fatti e opinioni dal nostro punto di vista

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1 fatti e opinioni dal nostro punto di vista ISTIT MP R Maggio 2010 Bimestrale C è chi va e chi viene, la nostra redazione è un porto di mare: sempre aperta, con gli occhi all orizzonte per la prossima meta. Certezze e dubbi, scontri confronti, nuove esperienze da raccontarvi. Siete pronti a unirvi a noi? Come sapete la nostra redazione realizza otre al giornale anche un sito web, dove tocchiamo molti altri argomenti. Abbiamo aperto ormai da diverse settimane una sezione che abbiamo battezzato Il vizio di leggere : raccoglie commenti, aneddoti, conversazioni, impressioni sui libri amati o detestati. È una sezione alla quale abbiamo lavorato molto e che gode di una grafica creativa grazie al lavoro dei nostri illustratori che sono diventati inventori e realizzatori di nuove copertine di libri affermati e non, di cui parliamo. Abbiamo preso così l abitudine di dedicare parte del nostro tempo, in redazione, alla discussione su tutto quanto riguarda la lettura: ci scambiamo libri e opinioni cercando di raccontare tutto ciò con parole e illustrazioni. Abbiamo poi inaugurato una sezione dedicata agli aggiornamenti in tempo reale sui lavori del Consiglio dei Bambini. Infine il nostro Diario di bordo dove raccontiamo l impegno quotidiano della redazione. Venite a trovarci sul nostro sito web: Questo numero è ricco di argomenti interessanti e molto diversi fra loro. La redazione si è concentrata di più sui problemi della nostra scuola e su come fare per cercare di risolverli, visto che tutti noi vorremo avere una scuola migliore rispetto a com è quella attuale, che per mancanza di soldi è ridotta in condizioni abbastanza misere. Inoltre abbiamo parlato del rapporto attuale tra alunni e insegnanti e abbiamo raccontato tra le altre cose i tre difetti principali della maggior parte dei nostri professori. pagine 6 e 7 Ilaria Vitanzi e Fiammetta Eugeni IIIB, secondaria, bel poggio Il Consiglio dei Bambini C S IV TO O G U I D O PI Per le prossime riprese mi piacerebbe fotografare il paesaggio che si scorge dalle mura del centro storico. Io non ci vado spesso, perché abito fuori dal paese, ma mi piace molto. Vorrei mostrare a tutti il paesaggio al tramonto per la sua bellezza e far vedere cosa perdiamo ed abbiamo rovinato costruendo e riducendo gli spazi verdi che per noi sono preziosi e di cui tutti possono usufruire. Io spero in questa fase di partecipare più attivamente alla realizzazione delle riprese e mi auguro di fare un filmato che venga inserito nel prossimo dvd, fino ad ora infatti solo i più grandi sono riusciti a presentare i loro lavori. Mi incuriosisce imparare e saper fare un montaggio, ci hanno detto che passeremo tra poco alla produzione in studio e spero di essere uno dei collaboratori. Francesco Perucchini IB, secondaria, via De Gasperi Francesco Panitti IE, secondaria, via De Gasperi Il Consiglio dei Bambini di Castelnuovo di Porto è molto impegnato, tanto che la redazione ha deciso di dedicare alla sua attività una pagina del nostro sito internet. In pochi mesi ha provveduto alla pulizia in orario extrascolastico del giardino pubblico di via Roma. Da questa esperienza sono nate le seguenti richieste: la necessità che questo giardino, l unico a Castelnuovo di Porto centro, sia pulito con maggiore frequenza; la sostituzione dei giochi visto che sono malridotti, insufficienti e quindi poco utilizzati; la presenza di una illuminazione; poter correre non solo nella polvere e non in così tante buche. Ma queste non sono che alcune proposte, per le altre vi rimandiamo al servizio interno. pagina 4 3 CO UTO CO EN L idea di rappresentare il Quarto Stato composto dai nomadi, mi è venuta mentre mi trovavo a fare degli schizzi per il giornale; dovevo ideare qualcosa di originale e di nuovo che avrebbe riempito questa pagina. Inizialmente avevo pensato ad un fumetto, che però avrebbe occupato troppo spazio avendo delle sequenze, quindi ho immaginato di rappresentare qualcosa di più immediato che avrebbe fatto riflettere ognuno di noi sull arrivo dei Rom a Castelnuovo. Ho preso come esempio il Quarto Stato perché mi ha fatto pensare agli operai che manifestano per ottenere i propri diritti proprio come i Rom. Ilaria Camponeschi IIIC, secondaria, bel poggio Mi chiamo Andrea, ho appena compiuto 6 anni e vado ancora all asilo. Mi piace molto giocare con i miei amici, ma anche da solo. Io non ho fratelli e il pomeriggio gioco spesso con la Wii, soprattutto a Mario Bross. Mi piace tantissimo Mario Bross, così ci gioco pure senza la Wii. Io faccio finta di essere Mario: salgo su un cavalluccio immaginario e in giro per il salotto saltello schiacciando funghetti, raccogliendo tartarughe e toccando bandiere colorate. Quando finisco sono distrutto ma molto felice!. Io sono Emma, 6 anni li compio a maggio. A me piace giocare al mondo di Patty. Se gioco da sola io faccio finta di essere Antonella, Giusi, Tamara oppure Sonia. Non mi piace far finta di essere Patty, perché lei non è bella come Antonella, però è brava e simpatica. Nella mia stanza ballo e canto e mi diverto come una matta. Quando gioco con mia sorella maggiore invece, mi diverto di meno perché lei vuole sempre decidere tutto e non mi fa mai fare i personaggi che mi piacciono. Uffa, questi grandi!. pagine 12 e 13 Andrea e Emma sezione E, infanzia, via Roma

2 numero 3 Maggio 2010 denuncia la Un piovoso giorno di gennaio Un piovoso giorno di gennaio abbiamo trovato, entrando in classe, una brutta sorpresa, di quelle che rovinerebbero la giornata anche al più calmo degli uomini: perché, come se l acqua in classe non bastasse, nella nostra aula abbiamo le tende solo su di un lato, mentre sull altro sono strappate. Ma non vi voglio rovinare la sorpresa Benvenuti nella classe degli orrori. La mia classe è mooolto probabilmente l ultimo posto dove vorreste che i vostri figli fossero costretti (il più delle volte almeno) a passare buona parte del loro tempo. La lista degli orrori incomincia con i termosifoni, perennemente spenti la mattina, ma che il pomeriggio, quando non ve ne è assolutamente bisogno, si accendono, tanto per dare agli alunni che più soffrono il freddo un motivo in più per restare a casa. L ultima finestra sulla sinistra ha perso, dopo un periodo in cui faceva solamente fatica ad aprirsi, la maniglia per opera di qualche alunno poco attento; le tende sono l elemento probabilmente ridotto meglio... il che non è un complimento, considerando che per metà non ci sono e per metà sono strappate e sporche. I muri: sporchi, decrepiti, pieni di buchi e muffa, venutasi a creare in seguito ad alcune perdite nelle tubature mai aggiustate ed alle infiltrazioni d acqua quando piove molto forte; e, per concludere in bellezza, anzi in bruttezza, abbiamo i banchi e le sedie, che, oltre ad avere tante, ma taaante gomme appiccicate nel sottobanco, sono rotte, in alcuni casi molto gravemente. Ma allora andate a protestare e a scrivere al Comune e all assessore starete Bel Poggio Il plesso di Bel Poggio ha otto aule, di cui cinque sono dedicate allo svolgimento delle lezioni e le altre tre sono: l aula video e biblioteca, l aula di informatica e l aula dei professori. Le aule dove si svolgono le lezioni non sono molto grandi e questo è un disagio per noi alunni, inoltre la maggior parte degli arredi sono in cattive condizioni. La mia scuola è sprovvista di scale antincendio, elemento molto importante per la sicurezza degli alunni e del personale della scuola. Arianna Bernardini IC, secondaria, bel poggio La Nostra giornale dell Istituto comprensivo Guido Pitocco n. 3. Via Umberto I, 20, Castelnuovo di Porto probabilmente pensando adesso. E noi l abbiamo fatto, ma senza il benché minimo risultato. Ed è per questo che prego il Comune di riparare non solo la nostra classe, solamente il punto di massima espressione del degrado in cui volge tutta la sede di via De Gasperi, ma l intero edificio (in cui, per fare un esempio, mancano computer che possano ritenersi degni di questo nome), e, soprattutto, gli scarichi dei bagni in modo da permetterne una corretta funzione. La prego, caro Sindaco, non solo io, ma tutta la IIID. Webmaster Carlo Ercole Armando Mattia Belcastro IIID, secondaria, via De Gasperi Cari ragazzi, leggendo l articolo di Armando Mattia non si può fare a meno di pensare... questi ragazzi vivono in aule davvero indecenti... hanno sicuramente diritto ad un ambiente più accogliente e funzionale... e poi...tutti i nostri sforzi sono inutili: per quanto possiamo fare, siamo sempre occupati a sanare l emergenza e non riusciamo a dedicarci al miglioramento di questa nostra scuola...! Nell articolo sono stato descritti dei motivi di lamentela supervalidi ma sarebbe semplicistico e inconcludente andare a cercare il colpevole....è colpa del dirigente scolastico che non si occupa abbastanza del problema...! Ma no! Il dirigente ha scritto un sacco di volte al Comune...!... La colpa è del Sindaco che non ha interesse per la scuola...! Macchè...! lui ci prova...ma con quei pochi soldi di cui dispone... come fa a tenere tutto in ordine e funzionante...?... si deve occupare anche delle strade, dei bisogni sociali dei cittadini, e degli altri servizi pubblici...! È colpa degli alunni che sono maleducati e non riescono a gestire la cosa pubblica come fosse la propria...! Ma senti un po...!!...e gli insegnanti...?...eh...?...che ci stanno a fare se non riescono nemmeno a stare attenti che i loro alunni non rompano le sedie o appiccichino le gomme da masticare ovunque...? Sì... va bene... ma le famiglie..?... mamme e papà non sono più capaci di insegnare l educazione ai loro figli ed ecco come ci ritroviamo...!!!... ma anche loro, poverini, fuori casa tutto il giorno per lavoro, sfiniti e stressati dalla vita frenetica che devono fare per poter soddisfare le esigenze sempre più gravose dei propri figli...!......è la televisione che lancia messaggi negativi... è la società attuale che non propone modelli sociali positivi... è la politica che non si accorge di quanto stiamo andando alla deriva...!!!!! Proviamo insieme a fare un po di ordine... Il mio intervento su questa pagina di giornale non è una risposta all articolo di Armando Mattia ma una sfida a tutti voi ragazzi che abitate la scuola di Castelnuovo: non vogliamo scoprire chi è/sono il/i colpevole/i ma cerchiamo di scoprire chi ha la responsabilità e di cosa affinché ognuno prenda in carico la propria parte di impegno e di lavoro. Organizzatevi come volete: discutendo in classe o per gruppi fuori dalla scuola, eleggendo un portavoce, scrivendo alla redazione, chiedendo collaborazione ai vostri insegnanti, parlandone al Consiglio dei Bambini, intervistando i vostri genitori e i vostri nonni o i cittadini per strada... Insieme riusciremo a fare chiarezza con l obiettivo di migliorare tutti nei nostri comportamenti. Aspetto vostre notizie,...bellaa... Raffaella Giustizieri dirigente scolastico Direttore responsabile Linda Marzocchini Caporedattore centrale Sara Giannelli Redazione Armando Mattia Belcastro (caporedattore), Matteo Aricò, Chiara Della Valle, Lucrezia Esposito, Fiammetta Eugeni, Gaia Paone, Elisa Petrovic, Alessio Pierfederici, Edoardo Piergiovanni, Francesco Perucchini Art director Cristina Povoledo Illustrazioni Alessandro Bianco, Roberta Badetti, Ilaria Camponeschi, Alessandro Marchetti La Nostra on line Redazione web Simone Borrelli (caporedattore), Arianna Bernardini, Marialuna Bertozzi, Elena Detti, Francesca La Mura, Elisabetta Marchitelli, Francesco Panetti, Marco Perissinotto, Flaminia Tomassetti, Igor Tulbu, Ilaria Vitanzi Regia e coordinamento video Marino Maranzana e Fulvio Loru con Pasquale Sannino, Roberto Ratti, Eduardo Loru Redazione video Valeria Collabolletta (caporedattore), Matteo Alessi, Beatrice Marchitelli, Floriana Orlando. Massimo Paesani La Nostra è un progetto dell Istituto comprensivo Guido Pitocco, finanziato dalla presidenza della Regione Lazio, ufficio comunicazione e relazioni esterne Dirigente scolastico Raffaella Giustizieri Referente del progetto Daniela Magro Coordinatori Paola Arbia, Fabrizio Capozucca, Francesca De Silvestri, Laura Maialetti, Stefania Marcucci, Rossana Serrao, Bianca Maria Severini, Cristina Simotti La Nostra: numero registro stampa 109 del 4 Dicembre 2009 Cancelleria volontaria giurisdizione tribunale di Tivoli Stampatori Grafiche Professionali s.r.l. Via A. Serpieri, Roma tel fax

