scheda N 1 loc. PIEDIMONTE / COMPARTO 46 R CONTENUTI DELLA MANIFESTAZIONE: Realizzazione di manufatti con destinazione artigianale/industriale/direzionale per una S.U.L. complessiva di mq 4.000 e una volumetria massima di mc. 20.000. Realizzaione di parcheggio di mq 500 da cedere al Comune. Monetizzazione per realizzazione di opere pubbliche, ad es. fognatura in via Piedimonte, o cessione di una porzione di terreno della profondità di ml 1,00 per l'allargamento della stessa via. inquadramento territoriale e urbanistico: norme vigenti: Piano Strutturale: Ambito ricompreso nel Sistema pedecollinare. Tavola n. 11: individuate cartograficamente le aree industriali, nelle quali ricade parte dell ambito, anche se non definite in legenda; parte dell ambito ricade nell area degli Oliveti storici di Capanne; Tavola n. 12: Sub-sistema insediativo UTOE r1 mista Direz./comm./produttiva settore ovest (parte) e UTOE k Aree urbane di valore ambientale (parte). Regolamento Urbanistico: Ambito ricompreso in parte in zona di ristrutturazione urbanistica ( R ) zone R5 a destinazione mista direzionale/commerciale e nel comparto edificatorio 46 R (a destinazione commerciale/espositivo e direzionale/commerciale), e in parte in zona A2 Aree urbane di valore ambientale. vincoli sovraordinati e fasce di rispetto: Nessuno. condizioni di rischio: PAI regionale vigente: l'ambito ricade in parte in classe di pericolosità P.I.M.E. (pericolosità idraulica molto elevata) ed in parte in classe di pericolosità P.I.E. (pericolosità idraulia elevata), ed in parte in area senza rischio idraulico. Studio idraulico depositato presso la Regione Toscana, ufficio tecnico del Genio Civile di Massa Cararra, in fase di avvio del procedimento per la variante generale al PS: l'ambito risulta nella parte sud in classe di pericolosità I3, e per il resto in classe di pericolosità I2. CONSIDERAZIONI: Con riferimento alle previsioni del PS, nell UTOE k - Aree urbane di valore ambientale non sono ammessi nuovi interventi, e nel settore ovest dell'u.t.o.e. r1 - mista direzionale/commerciale/produttiva è previsto il criterio d'intervento del mantenimento, così come disciplinato dall'art.14 lett. b delle norme d'attuazione (conferma del carico urbanistico esistente, fatti salvi alcuni limitati interventi di nuova edificazione di lotti liberi interclusi e gli interventi di recupero del p.e.e. In tali aree dovranno essere soprattutto previsti interventi di adeguamento e di riqualificazione delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria, attualmente molto carenti). Le predette UTOE fanno parte del Sistema Pedecollinare nel quale viene definito come obbiettivo di sistema la ristrutturazione infrastrutturale e funzionale della zona industriale.
Parte dell area in oggetto, verso via Piedimonte, risulta inoltre essere all interno degli Oliveti storici di Capanne, che il PS qualifica come invarianti strutturali; quindi la variante non può incidere sulla tale risorsa essenziale. Così come si devono escludere dall intervento, al fine di garantire il mantenimento della copertura vegetale esistente, come prescritto dal PS, le aree ricomprese nell UTOE k Aree urbane di valore ambientale, delle quali il valore è costituito della dimensione e dalla qualità della copertura vegetale nelle aree di pertinenza. Per quanto riguarda invece la parte posta a valle, interna all UTOE r1, di circa mq 5075, il PS indica come parametri consentiti una SUL massima pari al 50% della superficie fondiaria ed un'altezza massima di 10 ml; parametri peraltro verificati a livello dell intero comparto 46R, tant è che dal calcolo delle superfici esistenti risulta una superficie coperta attuale di circa 8198 mq a fronte di una superficie del comparto di c.ca 44617 mq. Verificato pertanto che il parametro limite definito dal PS risulta ampiamente rispettato, si ritiene che la previsione in oggetto non contrasti col suo dimensionamento, ferma restando la limitazione delle trasformazioni alla parte a valle non in contrasto con la disciplina del PS. Con riferimento alle previsioni del RU, si deve considerare innanzitutto che le trasformazioni previste dal comparto 46R sono senz altro di difficile, se non impossibile