CASORATE PRIMO (PV) CITTA INFRASTRUTTURATA. Confronto economico tra diverse soluzioni tecniche

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1 CASORATE PRIMO (PV) CITTA INFRASTRUTTURATA Confronto economico tra diverse soluzioni tecniche Giugno 2009

2 - Confronto Economico Casorate Primo PV -

3 INDICE 1 PREMESSA NORMATIVA COSTI DELLE INFRASTRUTTURAZIONI COSTI DIRETTI DI COSTRUZIONE COSTI INDIRETTI - COSTI SOCIALI CONCLUSIONI

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5 1 PREMESSA Il Piano Urbano Generale dei Servizi nel Sottosuolo (PUGSS) è lo strumento di pianificazione del sottosuolo previsto dalla Direttiva della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 3/3/99, dalla Legge Regionale Lombarda n. 26, titolo IV, approvata il 12/12/2003 e dal Regolamento Regionale n. 3/05. L Amministrazione comunale, sulla base di queste disposizioni, sono state obbligate a predisporre il PUGSS come strumento di governo e di gestione del sottosuolo le cui disposizioni sono integrate nel Piano dei Servizi per quanto riguarda l infrastrutturazione del sottosuolo. In questi studi si è constatato che in generale si è assistito, negli ultimi anni, ad un proliferare dei sottoservizi a rete (con la diffusione dei nuovi servizi quali le reti di telecomunicazione, di cablaggio e il teleriscaldamento che si sono aggiunti alle reti storiche), associato ad una sostanziale inerzia nello sviluppo delle tecniche di gestione e di posa delle condotte. Conseguenza di perdite acquedottistiche Tale fenomeno sta producendo crescenti disfunzioni d insieme dovute ad una disordinata e incontrollata collocazione di tubazioni e cavidotti nel sottosuolo. 4

6 Le reti esistenti necessitano infatti di continue manutenzioni, di ammodernamenti e di ampliamenti, per poter assicurare funzionalità, efficienza ed economicità. Pertanto vanno costantemente ispezionate e risanate. Questi interventi comportano notevoli costi economici (congestione, ritardi, disservizi, danni alla strada, rifacimento di opere presenti), ambientali (rumori, emissioni, ) e sociali (fastidi alle imprese e alle scuole, al tempo libero e creazione di incidenti). Questo elaborato, partendo da tali considerazioni, ha lo scopo di mettere in evidenza le fonti principale dei costi diretti di costruzione ed indiretti come costi sociali. Inoltra propone un confronto tra le varie tecniche di costruzione per valutare le tecnologie e la economicità. 5

7 2 NORMATIVA La normativa che regola in Lombardia la gestione dei rifiuti, delle risorse idriche, della distribuzione del gas e in generale delle reti di distribuzione nel sottosuolo, è contenuta essenzialmente nel Testo Coordinato pubblicato sul Burl Supplemento Straordinario. Il Testo Coordinato contiene le modifiche apportate dalle seguenti leggi regionali: - L.R. 24 marzo 2004 n. 5; - L.R. 3 agosto 2004 n. 19; - L.R. 20 dicembre 2004 n. 36; - L.R. 11 marzo 2005 n. 12; - L.R. 8 agosto 2006 n. 18; - L.R. 11 dicembre 2006 n. 24 Successivamente a tali norme sono state approvate le altre seguenti leggi: - Legge regionale 27 febbraio 2007, n 5 - La norma, pubblicata il 2 marzo 2007 sul 2 supplemento ordinario del Burl, agli articoli 6,7,8 apporta modifiche rispettivamente alla l.r. 17/2000 in materia di inquinamento luminoso, modifiche e integrazioni alla L.R. 26/2003 in materia di risorse idriche, oltre a fornire l'interpretazione autentica dell'art. 49, commi 2,3,4 della L.R. 26/2003. La legge è entrata in vigore il 3 marzo Legge regionale 12 luglio 2007 n Modifiche alla legge regionale 12 dicembre 2003, n 26 "Disciplina dei servizi di interesse economico generale - Norme in materia di gestione dei rifiuti, di energia, di utilizzo del sottosuolo e di risorse idriche" ed altre disposizioni in materia di gestione dei rifiuti. Tra le modifiche portate dalla legge vi segnaliamo: alcuni articoli ( ) della Legge regionale 26/03 - due commi dell'articolo 30 della Legge regionale 24/06 - l'abrogazione dell'articolo 6 della Legge regionale 18/06. Inoltre sono state promulgati gli atti relativi all'applicazione della legge: - Deliberazione Giunta regionale 4 agosto n 8/528 - "Approvazione dello schema di protocollo d'intesa per il controllo degli scarichi degli impianti di trattamento delle acque reflue urbane". 6