3 l vogliam vogliamo vogliamo scuola che vogliam la numero 3 Maggio 2010 La fantasia al potere Avete mai sentito parlare di murales? beh! Io e la mia classe, la IID, abbiamo realizzato un murales molto grande che rappresenta i nostri pensieri. Insieme abbiamo deciso di decorare la classe perché ci sembrava spoglia e piena di scritte bruttissime; noi tutti volevamo renderla speciale. Abbiamo disegnato sulla carta le nostre idee, poi insieme abbiamo scelto le migliori e la prof. le ha assemblate in un unico progetto. Questa esperienza è stata un occasione di crescita perché abbiamo realizzato un lavoro di gruppo, tutti insieme, è stato faticoso ma a me piace quando la mattina entro in classe, tutto addormentato e mi sveglio subito vedendo la mia classe così bella e colorata. Una scuola fantastica C era una volta su una nuvola una scuola a forma di sole. era di Colore fluorescente e quando il sole spuntava, le mura sparivano. la Cattedra era piccola, rotonda e buffa, le sedie erano basse Come gli gnomi, i banchi erano bassi e di Color fucsia, l armadio era altissimo Con sopra petali di rosa e quando battevi le mani l armadio si apriva da solo. il Cortile era fatto di un tappeto di girasoli, a ricreazione quando le maestre Ci facevano uscire, noi Ci tuffavamo sopra Come se fosse un materasso gonfiabile, le maestre erano Luigi Armellini e Ilenia Bennici IID, secondaria, via De Gasperi Stelle cadenti La scuola di via De Gasperi potrebbe essere abbellita con alcune cose: le aule più grandi, i bagni più spaziosi (magari anche con la carta igienica e il sapone per le mani), un bel giardino, le ricreazioni più lunghe. Secondo noi la scuola ha bisogno di queste cose per stimolare di più i ragazzi; per esempio, dopo una bella ricreazione (magari in giardino), si avrebbe più voglia di stare attenti e studiare. Noi ragazzi, quando a settembre abbiamo iniziato il nuovo anno scolastico, speravamo di trovare una scuola più piacevole e allegra: invece abbiamo trovato le aule tristi e povere di accessori e attrezzature, e questo sicuramente non è l ambiente dove noi alunni abbiamo voglia di studiare e passare la maggior parte del nostro tempo. Insomma, noi vorremmo dire che se le classi fossero più colorate, più belle e più curate fare lezione piacerebbe di più a tutti, sia agli alunni che ai professori, e venire a scuola ogni mattina sarebbe molto più divertente! Matteo Alessi e Alice Colantoni IE e IIID, secondaria, De Gasperi nane e buffe, quando spiegavano la lezione non si Capiva niente per la loro voce fina e bassa. le bidelle erano maghe e quando pranzavamo Ci preparavano sempre Cose buone Che prendevamo due volte; erano brave e gentili, Ci facevano fare quello Che volevamo; dopo un po però, visto Che facevamo troppa Confusione e rompevamo tutto, le maestre si arrabbiavano, CominCiavano a litigare Con le bidelle e noi iniziavamo a ridere all infinito per tutte Idee in corso l Consiglio dei Bambini ha I le idee molto chiare su come migliorare la propria scuola. Sui giardini del plesso di via De Gasperi il desiderio comune è di avere all entrata un vero giardino, con terra e prato anziché solo cemento; nel giardino posteriore sarebbe bello togliere la fontana, mai usata, e le due panchine che sono pericolose quando corriamo. Inoltre sarebbe più bello correre sull erba, o almeno sulla terra. Secondo i consiglieri Lorenzo, Francesco, Ludovica e Camilla nel giardino del plesso del centro urbano, ovvero in via Roma, ci vorrebbe tanta erba e non come ora cemento e buche pericolose, inoltre i giochi non sono adatti al numero dei bambini che li utilizzano durante la ricreazione e non adatti ad una scuola. Propongono tutti che il giardino non sia pavimentato, ma ci sia tanto prato e Camilla che ci sia un piccolo spazio, senza prato, per chi vuole parlare in segreto. La proposta unanime è di poter avere un giardino con: prato; fiori; una zona per parlare; panchine; una bancarella autogestita per prestito di giochi; un distributore manuale di merende, anche per il solo scambio, dove poter utilizzare dei buoni timbrati dal Consiglio dei Bambini. A riguardo della bancarella prestito giochi Federico propone che il prestito venga gestito come avviene con un libro preso in biblioteca e Paula che ogni classe la gestisca ogni mese. Il Consiglio dei Bambini le facce strane e le trasformazioni delle bidelle. la mensa era brillante, ma quando entravano quelli di seconda e di quarta la facevano diventare sporca. noi alunni della Classe quinta eravamo belli, puliti e scherzosi, ma quando la maestra Ci strillava iniziavamo a ridere per la sua voce fina e acuta. nella scuola fantastica v si studiava soltanto: arte, tecnologia, ginnastica, musica e magia. V, primaria, Santa Lucia

4 numero 3 Maggio 2010 fi diretto to f lo filo diretto Dialogo per una scuola migliore Idee che frullano e prendono forma in un testo, in un disegno, in una vignetta Ciao bambini e ciao ragazzi, mi sembra doveroso fare questa distinzione nel saluto sto parlando, attraverso le pagine di questo giornale, a tutti gli alunni della scuola Pitocco che avranno voglia e pazienza di leggere queste righe. Ognuno di voi, sia che abbia 3, 4 anni oppure 8, 10 o 13, rappresenta per me un mondo affascinante in continua evoluzione, che si svela anche attraverso le pagine de La Nostra fatti e opinioni dal nostro punto di vista ; ognuno con il proprio linguaggio ed il proprio stile e, soprattutto, tutti, veramente tutti, con idee ben chiare nella testa. Che bello!!! La prima volta che ho letto il vostro giornale era un file di bozza inviatomi da Cristina (è la nostra grafica; ndr); era un tardo pomeriggio di dicembre e, nella quiete del mio ufficio (alle 18, finalmente, anche il mio ufficio è silenzioso), ho cominciato a scorrere titoli, articoli e disegni parola dopo parola, immagine dopo immagine ho sentito il lavorìo delle vostre menti, la fatica dei pomeriggi trascorsi e l entusiasmo contagioso di tutti voi. Sempre più spesso, purtroppo, i grandi non usano le parole ma abusano di queste mentre la sincerità e la sobrietà dei vostri linguaggi descrivono così bene le situazioni e i fatti che vi coinvolgono in prima persona, tanto da non scivolarmi addosso senza lasciare traccia. Siete stati bravi a lasciar parlar le cose attraverso le parole e non, prendendo esempio dai grandi, a confondere la realtà con l uso delle parole. Il vostro giornale mi sembra un colorato caleidoscopio più lo giro, lo guardo, lo leggo e lo rileggo e più mi svela qualcosa di nuovo ci sono idee descritte con un linguaggio netto e tagliente che arriva subito a me lettore ma anche pensieri nascosti tra le pieghe di disegni infantili o tra le parole morbidamente sincere di qualche alunno timoroso. e le idee stanno in tutte quelle teste che hanno voglia di pensare...sia che vengano dalla Romania o dalla Polonia, dall Italia o dalla Moldavia all inizio è difficile riuscire a comunicare ma, nel giro di qualche settimana, ecco che scopriamo di essere diversi e uguali allo stesso tempo molte cose ci accomunano e tante ci distinguono l uno dall altro è la bellezza della vita e il piacere della scoperta. È la prima volta che riesco a dialogare con tutti voi alunni su questioni che ci coinvolgono direttamente e ciò avviene grazie al nostro giornale. Vi ringrazio per avermi accolta su queste pagine e per avermi permesso di dire la mia fatti e opinioni dal mio punto di vista. Sperando di sentirci presto, con affetto e con rispetto, Una striscia di giochi a caccia di parole Raffaella Giustizieri dirigente scolastico CanCella tutte le parole elencate e Con le lettere rimanenti otterrai Ciò Che ti spetta! S I D I R I G E N T E L C L A S S E L U A P I D U I P R O F R I L B T C O M P U T E R E R T P A L E S T R A S I N N U L A O A A L S L I T N A N G E S N I O L E Z I O N E O S T U A C E T O I L B I B G I A R D I N I D I O alunni aule biblioteca Classe Computer dirigente giardini insegnanti Io sono in Italia da cinque mesi e ho ancora tante difficoltà con la lingua. Spesso non riesco a seguire le lezioni in classe e non riesco a parlare con i miei compagni. Spero che col tempo riuscirò a superare questo ostacolo e le difficoltà per potermi affiatare con i miei compagni. Lori, VA, primaria, Santa Lucia Lori è in Italia da cinque mesi mentre Andra da cinque anni. Lori, al contrario di Andra, ancora non parla bene l italiano ed ha paura di non farcela; si capisce bene lo sforzo che sta compiendo per integrarsi in un ambiente completamente nuovo ed è naturale avere paura il tempo con le maestre e i compagni l aiuteranno come è successo per tutti i nostri amici italiani-stranieri. Mi chiedo: quanti di noi nati in Italia all età di 10 anni conosciamo o conoscevamo due lingue, due culture tanto da poter mettere due mondi a confronto? Quello che compiono tutti i bambini e i ragazzi stranieri giunti in Italia è un grande sforzo che viene ripagato con la soddisfazione della conoscenza. Leggo, comunque, che la stessa fatica nello studio è avvertita da molti di voi troppe materie, troppi compiti, la noia a farvi compagnia durante le lezioni, poco tempo per giocare. Siete abbastanza grandi per capire quanto questi anni di scuola condizioneranno il lezione libri osare palestra plessi prof. ridi scuola soluzione: diritto allo studio. vostro futuro. Il vostro futuro lo state costruendo adesso, attraverso la scuola e gli amici che frequentate, le esperienze che fate, i valori in cui credete, l ordine di priorità che date ai vostri impegni quotidiani; il tempo ben speso vi permetterà di realizzare la vostra vita con successo, che non significa ricchezza o prestigio sociale ma realizzazione di voi stessi, espressione delle vostre capacità, godere pienamente dei rapporti umani in armonia con l ambiente, insomma diventare le persone che desiderate veramente essere. Sono d accordo con Elisabetta quando afferma che sei materie al giorno sono molte e che, però, i professori assegnano i compiti per due o tre giorni dopo proprio per dare più tempo agli studenti di organizzarsi. Sta poi a voi ottimizzare i tempi, con una buona organizzazione, in modo da sfruttare il pomeriggio anche per le attività più disparate. Certo serve un buon metodo di studio! Ottima è l idea di far ideare i compiti agli studenti stessi, in modo che ognuno possa pianificare lo studio nel modo più adeguato a sé proponetelo ai vostri insegnanti sapendo che alcuni tentativi vengono già fatti in altre classi come la IE, come scrivono i vostri compagni Giovanni, Roberto, Amalia, Francesco, Florina, Daniele e Marco. Una parola... tira l altra partendo dalla parola data, elimina una lettera alla volta e otterrai altre parole, sempre più brevi. esempio: Classe tema Compito scuola suola sola soluzioni: Classe Casse Case; tema tea te; Compito Compio Copio

