DESCRIZIONE DEL PROGETTO

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Transcript:

DESCRIZIONE DEL PROGETTO Il presente elaborato di valutazione del rischio archeologico, redatto in ottemperanza alla normativa sulla verifica preventiva del rischio archeologico (D.L. 109\2005 artt.2ter quinquies, poi recepito dal D.L. 163\2006 artt. 94-95) nell ambito del progetto preliminare di una centrale idroelettrica Hône 3, da realizzarsi in corrispondenza del margine Sud dell abitato di Hône, committente Champorcher Energie. Il progetto prevede la realizzazione di: 1) Opera di presa da realizzarsi nei pressi della centrale idroelettrica esistente Hône II della CVA. L Opera di presa sarà completamente interrata e situata ai margini di un parco giochi esistente a ridosso dell argine destro del torrente Ayasse. 2) Un tratto di condotta idraulica interrata con diametro pari a 140 cm e lunghezza di 125 m cui segue un tratto di condotta lunga 210 m realizzata in tunnel nell ammasso roccioso. 3) Una centrale idroelettrica interrata a forma di parallelepipedo realizzata sia in terreno che in roccia. 4) Un tratto finale di condotta interrata di restituzione che collegherà la centrale idroelettrica ad una condotta già esistente posata all interno dell argine in destra dora Baltea. 5) Un elettrodotto interrato che per una prima porzione rimane adiacente alla condotta idraulica e nell ultimo tratto diverge verso Ovest per collegarsi ad una cabina esistente Il sito in oggetto è ubicato nel fondovalle della Dora Baltea e del torrente Ayasse, presso l abitato di Hône, in un intervallo di quota compreso tra 360 m. e 338 m. Gli interventi che possono presentare un eventuale rischio archeologico riguardano opera di presa, condotta tra opera di presa e imbocco galleria, centrale, condotta tra centrale e vasca di scarico.

Fig. 1 - Localizzazione degli interventi OPERA DI PRESA TRATTO IN GALLERIA

VASCA DI SCARICO CENTRALE

ELETTRODOTTO CENTRALINA INQUADRAMENTO GEOMORFOLOGICO DELLA ZONA L area indagata è situata lungo il versante destro della bassa valle di Champorcher, alla confluenza tra questa ed il fondovalle del fiume Dora Baltea, in corrispondenza dell abitato di Hône. La morfologia attuale dell area è determinata dalla sovrapposizione di fenomeni di modellamento che hanno agito in tempi diversi: al modellamento glaciale più antico è seguita una fase di modellamento post-glaciale a carattere prevalentemente fluviale e torrentizio che ha determinato l approfondimento dei solchi vallivi in particolare per i tributari laterali della Dora. La sedimentazione alluvionale post-glaciale risente in quest area della reciproca influenza dei due corsi d acqua principali: la dora Baltea che ha colmato il fondovalle principale andando a ricoprire accumuli residuali e discontinui di depositi glaciali di fondo; il torrente Ayasse a Ovest che ha deposto, alla confluenza con la Dora Baltea un ampio conoide. I sedimenti alluvionali della dora hanno nel settore un estensione limitata a causa del restringimento del profilo vallivo principale legato alla preesistente morfologia glaciale. Il conoide del torrente Ayasse su cui sorge l abitato di Hône occupa allo stato attuale l area maggiore: è probabile però che i depositi di conoide e le alluvioni di fondovalle siano tra loro intersecati, in conseguenza di probabili fasi di divagazione nel tempo dell alveo della Dora e in relazione al minore sviluppo del conoide