8 - Deliberazione Giunta regionale 17 maggio n 8/ "Direttiva per l'individuazione degli agglomerati, ai sensi dell'articolo 44, comma 1, lettera c) L.R.. n. 26/2003, - Disciplina dei servizi di interesse economico generale Norme in materia di gestione dei rifiuti, di energia, di utilizzo del sottosuolo e di risorse idriche". - Deliberazione Giunta regionale del 13 dicembre n 8/ Programma di tutela e uso delle acque - Indicazioni alle Autorità d'ambito per la definizione degli interventi prioritari del ciclo dell'acqua (L.R. n 26/2003). - Regolamento regionale 24 marzo 2006, n 2 - Disciplina dell'uso delle acque superficiali e sotterranee, dell'utilizzo delle acque a uso domestico, del risparmio idrico e del riutilizzo dell'acqua in attuazione dell'articolo 52, comma 1, lettera c) della legge regionale 12 dicembre 2003, n Regolamento regionale n. 3 del 3 aprile "Incentivi e contributi per il servizio idrico integrato, in attuazione dell'art. 50, comma 2, della L.R. 26/2003" nel quale sono definiti "i criteri di accesso, le priorità di concessione e le modalità di erogazione di incentivi e contributi che la Regione Lombardia concede per favorire le attività di progettazione preliminare, definitiva ed esecutiva di opere infrastrutturali e di ricerca attinenti al servizio idrico integrato". Contributi che sulla base degli obiettivi strategici del Programma regionale di sviluppo verranno erogati dalla Regione, attingendo anche a finanziamenti nazionali e comunitari.(burl del 6 aprile, 1 supplemento ordinario al n entrato in vigore il 7 aprile 2007). - Regolamento regionale 24 marzo 2006, n 3 - Disciplina e regime autorizzatorio degli scarichi di acque reflue domestiche e di reti fognarie, in attuazione dell'articolo 52, comma 1, lettera a) della legge regionale 12 dicembre 2003, n. 26 e relative "Norme tecniche regionali in materia di trattamento degli scarichi di acque reflue in attuazione dell'articolo 3, comma 1 del Regolamento reg. 2006, n.3" con Deliberazione Giunta regionale 5 aprile 2006, n 8/2318, pubblicata sul Burl della Regione Lombardia - 1 Supplemento straordinario - del 20 aprile Regolamento regionale 24 marzo 2006, n 4 - Disciplina dello smaltimento delle acque di prima pioggia e di lavaggio delle aree esterne, in attuazione dell'articolo 52, comma 1, lettera a) della legge regionale 12 dicembre 2003, n. 26 e relativa "Direttiva per l'accertamento dell'inquinamento delle acque di seconda pioggia in attuazione dell'art. 14, comma 2, del Regolamento Regionale n 4/2006" (Delibera di Giunta 7

