UN PRECURSORE ITALIANO

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1 LEZIONE II: STORIA DEL DIRITTO INTERNAZIONALE UMANITARIO MODERNO PROF. CASTRENZE DI GANGI

2 Indice 1 SVILUPPO LA PRIMA CONVENZIONE DI GINEVRA UN PRECURSORE ITALIANO LE CONFERENZE INTERNAZIONALI DELLA PACE DEL 1899 E DEL PRIMA CONFERENZA DELL AJA LA SECONDA CONFERENZA DELLA PACE DELL AJA LA PRIMA GUERRA MONDIALE ED IL PRIMO DOPOGUERRA LA SECONDA GUERRA MONDIALE ED IL SECONDO DOPOGUERRA LA NASCITA DELLE NAZIONI UNITE E LE NUOVE UTOPIE di 14

3 1 Sviluppo Un notevole influsso allo sviluppo dei diritti umani ed in particolare del DIU (quindi per la parte attinente specificamente le situazioni di conflitti armati) è stato dato dalla nascita e lo sviluppo dell idea di Croce Rossa e del Movimento che ne conseguì. Tuttavia, è da rilevare che la Convenzione di Ginevra del 1864 sulla sorte dei feriti e malati nei campi di battaglia, non ha fatto altro che rafforzare e codificare le antiche leggi e consuetudini di guerra, esistenti in maniera frammentaria e sparsa, per la protezioni dei feriti e di coloro che si prendevano cura di loro. La Convenzione predetta, però, fu il primo documento internazionale in forma di trattato multilaterale. L idea portante fu quella di rendere neutrali, quindi sottoposti a protezione, tutti i combattenti resi inabili al combattimento, perchè feriti o malati, ed il personale che gli prestava soccorso. Due uomini hanno giocato un ruolo fondamentale per la nascita dell idea e per lo sviluppo delle trattative che portarono poi alla firma della Convenzione da parte dei primi stati aderenti. Questi furono Henry Dunant e Guillaume-Henry Dufour. Dunant si trovò, per curare degli affari privati, nel campo di Battaglia di Solferino durante la famosa battaglia del 24 giugno del Sensibilizzato dalla completa insufficienza dei servizi di soccorso per le decine di migliaia di feriti, si prodigò, assieme ai cittadini di Castiglione e Solferino, per organizzare un servizio di soccorso dei feriti e di assistenza ai malati. La cosa particolare fu che sia i cittadini che lui non ebbero il minimo scrupolo a soccorrere i feriti di entrambi gli schieramenti (francesi e italiani da un lato e austriaci e slavi dall altro), mettendo in primo piano l intento di alleviare le sofferenze senza distinzione di appartenenza. L atmosfera particolare che si creò, vedendo che veniva data massima importanza alla vita umana e che anche i soldati dei diversi schieramenti si aiutavano tra loro e giacevano gli uni accanto agli altri anche se prima erano nemici, colpì così tanto Dunant che trascrisse le sue toccanti sensazioni in un famoso libro Souvenir de Solferino (1862). Nel suo libro-diario si legge:...nell'ospedale e nelle Chiese di Castiglione sono stati depositati, fianco a fianco, uomini di ogni nazione. Francesi, Austriaci, Tedeschi e Slavi, provvisoriamente confusi nel fondo delle cappelle, non hanno la forza di muoversi nello stretto spazio che occupano. Giuramenti, bestemmie 3 di 14

