Partendo dalla documentazione

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1 Retribuzioni dei dirigenti e andamento del potere d acquisto 12 Nicola Quirino, docente di economia pubblica all Università Luiss di Roma. Qual è stato l andamento a prezzi correnti e a prezzi costanti delle buste paga dei dirigenti? Qual è il loro contributo al gettito dell imposta personale sul reddito? Quali sono i reali benefici che i manager traggono da quegli istituti del welfare volti a sostenere le famiglie? I risultati di questa ricerca sgombrano il campo dei luoghi comuni sul tenore di vita dei dirigenti Nicola Quirino Partendo dalla documentazione statistica elaborata dal ministero dell Economia, dall Istat e dall Inps e integrandola con le informazioni desunte dalla banca dati di Manageritalia, si è cercato di stimare il livello delle retribuzioni lorde e nette dei dirigenti dell agricoltura, dell industria e del terziario per gli anni Questo per fare chiarezza su tre questioni particolarmente rilevanti per la categoria: 1. l andamento a prezzi correnti e a prezzi costanti delle buste paga dei dirigenti delle imprese, della cui situazione economica gli stessi policy maker sembrano avere spesso un informazione parzialmente distorta o incompleta; 2. il contributo dei manager al gettito dell imposta personale sul reddito che, com è noto, costituisce l architrave del nostro sistema tributario, nonché il principale strumento per dare concreta attuazione ai principi costituzionali di uniformità e progressività della tassazione; 3. i reali benefici che essi traggono da quegli istituti del welfare volti a sostenere le famiglie, in modo particolare quelle con un unico percettore di reddito e con figli piccoli. Prima di esaminare i risultati di quest analisi che si spera possano contribuire a sgombrare il campo da alcuni fraintendimenti e luoghi comuni sul tenore di vita della dirigenza è opportuno rispondere alle seguenti domande: quanti sono i lavoratori delle imprese che hanno la qualifica di dirigente? Come si ripartiscono tra i diversi settori di attività economica? In quale area del Paese risiedono? E a quanto ammonta la loro retribuzione annua, al netto dei contributi sociali? Innanzitutto, vale la pena rilevare che per dirigente privato s intende il lavoratore dipendente di un impresa che occupa una delle posizioni collocate al vertice della scala gerarchica e che gode di una certa autonomia nel promuovere, coordinare e gestire gli obiettivi aziendali. Oltre ai dirigenti pubblici, non rientrano quindi nell aggregato in esame gli amministratori, i soci e in generale tutte quelle figure professionali che, pur svolgendo funzioni di alta responsabilità all interno di un impresa, non hanno un contratto di lavoro subordinato. Per quanto possa sembrare superflua, questa precisazione è in realtà necessaria perché sovente quando si parla degli emolumenti corrisposti ai capitani d industria e agli amministratori delegati delle grandi società i mass media utilizzano impropriamente il termine di dirigente o

2 manager, inducendo l opinione pubblica a ritenere che quelli siano i compensi medi spettanti alla categoria e che di conseguenza tutti i suoi componenti conducano una vita particolarmente agiata. Detto ciò, per appurare la consistenza dei dirigenti d azienda per settori di attività economica, si veda la tabella 1, nella quale sono riportati i risultati dell indagine sulle forze di lavoro condotta dall Istat nel corso del Due aspetti contraddistinguono il nostro mercato del lavoro manageriale. Il primo di questi è dato dal fatto che in Italia, nonostante la crescita registrata negli ultimi anni nel terziario, la percentuale dei manager risulta di gran lunga inferiore a quella dei maggiori paesi comunitari. Nel nostro Paese, infatti, essi ammontano complessivamente a 186mila unità (con un età media attorno ai 5 anni), corrispondenti all 1,5% del totale dei lavoratori dipendenti, contro il 3% della Francia e Germania e il 6% del Regno Unito. Va sottolineato, in ogni caso, che la classificazione Istat dei dirigenti non fa riferimento né alla qualifica prettamente