9 regionale n. 8/2772 pubblicata sul Burl della Regione Lombardia - serie ordinaria del 3 luglio 2006). - Regolamento regionale n. 4 del 3 aprile "Standard qualitativi e modalità di gestione per l'erogazione dei servizi locali di interesse economico generale e criteri di ammissibilità e aggiudicazione delle gare. Standard relativi al servizio idrico integrato, in attuazione dell'art. 2, comma 10, della L.R. 26/2003". Il provvedimento definisce gli standard qualitativi, che vengono ulteriormente innalzati, per l'erogazione di servizi locali attinenti la gestione dei rifiuti, il consumo di energia, l'utilizzo del sottosuolo e delle risorse idriche. In questo regolamento sono già anticipati gli standard relativi al servizio idrico integrato e vengono inoltre indicati i parametri a cui la Giunta regionale dovrà attenersi per definire, entro 6 mesi, gli indicatori relativi ai predetti standard. Il regolamento contiene altresì i criteri per definire il grado di competenza tecnica e professionale dei soggetti partecipanti alle gare e i requisiti per l'ammissibilità e l'aggiudicazione delle gare stesse. (Burl del 6 aprile, 1 supplemento ordinario al n entrato in vigore il 7 aprile 2007). - Circolare "Indicazioni agli Enti Locali e alle Autorità d'ambito per l'attuazione delle disposizioni concernenti l'organizzazione del servizio idrico integrato - L.R. 26/2003" (approvata con Decreto n e pubblicata sul Burl Supplemento Straordinario). Precedentemente erano già stati approvati anche: - Schemi tipo per l'organizzazione del Servizio Idrico Integrato: approvati con delibera di Giunta - previsti nella Legge regionale n. 26 del 12 dicembre 2005, articolo 48, comma 2, lettere b), c) - pubblicati sul II S.S. al B.U.R.L. n 3 del 18 gennaio 2005 con Deliberazione n del 23 dicembre Regolamento regionale 28 febbraio 2005, n 4 - Organizzazione gestionale del Servizio Idrico Integrato: "Ripartizione dei segmenti di attività tra gestore di reti ed impianti ed erogatore del servizio, nonché determinazione dei criteri di riferimento ai fini dell'affidamento, da parte dell'autorità d'ambito, del servizio ad una pluralità di soggetti" - previsto dalla Legge regionale n. 26, articolo 49, comma 3 - approvato dal Consiglio - pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia 1 marzo 2005, n. 9-1 Supplemento straordinario. 8

10 - Esproprio aree da bonificare - in attuazione dell'art. 21 in tema di bonifica e ripristino ambientale dei siti inquinati - Burl n. 53 anno XXXV : 1 suppl. ordinario, 1 marzo Disciplina degli interventi di bonifica e ripristino ambientale che non richiedono autorizzazione, in attuazione dell'art. 17, comma 1, lettera h) - Burl n. 53 anno XXXV : 1 suppl. ordinario, 1 marzo Piano Urbano Generale dei Servizi del Sottosuolo - PUGSS - Criteri guida per la redazione - in attuazione dell'art Burl n. 53 anno XXXV : 1 suppl. ordinario, 1 marzo Omogeneizzazione dei costi per il conferimento dei rifiuti in discarica - in attuazione degli art. 17 e 23 - Burl n. 53 anno XXXV : 1 suppl. ordinario, 1 marzo Piano dei servizi e Piano del sottosuolo Il c. 8, art. 9 della Lr. 12 /2005 ordina che il Piano dei servizi sia integrato, per quanto riguarda l infrastrutturazione del sottosuolo, con le disposizioni del Piano Urbano generale dei servizi nel sottosuolo (PUGSS), di cui all articolo 38 della Lr. 12 dicembre 2003,n. 26. Appare inscindibile,all avviso del legislatore, l intima connessione tra: le previsioni per i servizi efficaci, la sostenibilità dei costi, derivante dall operatività del Piano dei servizi. Il Piano dei servizi, dovrà integrarsi con le disposizioni del Piano urbano generale dei servizi nel sottosuolo con una elaborazione contestuale. Inoltre il Pugss dovrà venire correlato al Programma triennale delle opere pubbliche e sarà necessario dimostrare la sostenibilità dei costi corrispondenti. I quattro fattori (Piano dei servizi, Pugss, Programma triennale delle opere pubbliche, fattibilità economica degli interventi) debbono ineludibilmente procedere in parallelo, l uno intersecato all altro, nell unità d intenti che deve contraddistinguere l operato della pubblica amministrazione per il raggiungimento dei fini di adeguatezza, sostenibilità, collaborazione, compensazione ed efficienza che lo stesso c. 2, art. 1 della Lr. 12/2005 ritiene fondamentali per il governo integrato del territorio, di cui i quattro fattori fanno pienamente parte. 9

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12 3 COSTI DELLE INFRASTRUTTURAZIONI Negli interventi di posa o di manutenzione delle condotte nel sottosuolo è necessario operare cercando di ridurre il disagio ai cittadini dovuto alla cantierizzazione, che ha un impatto negativo sia dal punto di vista sociale (aumento del traffico, intralcio delle attività commerciali, ecc) sia sull ambiente (emissioni di inquinanti, produzione di polveri,ecc.). I fattori che concorrono al costo globale dell intervento si possono classificare in costi diretti e costi indiretti: C TOT = C costr + C soc Voce Costi di costruzione (costi diretti) 1 Impianto di cantiere Tempi di percorrenza Costi sociali (costi indiretti) 2 Scavo Ambientali: inquinamento da rumori, vibrazioni, polveri e gas 3 Trasporto a rifiuto Incidenti 4 Smaltimento rifiuti 5 Ripristino 6 Fornitura della 7 Installazione 8 Prove 9 Costi per la 10 Costi per 11 Costi per la rottura 12 Durata dei lavori Esempio di grande cantiere 11

