Il rischio di compliance



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Il rischio di compliance

A cura di Antonio Matacena ed Enrico Supino Il rischio di compliance McGraw-Hill Milano New York San Francisco Washington D.C. Auckland Bogotá Lisboa London Madrid Mexico City Montreal New Delhi San Juan Singapore Sydney Tokyo Toronto

Copyright 2011 The McGraw-Hill Companies, S.r.l. Publishing Group Italia Via Ripamonti, 89 20139 Milano McGraw-Hill A Division of the McGraw-Hill Companies I diritti di traduzione, di riproduzione, di memorizzazione elettronica e di adattamento totale e parziale con qualsiasi mezzo (compresi i microfilm e le copie fotostatiche) sono riservati per tutti i Paesi. Date le caratteristiche intrinseche di Internet, l Editore non è responsabile per eventuali variazioni negli indirizzi e nei contenuti dei siti Internet riportati. Nomi e marchi citati nel testo sono generalmente depositati o registrati dalle rispettive case produttrici. Publisher: Alessandra Porcelli Produzione: Donatella Giuliani Realizzazione print on demand: Ilovebooks, Fara Gera d Adda (Bergamo) Stampa: Prontostampa, Fara Gera d Adda (Bergamo) ISBN 978-88-386-7293-4 Printed in Italy

Indice Indice Prefazione Gli Autori Capitolo 1 - Il rischio di compliance di Giuseppe D Onza - Rita Lamboglia 1 1.1 La compliance nel dibattito dottrinale: alcune possibili prospettive di analisi... 1 1.1.1 La compliance negli studi sulla business ethics e sulla responsabilità sociale d impresa... 2 1.1.2 La compliance negli studi sulla corporate governance... 4 1.1.3 La compliance negli studi sui sistemi di controllo interno... 6 1.2 Una rilettura del rischio di compliance in chiave economico aziendale... 8 1.3 La gestione del rischio di compliance... 10 1.3.1 La cultura della compliance... 10 1.3.2 L identificazione dei rischi... 15 1.3.3 La valutazione dei rischi... 19 1.3.4 Il fronteggiamento del rischio... 20 Capitolo 2 - Dal controllo ispettivo alla compliance di Paolo Marcon 23 2.1 Compliance: incubo o tranquillità?... 23 2.2 Un'evoluzione possibile... 24 2.3 La funzione Compliance e altre funzioni di controllo previste per gli intermediari finanziari... 28 2.4 Possibili risposte dalle imprese di piccole-medie dimensioni... 30 Capitolo 3 - Difetto di compliance e valori di mercato: un segnale debole? di Enrico Supino 33 3.1 Difetto di compliance e performance finanziarie... 33 3.2 Metodologia di riferimento e tecniche di analisi utilizzate... 37 3.3 L impatto economico del difetto di compliance sui rendimenti finanziari in Italia... 42 3.4 Conclusioni... 52 I V IX

II Indice Capitolo 4 - Relazione di revisione non clean: il mercato reagisce? di Marco Maria Mattei 55 4.1 Introduzione... 55 4.2 La relazione di revisione... 56 4.3 Utilità della relazione di revisione per gli investitori... 59 4.4 Il campione e la metodologia di analisi... 62 4.5 I risultati... 67 4.6 Considerazioni conclusive... 76 Capitolo 5 - Rischi, compliance e valutazione: una questione di fiducia di Matteo Ramenghi 77 5.1 Introduzione... 77 5.2 La reputazione come fattore competitivo per l industria bancaria... 78 5.3 La leva finanziaria per il settore bancario... 78 5.4 Il costo delle passività... 80 5.5 La figura del Chief Risk Officer... 81 5.6 Case study Banca X... 82 5.7 Conclusioni... 88 Capitolo 6 - La compliance negli intermediari finanziari non bancari di Giuseppe Tondi 89 6.1 Contesto normativo... 89 6.2 Disposizioni di vigilanza... 91 6.3 Punibilità degli enti e modelli organizzativi ex D.Lgs. 231/2001... 94 6.3.1 Responsabilità dell ente: natura e presupposti... 96 6.3.2 Il concetto di colpa per difetto di organizzazione... 98 6.3.3 L Organismo di Vigilanza... 104 6.4 L antiriciclaggio ex D.Lgs. 231/2007... 106 6.4.1 La direttiva antiriciclaggio... 107 6.4.2 Il controllo antiriciclaggio... 111 6.5 Il modello di Compliance Program negli intermediari finanziari non bancari... 113 6.5.1 Il modello compliance completo... 116 6.5.2 Il modello compliance semplificato... 120 Capitolo 7 - Compliance, il principale rischio tra i rischi negli USA di Alberto Rosa 125 7.1 I risultati 2010 del Business Risk Report di Ernst & Young... 125 7.2 Compliance e crisi economica... 128 7.3 Il rischio di compliance: regole, sanzioni e flessibilità... 130 7.4 Come gestire il rischio di compliance... 133 7.5 Dubbi e possibili evoluzioni... 135 7.6 Semplificazione... 136