contrattuale, né al tipo di contratto applicato e quindi annovera tra i dirigenti anche alcune figure che non rivestono sempre la qualifica di dirigente, come i direttori di albergo (che per lo più rivestono la qualifica di quadro) o i dirigenti del settore credito (nei quali sono senz altro comprese anche le fasce più alte dei quadri). Se si prescinde dal carico fiscale e contributivo che grava sul costo del lavoro dirigenziale - carico che certamente ne frena la domanda da parte delle imprese - il suddetto divario è essenzialmente ascrivibile, da un lato, alla frammentazione del nostro sistema industriale in una miriade di unità produttive di piccola e piccolissima dimensione; dall altro 1 Com è noto, la classificazione delle attività economiche non coincide con i comparti, né con le qualifiche della contrattazione collettiva. Basti pensare, ad esempio, che il contratto dell industria si applica, oltre che all industria in senso stretto e alle costruzioni, anche ad alcuni settori del terziario, quali i trasporti e le comunicazioni. Inoltre, nella classificazione dell Istat sono considerati dirigenti anche le fasce più alte delle qualifiche professionali di alcuni specifici settori che invece, sul piano contrattuale, sono generalmente inquadrati come quadri. al fatto che nel Mezzogiorno non di rado sono gli stessi imprenditori che svolgono le funzioni manageriali, con ripercussioni negative per la crescita della competitività nell area. Il secondo elemento che caratterizza il mercato del lavoro delle alte professionalità in Italia è rappresentato dalle notevoli difficoltà che ancora oggi incontrano le donne ad accedere ai vertici della gerarchia aziendale: appena il 12,% dei dirigenti privati è infatti di sesso femminile, contro valori che oscillano tra il 20 e il 30% negli altri maggiori paesi europei. Com è noto, questo divario è attribuibile all interazione di una serie di fattori sia di carattere economico che socioculturale. Basti pensare, ad esempio, agli scarsi sostegni che ricevono nel nostro Paese i nuclei con figli a carico, per i quali risulta particolarmente difficile conciliare l attività lavorativa con le responsabilità familiari; oppure al permanere in parecchi contesti, non da ultimo nel parlamento della Repubblica, di una tradizione e di una mentalità che limitano fortemente lo sviluppo delle pari opportunità. Vale la pena rilevare però che, se si escludono l industria e il 13

3 credito, settori in cui l incidenza delle donne dirigenti scende rispettivamente al 6,7% e all 8%, negli altri comparti essa non si colloca molto al di sotto della soglia del 20% e tende progressivamente a salire. Se quelli appena menzionati sono due elementi peculiari del nostro mercato del lavoro delle alte professionalità, ve ne è comunque uno comune a tutti i maggiori paesi comunitari: la tendenziale riduzione dei manager occupati nell industria e il contestuale increche probabilmente è l indicatore più significativo per misurare l intensità della domanda di lavoro manageriale a livello settoriale. Tale rapporto, infatti, tocca un valore massimo dell 1,7% nel terziario, cala all 1,% nell industria, per poi assestarsi su un valore minimo dello 0,2% nell agricoltura. I dirigenti sono lo 0,5% dei contribuenti e producono quasi il 6% del gettito totale Irpef Una volta esaminate succintamente le principali caratteristiche strutturali della popolazione manageriale (età media, sesso, settore di attività economica, luo- Tabella 1 - Quanti sono i dirigenti per settori di attività economica (anno 2005) Settori di attività economica Dirigenti Totale lavoratori dipendenti (.000) % (.000) % Agricoltura 1 0,5 36 3,5 Industria 75 0, 5.6,3 - industria in senso stretto 68 36, ,7 - costruzioni 7 3, ,6 Servizi destinabili alla vendita , ,1 - commercio 22 11, ,3 - alberghi e ristoranti 2, ,5 - trasporti 11 5, ,9 - comunicazioni 7 3, ,5 - credito e assicurazione 25 13, 580,7 - servizi alle imprese 26 1, , - altri servizi 15 8,1 97 7,9 Totale , ,0 Maschi , ,1 Femmine 23 12,.53 36,9 Fonte: nostra elaborazione su dati Istat locali, nonché verificare quale sia il trattamento fiscale