La carcinosi peritoneale



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La carcinosi peritoneale cos è e come si cura

Il peritoneo Il peritoneo è una membrana sottile e trasparente che ricopre la parete interna della cavità addominale e pelvica, e tutti i visceri che vi sono ospitati (fegato, milza, intestino, utero e ovaie). Questa membrana è composta da due foglietti : uno che riveste la faccia interna delle pareti della cavità addominale (detto parietale), l altro che riveste gli organi interni fissandoli alle pareti addominali (viscerale). Tra i due foglietti peritoneali esiste uno spazio chiamato cavità peritoneale. In questa cavità è presente un liquido che agisce come lubrificante, permettendo ai due foglietti di scorrere l uno sull altro, semplificando i movimenti attivi e passivi degli organi addominali. Come si origina la Carcinosi Peritoneale La Carcinosi Peritoneale rappresenta lo stadio evolutivo avanzato di molti tumori che si sviluppano in organi addominali, come colon, ovaio, appendice, stomaco, pancreas e fegato. Esistono inoltre, anche se sono per fortuna rari, tumori che si sviluppano direttamente dal peritoneo (mesoteliomi). Il Mesotelioma Peritoneale è un tumore raro la cui incidenza è di 2 casi per milione di abitanti per anno e rappresenta circa il 10-20% di 2.200 nuovi casi di mesotelioma registrati ogni anno negli Stati Uniti. La sua incidenza è in aumento ed è strettamente correlata all esposizione all asbesto. Tutti gli organi addominali e pelvici possono essere colpiti da un tumore, i più comuni sono il cancro del colon retto, dello stomaco, dell ovaio. Il cancro del COLON RETTO è il secondo tumore per incidenza sull intera popolazione, con un tasso del 47,7 per 100.000 uomini e del 36,2 per 100.000 donne. Si tratta di un tumore in costante aumento negli ultimi anni soprattutto a causa del permanere di stili di vita scorretti, in particolare l alimentazione. Anche per il cancro allo STOMACO esiste un forte legame con lo stile alimentare, in particolare sembra che il rischio aumenti in chi consuma molti cibi conservati e poca frutta e verdura. Il fattore di rischio principale per il tumore all OVAIO è invece la familiarità, causa del 5-10% del totale. Le donne che hanno una parente di primo grado (madre, sorella o figlia) affetta da carcinoma ovarico hanno un rischio più elevato di sviluppare questa neoplasia.

Quando la malattia cresce, le cellule tumorali raggiungono ed intaccano la membrana che riveste gli organi stessi (il peritoneo viscerale). Una volta oltrepassata questa barriera, le cellule malate possono circolare libere nella cavità addominale trasportate dal liquido peritoneale. Anche nel caso dei mesoteliomi, che colpiscono direttamente il peritoneo, cellule tumorali possono distaccarsi dalla membrana e cadere nel liquido peritoneale. Le cellule tumorali presenti nel liquido possono morire oppure sopravvivere nutrendosi di sostanze contenute nel liquido stesso. Queste cellule tendono ad accumularsi in alcuni punti di maggiore riassorbimento del liquido, formando degli agglomerati, che crescono sempre di più, diffondendosi in tutto l addome, originando la carcinosi. Come si cura la Carcinosi Peritoneale Per molto tempo la carcinosi peritoneale è stata considerata una patologia non curabile chirurgicamente e poco responsiva alla chemioterapia. Vista la particolarità di questo tipo di tumore, fino a pochi anni fa era considerato impossibile intervenire chirurgicamente e le prospettive di guarigione erano considerate nulle. Un ulteriore ostacolo alle cure sembrava inoltre dato dalla tendenza che alcuni farmaci mostrano a concentrarsi a livello del peritoneo attraversandolo solo gradualmente. Il peritoneo è la sede più comune di recidiva dopo interventi definiti curativi di asportazione del tumore addominale. Oggi è possibile curare questi tumori grazie all intervento combinato di chirurgia e chemioipertermia L evoluzione delle tecniche e la disponibilità di presidi terapeutici e metodi innovativi in ambito chirurgico e farmacologico consentono, invece, oggi di trattare in maniera efficace anche questo tipo di neoplasia. Il migliore approccio attualmente possibile prevede la combinazione tra la chirurgia e la chemioipertermia intraperitoneale, un intervento complesso in due momenti: prima la rimozione chirurgica del tessuto tumorale, poi un lavaggio della cavità addominale con farmaci chemioterapici ad alte concentrazioni per distruggere le cellule tumorali libere. Intervento chirurgico e chemioipertemia sono due parti distinte ed ugualmente importanti per la buona riuscita del trattamento. Per essere efficaci devono essere eseguiti