5 f to diretto filo fi Più tempo per giocare e meno compiti a casa. Questa è solo una delle richieste avanzate dal Consiglio dei Bambini che ha luogo ogni mese. Per il calendario e i contenuti delle sedute potete consultare il sito a cura della redazione: Anche il Consiglio dei Bambini, che si è costituito da poco ed è formato da alunni eletti nelle classi e quarte e quinte della scuola primaria, nella seduta del 26 Gennaio 2010 si è espresso proponendo più tempo per giocare e meno compiti a casa rivolgo allora un invito ai ragazzi più grandi: raccontare al Consiglio tutti i vostri segreti per studiare meglio, come creare un proprio metodo di studio per ottimizzare il tempo perché giocare e uscire con gli amici è molto importante; se ciò ti rende felice e ti gratifica non è tempo sprecato ma ben impegnato. Un altro trucco è quello di impegnarsi in classe: dalle 8 alle 14, dal lunedì al venerdì, siete obbligati a stare in classe: la lezione sarà meno pesante se deciderete di ascoltare, prendere appunti ma soprattutto intervenire. Nella mia scuola abbiamo una biblioteca. In questa biblioteca io non ho mai messo piede. Ho chiesto in giro ma nessuno ha saputo dirmi nulla. Gli orari non sono definiti. Così l intera scuola si ritrova con scaffali pieni di libri che rimangono lì a prender polvere. Sarà forse ora di sfruttarli, questi libri? Perché non sfruttare queste risorse per lo studio? Ore di narrativa in biblioteca, a diretto contatto con la lettura. Vorrei invogliare a fare qualcosa in più, perché lo reputo un vero peccato, uno spreco. Elisabetta Marchitelli, IIIC, secondaria, bel poggio Vi invito a discuterne con i vostri docenti e con la responsabile; è una fortuna poter disporre di questo spazio; dobbiamo ringraziare i vostri genitori che ci hanno aiutato a riempire gli scaffali di libri ed è un peccato non sfruttare questa grande opportunità; vi verrò a trovare presto per lavorare insieme ad una migliore organizzazione e fruizione. I professori invece di leggerci geografia, narrativa, ecc., dovrebbero leggere libri di avventura, sicuramente più entusiasmanti. Io non ho mai detto alla professoressa che mi annoia quello che legge, altrimenti prenderei una nota. Vorrei che leggesse storie divertenti anche parlando di letteratura. Alessio Pierfederici, ID, secondaria, via De Gasperi Quello di Alessio è un timore eccessivo; con rispetto ed educazione si può, anzi si deve, parlare con gli insegnanti e cercare una soluzione al problema. Un idea può essere quella di intervenire durante le lezioni ampliando la discussione, confrontando più fonti di informazioni; stimolando la flessibilità della conversazione, aumenta la curiosità e la capacità di decentrarsi. Vorrei suggerire ad Alessio di cercare, anche nella biblioteca scolastica, libri di avventura che possano regalargli quell entusiasmo che cerca nella lettura; potrebbe farsi consigliare dai suoi compagni o andare a curiosare nella rubrica Il vizio di leggere, sul sito del nostro giornale. Non sottovalutate l importanza della lettura! Leggere ci rende più liberi, più coscienti e consapevoli, più creativi, meno soggetti a pregiudizi e condizionamenti; nutre lo spirito, ci consola nei momenti di affanno e di sconforto, ci libera dalla solitudine; permette di muoverci liberamente nel tempo e nello spazio e in questo modo arricchisce la nostra fantasia e le nostre esistenze. La lettura è un piacere, fisico e psichico. Saper godere di una bella frase, della perfetta eloquenza di uno scrittore, dell architettura ben progettata di un romanzo, è un piacere intellettuale. La lettura stimola i sensi, la memoria, il ricordo. Leggere ci permette di conoscere i massimi geni dell umanità e di utilizzare la loro sapienza arricchendola con qualcosa di straordinariamente unico e importante: l essere umano che siamo. La nostra palestra è spesso molto sporca. Quando ci alleniamo, ci sdraiamo per terra e ci sporchiamo dai capelli fino alle scarpe. In palestra fa molto caldo e le finestre non vengono aperte perché pericolanti o, alcune, addirittura rotte. Ci sono palloni sgonfi, cerchi spaccati e corde rotte. Alessia Picchiotti, Valeria Collabolletta, Rebecca Marian, Eva Camillacci, Edoardo Piergiovanni IE, secondaria, via De Gasperi Un altro luogo della scuola che raccontate non essere adeguato all uso è la palestra. Alessia, Valeria, Rebecca, Eva ed Edoardo segnalano sporcizia ma la vostra prof.ssa smentisce; non posso promettervi, a breve termine, le finestre nuove mentre per lo scarico del materiale in disuso dovremo aspettare la fine dell anno. numero 3 Maggio 2010 Noi siamo due alunni della scuola primaria di via Roma. Vi vorremmo raccontare dell aula informatica. Quest anno non possiamo lavorare al computer perché c è una perdita d acqua e le pareti sono piene di muffa e tutte bagnate. Anche i computer sembrano soffrire: non funzionano. Appena entrati nell aula informatica noi ci siamo tappati il naso, perché non sopportavamo il cattivo odore! Rossana Misuraca e Shadi Nafea, IIC, primaria, via Roma Conosco la situazione dell aula informatica di via Roma oltre al fatto che le macchine sono molto lente si è aggiunta l acqua di scolo del terrazzo che si è infiltrata all angolo e alla parete dell aula; il muro e il controsoffitto erano ormai pieni di muffa tanto che avevo, ormai da tempo, disposto la chiusura dell aula e il divieto di accesso. Gli operai hanno finalmente sanato il danno e finché non avremo altre risorse, ci dovremo accontentare di questi computer un po vecchi Alcuni di quelli che non fanno il giornalino pensano che sia una scemenza, soldi spesi male. Per me invece il giorno in cui c è il giornalino, è quello che preferisco, perché faccio una cosa che mi piace, che ho preso molto sul serio, un luogo dove esprimermi liberamente e dove posso stare con le mie amiche. È anche essere più responsabile, grande. Sono contenta che la scuola abbia deciso di fare questo progetto, perché i mesi che passerò al giornalino insieme ai miei amici e insieme a Linda mi faranno finire l anno stupendamente. Alice Colantoni, IIID, secondaria, via De Gasperi Leggendo le parole di Alice nel diario di bordo, sul sito web del giornale (www. icgpitocco.it/lanostra), mi rendo conto di quali siano i vostri umori: alcuni alunni sono molto coinvolti, impegnati e soddisfatti da questa attività, gli altri sono sicura arriveranno!... siate sempre disponibili ad accogliere chiunque voglia intraprendere questa avventura e arricchire questa esperienza! gioco di parole Cambiando una lettera ad ogni passaggio otterrai sempre parole di senso Compiuto e riuscirai a Creare un percorso di significati diversi. esempio: Compiti Colpiti Colpivi Coltivi scuola svuota Classe glasse nitro vibro banco Casto e adesso provate a inventare nuove sequenze e inviatele al nostro indirizzo di posta elettronica: le inseriremo nella Cartella ricreazione, dove raccogliamo tutti i giochi Che ognuno può scaricare, stampare e fare tutte le volte Che vuole, magari organizzando un torneo di Classe o perché no? tra più Classi. e Che vinca il migliore! soluzioni: scuola scuoia scuota svuota; Classe Crasse grasse glasse nitro litro libro vibro; banco basco vasco vasto Casto

6 numero 3 Maggio 2010 terra chiama Houston H ra Noi e loro Facendo in questo istante una foto al mio plesso potrei esporre un infinità di idee che noi ragazzi ci siamo fatti sui professori. La maggior parte di noi, compresa me, ha un idea diversa a seconda di ogni professore, che può essersi formata in base alla severità o ai compiti che molte volte sono per tutti tanti o, ancora, lavori noiosi. Però un professore può essere anche una persona stimata da tutti, simpatica, quindi una persona che dà pochi compiti o che ti fa divertire e che ti concede una battuta ogni tanto. Invece una piccola parte di noi ragazzi ha solamente opinioni negative sui professori ma solo apparentemente, perché in realtà tutti noi abbiamo una buona opinione su alcuni professori anche se in realtà non ce ne rendiamo conto. Insomma! Abbiamo opinioni differenti sui nostri insegnanti che non sempre sono idee del tutto positive o negative. Valeria Collabolletta IE, secondaria, via De Gasperi il castello scuola la nostra scuola, Stiamo calmi! Caro diario, nel settembre scorso ho iniziato il percorso nella scuola media, ero emozionata a tal punto da ridurmi in un mare di bolle giganti in tutto il corpo. Chiaramente, io non ero proiettata per la scuola di Castelnuovo di Porto, bensì volevo andare a Roma all Accademia di danza nazionale ma il destino è stato artista, perché se io entravo nell Accademia, sicuramente non avrei fatto il percorso con altri insegnanti di danza che ci sono nei vari vicoli del mondo e quell istituto mi ha spaventata, a tal punto da non crederci più... e quindi ecco perché sono qui. Sono molto felice e questa è la cosa più importante, perché il mio rapporto con le professoresse lo trovo positivo: loro sono calme ed io ho bisogno di questo, mentre prima uscivo da un clima molto isterico. Sì, perché le maestre erano sempre in tensione, forse a causa nostra, non lo so, io mi rendo conto solo oggi che quando loro spiegavano io non capivo mai il concetto. I tre difetti più contestati agli insegnanti In tutte le scuole esiste una strana razza chiamata professori. Essi sono delle strane creature che insegnano a noi alunni la storia, la geografia e materie varie. Ma come gli animali, si distinguono in tre categorie: l insegnante perfetto, l insegnante normale e l insegnante pessimo. Di quest ultima categoria fanno parte quegli insegnanti che durante le lezioni non spiegano o comunque stanno lì solo per occupare la cattedra, anche quei professori che assegnano tantissimi compiti senza neanche spiegare l argomento del giorno o l esercizio dato. Un altro difetto di questi strani individui è il vizio di rimproverare gli alunni senza avere un motivo preciso. Perciò mi raccomando per chi dovrà iscriversi a scuola: occhi aperti! Flaminia Tomassetti IIIA, secondaria, bel poggio Oggi, nonostante le mie lacune, riesco a comprendere come si deve studiare, finalmente ho un metodo. Certo i compiti sono tanti, chiaramente sempre dal mio punto di vista, devo lavorare molto e credo, caro diario, che tutti questi esercizi andrebbero aboliti perché non servono, la cosa su cui punterei è la lettura, perché leggendo molto apprendi nuovi vocaboli, la mente viaggia Io quando scrivo a te, mi sento libera come un gabbiano, quando devo scrivere in classe lo stomaco si ferma come un treno fermo da anni in un binario morto Forse oggi, vivendo questa nuova esperienza, chissà, riuscirò ad essere libera nel rapporto con gli altri, perché io ho bisogno di pace e calma e credo che in questo momento le mie professoresse mi abbiano capita e questo mi rende più sicura. Quindi che dire? Aboliamo i compiti e creiamo un rapporto tra professori e ragazzi positivo, perché sono sicura, caro diario, che tutti noi giovani abbiamo bisogno di tanta sicurezza e comprensione, tutto con grande rispetto, il modo di sentire è come nel film L attimo fuggente : te lo ricordi? Allora non sogniamo più, cerchiamo di essere tutti migliori, sia da parte dei professori che dalla nostra, perché a volte non abbiamo rispetto di nulla. Caro diario, ora scappo devo andare a dormire, domani è un altro giorno, aspettami alle ore 17. A domani, buona notte Marialuna Bertozzi IB, secondaria, via De Gasperi La mia professoressa preferita si chiama Stefania Marcucci. È la nostra coordinatrice e insegna scienze e matematica che sono le mie materie preferite. È alta, magra e molto giovane. Ha i capelli lisci, lunghi e castani. Le sue labbra sono sottili. Le ragioni per cui la Marcucci è la mia professoressa preferita sono molteplici. Una di queste è il suo carattere. È dolce, simpatica e molto brava nel suo mestiere. Non ama essere severa, ma i miei compagni di classe la fanno impazzire, poverina. Di solito indossa degli stivali viola che mi piacciono tantissimo! Per me la Marcucci è la professoressa migliore di tutto il mondo.. IL MIo PRof. PREfERIto Elena Detti IC, secondaria, bel poggio all inizio non era una vera e propria scuola ma un Castello abbandonato. un giorno due bambini di nome harry mattia e Jake lo ristrutturarono per farlo diventare una meravigliosa scuola. era dipinta di Cinque Colori il primo grado era dipinto di Celeste, il secondo di blu scuro, il terzo di giallo, il quarto di arancio e il quinto di rosso. i banchi erano fatti di un materiale Che era morbido se Colpito Con forza, duro se solo toccato. le sedie erano fatte Con dei CusCini massaggiatori, la Cattedra era di vetro flessibile non fragile e le maestre avevano una poltrona Come sedia. per il Cortile C era un Campo da CalCio; gli appendiabiti erano magici. la mensa era all ultimo piano sospesa in aria e ogni alunno poteva scegliere qualcosa da mangiare. le materie di studio erano: psicologia dei draghi, insegnata da maria Colonia, magia oscura, insegnata da margherita, la storia dei maghi da storfanus, religione dragologo da farsicità. V primaria, Santa Lucia La nostra scuola, all inizio non era una vera e propria scuola ma un castello