4 che nessuna espressione può rendere. Risuonano sotto le volte dei santuari. Mi diceva qualcuno di questi infelici:- "Ci abbandonano, ci lasciano morire miseramente, eppure noi ci siamo battuti bene!". Malgrado le fatiche che hanno sopportato malgrado le notti insonni, essi non riposano e, nella loro sventura implorano il soccorso dei medici e si rotolano disperati nelle convulsioni che termineranno con il tetano e la morte... Il libro fece presto il giro di molte nazioni e venne tradotto in tante lingue e servì da apripista per quella che fu poi la strategia di divulgazione dell idea fondante: la neutralità dei feriti e la loro sorte nei campi di battaglia, l organizzazione dei soccorsi e la neutralità del personale di soccorso. Dunant, cittadino svizzero, subito dopo creò a Ginevra un Comitato Internazionale di Soccorso ai feriti, e vi fecero parte alcuni cittadini svizzeri, oltre Dufour anche l Avvocato Moynier, i medici Manoir ed Appia. Il loro obiettivo era di dar vita ad una organizzazione in grado di curare i malati e feriti in guerra. Si intendeva promuovere l istituzione di altri Comitati presso le altre nazioni, in grado di svolgere gli stessi compiti, tramite la stipula di accordi in tempo di pace con i rispettivi Governi. I governi avrebbero dovuto riconoscere tali comitati che avrebbero affiancato i servizi sanitari degli eserciti operanti in battaglia. Il principio di base era però l assoluta neutralità di tali enti che dovevano agire con l unico scopo di alleviare le sofferenze delle vittime di entrambi gli schieramenti in occasione dei conflitti armati. In loro aiuto intervenne il governo Federale Svizzero, che godeva dello stato di neutralità, il quale organizzò una conferenza diplomatica a cui parteciparono inizialmente 16 Stati europei La prima convenzione di Ginevra Il conflitto che scoppiò, nel febbraio 1864, tra la Prussia e la Danimarca, in occasione del quale agirono per la prima volta le nascenti Società Nazionali di soccorso, evidenziò le difficoltà frapposte dai governi al loro operare, ostacoli che potevano essere superati solo attraverso l'assunzione di un serio impegno da parte degli Stati circa la protezione da assicurare al personale ed alle strutture destinate alla cura dei feriti. 4 di 14

5 Il riconoscimento ufficiale dell'attività delle Società di soccorso doveva quindi avvenire mediante la conclusione di un trattato internazionale. Il governo svizzero offrì il proprio appoggio all'iniziativa convocando, l'8 agosto 1864, una Conferenza diplomatica alla quale parteciparono i rappresentanti di 16 governi, compresi gli Stati Uniti, unica Potenza non europea rappresentata. La Conferenza si concluse, il 22 agosto 1864, con l adozione della prima Convenzione di Ginevra per il miglioramento della sorte dei feriti in campagna. Il documento, composto da dieci articoli, garantiva neutralità e protezione alle ambulanze e agli ospedali militari, al personale delle equipes sanitarie e al materiale utilizzato. La protezione venne estesa anche alla popolazione civile che si adoperava per i soccorsi ai feriti. La croce rossa su sfondo bianco viene adottata quale simbolo di protezione e neutralità riconosciuto a livello internazionale. L emblema, privo di significato religioso, viene scelto invertendo i colori federali della bandiera svizzera, in omaggio al paese ospitante. Viene stabilita, inoltre, la regola fondamentale secondo la quale i militari feriti o malati saranno raccolti e curati, a qualunque nazione appartengano. La prima Convenzione di Ginevra del 1864, dettando norme atte, per quanto possibile, a rendere meno crudele la guerra e riconoscendo la dignità della persona umana e la neutralità del ferito di guerra, costituisce un passo decisivo nella storia del Diritto Internazionale Umanitario. Nel periodo successivo all adozione della Convenzione del 1864, e man mano che gli Stati ne ratificano il testo, vengono create numerose Società Nazionali della Croce Rossa, anche in Stati non appartenenti all area culturale europea. La collaborazione fra le diverse Società Nazionali venne agevolata dall organizzazione di Conferenze periodiche non istituzionalizzate alle quali prendono parte, insieme ai delegati delle Società Nazionali e del Comitato, i rappresentanti delle potenze parti alla Convenzione di Ginevra. Le dieci risoluzioni in essa contenute definiscono le funzioni ed i mezzi dei Comitati di soccorso e costituiscono l atto di nascita del Movimento di croce rossa. Come già detto, non consistette in una vera e propria creazione di uno strumento nuovo, in quanto già esistevano precedenti codificazioni ed accordi. Tuttavia le innovazioni furono molteplici. 5 di 14

6 Per primo creò e codificò uno strumento internazionale multilaterale (cui aderirono inizialmente 16 stati ma subito dopo anche altri) e divenne strumento permanente; non solo, quindi, una stipula di accordi occasionali. Inoltre, la convenzione gettò le basi del Diritto Internazionale Umanitario contemporaneo. Le principali caratteristiche di questo trattato furono: norme scritte permanenti, aventi un fine universale per la protezione delle vittime dei conflitti; natura multilaterale, aperto a tutti gli Stati; obbligo di estendere le cure a tutti i militari feriti e malati, senza alcuna discriminazione; rispetto del personale medico, del materiale e delle attrezzature sanitarie attraverso l uso dell emblema della Croce Rossa su fondo bianco. Il DIU, così come codificato attualmente, ebbe quindi origine con la Convenzione di Ginevra del 1864 e si è sviluppato insieme all evoluzione dei conflitti per far fronte, troppo spesso a posteriori, a sempre più pressanti istanze umanitarie, conseguenza dello sviluppo degli armamenti e dei nuovi tipi di conflitto. 6 di 14

