METODOLOGIE DI TRATTAMENTO DEI RIFIUTI RADIOATTIVI

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "METODOLOGIE DI TRATTAMENTO DEI RIFIUTI RADIOATTIVI"

Transcript

1 27/DIPIA/2004 METODOLOGIE DI TRATTAMENTO DEI RIFIUTI RADIOATTIVI Autore/i: D. AQUARO M. DI PRINZIO N. ZACCARI Affiliazione/i: Dipartimento di Ingegneria Meccanica Nucleare e della Produzione Università di Pisa Ricerca finanziata da: Dipartimento Insediamenti Produttivi ed Interazione con l Ambiente 28/02/2007

2

3 Dipartimento di Ingegneria Meccanica, Nucleare e della Produzione Università di Pisa METODOLOGIE DI TRATTAMENTO DEI RIFIUTI RADIOATTIVI D. Aquaro M. Di Prinzio N. Zaccari Lavoro eseguito nell ambito di una convenzione tra ISPESL e l Università di Pisa Pisa 2006

4

5 3 Sommario La presente relazione illustra le problematiche connesse alla gestione e smaltimento dei rifiuti radioattivi. Sono esaminate le raccomandazioni internazionali e le norme italiane che regolano le attività connesse ai rifiuti radioattivi. Dopo l illustrazione delle diverse categorie di rifiuti radioattivi, è descritta la situazione italiana con particolare riferimento alla quantità di rifiuti e alla loro collocazione. Sono analizzate in dettaglio le tecnologie di condizionamento e smaltimento di rifiuti di bassa ed intermedia attività e quelle per i rifiuti di elevato livello di attività. Dato che le problematiche che inquietano l opinione pubblica sono quelle relative alle scorie nucleari aventi elevata vita media, un analisi dettagliata è stata rivolta sia alle attuali strategie di gestione e smaltimento delle scorie nucleari provenienti dall utilizzo dell energia nucleare sia alle tecniche innovative studiate nelle varie parti del mondo. In particolare sono illustrate le tecniche innovative per lo smaltimento degli attinidi basate essenzialmente sulla trasmutazione nucleare, eseguita in impianti appositamente progettati o con i reattori nucleari della quarta generazione. Fra i vari reattori che si intendono realizzare per la trasmutazione degli attinidi vi è l ADS (Accelerator Driven Systems). Tale tecnologia si basa sull utilizzo di reattori sottocritici abbinati ad acceleratori in grado di sostenere la reazione a catena grazie ad una sorgente esterna di neutroni. La relazione descrive i risultati di uno studio effettuato presso l Università di Pisa e a MOL (Belgio) relativa alla strategia denominata Partitioning and Trasmutation i cui obiettivi sono quello di riprocessare il combustibile proveniente dai reattori esistenti per la separazione di plutonio e degli attinidi minori e di incenerire tali elementi a lun-

6 4 ga vita trasmutandoli in altri a più breve vita. È valutata l efficienza di trasmutazione degli attinidi minori. Destinare tutto il combustibile nucleare al deposito geologico profondo prevede tempi maggiori di anni per il raggiungimento del safe storage (Tempo dopo il quale i rifiuti radioattivi raggiungono un livello di riferimento corrispondente alla radioattività dell Uranio naturale); separare solo il plutonio dal resto del combustibile porta, per valori di efficienza del partitioning del 99.9%, a tempi dell ordine di anni. Se si aggiunge, poi, la trasmutazione degli attinidi minori, nettunio, americio e curio, considerando una resa del 99.9% (sufficientemente elevata per lo stato attuale della tecnologia del processo di trasmutazione), il tempo per il raggiungimento del safe storage è di 300 anni. Teoricamente è pertanto risolvibile il problema delle scorie a lunga vita. Nella relazione sono esaminate brevemente le diverse strategie assunte dai Paesi che utilizzano l energia nucleare. La relazione descrive le problematiche relative ai NORM, ( Naturally Occurring Radioactive Materials ossia ai materiali che contengono radionuclidi naturali in concentrazioni superiori alla media della crosta terrestre) ed ai TENORM ( Technological Enhanced Naturally Occurring Radioactive Materials, ossia i materiali che, a causa di attività umane, presentano una concentrazione di radioattività diversa dalla distribuzione originaria), ed è esaminato il rischio radiologico relativo a NORM e TENORM. L uso dei radioisotopi in medicina ha creato la branca della cosiddetta medicina nucleare e ha imposto la necessità dello stoccaggio e smaltimento dei rifiuti ospedalieri. La relazione illustra le norme e le pratiche messe in atto nella gestione di tali rifiuti. La relazione esamina, infine, i criteri per dispensare, in parte o del tutto, le attività di smaltimento dei rifiuti radioattivi dal controllo e dalla gestione normalmente prevista. Tale aspetto risulta importante sia dal punto di vista della riduzione dei costi delle attività stesse, sia allo scopo di semplificare le procedure di gestione dei rifiuti. Tale

7 possibilità è prevista dagli standard emanati dall IAEA qualora l esposizione derivante dallo smaltimento non controllato, non costituisca un rischio apprezzabile per il pubblico o quando il controllo della radioattività rilasciata esuli dall ambito delle attività controllate. Il principale obiettivo, che il ricorso alla clearance e l esenzione dal rilascio controllato consentono di perseguire, è quello di minimizzare la quantità di materiale radioattivo che richiede stoccaggio a lungo termine prima di essere smaltito in modo convenzionale. 5

8 6

9 Indice 1 Classificazione dei rifiuti Norme nazionali ed internazionali Normativa internazionale Normativa Italiana Situazione Italiana relativa alla quantità e alla localizzazione dei rifiuti radioattivi Rifiuti di I e II categoria Trattamento dei rifiuti liquidi Rifiuti liquidi organici radioattivi Trattamento dei rifiuti solidi Trattamento di Compattazione Smaltimento dei rifiuti Rifiuti di III Categoria Trattamento dei rifiuti Caratteristiche di Pu, Th e Am Trattamento e riciclo del fissile Strategie di gestione delle scorie adottate dai principali Paesi produttori di energia nucleare Trattamento degli HLW Riciclo del materiale fissile

10 8 INDICE Riprocessamento del Combustibile nucleare irraggiato Smaltimento diretto del combustibile nucleare Stoccaggio del combustibile irraggiato Smaltimento in depositi geologici Soluzioni avanzate per gli HLW Trasmutazione Trasmutatori Nucleari Cicli convenzionali del combustibile fissile Cicli con combustibile fertile-fissile Th-232 ed U Trasmutazione mediante Accelerator Driven Systems (ADS) Reattori PWR con combustibile MOX Reattori nucleari innovativi NORM e TENORM Introduzione Minerali Fosfatici Le sabbie zirconifere Carbone per la produzione di eletricità Sorgenti Orfane Radioisotopi in medicina Sorgenti in ambiente ospedaliero Rifiuti radioattivi ospedalieri Smaltimento dei rifiuti ospedalieri Contenitori per rifiuti Ospedalieri Il Radon Caratteristiche del Radon ed effetti sanitari Normativa sul Radon Le azioni di rimedio

11 INDICE 9 6 L esenzione e la Clearance Introduzione Esclusione, esenzione e clearance Esclusione Esenzione Clearance Valori limite Valori limite per radionuclidi di origine naturale Valori limite per radionuclidi di origine artificiale La normativa americana Il clearance come approccio innovativo Conclusioni 183 Bibliografia 187 A Appendice 195 A.1 Definizione di dose A.2 Estrazione con solvente A.2.1 Processo Purex A.3 Radionuclidi nel suolo A.4 Principali conformazioni rocciose A.5 Matrici per rifiuti radioattivi A.5.1 Matrici di ritenzione dei rifiuti A.5.2 Matrici amorfe A.5.3 Matrici ceramiche A.5.4 Confronto fra matrici A.5.5 Stabilità a lungo termine ed analogia naturale. 213 A.5.6 Comportamento a lungo termine A.6 Limiti esenzione e clearance

12 10 INDICE

13 Capitolo 1 Classificazione dei rifiuti radioattivi e situazione Italiana 1.1 Norme nazionali ed internazionali di riferimento per i rifiuti radioattivi Normativa internazionale I rifiuti radioattivi sono materiali di scarto che contengono o sono contaminati da radionuclidi la cui concentrazione o attività è maggiore di un valore minimo definito dalle norme dei vari Stati. La pericolosità dei rifiuti radioattivi dipende dalla natura dei radionuclidi. Infatti, a parità di concentrazione, differenti radionuclidi hanno differenti livelli di pericolosità. In alcuni casi l elevato livello di radiazioni emesse richiede oltre all immobilizzazione fisica, per non disperderlo nell ambiente, anche la presenza di opportune schermature. I rifiuti radioattivi vengono prodotti dagli impianti nucleari, dall uso di sostanze

14 12 Classificazione dei rifiuti radioattive in campo medico ed industriale, da applicazioni militari. Una parte considerevole di rifiuti radioattivi presenti nel mondo è prodotta dall esercizio delle centrali nucleari di potenza per la produzione di energia elettrica. I rifiuti radioattivi, così come tutte le attività dell industria nucleare, sono regolate da leggi e norme emesse da organismi nazionali ed internazionali. I principali e più influenti organi di regolamentazione internazionali sono: ICRP : International Commission on Radiological Protection [1],[2]; IAEA : International Atomic Energy Agency [3]-[5]. Le norme e/o raccomandazioni emesse da queste Organizzazioni possono essere recepite dai vari Stati ed assumono forza di legge. La filosofia su cui si basano le norme è quella di minimizzare il più possibile i rischi connessi con l uso di materiali radioattivi o connessi all esposizione alle radiazioni, tenendo anche conto dei vantaggi che derivano alla società. Tutte le norme tendono a minimizzare la dose alla popolazione sulla base dei seguenti principi [1]: Giustificazione: le attività che comportano un rischio da esposizione radiologica devono avere più vantaggi che svantaggi. Ottimizzazione: le dosi derivanti da attività che fanno uso di radiazioni devono essere ridotte ai più piccoli valori che sono ragionevolmente raggiungibili (principio dell ALARA : As Low As Reasonably Achievable). Limite di dose e di rischio: l esposizione a tutte le sorgenti suscettibili di essere controllate devono essere regolate sulla base di limiti di dose e deve essere esaminato il rischio connesso a potenziali esposizioni.