7 chiama terra Houston chia H chiama terra chia numero 3 Maggio 2010 Tiritera Molte volte le lezioni delle professoresse sono molto noiose, perché la professoressa spiega, interroga e dà i compiti. Secondo me le lezioni dovrebbero essere più coinvolgenti e non la stessa tiritera ogni volta. Ogni tanto per esempio la professoressa ci potrebbe portare a vedere un film, a fare gite per capire meglio l argomento. Io mi ritengo fortunata perché l anno scorso e quest anno ho avuto, e ho, delle professoresse che invece di fare le solite lezioni pizzose, le fanno più divertenti, più coinvolgenti. In questo modo studiare ti riesce più facilmente, perché più appassionante. L anno scorso in letteratura studiavamo Dante Alighieri. Io lo odiavo, perché non mi attirava e studiarlo per me era come se un treno mi passasse sopra. La nostra professoressa però ci fece imparare a memoria pezzi della Divina Commedia, ci fece scrivere poesie e non so come per me studiare Dante Alighieri diventò meno pesante. Questo metodo non veniva usato solo in letteratura, ma anche in storia e geografia per farci capire meglio l argomento ci faceva vedere film e ci portava in gita. Anche quest anno, con un altra professoressa mi sono trovata bene perché il metodo è sempre lo stesso. quello ChE NoN SoPPoRto Alcuni professori sono molto abili nel farmi innervosire. Non sopporto quando l insegnante urla senza motivo, è molto fastidioso e mi fa sentire a disagio. Odio quando non sono d accordo con il professore e non posso dire la mia perché non mi devo permettere di rispondere. Ci sono modi e modi di rispondere, e se mi rivolgo all insegnante con rispetto ed educazione non voglio essere punita. Per questo in classe sto sempre zitta, ma se non ci fossero conseguenze sul mio voto in condotta, con alcuni insegnanti scatenerei un putiferio. Sara Giannelli IIIC, secondaria, bel poggio la fantascuola Alice Colantoni IIID, secondaria via De Gasperi IL quiz Condotta Rispondi alle sei domande barrando la risposta scelta. Una volta completato il quiz calcola il tuo punteggio seguendo le soluzioni e scoprirai a quale delle tre tipologie di insegnante appartieni. poche notti fa ho fatto un sogno strano: la nostra scuola si era trasformata. l edificio era a forma di Cuore e si trovava sopra un girasole gigante Color arcobaleno, per scendere e salire C erano delle margherite Che facevano da scale e, quando non C era nessuno ad usarle, si mettevano a ballare. Circle time Gli ultimi due anni di elementari. Alla fine ne ho bei ricordi Ora che ci penso mi torna alla mente il circle time. Lo chiamavamo così. Uno spazio che la nostra fantastica maestra di matematica e scienze ci lasciava per dire la nostra opinione, per parlare delle cose che non andavano, delle cose che ci erano piaciute o meno. Il circle time. Tutti alla stessa altezza, ci potevamo guardare tutti negli occhi e questo è il particolare che preferivo di più. Nessuno era all ultimo banco, nessuno si faceva i fatti suoi. Ognuno ascoltava l altro, tanti, a volte, ne avevano da ridire; dopo tutto cercavamo anche un confronto. La maestra ci lasciava scegliere l argomento da discutere e spesso prima di arrivare ad una conclusione seria e sensata ci voleva un po. Ma andava bene così, prima d allora non ricordo esperienze del genere. 1Sei favorevole ai compiti di punizione? Sì No Provi gusto nel mettere note o nel mettere brutti voti? 2 Sì No 3Credi sia utile e importante avere un rapporto confidenziale, aperto e amichevole con i tuoi alunni? Sì No 4Un alunno non ha studiato per un problema ma non ha una giustificazione scritta. Gli metti un impreparato? Sì No 5hai mai preso in considerazione il fatto che un tuo comportamento possa mortificare e non aiutare i tuoi alunni? Sì No 6 Durante Beatrice Marchitelli IE, secondaria, via De Gasperi le interrogazioni cerchi di agevolare l interrogato? Sì No intorno alla scuola C erano fiori e alberi millenari, il più vecchio era un salice piangente Che aveva poco più di 1500 anni. le sedie erano fatte di petali di rosa, i banchi di margherite, la Cattedra di papaveri e le porte di viole. il Cortile della fantascuola era sui petali del girasole, aveva una CasCata per dissetarsi e vicino C era l idromassaggio Che si usava dopo aver fatto palestra o piscina. non troppo lontano dalla Siete chiari? Il mio rapporto con gli insegnanti non è molto chiaro in classe, perché l insegnante strilla molto spesso, ma noi ragazzi ci siamo abituati. Noi della IIB abbiamo aderito a tanti progetti e cose divertenti e dall anno scorso sono arrivati nuovi compagni. Riguardo ai compiti, alcuni miei compagni non li fanno. Io li faccio e quando alcune volte non capisco qualcosa, me li faccio spiegare da mia sorella o li faccio a scuola con tutti i compagni. In classe mia la professoressa Serrao chiama un nostro compagno Bart ed altri con il loro vero nome. A me la IIB piace: è scherzosa, divertente ma soprattutto disordinata: noi non vediamo l ora di avere nuovi compagni. Igor Tulbu IIB, secondaria, via De Gasperi Rischio noia uando facciamo confusione in classe, Q gli insegnanti si arrabbiano e cercano di ristabilire l ordine. Ci sono professori con cui noi alunni riusciamo ad avere un buon rapporto e altri meno. Certi danno tanti compiti, altri si arrabbiano troppo spesso e spiegano bene ma a volte i loro argomenti sono un po noiosi. Le materie che più ci piacciono, e di conseguenza i professori, sono italiano, storia, inglese, matematica, musica e geografia. Con loro riusciamo a seguire i loro argomenti perché riescono a stimolare in noi curiosità e voglia di imparare. Marco Perissinotto e Alessio Pierfederici IE e ID, secondaria, via De Gasperi Profili Tra i 6 e i 7 punti: Sei un ottimo professore e riesci ad insegnare ai ragazzi senza che loro se ne rendano conto. Dai ai tuoi studenti confidenza e sei apprezzato proprio per questo. Complimenti! Tra gli 8 e i 9 punti: Sei un bravo professore ma puoi migliorare. Prova ad essere più vicino a loro: guadagneresti la loro simpatia e li invoglieresti di più a studiare. Tra i 10 e i 12 punti: No, no, no. Non ci siamo. Sei distaccato, sfuggente, duro. Per i ragazzi non sembri nemmeno umano e attiri su di te tutto il loro odio. Sarai anche un bravo professore, ma avvicinandoti di più agli studenti potresti ottenere risultati migliori. Soluzioni 1: Sì 2 No 1 2: Sì 2 No 1 3: Sì 1 No 2 4: Sì 2 No 1 5: Sì 1 No 2 6: Sì 1 No 2 fantascuola C era il mare in Cui spesso, nelle Calde giornate di primavera, durante la ricreazione andavamo a fare il bagno. i maestri erano maghi e le maestre fate, Ci insegnavano a volare, Correre più veloci del vento, Creare pozioni magiche, sparare raggi laser... eravamo praticamente dei supereroi!!! peccato però Che era solo un sogno!!! V primaria, Santa Lucia

8 numero 3 Maggio 2010 Da Rapallo, i nostri inviati Un cortometraggio e un viaggio fino a Rapallo per il più importante Festival europeo sull animazione e i prodotti cross-mediali. Così abbiamo dato sfogo alla nostra creatività in fatto di disegni animati. Giudicate voi: In occasione della 14 a edizione del Cartoons on the Bay - Festival internazionale dell animazione televisiva e cross-mediale, noi della redazione siamo andati a Rapallo, sede dell evento per assistervi insieme alle altre centinaia di ragazzi presenti da tutta Italia. In un grande tendone su uno schermo enorme sono partiti i cortometraggi. Il primo a venir presentato è stato un cartone sulla tolleranza verso le persone diverse da noi; è poi stato il turno di un lungometraggio ad opera di uno dei grandi maestri dell animazione, ovvero Don Bluth con il suo Brisby e il segreto di NIMH, della presentazione di una nuova serie a cartoni dedicata ad Ulisse, con i disegnatori che ci hanno mostrato come si realizza un disegno, e del breve trailer del cartone dedicato a Giovanni Falcone ed a Paolo Borsellino, che verrà trasmesso su Rai 3 a giugno. Abbiamo inoltre avuto modo di gustare alcuni prodotti tra un cartone e l altro. Ma ci sono stati offerti anche altri prodotti gratuiti, come riviste o alimenti, questi ultimi non sempre buonissimi. Io credo che questa nostra esperienza al Cartoons on the Bay sia stata molto interessante anche per il fatto di avervi contribuito con un cartone da noi realizzato sulla sicurezza stradale. Armando Mattia Belcastro IIID, secondaria, via De Gasperi a scuola di cartoni ECCo Come abbiamo imparato a fare un Cortometraggio. 1. Ci hanno dato delle sagome: il Cerbiatto, la papera, i paperotti, On the road il Cervo, paola, dario, una macchina e una bici Che abbiamo ricalcato su dei fogli. 2. ad ognuno di noi è stato assegnato un animale, del quale, su altri fogli, abbiamo disegnato alcune parti del Corpo. per farlo sembrare in movimento abbiamo sovrapposto i fogli. 3. poi Con il pennarello nero abbiamo ripassato il tutto perché altrimenti i disegni quando si montano sul Computer non si vedrebbero. 4.abbiamo realizzato un Cortometraggio Che è servito a sponsorizzarci l uscita a rapallo. Francesco Perucchini IB, secondaria, via De Gasperi Rapallo, intorno alle sei o sette ore di pullman, ovvero un viaggio interminabile. Partenza subito dopo scuola, tutti sembrano molto gasati, al contrario di me, che penso solo alle sei ore che passerò con la faccia contro il finestrino, un po pensando, un po dormendo. Una volta sul pullman tutti fanno qualcosa per passare il tempo: nei posti più avanti c è chi gioca con i professori e in fondo il caos più totale. Musica, ragazzi che strillano, nessuno si contiene. Devo ammettere sia buffo osservarli senza sentire nulla, con le cuffie nelle orecchi a riprodurre tutt altro tipo di musica, rispetto a quello che esce fuori dai vari cellulari. Ammetto di aver pensato ad un sacco di cose durante il viaggio, ma l idea del Cartoons on the Bay non mi ha nemmeno sfiorato. Non sapevo cosa aspettarmi, non sapevo cosa sarebbe successo e non riuscivo ad immaginarlo. Non facevo altro che aspettare di vederlo. Tappa all autogrill, vediamo Burger King e le professoresse non sono in grado di fermarci. Arriviamo che è già buio da un po e nelle stanze la stanchezza ci abbandona. Rispetto al nostro lavoro, qualcuno è rimasto deluso, io ne sono entusiasta. Speravo ci facessero partecipare a qualcosa di più interattivo, però. bay the cartoons on t Elisabetta Marchitelli IIIC, secondaria, bel poggio La notte y era chi aveva solo C sonno ed era stanco, chi aveva tanta fame, chi progettava una notte in bianco, ma un po tutti eravamo curiosi di sapere dove alloggiavamo. L Istituto San Giorgio. Sembrava un bel posto da fuori, ma dentro non era come tutti si aspettavano. Era poco igienico, c era un solo bagno per piano e anche sporco; c è anche chi sostiene di aver trovato terra e capelli nel proprio letto, ma considero le reazioni di alcuni rispetto a ciò, un po esagerate, anche se, effettivamente, non era il posto più pulito del mondo. Sorvolando altri di questi dettagli sull alloggio, posso dire che a quasi tutti era passato il sonno. Noi femmine abbiamo parlato un po, prima di andare a dormire, e chi più e chi meno, siamo andate tutte a letto piùttosto tardi. Non abbiamo discusso della manifestazione del giorno seguente, ma eravamo comunque tutte un po curiose. I maschi, o meglio la maggior parte di loro, hanno passato la notte in bianco. E chi oltre loro sa cosa abbiano fatto? Beatrice Marchitelli IE, secondaria via De Gasperi