riservato alle famiglie dei dirigenti, che nel 50% dei casi sono composte da un unico percettore di reddito, con coniuge e figli a carico. Il punto di partenza dell analisi concernente la tassazione delle retribuzioni dei dirigenti è rappresentato dalla tabella 2, nella quale sono sintetizzati i risultati delle dichiarazioni dei redditi presentate nel 200 per l anno d imposta Dalla lettura dei dati si dovrebbe avere un idea, sia pure molto approssimativa, di quanto siano ampie le dimensioni dell evasione fiscale nel nostro Paese e, conseguentemente, di quanto sia sbilanciata la ripartizione del carico tributario. Nel 200 infatti: quasi il 75% dei contribuenti ha dichiarato al fisco un reddito totale annuo inferiore ai 20mila euro (con un incidenza del 22,6% sul gettito totale Irpef); e appena lo 0,9% ha dichiarato un reddito di almeno 90mila euro (18,8%) 3. Incrociando i dati del dipartimento per le Politiche fiscali del ministero dell Economia con le retribuzioni lorde per qualifica di fonte Inps, si rileva agevolmente che quei 39mila contribuenti che rientrano nella classe di reddito più elevata (grafico 1), cioè quella da 90mila euro e più, sono per il 37% dirigenti d azienda, per il 31% titolari di partita Iva (imprenditori, lavoratori in proprio e professionisti) e per il rimanente 32% altri soggetti passivi (manager pubblici, politici, magistrati, amministratori ecc.). 1 mento di quelli occupati nel terziario. Quest ultimo assorbe oggi in Italia il 59,1% dei dirigenti, contro il 0,% dell industria, e al suo interno particolarmente rilevante è il contributo dei servizi alle imprese (1%), del credito e assicurazione (13,%) e del commercio all ingrosso e al dettaglio (11,8%) 2. Il primato dei servizi destinabili alla vendita emerge chiaramente non solo in termini di valori assoluti, ma anche considerando il rapporto dirigenti/dipendenti, 2 Se si considerano anche i dirigenti pubblici (fra i quali nelle indagini sulle forze di lavoro condotte dall Istat sono compresi anche i presidi delle scuole, il personale medico, i militari con grado di colonnello o generale e così via), la percentuale dei manager occupati nei servizi schizza all 83,5% e quella dei manager occupati nell industria si riduce ad appena il 16,1%. Tabella 2 - Distribuzione dei contribuenti per classi di reddito complessivo annuo e incidenza sul gettito Irpef netta (dichiarazioni 200 per l anno d imposta 2003) Classi di reddito annuo (in ) Contribuenti Irpef netta (valori assoluti) % (.000 ) % Fino a , ,8 Da a , ,8 Da a , ,1 Da a , ,3 Da a , ,2 Da e più , ,8 Totale , ,0 Fonte: nostra elaborazione su dati ministero dell Economia go di residenza ecc.), bisogna valutare in che misura le retribuzioni della categoria sono colpite dall imposta erariale sui redditi e dalle connesse addizionali 3 Nell anno d imposta 200 non si sono registrati cambiamenti significativi nella distribuzione dei contribuenti per classi di reddito complessivo annuo: l 82% degli stessi ha infatti dichiarato un reddito inferiore ai 35mila euro.

4 Grafico 1 - Contibuenti con almeno 90mila euro di reddito totale annuo (anno d imposta 2003) Dirigenti privati Partite Iva Altri contribuenti Fonte: nostra elaborazione su dati ministero del Lavoro, Inps Dai precedenti dati fiscali si possono ricavare due rapporti che appaiono particolarmente significativi. Primo: nel 200 il 70% dei dirigenti d azienda ha dichiarato al fisco un reddito imponibile pari o superiore ai 90mila euro, contro il 9% dei professionisti e addirittura l 1% degli imprenditori e lavoratori in proprio. Secondo: pur rappresentando appena lo 0,5% dei soggetti passivi, i dirigenti d azienda contribuiscono per quasi il 6% al gettito totale Irpef. Questi rapporti mostrano chiaramente quanto sia pesante il prelievo che grava sulle retribuzioni dei manager e come la stessa Irpef determini di fatto forti sperequazioni tra le diverse categorie di contribuenti, penalizzando soprattutto i lavoratori dipendenti (e i pensionati) con redditi medio-alti. I quali, per il noto meccanismo della ritenuta alla fonte, si trovano nell impossibilità di occultare anche una