13 4 COSTI DIRETTI DI COSTRUZIONE I costi diretti sono quelli sostenuti per la costruzione (C costr ) dell opera. Essi sono facilmente quantificabili e dipendono sostanzialmente dal tracciato e dal tipo di tecnica impiegata. I costi indiretti si riferiscono principalmente ai cosiddetti costi sociali, finora sempre trascurati dagli enti locali, che la popolazione deve sopportare per i disagi immediati e a lungo termine derivanti dall apertura di cantieri lungo il sistema stradale urbano. Tecniche tradizionali Con le tecniche tradizionali di costruzione si parte dal computo metrico dei lavori a cui si applicano i prezzi unitari delle singole lavorazioni, ricorrendo - al Prezziario Regionale per gli articoli comuni - all ultima revisione del Prezziario DEI - ad indagini di mercato per articoli specialistici. Per definire un quadro esauriente dei costi di costruzione delle reti del sottosuolo con le tecniche di scavo tradizionali è necessario sviluppare per ogni tipologia di sottoservizio e infrastruttura sotterranea computi metrici riferiti a differenti taglie. I valori di costo unitari ottenuti, calcolati in modo analitico ed espressi in /m, sono adoperati per ricostruire curve di costo da utilizzare per qualunque elaborazione di tipo parametrico. E quindi necessario considerare separatamente le seguenti differenti infrastrutture: - reti di acquedotto - reti di gasdotto - reti di fognatura - reti di teleriscaldamento - cavidotti e polifore - cunicoli non praticabili - gallerie tecnologiche Le linee guida delle prescrizioni tecniche di posa dei vari sottoservizi sono state delineate dalla Regione Lombardia. A tali indicazioni si adatta questo documento. 12

14 4.1 TUBAZIONI DI ACQUEDOTTO E GASDOTTO Il costo completo per metro di tubazione tiene conto dei seguenti parametri: - taglio e demolizione della pavimentazione stradale; - scavo; - trasporto a discarica del materiale di risulta; - armatura dello scavo; - fornitura e posa della tubazione; - rinfianco e ricoprimento con sabbia; - rinterro con materiale vagliato di scavo; - ripristino della pavimentazione stradale; - incidenza dei pozzetti di ispezione; - oneri dovuti sia a sottoservizi che ad opere provvisionali stimati tramite una percentuale pari al 15% del totale. Relativamente alle condizioni di posa sono assunte le ipotesi indicate dalla regione Lombardia: - la larghezza dello scavo (L) è variabile con il diametro (D) della condotta da interrare: L = 1,2 x D+0,4 con valore minimo pari a 0,7 m - la zona di demolizione della pavimentazione stradale è variabile con la larghezza dello scavo ed è pari a L m. - il rinfianco più il ricoprimento è variabile con il diametro della condotta ed è pari a 0,30 m + D; - su strada asfaltata la sezione di posa si compone di un manto stradale superficiale (strato di base + binder + strato di usura) avente spessore S1 = 0,20 m e di uno strato di fondazione stradale in misto granulare di spessore pari a S2 = 0,30 m Per le tubazioni aventi diametro < di 300 mm è necessario assumere le seguenti condizioni: - profondità totale dello scavo per la posa in opera delle tubazioni pari a 1,50 m. - pozzetti di ispezione posti in opera 1 ogni 50 m con dimensioni interne 1,20x1,20 m ed altezza 1,25 m. Per le tubazioni aventi diametro > di 300 mm è necessario assumere le seguenti condizioni: - profondità totale dello scavo per la posa in opera delle tubazioni pari a 2,00 m. 13