9 cart ons on the bay c Al village Giovedì 15 Aprile, dopo essere stati svegliati alle sei e mezza, siamo partiti un po assonnati per Rapallo, destinazione il Cartoons Village in piazza 4 Novembre, per partecipare alla manifestazione più importante a livello europeo sull animazione televisiva. Per prima cosa abbiamo visto dei corti riguardanti l UNICEF e la sicurezza su internet. Poi è arrivato il momento che tutti attendevamo con ansia: la proiezione dei corti creati con i nostri disegni. È stato bellissimo! Mi sono sentita molto soddisfatta del nostro lavoro, e mi ha fatto anche una certa impressione vedere i nostri disegni prendere vita. Mentre aspettavamo la colazione, rivelatasi per molti alquanto deludente, ci hanno intrattenuti con un lungometraggio. Dopo la colazione, ci è stato fatto vedere cos è importante quando si disegnano i cartoni animati, cioè che non bisogna mai partire dai dettagli e dai particolari. A quel punto ho capito che per quattordici anni ho sempre sbagliato tutto!!! Come ultima cosa abbiamo visto il trailer di un cartone animato creato in onore dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, che sono stati uccisi nella loro lotta antimafia in Sicilia. Ci terrei a vedere il cartone perché riesce a rendere comprensibile anche per i più piccoli il concetto di mafia, e dei grandi problemi che crea. Sono proprio contenta di aver deciso di partecipare, è un esperienza che non mi dispiacerebbe ripetere. Sara Giannelli IIIC, secondaria, bel poggio he bay Una classe animata Noi del giornalino abbiamo partecipato ad un laboratorio in cui due disegnatrici di cartoni animati della Scuola internazionale di Comics di Firenze ci hanno fatto vedere alcuni video di cortometraggi fatti da Bruno Bozzetto. Abbiamo realizzato dei disegni per la creazione di piccoli cartoni (dei cortometraggi, ndd) sulla sicurezza stradale: ci sono serviti molti fogli e anche molta voglia di lavorare! Ci siamo divertiti molto a creare i movimenti dei personaggi che loro ci avevano dato da fare. Prima di tutto ci hanno diviso in tre gruppi, uno si occupava della situazione iniziale, un altro si occupava della situazione in svolgimento, e l ultimo della situazione conclusiva. Le due ragazze ci hanno fatto vedere un video sulla differenza tra Italia e Europa e anche su come possiamo imparare tante cose divertenti. Il nostro lavoro è poi stato presentato al Cartoons on the bay a Rapallo, un località sulla costa ligure. Secondo noi è stato molto divertente ed educativo. Marco Perissinotto, Francesco Panitti, IE Alessandro Marchetti, Alessio Pierfederici, ID Igor Tulbu, IIB, secondaria, via De Gasperi Agenda numero 3 Maggio 2010 Noi del giornalino il 14 e il 15 aprile siamo stati a Rapallo per l evento Cartoons on the bay. 14 aprile: l appuntamento era al campo sportivo alle 14.30, ma siamo partiti alle perché la preside è arrivata con il nuovo numero del giornalino, e quindi abbiamo perso tempo. Il viaggio di andata, l ho passato ad ascoltare musica, a ridere e a scherzare con i miei amici, posso dire che il tempo è volato. Siamo arrivati al ristorante. Un casino da paura, è successo di tutto ma... le prof. (Simotti & Marcucci) hanno resistito, ed hanno mantenuto le redini della situazione. Siamo arrivati all albergo (se si può definire albergo). La sera io ed i miei compagni di camera abbiamo fatto un torneo di poker e abbiamo letto le barzellette su Totti. Tutti a dormire. 15 aprile: la sveglia alle 7. Nelle stanze un gelo incredibile. usciti dall albergo, in mezzo alla strada deserta parevamo tutti zombie, solo il rumore dei trolley rompeva quel silenzio agghiacciante. Verso le 7.45 stavamo sulla spiaggia, ed il gruppone si è diviso in due per andare a fare colazione. Verso le 9 ci presentiamo allo stand. Dopo varie rappresentanze di fumetti, devo dire molto carini, sono arrivati i nostri cortometraggi. Incredibile la trasformazione da disegni a cartoni animati. Abbiamo visto un lungometraggio ma nessuno (in tutta la sala), a parte qualcuno, era attento. Per me la parte migliore è stato verso la fine quando un signore faceva dei disegni spettacolari in pochissimo tempo. Abbiamo mangiato sempre al solito ristorante. Siamo partiti verso le Ritorno uguale all andata, solo che alla fine mi era venuta una strana voglia di fare problemi di matematica e di scienze (queste occasioni vanno prese al volo.. ah ah ah!!!) e dato che avevamo una prof. di matematica a disposizione, io e Sara ci siamo messi a fare una gara. Siamo arrivati a Castelnuovo verso le Bella esperienza, ed è stato anche un modo per conoscere meglio i nostri compagni e i prof. che ringrazio. Matteo Aricò IIIB, secondaria, via De Gasperi PER I PIÙ PICCOLI ritagliate la sagoma del pulcinella e incollate insieme le due parti, stando attenti a far CombaCiare i bordi. realizzerete Così un segnalibro. se invece preferite usarlo Come soprammobile, ritagliate la stessa forma da un CartonCino e inseritela Con la Colla tra le due sagome, piegando le basi nei due sensi opposti, in modo da ottenere un piccolo piedistallo. largo agli artisti! questi sono i personaggi del Cortometraggio realizzato dalla redazione, Che presto vedrete sul nostro sito web (www.icgpitocco.it/lanostra). divertitivi a Colorarli Come più vi piace.

10 numero 3 Maggio 2010 primavera festa di fe f p a Un esperienza nuova è il futuro Non più confinati tra le mura della propria aula, ma in giro per la scuola con compagni e insegnanti al di là della propria classe: tutti insieme per condividere un progetto, una sfida, nuove esperienze. E c è già chi chiede il bis. la prima volta che nella nostra scuola si è fatta una Festa di Primavera. È Qualche giorno prima abbiamo scelto, su dei cartelloni attaccati nel corridoio, il laboratorio che ci piaceva fare. Scegliendo eravamo emozionati: dovevamo scrivere con la penna il nostro nome guardando l oggetto attaccato IC, primaria, via Roma ci siamo messi alla prova sul cartellone e leggendo il materiale occorrente. Non vedevamo l ora di fare i laboratori, ma dovevamo aspettare ancora quattro giorni! I laboratori sono stati tanti e tutti noi ci siamo ritrovati mischiati grandi e piccoli a lavorare insieme per metà mattinata. Finalmente arrivato il giorno tanto atteso, giovedì 15 aprile, ci siamo riuniti nel giardino della scuola ed ogni insegnante chiamava il proprio laboratorio. Abbiamo provato anche un po di paura nel capire che non saremmo stati con i nostri Insegnanti. Arrivati nelle classi, chi nel plesso di via De Gasperi e chi nel plesso di via Roma ma non nella propria aula, ci siamo ritrovati con amici, fratelli o compagni conosciuti appena. Ci siamo divertiti molto: ci si poteva sporcare le mani di sale, di colla ed eravamo tutti appiccicosi. È stato bello sentire il sale colorato che camminava sulla mano e riuscire a mettere da soli il petalo sul gambo, anche se all inizio ci sembrava impossibile! Non pensavamo di riuscire a fare un lavoro così difficile, ma i grandi ci hanno aiutato anche dicendoci che quello che stavamo creando era bellissimo. Poi l abbiamo Elisa Mi è piaciuta la farfalla fatta con i brillantini, mi è piaciuto perché le farfalle mi stanno simpatiche e soprattutto perché sono molto colorate Damiano Ho scelto l ape perché è d argento Gaia A me piace la coccinella perché la vedo a casa mia ed è carina IC, primaria, via Roma IC, primaria, via Roma u m E i n t t r s a l - portato a casa e i nostri genitori ci hanno fatto tanti complimenti e hanno attaccato il lavoretto nella nostra casa. Vorremmo rifare i laboratori aperti già nel prossimo autunno, anche perché malgrado non avessimo tutti i compagni della nostra classe ci siamo sentiti uniti... come fossimo nella nostra classe, cioè in un gruppo! - t r IIC primaria, via Roma i l i t u t t i Grazie al laboratorio abbiamo scoperto nuove abilità ritagliare sfogliare mettere il colore nel sale piegare a fisarmonica incollare materiali diversi u n i Quanto ci siamo divertiti l esplosione della creatività i a E r a t m t i l i t à - p E r f E s ricostruzion L idea in fes d prima Cosa abbiam il prodot ricostruzione d a b i o - 1. Ci iscriviamo ai laboratori 2. in giardino formiamo i gruppi

11 r p Tutto è bene quel che finisce bene, ma non sempre è così t E g iziale ta i vera festa di primavera fe o prodotto to finale f sta di IIIA e IIIB, primaria, via Roma E della festa Ei laboratori c o g i a E - r E primavera i Ognuno di noi ha scelto di partecipare ad uno dei laboratori organizzati nei quali abbiamo potuto esprimerci. Tra il dire e il fare c è di mezzo il mare In quali abilità (cosa so fare) ti sei sentito/a più capace? Perché? Sì, mi sono sentita più capace perché quel lavoro era semplice e divertente. Quanto siamo capaci i d E l a p r i m a quanto riusciamo a lavorare insieme? decido il ruolo rispetto il ruolo scelto Cosa sappiamo fare procedura del ritagliare Susanna All inizio erano un po bruttini. È successo che dopo si sono trasformati in fiori belli mi metto d accordo con compagni in difficoltà verso l autonomia autonomia decido il mio ruolo all interno del gruppo - decido il ruolo rispetto il ruolo scelto mi metto d accordo do un controesempio ma non accetto il punto di vista degli altri decido il ruolo rispetto il ruolo scelto mi metto d accordo senza problemi s i a decido il ruolo rispetto il ruolo mi metto d accordo dialogo con altri compagni In quali abilità hai incontrato più difficoltà? Perché? Ho incontrato difficoltà quando ho dovuto scrivere t a v E 10 IC, primaria, via Roma il procedimento del lavoro perché era molto difficile spiegare come realizzare l oggetto. Come potresti fare per superare la difficoltà? Individua una strategia risolutiva. 9 a n r a f c o Per superare questa difficoltà potrei prima scrivere il progetto e poi creare. n resoconto L indagine effettuata ci ha permesso di registrare i seguenti dati: difficoltà nell esecuzione: non riuscire a c r t à - Monica È stato bellissimo. E a t i v i IC, primaria, via Roma difficoltà nella spiegazione delle procedure: non riuscire a raccontare la procedura a causa della mancata progettazione. IIA primaria, via Roma Federica Credevo che lo facevo male, però poi l ho fatto bene I fiori della fantasia numero 3 Maggio 2010 realizzare ciò che era stato progettato nella mente (e per alcuni su carta); non riuscire a terminare il lavoro a causa di una limitato tempo a disposizione; utilizzare materiale poco idoneo alla realizzazione del lavoro; non essere stati capaci di mettere in campo tutte le attività diverse; La nostra classe ha partecipato ai laboratori di primavera. La mattina alle ore 10,30 siamo scesi in giardino, abbiamo scelto il nostro laboratorio, siamo saliti in classe ed abbiamo cominciato a lavorare. Abbiamo costruito tante cose belle, fiori di carta, coroncine di primavera, con i rotoli di carta abbiamo costruito con la fantasia tanti animali, tanti fiori. Abbiamo creato vestiti spiritosi e tante altre cose bellissime. Poi ognuno di noi ha portato a casa il proprio lavoro. Questa esperienza ci è piaciuta molto perché abbiamo pitturato, incollato, ritagliato, abbiamo conosciuto tanti bambini anche più grandi di noi e altre maestre. Speriamo che l anno prossimo ci sia ancora questa festa con tanti altri laboratori. IA primaria, via Roma IC, primaria, via Roma Irma Io ho scelto i fiori perché erano particolari, gambo con le cannucce e sopra di carta IC, primaria, via Roma 3. lavoriamo insieme 4. in Classe raccontiamo l esperienza IB primaria, via Roma

12 numero 3 Maggio 2010 infanziaia infa qui fa f nzia Crescere: che Odissea! Le nostre avventure con Ulisse sono cominciate da qualche mese e l entusiasmo dei bambini cresce col passare dei giorni. L obbiettivo che volevamo raggiungere era prolungare e migliorare i tempi di ascolto e di attenzione e Ulisse è stato un alleato davvero eccezionale perché grazie a lui i bambini rimangono ogni volta completamente rapiti dalle sue storie. Quelle che seguono sono alcune delle impressioni che noi maestre fedelmente abbiamo raccolto durante questo lavoro (non le abbiamo corrette, per lasciare intatta la spontaneità dei bambini). Le maestre della scuola di Infanzia, via Roma polifemo sezione c Valerio D.: Polifemo non mi fa paura perché pure se ha un occhio solo non è spaventoso. Ma quando si mangia i soldati di Ulisse allora è un po pauroso. Viola: A me mi piace più Ulisse di Elena, perché lei ha i capelli corti invece Ulisse ce li ha lunghi. Polifemo non mi piace perché ha un occhio solo Questo è Polifemo che gli hanno lanciato un bastone nell occhio. Poi gli uomini di ulisse sono scappati dalla Porta Nicole la guerra di troia sezione e ulisse cercava da mangiare nella grotta di Polifemo, il gigante si arrabbiò e si voleva mangiare gli uomini JacqueliNe Roberta: Mi piace tanto quando la maestra ci racconta la guerra di Troia perché è bello quando costruiscono il cavallo di legno e si infilano dentro i greci zitti zitti. finalmente siamo riusciti a entrare nella città di troia valerio, FeDerico, Giulia, alessio ulisse ha incontrato un gigante che si chiama Polifemo, gli dice: fermati, non mangiarci Perché siamo venuti in Pace e libertà e ti abbiamo Portato in regalo il vino. così Polifemo se lo beve, diventa inbriaco dae Per terra. allora ulisse PreParò la Punta di un bastone e Poi lo infuocò e Poi salì su uno sgabelllo e glielo infilzò nell occhio. DaviDe Andrea D.: Io ho sognato Polifemo quando vede Ulisse e poi si mangia due uomini: che paura ho avuto! Poi mi sono svegliato! uscite tutti dal cavallo! andiamo a liberare elena! elena: sono Qui liberatemi loana, GiovaNNi, DaviDe e isabella Polifemo tira un sasso a Punta al mare Per colpire ulisse carlotta