15 1.1 Norme nazionali ed internazionali 13 I rifiuti radioattivi sono classificati in base alla attività e al tempo di dimezzamento. Dal punto di vista del tempo di dimezzamento i radionuclidi sono suddivisi in due classi: a breve vita (short lived) o a lunga vita (long lived). L IAEA classifica i rifiuti radioattivi nel seguente modo [6]: rifiuti a bassa attività (LLW, Low level waste): la loro radioattività è al di sopra dei limiti che permetterebbero il loro smaltimento come rifiuti convenzionali. Non richiedono schermature per la manipolazione nè particolari contenitori di stoccaggio (La normativa UK considera LLW i rifiuti la cui attività non superi 4 GBq/t per decadimento α o 12G Bq/t per decadimento β e γ. Mentre classifica come rifiuti a estremamente bassa attività (VLLW, very low level waste) quelli che possono essere accettati nelle normali discariche come rifiuti convenzionali purché 0.1 m 3 di materiale contenga una attivita inferiore a 400 kbq dovuta a radiazioni β e γ o un singolo collo contenga una attività inferiore a 40 kbq); rifiuti ad attività intermedia (ILW, Intermediate level waste): il livello di radioattività supera il limite stabilito per le scorie di basso livello e richiede schermatura nelle manipolazioni o adeguato contenitore di stoccaggio. Per questi rifiuti non è necessario prendere in considerazione il calore di decadimento nella progettazione delle strutture di contenimento e di smaltimento; rifiuti ad alta attivita ( HLW,High Level Waste): l elevato livello di radioattività richiede protezione del personale, schermatura, remotizzazione delle operazioni e analisi degli effetti della generazione di energia dovuta alle radiazioni. Infatti la temperatura di questo tipo di scorie può aumentare considerevolmente ed è necessario tenerne conto nel progetto delle strutture di stoccaggio e smaltimento. Rifiuti di questo tipo sono i prodotti derivanti dal

16 14 Classificazione dei rifiuti riprocessamento di combustibile nucleare irraggiato o gli stessi elementi di combustibile irraggiato. Come accennato i rifiuti radioattivi si dividono anche a secondo del tempo di dimezzamento dei radionuclidi in rifiuti a corta vita ed a lunga vita. Se il loro tempo di dimezzamento non è superiore a quello del 137 Cs (30.2 anni) sono denominati a breve vita (short lived), mentre quelli con tempi di dimezzamento maggiore sono denominati a lunga vita (long lived waste) [1]. Per gli short lived waste la concentrazione di radionuclidi in un singolo collo (package) e limitata a 4000 Bq/g. (le concentrazioni medie di un insieme di colli non può superare i 400 Bq/g). Rifiuti LLW e ILW short lived possono essere stoccati in depositi superficiali, mentre quelli long lived richiedono depositi nel profondo sottosuolo. Fra i radionuclidi a basso tempo di dimezzamento troviamo: 3 H, 90 Sr, 60 Co, 63 Ni, 106 Ru, 137 Cs, 134 Cs, 144 Ce, 147 Pm, 151 Sm e 154 Eu. La maggior parte dei radionuclidi short-lived sono formati dalla fissione nel combustibile nucleare o per cattura neutronica ( come il 60 Co ed il 63 Ni). Il trizio ( 3 H, isotopo radioattivo dell idrogeno) è prodotto in piccole quantità dall interazione dei raggi cosmici con i gas presenti nell atmosfera. La quantità stazionaria di trizio naturale è 7.3 Kg. Circa 5 volte questa quantità (36 Kg) è stata prodotta dai test nucleari eseguiti nell atmosfera. Il trizio si combina con l ossigeno per formare acqua che cade sulla terra con la pioggia entrando nel ciclo naturale. Il trizio viene prodotto principalmente nei reattori nucleari ad acqua leggera. Un reattore nucleare commerciale produce circa Ci (2g) di trizio per anno. Il trizio ha una vita media di 12.3 anni e decade in 3 He con emissione di particelle α di 19 KeV. Ha una elevata mobilità in tutte le matrici ambientali, se inalato in 1-2 ore si distribuisce in tutto il corpo e viene espulso dopo circa 10 ore. Una piccola frazione di trizio

17 1.1 Norme nazionali ed internazionali 15 rimane incorporata nelle molecole organiche. Essendo un emettitore α è ritenuto pericoloso solo per ingestione. Il 60 Co viene prodotto nei materiali strutturali (acciai e sue leghe) dei reattori nucleari per attivazione neutronica del 59 Co, unico isotopo stabile del cobalto. Ci sono nove principali isotopi radioattivi del cobalto, ma solo il 57 Co e 60 Co hanno tempi di dimezzamento maggiori di 80 giorni. Il 60 Co ha un tempo di dimezzamento di 5.27 anni e decade emettendo due gamma di energia 1.17 e 1.33 MeV. Ciò lo rende pericoloso per esposizione esterna. Viene utilizzato sia in campo medico che industriale. Nell industria viene utilizzato per misure di spessori, densità e radiografie di grossi spessori di acciaio o cordoni di saldature. Il Cesio naturale è il 133 Cs non radioattivo. Ci sono 11 principali isotopi radioattivi del cesio, ma solo 134 Cs, 135 Cs e 137 Cs hanno relativamente lunghi tempi di dimezzamento. Sono emettitori beta ed i loro tempi di dimezzamento variano da 2 anni a 3 milioni di anni. Gli altri isotopi radioattivi hanno tempi di dimezzamento inferiori a 2 settimane. 134 Cs, 135 Cs e 137 Cs sono prodotti della fissione nucleare. Il 137 Cs è prodotto in relativamente grande quantità (6.2%) ha un tempo di dimezzamento di anni ed è emettitore β di alta energia (94.6% a 512 Kev e 5.4% a Mev). Nell 85% dei decadimenti viene emesso un gamma da MeV. Per la sua lunga vita media è molto usato in ambito medico ed industriale. In genere viene usato per la sterilizzazione di supporti medici, cartoni per alimenti e cibi. È un metallo alcalino ed è un dei radionuclidi meno mobili nell ambiente. L assorbimento nell uomo avviene tramite il tratto intestinale. Il Cesio ha le stesse proprietà chimiche del potassio essendo entrambi metalli alcalini. I problemi con il cesio sono dovuti al suo effetto sul livello di potassio e all irraggiamento ai vari tessuti del corpo. Il cesio ingerito è assorbito dal sangue attraverso l intestino e tende a concentrarsi nei muscoli. Il 10% è espulso dal corpo con un tempo di dimezzamento biologico di 2 giorni mentre il resto viene eliminato in 110 giorni.

18 16 Classificazione dei rifiuti Normativa Italiana In Italia tutte le attività che prevedono l impiego, la manipolazione, la detenzione di sostanze radioattive e anche la gestione dei rifiuti radioattivi è regolata dal Decreto Legislativo 230/95 [7]. Il Capo VI del Decreto Legislativo 230/95 è specificamente dedicato alla gestione dei rifiuti radioattivi mentre il Capo VII regola le fasi della gestione che si svolgono negli impianti indicati nel Capo VII stesso. In attuazione della Direttiva EURATOM 96/29, il Decreto Legislativo 230/95 è stato integrato e modificato dal Decreto Legislativo 241 del La classificazione dei rifiuti è contenuta nella Guida Tecnica No.26 emanata dall ENEA-DISP attuale APAT (Agenzia Protezione dell Ambiente e per i servizi Tecnici) [8]. I rifiuti radioattivi sono classificati in tre categorie che tengono conto delle caratteristiche e delle concentrazioni dei radioisotopi in essi contenuti. A ciascuna categoria corrisponde una diversa modalità di gestione e diversa soluzione di smaltimento. Prima categoria : Sono classificati in prima categoria i rifiuti radioattivi che richiedono tempi dell ordine di mesi, sino ad un tempo massimo di alcuni anni, per decadere a livelli di radioattività per i quali non si applicano le disposizioni del Decreto Legislativo 230/95, potendo essere gestiti dopo tale periodo come rifiuti convenzionali. Questi rifiuti hanno origine essenzialmente dagli impieghi medici e di ricerca scientifica, dove i radionuclidi utilizzati sono caratterizzati da tempi di dimezzamento relativamente brevi (inferiori ad 1 anno) e, nella maggior parte dei casi, inferiori ai 2 mesi. Seconda categoria : Sono classificati in seconda categoria i rifiuti che richiedono tempi variabili da qualche decina fino ad alcune centinaia di anni per raggiungere concentrazioni di radioattività dell ordine di alcune centinaia di Bq/g (una decina di nci/g) nonché quei rifiuti