15 - pozzetti di ispezione posti in opera 1 ogni 300 m con dimensioni interne 1,50 x1,50 m e altezza 1,75 m. Relativamente ai pozzetti di ispezione è necessario assumere le seguenti condizioni: - profondità fondo tubo = profondità dello scavo (variabile) letto di posa (0,15 m); - spessore soletta di fondo pozzetto = 0,30 m; - spessore soletta superiore pozzetto = 0,20 m; - spessore pareti = 0,15 m. Diametro D Tubazioni Profondità di Scavo H Frequenza Pozzetti Dimensioni planari Pozzetti D< 300 mm 1,50 m 1/50 m 1,20x1,20 m D > 300 mm 2,00 m 1/300 m 1,50x1,50 m Andamento Costi Acquedotto Qui di seguito sono riportate le curve degli andamenti dei costi dell acquedotto, calcolati nei modi sopra descritti, in funzione del diametro della condotta e del materiale con il quale è stata costruita. Costo (Euro/m) Costo acquedotto per m in strada asfaltata Pead Ghisa sferoidale Acciaio Diametro tubazione (mm) Costo al metro dell acquedotto in funzione del materiale e del diametro della condotta 14

16 Andamento Costi Gasdotto Sono riportate le curve degli andamenti dei costi del gasdotto, calcolati nei modi sopra descritti, in funzione del diametro della condotta e del materiale con il quale è stata costruita. Costo per m di gasdotto in strada asfaltata Costo (Euro/m) Pead Acciaio Diametro tubazione (mm) Costo al metro del gasdotto in funzione del materiale e del diametro della condotta 15

17 4.2 TUBAZIONI DI FOGNATURA Il costo completo per metro di tubazione deve tener conto delle seguenti fasi di lavoro - taglio e demolizione della pavimentazione stradale; - scavo; - trasporto a discarica del materiale di risulta; - armatura dello scavo; - fornitura e posa della tubazione; - rinfianco e ricoprimento con sabbia; - rinterro con materiale vagliato di scavo; - ripristino della pavimentazione stradale; - incidenza dei pozzetti di ispezione; - oneri dovuti sia a sottoservizi che ad opere provvisionali stimati tramite una percentuale pari al 15% del totale. Relativamente alle condizioni di posa si assumono le seguenti ipotesi: - la larghezza dello scavo (L) variabile con il diametro (D): L = 1,2 x D+0,4 con valore minimo pari a 0,7 m; - la zona di demolizione della pavimentazione stradale variabile con la larghezza dello scavo e pari a L + 0.8m; - rinfianco più ricoprimento variabile con il diametro ed è pari a 0,30 m + D; - su strada asfaltata la sezione di posa è composta da un pacchetto stradale (strato di base + binder + strato di usura) avente spessore S1= 0,20 m e da uno strato di fondazione stradale in misto granulare di spessore pari a S2= 0,30 m. Esempio di posa di tubazione in Pead 16

18 Per le tubazioni in Ghisa sferoidale ed in Pead con diametri variabili da 125 a 300 mm, per le quali deve essere previsto un funzionamento in pressione, sono state assunte le seguenti condizioni: - profondità totale dello scavo per la posa in opera dei collettori pari a 2,00 m; - pozzetti di ispezione posti in opera 1 ogni 300 m di fognatura con dimensioni interne 1,20x1,20m e altezza 1,75 m. Per le tubazioni in PVC, Gres, Pead spiralato e Cls con diametro variabile da 250 a 500 mm (funzionamento prevalentemente a gravità) sono state assunte le seguenti condizioni: - profondità totale dello scavo per la posa in opera dei collettori variabile con il diametro e pari a + 2,00 m; - pozzetti di ispezione posti in opera 1 ogni 30 m di fognatura con dimensioni interne 1,50 x 1,50 m e altezza 2,15 m. Per le tubazioni PVC, Gres, Pead spiralato e Cls con diametro variabile da 500 a 1200 mm (funzionamento prevalentemente a gravità) sono state assunte le seguenti condizioni: - profondità totale dello scavo per la posa in opera dei collettori variabile con il diametro e pari a + 2,00 m; - pozzetti di ispezione posti in opera 1 ogni 50 m di fognatura con dimensioni interne 2,00x2,00m e altezza 2,75 m. Relativamente ai pozzetti di ispezione si sono assunte le seguenti ipotesi: - profondità fondo tubo = profondità dello scavo (variabile) letto di posa (0,15 m); - spessore soletta di fondo pozzetto = 0,30 m; - spessore soletta superiore pozzetto = 0,20 m; - spessore pareti = 0,15 m. Diametro D Tubazioni Profondità di Scavo H Frequenza Pozzetti Dimensioni planari Pozzetti D da 125 a 300 mm per tubazioni in Ghisa 2,00 m 1/300 m 1,20 x 1,20 m sferoidale ed in Pead D da 250 a 500 mm per tubazioni in PVC, Gres, D+2,00 m 1/30 m 1,50 x 1,50 m Pead spiralato e Cls D da 500 a 1200 mm per tubazioni in PVC, Gres, Pead spiralato e Cls D+2,00 m 1/50 m 2,00 x 2,00 m 17