uno immediatamente dopo l altro: se trascorre anche solo una settimana infatti, la chemioipertermia risulta inefficace perché le cellule tumorali libere vengono intrappolate in brevissimo tempo nel tessuto cicatriziale dove vengono inglobate, nascoste e protette. La peritonectomia È l intervento di eliminazione chirurgica del tumore. Prevede la rimozione dell organo colpito e la distruzione, con bisturi tradizionale o elettrico ad alta potenza, di tutti gli agglomerati di cellule tumorali visibili. È un intervento lungo e complesso che può durare fino a 16 ore. Il ricovero avviene uno o due giorni prima dell operazione. La preparazione preoperatoria include un esame obiettivo generale, esami strumentali (TAC toraceaddome-pelvi, eventuale PET total body ed eventuale laparoscopia di stadiazione) ed esami ematochimici (marcatori tumorali, etc.). Il giorno prima dell intervento, il paziente viene preparato con un lavaggio intestinale e una terapia anticoagulante. La chemioipertermia intraperitoneale Una volta asportato il tumore ciò che rimane può essere aggredito con la chemioipertermia intraperitoneale, che ha l obiettivo di eliminare eventuali cellule tumorali libere nell addome. Si tratta di un particolare tipo di chemioterapia che sfrutta l effetto combinato del calore più quello dei farmaci, che vanno ad agire localmente sulla zona interessata. La chemioipertermia intraperitoneale si è dimostrata particolarmente efficace perché riesce superare quella barriera che impedisce ai farmaci chemioterapici di agire nella maniera migliore. Questa tecnica coniuga diversi effetti legati da un lato all alta temperatura, dall altro alla localizzazione dell intervento. L alta temperatura possiede proprietà tumoricide, favorisce l ingresso nelle cellule di alcuni farmaci e ne potenzia l efficacia. La localizzazione dell intervento consente di esporre il tumore a farmaci antitumorali ad alto dosaggio, riducendo al minimo gli effetti indesiderati generali. La dose può essere cento (a volte mille) volte superiore a quella utilizzata nella somministrazione per via endovenosa. Il calore potenzia l effetto dei farmaci nell uccidere le cellule tumorali Questo tipo di intervento ha già dimostrato la sua efficacia soprattutto nel combattere il mesotelioma e lo pseudomixoma peritoneii (rare neoplasie), ma gli studi hanno dimostrato che si dimostra efficace anche nel trattamento di tumori del colon, dello stomaco e dell ovaio. Ulteriori ricerche per valutare gli effetti della terapia su questi tipi di cancro sono attualmente in corso.

Come si esegue l intervento Si tratta di un vero e proprio lavaggio della zona addominale che viene eseguito attraverso l inserimento di quattro tubi nella parete addominale. Queste quattro cannule sono collegate ad un circuito esterno che funziona come una pompa. Due di queste servono per l infusione del liquido, le altre, posizionate rispettivamente nella cavità in sede centro addominale e superficialmente nella pelvi, servono invece per la sua fuoriuscita. La soluzione circolante viene portata ad una temperatura di 42-43 gradi grazie ad uno scambiatore di calore. Una volta terminato il trattamento, il liquido viene aspirato completamente. Prima di riaprire la cavità addominale viene effettuato un ulteriore lavaggio con una soluzione per dialisi peritoneale per circa cinque minuti. Si procede quindi alla riapertura chirurgica della cavità addominale ed al lavaggio manuale della stessa con acqua calda da parte dell équipe operatoria, allo scopo di eliminare tutti i coaguli di sangue ed i frammenti residui. Con la chemioipertermia intraperitoneale possono essere somministrati farmaci chemioterapici a concentrazione elevatissima Il liquido rimane in circolo nell organismo per circa un ora e mezzo, con un flusso di oltre mezzo litro al minuto. In questo modo tutta la parte addominale viene lavata dalla soluzione farmacologia e si riescono a raggiungere anche le cellule tumorali libere. Il test di laboratorio Parte del tumore asportato può essere inviato al laboratorio per ottenere colture di cellule tumorali da mettere in contatto con farmaci chemioterapici diversi. In questo modo è possibile testare in vitro i medicinali, selezionando quelli da utilizzare successivamente nella chemioterapia sistemica ed eliminando quelli inefficaci o tossici.

Rischi ed effetti indesiderati Si tratta di un intervento invasivo e piuttosto aggressivo che richiede di rimanere in ospedale per circa un mese (una settimana circa in terapia intensiva). I risultati finora raggiunti sembrano però premiare questo sforzo: grazie a questo tipo di terapia è oggi possibile trattare pazienti che fino a pochi anni fa non disponevano di una concreta possibilità di cura. I risultati sono notevoli sia in termini di aumentata sopravvivenza sia in termini di qualità di vita. Esistono dei rischi specifici legati a ciascuna delle due fasi del trattamento: durante l intervento chirurgico potrebbero infatti verificarsi delle complicanze (in media nel 15% dei casi), tali da rendere necessario il ritorno in sala operatoria. Allo stesso modo, potrebbero verificarsi delle reazioni al farmaco utilizzato (si manifestano nel 20% circa dei pazienti). Dopo l intervento, può essere necessario in alcuni casi un ciclo di chemioterapia sistemica di copertura. Dove si esegue Grazie a questa complessa procedura è stato possibile cambiare il destino dei pazienti con mesotelioma peritoneale e con pseudomixoma e ci sono buone prospettive di utilizzo anche nel trattamento di altri tipi di cancro. Si tratta però di una procedura molto complessa che richiede l intervento di un équipe specializzata e necessita di macchinari particolari. Per questo non tutti i centri sono in grado di eseguirla: per sapere quale è il centro attrezzato più vicino a te vai nel sito http://www.rand-biotech.com/ e scrivi agli esperti che sapranno darti tutte le informazioni necessarie.

Questa pubblicazione è realizzata grazie ad un educational grant di Realizzazione: Intermedia Via Malta 12B 25124 Brescia Tel. 030 226105 Fax 030 2420472 imediabs@tin.it www.medinews.it