attuazione, sia per l estensione delle aree coinvolte, sia per le tipologie degli interventi previsti, anche in considerazione dell elevata parcellizzazione della proprietà. Va rilevato, infatti, che si prevede la completa demolizione dei fabbricati industriali esistenti, ad oggi occupati da attività imprenditoriali attive, con evidenti impatti economici ed occupazionali negativi, incompatibili con l attuale congiuntura. Con l occasione della variante per l ambito in oggetto, si propone pertanto anche l eliminazione del comparto, e la seguente rimodulazione delle previsioni: destinazione dell ambito in oggetto a lotto libero (44H) a destinazione industriale-artigianale e commerciale nell ambito delle zone D1b - zone industriali artigianali di nuovo impianto, con la definizione, in apposita scheda normativa, delle quantità massime ammesse per gli interventi edilizi e delle aree da destinare agli standards di cui al DM 1444/68, e inoltre delle modalità e caratteristiche delle opere, da attuarsi mediante intervento diretto; le quantità sono indicate anche nella tabella allegata; destinazione delle altre aree ora comprese nel comparto 46R a zone D1a - zone industriali / artigianali esistenti, soggette al regime dell intervento diretto Per quanto riguarda le rilevate condizioni di rischio idraulico sono necessarie alcune considerazioni. Il PAI, nel disciplinare le aree in classe PIME, distingue tra nuovi interventi...previsti dai vigenti strumenti di governo del territorio, per i quali è ammessa l esecuzione di interventi di messa in sicurezza per Tr 200, e previsioni edificatorie non diversamente localizzabili. Tali disposizioni risultano comunque superate dalla legge finanziaria regionale n. 66/2011 (successiva agli eventi alluvionali dell autunno 2011) e riproposta poi dalla legge 21/2012; in particolare l art. 2 ribadisce il divieto di edificazione nelle zone classificate PIME. Mentre per le aree PIE l art.6 del PAI, in analogia alle aree PIME, prevede ai vari commi quanto segue: comma 5: Realizzazione di nuovi interventi...previsti dai vigenti strumenti di governo del territorio (alla data di entrata in vigore del PAI), per i quali è prevista la preventiva e contestuale esecuzione di interventi di messa in sicurezza per Tr 200 e nel rispetto delle condizioni definite al comma 8 (dimostrazione di assenza di pericolo per persone e beni anche con sistemi di auto sicurezza e non aggravio della pericolosità a monte o a valle); comma 2: Previsioni edificatorie non diversamente localizzabili, per le quali comunque la realizzazione è subordinata alla preventiva o contestuale messa in sicurezza per Tr 200 anni. A tal proposito risulta pertanto necessario valutare se la previsione in oggetto debba intendersi prevista o meno: infatti, se da un lato, in quanto oggetto di variante, potrebbe a rigore ritenersi non prevista, dall altro però c è da considerare che l ambito è attualmente parte di un comparto (46R) le cui vigenti previsioni urbanistiche si qualificano come demolizione e ristrutturazione di edifici esistenti con aumento di SUL (infatti, la scheda indica una SUL
esistente di c.ca 6.700 mq, e una SUL di progetto di 14.500 mq, di cui 5200 mq com./esp. e 9300 mq dir./comm.). Come si osserva, quindi, nelle previsioni vigenti la SUL viene più che raddoppiata, e quindi la previsione relativa all ambito in oggetto può ritenersi compresa in tale incremento previsto. In nuovo quadro della pericolosità idraulica, parte integrante della variante generale adottata con D.C.C. n. 29 del 31.03.2010 (e revocata con D.C.C. n. 64 del 14.11.2012), riadottato a seguito dell avvio del procedimento di variante al PS, garantisce un livello di approfondimento e tutela maggiore, con un incremento delle aree vincolate. In base a tale quadro, le aree vengono ricomprese in pericolosità idraulica I3, (riconducibile alla pericolosità idraulica elevata del PAI) così come disciplinata nell Allegato A del DPGR 53r/2011 (al punto 3.2.2.2) che alla lettera b) afferma: non sono da prevedersi interventi di nuova edificazione o nuove infrastrutture, compresi i parcheggi con dimensioni superiori a 500 mq,.., per i quali non sia dimostrabile il rispetto di condizioni di