19 1.1 Norme nazionali ed internazionali 17 contenenti radionuclidi a vita molto lunga purché in concentrazioni di tale ordine. In questa categoria rientrano in gran parte i rifiuti provenienti da particolari cicli di produzione degli impianti nucleari e soprattutto dalle centrali elettronucleari di potenza nonché da alcuni particolari impieghi medici, industriali e di ricerca scientifica. Vi rientrano, inoltre, anche alcune parti e componenti di impianto derivanti dalle operazioni di decommissioning degli impianti nucleari. Terza categoria : Sono classificati in terza categoria tutti i rifiuti che non appartengono alle categorie precedenti. A questa categoria appartengono in particolare i rifiuti radioattivi che richiedono tempi dell ordine di migliaia di anni ed oltre per raggiungere concentrazioni di radioattività dell ordine di alcune centinaia di Bq/g (una decina di nci/g). In tale categoria rientrano in particolare: - i rifiuti liquidi ad elevata attività specifica derivanti dal primo ciclo di estrazione degli impianti di riprocessamento (o liquidi equivalenti) ed i solidi in cui questi liquidi possono essere convertiti; - i rifiuti contenenti emettitori di raggi alfa e neutroni provenienti essenzialmente dai laboratori di ricerca scientifica, da usi medici ed industriali, dagli impianti di fabbricazione degli elementi di combustibile ad ossido misto e dagli impianti di riprocessamento. Nella tabella 1.1 è stabilita una corrispondenza fra le categorie della Guida Tecnica n.26 e la classificazione dei rifiuti secondo la IAEA Situazione Italiana relativa alla quantità e alla localizzazione dei rifiuti radioattivi I rifiuti radioattivi prodotti in Italia sono legati principalmente all impiego pacifico dell energia nucleare, alle attività industriali, alla

20 18 Classificazione dei rifiuti Categorie Caratteristiche Confronto con GT-26 VLLW Rifiuti che decadono in pochi mesi I (massimo alcuni anni) a livelli inferiori ai limiti stabiliti per il rilascio incondizionato LILW- SL LILW- LL HLW Rifiuti a bassa e media attività con limitato contenuto di radionuclidi α-emittenti Rifiuti a bassa e media attività che eccedono il limite di 4000 Bq/g per α-emittenti Rifiuti che eccedono il limite di 4000 Bq/ per α-emittenti e presentano una significativa produzione di calore (> 100W/m 3 ) II Tipo di gestione Suggerito Stoccaggio temporaneo e smaltimento come rifiuti convenzionali Condizionamento e smaltimento in un sito ingegneristico in superficie III Condizionamento in matrice cementizia e smaltimento in depositi di media profondità (>100 m) III Condizionamento in matrice vetrosa e smaltimento in formazione geologica profonda ( m) dopo un periodo di stoccaggio di anni in adeguate strutture ingegneristiche Tabella 1.1: Confronto fra le categorie della Guida Tecnica No.26 e la classificazione IAEA [12] ricerca e alle terapie mediche. I rifiuti radioattivi si presentano sotto varie forme chimico-fisiche ed il loro contenuto di attività può variare entro valori molto estesi. Una quota significativa dei rifiuti radioattivi presenti nel nostro paese è conservata presso gli impianti che li hanno generati, la parte restante è stoccata presso vari centri di deposito temporaneo a ciò autorizzati (tabella 1.2, i dati si riferiscono al periodo ). La tabella 1.3 riporta la percentuale dei rifiuti di II e III categoria attualmente presenti in Italia. La tabella 1.4 illustra l origine dei rifiuti radioattivi attualmente presenti in Italia. Nella tabella 1.5 è indicata la situazione relativa al combustibile irraggiato con indicazione della soluzione provvisoria in vista dello stoccaggio centralizzato. Nella figura 1.1 è illustrata la collocazione dei centri in cui sono dislocati e/o prodotti i rifiuti radioattivi, mentre nella tabella 1.6 è indicata la ripartizione per regioni dei rifiuti presenti in Italia.

21 1.1 Norme nazionali ed internazionali 19 IMPIANTI E CENTRI DI STOCCAGGIO RIFIUTI RADIOATTIVI SORGENTI DISMESSE Attività TBq Volume in m 3 Attività in TBq CAORSO ,4 TRINO V ,7 LATINA ,3 GARIGLIANO ,3 EUREX ,8 0,12 ITREC ,8 0,04 IPU 66 53,7 OPEC 7 0 1,89 NUCLECO ,7 696,35 AVOGADRO 34 0,07 FN 272 0,03 CCR ISPRA ,1 107 Cemerad ,2 PROTEX ,17 73 SORIN ,77 4,9 Altri Operatori ,8 420,2 TOTALE ,8 1303,5 in Tabella 1.2: Rifiuti radioattivi per centri di immagazzinamento temporaneo [12] Categoria Descrizione % in volume % in attività I Rifiuti a bassa e media attività con limitato contenuto di radionuclidi a lunga vita II Rifiuti a più elevata attività e/o 4 90 con più elevato contenuto di radionuclidi a lunga vita Tabella 1.3: Rifiuti radioattivi presenti in Italia per categoria [12]

22 20 Classificazione dei rifiuti FONTE DI PRODUZIO- NE % IN VOLU- ME % IN ATTI- VITÀ Elettrica Ricerca Ciclo del Combustibile Smantellamento Appl. Medico Industriali Tabella 1.4: Rifiuti radioattivi presenti in Italia per fonte di produzione [12] Centri ENEA Saluggia (EUREX) Saluggia (EUREX) Trisaia (ITREC) Casaccia (OPEC-1) Tipo Quantità No. Elementcaggio Durata stoc- Soluzione (thm) (anni) prevista Trino Stoccaggio a secco Garigliano Stoccaggio a secco Elk River Stoccaggio a secco Varia natura NA Ritrattamento (UKAEA) Centrali Attuale Quantità No. Elementcaggio Sito di stoc- Soluzione SOGIN Collocazionvisorio (thm) prov- prevista Caorso Caorso Caorso Stoccaggio a secco Trino Trino Trino Stoccaggio a secco Trino Avogadro Trino Stoccaggio a secco Garigliano Avogadro Trino Stoccaggio a secco Garigliano Avogadro Nessuno Ritrattamento (BNFL) Superphoenix Superphoenix Superphoenix Stoccaggio a secco Tabella 1.5: Combustibile irraggiato [12]

23 1.1 Norme nazionali ed internazionali 21 RIFIUTI RADIOATTIVI SORGENTI COMB. IRRAG- GIATO Attività GBq TOTALE REGIONE Attività GBq Volume m 3 Attività GBq Attività TBq Attività TBq Piemonte 5.80E E E E E+05 Lombardia 6.92E E E E+05 3,87E+03 Emilia 4.55E E E+06 7,83E E+06 Romagna Lazio 8.17E E E E E+05 Campania 5.52E Toscana 1.45E E E E E+02 Basilicata 5.92E E E+03 5,92E+05 5,17E+03 Molise 4.60E E E-01 Puglia 2.38E E E E-01 Sicilia 0.01E E E-02 TOTALI 7.11E E E E E+06 Tabella 1.6: Rifiuti radioattivi, sorgenti e combustibile irraggiato localizzati nelle varie regioni [12]

24 22 Classificazione dei rifiuti Figura 1.1: Dislocazione dei rifiuti radioattivi in Italia [12]

25 Capitolo 2 Rifiuti di I e II categoria Di seguito verranno illustrati i trattamenti e il relativo condizionamento dei rifiuti a bassa e media attività. I trattamenti differiscono a seconda che i rifiuti siano liquidi o solidi. In genere, i rifiuti liquidi vengono trattati in modo tale da trasformare la parte radioattiva in un rifiuto solido [13]-[15]. 2.1 Trattamento dei rifiuti liquidi di I e II categoria I trattamenti dei rifiuti liquidi di I e II categoria sono simili ai trattamenti classici utilizzati, per esempio, nella potabilizzazione delle acque. L obiettivo dei trattamenti è quello di concentrare i rifiuti radioattivi in un volume solido il più piccolo possibile. Questo rifiuto solido viene trattato come rifiuto solido radioattivo mentre la parte liquida decontaminata viene smaltita in maniera convenzionale. I trattamenti possono essere fisici o chimici. Fra i trattamenti fisici, che in genere sono complementari a quelli chimici, annoveriamo:

26 24 Rifiuti di I e II categoria La sedimentazione: è una tecnica che utilizza il fenomeno fisico di alcune sostanze che sono immiscibili nel liquido e quindi decantano. In genere si attua lasciando la miscela liquida per molto tempo in contenitori appositi e, alla fine del processo di decantazione, la parte liquida viene asportata con una pompa. Molte volte il processo viene effettuato in presenza di un altro processo fisico la flocculazione che permette una precipitazione del soluto reagendo con esso. La filtrazione: la filtrazione consiste nel far passare forzatamente la miscela (rifiuto+solvente liquido) attraverso un mezzo poroso che ritiene al suo interno le particelle di soluto (rifiuto) e lascia passare solamente la parte liquida. I filtri possono essere di vario genere a sabbia, a cartuccia con carboni attivi ed elettromagnetici. Nei filtri elettromagnetici, oltre all elemento poroso (filtro) che effettua una filtrazione meccanica vi sono anche delle spire metalliche che attraverso un campo magnetico attirano le particelle ferromagnetiche presenti nel soluto (ad esempio, tali filtri sono utilizzati per lo spurgo dei generatori di vapore in cui sono presenti prodotti di corrosione). La centrifugazione: Questa tecnica sfrutta la differenza di densità fra soluto e solvente per separare, tramite la forza centrifuga che si viene a creare in tali centrifughe, le due fasi della miscela. L evaporazione o distillazione: essa consiste nel portare la miscela ad ebollizione e recuperare il soluto in forma solida. Vi sono varie tecniche di evaporazione: a circolazione forzata a termosifone, a compressione di vapore. La Figura 2.1 illustra lo schema di un evaporatore a circolazione forzata per il trattamento di rifiuti liquidi. Alcuni dei trattamenti chimici utilizzati sono:

27 2.1 Trattamento dei rifiuti liquidi 25 La co-precipitazione: nella maggior parte dei rifiuti radioattivi, i radionuclidi sono presenti solamente in tracce e quindi, la precipitazione diretta è molto spesso impossibile. Allora si procede addizionando alla miscela un elemento della stessa famiglia del radionuclide. In questo modo la precipitazione può avvenire o modificando il ph della soluzione o addizionando un anione o catione insolubilizzante. La flocculazione: Tale tecnica consiste nel neutralizzare il potenziale elettrocinetico delle particelle (potenziale Zeta) che porta le particelle di soluto a coalescere. Questa reazione è ottenuta con formazione di idrossidi (di ferro o alluminio) o per addizione di polielettroliti organici, che nello stesso tempo, creano dei reticoli su cui si aggregano le particelle. Dopodiché il tutto viene filtrato o centrifugato. Figura 2.1: Evaporatore a circolazione forzata per il trattamento di rifiuti liquidi [13]

28 26 Rifiuti di I e II categoria Rifiuti liquidi organici radioattivi Per i liquidi organici radioattivi va tenuto conto non solo della loro radioattività ma anche della loro compatibilità chimica con il mondo organico ambientale. Il concetto di diluisci e disperdi per questi liquidi non è sempre attuabile. Gli obbiettivi che si prefiggono i trattamenti dei liquidi organici sono: Conversione in una forma solida; Conversione a una forma organica facilmente condizionabile; Riduzione del volume; Decontaminazione per riutilizzo; Conversione in una forma organica compatibile con la cementazione; I metodi usati nel trattamento dei rifiuti organici sono: Incenerimento; Processo di emulsione per facilitare l incapsulamento nel cemento; Assorbimento in matrici; Distillazione; Ossidazione; L incenerimento è una tecnica molto attraente per i fluidi organici in quanto essi sono anche dei buoni combustibili e la riduzione di volume dei rifiuti è elevata. Naturalmente ciò non è esente da problemi,

L inventario dei rifiuti radioattivi di II categoria presenti sul territorio nazionale e da conferire al deposito definitivo comprende:

L inventario dei rifiuti radioattivi di II categoria presenti sul territorio nazionale e da conferire al deposito definitivo comprende: Pag. 36 di 114 6 INVENTARIO DI II CATEGORIA 6.1 Premessa La Guida Tecnica n. 26 definisce come rifiuti di II categoria i rifiuti a bassa e media attività che contengono essenzialmente radionuclidi con

Dettagli

Sicurezza degli impianti e gestione dei rifiuti radioattivi

Sicurezza degli impianti e gestione dei rifiuti radioattivi Sicurezza degli impianti e gestione dei rifiuti radioattivi di Giancarlo Bolognini* In tutto il mondo sono state a oggi costruite e messe in funzione oltre 500 centrali nucleari; la maggior parte di esse

Dettagli

ATTIVITÀ NUCLECO PER LA GESTIONE DEI RIFIUTI RADIOATTIVI

ATTIVITÀ NUCLECO PER LA GESTIONE DEI RIFIUTI RADIOATTIVI ATTIVITÀ NUCLECO PER LA GESTIONE DEI RIFIUTI RADIOATTIVI La storia ed il territorio 1981 Costituzione della Nucleco come società per la gestione dei rifiuti radioattivi e nei servizi radiologici 1985 Incarico

Dettagli

RADIAZIONI IONIZZANTI: origine, prevenzione dai rischi e impieghi

RADIAZIONI IONIZZANTI: origine, prevenzione dai rischi e impieghi 1 Irraggiamento derrate alimentari Somministrazione di radiazioni a prodotti alimentari (dosi minori rispetto alla sterilizzazione dei presidi medici) Inibisce la germinazione e ritarda il processo di

Dettagli

MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE DECRETO 7 agosto 2015

MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE DECRETO 7 agosto 2015 MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE DECRETO 7 agosto 2015 Classificazione dei rifiuti radioattivi, ai sensi dell'articolo 5 del decreto legislativo 4 marzo 2014, n. 45. (15A06407)

Dettagli

Data firma: 14/01/2014 Elenco dei co-firmatari dell'atto. Nominativo co-firmatario

Data firma: 14/01/2014 Elenco dei co-firmatari dell'atto. Nominativo co-firmatario ATTO CAMERA RISOLUZIONE IN COMMISSIONE CONCLUSIVA DI DIBATTITO 8/00032 Dati di presentazione dell'atto Legislatura: 17 Seduta di annuncio: del / / Firmatari Primo firmatario: BENAMATI GIANLUCA Gruppo:

Dettagli

Gestione dei rifiuti radioattivi

Gestione dei rifiuti radioattivi Gestione dei Ing. Esperto Qualificato grado III Gestione e smaltimento dei. Obiettivi Fornire il tessuto regolatorio per la Gestione dei Rifiuti Radioattivi Fornire le linee guida base per una corretta

Dettagli

RADIAZIONI IONIZZANTI: origine, prevenzione dai rischi e impieghi. RADIAZIONI IONIZZANTI Origine, prevenzione dai rischi e impieghi

RADIAZIONI IONIZZANTI: origine, prevenzione dai rischi e impieghi. RADIAZIONI IONIZZANTI Origine, prevenzione dai rischi e impieghi RADIAZIONI IONIZZANTI Origine, prevenzione dai rischi e impieghi RADIAZIONI IONIZZANTI e rischi connessi 2 La struttura dell atomo nucleo elettrone protone neutrone 3 Numero di protoni (e di elettroni)

Dettagli

Aumento costante del consumo di energia nel mondo (+ 50 % nel 2020):

Aumento costante del consumo di energia nel mondo (+ 50 % nel 2020): La produzione di energia nel mondo Passato e presente Futuro Aumento della popolazione mondiale (10 miliardi nel 2050) Miglioramento generale degli standard di vita (soprattutto nell area BRIC) Aumento

Dettagli

La radioattività e la datazione al radio-carbonio

La radioattività e la datazione al radio-carbonio 1 Espansione 2.2 La radioattività e la datazione al radio-carbonio Henry Becquerel. I coniugi Pierre e Marie Curie. La radioattività La radioattività è un fenomeno naturale provocato dai nuclei atomici

Dettagli

Il progetto nazionale per la gestione dei rifiuti radioattivi

Il progetto nazionale per la gestione dei rifiuti radioattivi Il progetto nazionale per la gestione dei rifiuti radioattivi IL DEPOSITO NAZIONALE PER LO SMALTIMENTO DEI RIFIUTI RADIOATTIVI: ASPETTI GEOLOGICI ED AMBIENTALI FABIO CHIARAVALLI Direttore Deposito Nazionale

Dettagli

PRODUZIONE DI ENERGIA DA FONTE FOSSILE E NUCLEARE

PRODUZIONE DI ENERGIA DA FONTE FOSSILE E NUCLEARE PRODUZIONE DI ENERGIA DA FONTE FOSSILE E NUCLEARE Ing. Mauro Venturini Ing. Mauro Venturini Dipartimento di Ingegneria Sommario Produzione di energia da fonte fossile Impianti a vapore d acqua Turbine

Dettagli

IL DECOMMISSIONING DELLA CENTRALE DI LATINA. Latina 20 febbraio 2015

IL DECOMMISSIONING DELLA CENTRALE DI LATINA. Latina 20 febbraio 2015 1 IL DECOMMISSIONING DELLA CENTRALE DI LATINA Latina 20 febbraio 2015 Sogin 2 Sogin è la società pubblica responsabile del decommissioning degli impianti nucleari italiani e della gestione dei rifiuti

Dettagli

Ambiente e territorio

Ambiente e territorio Ambiente e territorio I vantaggi del nucleare A parità di elettricità prodotta, l'energia nucleare viene considerata una delle risorse a minor impatto ambientale. Infatti, non è fonte di emissioni inquinanti,

Dettagli

Nucleare: ieri, oggi e domani? Rifiuti Radioattivi e Combustibile

Nucleare: ieri, oggi e domani? Rifiuti Radioattivi e Combustibile Nucleare: ieri, oggi e domani? Rifiuti Radioattivi e Combustibile Francesco Troiani ENEA Membro Commissione Tecnica per la sicurezza nucleare e la protezione sanitaria dalle radiazioni ionizzanti (Art.