13 qui infanziainfa q la maga circe sezione d i f nzia fa Alessandro: La storia mi è piaciuta tutta, ricordo di più quando Ulisse piange perché vuole tornare dalla moglie Penelope. la maga circe ha trasformato gli aiutanti di ulisse in maiale Perché si erano mangiati le mucche di apollo alessandro G. numero 3 Maggio 2010 Gabriele: Io ho avuto paura di Scilla e Cariddi: la notte mi sveglio e penso ai mostri che risucchiano la barca. le sirene sezione a la maga circe ha trasformato gli amici di ulisse in maiali Perché hanno mangiato dei strani cibi offerti dalla maga asia Camilla: La storia di Ulisse mi è piaciuta perché è una storia di avventure. le sirene cantano ma ulisse non sente Perché ha i tappi e non si addormenta e vince carolina scilla e cariddi sezione B Francesco G.: Scilla e Cariddi sono fratelli. Uno succhia l acqua e quell altro non fa niente ulisse chiede ai suoi compagni di essere legato all albero della nave e distribuisce dei tappi di cera ai compagni Per metterle nelle orecchie camilla mu. alessandro ulisse non ha Paura dei mostri e ci Passa in mezzo e dice ai marinai di remare veloci. matteo b. Samuel: Mi è piaciuto quando Ulisse si abbraccia con Penelope. le sirene cercano di mandare ulisse lontano, ma non ci riescono a farlo dormire Perché ha i tappi camilla ma. vincenzo scilla e cariddi sono due mostri. cariddi è un Pescione grande come una balena che vive dentro una caverna e succhia e sputa l acqua del mare tre volte al giorno DeNisa

14 numero 3 Maggio 2010 i paese dei balocchi balocchi paese dei il i In cortile Quando avevano la nostra età, le nostre mamme giocavano con la palla, a corda a quattro e con i giochi di società. A loro piaceva anche giocare a campana, ruba bandiera, con i pattini e a tennis. Le bambine giocavano nel cortile sotto casa con le loro amiche, il pomeriggio finita la scuola. I giochi che preferivano però erano la corda e le bambole. Una mamma proveniente dal Congo, in Africa, ci ha parlato del gioco Bisbiglio, fatto con un foglio di carta piegato. Noi bambini pensiamo che conoscere i vecchi giochi sia una bella cosa, così li possiamo fare anche noi. IVB primaria, via Roma Nei campi nostri papà giocavano in tanti modi e questi I sono alcuni dei loro giochi: nascondino, fionda, campana, nizza, meccano, 4 cantoni, ruba bandiera, figurine, macchinine e puzzle, anche se il gioco preferito, per loro come per noi, era il pallone. Ci hanno raccontato che giocavano all aperto nei campi e nei cortili, in compagnia degli amici e raramente dentro le case. Abbiamo scoperto che i giochi di tanto tempo fa erano belli perché si stava sempre all aperto in mezzo alla natura, invece noi, oggi, giochiamo praticamente solo in casa. IVB primaria, via Roma Terra e acqua me piace giocare sia da sola che in compagnia A degli amici o dei miei fratelli. I giochi che mi piace fare sono Colosseo e Cavalli e cavalieri. Questo gioco l ho imparato agli scout, si può giocare in quanti si vuole, ma il numero dei giocatori deve sempre essere pari. Quando sono a scuola, gioco alle coppie Disney, un gioco molto divertente che ho insegnato io ai compagni. Se sono a casa, mi piace invece mischiare verdure, terra e acqua, lasciando poi il tutto a macerare per diversi giorni ma mi diverto anche a saltare sul letto. Bianca Graf Von Treuberg VB, primaria, via De Gasperi Botte, graffi, ginocchia sbucciate io dichiaro guerra al tuo letto-città fortificato!. a sì? è Così Che stanno le Cose? allora Che guerra sia!. entrambe ricordiamo le botte, i graffi, IIC, primaria, via Roma le ginocchia sbucciate, ma anche le risate di quando eravamo più piccole. ma piccole Come? piccole quanto nostro fratello, Che ora ha sette anni e sembra CresCiuto in un altro mondo. Computer? bea ti ricordi per Caso se Ci giocavamo? no, semplicemente non Ci Giochi con me? Ai nostri genitori mancano molto i loro giochi perché sanno che il tempo per giocarci non tornerà più. Il pomeriggio, dopo aver finito i compiti e prima che facesse buio, tutti insieme formavano dei gruppi per mosca cieca, ruba bandiera, campana e salta la quaglia. Per questo motivo noi pensiamo che sia importante ascoltare i grandi, per conoscere giochi diversi e farci spiegare le regole. giocattoli non se li poteva permettere quasi nessuno, solo i bambini I delle famiglie ricche, ma erano poche, così i nostri nonni se li costruivano da soli o se li inventavano. I nostri nonni giocavano nel cortile di casa o in giardino insieme ai loro amici dopo la scuola e la domenica; alcuni si divertivano a giocare con gli animali domestici. Per creare i loro giocattoli, usavano semplici oggetti, come pezzi di stoffa, ovatta, legno e tappi. Si divertivano tanto. Le bambine avevano giochi molto diversi dai maschi e spesso si costruivano bambole di pezza. I giochi più diffusi erano mosca cieca, acchiapparella, nascondino, salta la quaglia, salta picchio, buzzico, batti muro, buca e pallina, corsa , barattoli, percorsi con i tappi delle gassose (in Emilia Romagna si chiama coperchino), campana, corda, tiro alla fune, ruba bandiera, stella, mamma e figlia, malato e infermiera, a pallone, con le biglie, a calcio balilla, con la mazza fionda, nizza, campana, cucinare con la terra, costruire le capanne e fare la battaglia tra indiani e cow boy. Alcuni di loro, i più ricchi, avevano dei giocattoli, ad esempio i soldatini e le bambole. Peccato che noi non sappiamo come si gioca a molti di questi giochi, ma di alcuni ci siamo fatti spiegare le regole. Salta la quaglia: un bambino si mette accovacciato ed un altro lo deve saltare. Buca e pallina: si disegna con il gesso un percorso per strada e all interno del percorso si scavano delle buche. Si tira una biglia e si deve centrare la buca. Vince chi arriva primo. Corsa : i bambini partono di corsa tutti insieme e chi vince, dà la penitenza a chi è arrivato ultimo. Barattoli: si mettono dei barattoli in fila sopra un muretto, poi si tirano i sassi e chi ne butta giù il maggior numero, vince. Percorsi con i tappi delle gassose (coperchino): si disegna un percorso con il gesso, i bambini dispongono i loro tappi in fila e li tirano, schioccando il dito medio. Vince chi fa arrivare prima il suo tappo. Corda a 4: due bambine fanno girare la corda mentre a turno una squadra di quattro entra nella corda che gira. La squadra che fa più 4 cantoni salti, vince. Alla fine della nostra intervista ci siamo accorti che i nostri nonni erano felici di giocare con le poche cose che avevano e con i pochi giochi che si costruivano da soli. IIC, primaria, via Roma IVB primaria, via Roma tappi giocavamo. i ricordi della nostra infanzia sono popolati da Capanne di Coperte, sedie, mollette e ombrelli; trincee di CusCini e fortificazioni dello stesso materiale; archi e frecce ricavati Con qualche ramo raccolto in giardino e poi botte. tante botte. riguardiamo nostro fratello: un altro mondo. tutto il giorno al Computer fatta eccezione per quel paio d ore odierne passate davanti al televisore, ad ubriacarsi di Cartoni animati Che gli friggono il Cervello. e Con gli amici? lo stesso: Computer, televisione, di tanto in tanto

15 soluzione: nascondino tiro alla fune acchiapparella Campana un, due, tre stella quattro Cantoni palla avvelenata rialzo acchiappa fulmine mosca CieCa balocchi balocch dei balocch balocchi paese dei il numero 3 Maggio 2010 Ruzzica I nostri genitori e soprattutto i nostri nonni cercavano nelle campagne legnetti biforcati con cui costruire la fionda, oppure ruote e pezzi di legno con cui giocare a ruzzica, a lippa o alla trottola. La ruzzica era un gioco che consisteva nel far rotolare queste ruote di legno e vinceva chi nel lancio era più abile a non far cadere la ruota su un lato. Per la lippa invece si usavano due bastoni di legno, uno con l estremità a punta lo si metteva a terra e con l altro si batteva sopra per farlo saltare, quando era in aria lo si colpiva per farlo andare il più lontano possibile. Vinceva chi lo mandava più lontano. Qualche nonno ci racconta però che a volte questo gioco era un po pericoloso e molti bambini si facevano male. I nonni erano pieni di fantasia e capaci di inventare giochi con i sassi, i bottoni, i tappi, gli elastici, e le biglie di vetro per i più fortunati. Oltre ad inventare i giocattoli, inventavano anche i giochi da fare in gruppo, infatti non avevano come noi i giochi da tavolo, quindi inventavano giochi in strada come: nascondino, la campana, il salto della corda, mosca cieca, stella, regina Reginella, girotondo che erano accompagnati da filastrocche cantate. Questi passatempi erano tutti molto semplici e allo stesso tempo divertenti. Alcuni di questi giochi sono stati tramandati anche a noi, e a volte nel giardino della scuola ci divertiamo a giocare al salto della corda a campana, abbiamo scoperto con le maestre che il gioco della campana lo facevano fin dagli antichi Romani III primaria, Santa Lucia Dizionario ITALIA ROMANIA ARGENTINA e PERÚ italiano rumeno spagnolo campana clopotel la rajuela salto della corda sar coarda la soga nascondino ascuns la escondita acchiapparella prinselea la mancha i pupazzetti. non si esce più. non ConosCe quasi più il giardino, quello dove noi passavamo la maggior parte del nostro tempo, anche in inverno. non C è tutta questa differenza di età, eppure dopo il boom del Computer i bambini sembrano scesi da un altro paese. sarà un Caso singolo, il nostro, o è un fenomeno Comune? Elisabetta e Beatrice Marchitelli I e III, secondaria IIC, primaria, via Roma Play e wii Noi amiamo molto giocare insieme. A scuola, durante la ricreazione, a volte usciamo in giardino, altre volte restiamo in aula. Quando piove siamo costretti a rimanere dentro, ma non ci annoiamo perché trascorriamo il tempo con i giochi da tavolo come: la dama, il gioco dell oca, vinci quattro, e poi possiamo scatenare la nostra fantasia con le costruzioni! Tutti noi però, preferiamo molto di più giocare all aperto perciò siamo felicissimi quando le maestre ci portano in giardino. Il nostro giardino è molto spazioso e noi possiamo correre e saltare liberamente. I giochi che più ci divertono e amiamo fare sono: nascondino, ruba bandiera, il salto della corda, la campana, acchiapparella, stella, e tanti altri. Alcuni di questi giochi ce li hanno insegnati i bambini più grandi di IV e V, altri invece ce li hanno insegnati i nostri genitori e le maestre. Anche a casa ognuno di noi gioca, ma a differenza di scuola ci piace molto giocare con i video giochi (play station, nintendo DS, nintendo wii), con il computer e guardare la televisione. I nostri genitori e gli insegnanti ci consigliano di non trascorrere troppo tempo con questi giochi, tutti noi siamo d accordo che giocare all aria aperta è più bello e più salutare, ma la nostra generazione è multimediale e soprattutto inondata dalla pubblicità, quindi non ci dispiace passare qualche ora seduti davanti alla TV e alla play! III primaria, Santa Lucia Dal mondo proposito di popoli e tradizioni! Alcuni nostri compagni in A classe hanno i genitori di origine rumena e sudamericana (Argentina e Perù). Loro ci hanno raccontato che anche in questi paesi si giocava con materiali trovati per strada. Ad esempio in Argentina il gioco con i sassi era chiamato las pajanas. Questo gioco si faceva con cinque sassolini tondi e piccoli che si mescolavano in una mano poi si lanciavano in aria, si facevano cadere a terra e si raccoglievano uno alla volta con una mano. Vinceva chi riusciva a raccoglierli tutti senza far cadere quelli che già aveva in mano. Un altro nostro compagno ci racconta che il suo papà che è nato in Romania giocava a pirtie un gioco che consisteva nello scivolare sul ghiaccio senza cadere. Un altro simpatico gioco è alba neagra occorrono tre bicchieri non trasparenti e una pallina che viene nascosta sotto ad uno dei bicchieri. I bicchieri vengono spostati e vince chi indovina sotto quale di essi si trova la pallina. III primaria, Santa Lucia Felicità Ognuno di noi per divertirsi ha dei compagni preferiti, sia della nostra classe, che delle altre. Quando giochiamo il tempo passa velocemente, noi ci sentiamo tanto felici e questi sono i nostri pensieri: Quando gioco ad acchiapparella mi piace essere quello che acchiappa perché quando devo correre devo farlo velocemente. Quando gioco ad acchiapparella mi sento bene perché mi sento veloce. Quando gioco a nascondino mi sento felice perché sono sicuro di fare tana, poi quando tutti gli altri sono stati scoperti e tanati io sono sicuro di fare tana libera tutti! A me piace giocare a nascondino, ma quando mi nascondo sento sempre di essere trovato e mi batte sempre forte il cuore. Io mi sento molto molto bene quando giochiamo a Dragon Ball. Quando gioco a guerrieri spaziali mi sento un guerriero che completa una missione impossibile: è eccitante! Io quando gioco a guardie e ladri mi sento molto felice. Io quando gioco sono felice. II primaria, Santa Lucia la nostra redazione è bella anche perché pervasa da una vena di pazzia, Come dimostra questo gioco. uno di noi si è preso la briga di scombinare diversi di nomi di giochi ben noti: sapete ricomporli? perché non provate a fare una gara a tempo in Classe? Chi riesce a trovare più nomi prima di tutti vince!!! anagrammi dei giochi di oggi e di ieri dosanconni roti lala nefu allerappachica panacam onu, edu, ret ellast tortaqu ontonca allap atanelavva olazir papacchia nemiful Camos CaCie a cura di Francesco Panitti IE, secondaria, via De Gasperi giochiamo