minima parte dei propri guadagni, che risultano fortemente colpiti dalla progressività, non solo perché quasi 1/3 del loro importo viene assoggettato all aliquota marginale massima del 3%, ma anche perché ad essi non si applicano le detrazioni previste dall ordinamento vigente per i carichi di famiglia e per la produzione del reddito. A conferma di quanto sin qui affermato, nella tabella 3 sono stati messi a confronto i redditi da lavoro dei dirigenti delle imprese con quelli dichiarati al fisco nel 2005 da alcuni titolari di partita Iva. Per rendere più esaustivo il confronto, nella terza colonna della tabella è evidenziata l Irpef teorica, che è stata ottenuta ipotizzando per semplicità l assenza di oneri deducibili e di familiari a carico, nonché un addizionale locale dell 1,52% (=1,12% addizionale regionale + 0,0% addizionale comunale). Tabella 3 - Redditi dichiarati nel 2005 per l anno d imposta 200 da alcune categorie di contribuenti. Irpef e addizionali locali in assenza di oneri deducibili e carichi di famiglia Categorie di contribuenti Reddito annuo Imposta annua Reddito mensile imponibile e addizionali locali spendibile Notai Farmacisti Dirigenti privati Commercialisti Avvocati Dentisti Architetti Geometri Agenti immobiliari Psicologi Gioiellieri Concessionari automobili Ristoratori e baristi Totale generale Fonte: nostra elaborazione su dati ministero dell Economia Dalla lettura della tabella si evince che solo i notai e i farmacisti, ossia quei contribuenti la cui attività è assoggettata a una qualche forma di controllo pubblico, avrebbero percepito nel 2005 un reddito superiore a quello dei dirigenti d azienda. Per i commercialisti, avvocati, dentisti, architetti e così via i guadagni sarebbero stati infatti di gran lunga inferiori. Circostanza questa che sembra difficilmente plausibile tenuto conto, fra l altro, che in Italia: secondo l Aci, circolano quasi 800mila autovetture di grossa cilindrata, cioè con più di cc; secondo il ministero dei Trasporti, ammontano a 9mila le barche di almeno 10 metri di lunghezza iscritte ai compartimenti marittimi; secondo il Catasto, vi sono 1,8 milioni di abitazioni di lusso; secondo la Banca d Italia, il 20% delle famiglie detiene azioni e obbligazioni di società private e il 13% delle stesse possiede abitazioni secondarie. Andamento in termini nominali e reali delle retribuzioni Dopo avere comparato il reddito dichiarato da varie categorie di contribuenti e messo in risalto le incongruenze con alcuni dati patrimoniali, bisogna ora valutare l andamento in termini nominali e reali delle retribuzioni dei dirigenti delle imprese nel periodo Ciò al fine di far luce sulla consistenza e sulle variazioni del potere d acquisto delle buste paga dei manager che, vale la pena ripeterlo, sono spesso confuse con gli emolumenti spettanti agli amministratori e ad altri lavoratori indipendenti che occupano le posizioni di vertice dell organizzazione aziendale. Partendo dalla documentazione statistica disponibile, per rendere più realistiche le stime - ma anche per mostrare quanto siano penalizzate nel nostro Paese le famiglie, specie quelle con più di tre componenti e un unico percettore di reddito - si sono considerati due distinti nuclei: il primo senza carichi di famiglia, il secondo con coniuge e due figli a carico. Detto ciò, concentriamo innanzitutto l attenzione sul primo nucleo familiare, i cui dati di riferimento sono riportati nella tabella. Per una loro corretta interpretazione, si tenga presente che l imponibile annuo è stato calcolato sottraendo dalla retribuzione dichiarata 15