III Capitolo 8 - Il rischio di compliance in Emilia-Romagna di Antonio Matacena - Giovanni Supino 141 8.1 Il rischio di compliance: il rischio tra i rischi. L esigenza di un analisi... 141 8.2 Il campione delle imprese intervistate... 144 8.3 Gli esiti della ricerca... 149 8.3.1 Il sistema di gestione dei rischi e il livello di compliance del campione intervistato... 149 8.3.2 Il sistema dei controlli societari e l incremento del rischio di compliance... 150 8.3.3 Adeguamento al Decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231. Struttura e ruolo dell ODV... 154 8.3.4 L eccesso di compliance come freno alla crescita del mercato azionario... 156 8.4 Conclusioni... 157 Opere citate e consultate 159 Risorse a stampa... 159 Risorse digitali... 166

Prefazione L impresa, le norme e i controlli: una pletora di adempimenti (spesso costosi) che incombono sulle aziende, impegnate ad operare conformandosi a leggi, regolamenti, procedure e autoregolamentazioni. L impatto negativo potenziale del difetto di compliance è variamente configurabile e dipende chiaramente dal tipo di violazione, dalla natura della norma violata e dal suo grado di effettività. Alle compressioni reddituali, dovute ad incrementi di costi o riduzioni di ricavi, si aggiungono gli impatti reputazionali che intaccano la relazione fiduciaria tra impresa e stakeholder. La compliance può essere vista, in prima approssimazione, come quella porzione del risk management aziendale che ha il compito di minimizzare le conseguenze negative sopracitate, mediante un accurato controllo delle criticità e dei rischi legali. Essa ha assunto grande rilevanza a seguito dei clamorosi dissesti finanziari che, nell ultimo decennio, hanno coinvolto importanti società di capitali nazionali e internazionali. L amplificazione di tali eventi, dovuta alla globalizzazione dei mercati finanziari, ha generato un progressivo, crescente livello di sfiducia degli stakeholder verso le imprese. Sarebbe sbagliato, in ogni caso, includere soltanto i detentori di strumenti finanziari nel novero dei soggetti potenzialmente insoddisfatti e delusi. Un analoga argomentazione, mutatis mutandis, può essere sostenuta con riferimento ad altre categorie di stakeholder (clienti, fornitori, dipendenti etc.), interessate ad un comportamento aziendale rispettoso delle normative giuridiche che ne disciplinano l agire e di eventuali forme di autoregolamentazione. Essere compliant significa estendere, in una qualche misura, il livello di controllo interno collegando, se possibile, le ispezioni alla quantificazione delle performance aziendali. Negli ultimi anni il controllo di gestione tradizionale, caratterizzato dal solo monitoraggio delle dinamiche economico-finanziarie, si è arricchito delle nuove tecniche multidimensionali; il livello di compliance potrebbe dunque rappresentare una nuova, ulteriore metrica per la valutazione dei risultati. Essere compliant significa anche, tuttavia, sostenere costi spesso difficilmente collegabili ai futuri reintegri di ricchezza. Il problema è tanto più rilevante quando, come attualmente si sta verificando, l economia si caratterizza per una forte riduzione della domanda e un ambiente altamente dinamico. L attenzione simultanea al parametro economico-reddituale ed agli indicatori di compliance rischia di generare un trade-off pericoloso per le realtà produttive che, in taluni casi, potrebbero essere indotte a preferire il rispetto del vincolo economico di aziendalità di breve termine, a scapito di una visione di più lungo periodo.

