimento avviene in piccoli gruppi di studenti condotti da tutor; 3. il docente svolge il ruolo di tutor o facilitatore di apprendimento; 4. il processo segue i cosiddetti «7 salti». IL METODO DEI SETTE SALTI Salto n.1: chiarire termini poco chiari Salto n. 2: definire il problema e le sue componenti Salto n. 3: formulare ipotesi esplicative o risolutive Salto n. 4: schematizzare le ipotesi e metterle in ordine di priorità Salto n. 5: individuare gli argomenti e le fonti di studio Salto n. 6: studio indipendente Salto n. 7: sintetizzare le informazioni raccolte per la risoluzione dei problemi 8