PAOLO CANGIANO DISCIPLINE DELLA RICERCA PSICOLOGICO SOCIALE (Nettuno) Matricola nr 710756 RELAZIONE dell Aula virtuale di Percezione Aprile 2012 Indice 1. Introduzione p. 2 2. Procedura di raccolta dati (metodi) p. 2 3. Risultati p. 4 4. Discussione dei risultati p. 5
1. Introduzione L obiettivo di questa esperienza è stato quello di provare un esperienza diretta di alcuni fenomeni sensoriali e dei modelli teorici e dei metodi che caratterizzano gli studi sulla percezione. I partecipanti all aula virtuale sono stati coinvolti nella duplice veste di sperimentatori/soggetti sperimentali, in una ricerca volta ad utilizzare l adattamento sensoriale al colore di parole scritte (immagini postume negative) come mezzo per comprendere il processo di analisi linguistica semantica. In particolare è stata indagata l ipotesi dello sfruttamento neurale 1, utilizzando la tecnica dell adattamento selettivo a parole colorate. Più precisamente si è voluto osservare se i meccanismi di sfruttamento neurale, riattivando aree cerebrali deputate all esperienza percettiva passata dei soggetti concreti rappresentati dalle parolestimolo, siano davvero in grado di influenzare la percezione del colore di queste parole, connotate da colori ambigui. Pertanto il background teorico del presente studio si colloca nell ambito dello sfruttamento neurale e del linguaggio incarnato 2. 2. Procedura di raccolta dati (metodi) L obiettivo dell AV è stato quello di studiare il processo di codifica semantica di nomi di oggetti concreti attraverso un analisi qualitativa e quantitativa delle post-immagini derivate dall esposizione prolungata a nomi di oggetti comuni, scritti in caratteri colorati. La tecnica utilizzata è stata quella dell adattamento selettivo 3. Come accennato nell introduzione, lo strumento di analisi, richiedeva a ciascun soggetto (partecipanti all AV nella duplice veste di sperimentatori e soggetti sperimentali) di osservare 9 stimoli (uno per volta), in un punto centrale indicato da una crocetta, senza muovere lo sguardo per 4 minuti (adattamento). 1 Ipotesi dello sfruttamento neurale (neural exploitation): tale ipotesi permette di specificare le più vaste implicazioni della simulazione incarnata rispetto all intelligenza sociale. Il punto fondamentale dell ipotesi sostiene che gli aspetti chiave dell intelligenza sono resi possibili dallo sfruttamento neurale, cioè dall adattamento dei meccanismi cerebrali di integrazione sensori-motoria ad assumere nuovi ruoli nel pensiero e nel linguaggio, mantenendo nel contempo anche le loro funzioni originarie (Gallese in Psicanalisi e Neuroscienze a cura di Moccia, Solano, p.196). 2 Simulazione incarnata (e linguaggio): sempre in riferimento all intelligenza sociale, possiamo affermare che senza dubbio nello spiegare il comportamento degli altri ricorriamo alle nostre sofisticate abilità di mentalizzazione; tuttavia, nella maggior parte dei casi, non abbiamo necessità di ricorrervi, in quanto siamo dotati di un accesso molto più diretto al mondo interno degli altri. La comprensione diretta rappresenta una particolare dimensione dell intelligenza sociale che è incarnata e che in quanto tale svolge una funzione di mediazione tra la conoscenza esperienziale multimodale del nostro corpo e il modo in cui noi facciamo esperienza degli altri. La simulazione incarnata oltre a svolgere un ruolo esplicativo per i meccanismi impliciti dell intelligenza sociale, lo svolge anche per i suoi aspetti più sofisticati, come per esempio il linguaggio (Gallese, articolo). 3 Adattamento selettivo: Recenti progressi delle tecniche di neuro-immagine hanno permesso di valutare le proprietà e le reazioni neuronali, attraverso l adattamento selettivo a certe proprietà (ad esempio, il colore), misurando se una data area cerebrale segnala uno scarto dall adattamento quando cambia la proprietà dello stimolo (ad esempio, mostrando uno stimolo rosso dopo l adattamento al verde). 2
Dopodiché si doveva svolgere lo sguardo in un altro punto del campo percettivo e prendere nota del colore della post-immagine percepita (in base ad una scala di riferimento riportata sul modulo di rilevazione) 4. Circa gli stimoli, è bene precisare che sono stati utilizzati gruppi di stimoli a valenza cromatica ambigua, ma con valenza semantica diversa. In ciascun gruppo era anche previsto l inserimento di uno stimolo di controllo (es. stimolo notte nella serie verde/blu, per il quale non vi era, come verrà meglio spiegato successivamente, una previsione sul colore della post-immagine). Complessivamente erano previste 3 serie di parole colorate: 1. serie: misto verde/giallo 2. serie: misto giallo/rosso 3. serie: misto blu/verde Le parole appartenenti a ciascuna serie sono state scelte in base a criteri specifici, vale a dire che il colore delle parole doveva essere in accordo con uno dei colori del mix dello stimolo, es. rispetto alla 2 serie giallo/rosso, banana-giallo / cuore-rosso. 4 Logica sottostante la costruzione dello strumento: stimoli a valenza cromatica ambigua, e con valenza semantica differente, per validare le eventuali differenze percettive (+ stimoli di controllo) 3