nelle fasi iniziali della sua formazione. In questi depositi alluvionali verranno realizzate gran parte delle opere previste o perlomeno quelle che interessano la valutazione del rischio archeologico poiché interrate. INQUADRAMENTO STORICO ARCHEOLOGICO La storia di questa porzione di territorio è strettamente legata alla sua collocazione nel punto più stretto della vallata e quindi passaggio obbligato per qualsiasi transito in senso Est-Ovest. Ma vi è una seconda viabilità che interessa la valle di Champorcher e che, allo stesso modo, conserva testimonianze di un transito sin dalla protostoria. Per questo motivo i due versanti del torrente, quello su cui sorge l abitato di Bard e quello pertinente l abitato di Hône, sono ambedue terreni privilegiati di frequentazione. Se le vestigia di epoca preistorica sono limitate a coppelle ed incisioni, le testimonianze di epoca romana visibili in sinistra orografica sono tra le più significative della vallata; anche nell altro versante tuttavia, sebbene non documentato con evidenze archeologiche, sembra di poter ipotizzare la presenza di un insediamento romano, vicino alla parrocchiale di San Giorgio. Proprio la presenza di questa chiesa, il cui aspetto attuale si pone alla fine di un evoluzione plurisecolare iniziata nell Altomedioevo, indica l importanza dell abitato in questi secoli, verosimilmente collegato alla percorrenza della vallata di Champorcher, peraltro attestata dalla fortificazione di XIII secolo. Le testimonianze del Medioevo sono numerose anche nel versante opposto dove l attuale forte sostituisce un castello altomedievale, appartenente ai signori di Bard che prima dei Savoia controllavano questo punto strategico del territorio valdostano. VALUTAZIONE DEL RISCHIO In base alle considerazioni esposte in precedenza, l intero territorio di Hône presenta un rischio archeologico assoluto ALTO, vista la sua collocazione al crocevia di due importanti vie di comunicazioni, frequentate almeno sin dalla protostoria: la via Est-Ovest che percorreva il fondo valle e che attraversa proprio in questo punto un passaggio obbligato, dettato dalla morfologia dei versanti; la via Nord Sud pertinente la valle laterale di Champorcher.

Tuttavia, in ragione della loro localizzazione, gli interventi in oggetto presentano un rischio archeologico relativo decisamente ridotto, nel dettaglio: 1) Opera di presa: l intervento riguarda un area contigua al torrente, oggetto di una sistemazione recente in fase con il rifacimento degli argini, per la quale il rischio archeologico relativo è NULLO. RISCHIO ARCHEOLOGICO NULLO

2) Condotta tra opera di presa e imbocco galleria: la condotta attraversa un area non urbanizzata ma anch essa oggetto di una risistemazione recente, contigua anche in questo caso al torrente. Per il primo tratto, quello su strada parallelo al torrente si indica un rischio archeologico relativo NULLO; per il secondo, trattandosi di un area prativa, sebbene già interessata dal passaggio di sottoservizi, si indica un rischio archeologico relativo MOLTO BASSO per il quale è sufficiente una sorveglianza archeologica. In concomitanza con l imbocco della galleria e visibile una parete rocciosa con superficie lisciata, simile per morfologia alle rocce coppellate identificate nelle adiacenze del forte di Bard. Per questo motivo la parete è stata oggetto di un analisi approfondita che non ha però rivelato nessuna traccia riconducibile ad un azione umana.

RISCHIO ARCHEOLOGICO RELATIVO NULLO RISCHIO ARCHEOLOGICO RELATIVO MOLTO BASSO

3) Centrale: l area si situa immediatamente ai piedi del versante roccioso e su una breve piattaforma sopraelevata rispetto al fondo valle. Oggi occupata da un deposito di materiale edile, non sembra essere stata oggetto di interventi significativi: per questo motivo, seppure molto vicina al versante roccioso, l area potrebbe aver presentato nel tempo, soprattutto in epoche protostoriche, un interesse dovuto alla sua collocazione sopraelevata rispetto al corso del torrente. Allo stato attuale, data la presenza di una zona adibita a deposito di materiali vari, risulta impossibile avvicinarsi alle rocce montonate: pertanto la loro osservazione deve essere rimandata all inizio lavori, una volta che l area sia stata liberata. Si indica un rischio archeologico relativo BASSO e si consiglia la sorveglianza archeologica.

RISCHIO ARCHEOLOGICO BASSO

4) Condotta tra centrale e vasca di scarico: la condotta attraversa aree già urbanizzate e situate alla stessa quota del torrente: in un ampio tratto inoltre è contigua al torrente stesso, inserendosi in una zona di recente sistemazione in relazione con la realizzazione dei nuovi argini. Per l insieme del tracciato si indica un rischio archeologico relativo NULLO.

RISCHIO ARCHEOLOGICO RELATIVO NULLO

6) Tracciato dell elettrodotto interrato nella porzione in cui il tracciato diverge da quello della condotta idraulica e gira verso Ovest: il tracciato attraversa una strada carrozzabile adiacente il complesso industriale di recente realizzazione, attraversato anche dalla condotta idraulica. Si tratta quindi di contesti vicini alla dora e inoltre oggetto di sistemazioni moderne: per questo motivo si indica un rischio archeologico relativo NULLO. RISCHIO ARCHEOLOGICO RELATIVO NULLO CENTRALINA