5 Grafico 2 - Retribuzione annua lorda e netta dei dirigenti privati (anni ) 16 dalle imprese all Inps i contributi a carico del lavoratore, che la retribuzione del 2007 è stata ottenuta per semplice estrapolazione, che si è supposta l assenza di oneri deducibili (interessi passivi su mutui ipotecari, spese mediche, erogazioni liberali ecc.) e che le aliquote delle addizionali locali sono pari ai valori medi nazionali. Fatta questa precisazione, cerchiamo di illustrare brevemente quali sono le principali informazioni che possono essere desunte dalla tabella (vedi anche grafico 2). È evidente che nel periodo in esame la retribuzione dei dirigenti d azienda, al lordo delle ritenute fiscali, si sarebbe accresciuta del 23,9% in termini nominali, passando dai quasi 91mila euro del 2001 ai 112mila del Tuttavia, depurato dell inflazione, l incremento si ridimensionerebbe notevolmente, posizionandosi poco sopra la soglia del 6%. Rispetto alla retribuzione lorda, molto più accentuata appare la dinamica della tassazione: nel complesso essa sarebbe infatti aumentata, per i nuclei senza carichi di famiglia, del 29,2% a prezzi correnti e del 10,8% a prezzi costanti. In particolare nel 2007, per effetto delle misure contenute nella legge finanziaria (revisione della curva Irpef e sblocco delle addizionali locali ), il prelievo totale aumenterebbe in misura notevole rispetto all anno precedente, decurtando di oltre due punti percentuali la retribuzione netta in termini reali (grafico 3). Scontando questi andamenti - e sempre che siano attendibili le variazioni dei prezzi stimate dall Istat - dal 2001 ad oggi il potere d acquisto della busta paga di un dirigente senza familiari a carico si Con la Finanziaria 2007, l aliquota più bassa e quella più elevata rimangono invariate (rispettivamente al 23 e al 3%), mentre vengono modificati gli scaglioni e le aliquote intermedie. Essa inoltre ha abrogato la cosiddetta no tax area e ha trasformato le precedenti deduzioni per carichi di famiglia in detrazioni. Per quanto concerne i redditi medio-alti, particolarmente penalizzante risulta in tale ambito l applicazione dell aliquota del 1% alla parte di reddito compresa tra i 55mila e i 75mila euro (39% nel 2006) e di quella del 3% alla parte di reddito eccedente i 75mila euro (i 100mila nel 2006). Nel 2007 l addizionale regionale sale dall 1,17 all 1,19%. Stando alle delibere finora trasmesse al ministero dell Economia, la maggioranza dei comuni (Roma, Modena, Grosseto, Treviso, Alessandria, Belluno ecc.) nel 2007 innalzerà l aliquota allo 0,5% Grafico 3 - Carico fiscale gravante sulla retribuzione di un dirigente privato (anni ) Retribuzione al lordo Irpef Retribuzione netta senza familiari a carico Retribuzione netta con coniuge e due figli a carico Fonte: nostra elaborazione su dati Inps, ministero dell Economia Dirigente senza familiari a carico Dirigente con coniuge e due figli a carico Fonte: nostra elaborazione su dati Inps, ministero dell Economia sarebbe quindi accresciuto di poco più di 130 euro al mese, ossia del 3,5%. Si tratta di un incremento decisamente modesto e inferiore, fra l altro, a quello registrato nello stesso arco di tempo dal reddito nazionale. Per il secondo nucleo familiare, cioè quello composto da un dirigente con coniuge e due figli a carico, le dinamiche appaiono ancora più sfavorevoli di quelle descritte in precedenza. Ciò essenzialmente per tre ordini di motivi: in primo luogo perché il vantaggio fiscale derivante nel 2005 dalla revisione della struttura dell Irpef è risultato di dimensioni più contenute per i nuclei in questione; in secondo luogo perché la Finanziaria 2007 ha reintrodotto il sistema delle detrazioni per carichi di famiglia in vigore nel 200, fissando però dei limiti di reddito che prima erano assenti. Così, se nel 200 un dirigente poteva beneficiare di una detrazione annua di 20 euro per il coniuge e di 290 euro per ogni figlio, oggi è escluso da ogni beneficio; in terzo luogo perché laddove vige un sistema di tassazione individuale, anziché familiare o per parti, è pressoché inevitabile che le famiglie con un unico percettore di reddito e con figli finiscano con l essere penalizzate. Ciò in quanto la presenza di familiari a carico determina una diminuzione di capacità contributiva che un sistema di tassazione individuale, anche se integrato con opportuni correttivi, può cogliere solo in maniera limitata. Di qui la recente presentazione di alcune proposte di legge volte a introdurre nel nostro ordinamento il cosiddetto quoziente familiare, che è l unico strumento che permette di modulare il prelievo tenendo conto degli effettivi bisogni della famiglia.