VI Prefazione Infine essere compliant, per le imprese di maggiori dimensioni, significa modificare la propria struttura aziendale fino ad inserire una nuova, differente area funzionale preposta al controllo di legalità. L impatto sui costi e sulla maggiore complessità dell organigramma aziendale può di fatto, nei contesti in cui la compliance non è obbligatoria, agire come fattore disincentivante o depotenziante per lo svolgimento delle attività di controllo in oggetto. Con particolare riferimento alla prospettiva aziendale, questo libro si propone di approfondire alcune questioni professionali in materia di compliance e suggerisce alcuni spunti di riflessione fondati su indagini quantitative e studi empirici. I primi due capitoli introducono la tematica della compliance. Il Capitolo 1 richiama i principali contributi accademici nella prospettiva degli studiosi di responsabilità sociale, di etica d impresa, di corporate governance e di controlli interni. Successivamente il contributo si sofferma sull identificazione, sulla valutazione e sul fronteggiamento del rischio di compliance. Il Capitolo 2 analizza l evoluzione della compliance aziendale, le specificità della funzione compliance rispetto alle altre aree funzionali limitrofe e il rapporto che le aziende piccole e medie hanno con la conformità alle norme. Il Capitolo 3 e il Capitolo 4 presentano i risultati di due studi finalizzati a valutare l impatto del difetto di compliance sui rendimenti delle società quotate in Italia. Il Capitolo 3 analizza la risposta del mercato a violazioni in tema di conformità delle rendicontazioni economico-finanziarie e specifici obblighi di comunicazione, in capo alle società quotate, finalizzati a garantire una maggiore trasparenza del mercato finanziario. Il Capitolo 4 prende in esame le relazioni di revisione non clean chiedendosi, in particolare, se esse forniscono informazioni utili al mercato e se le società che le ricevono presentano caratteristiche particolari rispetto alle altre imprese quotate. Una specifica trattazione è richiesta per quelle realtà (banche, assicurazioni, intermediari finanziari etc.) per le quali, in misura maggiore rispetto alle altre imprese, essere compliant non è una scelta ma un obbligo giuridico. Esse di fatto devono sostenere i costi ed affrontare le complessità derivanti da processi, strutture, professionalità aggiuntive obbligatorie. Il Capitolo 5 evidenzia alcune potenziali conseguenze economiche derivanti da uno shock reputazionale per un impresa bancaria e le sue implicazioni in termini di valore; il Capitolo 6 analizza invece gli obblighi di compliance in capo agli intermediari finanziari non bancari, alla luce delle modifiche legislative in atto. Il Capitolo 7 introduce il tema della percezione che le imprese hanno circa il rischio di compliance. Starting point del contributo è l analisi effettuata da Ernst & Young e Oxford Analytica, negli Stati Uniti, per valutare l evoluzione e l entità del rischio di compliance percepito da executive e analisti. Il Capitolo 8, infine, è dedicato alla presentazione degli esiti di un indagine (la prima in Italia) condotta da un gruppo di ricerca dell Università di Bologna in collaborazione con Ernst & Young, Ordine e Fondazione dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Bologna, Unindustria Bologna e ANDAF, volta a verificare la percezione del rischio di compliance nelle imprese della regione Emilia-Romagna. L ottima coordinazione e le sinergie sviluppate durante tale collaborazione rendono doveroso e, soprattutto, molto sentito il ringraziamento dei Curatori a tutti i partner del progetto. Per il contributo alla realizzazione di questo libro, un ringraziamento speciale va a Reconta Ernst &