Dettagli

tutela. Il richiedente deve altresì dimostrare di conoscere gli elementi essenziali della sorveglianza fisica della protezione.

tutela. Il richiedente deve altresì dimostrare di conoscere gli elementi essenziali della sorveglianza fisica della protezione. ALLEGATO V ISTITUZIONE DEGLI ELENCHI DEGLI ESPERTI QUALIFICATI E DEI MEDICI AUTORIZZATI E DETERMINAZIONE AI SENSI DEGLI ARTICOLI 78 E 88 DELLE MODALITÀ, TITOLI DI STUDIO, ACCERTAMENTO DELLA CAPACITÀ TECNICO-PROFESSIONALE

Dettagli

Smantellamento degli impianti nucleari e gestione dei rifiuti radioattivi

Smantellamento degli impianti nucleari e gestione dei rifiuti radioattivi 1 Giuseppe Bolla, SOGIN 2 CONTENUTI DELLA PRESENTAZIONE Centrali ed impianti nucleari oggi presenti in Italia Cos è il decommissioning I programmi di decommissioning in altri paesi europei La gestione

Dettagli

Attività delle ARPA/APPA in materia di rifiuti radioattivi

Attività delle ARPA/APPA in materia di rifiuti radioattivi CONVEGNO Produzione, gestione e confinamento dei rifiuti radioattivi Piacenza 6 Dicembre 2005 Attività delle ARPA/APPA in materia di rifiuti radioattivi Flavio Trotti, Elena Caldognetto (ARPA Veneto) Rosella

Dettagli

GESTIONE DEI RIFIUTI RADIOATTIVI

GESTIONE DEI RIFIUTI RADIOATTIVI GUIDA TECNICA N. 26 GESTIONE DEI RIFIUTI RADIOATTIVI I. INTRODUZIONE I.1 Premessa I principi fondamentali a cui si deve far riferimento per la gestione dei rifiuti radioattivi sono quelli della protezione

Dettagli

RIFIUTI RADIOATTIVI: UN PROBLEMA SOPRAVVALUTATO La gestione dei materiali

RIFIUTI RADIOATTIVI: UN PROBLEMA SOPRAVVALUTATO La gestione dei materiali QUADERNO AIN n. 4 21 mo SECOLO SCIENZA E TECNOLOGIA n. 5-2009 AIN ASSOCIAZIONE ITALIANA NUCLEARE QUADERNO N. 4 LA PERCEZIONE E LA REALTÀ SCIENTIFICA RIFIUTI RADIOATTIVI: UN PROBLEMA SOPRAVVALUTATO La gestione

Dettagli

RADIAZIONI IONIZZANTI

RADIAZIONI IONIZZANTI OBIETTIVI Determinare la presenza di materie radioattive e di macchine generatrici di radiazioni ionizzanti Sorvegliare l esposizione della popolazione a radionuclidi presenti in matrici ambientali Proteggere

Dettagli

Jacopo De Sanctis, F. Marconi, M. Rosati, G. Mingrone Sogin SpA. Torino, 14-15 Ottobre 2015. Italian DHI Conference 2015

Jacopo De Sanctis, F. Marconi, M. Rosati, G. Mingrone Sogin SpA. Torino, 14-15 Ottobre 2015. Italian DHI Conference 2015 Modelli numerici finalizzati allo studio del rilascio e del trasporto dei contaminanti radioattivi nelle acque sotterranee. Caso studio: sito di Saluggia Jacopo De Sanctis, F. Marconi, M. Rosati, G. Mingrone

Dettagli

La Direttiva 2013/51/EURATOM. Dott. Alessandro Magliano - Ministero della Salute

La Direttiva 2013/51/EURATOM. Dott. Alessandro Magliano - Ministero della Salute La Direttiva 2013/51/EURATOM Dott. Alessandro Magliano - Ministero della Salute Stabilisce i requisiti per la tutela della salute della popolazione relativamente alle sostanze radioattive presenti nelle

Dettagli

Il Protocollo Aggiuntivo Allegati 1 e 2: Attività ed apparecchiature. Ing. Giuseppe Sedda

Il Protocollo Aggiuntivo Allegati 1 e 2: Attività ed apparecchiature. Ing. Giuseppe Sedda Il Protocollo Aggiuntivo Allegati 1 e 2: Attività ed apparecchiature Ing. Giuseppe Sedda Allegato I: Attività di cui all articolo 2, lettera a, punto iv Ciascuno Stato rilascia all Agenzia.: iv) una descrizione

Dettagli

Problematiche relative alla sicurezza del condizionamento e dello stoccaggio dei rifiuti nucleari

Problematiche relative alla sicurezza del condizionamento e dello stoccaggio dei rifiuti nucleari La Trasmutazione ed i Cicli Innovativi del Combustibile Nucleare Problematiche relative alla sicurezza del condizionamento e dello stoccaggio dei rifiuti nucleari Francesco Troiani ENEA ISPESL - Roma,

Dettagli

LE LEGHE DI ALLUMINIO E LO SMALTO PORCELLANATO

LE LEGHE DI ALLUMINIO E LO SMALTO PORCELLANATO LE LEGHE DI ALLUMINIO E LO SMALTO PORCELLANATO Angelo Ferraro, Technical Customer Service Manager Novelis Italia Angelo.Ferraro@novelis.com Premessa In questi ultimi anni c è stato un forte interesse per

Dettagli

IL DEPOSITO NAZIONALE PER I RIFIUTI RADIOATTIVI. di A. Federico e E. Pettinao Fondazione per lo sviluppo sostenibile

IL DEPOSITO NAZIONALE PER I RIFIUTI RADIOATTIVI. di A. Federico e E. Pettinao Fondazione per lo sviluppo sostenibile IL DEPOSITO NAZIONALE PER I RIFIUTI RADIOATTIVI di A. Federico e E. Pettinao Fondazione per lo sviluppo sostenibile Giugno 2015 1 INDICE 1. Il deposito per i rifiuti radioattivi... 3 I rifiuti di alto

Dettagli

attività lavorative sorgenti di radiazioni naturali

attività lavorative sorgenti di radiazioni naturali Per una presentazione più dettagliata della tematica del radon, presentiamo un contributo di Flavia Groppi, che incomincia con l attuale regolamentazione: La normativa Italiana di Radioprotezione, in attuazione

Dettagli

La nuova direttiva UE sulle sostanze radioattive nell acqua potabile

La nuova direttiva UE sulle sostanze radioattive nell acqua potabile Abteilung 29 Landesagentur für Umwelt Amt 29.8 Labor für physikalische Chemie Ripartizione 29 Agenzia provinciale per l ambiente Ufficio 29.8 Laboratorio di chimica fisica La nuova direttiva UE sulle sostanze

Dettagli

LA RADIOATTIVITA AMBIENTALE:

LA RADIOATTIVITA AMBIENTALE: LA RADIOATTIVITA AMBIENTALE: PRINCIPALI ASPETTI ED ELEMENTI DI CONOSCENZA TERRITORIALE Daniela de Bartolo Settore Aria ed Agenti Fisici U.O. Agenti Fisici ed Energia ARPA Lombardia Sede Centrale Viale

Dettagli

AREA ECCELLENZA RADIOATTIVITA AMBIENTALE

AREA ECCELLENZA RADIOATTIVITA AMBIENTALE AREA ECCELLENZA RADIOATTIVITA AMBIENTALE Relazione tecnica trasporti CAOR I/1-07/01 e CAOR I/2-07/02 VALUTAZIONE DELL IMPATTO RADIOLOGICO AMBIENTALE RELATIVO AL PRIMO TRASPORTO (16/12/2007) DI COMBUSTIBILE

Dettagli

Combustione energia termica trasmissione del calore

Combustione energia termica trasmissione del calore Scheda riassuntiva 6 capitoli 3-4 Combustione energia termica trasmissione del calore Combustibili e combustione Combustione Reazione chimica rapida e con forte produzione di energia termica (esotermica)

Dettagli

RADIOATTIVITÁ NEI MATERIALI DA COSTRUZIONE

RADIOATTIVITÁ NEI MATERIALI DA COSTRUZIONE PROGETTO CLUSTER: RADIOATTIVITÁ NEI MATERIALI DA COSTRUZIONE Piano di lavoro Soggetto attuatore: Sardegna Ricerche Sede locale Sulcis Iglesiente Soggetto esecutore: Dipartimenti di Fisica Università degli

Dettagli

Incontro con i cittadini di Caorso. 14 marzo 2008

Incontro con i cittadini di Caorso. 14 marzo 2008 1 Incontro con i cittadini di Caorso 14 marzo 2008 2 Sommario Piano industriale Il piano industriale 2007-2011 L accelerazione Il recupero di efficienza Il modello organizzativo Il progetto sicurezza Il

Dettagli

IL RADON. Decadimento del Radon. protone Radon 222 neutrone. elettrone. radiazione alfa

IL RADON. Decadimento del Radon. protone Radon 222 neutrone. elettrone. radiazione alfa IL RADON Il Radon è un gas radioattivo presente nel suolo e nei materiali da costruzione. La presenza di Radon è legata all abbondanza di minerali radioattivi naturali nella crosta terrestre: le due forme

Dettagli

MODALITA DI VALUTAZIONE DELLA DOSE EFFICACE PER I LAVORATORI ESPOSTI

MODALITA DI VALUTAZIONE DELLA DOSE EFFICACE PER I LAVORATORI ESPOSTI MODALITA DI VALUTAZIONE DELLA DOSE EFFICACE PER I LAVORATORI ESPOSTI Premessa La presente relazione fornisce i criteri e le modalità mediante i quali verranno valutate le dosi efficaci per lavoratori dipendenti,

Dettagli

Audizione in Commissione Industria, commercio, turismo del Senato della Repubblica Indagine conoscitiva sulla strategia energetica Nazionale

Audizione in Commissione Industria, commercio, turismo del Senato della Repubblica Indagine conoscitiva sulla strategia energetica Nazionale Audizione in Commissione Industria, commercio, turismo del Senato della Repubblica Indagine conoscitiva sulla strategia energetica Nazionale Roma, 10 luglio 2012 Sogin Sogin è la Società di Stato incaricata

Dettagli

5.Impatto ambientale dell energia nucleare

5.Impatto ambientale dell energia nucleare 5.Impatto ambientale dell energia nucleare Il discorso antinuclearista viene spesso ridotto al mero catastrofismo. Esistono tuttavia una lunga serie di problematiche che non vengono messe alla luce da

Dettagli

Paleontologia. Archeologia. Radioisotopi. Industria. Biologia. Medicina

Paleontologia. Archeologia. Radioisotopi. Industria. Biologia. Medicina Paleontologia Industria Radioisotopi Archeologia Medicina Biologia I radioisotopi I radioisotopi (o radionuclidi), sono dei nuclidi instabili che decadono emettendo energia sottoforma di radiazioni, da