3. Risultati In sintesi, ci si aspettava una differenza percettiva tra semantiche diverse rappresentate con lo stesso colore. I risultati attesi prevedevano dunque una differenza percettiva delle post-immagini, conseguenti a semantiche diverse, sebbene rappresentate dal medesimo colore, dovuta al colore del concetto, ossia alla valenza semantica. Quindi, a titolo di esempio, per la parola cielo si sarebbe potuto imporre il colore blu, originando una post-immagine gialla (in quanto il giallo colore complementare del blu). Passiamo ora ad una sintesi dei reali dati ottenuti. Dopo aver aggregato i dati grezzi ottenuti, si è calcolata la proporzione di ciascuna aggregazione così da ottenere una proporzione per ciascuna parola stimolo e in modo da rendere evidenza delle risposte prevalenti per ogni test. I dati ottenuti per ogni serie di stimoli sono stati rappresentati e sintetizzati graficamente tramite grafici a torta. Si riporta a titolo di esempio i risultati della serie giallo/rosso (v. figura a lato). Le parole hanno un colore? beh la risposta e' SI, ed e' il colore della simulazione incarnata che la nostra mente oramai possiede, riferita a tali parole (forum) 4
4. Discussione dei risultati Attraverso la discussione dei risultati è stato possibile confrontare i risultati attesi con quelli realmente ottenuti. Premessa: le immagini postume negative (o post-immagini negative) sono determinate dall esposizione prolungata a una tinta che induce un adattamento selettivo dei recettori retinici, sensibili alla lunghezza d onda della tinta a cui si viene esposti. Le immagini postume negative sono considerate classicamente come una prova a sostegno della cosiddetta teoria dell opponenza cromatica, formulata originariamente da Hering (1834-1918), secondo la quale la visione dei colori è possibile grazie alla sensibilità del sistema visivo a coppie di colori base fra loro opponenti 5. Ma come abbiamo visto, oltre a essere un fenomeno utile per comprendere i processi e i relativi correlati neurali alla base della percezione cromatica, le post-immagini negative possono essere utilizzate per studiare altri processi cognitivi sensoriali ed extrasensoriali. Abbiamo anche visto come, secondo la recente ipotesi dello sfruttamento neurale (neural exploitation hypothesis), il sistema linguistico riuserebbe i sistemi sensoriali e il sistema motorio per accedere al significato delle parole. Detto in altri termini, durante la comprensione del significato delle parole verrebbero reclutate le stesse aree sensoriali che sono attive durante la reale percezione dei referenti delle parole (e.g. per comprendere la parola fragola verrebbero attivate le aree corticali visive specializzate per la percezione del colore e della forma della fragola, le aree sensoriali specializzate per la percezione del gusto della fragola, le aree motorie in cui sono codificati i programmi motori legati all interazione manuale con oggetti simili alla fragola, ecc, ecc ). Se l ipotesi dello sfruttamento neurale è vera allora alcuni aspetti che caratterizzano il processo di percezione cromatica dovrebbero influenzare il processo di codifica semantica di nomi di oggetti a cui è associato un colore tipico. Verifica dell ipotesi di ricerca Nel caso della serie blu-verde, alla parola-stimolo CIELO, il 60% dei soggetti ha riferito di aver visto una post-immagine color rosa. Se ci concentriamo però sulle componenti cromatiche minori, si vede come la componente rosso sia al 6%, mentre quella arancione all'8%. Per quanto riguarda il test sulla parola PRATO, abbiamo anche in questo caso una componente predominante di rosa, mentre le componenti minori di rosso (colore post-immagine previsto) e di arancione sono rispettivamente al 22% e all 8%. Mettendo quindi a confronto la componente di rosso per la post-immagine di cielo e di prato, notiamo una differenza significativa (Cielo=6% e Prato=22%). Possiamo concludere che la post-immagine di prato sia più rossa (risultato atteso) di quella di cielo. 5 Teoria dell opponenza cromatica: la teoria per cui la percezione dei colori è basata sull output di tre meccanismi, ognuno dei quali è basato a sua volta sull opponenza tra due colori: rosso-verde, blu-giallo, nero-bianco. 5
Questo risultato è determinante in quanto sembrerebbe confermare che i meccanismi di sfruttamento neurale, riattivando aree cerebrali dedicate all'esperienza percettiva semantica degli stimoli, sono in grado di influenzare la percezione dei colori. Per le serie cromatiche verde-giallo e giallo-rosso gli effetti sulla post-immagine appaiono molto simili per i tre stimoli. Una possibile spiegazione a ciò è che i colori di queste due serie non fossero poi così ambigui, o quantomeno non tanto quanto quelli della serie blu-verde. Sembra infatti che la quantità di giallo in queste due sia più marcata dei colori complementari alla serie (verde e rosso) portando a percepire il colore verso il suo complementare (viola), determinando quindi uno scarso contrasto percettivo rispetto alle simulazioni incarnate delle parole test. Questo risultato dunque, sembrerebbe non confermare del tutto la nostra ipotesi di partenza. Detto ciò, possiamo aggiungere alcune considerazioni circa le distorsioni che hanno caratterizzato questa ricerca e che, se eliminate in una successiva, potrebbero garantire una migliore validità interna, condizione necessaria (ma non sufficiente) perché uno studio possa ritenersi utile. Si riferisce infatti al rispetto delle regole metodologiche che hanno lo scopo di ridurre al minimo gli errori sistematici nel disegno, nella conduzione e nell analisi dello studio stesso, si riferisce insomma al rigore metodologico complessivo dello studio. Dunque tra i fattori che possono avere in qualche modo compromesso i risultati, abbiamo il numero limitato di partecipanti all esperimento e il fatto che ognuno agisse in autonomia senza un rigoroso controllo sperimentale, inoltre, come già accennato precedentemente, è presumibile che i colori delle parole delle serie verde-giallo e giallo-rosso non fossero ambigui come quelli della serie blu- verde. 6