7 2 Un precursore italiano L idea della neutralità del ferito e dell assistenza sanitaria senza discriminazioni di appartenenza, fondamenti delle Convenzioni di Ginevra, hanno anche una paternità italiana. Durante i moti di Messina del 1848, un medico chirurgo di Capua, Ferdinando Palasciano, giovane ufficiale dell'esercito borbonico, avvertì il dovere morale di prestare le sue cure anche ai feriti nemici nonostante l'ordine tassativo dato dal generale Filangieri di non curare i ribelli siciliani. Ciò gli valse la minaccia di essere passato per le armi ma, per intercessione di Re Ferdinando, suo amico e sostenitore, la condanna venne tramutata in un anno di carcere da scontare a Reggio Calabria. Anche durante la reclusione Palasciano continuò ad assistere i feriti napoletani che i battelli portavano da Messina. Dopo la scarcerazione si interessò ancora ai problemi di sanità militare, lottando con energia affinché venisse riconosciuta la neutralità dei feriti in guerra. Caduta la monarchia borbonica, Palasciano poté esporre liberamente le sue idee e, in occasione del Congresso Internazionale dell'accademia Pontaniana, svoltosi a Napoli nell'aprile del 1861, affermò: "Bisognerebbe che tutte le Potenze belligeranti, nella Dichiarazione di guerra, riconoscessero reciprocamente il principio di neutralità dei combattenti feriti per tutto il tempo della loro cura e che adottassero rispettivamente quello dell'aumento illimitato del personale sanitario durante tutto il tempo della guerra". Con questo discorso, che ebbe una vasta eco in tutta Europa e che, tre anni più tardi, sarà alla base della Convenzione di Ginevra, Palasciano proclamò, per la prima volta, uno e forse il più importante dei principi fondamentali della Croce Rossa. 7 di 14

8 3 Le conferenze internazionali della pace del 1899 e del 1907 Le norme introdotte in molti regolamenti nazionali, a seguito degli sviluppi in tema di Diritto in Guerra e Umanitario conseguente a clima di sensibilizzazione generale instauratosi nell ultima parte del XIX secolo, erano molto simili e ricalcavano in parte i contenuti del Codice Lieber. Ciò era un evidente segno che i tempi erano maturi per introdurre delle codificazioni che vincolassero le nazioni, se non nel mantenimento della pace, quantomeno nella condotta dei conflitti secondo regole condivise che regolassero la violenza bellica. Le precedenti acquisizioni in campo del diritto aprirono le porte alle firme e ratifiche di nuovi trattati. I più importanti furono le Convenzioni dell Aja del 1899 e del 1907 (rispettivamente 1 e 2 Conferenza Internazionale della Pace). Gli atti contenevano, tra gli altri documenti, due regolamenti molto simili riguardanti le leggi e gli usi della guerra terrestre (II Convenzione del 1899 IV Convenzione del 1907). 3.1 Prima conferenza dell Aja 1899 La Ia Conferenza della pace portava come risultati tre convenzioni e tre dichiarazioni degli Stati. la I Convenzione riguardava l impegno di regolare pacificamente le controversie internazionali. Presto fu evidente il fine utopico dell atto; la II Convenzione, recepita prontamente dall Italia nelle proprie regolamentazioni militari, riguardava i costumi e le leggi della guerra terrestre. Tale documento affondava la proprie radici nel Codice Lieber e in alcune delle conferenze, che non avevano avuto seguito precedentemente, tra le potenze europee; la III Convenzione, che non ebbe una applicazione immediata, costituì un tentativo di estendere alle guerre sul mare ed ai naufraghi le norme di protezione dei feriti, sancite dalla I Convenzione di Ginevra del Con prassi consuetudinaria, alcune potenze avevano già applicato in maniera pattizia, le regolamentazioni in occasione di conflitti quali quello francoprussiano del 1870 e quella ispano-americano del di 14