16 numero 3 Maggio 2010 Quest anno si festeggia il centenario del guidismo, ossia il movimento femminile parallelo allo scoutismo maschile, nato per convenzione nel 1910, tre anni dopo quello esclusivamente maschile fondato da Robert Baden-Powell (B.P.). All inizio coordinato da sua sorella Agnes, qualche anno dopo, passò a Lady Olave, sua moglie, che fu proclamata Capo Guida del Mondo. In Italia si è arrivati ad un unico movimento misto solo nel 1974 con la nascita dell Agesci. Vogliamo tralasciare la struttura burocratica per raccontarvi il chi, come, quando, perché e dove dello scoutismo. È suddiviso in fasce d età, di cui la prima si ispira al Libro della Giungla e va dagli 8 ai 12 anni. La fascia seguente è chiamata reparto e va dai 12 ai 15 anni circa. Il reparto è suddiviso in squadriglie, ovvero gruppi che funzionano un po come delle famiglie, divise per sesso. Ogni squadriglia prende il nome di un animale. Successivamente c è un anno dedicato alla riflessione, il noviziato. Chi prosegue il suo percorso dopo il noviziato arriva al clan, che dura circa tre anni e che prepara i ragazzi più grandi a diventare futuri capi. Ogni fascia di età ha dei suoi orari e delle proprie attività e agisce quasi del tutto autonomamente dalle altre branche. Scout una volta, scout per sempre cioè: anche se si esce dal movimento ne si assorbe l essenza. Ghiaccio con risate Uscita scout: divertimento, buona compagnia e tante, tante risate! Questo perché è stata un uscita un po fuori dalla norma: la sera, invece del solito fuoco ( riunione di tutto il reparto per cantare, inscenare storie e fare giochi divertenti) ci hanno portati a pattinare sul ghiaccio! Una novità inaspettata ma gradita da tutti! E qui casca l asino!...però nel vero senso della parola, perché le cadute (le più spettacolari che io abbia mai visto) sono state all ordine della serata. Comunque, a parte i lividi, è stata un uscita memorabile e, lo giuro: non abbiamo preso alcuna pillola per non andare in bagno! Chiara Della Valle IIID, secondaria, via De Gasperi Una striscia di giochi COSA MANCA? Elisabetta Marchitelli, IIIC, secondaria, bel poggio Roberta Badetti, IIID, secondaria, via De Gasperi Ambrogio da Cambridge febbraio: gara di maschere! Divisi in gruppi, 6 ognuno di questi inventava una maschera e si sceglieva un compagno di squadra che faceva da manichino e la indossava, poi questa veniva presentata. Vi racconto della maschera che ha vinto: Saretta Staylosa, devota velina degli anni 80 e presunta amante di Mike Bongiorno, la maschera del mio gruppo. Dopo aver inventato la nostra maschera ed aver vestito e truccato il nostro manichino è stato tutto improvvisato. Lì per lì ho inventato una storia, io presentatore, Ambrogio da Cambridge, con un notevole accento inglese. Abbiamo riso e abbiamo fatto ridere tanto. Beatrice Marchitelli IE, secondaria, via De Gasperi vita da scout vi Fiuto nel deserto La squadriglia delle Antilopi, del reparto Croce del sud (Flaminia 1), ha intervistato alcuni passanti in via del Corso, a Roma. Scopo del sondaggio: capire quanto sanno gli altri di questi ragazzi in pantaloncini corti e camicia azzurra. Lo scoutismo è un movimento piuttosto diffuso, ma a quanto pare poco conosciuto, date le fantasiose risposte dei malcapitati. Sai cosa sono gli scout? Sì, sono delle persone che fanno gite nel deserto cantando, e forse, parlando. Sapresti dire come e cosa mangiano? Mangiano prevalentemente carne o bacche. Di solito mangiano in gruppi di 4-5 persone. Mangiano come degli animali: con le mani. Che cosa fanno durante le loro passeggiate in montagna? Fiutano le tracce degli animali, ne osservano le feci riconoscendone la provenienza. Le feci di scoiattolo devono essere molto piccole!. Dove dormono durante le loro uscite? Sopra o sotto agli alberi. Nel sacco a pelo. Che cos è quel fazzolettone che hanno al collo? E come si vestono? Dovrebbe essere una specie di cravatta per riconoscersi. Si vestono tutti uguali, con una divisa color blu scuro. Dove e come vanno al bagno? Prendono pasticche per non andare in bagno anche per dieci giorni di seguito. Nel secondo disegno mancano 5 particolari. quali?

17 sport sp t numero 3 Maggio 2010 Glu glu glu... sincronizziamoci! Gaia Federica Belcastro e Annalinda Maso, IA, secondaria, bel poggio Probabilmente qualcuno di voi avrà visto in televisione durante le Olimpiadi il nuoto sincronizzato. E quasi certamente tutti, ammirando quelle ragazze snelle che piroettavano in acqua hanno pensato che è uno sport bellissimo. Noi abbiamo potuto verificarlo personalmente perché quest anno siamo entrate a far parte della squadra di nuoto sincronizzato del centro sportivo Millennium di Castelnuovo di Porto. L allenamento è tre volte a settimana e dura circa tre ore: un ora in palestra per riscaldare i muscoli e due ore in vasca, fra stili e prove di balletto per le gare. Nonostante tutte le difficoltà, il nuoto sincronizzato è uno sport che dà enormi soddisfazioni. Per noi è così. Fino ad oggi non abbiamo ancora partecipato ad una competizione. Invece la nostra insegnante, Cathleen O Brien, ha partecipato alle Olimpiadi! Noi l abbiamo intervistata per farci raccontare la sua esperienza. Keep: procedimento per fare la verticale in acqua. La gru: è simile alla verticale solo che si piega una gamba mentre l altra rimane tesa facendo la remata per galleggiare. Passeggiata: nonostante il nome è molto difficile e consente di fare la spaccata in acqua. Carpiata: è il procedimento per mettere le gambe a gru. Canoa: si sta con il corpo a pelo d acqua e si galleggia solo grazie alla forza delle braccia. Scivolamento: è la base per poi fare le altre posizioni in acqua. Torpedo: è molto simile allo scivolamento solo che è molto più faticoso. Consiste nello stare con il corpo a pelo d acqua restando a galla grazie alla forza e al movimento delle braccia dietro la testa. nuoto sincronizzato Cathleen O Brien è insegnante di nuoto sincronizzato. La sua passione dura da quando aveva otto anni. Dove hai cominciato? Ho cominciato in America, gareggiando per la squadra della mia città. Poi mi hanno offerto una borsa di studio alla University of Michigan e lì ho continuato a gareggiare per la squadra dell università. In America, oltre a gareggiare, nel tempo libero aiutavo la mia insegnante: facevo la sorellina. Fino a che età hai gareggiato? Fino a ventitré anni. Poi sono venuta in Italia per diventare allenatrice della A.S. Roma Nuoto. Hai partecipato alle Olimpiadi: quali? Ho partecipato come allenatrice alle Olimpiadi del 1992 a Barcellona, all età di trentuno anni, e a quelle del 1996 ad Atlanta, a trentacinque anni. Che cosa hai provato? È stato emozionante, incredibile, fantastico. Tua figlia, Vivien Romani, ha seguito le tue orme Anche Vivien, a nove anni, ha cominciato a praticare nuoto sincronizzato qui in Italia, entrando a far parte della squadra di Savona, una delle più forti d Italia. Nel 2004 è entrata nella squadra dell Olimpia e vi è rimasta fino al Poi ha smesso di gareggiare ed è diventata allenatrice. Nel 2007 siamo arrivate a Castelnuovo di Porto e siamo entrate a far parte dell Associazione Sportiva Millennium dove insegniamo tutt ora. PICCOLI ALL OPERA Colora i due disegni come preferisci. Puoi usare i pennarelli, le matite o le tempere. Quando hai finito, chiedi a mamma o papà di inviarci il tuo capolavoro all indirizzo con il tuo nome e cognome e l autorizzazione a pubblicarlo. Entrerà così a far parte della nostra Galleria d arte on line.

18 numero 3 Maggio 2010 pupi bulli e b p Il valore di un NO Credo che i bulli assumano questo comportamento solo per farsi vedere più duri ma in fondo sono dei veri teneroni. Loro non se ne accorgono, ma provocano dolore agli altri ragazzi e molto spesso è un dolore permanente perché le vittime iniziano a chiudersi in casa e isolarsi. Io credo che il dolore che ci vogliono trasmettere i bulli sia un dolore psicologico perché ci fa diventare più insicuri e pian pianino perdiamo il nostro orgoglio e il nostro coraggio. Il dolore fisico viene inflitto quando un bullo, o un gruppo di bulli, ti maltrattano ogni giorno e sempre più brutalmente. Invece il bullismo labiale è quando iniziano a insultarti, in un modo scherzoso, ma con dei termini pesanti, molto pesanti. Il bullismo non è fenomeno soltanto maschile, ma anche femminile. Quindi tutti noi, insieme, dobbiamo cercare di combattere questi atteggiamenti. Alessandro Bianco IIIA, secondaria, bel poggio La difesa 1 A scuola, durante l intervallo, stai vicino ai docenti, bidelli e compagni che ti proteggono. 2 Sull autobus scolastico siediti vicino all autista o agli assistenti. 3 Se hai problemi parlane con l insegnante con cui hai più confidenza, con i tuoi genitori e amici. 4 Non avere paura di denunciare: non è colpa tua. 5 Ignora il bullo e impara a dire no. 6 Allontanati quando sei in pericolo. 7 Ignora chi ti dice che stai scappando: non stare al gioco di chi vuole sottometterti. 8 Mantieni la calma: non farti vedere impaurito o arrabbiato. 9 Non fare cose che non vuoi. 10 Se ti senti solo, cerca nuovi amici: sono sempre di aiuto. cruciverba orizzontali: 4) se sei una vittima non esitare a Chiederlo 6) un oggetto non funzionante 7) un Contenitore per il gelato 8) una preposizione verticali: 1) avverbio per non Cedere... 2) un bullo non sempre è un... 3) molti vanno in auto altri in... 5) diminutivo di antonio... 7) il nostro rifugio sicuro 1) mai 2) Duro 3) moto 5) toni 7) casa Vittime e tiranni Anche se si tratta di un fenomeno assai diffuso, molti miei coetanei non sanno neanche che cosa significhi il termine bullismo. Nonostante ciò mettono in atto una serie di soprusi verso compagni più deboli. In redazione abbiamo incontrato la psicologa Elisabetta Berdini. quali sono le caratteristiche di un bullo? La prepotenza, l aggressività e la sottomissione; egli riveste un ruolo che è parte della sua condizione, infatti sono protagonisti di prevaricazione. Che cos è la prevaricazione? La prevaricazione avviene quando si sottomette qualcuno con insulti, gesti, minacce, sguardi. Come può essere? Diretta: verbale quando la vittima viene insultata e offesa dal gruppo degli aggressori; fisica quando la vittima viene picchiata e abusata; psicologica nel caso in cui si è costretti a comportamenti umilianti o a rifornire i propri aggressori di denaro e beni materiali. Indiretta: quando si viene persuasi o si acquisiscono appellativi offensivi, oppure quando si è minacciati con oggetti pericolosi o con sguardi o addirittura gesti osceni. quali sono gli effetti del bullismo? Gli effetti del bullismo ti portano a una convinzione di stato personale di infelicità, di convinzione assoluta di esser ritenuti inutili alla società o arrivare a cambiare letteralmente carattere e comportamento.. soluzioni 4) aiuto 6) rotto 7) cono 8) Da Floriana Orlando IIIB, secondaria, via De Gasperi indovinelli Mi sentivo di schifo L autore di questo articolo ha chiesto alla redazione di non firmare la denuncia per timore di innescare ritorsioni. La redazione ha accettato a tutela della sua serenità e chiede a tutti gli allievi dell Istituto comprensivo Guido Pitocco di vigilare e fare fronte comune contro atti di prevaricazione e intolleranza Io vorrei parlare del bullismo, un fenomeno diffuso tra noi ragazzi adolescenti, che con la forza del gruppo sopprimono un soggetto più debole. Anche io sono stato una vittima del bullismo. Facevo le elementari in un paese vicino Castelnuovo e ogni giorno alcuni ragazzi della mia stessa età mi prendevano in giro e mi picchiavano solo perché erano in gruppo, quando invece ne trovavo uno da solo facevano tanto gli amici. Quando mi prendevano in giro io ero freddo, non mi facevo mettere i piedi in testa dentro mi sentivo uno schifo, ma non glielo facevo capire. Ora mi rispettano perché sono diventato grande. Ma non è finita qui, anche l altro giorno mentre stavo andando al campo sportivo mi sono imbattuto in un gruppo di bulli che mi derideva, ma non mi sono abbattuto e gli ho risposto a tono, anche perché ci stavano i miei amici che mi davano una mano mentalmente, loro sono rimasti là per tutto il tempo cercando qualcosa su cui ridere di me, ma io non me li sono filati. Grazie ragazzi vi voglio bene! fa l appello e non solo quello mette i voti e tu ti scuoti entra in Classe all inizio delle ore, Chi è? siamo piccoli ma non silenti rispettosi e ubbidienti, sappiamo Cosa vogliamo e a gran voce lo Chiediamo tutti insieme vi siamo vicini siamo il?