19 Qui di seguito sono riportate le curve degli andamenti dei costi della fognatura, calcolati nei modi sopra descritti, in funzione del diametro della condotta e del materiale con il quale è stata costruita. Costo per m di fognatura in strada asfaltata Costo (Euro/m) Gres Pead Pead spir. CS Ghisa sferoidale PVC Diametro condotta (mm) Costo al metro della fognatura in funzione del materiale e del diametro della condotta 18

20 4.3 TUBAZIONI PER TELERISCALDAMENTO Il costo completo per metro di tubazione tiene conto di: - taglio e demolizione della pavimentazione stradale; - scavo; - trasporto a discarica del materiale di risulta; - armatura dello scavo; - fornitura e posa della doppia tubazione (A/R); - rinfianco e ricoprimento con sabbia; - rinterro con materiale vagliato di scavo; - ripristino della pavimentazione stradale; - incidenza dei pozzetti di ispezione; - oneri dovuti sia a sottoservizi che ad opere provvisionali stimati tramite una percentuale pari al 15% del totale. I prezzi di fornitura delle tubazioni in acciaio pre-isolate sono state desunte dagli ultimi listini delle ditte che commercializzano questi prodotti. Relativamente alle condizioni di posa si sono assunte le seguenti ipotesi: - larghezza dello scavo (L) variabile con il diametro (D): L = (n tubi x D esterno) + 0,6 con valore minimo pari a 0,7 m; - zona di demolizione della pavimentazione stradale variabile con la larghezza dello scavo e pari a L + 0.8m; - rinfianco più ricoprimento variabile con il diametro e pari a 0,30 m + D esterno - su strada asfaltata la sezione di posa è composta da un pacchetto stradale (strato di base + binder + strato di usura) avente spessore S1 = 0,20 m e di uno strato fondazione stradale in misto granulare di spessore pari a S2 = 0,30 m. 19

21 Esempio di posa di tubazione per teleriscaldamento Per le tubazioni che hanno un diametro esterno < a 300 mm sono state assunte le seguenti condizioni: - profondità totale dello scavo per la posa in opera delle tubazioni pari a 1,50 m; - pozzetti di ispezione posti in opera 1 ogni 50 m con dimensioni interne 1,20x1,20 m e altezza 1,25 m. Per le tubazioni che hanno un diametro esterno a 300 mm sono state assunte le seguenti condizioni: - profondità totale dello scavo per la posa in opera delle tubazioni pari a 2,00 m; - pozzetti di ispezione posti in opera 1 ogni 200 m con dimensioni interne 1,50 x1,50 m e altezza 1,75 m. Relativamente ai pozzetti di ispezione si sono assunte le seguenti ipotesi: - profondità fondo tubo = profondità dello scavo (variabile) letto di posa (0,15 m); - spessore soletta di fondo pozzetto = 0,30 m; - spessore soletta superiore pozzetto = 0,20 m; - spessore pareti = 0,15 m. 20

22 Diametro D Profondità di Frequenza Dimensioni planari Tubazioni Scavo H Pozzetti Pozzetti D 300 mm 1,50 m 1/50 m 1,20X1,20 m D > 300 mm 2,00 m 1/200 m 1,50X1,50 m Qui di seguito è riportato la curva dell andamento dei costi della rete di teleriscaldamento, calcolati nei modi sopra descritti, in funzione del diametro della condotta. Costo per m di rete di teleriscaldamente in strada asfaltata Costo (Euro/m) Diametro condotta (mm) Costo al metro della rete di teleriscaldamento in funzione del materiale e del diametro della condotta 21