Dettagli

PROGETTO SULLA COSTRUZIONE DI IMPIANTI PER LO SMALTIMENTO/CONSERVAZIONE DEI RIFIUTI RADIOATTIVI DI I, II E III CATEGORIA

PROGETTO SULLA COSTRUZIONE DI IMPIANTI PER LO SMALTIMENTO/CONSERVAZIONE DEI RIFIUTI RADIOATTIVI DI I, II E III CATEGORIA PROGETTO SULLA COSTRUZIONE DI IMPIANTI PER LO SMALTIMENTO/CONSERVAZIONE DEI RIFIUTI RADIOATTIVI DI I, II E III CATEGORIA INDICE I. INTRODUZIONE I. Il rifiuto radioattivo pag. 3 II. Classificazione dei

Dettagli

Classificazione dei rifiuti solidi

Classificazione dei rifiuti solidi I RIFIUTI Rifiuto solido Qualsiasi sostanza od oggetto, allo stato solido, derivante dall attività umana o dai cicli naturali Potenziale rischio di malattia e/o danno alla salute umana, che può essere

Dettagli

La gestione sostenibile dei rifiuti. Stefano Ciafani Vice Presidente nazionale di Legambiente

La gestione sostenibile dei rifiuti. Stefano Ciafani Vice Presidente nazionale di Legambiente La gestione sostenibile dei rifiuti Stefano Ciafani Vice Presidente nazionale di Legambiente Cenni sulla normativa Le prime direttive europee sui rifiuti risalgono alla seconda metà degli anni 70 1975:

Dettagli

Radioattività e rilevazioni radiometriche, metodologie e normativa 2013

Radioattività e rilevazioni radiometriche, metodologie e normativa 2013 1 Radioattività e rilevazioni radiometriche, metodologie e normativa 2013 Dr. Gabriele Galassi gabrielegalassi@gmail.com Ing. Francesco Pastremoli francesco.pastremoli@techno-hse.com GENERALITA SULLE RADIAZIONI

Dettagli

GLOSSARIO. ), l Americio-243 (Am

GLOSSARIO. ), l Americio-243 (Am GLOSSARIO ADS (Accelerator Driven System). Sistemi costituiti dalla combinazione di un acceleratore di particelle con un reattore nucleare a fissione sottocritico. AGR (Advanced Gas-cooled Reactor, reattore

Dettagli

Il problema dei residui radioattivi del ciclo del combustibile nucleare: Trasmutazione con sistemi sottocritici pilotati da acceleratore.

Il problema dei residui radioattivi del ciclo del combustibile nucleare: Trasmutazione con sistemi sottocritici pilotati da acceleratore. Il problema dei residui radioattivi del ciclo del combustibile nucleare: Trasmutazione con sistemi sottocritici pilotati da acceleratore. Marco Napolitano Università Federico II e INFN, Napoli La sfida

Dettagli

Che cos'è il radon? Il gas radon è rilevabile con i sensi?

Che cos'è il radon? Il gas radon è rilevabile con i sensi? Che cos'è il radon? Il Radon è un gas inodore e incolore presente in natura. Il suo isotopo (atomo di uno stesso elemento chimico con numero di protoni fisso e numero di neutroni variabile) 222Rn è radioattivo

Dettagli

COMUNE DI TRIESTE AREA SERVIZI DI DIREZIONE GENERALE E PROTEZIONE CIVILE

COMUNE DI TRIESTE AREA SERVIZI DI DIREZIONE GENERALE E PROTEZIONE CIVILE COMUNE DI TRIESTE AREA SERVIZI DI DIREZIONE GENERALE E PROTEZIONE CIVILE INFORMAZIONE PER LA POPOLAZIONE IN CASO DI SOSTA DI NAVI MILITARI A PROPULSIONE NUCLEARE Trieste, Luglio 2007 INFORMAZIONE PER LA

Dettagli

RADIAZIONI RADIAZIONI IONIZZANTI RADIAZIONI IONIZZANTI

RADIAZIONI RADIAZIONI IONIZZANTI RADIAZIONI IONIZZANTI RADIAZIONI Le radiazioni ionizzanti sono quelle onde elettromagnetiche in grado di produrre coppie di ioni al loro passaggio nella materia (raggi X, raggi gamma, raggi corpuscolari). Le radiazioni non

Dettagli

Ing. Massimo Esposito U-SERIES srl - Bologna www.ravenna2014.it

Ing. Massimo Esposito U-SERIES srl - Bologna www.ravenna2014.it Radioattività in casa. Radon e valutazione della qualità ambientale. Decreti, Direttive e il futuro in Italia. Ing. Massimo Esposito U-SERIES srl - Bologna Radioattività naturale in edilizia L esposizione

Dettagli

Ambiente, salute e qualità della vita. Radiazioni ionizzanti

Ambiente, salute e qualità della vita. Radiazioni ionizzanti QUALITÀ DELL ARIA Radiazioni ionizzanti QUALITÀ RADIAZIONI DELL ARIA IONIZZANTI Ambiente, salute e qualità della vita PRESENTAZIONE Le radiazioni ionizzanti sono particelle e/o energia in grado di modificare

Dettagli

VALUTAZIONI RADIOLOGICHE E PROCEDURE DI BONIFICA A SEGUITO DELLA FUSIONE DI UNA SORGENTE DI Cs-137 IN UNA FONDERIA DELLA VALLE DI SUSA

VALUTAZIONI RADIOLOGICHE E PROCEDURE DI BONIFICA A SEGUITO DELLA FUSIONE DI UNA SORGENTE DI Cs-137 IN UNA FONDERIA DELLA VALLE DI SUSA VALUTAZIONI RADIOLOGICHE E PROCEDURE DI BONIFICA A SEGUITO DELLA FUSIONE DI UNA SORGENTE DI Cs-137 IN UNA FONDERIA DELLA VALLE DI SUSA M.Magnoni, S.Bertino, F.Righino, M.Ghione, M.C.Losana, E.Chiaberto,

Dettagli

LA RADIOATTIVITA. Nel caso degli isotopi dell idrogeno: Nel caso degli isotopi del Carbonio:

LA RADIOATTIVITA. Nel caso degli isotopi dell idrogeno: Nel caso degli isotopi del Carbonio: LA RADIOATTIVITA Gli atomi di un elemento non sono in realtà tutti uguali, una piccola percentuale di essi ha un numero di neutroni differente, questi atomi si chiamano isotopi di quell elemento. Il 99,9%

Dettagli

Presidente NUCLECO S.p.A. ENEA: Assistente Scientifico del Direttore del Dipartimento Fusione, Tecnologie e Presidio Nucleare

Presidente NUCLECO S.p.A. ENEA: Assistente Scientifico del Direttore del Dipartimento Fusione, Tecnologie e Presidio Nucleare 1 Politecnico di Milano L ENERGIA NUCLEARE: PROBLEMI E POTENZIALITA Materiali radioattivi Francesc esco o Troiani Presidente NUCLECO S.p.A. ENEA: Assistente Scientifico del Direttore del Dipartimento Fusione,

Dettagli

CLASSI PRIME TECNICO GRAFICO. a.s. 2014/ 2015

CLASSI PRIME TECNICO GRAFICO. a.s. 2014/ 2015 KIT DI RECUPERO DI GEOGRAFIA CLASSI PRIME TECNICO GRAFICO a.s. 2014/ 2015 MATERIALE DIDATTICO SOSPENSIONE DI GIUDIZIO GEOGRAFIA CLASSI PRIME Tecnico Grafico a.s. 2014 / 2015 COGNOME : NOME: CLASSE:. Il

Dettagli

DELLA REALIZZAZIONE DI UN SISTEMA DI SORVEGLIANZA AMBIENTALE E DI INFORMAZIONE

DELLA REALIZZAZIONE DI UN SISTEMA DI SORVEGLIANZA AMBIENTALE E DI INFORMAZIONE PROTOCOLLO D INTESA TRA PROVINCIA DI PIACENZA, COMUNE DI CAORSO E AGENZIA REGIONALE PER LA PREVENZIONE E L'AMBIENTE DELL'EMILIA-ROMAGNA (ARPA) AI FINI DELLA REALIZZAZIONE DI UN SISTEMA DI SORVEGLIANZA

Dettagli

LE RADIAZIONI. E = h. in cui è la frequenza ed h una costante, detta costante di Plank.

LE RADIAZIONI. E = h. in cui è la frequenza ed h una costante, detta costante di Plank. LE RADIAZIONI Nel campo specifico di nostro interesse la radiazione è un flusso di energia elettromagnetica o di particelle, generato da processi fisici che si producono nell atomo o nel nucleo atomico.