19 web w numero 3 Maggio 2010 Diario di bordo Raccontarvi cosa facciamo. Abbiamo deciso di svelarvi il come di tutto quanto. Ma in che modo? Semplice. Ognuno di noi vi racconta il suo punto di vista: quello che fa, quello che vede, quello che prova, quello che si aspetta Giorno per giorno, leggete un pezzettino della nostra storia e chissà che questo non invogli anche voi a partecipare. Ogni proposta o idea è bene accetta. Intanto eccovi alcune pillole. Elisabetta Marchitelli IIIC, secondaria, bel poggio 21 febbraio. Da quando faccio parte del giornalino scolastico mi sento in un certo senso importante, perché ho delle responsabilità e so che c è qualcuno che conta su di me. Io mi occupo della parte grafica e quindi faccio per lo più dei disegni. Questo compito mi occupa abbastanza tempo, ma non è una cosa che mi pesa, perché disegnare è la mia passione e comunque sono entusiasta all idea di vedere i miei disegni sul giornale. Nella redazione ci conosciamo quasi tutti e ognuno è disponibile con l altro; ci sono giorni in cui l intera redazione è in continuo movimento, e tutti si fanno in quattro per riuscire a svolgere i propri compiti e per cercare anche di dare ascolto a chi ha bisogno di aiuto. Far parte di questa redazione è qualcosa che mi ha fatto molto piacere, mi ha reso felice il fatto che i miei disegni siano stati e verranno apprezzati soprattutto dai bambini. Ilaria Camponeschi IIIC, secondaria, bel poggio 25 febbraio. Questa esperienza al giornalino mi è servita molto. All inizio con il gruppo video mi sono trovata bene; abbiamo preso confidenza con Link Siamo orgogliosi di comunicarvi che una studentessa del nostro Istituto, nonché redattrice del nostro giornale, ha ricevuto la menzione della giuriadel Giralibro per il concorso di questo anno scolastico, tema: Mi ricordo. Il commento della giuria: Ed ecco, in ordine alfabetico, i ragazzi che fino all ultimo sono stati tra i possibili premiati, quelli i cui testi sono piaciuti molto a tutti i giurati e solo per poco non sono riusciti a vincere: bravissimi a tutti!. Segue un elenco di 13 alunni, tra cui: Beatrice Marchitelli, IE, secondaria di primo grado, Castelnuovo di Porto. Ovviamente se vorrete leggere il suo racconto dovrete collegarvi a: :))) una volta alla settimana Ci si va e Ci si scalmana, è grande e non è nuova gli attrezzi rotti, gatta Ci Cova, la vogliamo bella e Con una nuova finestra è la nostra? dei bambini; palestra soluzioni: il professore; Consiglio a caccia di parole CerChia tutte le parole in elenco e Con le restanti otterrai l indirizzo di un sito internet troppo bello! :) A piccoli passi Un idea alla volta il nostro sito è cresciuto ed ha acquisito autonomia rispetto al giornale. In pochi mesi si è trasformato da scatola statica che offriva lo sfoglio della pagine cartacee on line in punto di incontro per discutere, proporre, condividere idee, progetti, aspirazioni. Oggi conta 18 sezioni e non ci fermeremo qui: è una promessa! La Nostra homepage: Benvenuti è la casa di tutti gli studenti di Castelnuovo, da qui si decide per quali contenuti migrare. Ci abbiamo lavorato molto fino a che non abbiamo trovato una soluzione che ci soddisfacesse e gratificasse il nostro impegno quotidiano. Viene aggiornata spesso mettendo in evidenza gli articoli più recenti. Tutto ciò che vedete su questa pagina è frutto del nostro impegno: i testi, i titoli, i disegni e le foto. E poiché non vogliamo peccare di falsa modestia, lo ammettiamo, ne siamo molto orgogliosi. Dalla home page lanciamo ogni nuovo numero del giornale scolastico, anticipando di volta in volta gli argomenti portanti. Spesso alcuni di questi temi vengono approfonditi con ulteriori articoli rispetto al periodico in distribuzione gratuita in tutto il distretto scolastico. E su questa pagina viene presentato anche il lavoro della redazione video. la telecamera e abbiamo iniziato le riprese. Ho scoperto di avere una buona mano con la telecamera e mi ha fatto piacere! Per me le difficoltà sono iniziate quando ho dovuto scrivere i primi articoli. All inizio ho faticato un po perché non ero molto abituata a creare testi. Poi ho cominciato a prenderci gusto ed ora devo ringraziare il giornalino perché mi ha aiutato a capire che è bello scrivere! Secondo me questa esperienza insolita è da provare e noi siamo stati molto fortunati ad avere persone da sfruttare per migliorare e superare le difficoltà che incontravamo. Valeria Collabolletta IE, secondaria, via De Gasperi 3 marzo. Qui al giornale siamo in tanti e perciò siamo divisi in gruppi: il web, il video e il cartaceo. Per alcuni il giornalino è divertente, per altri noioso, per molti è interessante. Per me è una pagina bianca in cui vengono esposte le nostre idee e i nostri lavori. Il vizio di leggere Elisa Petrovic ID, secondaria, via De Gasperi alle persone che prima di camminare hanno imparato È a leggere che è dedicata questa sezione del sito: qui trovate infatti recensioni e commenti sui libri. Quindi, se siete indecisi su quali libri comprare o se volete solamente sapere cosa pensano gli altri sul Signore degli Anelli e della lettura in generale, non cambiate pagina ma anzi mettetevi comodi. Potreste innamorarvi anche voi dei libri e delle fantastiche storie che contengono. Armando Mattia Belcastro IIID, secondaria, via De Gasperi T E N R E T N I W O O W S N E W S E W I W E. I D I B C C R G P D I T V T D C A O C C I O O D R L I. I T / V L A O I D K N I L N O S M C T H O M E P A G E K R M E N I T R E P O C E C A R T O O N S A N O I V I Z I O N O U A T A R T N E N I I N U S C I T A I S Cartoons Cd rom CliCk Copertine diario dvd homepage in entrata internet in uscita In contatto con il mondo Il sito ci dà la possibilità di far vedere il nostro lavoro anche al di fuori dei confini di Castelnuovo di Porto. E sapete una cosa? Piace!!! Complimenti per tutto! Ho girato per il sito e trovo che siate davvero bravi: è semplice, accattivante, attraente, lascia spazio ai ragazzi ma (si vede) senza che si perdano... Siete molto in gamba!. Erica Giacosa, direttrice del Giralibro, associazione per la lettura Giovanni Enriques È bellissimo! Irene Scarpati, direttore editoriale della Biancoenero edizioni link menù news no noi sì sito video vizio web soluzione:

20 numero 3 Maggio 2010 Tutto è cominciato nella notte dei tempi. Non so quanti anni avessi, abbastanza da poterlo ricordare. Rivedo mio padre ai piedi del letto, un libro aperto sulle ginocchia: leggeva in modo chiaro, la voce bassa e le sillabe ben scandite. Non mi addormentavo fino a che non finiva. Così nacque la mia passione per la lettura. Leggere, e ascoltare la lettura d altri, è una valvola di sfogo, un modo per isolarmi e non pensare a me, un prendermi pena delle sventure altrui per non pensare alle mie. Tutto quello che so l ho appreso dai libri. Libri. La cosa più importante è non giudicarli mai dalla copertina ed essere aperti a qualsiasi genere. Ci sono autori sempre pronti a sorprenderci. Dai classici ai best seller (davanti ai quali mi trovo spesso a storcere il naso), da uno stereotipato libro d avventura ad un originale e innovativa lettura di nicchia, ogni libro ci insegna qualcosa. Sta a noi essere in grado di imparare. Nella mia scuola abbiamo una biblioteca. In questa biblioteca io non ho mai messo piede. Ho chiesto in giro ma nessuno ha saputo dirmi nulla. Gli orari non sono definiti. Così l intera scuola si ritrova con scaffali pieni di libri che rimangono lì a prender polvere. Sarà forse ora di sfruttarli, questi libri? Ci sono parecchie cose che non sopporto, ma i libri impolverati e dimenticati da tutti occupano un posto d onore. Libri ormai inutilizzati, e quindi anche inutili. È una cosa che mi manda in bestia. Perché non sfruttare queste risorse per lo studio? Ore di narrativa in biblioteca, a diretto contatto con la lettura. L idea non sembra malvagia. Con questo non voglio incolpare nessuno. Piuttosto vorrei invogliare a fare qualcosa in più, perché lo reputo un vero peccato, uno spreco. Elisabetta Marchitelli I IIIC, secondaria, bel poggio Leggere Due ragazzi a confronto, entrambi cresciuti con letture ad alta voce, dono di genitori amorosi. Mentre una si dichiara lettrice appassionata, l altro rivendica il diritto di dire: Non mi piace!. purché sia una scelta consapevole. rubriche Fin da quando ero piccolo, mia madre mi leggeva le favole per farmi addormentare. Io mi addormentavo ad un certo punto, ma forse per la noia Quando frequentavo la scuola elementare la mia maestra leggeva storie brevi, ma che io ricordi non ha mai letto una storia lunga. A me sarebbe piaciuto che leggesse una favola tipo Pinocchio. Nella scuola elementare di Morlupo c era una biblioteca ed io l ho frequentata fino alla terza, quando ho scoperto che non mi piace leggere. In classe comunque non mi ricordo che parlassimo dei libri letti. Quando qualcuno mi legge qualcosa, mi piace molto, soprattutto quando si tratta di storie di avventura e fantascienza. Ora che sono grande soltanto la professoressa di lettere legge argomenti noiosi a tutta la classe, ma i professori invece di leggerci geografia, narrativa, ecc., dovrebbero leggere libri di avventura, sicuramente più entusiasmanti. Io non ho mai detto alla professoressa che mi annoia quello che legge, altrimenti prenderei una nota. Vorrei che leggesse storie divertenti anche parlando di letteratura. I libri che più mi sono piaciuti di avventura sono quelli di Geronimo Stilton. Mi piace questo genere perché tante volte mi crea una tensione dentro che dura fino a che non so cosa succede nella storia. Nel mio tempo libero preferisco giocare alla play station e andare su internet. Al computer vado a vedere video di musica come quello di Eros Ramazzotti. Mi piace molto perché oltre a sentire la musica si vede chi la canta. La lettura non mi piace perché troppo spesso non mi riesce facilmente. Ho difficoltà a leggere libri e giornali perché mi blocco su certe parole. Leggo meglio la mia ortografia e ancor di più quella dei miei professori. Probabilmente sono un po pigro e quindi faccio mal volentieri le cose che mi richiedono fatica. Alessio Pierfederici I ID, secondaria, via De Gasperi a l i n g u a s c i o l t a Sto a rosicà: espressione usata per indicare uno stato di invidia verso qualcuno. C ha stile!!: un modo per esprimere ciò che è bello e che piace. Sto a schiumà: si usa per sottolineare una sensazione di caldo molto intenso. Non te regoli: si riferisce a comportamenti inadeguati rispetto al contesto non pertinente. T accolli: indica una insofferenza verso qualcuno troppo invadente e noioso. Non se po sentì/vedè: per esprimere disaccordo profondo con ciò che viene detto o visto. Datte foco: suicìdati o ammàzzati in modo scherzoso tra amici. Stai a sgravà: significa oltrepassare i limiti. Te stimo fratè: modo usato per l apprezzamento di comportamenti dei tuoi amici. Stai bruciata/fori: quando una persona è completamente fuori di testa. Non t aregge: per indicare mancanza di coraggio da parte di qualcuno. Chi te se fila!: modo usato per dire che nessuno ti considera. Non me pia : forma poco cortese per indicare la mancanza di voglia di fare una determinata cosa. Abbozza: espressione usata per azzittire un tuo amico o conoscente. Non te allargà: modo usato per indicare un intrusione o un eccessiva confidenza. Damose na punta: espressione usata per organizzare un incontro o appuntamento. Ilaria Vitanzi e Floriana Orlando, IIIB, secondaria, via De Gasperi

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