23 4.4 POLIFORE E CAVIDOTTI Il costo completo per metro di infrastruttura tiene conto di: - taglio e demolizione della pavimentazione stradale; - scavo; - trasporto a discarica del materiale di risulta; - armatura dello scavo; - fornitura e posa dei cavidotti in Pead spiralato; - getto di calcestruzzo; - rinterro con materiale vagliato di scavo; - ripristino della pavimentazione stradale; - incidenza dei pozzetti di ispezione; - oneri dovuti sia a sottoservizi che ad opere provvisionali stimati tramite una percentuale pari al 15% del totale. I prezzi di fornitura delle tubazioni in Pead spiralato sono state desunte dall ultima edizione del Prezziario DEI. Sono state analizzate 8 polifore corrispondenti ad 8 configurazioni diverse per numero e diametro dei cavidotti; in particolare: - 4 polifore per l alloggiamento 2,4,6,8 cavidotti con D = 125 mm; - 4 polifore per l alloggiamento di 2,4,6,8 cavidotti con D = 200 mm. Si è immaginato di disporre i cavidotti su non più di 2 file orizzontali: 1x2; 2x2; 2x3, 2x4. Relativamente alle condizioni di posa si sono assunte le seguenti ipotesi: - larghezza dello scavo (L) variabile con il diametro (D) e il numero di cavidotti: L = 1,2 x ingombro laterale+0,4 con valore minimo pari a 0,7 m; - zona di demolizione della pavimentazione stradale variabile con la larghezza dello scavo e pari a L + 0.8m; - altezza della polifora in Cls variabile con il diametro e il numero di cavidotti: pari a 2 x ingombro verticale; - su strada asfaltata la sezione di posa si compone di un pacchetto stradale (strato di base + binder + strato di usura) avente spessore S1 = 0,20 m e di uno strato fondazione stradale in misto granulare di spessore pari a S2 = 0,30 m. Per le polifore con cavidotti del D = 125 mm sono state assunte le seguenti condizioni: - profondità totale dello scavo pari a 1,20 m; - pozzetti di ispezione posti in opera 1 ogni 50 m con dimensioni interne 1,20 x 1,20 m e altezza 0,95 m. 22

24 Per le polifore con cavidotti con un D = 200 mm sono state assunte le seguenti condizioni: - profondità totale dello scavo pari a 1,35 m; - pozzetti di ispezione posti in opera 1 ogni 50 m con dimensioni interne 1,50 x 1,50 m e altezza 1,10 m. Relativamente ai pozzetti di ispezione si sono assunte le seguenti ipotesi: - profondità fondo tubo = profondità dello scavo (variabile) letto di posa (0,15 m) - spessore soletta di fondo pozzetto = 0,30 m; - spessore soletta superiore pozzetto = 0,20 m; - spessore pareti = 0,15 m. Esempio di polifora con sei cavidotti Qui di seguito sono riportate le curve degli andamenti dei costi delle polifere, calcolati nei modi sopra descritti, in funzione del diametro delle condotte e del numero di cavidotti. 23

25 Cunicoli interrati ed affioranti (elektro) Costo (Euro/m) Costo per m di polifere in strada asfaltata Cavidotto D=200mm Cavidotto D=120mm Numero cavidotti per polifera (n) Costo al metro delle polifore in funzione del numero di cavidotti e del diametro delle condotte 24