Dettagli

DEFINIZIONE DI UN MIB PER IL CONTROLLO DI

DEFINIZIONE DI UN MIB PER IL CONTROLLO DI Università degli Studi di Pisa Facoltà di Scienze Matematiche,Fisiche e Naturali Corso di Laurea in informatica Progetto di S.G.R. Laurea Triennale in Informatica Anno Accademico 2006/2007 DEFINIZIONE

Dettagli

ATTIVITÀ NUCLEARI E RADIOATTIVITÀ AMBIENTALE

ATTIVITÀ NUCLEARI E RADIOATTIVITÀ AMBIENTALE CAPITOLO 7 ATTIVITÀ NUCLEARI E RADIOATTIVITÀ AMBIENTALE Introduzione Nonostante in Italia le centrali nucleari e le altre installazioni connesse al ciclo del combustibile nucleare non siano più in esercizio

Dettagli

Produzione di Energia Elettrica da Rifiuti Urbani

Produzione di Energia Elettrica da Rifiuti Urbani 1 Appendice al Cap. 3 (della Parte Seconda del Corso) Produzione di Energia Elettrica da Rifiuti Urbani 1. Generalità Per quanto riguarda l Italia, il Decreto Legislativo n 22 del 5/02/97 (Decreto Ronchi),

Dettagli

La questione dei rifiuti radioattivi in Italia Vent anni dopo

La questione dei rifiuti radioattivi in Italia Vent anni dopo Allegato 1 Tratto da l Astrolabio Newsletter degli Amici della Terra La questione dei rifiuti radioattivi in Italia Vent anni dopo Roberto Mezzanotte Sono passati quasi venti anni da quando l ANPA, all

Dettagli

La radioattività dei materiali da costruzione

La radioattività dei materiali da costruzione Paolo Randaccio Università di Cagliari Dipartimento di Fisica Istituto Nazionale di Fisica Nucleare Sezione di Cagliari La radioattività dei materiali da costruzione Obiettivo del progetto Tutti i materiali

Dettagli

Generatori di calore. Il generatore di calore a combustibile E CH Q D Q F. I generatori di calore

Generatori di calore. Il generatore di calore a combustibile E CH Q D Q F. I generatori di calore Generatori di calore Il generatore di calore a combustibile I generatori di calore Combustibile E CH Superficie di Confine del Sistema Aria comburente Generatore di calore Fluido in ingresso Fumi Calore

Dettagli

14808-60-7 Sabbia silicea-quarzo alfa ~ 50 (Frazione respirabile <5µm) < 0,02

14808-60-7 Sabbia silicea-quarzo alfa ~ 50 (Frazione respirabile <5µm) < 0,02 WCOLCLASSGR pag. 1 di 5 1 - Identificazione del prodotto (preparato) Codice del prodotto : 23023/23101/23391/23291/23431 Nome commerciale : WEBER.COL CLASSIC PLUS PRESTIGE - PROGRES GRIGIO Natura del prodotto

Dettagli

Helios srl Processing and Recycling waste

Helios srl Processing and Recycling waste Helios srl Processing and Recycling waste Attività dell impianto Le attività di recupero e trattamento dei rifiuti previste presso l impianto possono essere essenzialmente ricondotte alle seguenti tipologie:

Dettagli

Impianti per il trattamento chimico- fisico e biologico dei rifiuti liquidi

Impianti per il trattamento chimico- fisico e biologico dei rifiuti liquidi R IFIUTI PE R IC OLOS I Impianti per il trattamento chimico- fisico e biologico dei rifiuti liquidi Firenze, 13 dicembre 2007 R elazione a cura di: Dott. Chim. R enato Bargna CS A srl e-mai: r.bargna@

Dettagli

Audizione di So.g.i.n Spa

Audizione di So.g.i.n Spa Audizione di So.g.i.n Spa presso le Commissioni XIII (territorio ambiente e beni ambientali) e X (Industria, commercio e turismo) del Senato della Repubblica XVII Legislatura Atto del Governo n 58 (Gestione

Dettagli

Smaltimento dei rifiuti solidi urbani ed industriali

Smaltimento dei rifiuti solidi urbani ed industriali dei ed industriali Impianti Meccanici 1 industriali Premesse Con il termine rifiuto solido si intende qualsiasi materiale od oggetto, normalmente allo stato solido, derivante da attività umane o naturali

Dettagli

Azienda Ospedaliera Policlinico di Tor Vergata - Roma

Azienda Ospedaliera Policlinico di Tor Vergata - Roma Azienda Ospedaliera Policlinico di Tor Vergata - Roma Corso di formazione obbligatoria sulla sicurezza e salute sui luoghi di lavoro La sicurezza ed il lavoro con le Radiazioni Ionizzanti (Art. 22, D.Lgs.

Dettagli

Il Decommissioning. degli Impianti Nucleari. Si può, ed è stato fatto

Il Decommissioning. degli Impianti Nucleari. Si può, ed è stato fatto Il Decommissioning degli Impianti Nucleari Si può, ed è stato fatto La notevole esperienza internazionale acquisita negli ultimi venti anni dimostra che gli impianti nucleari possono essere disattivati

Dettagli

Varie forme di energia

Varie forme di energia ENERGIA DAL NUCLEO La fissione nucleare : il processo Teoria della fissione nucleare I reattori nucleari Un reattore naturale La fusione nucleare : il processo Fusione nucleare nelle stelle Fusione nucleare

Dettagli

Trasformazione Amianto

Trasformazione Amianto Trasformazione Amianto «Amianto Nuove tecnologie di smaltimento» ottobre 2013 1 1 Trasformazione dell amianto Il processo consiste in un trattamento termico: l energia fornita al rifiuto, sottoforma di

Dettagli

GESTIONE DELLE TECNOLOGIE AMBIENTALI PER SCARICHI INDUSTRIALI ED EMISSIONI NOCIVE LEZIONE 8. Angelo Bonomi

GESTIONE DELLE TECNOLOGIE AMBIENTALI PER SCARICHI INDUSTRIALI ED EMISSIONI NOCIVE LEZIONE 8. Angelo Bonomi GESTIONE DELLE TECNOLOGIE AMBIENTALI PER SCARICHI INDUSTRIALI ED EMISSIONI NOCIVE LEZIONE 8 Angelo Bonomi LE TECNOLOGIE DI TRATTAMENTO Sono classificate secondo il tipo di flusso e precisamente: ACQUE

Dettagli

ORIGINE DELLE ROCCE Magmatiche o ignee sedimentarie metamorfiche

ORIGINE DELLE ROCCE Magmatiche o ignee sedimentarie metamorfiche Prof. Carlo Carrisi ORIGINE DELLE ROCCE In base al processo di formazione le rocce, si possono classificare a seconda della loro origine in tre tipi: Magmatiche o ignee caratterizzate dalla presenza iniziale

Dettagli

1 Congresso Nazionale Roma 2 Dicembre 2011 Auditorium ISPRA. Giacomo Zambelli. 1 Congresso Nazionale Roma 2 Dicembre 2011 Auditorium ISPRA

1 Congresso Nazionale Roma 2 Dicembre 2011 Auditorium ISPRA. Giacomo Zambelli. 1 Congresso Nazionale Roma 2 Dicembre 2011 Auditorium ISPRA 1 Congresso Nazionale Roma 2 Dicembre 2011 Auditorium ISPRA Presenza di materiale contaminato da radionuclidi nei rifiuti urbani Monitoraggio e gestione del contenuti di radionuclidi naturali (NORM/TENORM)

Dettagli

PARTE II - Radioattività naturale ed energia nucleare. 1. Decadimenti naturali del nucleo

PARTE II - Radioattività naturale ed energia nucleare. 1. Decadimenti naturali del nucleo PARTE II - Radioattività naturale ed energia nucleare 1. Decadimenti naturali del nucleo Escludendo gli elementi più leggeri (idrogeno ed elio), tutti gli altri sono stati prodotti da reazioni nucleari

Dettagli

Rifiuti radioattivi derivanti da situazioni incidentali relative alla fusione di sorgenti orfane. Ing. Pietro Bitonti APAT Ing. Sandro Rizzo NUCLECO

Rifiuti radioattivi derivanti da situazioni incidentali relative alla fusione di sorgenti orfane. Ing. Pietro Bitonti APAT Ing. Sandro Rizzo NUCLECO Rifiuti radioattivi derivanti da situazioni incidentali relative alla fusione di sorgenti orfane. Ing. Pietro Bitonti APAT Ing. Sandro Rizzo NUCLECO Produzione, gestione e confinamento dei rifiuti radioattivi

Dettagli

Impianto di combustione rifiuti di stabilimento. Opuscolo informativo. Fabbrica Italiana Sintetici Stabilimento di Montecchio Maggiore (VI)

Impianto di combustione rifiuti di stabilimento. Opuscolo informativo. Fabbrica Italiana Sintetici Stabilimento di Montecchio Maggiore (VI) Impianto di combustione rifiuti di stabilimento Opuscolo informativo Fabbrica Italiana Sintetici Stabilimento di Montecchio Maggiore (VI) Impianto di combustione rifiuti stabilimento Introduzione F.I.S.