9 3.2 La seconda conferenza della pace dell Aja 1907 La tragedia di Tshushima, nel 1905, durante la guerra russo-giapponese, nella quale avvenne la distruzione della flotta russa, con migliaia di feriti e di naufraghi, mosse l opinione pubblica internazionale a vantaggio di una convenzione di protezione dei feriti e naufraghi sul mare. Mentre, però si era corso ad aggiornamenti, per adeguare alle nuove tecniche di guerra, della I Convenzione di Ginevra, dotandola di 33 articoli rispetto agli iniziali 10, per l estensione della protezione ai feriti e naufraghi sul mare si dovette attendere la X Convenzione dell Aja. Infatti in occasione della II Conferenza dell Aja furono firmate 13 convenzioni ed una dichiarazione che portarono ad una avanzamento della codificazione del Diritto Bellico. Le Convenzioni in particolare trattavano di diversi argomenti fra i quali: diritti e doveri delle Potenze e delle Persone Neutrali in caso di Guerra; divieto di bombardamento da parte delle forze navali e divieto di lancio di proiettili esplodenti dagli aerostati. 9 di 14

10 4 La prima guerra mondiale ed il primo dopoguerra La I Guerra Mondiale fu un duro risveglio dalle illusioni degli ultimi anni per due principali motivi: la disillusione della composizione pacifica dei conflitti. L essere stati dietro ad un tavolo ed aver firmato Convenzioni non servì affatto alle relazioni internazionali fra le potenze che ricorsero ancora alle armi per risolvere le diatribe; l estrema insussistenza delle codificazioni del diritto Bellico. Il veloce cambiamento dei metodi di guerra e degli armamenti, fanno subito rilevare l insufficienza delle regole sin lì convenute. Gli aerei, le mitragliatrici, i gas, i carri armati, i sottomarini. I problemi che durante il conflitto le potenze belligeranti dovettero affrontare furono enormi: il numero esagerato di feriti a causa dei nuovi armamenti, rese insufficiente il sistema dei servizi sanitari degli eserciti; la gestione dei prigionieri di guerra. Tenuto conto del grande numero di soldati che richiedevano i nuovi metodi di guerra, gli eserciti divennero di massa e di conseguenza anche i prigionieri lievitarono enormemente, senza che le potenze detentrici avessero capacità e strutture per dar loro un minimo di assistenza; i nuovi metodi di guerra (/aerei, sottomarini; armi a lunga gittata) non permettevano di circoscrivere l area delle operazioni belliche. Alla fine della guerra vi furono timidi passi per convenire nuove regole, ma pochi stati firmarono o ratificarono le convenzioni. Un notevole passo avanti Fu il Protocollo di Ginevra del giugno 1925, relativo alla proibizione di impiego in guerra di gas asfissianti, tossici o simili e di mezzi batteriologici. Questo documento ebbe un notevole sviluppo in quanto il successivo Conflitto mondiale non vede l utilizzo di tali armamenti. 10 di 14

11 LA TERZA CONVENZIONE DI GINEVRA 1929 Le Convenzioni internazionale diventano via via più perfette, non solo nella forma, ma soprattutto nella sostanza, ogni volta che vengono rielaborate. Così nel 1929 fu stipulata una Convenzione ad hoc relativa ai prigionieri di Guerra. Contemporaneamente si operò sulle precedenti Convenzioni di Ginevra (1 sui feriti e malati delle forze armate in campagna - 2 sui feriti, malati e naufraghi delle forze armate di mare) per un ampliamento, quindi una terza edizione, adeguando la protezione ai nuovi metodi di guerra. Per la prima volta invece si intervenne per migliorare le sorti dei prigionieri di guerra. 11 di 14

12 5 La Seconda Guerra Mondiale ed il secondo dopoguerra Anche in questa occasione non si previde che la guerra potesse espandersi ed essere devastante a causa dei nuovi mezzi e metodi di guerra. La codificazione dovette correre dietro e aggiornare le regole a posteriori. I fenomeni di maggior rilievo furono: enormi perdite di vite umane enormi sofferenze della popolazione civile, come mai si era verificato in precedenza. Era la conseguenza della guerra totale che, secondo gli strateghi, colpendo la popolazione civile avrebbe fiaccato il morale dei combattenti. Enormi furono i danni e le vittime dovute ai bombardamenti, soprattutto aerei, che divenne quindi obiettivi strategici per il raggiungimento della vittoria o pace, a seconda delle aspirazioni degli schieramenti. Inoltre notevole impatto sulla popolazione civile ebbe il passaggio della guerra. Il Campo dove si svolgevano le ostilità, anche terrestri, non erano più circoscritti e intere regioni venivano coinvolte in campagne militari direttamente. Le popolazioni convivevano le durezze della guerra e subivano la violenza bellica direttamente, quali obiettivi. Le persecuzioni razziali e la rappresaglia, causando privazioni e violenza efferata, ebbero un effetto pesante sulla popolazione civile, fino a pianificare il genocidio Enormi distruzioni e perdita di beni culturali ; Nuovi armamenti di distruzione di massa (bombe atomiche) Nuovi tipi di combattenti non previsti dai codici di guerra (partigiani, eserciti di liberazione) e quindi la mancanza di regole per tali nuovi costumi di guerra. 12 di 14