sicurezza per eventi con tempo di ritorno di 200 anni. Fanno eccezione i parcheggi a raso con dimensioni inferiori ai 500 mq.. Nell ambito della nuova classe di pericolosità, per la quale vale il criterio delle salvaguardie, non essendo stato concluso l iter di approvazione sussisterebbe la possibilità di attingere al criterio dell auto sicurezza a condizione di rispettare i criteri previsti al paragrafo 3.2.2., ovvero con la dimostrazione dell assenza di pericolo per persone e beni, e il non aumento della pericolosità in altre aree. Però, considerato che l Autorità di Bacino a suo tempo ha chiesto alcune integrazioni a tale quadro della pericolosità, si ritiene opportuno procedere alla pianificazione nella sola zona ricadente in area di pericolosità idraulica I2. Pertanto a seguito dell esclusione dell area posta in pericolosità idraulica e di quella posta entro l UTOE k, l ambito rimanente nel quale è ammessa la nuova edificazione risulta di c.ca 2700 mq, distribuiti secondo una configurazione a L rovesciata. cartografia:
aerofotogrammetria volo 2009 stralcio tavola PS n 11 ( Struttura del territorio, invarianti strutturali e sub -sistema ambientale)
stralcio tavola PS n 12 ( Struttura del territorio e sub sistemi insediativi, infrastrutturali e di servizio) stralcio tavola RU n 2 ( Zonizzazione e prescrizioni morfologiche-funzionali delle aree urbane)
stralcio tavola RU n 3 ( Lotti edificabili, comparti urbanistici e attrezzature) stralcio carta P.A.I. vigente
stralcio carta pericolosità idraulica adottata compatibilità dei contenuti della manifestazione coi criteri della variante (p. to 3): lett. A) - tipo di attività: L'attività proposta industriale/artigianale e commerciale - è compatibile con quelle indicate nei criteri della variante. lett. B) - dimensionamento: Intervento compatibile, in quanto non comporta incremento del dimensionamento del PS. Anzi, comporta l eliminazione dell intero comparto 46R dal RU, con significativa diminuzione del carico urbanistico previsto. lett. C) - strumenti urbanistici comunali (PS e RU): Intervento compatibile, che comporta variante al solo RU e non incide sulle invarianti strutturali indicate dal PS. lett. C) - impianto generale della variante al PS in elaborazione: Intervento compatibile, in quanto coerente con indirizzi programmatici, impianto generale e quadro delle conoscenze della variante al PS in corso di elaborazione. lett. D) - tempistica di attuazione: Intervento compatibile, in quanto l'attuazione non risulta subordinata al verificarsi di ultreriori condizioni future. CONTENUTI DELLA VARIANTE: previsioni: Nel RU: stralcio dell intero comparto 46R, inserimento dell ambito oggetto di manifestazione di interesse in D1 b - zone artigianali/industriali di nuovo impianto, come lotto libero (44H) a destinazione industriale-artigianale/commerciale; inserimento delle aree dell ex comparto 46R in zona D1a - zone artigianali/industriali esistenti; quantità del lotto libero: SUL complessiva mq 2.500 articolata su due livelli, di cui mq 2.000
a destinazione artigianale e mq 500 a destinazione commerciale; mq 800 di parcheggio e mq 400 di aree a verde per standard pubblici. elaborazioni: modifica delle tavole n 2 ( Zonizzazione e prescrizioni morfologiche-funzionali delle aree urbane) e n 3 ( Lotti edificabili, comparti urbanistici e attrezzature); soppressione scheda allegato 2 alle NTA area elementare 4Z industriale, relativa al comparto n 46R nuova scheda allegato 1 alle NTA area elementare 5 Debbia-Capanne per lotto libero 44H. quadro conoscitivo: stato e caratteristiche dei luoghi: Area sistemata ad oliveto interposta ad aree produttive (v. foto). conferma del quadro conoscitivo del PS vigente / implementazione con conoscenze acquisite ai fini della variante al PS in elaborazione (p. to 3, lett. C): Si conferma il QC del PS vigente. Per le nuove acquisizioni in ordine al rischio idraulico si rimanda alle considerazione sopra esposte e alla relazione dell ambito idraulico. Si rileva in particolare l assenza della fognatura bianca e nera. documentazione fotografica: veduta aerea dell area e dell intorno
vista dell area da via Aurelia verso N-E vista dell area da via Piedimonte verso N-E