6 Tabella - Analisi incidenza Irpef (anni ) Anni Retribuzione Imposta Aliquota Aliquota Addizionale Totale prelievo Retribuzione imponibile erariale annua media erariale marginale erariale locale annua 3 netta mensile annua 1 (%) (%) (1 mensilità) DIRIGENTE SENZA CARICHI DI FAMIGLIA Valori a prezzi correnti , , , , , , , Valori a prezzi Variazioni % a prezzi costanti ,1 2,1 37,2 3,1-0, ,0 1,9 1,7 1,9 0, ,1 1,9 0, 1,8 0, ,2 -, -,2 -,, ,7 1,5 9,8 1,8 0, ,0 6,3 8,7 6, -2,1 DIRIGENTE CON CONIUGE E DUE FIGLI A CARICO Valori a prezzi correnti , , , , , , , Valori a prezzi Variazioni percentuali a prezzi costanti ,1 2,1 37,2 3,2-0, ,0 2,0 1,7 2,0 0, ,1 2,0 0, 1,9 0, ,2-1,8 -,2-1,9 3, ,7 1,5 9,8 1,8 0, ,0 6,3 8,7 6, -2,1 1 Calcolata sottraendo dalla retribuzione annua lorda dichiarata dalle aziende all Inps i contributi a carico del lavoratore 2 Deflatore dei consumi delle famiglie 3 Nel 2001 l aliquota dell addizionale regionale e comunale risulta mediamente pari all 1,12% (=0,92%+0,20%); nel 2007 essa salirebbe all 1,69% (=1,19%+0,50%). Fonte: nostra elaborazione su dati Inps, ministero dell Economia 17

7 L aumento dell Irpef registrato negli ultimi anni, particolarmente consistente soprattutto in presenza di carichi di famiglia, è ascrivibile, oltre che alla crescita dei redditi e al tendenziale rialzo delle aliquote, al drenaggio fiscale o fiscal drag. Com è noto, sono due le cir- Secondo le nostre valutazioni (vedi tabella 5), dal 2001 al 2007 esso avrebbe comportato una decurtazione media di circa euro all anno delle retribuzioni dei dirigenti. Perdita del potere d acquisto della pensione Se dal 2001 ad oggi il reddito disponibile dei dirigenti in servizio non avrebbe registrato significative variazioni, quanto buzioni delle forze di lavoro occupate 6. A norma dell art. 11 del decreto legislativo 503/1992, i trattamenti pensionistici vengono infatti via via aggiornati mediante un meccanismo di perequazione automatica, legato alle variazioni dell indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (Foi). Una perequazione che, con effetto dal 1995, viene fatta decorrere dal 1 gennaio dell anno successivo a quello al quale la variazione dei prezzi si riferisce. Tabella 5 Impatto del drenaggio fiscale sulla retribuzione di un dirigente d azienda (anni ) Anni Retribuzione Deflatore Retribuzione Imposta erariale Maggiore annua effettiva dei consumi delle 2001 accresciuta annua tassazione a prezzi correnti* famiglie dell inflazione , , , , , , , * Calcolata al netto dei contributi a carico del lavoratore (fonte: Inps) 18 costanze che determinano il fiscal drag, ossia l incremento della tassazione in presenza d inflazione. La prima, detta slittamento degli scaglioni, si verifica quando un incremento del reddito in termini puramente monetari ricade in tutto o in parte in un successivo scaglione d imposta e viene perciò colpito con una più elevata aliquota marginale. La seconda circostanza è data dal fatto che un aumento del reddito nominale, anche se ricade all interno di uno stesso scaglione, viene tassato con l aliquota marginale, per cui il debito d imposta cresce in misura più che proporzionale rispetto all imponibile. Il fenomeno del fiscal drag è andato negli ultimi anni via via attenuandosi, per effetto del progressivo ridimensionamento dell inflazione; ma esso non è del tutto scomparso e continua a colpire soprattutto i redditi medio-alti 5. 5 Diversi sono stati gli accorgimenti proposti dagli studiosi per neutralizzare il drenaggio fiscale, e fra essi ne emergono due che consentono di pervenire agli stessi risultati: - il primo criterio consiste nell indicizzare annualmente i valori-limite degli scaglioni in base alle variazioni registrate dall indice generale dei prezzi; - il secondo criterio consiste invece nel depurare il reddito imponibile dall effetto inflazionistico, dividendo il suo importo per l indice generale dei prezzi, e nel calcolare l imposta sul reddito così deflazionato. Grafico - Pensione netta annua di un ex-dirigente con coniuge a carico (n. indici 2001 = 100) 118,0 11,0 110,0 % 106,0 102,0 98,0 9,0 90, Pensione a prezzi correnti Pensione a prezzi costanti (anno 2000) Deflatore dei consumi meno non nella valutazione a prezzi costanti, per gli ex-dirigenti le cose sarebbero andate anche peggio. Le pensioni della categoria sono state infatti penalizzate, oltre che dall elevato livello della tassazione, anche dal meccanismo di rivalutazione dei trattamenti adottato nel nostro Paese, meccanismo sul quale conviene spendere qualche parola. In Italia, non esiste attualmente un sistema di indicizzazione delle pensioni come quello della cosiddetta clausola d oro, consistente nell ancorare la rivalutazione dei trattamenti alla dinamica delle retri- Fonte: nostra elaborazione su dati Inps, Istat Ciò significa che, a decorrere ad esempio dall anno n+1, l incremento delle pensioni viene commisurato alla variazione registrata dal Foi tra gli anni n-1 ed n, riflettendosi quindi sul reddito dei pensionati con un ritardo di vari mesi. D altra parte, se si escludono gli importi inferiori a una certa soglia, la rivalutazione non è mai stata completa, e attualmente viene modulata attribuendo incrementi pari: 6 Fra i paesi industrializzati forse solo la Germania e la Svezia adottano un sistema di indicizzazione delle pensioni ai salari.