Dettagli

ELETTRONICHE AI FINI DEL RECUPERO. Dr. Ing. Giuseppe Todarello Senior Scientist Tecnologie Ambientali

ELETTRONICHE AI FINI DEL RECUPERO. Dr. Ing. Giuseppe Todarello Senior Scientist Tecnologie Ambientali SCHEDE ELETTRONICHE AI FINI DEL RECUPERO Dr. Ing. Giuseppe Todarello Senior Scientist Tecnologie Ambientali IL CENTRO SVILUPPO MATERIALI S.P.A. IN BREVE 2 Missione CSM è un Centro di Ricerca Industriale

Dettagli

AGENZIA NAZIONALE PER LE NUOVE TECNOLOGIE, L ENERGIA E LO SVILUPPO ECONOMICO SOSTENIBILE - ENEA

AGENZIA NAZIONALE PER LE NUOVE TECNOLOGIE, L ENERGIA E LO SVILUPPO ECONOMICO SOSTENIBILE - ENEA AGENZIA NAZIONALE PER LE NUOVE TECNOLOGIE, L ENERGIA E LO SVILUPPO ECONOMICO SOSTENIBILE - ENEA POSITION PAPER ENEA SULLO SCHEMA DI DECRETO LEGISLATIVO RECANTE ATTUAZIONE DELLA DIRETTIVA 2011/70 EURATOM

Dettagli

Controlli di qualità dei radiofarmaci: verifica della purezza radionuclidica

Controlli di qualità dei radiofarmaci: verifica della purezza radionuclidica Controlli di qualità dei radiofarmaci: verifica della purezza radionuclidica Lara Gallo P.O. Castelfranco Veneto- ULSS8 Asolo (GU n.168 21/7/2005) RADIOFARMACI NORMATIVA RADIOPROTEZIONISTICA Decreto legislativo

Dettagli

PER UN MONDO PIU PULITO

PER UN MONDO PIU PULITO PER UN MONDO PIU PULITO RICICLAGGIO Per riciclaggio dei rifiuti, nell'ambito della gestione dei rifiuti, si intende l'insieme di strategie e metodologie volte a recuperare materiali utili dai rifiuti al

Dettagli

SISTEMA INTEGRATO A LETTURA AUTOMATICA DI RIVELATORI A TRACCIA PADC CON ANALISI DEI DATI COMPUTERIZZATA

SISTEMA INTEGRATO A LETTURA AUTOMATICA DI RIVELATORI A TRACCIA PADC CON ANALISI DEI DATI COMPUTERIZZATA SISTEMA INTEGRATO A LETTURA AUTOMATICA DI RIVELATORI A TRACCIA PADC CON ANALISI DEI DATI COMPUTERIZZATA 1. INTRODUZIONE Il Radon ( 222 Rn) è un gas radioattivo monoatomico presente nell atmosfera e generato

Dettagli

SCHEDA DI SICUREZZA Secondo il Regolamento europeo 1907/2006/CE

SCHEDA DI SICUREZZA Secondo il Regolamento europeo 1907/2006/CE 1/5 Secondo il Regolamento europeo 1907/2006/CE 1 - Identificazione della sostanza o della miscela e della società/impresa Denominazione commerciale: VIVACTIV PERFORMANCE Impiego: Preparato per uso enologico

Dettagli

g{x XÇxÜzç V{tÄÄxÇzx Nella società moderna l energia è uno dei parametri essenziali per garantire un buon livello di vita della popolazione

g{x XÇxÜzç V{tÄÄxÇzx Nella società moderna l energia è uno dei parametri essenziali per garantire un buon livello di vita della popolazione Physics Today, Aprile 2002 g{x XÇxÜzç V{tÄÄxÇzx Nella società moderna l energia è uno dei parametri essenziali per garantire un buon livello di vita della popolazione L energia è un settore in cui è importante

Dettagli

Fisica nucleare radioattività, fusione e fissione nucleare

Fisica nucleare radioattività, fusione e fissione nucleare Fisica nucleare radioattività, fusione e fissione nucleare Christian Ferrari Liceo di Locarno Il nucleo atomico: aspetti storici 1 L ipotesi del nucleo atomico risale al 1911 e fu formulata da Rutherford

Dettagli

SUB-ALLEGATO 3 INTEGRAZIONE ALL ALLEGATO B GRUPPO DI MISCELAZIONE NPP8

SUB-ALLEGATO 3 INTEGRAZIONE ALL ALLEGATO B GRUPPO DI MISCELAZIONE NPP8 SUB-ALLEGATO 3 INTEGRAZIONE ALL ALLEGATO B GRUPPO DI MISCELAZIONE NPP8 Integrazione all Allegato B - gruppo di miscelazione NPP8 GRUPPO NPP8 solidi di natura prevalentemente inorganica Tipologie da miscelare:

Dettagli

Metodi di Trattamento dei rifiuti urbani

Metodi di Trattamento dei rifiuti urbani Metodi di Trattamento dei rifiuti urbani Da rifiuti a risorse percorso impossibile? Dott.ssa Aurelia Fonda COMPOSIZIONE media DEL RIFIUTO URBANO non differenziato dati APAT: Frazione merceologica % in

Dettagli

Radioattività nel materiale storico e nelle costruzioni dell'esercito svizzero

Radioattività nel materiale storico e nelle costruzioni dell'esercito svizzero Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport DDPS Ufficio federale della protezione della popolazione UFPP LABORATORIO SPIEZ Markus Zürcher 10 giugno 2013 Radioattività

Dettagli

IL RISCHIO NUCLEARE. Il rischio nucleare deriva dalla propagazione di radiazioni ionizzanti nell'aria, emanate da sostanze

IL RISCHIO NUCLEARE. Il rischio nucleare deriva dalla propagazione di radiazioni ionizzanti nell'aria, emanate da sostanze IL RISCHIO NUCLEARE Il rischio nucleare deriva dalla propagazione di radiazioni ionizzanti nell'aria, emanate da sostanze radioattive o in seguito a esplosioni di centrali o armi nucleari. L'esposizione

Dettagli

MSDS - Scheda. Seieffe Industrie Via Appia Km 240,300 82013 BONEA (BN) Italia. Tel.: +39 0824 847911 Fax: +39 0824 847999

MSDS - Scheda. Seieffe Industrie Via Appia Km 240,300 82013 BONEA (BN) Italia. Tel.: +39 0824 847911 Fax: +39 0824 847999 MSDS - Scheda dati di Sicurezza Seieffe Industrie Via Appia Km 240,300 82013 BONEA (BN) Italia Tel.: +39 0824 847911 Fax: +39 0824 847999 okite@okite.com www.okite.com 6 - MSDS - Scheda dati di Sicurezza

Dettagli

La radioattività naturale nelle acque: le indicazioni della più recente normativa nazionale e internazionale

La radioattività naturale nelle acque: le indicazioni della più recente normativa nazionale e internazionale La radioattività naturale nelle acque: le indicazioni della più recente normativa nazionale e internazionale Maria Teresa Cazzaniga ARPA Lombardia Dipartimento Provinciale di Milano I riferimenti legislativi

Dettagli

Gestione dei rifiuti radioattivi

Gestione dei rifiuti radioattivi Gestione dei rifiuti radioattivi Università degli Studi di Cagliari Servizio di Fisica Sanitaria e Radioprotezione Come smaltire rifiuti contaminati da sostanze radioattive? Per la legge i rifiuti si distinguono

Dettagli

Controllo ambientale degli agenti fisici: nuove prospettive e problematiche emergenti - Vercelli, 24-27 marzo 2009

Controllo ambientale degli agenti fisici: nuove prospettive e problematiche emergenti - Vercelli, 24-27 marzo 2009 Il trasporto del combustibile nucleare irraggiato dalla centrale di Caorso al centro di riprocessamento di La Hague. Ruolo di ARPA Emilia Romagna ed aspetti di radioprotezione R. Sogni, L. Gaidolfi, A.

Dettagli

Informazioni sul prodotto e istruzioni relative alla lavorazione 1

Informazioni sul prodotto e istruzioni relative alla lavorazione 1 1 1 1. Elementi identificativi del prodotto e della società/impresa produttrice Denominazione del prodotto: materiale isolante in lana di roccia Uso e funzione: materiale isolante in lana di roccia per

Dettagli

BRUCIAMENTO DI ATTINIDI MINORI

BRUCIAMENTO DI ATTINIDI MINORI POLITECNICO DI MILANO Facoltà di Ingegneria Dipartimento di Ingegneria Nucleare Dottorato di Ricerca in SCIENZA E TECNOLOGIA NEGLI IMPIANTI NUCLEARI XIII ciclo - A. A. 1997/98-1999/2000 BRUCIAMENTO DI

Dettagli

Scheda di dati di sicurezza Ai sensi del Regolamento CE 1907/2006 REACH Stampato il 01/06/08 Denominazione commerciale: EFFE 91 ACC-U-SOL ml.

Scheda di dati di sicurezza Ai sensi del Regolamento CE 1907/2006 REACH Stampato il 01/06/08 Denominazione commerciale: EFFE 91 ACC-U-SOL ml. Pagina: 1/ 6 1. IDENTIFICAZIONE DELLA SOSTANZA/PREPARATO E DELLA SOCIETA /IMPRESA Articolo numero: art.04920 Utilizzazione della Sostanza / del Preparato: Rivelatore fughe gas Produttore/fornitore: FIMI

Dettagli

Metodi di abbattimento delle emissioni. Università di Roma La Sapienza Sistemi Energetici II

Metodi di abbattimento delle emissioni. Università di Roma La Sapienza Sistemi Energetici II Metodi di abbattimento delle emissioni Metodi per l abbattimento l delle emissioni I sistemi di abbattimento delle emissioni a valle della camera di combustione risultano indispensabili qualsiasi sia la

Dettagli

IL PARTICOLATO ATMOSFERICO

IL PARTICOLATO ATMOSFERICO IL PARTICOLATO ATMOSFERICO Il particolato atmosferico Definito anche aerosol o genericamente polveri Costituito da particelle solide o liquide in sospensione che provengono: da processi naturali e da processi

Dettagli

TECNICHE DI BASE PER LA SEPARAZIONE DEI COMPONENTI DI UNA MISCELA

TECNICHE DI BASE PER LA SEPARAZIONE DEI COMPONENTI DI UNA MISCELA TECNICHE DI BASE PER LA SEPARAZIONE DEI COMPONENTI DI UNA MISCELA CENTRIFUGAZIONE La centrifugazione è un processo che permette di separare una fase solida immiscibile da una fase liquida o due liquidi

Dettagli

Capitolo LXXXV Perizia chimica Lopez ed altri - 13.05.97.

Capitolo LXXXV Perizia chimica Lopez ed altri - 13.05.97. Capitolo LXXXV Perizia chimica Lopez ed altri - 13.05.97. 3169 In considerazione di ipotesi emerse nel corso dell istruttoria, secondo cui il DC9 sarebbe stato abbattuto perché trasportava un carico di

Dettagli