26 4.5 INFRASTRUTTURE POLIFUNZIONALI L'infrastrutturazione attraverso l'uso di Strutture Sotterranee Polifunzionali (SSP: gallerie tecnologiche o cunicoli) è definita dalla L.R. 26/03 titolo IV, articolo 34 comma 3, come manufatto sotterraneo, che deve essere conforme alle norme tecniche vigenti ed sono destinate ad accogliere tutti i servizi di rete compatibili in condizioni di sicurezza. Tali strutture devono assicurare il tempestivo e libero accesso agli impianti per gli interventi legati alle esigenze di continuità di servizio come prescrive l articolo 34, comma 3 della stessa legge. L'infrastruttura è considerata opera di pubblica utilità ed assimilata, ad ogni effetto, alle opere di urbanizzazione primaria come afferma il comma 4 dell articolo 34. L'utilizzo delle suddette infrastrutture è finalizzato a: - organizzare il sottosuolo di un comune, riunendo sistematicamente le reti di distribuzione dei servizi primari (energia elettrica, riscaldamento, impianti idrici, telecomunicazioni), utilizzando le migliori tecnologie e facendo stretto riferimento ai fattori di sicurezza. - Questa scelta porta ad eliminare la situazione anarchica oggi esistente nel sottosuolo, a migliorare l'organizzazione tecnica e l area dei servizi ed a realizzare un sistema che può essere governato e controllato continuamente, mediante il monitoraggio costante delle reti; - diminuire i tempi di manutenzione ordinaria e straordinaria delle reti, riducendo di conseguenza i disagi provocati dai cantieri stradali basando le modalità di intervento mediante una pianificazione dei lavori dei diversi gestori ed un coordinamento nelle installazioni di tratti di reti in comune; - realizzare una rete tecnologica flessibile nel sottosuolo, nella quale, accanto alle reti dei servizi primari, possono facilmente essere inseriti nuovi servizi, quali: impianti di diffusione sonora, impianti di diffusione televisiva anche a circuito chiuso, impianti di rilevazione dei parametri ambientali; - trasformare le attuali reti prive di controlli inerenti la sicurezza, in reti in grado di potersi dotare di strumenti in grado di fornire costantemente un quadro completo della situazione. Tutto ciò facilita le ispezioni e le verifiche e permette di avere una visione d'insieme dell'intero sistema dei sottoservizi così incanalati. La struttura polivalente necessita di un unico scavo per la sua installazione non sono più necessari interventi cantieristici per la manutenzione. Inoltre i servizi disposti su supporti distinti e separati in un ambiente protetto dall'acqua, dagli schiacciamenti, isolati gli uni dagli altri, sono meno soggetti al danneggiamento e all'usura e l'azione di manutenzione 25

27 si riduce oltre che essere più facilitata. Deve essere ricordato che queste infrastrutture devono essere provviste di derivazioni o dispositivi funzionali alla realizzazione degli allacciamenti con gli immobili di pertinenza nel rispetto delle normative tecniche. Esempio di installazione caotica delle reti dei servizi Esempio di struttura polifunzionale 26

28 Anche se tale soluzione potrebbe diventare problematica se non impraticabile quando si è in presenza di vecchie infrastrutture stradali e in particolare di conoscere le caratteristiche storiche, rappresenta comunque la soluzione ottimale per le aree di nuova urbanizzazione, nonché per le zone edificate, in occasione di significativi interventi di riqualificazione urbana e rifacimento delle strutture viarie che richiedono o rendono opportuno il riposizionamento degli alloggiamenti destinati ai servizi di rete. Le autorità locali devono, attraverso il regolamento di utilizzo del sottosuolo stradale previsto dalla legge, di intraprendere iniziative per la realizzazione di cunicoli tecnologici. L Amministrazione comunale mette a disposizione, delle compagnie di distribuzione a rete dei servizi, gli spazi disponibili in tali strutture dietro pagamento di un giusto compenso che permette di rendere economico l investimento necessario. Il Comune nel tempo ha un introito per l affitto delle reti ai gestori. L attuale onere diventa un vantaggio per la pubblica amministrazione. Questo tipo di infrastrutture deve essere realizzate, nelle aree ad elevato indice di urbanizzazione, con tecnologie improntate alla mancata o contenuta effrazione della sede stradale e delle relative o annesse pertinenze quali gli scavi a fondo cieco o le tecniche No-Dig. Tali infrastrutture devono anche essere dimensionate in funzione delle esigenze di sviluppo riferibili a un orizzonte temporale almeno di medio periodo. Inoltre tali infrastrutture devono essere provviste di derivazioni o dispositivi funzionali alla realizzazione degli allacciamenti con gli immobili di pertinenza nel rispetto delle normative tecniche. Tipologia di infrastrutture Le infrastrutture si possono suddividere in due categorie: - i cunicoli tecnologici non praticabili - le gallerie tecnologiche. La galleria tecnologica è una struttura percorribile da uomini ed eventualmente da mezzi per un alloggiamento multiplo di servizi che risponda ai criteri di affidabilità e di resistenza rispetto a problemi di assestamento dei suoli e ai fenomeni sismici. Il cunicolo tecnologico è un'infrastruttura atta a contenere più servizi tecnologici, simile alla galleria ma con dimensioni minori. È una struttura dotata di chiusura mobile carrabile disposta sul piano di calpestio, facilmente ispezionabile ma non percorribile dagli operatori. Può essere realizzata con i medesimi materiali della galleria ma, ovviamente con costi economici nettamente inferiori a quelli delle gallerie tecnologiche. 27

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