13 6 La nascita delle nazioni unite e le nuove utopie La nascita delle Nazioni Unite nel 1945, segna un po una concretizzazioni delle delle utopie frutto del momento di sensibilità derivante dalla fine delal Guerra. Tuttavia, come per molti esperimenti precedenti, continua a mancare quello che è lo strumento cardine del diritto internazionale: il potere ed uno strumento coercitivo che imponga l osservazione delle regole agli stati. Infatti gli Stati sono entità sovrane e si autodeterminano, non delegando alcun potere ad organismi esterni e sovraordinati. Tale situazione vanifica le speranze dei buoni propositi di quanti si adoperavano per creare uno strumento efficace alla composizione della conflittualità internazionale.. Mentre nel campo del progresso del diritto dei conflitti armati, invece, i passi avanti sono più concreti. La spinta viene dall aver assistito a degli orrori che stimolano accordi più rapidi ed incisivi. In tale campo possiamo annotare: Convenzione per la prevenzione e la repressione del delitto di genocidio (risoluzione Assemb. Gen. Nazioni Unite, New York 1948 La IV Convenzione di Ginevra relativa alla protezione della popolazione civile, per il riconoscimento dello status di combattente legittimo, e che quindi hanno diritto al trattamento di prigionieri di guerra, i membri dei movimenti di liberazione. Inoltre furono ampliate e aggiornate le tre precedenti Convenzioni di Ginevra del / La Convenzione dell Aja per la Protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato del 1954, con annesso; I due Protocolli aggiuntivi alle 4 Convenzioni di Ginevra. Sono relativi a: Il protocollo relativo alla protezione delle vittime dei conflitti armati internazionali. In riferimento al tipo di protezione aggiunge poco alle Convenzioni di Ginevra mentre estende la codificazione circa le leggi e gli usi di guerra. In particolare estende l applicazione delle Convenzioni ai conflitti armati nei quali i popoli lottano contro la dominazione coloniale e l occupazione straniera e contro i regimi razzisti, nell esercizio del diritto dei popoli di disporre di se stessi, consacrato nella Carta delle Nazioni Unite. 13 di 14

14 II Protocollo, relativo alla protezione delle vittime dei conflitti armati che si svolgono all interno di uno stato. Per esempio tra le forze armate e le forze armate dissidenti o gruppi armati organizzati, che sotto la condotta di un comando responsabile, esercitano, su una parte del suo territorio un controllo tale da permettere loro di condurre operazioni militari prolungate, concentrate Convenzione sul divieto o sulla restrizione dell impiego di alcune armi convenzionali che possono causare danno eccessivo o avere effetti indiscriminati. Comprende: Protocollo I relativo alle schegge non localizzabili Protocollo II sul divieto o sulla limitazione dell impiego di mine, trappole e altri dispositivi Protocollo III sul divieto o sulla limitazione dell impiego di armi incendiarie 1993 Convenzione sul divieto della messa a punto, produzione, stoccaggio e uso di armi chimiche e sulla loro distruzione 1995 Protocollo sull uso di armi laser accecanti (IV Protocollo alla Convenzione del 1980) 1996 revisione del Protocollo sul divieto o sulla restrizione dell impiego di mine,trappole esplosive e altri dispositivi (emendamento al II Protocollo Convenzione del 1980) 1997 Convenzione (sulla dichiarazione di Ottawa) sul divieto d impiego, stoccaggio, produzione e trasferimento di mine antipersona e sulla loro distruzione 1998 Statuto della Corte Penale Internazionale per la repressione dei crimini di guerra 1999 II Protocollo aggiuntivo alla Convenzione dell Aja per la protezione rafforzata dei Beni Culturali (1954) 2005 III Protocollo aggiuntivo alle Convenzioni di Ginevra del 1949 relativo all adozione di un emblema distintivo addizionale. 14 di 14

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