8 al 100% della variazione dell indice dei prezzi per gli importi mensili compresi fino al triplo del trattamento minimo in vigore al 31 dicembre dell anno precedente; al 90% per la parte eccedente l importo di cui al punto precedente e compresa fino a cinque volte il trattamento minimo; al 75% per la parte eccedente il precedente importo. Grafico 5 - Impatto della tassazione e degli assegni familiari (anno 2007) Retribuzione annua Dirigente con coniuge e due figli a carico Funzionario con coniuge e due figli a carico Tenuto conto di questo criterio di indicizzazione, nella tabella 6 (vedi anche grafico ) si è cercato di stimare l evoluzione della pensione di un ex-dirigente con coniuge a carico. Come si vede, dal 2001 ad oggi la pensione a prezzi correnti del nostro soggetto si sarebbe accresciuta dell 11,1% al lordo delle ritenute fiscali e del 7,9% al netto delle stesse. Tuttavia, se i valori espressi in termini nominali vengono deflazionati con l indice dei prezzi impliciti nei consumi delle famiglie, si perviene a risultati di segno opposto: la pensione lorda sarebbe infatti diminuita del,7% e il suo potere d acquisto si sarebbe contratto del 7,5%. In particolare, nel 2007, per effetto dell inasprimento della tassazione a livello centrale e locale, nonché del recupero solo parziale dell inflazione, il potere d acquisto del nostro pensionato subirebbe una decurtazione del 3,2%, cioè di oltre un punto percentuale superiore a quella di un dirigente in servizio (-2,1%). Due famiglie a confronto Ci sembra utile concludere questa breve analisi sulla recente evoluzione del potere d acquisto delle buste paga dei manager mettendo in evidenza gli effetti prodotti dalla tassazione e dagli assegni familiari su due distinte famiglie (grafico 5). La prima composta da un dirigente, con coniuge e due figli piccoli a carico, che percepisce una retribuzione annua di 112mila euro, al netto delle ritenute fiscali; la seconda composta invece da un impiegato, con identici carichi di fami- Irpef e addizionali Retribuzione netta + assegni familiari Fonte: nostra elaborazione su dati Istat glia, che percepisce una retribuzione di 0mila euro. Nel 2007, fra imposta erariale e addizionali locali, il reddito della prima famiglia subirebbe una decurtazione complessivamente pari a euro (38,6%), contro i della seconda (2,6%). Poiché il reddito della prima famiglia supera il tetto fissato dalla legge finanziaria 2007, essa non ha diritto a percepire l assegno al nucleo familiare, che spetta invece alla seconda famiglia nella misura annua di 856 euro. A conti fatti, pur vantando una retribuzione lorda pari a quasi il triplo di quella spettante alla seconda famiglia, il nucleo con a capo il dirigente disporrebbe di un reddito che è pari a poco più del doppio ( euro contro ). Tabella 6 - Trattamento pensionistico di un ex-dirigente con coniuge a carico (anni ) Anni Pensione Imposta annua Addizionale locale Totale prelievo Pensione annua annua lorda annua netta Numeri indici a prezzi correnti (2001=100) ,0 100,0 100,0 100,0 100, ,1 102,8 138,6 10,0 101, ,1 105, 12,2 106,6 102, ,2 108,2 1,2 109, 10, ,9 107,1 138,7 108,1 107, ,5 108,9 153,5 110, 109, ,1 115, 167,7 117,1 107,9 Numeri indici a prezzi costanti (2001=100) ,0 100,0 100,0 100,0 100, ,2 99,9 13,7 101,0 98, ,5 99,7 13,5 100,8 97, ,9 99,8 132,9 100,9 96, ,2 96, 12,9 97, 97, ,0 95,5 13,6 96,8 95, ,3 99,0 13,7 100, 92,5 Fonte: nostra elaborazione su dati Inps, Istat 21